[INTERVISTE] Intervista con l’autore. Michele Bussoni

Oggi la nostra Isabella Grassi intervista lo scrittore parmigiano Michele Bussoni

Salve a tutti!

Copertina romanzo "Svolvaer. I fiordi del perdono"In questo giorno di Pasqua la nostra inviata dalle terre parmensi, l’impareggiabile Isabella Grassi, intervista per noi lo scrittore parmigiano Michele Bussoni che ha di recente pubblicato nella collana “Gli Aedi” della Pedrazzi Editore il proprio nuovo romanzo dal titolo “Svolvaer. I fiordi del perdono“.

Ma ora è giunta l’ora di cedere la parola alla nostra Isabella e al suo graditissimo ospite al quale vi invito a dare il vostro più caloroso benvenuto.

Oggi ho intervistato per voi uno scrittore della mia città, che con “Svolvær. I fiordi del perdono” edito da Pedrazzi Editore, 2019 mi ha fatto letteralmente viaggiare attraverso la Norvegia, luogo che non conosco ma dove anelo di andare presto. Chi leggerà il romanzo di Michele Bussoni, parmigiano classe 1973, vivrà con lui e con i personaggi della sua opera in questi splendidi scenari.

Diamo ora spazio all’autore.

Descriviti in tre parole.

Sognatore, viaggiatore, disertore.

Cosa  ti ha spinto a scrivere?

L’ambizione di poter riuscire ad emozionare, far sognare e far riflettere i lettori. Creando immagini vivide, palpabili come fosse un film, un dipinto immortale. Non so se quanto e quando ci riuscirò. Ma se anche solo in piccolo, molto piccolo: ecco sarebbe una conquista per il mio cuore.

Descrivimi i momenti che dedichi alla scrittura e come si inseriscono nella quotidianità.

I momenti si sono divisi tra prima e dopo l’arrivo dei bambini. Ora, con loro, ho imparato a privilegiare la qualità del tempo, ineluttabilmente ridotto. Prima ero una sorta di viandante, etereo, che si perdeva spesso in distese e deserti. Ora cerco la meta, imponendomi di non sconfinare nell’ansia, altrimenti tutto ciò che potrei scrivere sarebbe inquinato da essa. Un equilibrio difficile, ma non impossibile. Poche ore, non tutti i giorni. Alla sera. Salvo buttare giù qualche appunto da sviluppare durante la giornata. Post-it attaccati qua e là, alla rinfusa, da raccogliere e assemblare.

Durante la scrittura del tuo romanzo come hai creato i Personaggi e l’Ambientazione? Ti sei  rifatto a esperienze personali direttamente?

Ho viaggiato molte volte attraverso la scandinavia. Credo sei. Privilegiando la Norvegia, per una affinità interiore che trovo quasi inspiegabile, un innamoramento che travalica la ragione. Ho visto quasi tutte le città, i luoghi più spettacolari dal punto di vista paesaggistico, ma anche storico. Le isole, Svalbard comprese. Mentre percorrevo migliaia di chilometri in auto, immaginavo quali storie, quali uomini avrei potuto trovare e incontrare. Ho buttato giù molti appunti, molte idee e una volta rientrato in Italia, mi sono ripromesso di onorare quei luoghi che tanto mi hanno dato, dedicando loro la mia passione per la scrittura. Per cui, sì: l’ambientazione è fedele anche nei particolari  a ciò che ho potuto ammirare. I personaggi sono nati osservando gente comune: al market, al bar, in chiesa. Incrociando occhi e sguardi, visi e andature, la mia mente, un poco giocando, ci ha costruito attorno poi un nome, una situazione, un carattere.

Come descriveresti la tua tecnica di scrittura?

Da ragazzo leggevo molto. Scrivevo poesie, quasi mai prosa. Quando ho deciso di cimentarmi nel racconto prima e nel romanzo poi, mi sono ripromesso di non pensare a nessun autore tra i miei preferiti, che potesse darmi un background. Ma è inevitabile che, anche inconsciamente, dei richiami ci possano essere. Non sta a me estrapolarli, ma eventualmente e critica e lettori, con i quali mi confronterò volentieri. Certo è che ho comunque cercato di unire tutte le mie esperienze in una unica forma che dovrebbe essere poi identificata come uno “stile”. E le mie esperienze sono la poesia, la prosa breve e quella lunga. Quello che ho cercato di porre in essere, è un esperimento narrativo, che potesse unire i classici, la poesia e generi diversi come l’introspettivo, l’avventura, la tragedia, l’on the road, il romanzo d’amore. Inserendo qua e là spunti di riflessione sull’arte, sulla religione e sulla natura stessa dell’animo umano.

Perché si dovrebbe scegliere di leggere il tuo romanzo?

Il mio romanzo dovrebbe essere letto per più motivi. Per sognare luoghi mitici, incredibili e poi magari programmare un viaggio per goderne direttamente dal vivo. Per chiedere a sé stessi, attraverso l’identificazione nel protagonista, che cosa siano le cose che contano davvero nella vita, se il materialismo, l’indifferenza, l’insensato orgoglio come picco di autodifesa, o l’abbandonarsi a ciò che ci “consiglia” il cuore. Questo è un romanzo totalmente slegato dai canoni della letteratura di oggi (e non ho usato apposta il termine moderno): non contiene cliché, situazioni preconfezionate, stereotipi. Non trascende in messaggi politici, non ha nessun contenuto morboso o eclatante. Esce dal mucchio, nel bene e nel male e anche solo per provare qualcosa di diverso dalla narrativa di massa proposta, vale la pena cimentarsi nella sua lettura.

Perché un romanzo di ambientazione?

Questa è una domanda molto difficile per me. Potrei dire che sicuramente, per l’esperienza e la predisposizione che ho, è ciò che mi riesce meglio e quindi “vado sul sicuro”, mi districo in un ambito che mi appassiona, che mi piace e mi da soddisfazione. Ma in realtà non è proprio così. C’è una costruzione interiore, in primis mia, dietro questa idea. Posso dire che una buona parte dei pensieri espressi dal protagonista siano anche i miei. Per comunicare tutto ciò avevo bisogno di un luogo più che la persona in sé, ed è per questo che ho scelto questa formula narrativa. Oltre che, ovviamente, per tributare, tramite immagini e descrizioni, i luoghi che mi hanno conquistato anima e cuore.

Fai una breve descrizione della tua opera, che non sia meramente riassuntiva.

Questa opera è un romanzo puro, di narrativa pura. Si suddivide in sette capitoli e comprende una prefazione breve, scritta dall’editore stesso, Fabio Pedrazzi, e una postfazione scritta dall’autore di racconti e romanzi parmigiano Lorenzo Lasagna. I primi due capitoli sono prettamente introduttivi, oltre che ricchi di flash-back e letture di un diario che il protagonista tiene con sé quasi come una reliquia. Dal terzo capitolo si articola la storia nel presente, mantenendo sempre la tecnica del narratore che descrive gli accadimenti e i luoghi. Diversi personaggi si susseguiranno fino alla fine, quando da romanzo introspettivo si trasforma in romanzo d’avventura. Diverse storie si intrecceranno, tracciando un solco definito nel quale il lettore scorre fino alla fine, avvolto comunque nella stessa atmosfera nordica, intima e poetica. I dialoghi, a volte semplici a volte profondi, a seconda delle persone che li intraprendono, spezzano il ritmo volutamente per introdurre situazioni forti e crude. Il tutto si riconduce ad un passim che è il perdono. In tutte le sue forme, come auspicio, come ricerca e soprattutto come una soluzione alla disgregazione dell’anima ancor prima che del corpo.

Cosa pensi che la lettura del romanzo lasci al lettore?

Spero che lasci dei “wow, però!”, penso che lasci il desiderio di amare di  più le persone care, la natura e le cose belle che attraversano la nostra vita, anche solo per un infinitesimo istante.

Salutato l’autore, vi presento ora il romanzo.

Svolvær. I fiordi del perdono.

Michele Bussoni

Pedrazzi Editore

2019

*****

Quando scelgo un libro o quando comunque un libro viene portato alla mia attenzione, lo tocco, lo sfoglio e lo annuso. Un libro per me deve comunicarmi qualcosa ancora prima di affrontarne la lettura. Ecco quindi che quando Michele me ne ha portato una copia autografata lo ho preso in mano e ne ho subito apprezzato la sua impalpabilità, i suoi colori tenui pur con una immagine forte. Ė un libro che comunica, completo, con una dedica molto sentimentale, con l’introduzione dell’editore e con la post fazione, fatto che io adoro.

Due sono le frasi che più mi hanno colpito.

A metà della pagina introduttiva così scrive l’editore: “Questo è un libro da sorseggiare con calma, con una tazza di tè fumante sul tavolo.”

Dalla post fazione rubo invece: “I fiordi del perdono è un romanzo dell’autenticità”.

Così è stato per me, ho veramente apprezzato la lettura sorseggiando del tè e precisamente una miscela di tè neri che ho aromatizzato con cannella, chiodi di garofani e ginger.

Un gusto forte per accompagnare una avventura nella lontana e fredda Norvegia, un’avventura che si dipana nel tempo, che attraversa vari territori e vari sentimenti.

Nomi sia di persone che di luoghi per me impronunciabili, descrizioni puntuali ma mai ridondanti che lasciano al lettore un alone di curiosità e la voglia di seguirne il percorso.

Un umano e un insolito compagno: un gabbiano. Tanti suoni descrivono questo rapporto, il gabbiano zoppica e la prima reazione di Bjarne è sbattere la porta perché lui odiava i gabbiani da sempre. Lui come pescatore li aveva sempre considerati dei grandi ruffiani, animali privi di dignità.

E poi… “d’improvviso venne svegliato da un picchiettare ritmico contro la finestra bassa antistante la porta d’ingresso, divenuto potente grazie al silenzio”, e così nasce un’amicizia con un animale “Falso come tutti i gabbiani…” e accanto a questo borbottio di Bjarne, l’animale sbatte le ali, gracchia, si raggomitola e man mano che guarisce prova a volare e sbatte contro la cucina, o finisce sopra il letto sporcandolo.

E poi inizia il viaggio, un viaggio fisico ma molto intimo. Bjarne nel suo viaggio dimostra che se la sua rabbia dura quanto un fiore di vaniglia, la sua pazienza ha la forza di attendere e di crescere per poter assistere alla nascita di un fiore di loto.

Ed ecco quindi che arrivano nuovi rumori che accompagnano la corsa impaurita e svolazzante del gabbiano: i passi di Hilde Marie ed i suo broncetti.

E poi… il viaggio vero, il viaggio finale.

La Norvegia e i suoi rigori fanno da cornice a tutto ciò, ma è il sentimento che guiderà il lettore, che dovrà poi valutare se sia l’autenticità a farla o meno da padrona.

200 pagine da leggere e sfogliare vi attendono.

Buona lettura.

Isabella Grassi

 

PS: Michele Bussoni sarà ospite della edizione 2019 dei Week End Letterari Fest che si terrà a Parma in giugno.

Seguite il sito per restare aggiornati.

https://www.weekendletterarifest.gaiaitalia.com/  

anche sui social:

https://twitter.com/WeekendLetterar/status/1114071908776140800

https://www.facebook.com/weekendletterarifest/

[COMUNICATI STAMPA] Presentazione in esclusiva del nuovo romanzo di Mariel Sandrolini

**Alla Taverna del  BiRen sarà presentato in esclusiva il romanzo “La morte è un brivido inatteso”

Salve a tutti!

Locandina presentazione romanzo Mariel Sandrolini

Oggi torno tra voi per segnalarvi un evento culturale del quale sono stato informato dalla nostra inviata dalle terre parmensi Isabella Grassi. Si tratta della presentazione in anteprima del nuovo romanzo di Mariel Sandrolini intitolato “La morte è un brivido inatteso” edito dalla Casa Editrice Freccia D’Oro.

La presentazione avrà luogo venerdì 29 marzo 2019 a partire dalle 18.30 presso la Taverna del BiRen a Dosso.

Ma ora è tempo che ceda la parola al comunicato stampa ufficiale dell’evento:

Locandina presentazione romanzo Mariel Sandrolini

Sarà presentata in anteprima presso la sede della Casa Editrice Freccia D’Oro l’ultima fatica letteraria di Mariel Sandrolini “La morte è un brivido inatteso” il prossimo 29 marzo alle ore 18:30.
Protagonista di questo giallo tutto bolognese il Commissario Marra, alle prese con un’indagine più intricata del solito: in tanti anni di carriera pensava di aver visto di tutto ma questa volta non era nemmeno arrivato a intravedere il fondo di quel baratro che gli eventi avrebbero scavato, sulla scia di sangue delle vittime. Ezio Morsalli, detto Rocky, viene freddato con otto colpi sparati da una calibro 7,65, sotto la sua abitazione, un’esecuzione in pieno stile mafioso, in una via centrale di Bologna.
Mariel Sandrolini, scrittrice bolognese, è da tutti chiamata la Jessica Fletcher italiana e ha creato il personaggio di Marra, Capo della Mobile di Piazza Galilei a Bologna, già protagonista di altre avventure.
Nell’ambito del giallo ha avuto molti riconoscimenti e premi.
A dialogare con l’autrice sarà l’editore Marco Cevolani. Introdurrà la serata Roberto Tira della Casa Editrice Freccia D’Oro
La presentazione ufficiale nazionale si terrà invece il 12 aprile alla Mondadori di Bologna di via D’Azeglio.

Ufficio stampa
3713555693

Grazie infinite per la pazienza e l’attenzione e a risentirci alla prossima occasione!

Buon pomeriggio e, come sempre, Buona lettura!

Con simpatia! 🙂

Locandina presentazione romanzo Mariel Sandrolini

 

[COMUNICATI STAMPA] Premio La Quara 2019

Presentata a Parma la sesta edizione del Premio La Quara

Salve a tutti!

Locandina Premio La Quara 2019

Oggi, grazie al contributo sempre importantissimo della nostra inviata dalle terre parmensi Isabella Grassi, vi presento  il Concorso Letterario per Short Stories che, con questa edizione, spegne la sua sesta candelina.

Ma ora basta cincischiare. È tempo che ceda il proscenio al comunicato stampa ufficiale:

[COMUNICATO STAMPA] http://www.premiolaquara.com/2019/03/europa-al-via-la-sesta-edizione-del.html

EUROPA : al via la sesta edizione del Premio La Quara

Locandina Premio La Quara 2019

Arriva al sesto anno il premio letterario per short stories “La Quara”, organizzato da Biblioteca Manara e Comune di Borgo Val di Taro, con il sostegno della Valtarese Foundation di New York, di Intesa Sanpaolo, Fondazione Monteparma e Associazione Emmanueli, con il patrocinio della Regione Emilia Romagna, della Provincia di Parma e dell’Unione dei Comuni Taro Ceno.

La nuova edizione del premio è stata presentata oggi a Parma, presso la sede della Provincia, congiuntamente alla pubblicazione del bando di concorso che proprio da oggi è scaricabile sul sito http://www.premiolaquara.com.

Il concorso è aperto a tutti, senza limiti di età, e la giuria, composta da scrittori e giornalisti, selezionerà fra i concorrenti 5 finalisti che verranno premiati nel pomeriggio di sabato 24 agosto 2018, in piazza La Quara a Borgo Val di Taro, luogo che dà nome al Premio.

La giuria sarà composta come sempre grandi nomi della cultura nazionale, fra cui Antonio D’Orrico, giornalista, critico letterario e saggista, e la scrittrice Paola Brianti, giornalista e reporter autrice del romanzo “Parmigianino, il mistero di un genio”, che verrà presentato proprio a Borgotaro il giorno prima della cerimonia finale del Premio, venerdì 23 agosto.

A presiedere la giuria sin dalla prima edizione l’editorialista del Corriere della Sera Antonio Ferrari, che dopo il successo del romanzo “Il segreto” ha appena pubblicato “Amen” (Chiarelettere).

-Il tema scelto per questa nuova edizione è EUROPA, che nella definizione del Presidente di giuria

“Più che una parola e’ un giovanile atto di fede.

Mai come adesso il sogno di conoscere, di aprirsi, di

abbattere i muri si confonde con la realtà.

Le distanze vengono inghiottite dalla generazione-Erasmus e dai voli low cost.

Europa e’ una ragazzina che vuol crescere con noi.”

I dieci racconti che passeranno la prima selezione saranno pubblicati in un’antologia, che sarà pubblicata nel mese di luglio, a cura di Infinito Edizioni, casa editrice di Formigine (Modena).

La cerimonia finale verdrà come sempre la preziosa presenza dell’associazione Zona Franca di Franca Tragni che curerà l’interpretazione teatrale dei racconti finalisti.

Verrà anche assegnato per il secondo anno un premio speciale voluto dai fratelli Michele e Angelo Berti (originari della Val Taro ma residenti a Ravenna) che, per onorare la memoria dei loro genitori, l’attaccamento alla terra d’origine di loro padre e la passione per la letteratura della loro madre, propongono il premio Berti Ugo e Solaini Valentina, mirato a premiare il racconto che più ha valorizzato i temi dell’amore familiare, dell’attaccamento alla terra d’origine, del rispetto delle tradizioni e in occasione del tema proposto quest’anno del senso di appartenenza a una comunità.Il premio consiste in un mosaico a firma dell’artista Anna Fietta, che già decora tutta la città di Ravenna con le sue opere, aggiungendo a un valore simbolico anche quello concreto di un’opera d’arte realizzata per l’occasione.

Il racconto vincitore verrà come sempre pubblicato in tempo reale, a pochi minuti dalla proclamazione, sulla pagina culturale del sito del Corriere della Sera.

REGOLAMENTO http://www.comune.borgo-val-di-taro.pr.it/sites/drupal_lepida_borgotaro/files/Bando%20Premio%20La%20Quara%202019.pdf

MODULO PER L’ISCRIZIONE http://www.comune.borgo-val-di-taro.pr.it/sites/drupal_lepida_borgotaro/files/modulo%20iscrizione%20Quara%202019.pdf

Per informazioni:

Segreteria organizzativa

Premio La Quara

piazza Manara 7

43043 Borgo Val di Taro PR

premiolaquara@gmail.com

Tel 0525-96796

www.premiolaquara.com

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Buon pomeriggio e, come sempre, Buona lettura!

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Locandina Premio La Quara 2019

Teatro & pittura a Sassuolo

Venerdì 8 marzo prenderà il via a Sassuolo il ciclo “Teatro & pittura”

Salve a tutti!

Dipinto di GIuditta che taglia la testa a Oloferne - Caravaggio

Ricevo dalla bravissima Isabella Grassi e molto volentieri diffondo questo comunicato stampa relativo al ciclo di incontri “Teatro & pittura” che prenderà il via venerdì prossimo, 8 marzo 2019, presso la Sala Temple della Casa del parco di Sassuolo:

Dipinto di GIuditta che taglia la testa a Oloferne - Caravaggio

L’8 marzo prende il via a Sassuolo (Mo) il ciclo “Teatro & Pittura” spettacoli e conferenze

Il ciclo di spettacoli e conferenze di “Teatro & Pittura” è un’altra iniziativa culturale prodotta da GaiaitaliapuntocomEdizioni e organizzata dal nostro quotidiano. Si tratta di un ciclo di spettacoli teatrali e conferenze ispirate a grandi figure della storia della pittura appositamente prodotti e studiati per “La Stagione 2018 | 2918″ allo Spazio Temple della Casa nel Parco al parco Ducale di Sassuolo.

Apriamo con Tamara De Lempicka, artista straordinaria, diventata anche icona del femminismo, con un tratto personalissimo e di rarissime forza ed eleganza accanto a un accentuato verismo e ad una personale interpretazione della lezione cubista, è considerata un’icona della pittura moderna. Morta nel 1980 rimane una delle figure più affascinanti della pittura contemporanea. Il testo è scritto e diretto da Cristiano Vaccaro ed interpretato da Ilaria Giambini, è prodotto appositamente per il ciclo “Teatro & Pittura” e viene presentato in prima nazionale. Un raffinato e potente monologo che non mancherà di lasciare il segno.

Inizio alle 21.00 dell’8 marzo 2019. Ingresso € 10.00.

Si prosegue il sabato 9 marzo alla Sala Biasin, con inizio alle 16, in un incontro con la giornalista e poeta Monica Maggi che presenterà – con diretta streaming via Facebook e Twitter, la conferenza su “Tamara De Lempicka, icona del femminismo”, realizzata all’interno del Ciclo “Teatro & Pittura” in collaborazione con in collaborazione con il Circolo Aziendale Sanità Ospedale di Sassuolo.

Un’occasione per parlare delle immagini di Tamara De Lempicka che sono diventate, e magari lei non lo voleva nemmeno, icone per il movimento femminista così come lei stessa. Ne parla Monica Maggi, giornalista e poeta dal punto di vista profondo e inaspettato, tra il passato ed il contemporaneo. Imperdibile. La conferenza è ad ingresso gratuito.

Proseguiremo il ciclo il 22 marzo con un altra prima nazionale intitolata al genio di Caravaggio, Michelangelo Merisi: uno dei più grandi della storia. Spesso viene da chiedersi cosa sarebbe stato della pittura (ma non solo della pittura) senza il suo apporto fondamentale ed innovativo. Controverso, violento, iracondo, geniale, misterioso, dio della luce. In questo monologo scritto da Cristiano VaccaroCaravaggio cerca di dirci come la pensa lui. In scena Cristiano Vaccaro attore, drammaturgo e scrittore di grande talento. Inizio ore 21.00.

E sarà ancora il genio Caravaggio protagonista della conferenza che presenteremo alle 16.00 del 23 marzo alla Sala Biasin: cosa sarebbe stato del Cinema se Caravaggio non avesse introdotto la luce nelle immagini? Lo ha ben raccontato uno dei più grandi registi del secolo scorso, l’inglese Derek Jarman, nel suo film sul grande artista italiano, riproducendo quadro dopo quadro, i dipinti caravaggeschi imitandone perfettamente la luce. Ma c’è anche di più. E lo scopriamo in questo interessantissimo incontro condotto da uno dei più autorevoli critici di Cinema e  Teatro della scena romana, Alessandro Paesano, nell’incontro “Caravaggio, genio del Cinema”.

Il ciclo di spettacoli è reso possibile grazie al contributo e al sostegno di System Costruzioni, Stampa&Oltre, SolGarden, Radiogaiaitalia.com. Media partner Sassuolo2000. In collaborazione con Associazione CREA con il patrocinio del Comune di Sassuolo.

Ulteriori informazioni su “La Stagione 2018 | 2019” qui.

Il biglietto d’ingresso per gli spettacoli è di € 10.00. Le conferenze sono gratuite.

Informazioni +393297729817 | wilteatro@gaiaitalia.com | https://www.stagione.gaiaitalia.com

Grazie infinite a tutte e tutti voi e a risentirci alla prossima occasione!

Buon pomeriggio e, come sempre, Buona lettura! 🙂

Con simpatia! 🙂

[COMUNICATO STAMPA] L’Addio alla Sala Temple di Sassuolo

Il 22 e 23 febbraio alla Sala Temple di Sassuolo “L’Addio”, uno splendido monologo di Michelangelo Spinella

Salve a tutti!

Michelangelo Spinella

È con estremo piacere che vi giro questo comunicato relativo ad uno spettacolo che si terrà domani e dopodomani alla Sala Temple di Sassuolo. Si tratta di uno splendido monologo di Michelangelo Spinella intitolato “L’Addio“. La notizia mi è stata girata dalla nostra impagabile Isabella Grassi.

Ora è tempo che sia il comunicato ufficiale a parlare:

Il 22 e 23 febbraio 2019 alla Sala Temple di Sassuolo: “L’Addio”, uno splendido monologo con Michelangelo Spinella

Bruno è un giovane di successo che durante il suo viaggio di ritorno dagli Stati Uniti ripercorre gli anni passati con il fratello a cui era visceralmente legato, con continui passaggi dall’adolescenza all’età adulta, tra giochi della memoria e ritorno di esperienze comuni, in un intenso e coinvolgente monologo che è anche un’intensa prova d’attore e che offre un interessante spaccato degli anni ‘90. La vicenda si svolge su un aereo in volo di ritorno da New York e porta lo spettatore a vivere sia l’atmosfera del volo fisico che l’aspetto del viaggio più legato all’emozione e alla dimensione onirica del “lasciarsi portare” sulla rotta dei ricordi e del vissuto.

Con frequenti riferimenti alla scena culturale dell’ultimo ventennio del XX secolo e colte citazioni il bravissimo Michelangelo Spinella (nella foto) affascinerà lo spettatore in un gioco affascinante che rende il ricordo più reale del vero.

Il colpo di scena finale lascerà gli spettatori con il fiato corto.

Inizio ore 21.00
Ingresso € 10.00

info & prenotazioni
wilteatro@gaiaitalia.com

Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla prossima occasione!

Buona serata, come sempre, Buona lettura e, per quanti tra voi avranno l’occasione di assistere allo spettacolo, Buona visione!

Con simpatia! 🙂

[INTERVISTE]Intervista con l’autore. Giuseppe Russo

Oggi la nostra Isabella Grassi intervista per noi lo scrittore casertano Giuseppe Russo

Salve a tutti!!!

In questo tardo pomeriggio tornano le interviste della nostra impareggiabile Isabella Grassi. Il protagonista di oggi è lo scrittore casertano Giuseppe Russo, al quale vi invito a dare il vostro più caloroso benvenuto. Ed ora cedo la parola a Isabella e al suo graditissimo ospite.

Oggi ho intervistato per voi Giuseppe Russo, uno scrittore casertano, come lui ama precisare. Da emiliana quale sono comprendo perfettamente il campanilismo, e allo stesso tempo non conoscevo che tra Caserta e Napoli esistesse rivalità, quindi non dirò più che è napoletano.

Questa intervista è anomala, perché se anche si rivolge ad uno scrittore, sono tanti gli interessi di Giuseppe e quindi spazierà un po’.

Diamo quindi voce al nostro ospite speciale.

La domanda di esordio è: descriviti  in tre parole. Ho avuto modo di verificare quando sia difficile questa domanda, soprattutto se rivolta agli scrittori. Anche Giuseppe non riesce a stare al gioco e così risponde:

Domanda difficile. I lettori mi perdonino, ma sono sempre un po’ logorroico, per cui cercherò di essere breve ma tre parole non possono definirmi. [Scopriremo poi se invece era possibile, nda]

Suppongo di essere un normalissimo cittadino che crede nella cultura e nella bellezza di questo Paese, ma forse più di tutto crede nella cittadinanza attiva. Nel mio piccolo, quindi, con le ricerche e la voglia di usare un linguaggio divulgativo più dinamico, racconto la storia dimenticata del nostro passato per contribuire a progettare un futuro migliore per tutti.

[Io avrei così sintetizzato: militante cultura, storico e futurista. Le parole sono quattro, ma a Giuseppe non lo diciamo…]

La seconda domanda, tendente a capire la nascita dell’opera, è stata da Giuseppe riadattata in: Com’è nato questo progetto storico?

L’idea di questa trilogia di testi storici nasce, dopo anni di ricerca e studio, dalla ferma convinzione che sia stata saltata a piè pari la vera storia dei diversi territori italiani e soprattutto dei cittadini coinvolti nel più distruttivo conflitto bellico del ‘900.

Copertina "La Guerra dimenticata. I caduti di pietra. Storia di una regione in cui cadde anche la cultura"[A questo punto serve un piccolo chiarimento: Giuseppe ha infatti pubblicato in questo ambito: I Caduti di Pietra – Storia di una Regione in cui cadde anche la Cultura, saggio storico  pubblicato nel 2014 con Photocity edizioni (oggi Boopen),  successivamente: La guerra dimenticata, secondo capitolo della trilogia, ripubblicato in edizione ampliata nel 2017  e ora sta lavorando al capitolo finale: I Caduti di Pietra – Il primo fronte, terzo e conclusivo della trilogia, a queste opere si riferisce Giuseppe.  Nda]

Prosegue poi la risposta: Buona parte degli storici, fino ad oggi, si è giustamente concentrata sul racconto dei motivi della guerra, dei suoi risvolti politici, delle tragedie umane e delle grandi azioni belliche, come l’uso delle prime atomiche o l’Olocausto, ma quasi nessuno si è soffermato in modo omogeneo e ampio a raccontare ciò che realmente abbiamo perso in termini economici, culturali e sociali durante quel tremendo periodo. La Seconda guerra mondiale, nei miei testi, oggi arrivati addirittura a generare una serie a fumetti, sviscera una “storia diversa” fatta di tele, colori, pietre, chiese, madonne, stadi, caffè storici, botteghe artigianali, musei, fiorenti aziende locali, teatri, regge e tanti altri beni culturali distrutti, deturpati, trafugati o violentati durante un conflitto assurdo e disumano. Una storia che racconta chiaramente  anche dei ritardi che alcune zone d’Italia, come la mia regione, hanno accumulato pesantemente proprio negli anni di guerra o, parlando di eventi meno tragici, ci mostra la prima vera globalizzazione avviata grazie alla presenza delle truppe angloamericane nel nostro Paese. Insomma ho voluto rendere giustizia a tutti i cittadini e alle bellezze di un’Italia che merita di essere raccontata e che, per motivi quasi inspiegabili, è rimasta senza voce per un lunghissimo periodo.

Descrivici i momenti che dedica alla scrittura e come si inseriscono nella quotidianità.

I Caduti di Pietra - The Comicbook SeriesLa scrittura si inserisce nel mio quotidiano come naturale espressione personale di vita. Dal giornalismo all’insegnamento, visto che mi occupo anche di recupero territoriale, sostenibilità ambientale e turistica, passando per il nuovo lavoro in una stimolante azienda di Innovation Technology, finisco le giornate studiando e compilando i nuovi testi che saranno via via pubblicati anche nel corso del 2019. Vi ho già detto che a breve sarà pubblicato il primo numero della serie a fumetti? I Caduti di Pietra – The ComicBook Series partirà con Operazione 51, la vera storia del furto di importanti tesori italiani presi dai tedeschi della Divisione Goering durante la prima evacuazione dell’Abbazia di Montecassino nell’autunno del ’43. Una serie che approfondirà, attraverso la CGI (ndr grafica computerizzata), il disegno fumettistico classico, i testi, e perfino le  foto d’epoca, alcuni episodi contenuti nel mio ultimo libro La Guerra Dimenticata. Il vero problema è che lavorando da sempre con il pc, “me tapino”, la mia scrittura è sostanzialmente digitale e sento la mancanza dell’uso di una bella penna e di un profumatissimo foglio di carta come facevo ai tempi dei pen pals e delle snail mails. Chissà se qualche lettore ricorda questi termini!

[già chissà…]

Anche per la domanda successiva, che normalmente mira a conoscere ambientazione e personaggi di un libro, Giuseppe ha preferito un taglio diverso e così ha ritenuto di rispondere ad un quesito così formulato: Da dove nasce la passione per la Storia e per questa particolare prospettiva d’analisi che fa parlare il nostro Patrimonio culturale?

Cerco di sintetizzare ma sicuramente ometterò parti importanti. La storia vissuta da mio padre durante i bombardamenti prima e durante lo sbarco alleato in Sicilia, l’occupazione della Campania, nonché la sua partecipazione alla ricostituzione delle forze armate è sicuramente parte fondamentale dell’interesse per quel periodo storico. Inoltre non posso dimenticare le foto di famiglia nei cassetti, i racconti dei nonni, nonché quelli della ricerca di cibo durante i bombardamenti, come pure le storie della presenza degli americani a Caserta, nella Reggia borbonica, che si inseriscono nella bellezza monumentale dei tanti tesori locali nei quali ho addirittura giocato da bambino. Il bello lo si apprende con l’anima, da piccoli. Credo sia utile ricordare che ho iniziato a camminare proprio nei giardini delle Reggia e alla Flora, il giardino che si trova di fianco il palazzo reale, parte integrante non solo della mia vita ma anche di quella di tanti altri casertani dell’epoca. Bisogna abituare i cittadini al bello e al rispetto dei nostri tesori. Oggi li abituiamo ai centri commerciali. Ci sarà qualcosa di sbagliato, no? La ricerca delle radici familiari, poi, ha acceso in me la necessità di rileggere la storia e divulgarla. Il resto è venuto da sé, come un’altissima onda in procinto di colpire la costa.

[ecco che compare il campanilismo campano…]

Come descriverebbe la sua tecnica di scrittura?

Tecnica di scrittura? Direi che non scrivo, piuttosto cerco di parlare alle persone come si fa tra amici, magari in un bar davanti ad un bel caffè, oppure in un ristorante mangiando mozzarella, prosciutto di Parma, lasagne e una bella parmigiana di melanzane. Però una bella pizza, non sarebbe una cattiva idea ora…..

[qui Giuseppe non ha cambiato la domanda, ma ha aggirato la risposta…]

Perché si dovrebbe scegliere di leggere il suo saggio?

Perché fino a pochissimi anni fa la storia d’Italia è stata distorta, deviata, solo parzialmente raccontata, probabilmente per necessità di politica internazionale. Finalmente la morsa si è allentata e molte delle tragedie insabbiate dalla storiografia ora possono essere divulgate come faccio io. C’è chi si occupa di stragi naziste, chi di partigiani e “liberazione”, io credo di raccontare, finalmente, la vera storia delle nostre genti, una storia che si evince solo se si guarda la guerra attraverso la prospettiva delle tradizioni locali e dei beni culturali coinvolti nel conflitto, ovvero usando i veri indicatori della vita delle persone: chiese, credenze religiose, sport, lavoro, vita sociale, teatri, cinema, regge, piazze e borghi. Chi viene ad ascoltarmi resta a bocca aperta perché, come mi è stato più volte riferito, ci si accorge di quanto la Seconda guerra mondiale abbia tolto all’Italia e soprattutto al sud. È una storia che parla davvero di noi, della gente e dei luoghi del cuore.

Faccia una breve descrizione della sua opera, che non sia meramente riassuntiva.

Una breve descrizione su 500 pagine? Impossibile, credo però di poter fare un invito alla lettura della mia “storia diversa”, una storia che racconta davvero l’Italia degli anni ’30 e ’40. Nei miei testi troverete sempre racconti veri composti da nonne che interravano i mestoli per sottrarli alle richieste del regime, fino ad arrivare alle prime soldatesse in Italia che mostravano, alle nostre madri, una nuova condizione della donna possibile e moderna. Ma potrete scoprire anche la nascita del turismo commerciale, figlio reale di un fenomeno che coinvolse prima i soldati tedeschi e poi quelli angloamericani nelle visite organizzate delle nostre città d’arte e delle bellezze naturali italiane. Venezia, Firenze, Roma, Napoli, Pozzuoli, Sorrento, Positano, Ischia e Capri visitate esattamente come avviene oggi, tra tour organizzati, ristoranti e negozi di souvenirs. La Guerra Dimenticata vi aspetta per trasportarvi nell’Italia in guerra, nelle operazioni segrete per trafugare la nostra arte e per farvi rivivere la presenza degli Alleati con le donuts, le tavolette di cioccolata ed i primi musical americani.

[non c’è che dire Giuseppe non ha proprio il dono della sintesi…]

Cosa vuole comunicare ai lettori attraverso i suoi saggi storici “diversi”?

Cerco di comunicare la bellezza del nostro Paese nella sua interezza ed integrità storica attraverso, però, un ragionamento che si dipana da un periodo del passato che ci ha profondamente cambiati. Partendo dalla perdita di una non piccola porzione dei nostri tesori artistici, passando per i furti nazisti ed i vandalismi angloamericani, si arriva a spiegare anche il processo di modernizzazione e “americanizzazione” che abbiamo subito e viviamo ancora oggi. Ma soprattutto si spiega tra le righe, proprio grazie alla prospettiva dei beni culturali intesi nella vasta accezione moderna, il perché di tanti problemi che continuano ad affliggere “l’Italia dei cachi”, quella ben raccontata dalla famosa canzone di Elio e le storie tese!

Salutato l’autore, vi dovrei ora parlare delle sue opere, ma siccome della trilogia ci ha ampiamente parlato Giuseppe e avete già tutti i riferimenti utili, ora occupo lo spazio rimanente per parlare delle “attività collaterali” di Giuseppe Russo, avuto sempre riguardo alle sue opere.

Immagine dalla mostra "Le Cinque Onde"

Mi riferisco in particolare al fatto che dal 14 dicembre  2018 è presente con una mostra al Museo Civico di Santa Maria Capua Vetere grazie all’attenzione dell’Amministrazione comunale.

Immagine dal Post Mostra "Le Cinque Onde"

 

Chi riuscirà a visitarla (durerà due mesi) avrà l’opportunità di comprendere le ragioni che resero la Campania fulcro della guerra nel Mediterraneo. Si tratta di una mostra foto-documentale visitabile nel complesso di Piazza Angiulli.

Sarà anche una opportunità per conoscere la nuova serie a fumetti “I Caduti di Pietra – The Comicbook Series” di cui abbiamo appena accennato. La serie a fumetti si avvale di importanti contributi artistici e giornalistici, con tavole speciali del fumettista pugliese Joel Folda e del professore Gianni Parisi, con introduzione dello storico locale Domenico Valeriani e conclusioni del noto giornalista Rai Nello Di Costanzo.

Saranno 12 numeri monografici che approfondiranno con il mezzo visivo alcune delle fondamentali storie contenute nei suoi testi.

Il primo numero, intitolato “Operazione 51”, racconterà della rocambolesca operazione nazista per trafugare importanti tele partenopee durante il trasferimento di tutti i beni culturali conservati a Montecassino prima della sua rovinosa distruzione nei primi mesi del ‘44.

Per informazioni su Giuseppe Russo e sui suoi interessanti progetti e opere è attivo il sito: http://www.icadutidipietra.it/index.htm dove navigando potrete anche ascoltare la lettura di alcuni brani o la Pagina Facebook.

E ora vi saluto fiduciosa di avervi allietato e di spingervi a conoscere meglio questo scrittore.

Isabella Grassi

[COMUNICATO STAMPA] Il Diario di Eva

Domenica 3 febbraio per la rassegna Teatro in Casa andrà in scena “Il Diario di Eva”

Salve a tutti!

Logo rappresentazione teatrale

Con estremo piacere oggi vi do comunicazione di un evento culturale che avrà luogo domenica prossima, 3 febbraio 2019, a partire dalle ore 17.00 presso la Sala Temple a Sassuolo. Si tratta di un evento del quale mi ha portato a conoscenza la nostra impareggiabile inviata dalle terre parmensi Isabella Grassi.

Si tratta della rappresentazione teatrale de “Il Diario di Eva“, ispirato all’opera omonima dell’autore statunitense Mark Twain. La rappresentazione si andrà ad inserire nella rassegna “Teatro in casa“.

Ma ora è giunto il momento di cedere spazio al comunicato stampa:

Logo rappresentazione teatrale

Nel “Diario di Eva” (e poi in “Diario di Adamo”) il grandissimo Mark Twain ha pensato bene di immaginare come potesse essere la vita in comune di Adamo ed Eva, infarcendo la loro vita possibile di ironia e sagacia, come pochi che non fossero Mark Twain avrebbero potuto fare. Il testo originale permette di giocare con i sottintesi e di trasformare un testo che ha anche un suo senso serio in un momento molto divertente.

Con inizio alle 17 nel salotto di una casa privata sassolese e per un massimo di 25 spettatori, ad ingresso gratuito, la serie di quattro spettacolo di “Teatro in Casa”, performance attoriali di 30′ con merenda finale, per vivere il teatro fuori dal teatro.

E’ obbligatoria la prenotazione via email a wilteatro@gaiaitalia.com. Sempre via email vi verrà fornito l’indirizzo al quale recarvi.

Gentilissime e gentilissimi steward vi apriranno e condurranno nella Casa del Teatro per Teatro in Casa.

Inizio ore 17.00

Ingresso gratuito | informazioni email: wilteatro@gaiaitalia.com | telefono: +39 3207729817

©gaiaitalia.com notizie edizioni e produzioni teatrali tutti i diritti riservati

Direzione artistica: Ennio Trinelli

Media parter: SASSUOLO2000

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https://www.stagione.gaiaitalia.com

email: wilteatro@gaiaitalia.com

Grazie infinite a tutte e tutti voi per l’attenzione, buon teatro a quanti avranno modo di assistervi e arrivederci alla prossima occasione!

Buon pomeriggio e, come sempre, Buona lettura!

Con simpatia! 🙂

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