INTERVISTA CON L’AUTORE. LUCA FARINOTTI

Isabella Grassi intervista Luca Farinotti

Salve a tutti!

luca farinotti al mentana 104[162]

Stasera torna tra voi la nostra inviata dalle terre parmigiane Isabella Grassi che intervisterà per noi Luca Farinotti. Passa senza indugi la parola alla nostra impagabile Isabella Grassi e al suo graditissimo ospite al quale vi invito a dare il vostro più caloroso benvenuto.

INTERVISTA CON L’AUTORE.

luca farinotti al mentana 104[162]

Oggi ho intervistato per voi Luca Farinotti, scrittore parmigiano, ma anche imprenditore nel settore della ristorazione, o come ama definirsi nel suo blog (https://www.lucafarinotti.com/ ) “nel mondo del food e dell’intrattenimento”.

Mi riceve in uno dei suoi piccoli gioielli del cibo: il Mentana 104, (http://www.mentana104.it/)  arrivo da lui in un tardo pomeriggio di inizio settimana, dopo un contatto telefonico e lo ammiro mentre finisce di preparare i tavoli del locale per la serata imminente.

Davanti ad un buon bicchiere di vino, ci accomodiamo e iniziamo la nostra chiacchierata.

 Descriviti in tre parole.

A questa domanda rispondo io: classicista, dinamico, amante del bel vivere.

Si, a Luca questa domanda con la quale di solito inizio la mia  chiacchierata con voi non l’ho fatta, ho preferito farlo parlare a ruota libera, e così in un po’ più delle solite tre parole, mi ha raccontato come lui abbia fatto studi classici, sognando fin da ragazzino di fare lo scrittore, muovendo i primi passi nel mondo del teatro e della poesia e approdando solo negli anni duemila alla narrativa.

Parlaci della tua esperienza nella narrativa.

Il mio primo libro di narrativa è “Lo stadio più bello del mondo” (2007, Edizioni Clandestine),  un romanzo di formazione che si svolge interamente intorno ad un campo da calcio.

I protagonisti sono ragazzini in età pre-adolescenziale, con una ambientazione simile a quella del “mondo piccolo” di Guareschi. Nonostante si svolga in un mondo pre-social ho avuto il piacere di vederlo adottare come lettura estiva in alcuni istituti scolastici.

Ė notizia di questi giorni che uscirai presto con un nuovo libro, ce ne vuoi parlare?

Certo. Con questo libro #mondoristorante (2018, Edizioni Clandestine), ho voluto unire le mie due più grandi passioni: il bello scrivere ed il mangiar bene.

Ma qual è il protagonista del libro? Con chi si deve identificare il lettore che ne affronterà la lettura?

Io amo pensare a #mondoristorante come un libro dedicato al “ristoratore resistente”.

Il mondo della ristorazione è infatti governato dalle multinazionali del cibo, che di fatto mette i ristoranti stellati in una vera e propria posizione di sudditanza.

Se solo ci si addentra in questo settore infatti è facile ed agevole ad un utente accorto riscontrare come determinati marchi siano omnipresenti, e ciò non per una questione di qualità che può anche esserci ma solo ed esclusivamente per giochi di potere.

Di fatto si assiste ad una vera e propria omologazione allo stato puro.

Il cuoco stellato è oramai una vera e propria star, paragonabile ad una star del cinema, che viene ingaggiato come testimonial per determinati prodotti. Il ristorante riceve la sponsorizzazione e ne diventa promotore.

I piccoli ristoranti a loro volta acquisteranno i prodotti sponsorizzati dal cuoco stellato, senza la scontistica e si auto omologheranno.

Il “ristoratore resistente” è  quello del piccolo ristorante che rifiuta tale sistema, che guarda alla qualità dei prodotti che utilizza, che rispetta ove possibile la provenienza biologica, e soprattutto che dimostra di conoscere la stagionalità degli alimenti che utilizza nel predisporre il menu.

Questo è il protagonista del mio romanzo, colui che il lettore deve imparare a riconoscere.

Vuoi descriverci meglio quali secondo te sono le qualità che il “ristoratore resistente” deve avere?

Io ho iniziato dalla gavetta, e penso che ancora oggi sia essenziale affrontare tale passo.  Ritengo infatti che un buon gestore di ristorante debba conoscere e debba saper svolgere tutte le mansioni che interagiscono fra di loro per realizzare un buon servizio.

Sicuramente deve avere la vocazione per poter fare bene il suo mestiere e non approdarvi semplicemente perché oggi è cool,  perché gli chef sono sotto le luci dei proiettori. Non deve disdegnare di iniziare come semplice lavapiatti, solo così infatti potrà capire se possiede o meno l’attitudine giusta ad imparare come svolgere bene questo mestiere.

Deve avere cultura, perché per poterlo svolgere in maniera eccelsa bisogna mantenersi costantemente aggiornati, e deve conoscere le cose che maneggia, la provenienza e la qualità dei prodotti che utilizza, l’intera filiera del cibo.

Deve avere coraggio,  per poter dire di no ai colossi della distribuzione, per non alimentare il loro potere.

Deve essere un leader combattente, deve cioè tirar fuori il proprio spirito da guerriero per diffondere con il suo ristorante e tramite i suoi clienti l’amore per il mercato etico, perché solo con un corretto discorso morale potrà rompere l’omologazione e quindi cambiare la storia.

Le qualità che ci hai descritte sono molto esclusive, richiedono un’alta carica motivazionale, non le trovi un po’ fuori dal nostro tempo? Ritieni che realmente esistano “ristoratori resistenti”?

Sulla qualità e sulla forza che questo mestiere richiede non posso concedere sconti.

Nel libro comunque, ci sono decine di esempi di “ristoratori resistenti”, cosicché il lettore possa sperimentare direttamente che una scelta eticamente corretta è premiante.

Il mio libro è un libro per tutti, non è un libro di ricette di cucina, ma una miniguida.

Vuole infatti essere un aiuto a diffondere la cultura del mangiar bene, come scelta morale e non come semplice ricerca del gusto.

Il lettore curioso troverà poi all’interno del libro stesso il mio menù, preso cioè dai menu dei “ristoratori resistenti” da me incontrati.

Salutato l’autore, poiché il libro è in stampa, per poterlo conoscere e apprezzare vi esorto ad andare al Salone Internazione del Libro di Torino dal 14 al 18 maggio 2018.

Luca Farinotti sarà presente tutti i giorni della fiera presso lo stand della  casa editrice Edizioni Clandestine con il suo #mondoristorante.

Non posso darvi al momento altre anticipazioni, ma vi invito a rimanere aggiornati su quello che avviene alle fiere dei libri e sui consigli che ne deriveranno anche andando su https://www.insottocosto.it/libri/fiere-del-libro-milano-modena-torino/, e sugli articoli che verranno ad esso collegati. L’articolo infatti verrà mantenuto aggiornato per cui ve ne consiglio un costante refresh.

Non mi resta che augurarvi  come al solito una Buona lettura.

Isabella Grassi

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