Correva l’anno 1924…

Truman CapotePer chiudere il mese in bellezza il mese di settembre, decisamente un mese da scrittori, voglio ricordare oggi il giorno di nascita di un altro grande scrittore. Dopo quello della “Dama del Giallo“, al secolo Agatha Christie, ricordato su queste pagine due settimane or sono, voglio oggi ricordare il compleanno di Truman Capote. Truman Capote, scrittore e giornalista noto per romanzi, tra i quali, per fare i primi due titoli che mi vengono in mente, “A sangue freddo” e “Colazione da Tiffany“, era nato a New Orleans il 30 settembre del 1924. Amico di un’altra grande scrittrice, Harper Lee, vincitrice del Premio Pulitzer per la Narrativa nel 1961 per quel Capolavoro che è “Il buio oltre la siepe“, romanzo nel quale compare anche un alter-ego  di Truman Capote nel personaggio di Dill, l’amico di Jem e Scout Finch.

Con “A sangue freddoTruman Capote ha creato forse il più fulgido esempio di cronaca giornalistica, un romanzo basato su una vicenda reale, un cruento delitto con come vittime una famiglia di Holcomb, i Clutter, uccisi per una falsa notizia relativa una grossa somma di denaro che avrebbe dovuto trovarsi in un qualche posto della casa, un romanzo del quale viene proposta l’attenta lettura agli aspiranti giornalisti.

Con il romanzo “Colazione da Tiffany“, invece, Truman Capote dà vita ad una vicenda che viene ricordata a ritroso. Il ritratto di una giovane, Holly Golightly, alla disperata ricerca di un posto nel quale potersi sentire pienamente e perfettamente a casa; un posto che dia la stessa sensazione di sicurezza e tranquillità di Tiffany. Questa ricerca spasmodica porterà Holly a imbarcarsi in avventure che la porteranno anche all’arresto per aver avuto contatti sospetti con un famigerato gangster, un padrino newyorchese e col suo alquanto sospetto avvocato, al quale passava messaggi dei quali ella non capiva il significato. Alla fine di questa avventura Holly lascerà New York e vagherà per vari posti del Globo.

Anche Truman Capote, che se non fosse scomparso a Bel Air il 25 agosto 1984 avrebbe la stessa età della mia nonna materna, manca infinitamente al Mondo Letterario Mondiale.

Review: Breakfast at Tiffany’s: And Three Stories

Colazione da Tiffany di Truman Capote

Breakfast at Tiffany’s: And Three Stories by Truman Capote

My rating: 5 of 5 stars

Tiffany visto come un luogo di pace e tranquillità; un luogo nel quale “niente di brutto può accedere“. La protagonista di questo meraviglioso romanzo breve di Truman Capote, la mia edizione è quella che “contiene” il solo romanzo “Colazione da Tiffany” senza le altre tre storie, è Holiday (Holly) Golightly, una ragazza ex moglie bambina, ex attrice mancata, che vive a New York di espedienti e mance. Il romanzo vede Holly entrare in scena grazie ai ricordi dello scrittore che veste il ruolo della voce narrante e del protagonista; lo scrittore che nel bellissimo film di Blake Edwards con Audrey Hepburn, George Peppard e Mickey Rooney ha un nome, Paul Varjak e che, invece, nel romanzo di Capote resta per tutta la vicenda senza nome.
Nel racconto si riscontrano i temi della ricerca di un posto tranquillo, un posto che possa essere considerato veramente una casa, un posto nel quale poter mettere, finalmente radici, quello dell’appartenenza a qualcuno, essere umano o animale, senso di appartenenza che si riconosce solamente quando ci si libera dell’altra metà.
Un altro tema presente nel romanzo è quello dell’ipocrisia, l’ipocrisia della petulante Madame Spanella la quale, dopo aver dimostrato fastidio ed addirittura un sentimento molto simile all’odio per Holly Golightly e la gente chiassosa che le girava costantemente per casa, arrivando addirittura a denunciarla alla polizia e a farle arrestare, tollererà poi un comportamento molto simile da parte del successivo inquilino dell’appartamento di Holly, un tipo piuttosto losco e litigioso sul quale però Madame Spanella non trova nulla da ridire arrivando a procurargli addirittura delle belle bistecche per fare gli impacchi ai suoi occhi, spesso e volentieri, pesti. In “Colazione da TiffanyTruman Capote strizza l’occhio a Charles Dickens per il modo nel quale delinea i personaggi rendendo i buoni non totalmente buoni ed i cattivi non poi così cattivi, accanendosi soprattutto contro i presunti buoni. Un romanzo che io adoro assolutamente e che continuerei a leggere e rileggere per il piacere che ogni volta mi dona la sua lettura.

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