Intervista con l’autore… Fabio Carapezza

Fabio Carapezza dialoga con Isabella Grassi

Salve a tutti di nuovo!

La collina degli ulivi di Fabio CarapezzaEd eccoci giunti felicemente, ovvero senza odiosi intoppi tecnologici, alla fine del nostro viaggio attraverso la “Notte bianca in libreria” che ha avuto luogo sabato 28 maggio 2016 presso la Libreria Piccoli Labirinti di Parma. Viaggio che è stato reso possibile dalla straordinaria opera della nostra impareggiabile inviata da Parma Isabella Grassi. In questo suo ultimo intervento dall’evento culturale che ha tenuto desti i parmensi sabato scorso Isabella Grassi dialoga con Fabio Carapezza, autore del romanzo intitolato “La collina degli ulivi” pubblicato da Edizioni 0111 che ho presentato sul mio canale Instagram tempo fa. Ma ora è giunto il momento di lasciare nuovamente la parola a Isabella Grassi e al suo nuovo ospite:

Si descriva in tre parole.

Sto bene solitario.

Cosa l’ha spinta a scrivere?

In gioventù preferivo leggere poesie che uscire con gli amici, poi arrivarono le prime segnalazioni e capii che scrivere poteva essere un buon modo per analizzare il mio rapporto con il mondo. Il fatto è che questa analisi può condurre a stati d’animo diversi, e la scrittura creativa è un valido mezzo per provare a conoscersi di più.

Descriva i momenti che dedica alla scrittura e come si inseriscono nella quotidianità.

 Almeno per ora non ne ho ancora fatta una professione, alterno dunque periodi fecondi ad altri in cui le idee rimangono a sedimentare senza la forza necessaria a materializzarsi in parole scritte. Esse girano nella testa, si compongono da sole fino a quando la volontà si impossessa delle dita e le storie prendono forma.

Durante la scrittura del suo romanzo come ha creato i suoi Personaggi e l’Ambientazione? Si è rifatto a esperienze personali direttamente?

Avevo in mente solo la scena iniziale. Una donna sul balcone di casa che osserva il Luna Park, metafora della vita. Cosa fare con lei? Con chi farla interagire? Da lì ho iniziato a pormi domande per dare alternative alla storia, e poco alla volta si è materializzato l’intreccio attingendo senza dubbio alla mia esperienza personale: gli studi, i viaggi, un certo desiderio di trascendenza che da sempre si fa sentire con gli inevitabili interrogativi. Circa l’ambientazione, ho preferito circoscrivere i fatti a Parma, mentre nel finale i protagonisti si troveranno a fare i conti con se stessi in un monastero non meglio identificato, la cui ispirazione è tratta da un eremo esistente dove ebbi l’occasione di soggiornare qualche anno fa. Si trova in mezzo a una collina di ulivi…

Penso che una storia, per essere credibile, debba contenere il giusto equilibrio di realtà e finzione in ogni suo aspetto, e mi auguro di esserci riuscito con questo primo romanzo.

Come descriverebbe la sua tecnica di scrittura?

Non credo di rifarmi a una vera e propria “tecnica”, diciamo che la componente fondamentale è la preparazione teorica e pratica: teorica leggendo molto e cercando di assorbire inconsciamente, fondendoli, gli stili e le capacità espressive di chi è più bravo di me (e gli autori sono moltissimi!), pratica perché in questo modo si crea un’energia “di stomaco”, la definirei, che si personalizza con il proprio filtro personale nel desiderio di comunicare al lettore una parte di sé.

Perché si dovrebbe scegliere di leggere il suo romanzo?

Per muovermi delle critiche, ovvio! Anche per misurarsi con i moti umani dei personaggi, che nel bene e nel male, come nella vita, agiscono per la propria salvezza o condanna. In essi, chi deciderà di leggermi, potrà forse identificarsi in uno o nell’altro, nella donna in crisi esistenziale, o nel tossico che ricerca il riscatto, oppure nell’assessore avido di potere. Potrebbe affezionarsi alla piantina parlante o essere preso dalla curiosità di capire perché ci siano molti segreti nascosti nel corso delle pagine.

Perché un romanzo di genere?

Non mi trovo concorde su questa classificazione, sebbene l’editore lo abbia inserito in una collana di gialli. In effetti, tale potrebbe sembrare, ma se proprio dobbiamo categorizzare il romanzo, mi trovo più sulla linea di chi lo ha definito “noir filosofico”. Una cosa è sicura: nelle prime pagine scritte, mai avrei pensato che la storia avrebbe assunto questi contorni, ed è proprio questo il bello dello scrivere.

Faccia una breve descrizione della sua opera, che non sia meramente riassuntiva.

La collina degli ulivi di Fabio Carapezza“La Collina degli Ulivi” è un noir in cui la componente filosofica e religiosa si fa sentire con forza. La riflessione esistenziale, non nascondo, almeno nella prima parte più marcata, accomuna i due protagonisti principali, i cui destini finiranno per incrociarsi senza però banalizzare verso il sentimentale. Salvo ha un passato che pesa, compie l’ennesimo errore che potrebbe costare caro a lui e a chi ama. Risollevare la propria sorte non sarà facile, dovrà lottare contro qualcuno molto potente, e potrà farlo solo con la mano tesa di un’anima salvifica.

Cosa pensa che la lettura del romanzo lasci al lettore?

Vorrei che continuasse a farsi domande su se stesso, perché nulla è certo nella vita, e dobbiamo perseguire la serenità con un incessante “work in progress” personale; quindi, il lettore potrebbe chiedersi cosa sia la libertà, trovare qualche motivo per viaggiare se non ha mai visto i deserti del Rajasthan o i mercati colorati di Calcutta. Potrebbe indignarsi sulle debolezze umane come l’avidità, o commuoversi pensando che il desiderio di bellezza e redenzione sono scommesse su cui valga la pena puntare. Alla fine, a vincere non sarà né lui né chi ha scritto questo libro, ma la vita.

Tutti e tre i giallisti hanno animato la serata, caratterizzandola con il loro personale carattere e la loro personalità.

In particolare per coloro che sono di Parma il prossimo appuntamento tra Bertani e Carapezza sarà alla Biblioteca Civica d Parma il 9 giugno. Non mancate!

Durante la tavola rotonda, nonché durante l’intera notte bianca, ho scattato alcune foto e girato un paio di video con gli interventi di Giovanni Bertani, li trovate sulla pagina fb del personaggio del romanzo “Il Grisbì”: Bobby Lago.

Nella speranza di avervi incuriosito e spinto ad affrontare la lettura dei libri e degli autori qui citati, vi saluto.

Isabella Grassi

Bobby Lago torna in scena

Secondo breve interludio nel quale Bobby Lago torna protagonista

Salve di nuovo!

Incrociando le dita forse riusciamo a concludere il lavoro senza intoppi! Quello che vi vado a presentare, sempre attraverso le parole di Isabella Grassi, è il secondo interludio, inizialmente da me non previsto ma, che ci volete fare, non avevo ancora letto con attenzione il testo inviatomi dalla nostra superlativa inviata dalle terre parmensi. Quindi bando alle ciance e restituiamo la parola a Isabella Grassi:

Chiuso così lo spazio dedicato al genere fantastico ha di nuovo fatto ingresso lo scrittore Giovanni Bertani, alias Bobby Lago, ormai ospite fisso della Libreria Piccoli Labirinti di Parma, per  uno breve reading che ha visto impegnate alla lettura la sottoscritta ed Eleonora Bertani di un brano tratto da “Il Grisbì”, noir edito da Edizioni Forme Libere, di cui i lettori di questo blog sono ormai informati.

Altro genere ma sempre dedicato alla narrativa la presentazione che ha fatto seguito dove Nadia Boccacci accompagnata con la chitarra di Delio Tropeano ha presentato il suo libro: “Non posso non guardarti negli occhi”, edito da Les Flaneurs.

La scrittrice ha personalmente interpretato e commentato il suo romanzo ottenendo un buon consenso di pubblico.

Il calendario dell’evento, a causa della numerosa partecipazione ha subito un forte ritardo per cui questa prima parte che doveva concludersi intorno alle 19:30 è in realtà terminata verso le 20:30.

E’ quindi stato dato spazio alla musica ed al cantautore Marco Sforza che ha presentato il suo cd “Confessioni di un cantautore di provincia”.

Dopo lo spazio musicale hanno fatto seguito presentazioni dedicate alla narrativa, al viaggio, alla poesia ed ai gialli.

Luisa Pecchi accompagnata dalla sua chitarra ha presentato il suo “Con il mare a sinistra” per Epika edizioni, settembre 2015.

Breve viaggio di Ada, che avvolgerà il lettore e lo porterà attraverso le sue avventure.

La scrittrice ha interagito anche con Simona Albano Summer che presentava la sua raccolta poetica “Solo poche gocce” ed ha curato per la stessa l’accompagnamento musicale con la sua chitarra.

Sempre in questo spazio si è presentato anche  Guido Fontechiari che ha presentato il suo romanzo  “Il tesoro del Taro”.

Spazio nuovamente alla poesia con l’intervento di Antonio Giampietro, autore non vedente della raccolta poetica “Nelle curve del silenzio” con letture a cura di Paola Ferrari ed accompagnamento musicale di Delio Tropeano.

Ha poi personalmente letto due poesie l’autore stesso, interpretandolo con lettura dal braile.

Prezioso l’intervento in sala di un filosofo che ha interagito con l’autore e ne ha mostrato la “veggenza”.

Isabella Grassi

Notte bianca alla Piccoli Labirinti

Bobby Lago è stato ospite alla Notte Bianca alla Libreria Piccoli Labirinti di Parma

Salve a tutti!

Collage di titoliSabato 28 maggio 2016 in quel di Parma e più precisamente presso la Libreria Piccoli Labirinti si è tenuta la “Notte bianca in libreria“. Tra gli ospiti dell’evento c’era anche il “mitico” Bobby Lago. Per presentarvi al meglio quanto successo mi affiderò di nuovo alla nostra impareggiabile inviata Isabella Grassi. Visto che la carne al fuoco è molta suddividerò il tutto in tre articoli che, computer e connessione Adsl permettendo, vi presenterò a stretto giro di posta tra breve.

Ma ora basta menare il can per l’aia e cediamo subito la parola alla nostra inviata da Parma Isabella Grassi per la prima parte del servizio, quella che fungerà da “cappello introduttivo”:

Sabato 28 si è tenuta alla Libreria Piccoli Labirinti di Parma si è tenuto una notte bianca assai particolare: non per le strade del centro, sul lungomare o con il naso all’insù a guardare le stelle, ma in una piccola libreria indipendente.

In questo luogo di cultura, appena fuori dalle mura cittadine, dalle 16:00 fin oltre le 24:00 si sono infatti succeduti una serie di eventi a sfondo culturale.

In apertura di giornata si è dato spazio ai bambini, ed ecco che sono stati fatti racconti e letture animate.

Arrivata l’ora del tè si è dato lo spazio al fantasy e molto interessante è stata la presentazione di tre libri della casa editrice Plesio, piccola realtà della editoria indipendente di Forlì interamente dedicata al fantastico.

E così i tre autori presenti: Angelo Berti, Aude Pinardi e Uberto Ceretoli hanno dialogato tra loro e con il pubblico presente, illustrando le loro opere ed il genere fantasy.

In particolare a mia figlia Elonora è piaciuta la presentazione del libro di Uberto Ceretoli, “L’ira di Demetra”, ultima fatica dello scrittore.

La dedica firmata ed a lei dedicata così dice: “A Eleonora, nella speranza che, da classicista, non mi trovi un banale bacchettone”.

Per spiegare l’origine di siffatta dedica avreste dovuto essere presenti, durante la presentazione infatti una interessante digressione sul concetto di banalità, che ha visto l’audience dibattere sul punto.

Del libro posso dire poco se non le info fornite dallo stesso scrittore, e dalla breve lettura della seconda di copertina.

Come suggerisce lo stesso titolo infatti il libro è chiaramente ispirato dai miti classici, ed in particolare da Demetra e Tantalo.

Cito testualmente: “Il regno di Meonia è piegato da lustri di carestia, ma Re Tantalo trascura i propri doveri, interessato solo agli inganni e alle trame necessarie a mostrarsi in astuzia pari agli dei. L’unico tanto audace da schierarsi con il popolo è suo figlio Tirseno, che osa sfidare il destino nefasto filato per lui dalle Moire. Sulle sue spalle, il compito di far prosperare ancora i raccolti placando l’ira di Demetra. Dovrà strappare Persefone all’amore di Ade e ricondurla tra le braccia della dea. Ma basterà questo gesto a calmare un popolo sul baratro della guerra civile”.

Non  resta che leggere il libro.

Isabella Grassi

 

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