Il sentiero alpino. La storia della mia carriera. Lucy Maud Montgomery. Trad. Riccardo Mainetti. Flower-ed

Grazie infinite a Romina Angelici per la splendida recensione!

Eccone un breve stralcio:

Una traduzione ottimale garantisce la fluidità della lettura e impreziosisce un testo già ricco di interessanti informazioni riguardanti l’infanzia e i primi cimenti della grande e amata scrittrice canadese, se non altro per l’autorevolissima fonte da cui provengono.

Buona lettura a tutte e tutti voi!

Alla prossima!

Buona serata!

Con simpatia! 🤓

I piaceri della lettura

Risultati immagini per il sentiero alpino

Questo libro, che rappresenta la prima traduzione italiana dell’autobiografia scritta da Lucy Maud Montgomery, deve il suo titolo ai versi di una poesia, Alla Genziana a frange, letta per caso in un giornale e conservata tra i libri di scuola, che recita:

Poi un sussurro fiorisce dal tuo sonno

Come posso scalare

Il sentiero alpino, così duro, così impervio,

Che conduce a vette sublimi;

come posso raggiungere il lontano traguardo

di una vera e onorata fama,

e scrivere sulla sua lucente pergamena,

un umile nome di donna.

La proposta dell’editore di scrivere la storia della sua carriera, a 42 anni e dopo aver pubblicato Anne of Green Gables, le diede la certezza di aver raggiunto una di quelle vette sublimi e di essere considerata quindi una scrittrice di successo.

Quella che sarebbe dovuta uscire in sei puntate, si dipana in realtà in una narrazione in dieci capitoli di…

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[RECENSIONE] Raccolta Frammenti dei DelWriters

*Recensione del racconto “Segatura e polvere di stelle” contenuto nella raccolta “Frammenti”

Salve a tutti!

Copertina "Frammenti"

 

Oggi torno ad occuparmi di recensioni per un concorso al quale sto partecipando. Il concorso consiste nel recensire un racconto tra quelli contenuti nella raccolta, edita dalla Delrai Edizioni e composta da una serie di racconti scritti dai DelWriters, vale a dire gli autori che pubblicano per questa casa editrice. La raccolta si intitola “Frammenti“.

A me è capitato in sorte, per così dire, il racconto “Segatura e polvere di stelle” di Jane Harvey-Berrick. Devo ammettere che non conoscevo, prima di entrare in contatto con questo suo racconto, l’autrice in questione. Questo ha creato dei dubbi alla persona che ha provveduto alla selezione del racconto da inviarmi. Mi è stato infatti chiesto, non avendo mai letto nulla dell’autrice, se me la sentissi di affrontare quel racconto, in quanto si riaggancia e rimanda alle opere che fanno parte della “Serie del viandante“, per me sconosciute, dell’autrice.

Lasciando però perdere queste elucubrazioni sparse è giunta l’ora di occuparci della recensione vera e propria. Prima però di addentrarci in essa mi sembra giusto e doveroso presentarvi la raccolta nel suo complessso:

 

Copertina "Frammenti"Una raccolta di novelle, scritte dagli autori Delrai Edizioni; nove scrittrici, generi diversi, penne di talento: Frammenti nasce da un’idea, quella che anche il racconto abbia valore e possa comunicare emozioni.

Stefania Da Forno con “Fammi stare bene
Alessandra Paoloni con “Merry Haunted Christmas
Rachel Sandman con “Pancake ai mirtilli
Natascia Luchetti con “Il battesimo della vita
Eveline Durand con “Emergency call. Chiamata d’emergenza” e “Un carillon senza cuore
Margherita Fray con “Sometimes
Barbara Bolzan con “Niente di che
Elle Eloise con “Nel blu dell’universo profondo
Jane Harvey Berrick con “Segatura e polvere di stelle

Nel racconto “Segatura e polvere di stelle” troviamo come protagonisti Kestrel, per gli amici del mondo del circo Kes ed Aimee, la ragazza con la quale ha trascorso “un’estate magica” ma che, al termine della stagione “passata a lavorare e vivere nel circo” se n’è andata, lasciando Kestrel, solo e abbandonato.

Inizialmente Kes non la prende per nulla bene. Prima abbandona il circo e si mette a vagabondare in sella alla sua moto. Tornato in seno al circo ha alcuni scambi di opinioni con un paio di amici e colleghi decide di partire per andare a raggiungere Aimee perché si rende conto che senza di lei per lui vivere è impossibile.

Ad accompagnarlo è Zef, un amico del circo intenzionato a recarsi a Savannah a trovare il fratello. Ben presto però, nonostante la felicità di aver ritrovato Aimee, Kes si accorge che quella vita “ordinaria” e statica gli sta stretta. Non sa però come dirlo alla propria amata. Mentre si trova a Boston con Aimee Kes viene incaricato dal preside della scuola nella quale lei insegna di esibirsi in uno dei suoi numeri favoriti a beneficio degli scolari. Ad assisterlo sarà Zef, che ormai, per dirla col Manzoni, “sentiva una cert’uggia” della vita a Savannah. Per Kes giunge infine il momento di ripartire. Aveva infatti detto alla “sua gente” che si sarebbero rivisti all’inizio della nuova stagione circense. Già ma come fare a separarsi nuovamente dalla “sua” Aimee. A risolvere la situazione, inaspettatamente per Kes, sarà proprio la ragazza…

Citando uno degli ultimi libri letti: “la storia, se la leggerete dalla viva voce dell’autrice sarà di gran lunga più bella”.

Ed ora la tipica domanda che mette sempre un certo imbarazzo. Ovvero, a chi consiglio la lettura di questo racconto?

Beh…!

Stavolta non mi trovo in imbarazzo dicendo che mi sento di consigliare la lettura a tutti! È infatti un racconto che farà sognare tutti i tipi di lettori. Perché, ditemi voi, a chi non è mai capitato di dover “andare a riprendere” una ragazza che ci piaceva e che, per un motivo o per l’altro, ci eravamo lasciati scappare?

Ora mi resta che ricordarvi che potrete trovare la raccolta “Frammenti” dei DelWriters edita dalla Delrai Edizioni, in vendita su Amazon al seguente link: https://www.amazon.it/Frammenti-AA-VV-ebook/dp/B07M8NZD29/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1548771315&sr=8-1&keywords=frammenti+delrai+edizioni

Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla prossima occasione!

Buon pomeriggio e, come sempre, Buona lettura!

Con simpatia! 🙂

Copertina "Frammenti"

 

[RECENSIONI] Tormento fragile di Valentina Casadei

Il mio commento sull’opera prima di una promettentissima poetessa

Salve a tutti!
Copertina della silloge poetica "Tormento fragile" di Valentina CasadeiA volte capita che gli autori mi contattino per richiedermi delle recensioni e, come in questo caso, dalla lettura delle loro opere riemergo deliziato ed emozionato.

In questo caso vi voglio consigliare, caldamente, la lettura della prima silloge poetica di Valentina Casadei intitolata, come anche questo mio articolo, “Tormento fragile“. Il libro è edito dalla Bertoni Editore.

Ecco qui quello che è il mio commento al libro:

Copertina della silloge poetica "Tormento fragile" di Valentina CasadeiUna silloge poetica assolutamente magistrale e meravigliosa nella quale l’autrice,  la bravissima Valentina Casadei, maneggiando la lingua in maniera sapiente e a volte giocandoci, riversa sentimenti a profusione che non mancano di toccare il lettore fin nel profondo dell’animo.
Non posso né voglio dire in quale delle poesie raccolte in “Tormento fragile” potrete trovare questo tipo di emozioni.
Non lo faccio non perché io sia perfido o cattivo ma solamente perché non è possibile stabilire oggettivamente cosa susciti maggiormente emozioni.
Le emozioni sono la cosa più soggettiva che esista ed è questo il bello.
Perciò leggete questa meravigliosa silloge poetica e lasciatevene catturare.
È l’augurio e l’invito migliore che io possa farvi!

Se pensate poi che questa è la sua opera prima vi ritroverete a meravigliarvi della maestria che l’autrice già sa esprimere. Pensate quali e quante altre gioie potrà regalarci con le sue future pubblicazioni!

Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione che anche stavolta avete deciso di dedicarmi e arrivederci alla prossima occasione!

Buonanotte e, come sempre, Buona lettura, magari proprio in compagnia della silloge poetica “Tormento fragile” di Valentina Casadei edita da Bertoni Editore!

Con simpatia! 🙂Copertina della silloge poetica "Tormento fragile" di Valentina Casadei

[INTERVISTE]Intervista con l’autore. Luca Farinotti – Parte Seconda

La nostra Isabella Grassi conclude la propria intervista con Luca Farinotti

Salve a tutti!

Oggi vi presento una nuova puntata della rubrica “Intervista con l’autore” della nostra inviata dalle terre parmensi Isabella Grassi che conclude la propria intervista con lo scrittore-imprenditore Luca Farinotti.

Ma ora è il momento di cedere la parola alla nostra Isabella Grassi:

INTERVISTA CON L’AUTORE

Luca Farinotti – Seconda parte

#mondoristorante

Edizioni Clandestine 2018

 #mondoristorante di Luca Farinotti

Ho già intervistato per voi Luca Farinotti,  lo scrittore-imprenditore della mia amata Parma.

Vi ho annunciato a marzo l’uscita del suo nuovo libro #mondoristorante nella mia intervista con l’autore: Luca Farinotti, e sempre su questo blog ho dato ampio risalto alle sue presentazioni del mese di maggio,  https://ilibridiriccardino.com/2018/05/07/presentazione-eventibrunch-in-the-office-con-gli-autori/ felice del fatto che sia sulla seconda di copertina che all’interno del libro l’autore avesse riportato stralci della mia o meglio nostra intervista. Anche voi quindi, cari lettori siete di fatto entrati a far parte di questo libro.

Ciò che non vi ho detto e che fa parte di questa “seconda puntata” è l’impressione che il libro mi ha fatto, qual è secondo me il messaggio dell’opera #mondoristorante.

Il libro è, ora posso dirlo, veramente dedicato al “ristoratore resistente”, non solo perché a tale figura è dedicato un capitolo del libro, ma perché in tutte le sue pagine il lettore attento si accorge di essere guidato come Dante da Virgilio nel suo percorso. Il ristoratore resistente è la guida silente, l’angelo custode e ha un suo emblema nella “zuppetta di arselle”, piatto tipico versiliese, semplice e allo stesso tempo così delicato e prezioso, (pag. 169 #mondoristorante). “Amore e sudore” contraddistinguono questo piatto e chi lo fa, e il lettore potrà cimentarsi nella sua esecuzione perché troverà nella pagina seguente la ricetta, o meglio la ricetta dello chef di un ristorante resistente a Forte dei Marmi, tipico luogo di villeggiatura sulla costa toscana.

E così, sempre viaggiando tra le pagine del libro, si scoprono tanti altri ristoratori, tanti altri chef che non saranno cuochi stellati, che non sono omologati, che non hanno un menu vario ma che ciò nonostante riescono a stupire sia per la presentazione (amore) che soprattutto per il gusto (sudore), il fortunato commensale. Fa capolino “la pasta alla Norma” servita “dopo dieci minuti, su un piatto di ceramica stupendamente decorato di Soli sorridenti e limoni grossi e maturi: pochi spaghetti, perfettamente al dente e regalmente presentati. Adagiate, sopra di essi, tre enormi fette di melanzana dorate, morbide, croccanti, dolcissime.” E non ci si può certo stupire se dopo questa entusiastica descrizione di un pranzo di Luca in “un piccolo dammuso bianco che ha tutta l’aria di essere un posto di ristoro” il pasto vene consumato in silenzio, interrotto solo alla fine allorché una caffettiera fumante farà il suo ingresso.

Odori e sapori permeano la lettura, così come luoghi vicini e lontani, e nomi. Farinotti infatti esalta e magnifica Diego Sorba (oste del Tabarro di Parma, locale della centrale via Farini a Parma), come “fulgido esempio di come si possa, arrivando a incarnare la propria missione in senso tutt’altro figurato, diventare una carta dei vini vivente, vocale e interattiva in costante virtuoso divenire”, parla di Virgilio l’Oste Resistente dell’Oltretorrente di Parma e sempre sul territorio emiliano di Sandro Levati, del suo no cellulare grazie, e tanti altri che meritano di essere scoperti tra le pagine.

Vi è una aperta condanna alle multinazionali del cibo. Vi è il monito rivolto al ristorante resistente che  deve essere “nemico del prodottoimbroglio che non rispetta la terra, da una parte, e dell’appiattimento culturale, dall’altra. Il resistente è nemico di qualsiasi abominio geografico… è anche nemico delle multinazionali dell’agricoltura, degli enologi asserviti ai subdoli meccanismi commerciali condizionati dai punteggi strumentali delle guide prodotte da mondoparker e, infine, del commercio dei cosiddetti brand a esse connessi.”. Illustra le 5 regole disciplinari che il Ristoratore Resistente deve rispettare, qui sottolineo la numero 3 che, dopo aver fatto un espresso riferimento al coraggio che deve contraddistinguere il Ristoratore Resistente, esprime chiaramente il divieto di sponsorizzazione.  Prosegue con un elenco dei marchi da evitare in quanto di proprietà di una delle multinazionali più potenti e più pericolose del mondo, marchi che non devono entrare in un ristorante resistente, perché chi lo guida e governa deve rifiutare tale sistema, “guardando alla qualità dei prodotti che utilizza, che rispetta ove possibile la provenienza biologica, e soprattutto che dimostra di conoscere la stagionalità degli alimenti che utilizza nel predisporre il menu.” (dalla mia precedente intervista).

Poiché il libro vuole essere una miniguida,  un aiuto a diffondere la cultura del mangiar bene, come scelta morale e non come semplice ricerca del gusto, la seconda parte è intitolata “Andare al ristorante” e consta di divertenti inserti per illustrare ricette come il Mo-To ma anche di una ricostruzione dell’evoluzione del mondo della ristorazione dagli anni 60 fino ai giorni nostri. Ecco quindi che pian piano si assiste alla nascita del prodottoconsumatore e del come si  sia diffuso il concetto che “chiunque abbia cucinato un risotto per tre amici si sente autorizzato e qualificato a diventare chef o foodblogger professionista”. Con l’arrivo dei social e la diffusione dei media anche nel mondoristorante arrivano gli investimenti di marketing, i concetti di packaging positioning e comunicazione che “surclassano quelli destinati a ricerca, sviluppo e realizzazione di prodotti di Qualità”. In chiusura vi è un capitolo dedicato al Galateo del Cliente, un divertente questionario e un’immancabile ricetta.

#mondoristorante di Luca Farinotti (Edizioni Clandestine 2018) è un libro che vi consiglio di leggere e tenere a disposizione per essere ripreso e riletto come si fa come una guida, ogni volta che vi capiterà di affrontare una delle tante tematiche affrontate, ogni volta che vorrete sorridere, o semplicemente vorrete affrontare una delle ricette che Luca vi consiglia.

E sfogliando le pagine di questo libro scoprirete così tutti i mondi che il suo autore ama descrivere, e non solo quello del mondoristorante, unico ad avere un # che lo accompagna e la lettura sarà piacevole come quella di un romanzo e utile come quella di un saggio.

Se avete seguito i miei consigli e quelli di insottocosto.it su il salone di Torino avete già avuto modo di vedere e sentire Luca, ma se vi trovate a passare per Parma vi aspetto alla Libreria Diari di Bordo il 21 giugno 2018 per letti di notte, dove insieme a Diego Sorba la sottoscritta presenterà nuovamente il libro e Luca Farinotti, dopo l’anteprima fatta a Brunch in The Office, album fotografico, ecco l’evento fb #mondoristorante a letti di notte.

Vi aspetto numerosi e vi auguro  come al solito una Buona lettura.

                                                                                                                       Isabella Grassi

Paso Doble di Marco Boietti

A passo di danza tra i versi

Salve a tutti!

Copertina di Paso Doble di Marco BoiettiCon colpevole ritardo eccomi qua a presentare e recensire, o meglio  a presentare per mezzo di una recensione una silloge poetica che mi è stata data la possibilità di conoscere direttamente dall’autore che me l’ha proposta. L’autore in questione è Marco Boietti e la silloge che vi vado a presentare s’intitola, come anche questo mio piccolo articolo, “Paso Doble” ed è edita dalla casa editrice Blu di Prussia.

Nel presentare questa silloge poetica autori, i quali si intendono più di quanto non me ne intenda io di queste materie, chiamano in causa autori del calibro di Carl Jung, Dato che io, pur essendone affascinato, da quel gran curioso che sono, di queste materie mi intendo poco o nulla, non vi delizierò con excursus di così alto livello limitandomi a trasmettervi alcune sensazioni, impressioni e pareri che ho maturato dalla lettura di “Paso Doble“.

Copertina di Paso Doble di Marco BoiettiQuesta è una lettura indubbiamente singolare e lo è per il modo nel quale è stata pensata e organizzata dal suo stesso autore, ossia come una vera e propria danza con due figure che si alternano nei movimenti poetici. Le poesie sono state scritte infatti non solo sotto forma quasi di scambio di battute tra l’autore e un suo misterioso compagno di danza ma sono addirittura differenziate anche a livello di carattere di scrittura. Una parte di esse, la metà (poesia più, poesia meno), sono scritte utilizzando il carattere corsivo.

Sono poesie profonde e che fanno riflettere. Poesie a volte più cupe e malinconiche, altre più aperte ai colori e alla speranza. Tutte però s’interrogano ed interrogano il lettore su valori alti e profondi della vita. Completano e corredano magistralmente il volume alcuni dipinti di Danilo Boietti, scomparso nel corso di quest’anno.

Una raccolta di poesie quella che va sotto il titolo di “Paso Doble” che indubbiamente mi sento di consigliare agli amanti della poesia elegante e che fa riflettere. Una lettura che non mancherà di allietare e arricchire queste vostre vacanze natalizie. Un’idea per poter trascorrere un Natale in compagnia di un libro che, pur nella sua brevità, vi colpirà e vi regalerà sensazioni che non vi abbandoneranno nemmeno una volta terminata la lettura. Anzi, finirete per fare come ho fatto io stesso e lascerete il segnalibro infilato tra le pagine perché tali e tanti saranno gli spunti di riflessione che il testo vi fornirà che, di tanto in tanto, avvertirete netta la necessità di tornare a riprenderlo e rileggerlo per (ri)scoprire qualche punto che magari alla lettura precedente vi era sfuggito o anche solo per tornare a deliziarvi con poesie che sono scritte in maniera impeccabile ed elegante e che vi condurranno in una danza appassionata fatta di versi.

Ed ora, visto che si tratta pur sempre anche di una presentazione e che, come dico sempre, una presentazione non è tale se non si fa la conoscenza con l’autore del testo presentato, ecco a voi alcune brevi note biografiche dell’autore:

Marco Boietti, ritratto dell'autoreMarco Boietti è nato e vive a Milano. Dal suo amore per la musica sono nate molte delle emozioni trasfuse in numerose liriche ri- portate anche da varie antologie.

Dall’incontro con Danilo Boietti (1932-2016), affermato pittore in Italia e all’estero, deriva una stretta collaborazione artistica nonché una consolidata amicizia.

Le pagine di molti suoi libri sono intercalate dai dipinti del Maestro.

La sua Bibliografia comprende le seguenti raccolte: Moti e maree, Gruppo Albatros, 2008; Kismet, AltroMondo Editore, 2009; Amaranta, AltroMondo Editore, 2010; Dalibor, Edizioni Il Grappolo, 2011; 6.25 un conflitto dimenticato, Blu di Prussia, 2012; loro, Blu di Prussia, 2013; Hypothesis, Blu di Prussia, 2013; La coda del pavone, L’arcolaio, 2014; Cigni di Giada, L’arcolaio, 2014; Il gioco delle parole, Giuliano Ladolfi Editore, 2015; Oltre le isole felici, Vitale Edizioni, 2015; Oxana, Giuliano Ladolfi Editore, 2015; Un uomo qualunque, Blu di Prussa, 2016; Meta, Blu di Prussia, 2016, premiato con menzione al Premio Lorenzo Monta- no, 29a edizione; Paso Doble, Blu di Prussia, 2016.

Marco Boietti è anche autore di testi musicali.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione che nuovamente avete deciso di dedicarmi e arrivederci alla prossima occasione!

Buonanotte e, come sempre, Buona lettura, magari proprio in compagnia di “Paso Doble” di Marco Boietti, edito dalla casa editrice Blu di Prussia!

Con simpatia! 🙂

Copertina di Paso Doble di Marco Boietti

Intervista ad Andrea Monticone

La nostra Isabella Grassi incontra per noi l’autore de “La Gatta e i Diamanti”

Salve a tutti!

La Gatta e i diamanti

Questa volta la nostra inviata dalle terre parmensi nonché nostra fresca collaboratrice Isabella Grassi ha intervistato per noi Andrea Monticone, autore, tra gli altri, del romanzo “La Gatta e i Diamanti” edito da Golem Edizioni. Quindi senza altri indugi le cedo la parola:

INTERVISTA CON L’AUTORE.

Oggi ho intervistato Andrea Monticone, giornalista torinese che si è occupato a lungo di cronaca nera, amante del bourbon e del blues, trasfusi nelle ambientazioni nei suoi gialli.

Vi parlerò della sua ultima opera “La Gatta e i diamanti”, (Golem Edizioni, 2015), quarta avventura del capitano Sodano.

Locandina incontro Libreria Piccoli Labirinti

Andrea Monticone e le avventure del Capitano Sodano sono stati ospitati nella rassegna “Un Pomeriggio in Giallo” alla Libreria Piccoli Labirinti di Parma, e Bobby Lago, alias Giovanni Bertani (autore di “Il Grisbì”, Edizioni Forme Libere 2015) lo  ha intervistato e fatto conoscere al pubblico.

Come di consueto diamo subito spazio all’intervista

Si descriva in tre parole.

Sempre fuori tempo.

Cosa l’ha spinta a scrivere?

La passione per la letteratura, il piacere di creare o ricreare storie, di sperimentare anche. Il desiderio di mettermi in gioco che si ripropone a ogni nuovo romanzo, ogni nuovo racconto. Ora è quasi una dipendenza, una dannazione.

Descriva i momenti che dedica alla scrittura e come si inseriscono nella quotidianità.

Non ci sono momenti prestabiliti che dedico alla scrittura dei miei romanzi o dei racconti: posso scrivere di notte, quando sono in vacanza, quando mi trovo nello stato d’animo giusto. In ogni caso, quando scrivo ho sempre una buona colonna sonora in sottofondo, perché ogni libro ha la sua musica, e accanto a me una bottiglia come si deve.

Durante la scrittura del romanzo come ha creato i Personaggi e l’Ambientazione? Si è rifatto a esperienze personali direttamente?

Scrivo sempre di luoghi che conosco, che ho visto, in cui ho vissuto, che mi sono entrati nell’anima. E anche alcuni personaggi sono ispirati a persone con cui ho avuto a che fare nel mio lavoro di giornalista, inevitabilmente. Altri nascono all’improvviso: da una immagine che prende forma nella mia mente, da un’azione… Dopo di che, cerco di ascoltare la loro voce e immaginarli in un contesto, calati in una storia, cerco di vedere cosa fanno.

Come descriverebbe la sua tecnica di scrittura?

Quasi cinematografica.

Descriva in tre parole il libro o il personaggio principale.

Ne userò qualcuna in più, anche se il capitano Sodano è in realtà uomo di poche parole. Lui risponderebbe con la citazione di una canzone di Eric Clapton: questo libro è come un luogo dove persino le ombre fuggono da loro stesse.

Perché si dovrebbe scegliere di leggere il suo romanzo?

Perché la Gatta è splendida e sexy. Perché è un buon thriller anche senza avere serial killer in circolazione, come accade a molti autori quando non sanno cosa inventare.

Perché un romanzo di genere?

Non scrivo solo romanzi di genere, anche se l’approdo al noir è stata una conseguenza del mio lavoro di cronista di nera. Nella realtà, la distinzione in generi è una convenzione superata: ci sono esclusivamente buoni romanzi e cattivi romanzi. Il resto serve soltanto per capire su quali scaffali metterli in libreria.

Faccia una breve descrizione della sua opera, che non sia meramente riassuntiva.

Un thriller molto poco “italiano”, per lo stile e per il linguaggio. Che per il mio protagonista rappresenta il momento della resa dei conti. È la chiusura di un ciclo, dopo il quale niente e nessuno sarà più come prima.

Cosa pensa che la lettura del romanzo lasci al lettore?

Spero una piacevole sensazione di aver speso bene il proprio tempo. E la curiosità per andare a comprare anche gli altri miei libri, passati e futuri.

Salutato l’autore, vi presento ora il romanzo.

“La Gatta e i diamanti”

Andrea Monticone

Golem Edizioni -2015

* * *

Dalla quarta di copertina: “Altri passi, stavolta frettolosi, dal corridoio. Sodano corre ed esce dal laboratorio. Un’ombra in fondo, sta passando davanti al suo ufficio e la luce la illumina brevemente. Una figura agile vestita di nero. Sembra una tuta da motociclista. Sodano corre, continuando ad urlare alla figura misteriosa senza fermarsi. In un altro corridoio ce l’ha davanti, in linea retta, a pochi metri. Più in là c’è solo un’uscita di sicurezza. Deve terminare lo sconosciuto, quasi certamente ha preso il diamante. Ma come ha fatto, si chiede Sodano continuando a correre e maledicendosi per non aver preso con sé la pistola dal cassetto della scrivania.”

In queste poche righe c’è molto del romanzo, ci sono i personaggi principali, c’è l’ambientazione e ci sono i diamanti.

Il lettore o comunque colui che prende in mano e scorre il libro per decidere se affrontarne la lettura non potrà che scorrere e ricadere (complice anche la copertina disegnata della serie “Le Vespe” della Golem) nelle immagini di Diabolik ed Eva Kant o alle Bond’s girls.

Ma, in realtà anche se il romanzo ha respiro internazionale in quanto le nostrane Torino e Milano verranno affiancate da Londra e Parigi, il capitano Sodano è e resta un capitano dell’arma.

E anche in questa che è ormai la sua quarta avventura Gabriele Sodano farà emergere la sua italianità e affronterà insieme al furto anche gli spettri del suo passato.

Un romanzo completo dunque, dove movimento ed azione si alternano a momenti di riflessione, dove il presente appare solo l’anello di congiunzione tra un passato che ritorna ed un futuro che si prefigura denso di cambiamenti.

Ho avuto il piacere di scorrere il romanzo ed affrontare per l’autore la lettura di alcuni brani durante  la presentazione che si è tenuta a Parma alla Libreria Piccoli Labirinti e da questa esperienza traccio le conclusioni sui personaggi del romanzo.

Per la descrizione della Gatta, cito un piccolo estratto della lettura: “ La donna sta studiando la situazione. A questa distanza lei è tutt’altro che disarmata: una scivolata rapida in avanti e poi la lunghezza delle sue gambe sarà sufficiente per colpire l’inguine, così quando il corpaccione si piegherà inevitabilmente in avanti, lei potrà guadagnare ancora dello spazio per essere a portata di gomito, per un colpo secco all’osso parietale, sulla tempia. Oppure un’altra mossa sempre approfittando della sofferenza dell’uomo.”

Riporto  la considerazione conclusiva del romanzo evidenziata da Giovanni Bertani alias Bobby Lago per descrivere Gabriele Sodano: “La particolarità del personaggio del romanzo è che non scade nella caratteristica e neppure nella tentazione di trasformarsi in un ribelle romantico e quindi auto celebrativo. Si tratta di un uomo prudente che beve tutte le volte in cui gli si presenta l’occasione, riflessivo e per questo poco letterario, ma funziona perché è come le persone che incontriamo ogni giorno.”

Leggete il romanzo per scoprire ed apprezzare il capitano Sodano, e per farvi venire voglia come dice lo stesso Monticone di andare a comprare anche gli altri suoi libri, passati e futuri.

Buona lettura.

Isabella Grassi

Una belva a spasso per Berlino

Il secondo, imperdibile, capitolo della serie firmata da Fabio Geda e Marco Magnone

Salve a tutti!

Berlin 2 - L'Alba di AlexanderplatzDi ritorno dalla strepitosa vacanza minorchina ricomincio la serie dei nostri incontri raccontandovi (non troppo per non guastarvi la lettura!) quello che è il secondo capitolo della serie Berlin scritta a quattro mani da Fabio Geda e Marco Magnone. In questa seconda parte della grande saga berlinese ritroviamo i vari gruppi che avevamo già iniziato a conoscere e amare nel primo capitolo intitolato “Berlin 1 – I fuochi di Tegel” impegnati, chi più chi meno, come vedremo più avanti, a far fronte comune contro una creatura inquietante e misteriosa che si aggira per Berlino aggredendo animali ma anche ragazzi dei gruppi che si stanno spartendo Berlino dopo l’avvento del morbo che si è portato via prima tutti gli adulti e che ora si porta via i ragazzi non appena raggiunti e superati i diciassette-diciotto anni.

Berlin 2 - L'Alba di AlexanderplatzIl nuovo capitolo s’intitola “Berlin 2 – L’alba di Alexanderplatz” e si svolge nelle due parti di Berlino con il culmine dell’azione, non credo di rovinare la sorpresa a nessuno di voi, nella piazza principale dell’ex Berlino Est, Alexanderplatz, appunto. A far fronte comune saranno i ragazzi di Gropiusstadt, le ragazze dell’Havel e alcuni dei ragazzi che si sono stabiliti nell’ex Reichstag.  Tutti assieme, anche se non sempre andando d’amore e d’accordo, affronteranno avventure e pericoli fino a giungere, passando per i cunicoli della ferrovia sotterranea berlinese in Alexanderplatz. In “Berlin 2 – L’alba di Alexanderplatz” ci troviamo al cospetto, per così dire, delle rinnovate e non sempre ben viste nuove gerarchie e leadership dei vari gruppi. A Gropiusstadt l’elezione di Jakob a nuovo leader non è molto gradita al mancato nuovo capo, Buchner Due che non manca mai di far dell’ironia e, spesso e volentieri, del sarcasmo sul nuovo capo del gruppo e sulle sue decisioni. A Tegel troviamo alla guida del gruppo Wolfrun la pazza e i suoi sogni espansionistici che, in questo caso, godono dell’appoggio, anche se non privo di distinguo, degli altri membri del gruppo. Al Reichstag, infine, vi è l’ingresso in campo, se così si può dire di un nuovo elemento il quale, oltre a minare seriamente il legame tra Claudia e Timo, rischia di essere fonte di guai per l’intero gruppo.

Ma ora basta così altrimenti rischio seriamente di eccedere nelle anticipazioni e di “sabotare” la vostra lettura della nuova, entusiasmante e avvincente avventura, della saga di Berlin intitolata “Berlin 2- L’Alba di Alexanderplatz“.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla prossima occasione!

Buona notte e, come sempre, Buona lettura!

Con simpatia! 🙂

Berlin 2 - L'Alba di Alexanderplatz

Voci precedenti più vecchie

Mille Splendidi Libri e non solo

"Un libro deve essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi"

contro analisi

il blog di Francesco Erspamer

TRA FEDE E NATURA

Riscoprire Maria ci aiuta ad andare avanti da cristiani e a conoscere il Figlio. BXVI

JOSEPH RATZINGER :B16 e G.GÄNSWEIN

UNA RISPOSTA QUOTIDIANA AL TENTATIVO DI SMANTELLAMENTO DELLA VERA CHIESA !

ROMANCE E ALTRI RIMEDI

di Mara Marinucci

Iris e Periplo Review

Tutte le mie recensioni, ricette e letture

Leggendo a Bari

“Non ci sono amicizie più rapide di quelle tra persone che amano gli stessi libri”

Viviana Rizzo

Aspirante scrittrice di cronache nascoste

La lepre e il cerchio

la lepre entrò nel cerchio e balzando annottò

LUOGHI D'AUTORE

Il Magazine del Turismo Letterario

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Patataridens

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