Settantasei anni fa come oggi

In ricordo di Beatrix Potter

Salve a tutti!

Ritratto di Beatrix Potter

Nella notte del 22 dicembre 1943, ci lasciava Beatrix Potter. Fu una figura assai eclettica e di un talento multiforme essendo stata scrittrice, illustratrice, botanica, nume tutelare del Lake District e sicuramente dimenticherò qualcosa.

Beatrix Potter e Peter RabbitMa d’altronde con personaggi come la “mamma” di Peter Coniglio e della sua numerosissima compagnia di simpaticissimi amici il pericolo di tralasciare qualche aspetto è sempre dietro l’angolo. La sua è stata, infatti, un’esistenza talmente variegata e ricca di accadimenti e di fascino che, per essere narrata, anche solo in minima parte, ci vorrebbero infiniti volumi; praticamente una nuova Enciclopedia Britannica.

Copertina di "Scoprendo Beatrix Potter"

Di questo mi sono reso pienamente conto lavorando alla sua biografia, uscita due anni orsono presso la casa editrice flower-ed diretta impeccabilmente da Michela Alessandroni.

Più approfondivo, per quelle che erano le mie capacità di studioso dilettante, la sua figura più mi rendevo conto che ancora tanto rimaneva da approfondire. Ci vorrebbe, come ho detto, tempo ed estrema dedizione per cominciare ad andare, almeno un pochino a fondo nello studio della vita di Beatrix Potter.

Anche solamente per studiare i suoi diari e le sue lettere, cosa che mi ripropongo di fare, ci vorrebbero anni di lavoro; un lavoro che però sarebbe assolutamente meraviglioso e ricco di soddisfazioni perché permetterebbe di conoscere una figura straordinaria non solo della Letteratura Europea e ho volutamente tralasciato la specifica “per l’infanzia” ma persino del campo scientifico, se è vero, com’è vero, che il suo studio micologico, sebbene mai pubblicato, è tuttora uno dei testi sacri in quel campo.

È per questo che oggi voglio ricordare, sia pure in questo modo limitato, la figura di questa Grande Donna di Cultura, intesa nel senso più ampio del termine; una donna determinata che ha saputo imporsi in un mondo ancora dominato dagli uomini. Una donna che non solo ha curato, in maniera puntigliosa ed estremamente precisa e impeccabile, quella che possiamo definire la fase creativa del proprio lavoro ma che si è spinta, è proprio il caso di dirlo, a curare anche la fase relativa al  marketing e al merchandising delle proprie creazioni.

Grazie per la pazienza e l’attenzione che ancora una volta mia avete voluto dedicare, scusate l’incompletezza e le lacune di questo mio ricordo e arrivederci alla prossima occasione!

Buonanotte e, come sempre, Buona lettura, magari proprio in compagnia di uno dei libri di Beatrix Potter o del mio piccolo libro dedicato a lei, vale a dire “Scoprendo Beatrix Potter” edito dalla casa editrice flower-ed!

Con simpatia! 🙂

Domani a Milano l’addio al dottor Magi

Ultimo saluto a Milano per il Dottor Magi

Salve a tutti!

Dottor Max MagiQuesta non è certo una notizia tipica per questo mio blog. Ciononostante trovo doveroso, seppure a qualche giorno dalla sua scomparsa, dare la notizia della scomparsa di un luminare dell’ortopedia, non solo in Italia ma anche al di fuori dei confini del nostro Belpaese. Se n’è infatti andato, qualche giorno fa, a Londra, il Dottor Magi, per anni anima dell’Ospedale Morelli di Sondalo.

Nativo di Parma, ha dedicato tutta la propria vita a diffondere il proprio sapere tra i propri colleghi più giovani ma anche esportandolo in paesi poveri quali Somalia e Madagascar. Nel nosocomio sondalino, presso il quale è stato per vent’anni primario del reparto di Ortopedia ha portato la propria tecnica operatoria e utilizzando, tra i primi in Italia, la tecnica operatoria dell’artroscopia che ha rivoluzionato l’ambito della chirurgia ortopedica del ginocchio.

Tra i pazienti del compianto dottor Max Magi ricordiamo anche il grande regista italiano Federico Fellini che il dottor Magi aveva operato e che con lui ha mantenuto sempre rapporti di amicizia profonda. Con lui se ne va un grande luminare della medicina ortopedica ma anche e soprattutto un grande uomo.

Domattina, alle ore 11.00, alla Parrocchia San Gregorio Magno di Milano, si celebrerà una cerimonia di addio per salutare per l’ultima volta il dottor Magi, la cui scomparsa, avvenuta all’età di 78 anni, lascia un immenso vuoto nel mondo medico e in tutti coloro che lo hanno conosciuto e ne hanno potuto apprezzare le doti umane e professionali.

A proposito di ricordi da parte di quanti lo hanno conosciuto e potuto annoverare tra i propri amici qui di seguito potete leggere il ricordo di Giovanni Bertani:

Giovanni Bertani, autore de Il Grisbì edito da Edizioni Forme Libere, un romanzo noir dove l’amicizia regna sovrana, nonostante il precipitare degli eventi, raggiunto dalla notizia che l’amico Max  era prima in serie condizioni di vita e poi ha terminato il suo percorso terreno, condivide queste poche righe con chi lo ha conosciuto  per poterlo ricordare insieme.

Storie convergenti ma anche divergenti quelle che hanno unito per un arco di 50 anni la vita di questi scrittori, entrambi nati a Parma ma che si sono conosciuti in Africa.

Se l’amore per il mare  li ha portati a girare il mondo ed a scoprire i colori degli abitanti degli abissi ed a condividere laddove possibile le loro esperienza, Giovanni e Max, entrambi liberi professionisti seppure in settori differenti  hanno avuto entrambi il loro esordio letterario lo scorso anno.

Max Magi infatti ha scritto Undulna nella primavera del 2015 per Minerva Edizioni laddove Il Grisbì di Giovanni Bertani è uscito nel mese di luglio, e per uno strano gioco del destino Max che ha lasciato Parma ancora ragazzo ha scelto proprio la città natia per la prima presentazione del proprio libro, mentre Giovanni che tuttora vi abita ha scelto l’Isola d’Elba e la prima edizione dell’Elba Book Festival: un luogo di mare.

Sabato 19 marzo  verrà celebrata una commemorazione a Milano per Max ma Giovanni che Max chiamava “bengala” non potrà parteciparvi, impegnato nella presentazione del suo libro.

Allora con queste righe e questo strano intreccio tra mare, libri, ed amicizia lascio le parole a Giovanni per il suo personale commiato all’amico Max Magi, che qui ricorda non per le sue qualità di chirurgo ortopedico ma per la sua umanità, per la sua amicizia e per il comune interesse per la cultura.

 

UNDULNA DI MASSIMO MAGI

Massimo Magi è sceso dall’aereo, è salito sull’autobus e lì ha perduto conoscenza. È caduto all’indietro e non si è più risvegliato, è andato più lontano ancora. Essere fatti di carne, sangue e nervi vuol dire esistere oltre le contumelie del tempo, gli oltraggi della fortuna e così è per lui, ora come allora.

La testimonianza ultima è stato il suo libro, un’autobiografia intitolata Undulna (Ed. Minerva 2015), dal nome della sua prima barca. Una serie di aneddoti su un mondo che in parte se ne è andato con lui e che ha avuto la lungimiranza di lasciarci. Scorrendo tra quelle storie sembra di leggere un testo di antropologia e di attraversare un’esistenza vissuta come un oggetto raro e prezioso.

Per chi ha conosciuto Max sa che è così che sono andate le cose per lui. Si è detto e scritto su di lui in questi giorni e ciò che ne emerge è che la sua essenza di uomo consiste nel fatto che quanto ti ci trovavi di fronte capivi di aver trovato un’anima indomita, che ti faceva desiderare di essere migliori, che valeva la pena provarci, per quanto la strada potesse essere dura.

Quando lavorava all’Ospedale di Bormio e Sondalo lo andavo spesso a trovare, adoravo quella casa di fianco all’Adda che quando alla sera si scambiavano due parole con un sigaro in bocca si ascoltava il mormorio del fiume che scorreva tranquillo. Nella sua casa c’era sempre il pensiero di essere in un luogo diverso da quello in cui ti trovavi effettivamente. Sarà stato per i ricordi che provenivano da ogni parte del mondo, per la collezione di riviste di viaggio, per le storie che raccontava.

Anche quando andavo a trovarlo in qualche posto esotico assistevo allo stesso paradosso, ma al contrario. Ho una foto che ci ritrae sulla spiaggia di un’isola lontana che reggiamo un’enorme bandiera italiana, siamo tutti e due abbronzati e sembriamo felici.

Non sopportava gli incontri eccessivamente mondani, se non per periodi limitati di tempo. Alla presentazione del suo libro sembrava frettoloso e imbarazzato di trovarsi davanti a tutta quella gente, ma è stato generoso con tutti al limite della sopportazione. Per indole non comprendeva la burocrazia e sapeva che non poteva cambiare il mondo, ma aveva una bellissima e struggente innocenza e ci provava ugualmente, perché comunque ne valeva la pena.

Può andare tranquillo perché il mondo che ha lasciato è migliorato anche grazie a lui. Più lontano ancora, senza fermarsi, sembra che ci dica.

In perpetuum, frater, ave atque vale.

Undulna di Max MagiDi lui ci resterà inoltre il libro da lui scritto lo scorso anno intitolato “Undulna. Una vita fra avventura e medicina” edito dalla casa editrice Minerva di Bologna e inserito nella collana Ritratti.

Grazie a tutte e tutti voi per l’attenzione e la pazienza e arrivederci alla prossima occasione!

Buona serata, buonanotte e, come sempre, Buona lettura, magari proprio in compagnia del libro del dottor Max Magi intitolato “Undulna. Una vita fra avventura e medicina“!

Con simpatia! 🙂

Si è spenta Harper Lee

L’autrice Premio Pulitzer per “Il buio oltre la siepe” si è spenta oggi

Salve a tutti!

Ritratto di Harper LeeQuesto mio ritorno tra voi ha il mesto sapore dell’addio. Si è infatti spenta, nella cittadina di Monroeville dov’era nata quasi novant’anni fa, la famosa e amata scrittrice americana Nelle Harper Lee. Più nota col suo doppio cognome Harper Lee è stata l’autrice di quel capolavoro che è “Il buio oltre la siepe“, un libro che, credo, molti di voi conosceranno avendolo incontrato, com’è successo a me, alle scuole medie grazie a un qualche brano estratto dal romanzo e “infilato” nell’antologia.

La scomparsa di Harper Lee, utilizzo semplicemente il nome d’arte per comodità, segue di due mesi esatti l’uscita nelle librerie del suo nuovo romanzo, nuovo si fa per dire se è vero, come si dice e come ha dichiarato lei stessa, che la sua stesura sia precedente a quella de “Il buio oltre la siepe“, romanzo che, va ricordato, le valse il Premio Pulitzer per la Narrativa nel 1961. Il romanzo, dal titolo “Va’, metti una sentinella“, uscito in Italia lo scorso 19 novembre ed edito, come già il precedente da Feltrinelli, ha suscitato alcune discussioni, dovute principalmente al fatto che, nel romanzo, l’autrice ha rivelato alcuni particolari nascosti, fin qui, della famiglia Finch, in special modo riguardanti il padre Atticus che hanno contribuito a ribaltarne la visione di paladino in difesa della gente di colore. Rivelazioni e discussioni che non intaccano minimamente quella che è la cifra stilistica de “Il buio oltre la siepe“, romanzo destinato a rimanere per molti anni ancora uno dei Capisaldi delle Letteratura Americana.

Nata il 28 aprile 1926 a Monroeville, in Alabama,  fu amica d’infanzia di un altro grande nome della Letteratura americana e mondiale: Truman Capote. Colpita alcuni anni fa da un ictus dal quale si era però ripresa si è spenta nella mattinata di oggi nella sua casa di Monroeville lasciando un vuoto enorme nel mondo della narrativa e della letteratura. Il valore  dell’opera di Harper Lee è stato ulteriormente sancito dal conferimento alla scrittrice da parte dell’allora Presidente americano George W. Bush, della Medaglia presidenziale per la libertà, una dei massimi riconoscimenti conferiti negli Stati Uniti, avvenuto il 5 novembre 2007.

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