Intervista ad Andrea Monticone

La nostra Isabella Grassi incontra per noi l’autore de “La Gatta e i Diamanti”

Salve a tutti!

La Gatta e i diamanti

Questa volta la nostra inviata dalle terre parmensi nonché nostra fresca collaboratrice Isabella Grassi ha intervistato per noi Andrea Monticone, autore, tra gli altri, del romanzo “La Gatta e i Diamanti” edito da Golem Edizioni. Quindi senza altri indugi le cedo la parola:

INTERVISTA CON L’AUTORE.

Oggi ho intervistato Andrea Monticone, giornalista torinese che si è occupato a lungo di cronaca nera, amante del bourbon e del blues, trasfusi nelle ambientazioni nei suoi gialli.

Vi parlerò della sua ultima opera “La Gatta e i diamanti”, (Golem Edizioni, 2015), quarta avventura del capitano Sodano.

Locandina incontro Libreria Piccoli Labirinti

Andrea Monticone e le avventure del Capitano Sodano sono stati ospitati nella rassegna “Un Pomeriggio in Giallo” alla Libreria Piccoli Labirinti di Parma, e Bobby Lago, alias Giovanni Bertani (autore di “Il Grisbì”, Edizioni Forme Libere 2015) lo  ha intervistato e fatto conoscere al pubblico.

Come di consueto diamo subito spazio all’intervista

Si descriva in tre parole.

Sempre fuori tempo.

Cosa l’ha spinta a scrivere?

La passione per la letteratura, il piacere di creare o ricreare storie, di sperimentare anche. Il desiderio di mettermi in gioco che si ripropone a ogni nuovo romanzo, ogni nuovo racconto. Ora è quasi una dipendenza, una dannazione.

Descriva i momenti che dedica alla scrittura e come si inseriscono nella quotidianità.

Non ci sono momenti prestabiliti che dedico alla scrittura dei miei romanzi o dei racconti: posso scrivere di notte, quando sono in vacanza, quando mi trovo nello stato d’animo giusto. In ogni caso, quando scrivo ho sempre una buona colonna sonora in sottofondo, perché ogni libro ha la sua musica, e accanto a me una bottiglia come si deve.

Durante la scrittura del romanzo come ha creato i Personaggi e l’Ambientazione? Si è rifatto a esperienze personali direttamente?

Scrivo sempre di luoghi che conosco, che ho visto, in cui ho vissuto, che mi sono entrati nell’anima. E anche alcuni personaggi sono ispirati a persone con cui ho avuto a che fare nel mio lavoro di giornalista, inevitabilmente. Altri nascono all’improvviso: da una immagine che prende forma nella mia mente, da un’azione… Dopo di che, cerco di ascoltare la loro voce e immaginarli in un contesto, calati in una storia, cerco di vedere cosa fanno.

Come descriverebbe la sua tecnica di scrittura?

Quasi cinematografica.

Descriva in tre parole il libro o il personaggio principale.

Ne userò qualcuna in più, anche se il capitano Sodano è in realtà uomo di poche parole. Lui risponderebbe con la citazione di una canzone di Eric Clapton: questo libro è come un luogo dove persino le ombre fuggono da loro stesse.

Perché si dovrebbe scegliere di leggere il suo romanzo?

Perché la Gatta è splendida e sexy. Perché è un buon thriller anche senza avere serial killer in circolazione, come accade a molti autori quando non sanno cosa inventare.

Perché un romanzo di genere?

Non scrivo solo romanzi di genere, anche se l’approdo al noir è stata una conseguenza del mio lavoro di cronista di nera. Nella realtà, la distinzione in generi è una convenzione superata: ci sono esclusivamente buoni romanzi e cattivi romanzi. Il resto serve soltanto per capire su quali scaffali metterli in libreria.

Faccia una breve descrizione della sua opera, che non sia meramente riassuntiva.

Un thriller molto poco “italiano”, per lo stile e per il linguaggio. Che per il mio protagonista rappresenta il momento della resa dei conti. È la chiusura di un ciclo, dopo il quale niente e nessuno sarà più come prima.

Cosa pensa che la lettura del romanzo lasci al lettore?

Spero una piacevole sensazione di aver speso bene il proprio tempo. E la curiosità per andare a comprare anche gli altri miei libri, passati e futuri.

Salutato l’autore, vi presento ora il romanzo.

“La Gatta e i diamanti”

Andrea Monticone

Golem Edizioni -2015

* * *

Dalla quarta di copertina: “Altri passi, stavolta frettolosi, dal corridoio. Sodano corre ed esce dal laboratorio. Un’ombra in fondo, sta passando davanti al suo ufficio e la luce la illumina brevemente. Una figura agile vestita di nero. Sembra una tuta da motociclista. Sodano corre, continuando ad urlare alla figura misteriosa senza fermarsi. In un altro corridoio ce l’ha davanti, in linea retta, a pochi metri. Più in là c’è solo un’uscita di sicurezza. Deve terminare lo sconosciuto, quasi certamente ha preso il diamante. Ma come ha fatto, si chiede Sodano continuando a correre e maledicendosi per non aver preso con sé la pistola dal cassetto della scrivania.”

In queste poche righe c’è molto del romanzo, ci sono i personaggi principali, c’è l’ambientazione e ci sono i diamanti.

Il lettore o comunque colui che prende in mano e scorre il libro per decidere se affrontarne la lettura non potrà che scorrere e ricadere (complice anche la copertina disegnata della serie “Le Vespe” della Golem) nelle immagini di Diabolik ed Eva Kant o alle Bond’s girls.

Ma, in realtà anche se il romanzo ha respiro internazionale in quanto le nostrane Torino e Milano verranno affiancate da Londra e Parigi, il capitano Sodano è e resta un capitano dell’arma.

E anche in questa che è ormai la sua quarta avventura Gabriele Sodano farà emergere la sua italianità e affronterà insieme al furto anche gli spettri del suo passato.

Un romanzo completo dunque, dove movimento ed azione si alternano a momenti di riflessione, dove il presente appare solo l’anello di congiunzione tra un passato che ritorna ed un futuro che si prefigura denso di cambiamenti.

Ho avuto il piacere di scorrere il romanzo ed affrontare per l’autore la lettura di alcuni brani durante  la presentazione che si è tenuta a Parma alla Libreria Piccoli Labirinti e da questa esperienza traccio le conclusioni sui personaggi del romanzo.

Per la descrizione della Gatta, cito un piccolo estratto della lettura: “ La donna sta studiando la situazione. A questa distanza lei è tutt’altro che disarmata: una scivolata rapida in avanti e poi la lunghezza delle sue gambe sarà sufficiente per colpire l’inguine, così quando il corpaccione si piegherà inevitabilmente in avanti, lei potrà guadagnare ancora dello spazio per essere a portata di gomito, per un colpo secco all’osso parietale, sulla tempia. Oppure un’altra mossa sempre approfittando della sofferenza dell’uomo.”

Riporto  la considerazione conclusiva del romanzo evidenziata da Giovanni Bertani alias Bobby Lago per descrivere Gabriele Sodano: “La particolarità del personaggio del romanzo è che non scade nella caratteristica e neppure nella tentazione di trasformarsi in un ribelle romantico e quindi auto celebrativo. Si tratta di un uomo prudente che beve tutte le volte in cui gli si presenta l’occasione, riflessivo e per questo poco letterario, ma funziona perché è come le persone che incontriamo ogni giorno.”

Leggete il romanzo per scoprire ed apprezzare il capitano Sodano, e per farvi venire voglia come dice lo stesso Monticone di andare a comprare anche gli altri suoi libri, passati e futuri.

Buona lettura.

Isabella Grassi

Intervista con l’autore… Debora Paolini

Salve a tutti!

La Rosa degli Ashtah di Debora PaoliniQuesta sera, nel suo nuovo articolo-intervista-recensione, la nostra inviata da Parma Isabella Grassi intervista per noi Debora Paolini, autrice al suo esordio letterario con “La Rosa degli Ashtah”, (Nulla Die – 2016). “La Prescelta”, questo il sottotitolo dell’opera è in realtà primo dei due romanzi che compongono il progetto “La rosa degli Ashtah”, il secondo infatti il cui titolo sarà “La profezia di Adamanthia”, è in fase di stesura.

Il libro verrà presentato alla Libreria Piccoli Labirinti di Parma, piccolo fulcro di libreria indipendente, il prossimo 17 settembre. Ho avuto modo di conoscere l’autrice durante l’evento “I Libri del Solstizio”, rassegna letteraria organizzata dalla Proloco di Oggiona con Santo Stefano tenutasi il 5 giugno nell’ambito della Festa dei Sapori 2016.

È giunta l’ora di cedere la parola alla nostra Isabella Grassi e a Debora Paolini, la sua graditissima ospite alla quale vi invito a dare il vostro più caloroso benvenuto:

INTERVISTA CON L’AUTORE

Si descriva in tre parole.

Creativa, introspettiva, autoironica.

Cosa l’ha spinta a scrivere?

All’inizio, e si parla davvero di molti anni fa, è stata un’esigenza dettata da un disagio profondo, dall’impossibilità di condividere situazioni e stati d’animo con chi mi stava intorno. Con carta e penna in mano, invece, mi sentivo libera di esprimermi e, soprattutto, evitavo i tipici sguardi “assenti” di chi fingeva di ascoltare una ragazzina considerata alquanto strana. Col passare del tempo, ho scoperto il “potere della parola”, quindi ho iniziato a provare una certa soddisfazione nell’usarla come forma di creatività, probabilmente quella a me più congeniale, anche se ogni tanto mi diletto con colori e pennelli, tessuti e macchina da cucire e molte altre cose.

Descriva i momenti che dedica alla scrittura e come si inseriscono nella quotidianità.

La mia è una scrittura molto meditata, nel senso che ogni parola messa nero su bianco è frutto di ore, a volte giorni di liberi pensieri presi e ripresi, visti da diverse angolazioni. Per questa ragione, ho bisogno di isolarmi completamente, magari sedendomi davanti al computer con tanto di cuffie e musica a tutto volume. Preferisco di gran lunga scrivere di notte o al mattino presto, quando la casa è immersa nel silenzio e nessuno può assistere ai miei pianti improvvisi o risate incontrollabili, a seconda di quello che sto scrivendo.

Durante la scrittura del suo romanzo come ha creato i suoi Personaggi e l’Ambientazione? Si è rifatto a esperienze personali direttamente?

Per quanto il mio romanzo possa considerarsi un fantasy, in ogni personaggio c’è qualcuno di reale che, in un modo o nell’altro, ha fatto o fa parte della mia vita. Ho usato le sensazioni, positive o negative, che certe persone mi hanno trasmesso per costruirne l’impalcatura psicologica, gli atteggiamenti, la peculiare visione della vita e, più raramente, anche l’aspetto fisico. Per quanto riguarda le ambientazioni, sono realistiche o comunque verosimili soprattutto all’inizio del libro. Verso la fine, si fanno sicuramente più di fantasia.

Come descriverebbe la sua tecnica di scrittura?

Amo la scrittura semplice, diretta, scorrevole, che permetta al lettore di tradurre le parole in immagini. Uso molto volentieri similitudini e metafore che aiutino a immedesimarsi. Preferisco scrivere in terza persona, senza però seguire pedissequamente uno schema univoco per quanto riguarda il narratore, che a volte dimostra la sua onniscienza, ma quasi sempre segue i personaggi passo passo, sondando il loro animo in profondità. Ogni tanto, mi piace lasciare spazio al lettore, al suo inconscio, al suo cuore alla sua fantasia e alle esperienze di vita che ha, quindi appoggio virtualmente la penna sul tavolo e provo a fare in modo che sia lui ad aggiungere se stesso al libro. Che senso avrebbe, altrimenti, scrivere?

Descriva in tre parole il libro o il personaggio principale.

Libro: romantico, divertente, coinvolgente.

Perché si dovrebbe scegliere di leggere il suo romanzo?

Più o meno per la stessa ragione per cui si va al Luna Park e si sceglie di salire sulle montagne russe. Leggendolo, un attimo prima si sale in alto, verso il cielo, poi c’è qualche istante in cui tutto è quasi fermo, immobile. Subito dopo, sei giù in picchiata e ti ritrovi il cuore in gola, ma ti piace perché è un po’ come volare. Penso che chi ama le emozioni più varie, alternate al giusto ritmo, troverà nei personaggi di questo libro degli ottimi compagni e nelle loro avventure una storia nella quale immedesimarsi.

Perché un romanzo di genere?

La questione del genere, in realtà, è qualcosa che ho affrontato solo nel momento in cui ho deciso di provare a pubblicare il romanzo. Quando venticinque anni fa ho iniziato a scriverlo, a me interessava solo raccontare una storia. Essendo letteralmente nata da un sogno, inteso proprio come esperienza onirica, immagino che non ci fossero poi molte strade da percorrere, se non quella del fantasy.

Faccia una breve descrizione della sua opera, che non sia meramente riassuntiva.

La prima cosa da dire è che il progetto editoriale La Rosa degli Ashtah è composto da La Prescelta, questo libro, e La profezia di Adamanthia, il suo seguito. Nella sua globalità, il progetto ha come concetto di base ciò che viene comunemente rappresentato con il noto simbolo del TAO. Semplificando e adattandone il significato alla mia storia, nel libro niente è come sembra a prima vista e ogni cosa va valutata e rivalutata col proseguire degli eventi, in un flusso continuo che intreccia bene e male senza che si possa delinearne il confine esatto perché, come vedremo, c’è un po’ di male nel bene e una parte di bene nel male.

Cosa pensa che la lettura del romanzo lasci al lettore?

La storia della protagonista, sebbene sia collocata in una realtà paradossale e irreale, è la stessa che molte persone vivono quotidianamente, purtroppo. Ho cercato di scrivere una favola moderna che lasci al lettore “fanciullezza”, qualcosa che io considero speciale. Grazie al fanciullo che è in ognuno di noi, possiamo guardare con meraviglia e stupore anche all’ordinario, possiamo farci incantare persino dalla cosa più semplice e sognare a dispetto di tutto.

Salutata l’autrice, vi presento ora il romanzo.

La Rosa degli Ashtah

– La Prescelta-

Debora Paolini

Nulla Die 2016

* * *

La Rosa degli Ashtah di Debora Paolini

“Come ogni mattina, il suono intollerabile della sveglia, troppo insistente per essere ignorato, arrivò nel momento sbagliato. Un bellissimo sogno interrotto di nuovo sul più bello. Com’era triste dover aprire gli occhi per lasciarsi alle spalle una voce così calda e suadente e abbandonare quella sensazione di sicurezza, di amore, di favola a lieto fine”

 “Erano quasi le quattro del pomeriggio. L’Oratore Hillson annunciò la fine della lezione di microbiologia clinica e con essa il termine della sessione accademica giornaliera.

 “La Metropoli era uno sfavillare di luci, che si apprestavano a contrastare l’imminente oscurità della sera. Mentre Sheila camminava osservando le insegne dei locali, le vetrine dei negozi e soprattutto le facce inespressive dei passanti, si chiedeva se sarebbe stata costretta a diventare come loro.”

 I brani qui riportati sono le prime righe dei primi tre capitoli.

Scandiscono tre momenti diversi della giornata di Sheila, la protagonista del romanzo.

Sembrerebbero normali momenti di vita quotidiana di una studentessa liceale, che non ama alzarsi, va a lezione ed appare preoccupata del futuro.

Sembrerebbe quindi che la protagonista stessa sia una ragazza normale.

Non dimentichiamoci però che si tratta di un romanzo appartenente al genere fantasy, ma tale ambientazione non arriva immediatamente al lettore, in quanto in quest’opera l’inizio del romanzo è soft e  l’autrice ci farà letteralmente vedere le creature leggendarie che popoleranno il romanzo, quando ormai avremo affrontato la lettura di diverse pagine del romanzo.

Interessanti sono anche i titoli dei vari capitoli: “Miss Vintage”, “Conversazione Inesistente”,” Les Aurores Borealés”, i primi tre; “Questioni in sospeso”,” La Battaglia”, “Una nuova vita”, gli ultimi tre.

Sembra quasi esserci un parallelismo per cui si potrebbe giocando gli stessi costruire la seguente frase: “Miss Vintage avendo questioni in sospeso, dopo aver avuto una conversazione inesistente, decide di fare una battaglia ed alla luce dell’aurora boreale, si avvia verso una nuova vita.”

Mi perdonerà Debora Paolini per questa maniera scherzosa di presentare il suo romanzo, che comunque costituisce in realtà un piccolo sunto del libro.

Affido invece alle sue parole una breve sinossi:

“La Rosa degli Ashtah – La Prescelta è un romanzo ibrido tra fantasy e fantascienza, con forti connotazioni romance.

La protagonista è una ragazzina ingenua e buffa che fin dall’infanzia è costretta a fare i conti con una realtà piuttosto dura: abbandonata dai genitori biologici, viene adottata da una famiglia dove alcolismo e anaffettività regnano sovrani.

Ancor più difficile è relazionarsi con i coetanei, i quali non perdono occasione per deriderla. L’unica cosa che la aiuta a sentirsi meno sola è uno strano sogno ricorrente: una mano dal cielo, una voce nella mente. Insieme al suo unico amico, intraprende un viaggio alla ricerca di un misterioso uomo in grado di curare ogni malattia attraverso il semplice tocco delle mani ed è proprio questo viaggio, con i suoi risvolti tanto amari quanto inaspettati, che la porterà a scoprire verità inimmaginabili sulle proprie origini. Gli orizzonti diverranno, per lei, tanto vasti da abbracciare altre galassie, altri universi. Il segreto della sua nascita sarà svelato, l’incontro col suo Custode chiarirà il profondo significato di quel sogno ricorrente. Creature leggendarie, amici dotati di grande saggezza, nemici spietati e pronti a tutto, manipolazioni e intrighi accompagneranno l’evoluzione della Prescelta,  il cui cammino è stato arbitrariamente tracciato in tempi e luoghi remoti. Ma sarà lei, e soltanto lei, a decidere come percorrerlo.”

Il romanzo è narrato in terza persona.

Consiglio la lettura agli amanti del genere fantasy, ma anche a chi ama i sentimenti, a chi sa apprezzare i valori morali, a chi pensa che anche in un mondo popolato da “mostri” i buoni sentimenti ed i precetti morali possano ed anzi debbano avere un ruolo importante.

Qui di seguito vi indico alcuni link utili per acquistare o approfondire il romanzo:

Link pagina facebook:

https://www.facebook.com/Larosadegliashtah

Link acquisto

http://nulladie.com/catalogo/144-debora-paolini-la-rosa-degli-ashtah-9788869150432.html

oppure, negli store online

http://www.ibs.it/editore/Nulla+Die/nulla+die.html?zanpid=2153178945187820544

http://www.mondadoristore.it/search/?tpr=10&g=La+prescelta.+La+rosa+degli+Ashtah&bld=15&swe=N

http://www.lafeltrinelli.it/fcom/it/home/pages/catalogo/searchresults.html?cat1=1&prkw=nulla+die&type=2&sort=0&pageSize=40

E naturalmente anche su Amazon.it

Isabella Grassi

La Rosa degli Ashtah di Debora Paolini

Intervista con l’autore… Fabio Carapezza

Fabio Carapezza dialoga con Isabella Grassi

Salve a tutti di nuovo!

La collina degli ulivi di Fabio CarapezzaEd eccoci giunti felicemente, ovvero senza odiosi intoppi tecnologici, alla fine del nostro viaggio attraverso la “Notte bianca in libreria” che ha avuto luogo sabato 28 maggio 2016 presso la Libreria Piccoli Labirinti di Parma. Viaggio che è stato reso possibile dalla straordinaria opera della nostra impareggiabile inviata da Parma Isabella Grassi. In questo suo ultimo intervento dall’evento culturale che ha tenuto desti i parmensi sabato scorso Isabella Grassi dialoga con Fabio Carapezza, autore del romanzo intitolato “La collina degli ulivi” pubblicato da Edizioni 0111 che ho presentato sul mio canale Instagram tempo fa. Ma ora è giunto il momento di lasciare nuovamente la parola a Isabella Grassi e al suo nuovo ospite:

Si descriva in tre parole.

Sto bene solitario.

Cosa l’ha spinta a scrivere?

In gioventù preferivo leggere poesie che uscire con gli amici, poi arrivarono le prime segnalazioni e capii che scrivere poteva essere un buon modo per analizzare il mio rapporto con il mondo. Il fatto è che questa analisi può condurre a stati d’animo diversi, e la scrittura creativa è un valido mezzo per provare a conoscersi di più.

Descriva i momenti che dedica alla scrittura e come si inseriscono nella quotidianità.

 Almeno per ora non ne ho ancora fatta una professione, alterno dunque periodi fecondi ad altri in cui le idee rimangono a sedimentare senza la forza necessaria a materializzarsi in parole scritte. Esse girano nella testa, si compongono da sole fino a quando la volontà si impossessa delle dita e le storie prendono forma.

Durante la scrittura del suo romanzo come ha creato i suoi Personaggi e l’Ambientazione? Si è rifatto a esperienze personali direttamente?

Avevo in mente solo la scena iniziale. Una donna sul balcone di casa che osserva il Luna Park, metafora della vita. Cosa fare con lei? Con chi farla interagire? Da lì ho iniziato a pormi domande per dare alternative alla storia, e poco alla volta si è materializzato l’intreccio attingendo senza dubbio alla mia esperienza personale: gli studi, i viaggi, un certo desiderio di trascendenza che da sempre si fa sentire con gli inevitabili interrogativi. Circa l’ambientazione, ho preferito circoscrivere i fatti a Parma, mentre nel finale i protagonisti si troveranno a fare i conti con se stessi in un monastero non meglio identificato, la cui ispirazione è tratta da un eremo esistente dove ebbi l’occasione di soggiornare qualche anno fa. Si trova in mezzo a una collina di ulivi…

Penso che una storia, per essere credibile, debba contenere il giusto equilibrio di realtà e finzione in ogni suo aspetto, e mi auguro di esserci riuscito con questo primo romanzo.

Come descriverebbe la sua tecnica di scrittura?

Non credo di rifarmi a una vera e propria “tecnica”, diciamo che la componente fondamentale è la preparazione teorica e pratica: teorica leggendo molto e cercando di assorbire inconsciamente, fondendoli, gli stili e le capacità espressive di chi è più bravo di me (e gli autori sono moltissimi!), pratica perché in questo modo si crea un’energia “di stomaco”, la definirei, che si personalizza con il proprio filtro personale nel desiderio di comunicare al lettore una parte di sé.

Perché si dovrebbe scegliere di leggere il suo romanzo?

Per muovermi delle critiche, ovvio! Anche per misurarsi con i moti umani dei personaggi, che nel bene e nel male, come nella vita, agiscono per la propria salvezza o condanna. In essi, chi deciderà di leggermi, potrà forse identificarsi in uno o nell’altro, nella donna in crisi esistenziale, o nel tossico che ricerca il riscatto, oppure nell’assessore avido di potere. Potrebbe affezionarsi alla piantina parlante o essere preso dalla curiosità di capire perché ci siano molti segreti nascosti nel corso delle pagine.

Perché un romanzo di genere?

Non mi trovo concorde su questa classificazione, sebbene l’editore lo abbia inserito in una collana di gialli. In effetti, tale potrebbe sembrare, ma se proprio dobbiamo categorizzare il romanzo, mi trovo più sulla linea di chi lo ha definito “noir filosofico”. Una cosa è sicura: nelle prime pagine scritte, mai avrei pensato che la storia avrebbe assunto questi contorni, ed è proprio questo il bello dello scrivere.

Faccia una breve descrizione della sua opera, che non sia meramente riassuntiva.

La collina degli ulivi di Fabio Carapezza“La Collina degli Ulivi” è un noir in cui la componente filosofica e religiosa si fa sentire con forza. La riflessione esistenziale, non nascondo, almeno nella prima parte più marcata, accomuna i due protagonisti principali, i cui destini finiranno per incrociarsi senza però banalizzare verso il sentimentale. Salvo ha un passato che pesa, compie l’ennesimo errore che potrebbe costare caro a lui e a chi ama. Risollevare la propria sorte non sarà facile, dovrà lottare contro qualcuno molto potente, e potrà farlo solo con la mano tesa di un’anima salvifica.

Cosa pensa che la lettura del romanzo lasci al lettore?

Vorrei che continuasse a farsi domande su se stesso, perché nulla è certo nella vita, e dobbiamo perseguire la serenità con un incessante “work in progress” personale; quindi, il lettore potrebbe chiedersi cosa sia la libertà, trovare qualche motivo per viaggiare se non ha mai visto i deserti del Rajasthan o i mercati colorati di Calcutta. Potrebbe indignarsi sulle debolezze umane come l’avidità, o commuoversi pensando che il desiderio di bellezza e redenzione sono scommesse su cui valga la pena puntare. Alla fine, a vincere non sarà né lui né chi ha scritto questo libro, ma la vita.

Tutti e tre i giallisti hanno animato la serata, caratterizzandola con il loro personale carattere e la loro personalità.

In particolare per coloro che sono di Parma il prossimo appuntamento tra Bertani e Carapezza sarà alla Biblioteca Civica d Parma il 9 giugno. Non mancate!

Durante la tavola rotonda, nonché durante l’intera notte bianca, ho scattato alcune foto e girato un paio di video con gli interventi di Giovanni Bertani, li trovate sulla pagina fb del personaggio del romanzo “Il Grisbì”: Bobby Lago.

Nella speranza di avervi incuriosito e spinto ad affrontare la lettura dei libri e degli autori qui citati, vi saluto.

Isabella Grassi

Bobby Lago torna in scena

Secondo breve interludio nel quale Bobby Lago torna protagonista

Salve di nuovo!

Incrociando le dita forse riusciamo a concludere il lavoro senza intoppi! Quello che vi vado a presentare, sempre attraverso le parole di Isabella Grassi, è il secondo interludio, inizialmente da me non previsto ma, che ci volete fare, non avevo ancora letto con attenzione il testo inviatomi dalla nostra superlativa inviata dalle terre parmensi. Quindi bando alle ciance e restituiamo la parola a Isabella Grassi:

Chiuso così lo spazio dedicato al genere fantastico ha di nuovo fatto ingresso lo scrittore Giovanni Bertani, alias Bobby Lago, ormai ospite fisso della Libreria Piccoli Labirinti di Parma, per  uno breve reading che ha visto impegnate alla lettura la sottoscritta ed Eleonora Bertani di un brano tratto da “Il Grisbì”, noir edito da Edizioni Forme Libere, di cui i lettori di questo blog sono ormai informati.

Altro genere ma sempre dedicato alla narrativa la presentazione che ha fatto seguito dove Nadia Boccacci accompagnata con la chitarra di Delio Tropeano ha presentato il suo libro: “Non posso non guardarti negli occhi”, edito da Les Flaneurs.

La scrittrice ha personalmente interpretato e commentato il suo romanzo ottenendo un buon consenso di pubblico.

Il calendario dell’evento, a causa della numerosa partecipazione ha subito un forte ritardo per cui questa prima parte che doveva concludersi intorno alle 19:30 è in realtà terminata verso le 20:30.

E’ quindi stato dato spazio alla musica ed al cantautore Marco Sforza che ha presentato il suo cd “Confessioni di un cantautore di provincia”.

Dopo lo spazio musicale hanno fatto seguito presentazioni dedicate alla narrativa, al viaggio, alla poesia ed ai gialli.

Luisa Pecchi accompagnata dalla sua chitarra ha presentato il suo “Con il mare a sinistra” per Epika edizioni, settembre 2015.

Breve viaggio di Ada, che avvolgerà il lettore e lo porterà attraverso le sue avventure.

La scrittrice ha interagito anche con Simona Albano Summer che presentava la sua raccolta poetica “Solo poche gocce” ed ha curato per la stessa l’accompagnamento musicale con la sua chitarra.

Sempre in questo spazio si è presentato anche  Guido Fontechiari che ha presentato il suo romanzo  “Il tesoro del Taro”.

Spazio nuovamente alla poesia con l’intervento di Antonio Giampietro, autore non vedente della raccolta poetica “Nelle curve del silenzio” con letture a cura di Paola Ferrari ed accompagnamento musicale di Delio Tropeano.

Ha poi personalmente letto due poesie l’autore stesso, interpretandolo con lettura dal braile.

Prezioso l’intervento in sala di un filosofo che ha interagito con l’autore e ne ha mostrato la “veggenza”.

Isabella Grassi

Notte bianca alla Piccoli Labirinti

Bobby Lago è stato ospite alla Notte Bianca alla Libreria Piccoli Labirinti di Parma

Salve a tutti!

Collage di titoliSabato 28 maggio 2016 in quel di Parma e più precisamente presso la Libreria Piccoli Labirinti si è tenuta la “Notte bianca in libreria“. Tra gli ospiti dell’evento c’era anche il “mitico” Bobby Lago. Per presentarvi al meglio quanto successo mi affiderò di nuovo alla nostra impareggiabile inviata Isabella Grassi. Visto che la carne al fuoco è molta suddividerò il tutto in tre articoli che, computer e connessione Adsl permettendo, vi presenterò a stretto giro di posta tra breve.

Ma ora basta menare il can per l’aia e cediamo subito la parola alla nostra inviata da Parma Isabella Grassi per la prima parte del servizio, quella che fungerà da “cappello introduttivo”:

Sabato 28 si è tenuta alla Libreria Piccoli Labirinti di Parma si è tenuto una notte bianca assai particolare: non per le strade del centro, sul lungomare o con il naso all’insù a guardare le stelle, ma in una piccola libreria indipendente.

In questo luogo di cultura, appena fuori dalle mura cittadine, dalle 16:00 fin oltre le 24:00 si sono infatti succeduti una serie di eventi a sfondo culturale.

In apertura di giornata si è dato spazio ai bambini, ed ecco che sono stati fatti racconti e letture animate.

Arrivata l’ora del tè si è dato lo spazio al fantasy e molto interessante è stata la presentazione di tre libri della casa editrice Plesio, piccola realtà della editoria indipendente di Forlì interamente dedicata al fantastico.

E così i tre autori presenti: Angelo Berti, Aude Pinardi e Uberto Ceretoli hanno dialogato tra loro e con il pubblico presente, illustrando le loro opere ed il genere fantasy.

In particolare a mia figlia Elonora è piaciuta la presentazione del libro di Uberto Ceretoli, “L’ira di Demetra”, ultima fatica dello scrittore.

La dedica firmata ed a lei dedicata così dice: “A Eleonora, nella speranza che, da classicista, non mi trovi un banale bacchettone”.

Per spiegare l’origine di siffatta dedica avreste dovuto essere presenti, durante la presentazione infatti una interessante digressione sul concetto di banalità, che ha visto l’audience dibattere sul punto.

Del libro posso dire poco se non le info fornite dallo stesso scrittore, e dalla breve lettura della seconda di copertina.

Come suggerisce lo stesso titolo infatti il libro è chiaramente ispirato dai miti classici, ed in particolare da Demetra e Tantalo.

Cito testualmente: “Il regno di Meonia è piegato da lustri di carestia, ma Re Tantalo trascura i propri doveri, interessato solo agli inganni e alle trame necessarie a mostrarsi in astuzia pari agli dei. L’unico tanto audace da schierarsi con il popolo è suo figlio Tirseno, che osa sfidare il destino nefasto filato per lui dalle Moire. Sulle sue spalle, il compito di far prosperare ancora i raccolti placando l’ira di Demetra. Dovrà strappare Persefone all’amore di Ade e ricondurla tra le braccia della dea. Ma basterà questo gesto a calmare un popolo sul baratro della guerra civile”.

Non  resta che leggere il libro.

Isabella Grassi

 

Piacere Amelia di Milica Marinkovic

Milica Marinkovic presenta il proprio romanzo d’esordio alla Libreria Piccoli Labirinti

Salve a tutti!

Piacere, Amelia di Milica Marinkovic

Iniziamo questa prima settimana di maggio con una bellissima presentazione che avrà luogo il 17 maggio prossimo presso la Libreria Piccoli Labirinti di Parma. Si tratta della presentazione del romanzo, edito da Les Flaneurs Edizioni e intitolato “Piacere, Amelia“. Il romanzo segna l’esordio sulla scena narrativa di Milica Marinkovic.

Per potervi fornire le informazioni più complete ed esaustive riporto qui di seguito  il comunicato stampa cortesemente inviatomi dagli editori:

Sarà presentato martedì 17 maggio alle ore 18,00 presso la Libreria Piccoli Labirinti in via Antonio Gramsci 5 a Parma, Piacere, Amelia, il  romanzo d’esordio di Milica Marinković, pubblicato dalla casa editrice barese Les Flaneurs Edizioni.

**************************************

Amelia è una donna curiosa e sensibile, attenta alla realtà che la circonda e alla variegata gamma di persone che incontra quotidianamente. Lavora all’università, in una biblioteca di dipartimento, e da lì assiste al lento trasformarsi delle abitudini umane, al progressivo chiudersi al mondo esterno per rifugiarsi nella realtà virtuale. Non ama Facebook, eppure è proprio nel famoso sito blu che incontrerà la persona che metterà in discussione tutte le sue convinzioni: Pierre, un canadese con la sua stessa passione per i libri. Tra i due nascerà un rapporto intimo, intenso, fatto di assenze e di vuoti, di parole e di paure. Quanto è sottile la linea che separa la realtà virtuale da quella materiale? Amelia dovrà comprenderlo da sola, in una continua lotta tra ciò in cui crede e ciò che solo ora inizia a capire, nel costante sforzo di non perdere ciò che ha di più prezioso: se stessa. (Foto copertina di Alex Gallo REVOLTMASKED)

**************************************

Milica Marinković, nata a Smederevo (Serbia) nel 1987, laureatasi in Lingue e letterature romanze e in Linguistica francese presso l’Università di Belgrado, sta concludendo un dottorato di ricerca in Francesistica all’Universita di Bari “Aldo Moro” con una tesi sul labirinto nella letteratura francofona. È vincitrice di Bourse d’excellence – Gaston Miron (Québec, Canada), offerta ogni anno a un giovane ricercatore.Ha pubblicato diversi saggi su riviste e siti specializzati e fa parte della redazione di incroci, semestrale di letteratura e altre scritture (Adda editore, Bari). Con Lino Angiuli ha curato l’antologia poetica Tempi d’Europa (La Vita Felice 2013). Oltre a diversi testi brevi, ha tradotto in italiano il romanzo Lezioni di gioia di Vladan Matijević (Edizioni WhiteFly Press 2014), mentre con Valeria Uva ha tradotto Città e chimere di Jovan Dučić (Stilo Editrice 2014). Traduce in/da diverse lingue. Questo è il suo primo romanzo.

**************************************

Les Flaneurs Edizioni nasce nel 2015 grazie a un gruppo di giovani amanti della Letteratura. Il termine francese “flaneur” fa riferimento a una figura prettamente primonovecentesca d’intellettuale che, armato di bombetta e bastone da passeggio, vaga senza meta per le vie della sua città discutendo di letteratura e filosofia. Oggi come allora, la casa editrice si pone come obiettivo la diffusione della cultura letteraria in ogni sua forma, dalla narrativa alla poesia fino alla saggistica, con indipendenza di pensiero e occhio attento alla qualità.

Maggiori informazioni accedendo al sito: http://www.lesflaneursedizioni.it

Non perdetevi questa entusiasmante presentazione!

Grazie infinite per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla prossima occasione!

Buon pomeriggio e, come sempre, Buona lettura, magari proprio in compagnia di “Piacere, Amelia” di Milica Marinkovic pubblicato da Les Flaneurs Edizioni!

Con simpatia! 🙂

Piacere, Amelia di Milica Marinkovic

Fabio Ivan Pigola a Parma

Fabio Ivan Pigola presenta il suo romanzo alla Libreria Piccoli Labirinti di Parma

Salve a tutti!

Locandina Fabio Ivan Pigola a ParmaQuello che vi sto per presentare è un evento che avrà luogo venerdì prossimo, 6 maggio 2016, tra le ore 18.00 e le ore 20.00, presso la Libreria Piccoli Labirinti di Parma. Si tratta dell’evento che vedrà Fabio Ivan Pigola, autore de “La forma fragile del silenzio“, pubblicato da Edizioni della Sera, presentare il proprio romanzo presso la Libreria Piccoli Labirinti di Parma.

Per presentarvi al meglio questo nuovo evento culturale che vedrà protagonista la Libreria Piccoli Labirinti di Parma riporto qui di seguito il comunicato stampa:

Venerdì 6 maggio, alle ore 18.00, Fabio Ivan Pigola presenta il suo romanzo “La forma fragile del silenzio” – Edizioni della Sera – presso Libreria Piccoli Labirinti in Via Gramsci 5 (Galleria Santa Croce) a Parma.

FABIO IVAN PIGOLA nato a Milano, è responsabile di “kultural.eu” e ghost writer letterario. Studioso di scienze sociali, politiche e storiche

Imperniato attorno a un leggendario brano blues, il racconto parla con la voce di un sedicenne che scopre di avere un difetto irreversibile all’udito. Il suo è un viaggio attraverso la presa di coscienza dell’handicap, ma è anche il cammino di un teenager come tanti, alla ricerca della propria identità. È un’empatia che lo sorregge dove i sensi vengono meno: trasporta lontano e pone un diaframma tra lui e il mondo degli uomini che si muovono in fretta, e coltivano cinici il destino come fosse un’occasione. Il ragazzo osserva, memorizza i suoni per riascoltarli nell’animo e attende il silenzio che verrà, e che forse sarà davvero un’occasione. Lo fa in disparte, perché non ama la compagnia chiassosa e accessoria delle conoscenze di passaggio. L’affiancano gli amici dai quali trae, come dalla musica, l’energia per combattere la deriva. L’amicizia è il sentimento che conforta e dà voce a ogni cosa, mentre sul mondo cade fragile il sipario del silenzio.

Per quanti tra voi bazzicassero Facebook questa è la Pagina dell’eventohttps://www.facebook.com/events/1730152810531827/

Ora non mi resta che raccomandare caldamente a quanti tra voi si trovassero a Parma o dintorni nella giornata del 6 maggio di partecipare numerosissimi a questo straordinario evento culturale.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla prossima occasione!

Buona serata e, come sempre, Buona lettura, magari proprio in compagnia del romanzo di Fabio Ivan Pigola intitolato “La forma fragile del silenzio” pubblicato da Edizioni della Sera!

Con simpatia! 🙂

Locandina Fabio Ivan Pigola a Parma

Voci precedenti più vecchie Prossimi Articoli più recenti

Mille Splendidi Libri e non solo

"Un libro deve essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi"

contro analisi

il blog di Francesco Erspamer

TRA FEDE E NATURA

Riscoprire Maria ci aiuta ad andare avanti da cristiani e a conoscere il Figlio. BXVI

JOSEPH RATZINGER :B16 e G.GÄNSWEIN

UNA RISPOSTA QUOTIDIANA AL TENTATIVO DI SMANTELLAMENTO DELLA VERA CHIESA !

ROMANCE E ALTRI RIMEDI

di Mara Marinucci

Iris e Periplo Review

Tutte le mie recensioni

Leggendo a Bari

“Non ci sono amicizie più rapide di quelle tra persone che amano gli stessi libri”

Viviana Rizzo

Aspirante scrittrice di cronache nascoste

La lepre e il cerchio

la lepre entrò nel cerchio e balzando annottò

LUOGHI D'AUTORE

Il Magazine del Turismo Letterario

erigibbi

recensioni libri, rubriche libresche e book news

Pink Magazine Italia

The Pink Side of Life

Fall in "Books" - Lettrice and much more

Leggo, preparo dolci e mi innamoro del mondo

Literary Legacies

Walking in the footsteps of great writers

Francy and Alex Translation

Translation, Editing and Promotion of M/M Romance