Spazio al personaggio… Marco Belli

La nostra Isabella Grassi incontra il patron dell’Elbabook Festival Marco Belli

Salve a tutti!

Elbabook Festival

 

Riprendiamo al meglio le nostre pubblicazioni con la nuova puntata della rubrica, ideata e portata avanti dalla nostra Isabella Grassi, intitolata “Spazio al personaggio“.

L’ospite di oggi, al quale vi invito a dare il vostro più caloroso benvenuto è Marco Belli, “scrittore, fotografo, sommelier e patron di Elbabook Festival“:

Spazio al personaggio, una piccola incursione nel mondo della cultura, del teatro, dello sport, della musica e di quanto ci rende piacevole la vita, a cura di Isabella Grassi.

Continua la mia avventura nel mondo dell’editoria. Oggi vi presento Marco Belli, scrittore, fotografo, sommelier e patron di Elbabook Festival, il festival elbano dedicato all’editoria indipendente, giunto alla terza edizione,  per parlare con lui e con alcuni editori della editoria oggi.

Ho conosciuto Marco in occasione della prima edizione del Festival e ho avuto il piacere di ospitarlo a casa mia a Parma, in occasione della presentazione nella mia città del programma del festival elbano.

Marco è insegnante, fotografo e scrittore, io ho letto i suoi romanzi gialli “Il romanzo dell’ostaggio” (Koi Press 2015) e “Uno sbaffo di Cipria” (Edicola 2017), e spero di riuscire a presentare il suo ultimo romanzo a Parma.

A lui il compito di spiegare cos’è e com’è nato  Elbabook Festival.

Parlaci della nascita del festival, che io ho visto dall’edizione zero, dove ho avuto l’onore di realizzare una delle presentazioni in quella edizione, “Il grisbì” di Giovanni Bertani (Forme Libere Editore 2015), che i lettori di questo blog già conoscono.

Elbabook nasce nel 2014 dopo una telefonata di Andrea Lunghi e Roberta Bergamaschi, dove senza troppi giri di parole mi chiedono se voglio organizzare un festival dell’editoria indipendente all’Isola d’Elba.

Siamo ormai giunti alla terza edizione e sono particolarmente felice per essere finalmente riuscito quest’anno a coinvolgere l’intero paese nel festival.

Rio nell’Elba è un paese di montagna di questa splendida isola che dopo la chiusura delle miniere ha fatto una scelta politica molto difficile per lo sviluppo della sua economia, optando per un turismo lento, culturale e sostenibile.

Parlaci del ricco programma di quest’anno.

Il programma quest’anno è cambiato, per la seconda volta si è svolto il premio letterario Loris Appiani per la miglior traduzione dedicato alla memoria del giovane avvocato ucciso al Palazzo di Giustizia di Milano, riservato alla editoria indipendente.

Il premio quest’anno era dedicato alle traduzioni dalla lingua russa, ed è stato vinto da Rosa Mauro.

A seguire c’è stato un concerto di musica acustica che ha intrattenuto i numerosi presenti fino a tarda sera.

Durante i tre giorni seguenti si sono succedute delle vere e proprie tavole rotonde su vari argomenti.

Il 19 luglio gli argomenti trattati sono stati: “Scusate se il futuro è di carta” e “Arte, nuove tecnologie e territorio”, con uno sguardo quindi al futuro.

Il 20 luglio una tavola rotonda dal titolo “Immagini e Migrazioni” mentre nell’incontro serale le letture dal carcere, nato dalla collaborazione, che ci rende particolarmente orgogliosi con il vicino carcere di Porto Azzurro.

Il 21 luglio, ossia la giornata conclusiva, la tavola rotonda è stata ancora incentrata sul territorio con il titolo “L’isola nel parco, un turismo a passo lento?”, mentre alla sera è stata la volta del giornalismo d’inchiesta con un ospite d’eccezione: Sigfrido Ranucci di Report.

Come tutte le manifestazioni che si rispettano, sono stati previsti eventi collaterali, nati dalla collaborazione con il museo archeologico del distretto minerario, ed altre.

Qual è quindi lo spazio dedicato agli editori indipendenti?

Gli editori espongono le loro opere e hanno la possibilità di farsi conoscere e creare nuove sinergie, approfondire alcune tematiche partecipando alle tavole rotonde.

Come riportato anche nella guida Elbabook festival nasce con l’obiettivo di mettere insieme piccoli e medi editori al fine di condividere le varie esperienze sul mercato cartaceo e digitale per mettere a punto nuove strategie  di joint venture, cooperazione, nuovi metodi di distribuzione, nuove proposte politiche per la tutela degli editori indipendenti.

Un ultima domanda: quale messaggio ti senti di lasciare a chi frequenta Elbabook Festival?

Uno al mondo degli scrittori: si pubblica tanto e si legge poco.

Uno al lettore che non lo è ancora: avvicinati alla lettura con il libro di un editore indipendente.

Saluto ora Marco Belli e vi presento alcuni degli editori indipendenti che ho incontrato a questo festival.

Gli editori presenti erano 19, io ne ho scelti 5, per ragioni di spazio, empatia, conoscenza personale e interesse.

Ve li presento: Forme Libere Editore e per essa Barbara Ciaghi, Exòrma e per essa Orfeo Pagnani, Infinito Edizioni e per essa Maria Cecilia Castagna, Persephone Edizione e per essa Angela Galli, A 2 mani e per essa Cesare Reggiani.

A tutti gli editori ho rivolto le stesse domande, interessanti le loro risposte.

Com’è nata la vostra idea editoriale?

Barbara Ciaghi risponde che Forme Libere è nata come una cooperativa di studenti appassionati all’editoria, e deve il suo nome al fatto che vuole dare spazio alle diverse realtà.

Libertà di forma intesa nel senso di dare voce a chi ha qualcosa da dire in modo chiaro, a chi ha voglia di mettersi in gioco.

Ecco quindi che abbiamo diverse collane: per poesia, racconti, romanzi, saggi e infanzia, ove l’autore può esprimersi con libertà di forma purché abbia una sua finalità nel senso di un suo spazio nel panorama letterario.

Orfeo Pagnani ci spiega invece che Exòrma come casa editoriale è nata dopo aver fatto per trentacinque anni servizi editoriali per vari editori.

Come Joshua Slocum così ha fatto Exòrma, (ci tiene a sottolinearlo Orfeo), decidendo improvvisamente che sussistevano le condizioni ottimali.

Sono particolarmente fiero della collana di letteratura di viaggi denominata “Scritti traversi” perché il tema del viaggio è in realtà un’occasione per parlare di tante cose, letteratura, antropologia, cinema, musica, e soprattutto ci offre spunti sulla contemporaneità.

Altro fiore all’occhiello della mia casa editrice, aggiunge è la collana di narrativa “Quisiscrivemale”.

I nostri scrittori devono voler scrivere con una scrittura matura e non omologata, non devono limitarsi a scrivere per incontrare il favore del pubblico, e per questo motivo attuiamo un lungo lavoro di ricerca ed una valutazione dei testi molto attenta.

Maria Cecilia Castagna  prende la parola per Infinito Edizioni, e ci racconta come la sua casa editrice sia nata dal sogno grandissimo di voler raccontare quello che succede tutti i giorni, ma che poi normalmente viene dimenticato.

Reportage e temi d’attualità sono i must di questa casa editrice, che è particolarmente fiera della collana “Orienti” che raccoglie tra i vari titoli quelli dedicati alla ex Jugoslavia, e si prefigge di informare, approfondire e non far dimenticare. Altri volumi sono dedicati all’Iran, alla Corea del nord, e sembra aver centrato i gusti dei lettori nel pieno rispetto dell’idea editoriale della casa editrice.

Storia contemporanea (I e II guerra mondiale), e libri di cucina altri argomenti trattati.

Nella “collana del fare” vi sono un paio di titoli sul mondo dell’editoria, ma trovano spazio anche volumi sul mondo dell’alimentazione per cucinare con i bimbi.

Angela Galli di Persephone Edizione, ci illustra invece come la sua idea editoriale sia scaturita dal suo essere nata scrittrice, e dalle difficoltà incontrate nei rapporti con gli editori che l’avevano pubblicata.

Fin dall’inizio mi sono prefissa di pubblicare principalmente autori elbani, o comunque opere che trattino dell’Elba a livello di contenuto, con l’intento di contrastare l’idea culturale di massa.

Per far ciò occorre partire dal piccolo e quindi dalla mia isola l’Elba, che però fa parte di un arcipelago, e si pone in un contesto poco conosciuto ma che ha tanto da dire.

Cesare Reggiani che a dispetto del nome viene da Faenza ci parla invece di A 2 mani, una casa editrice veramente sui generis.

Deve la sua nascita per sviluppare il concetto del libro d’autore, come oggetti d’arte finalizzati a mostre, che contengano cioè un oggetto originale.

Il progetto è potuto partire grazie all’intento di diversi artisti di voler fare qualcosa insieme, dal desiderio di realizzare opere in collaborazione, e di autopubblicarle.

Ecco così che riunisce in sé poeti, artisti visivi, musicisti, scrittori, saggisti e video maker ed è sempre pronta a nuove collaborazioni, a nuovi progetti sia musicali che di stampa.

Al momento l’unico settore che non realizziamo è quello fotografico che riteniamo goda già di un suo canale dedicato.

Realizziamo tirature limitate anche di sole 40/50 copie fino ad un massimo di 300, utilizzando o artigiani specializzati o producendole noi direttamente.

Ci poniamo a cavallo tra editoria e settore artistico, e per tale motivo pensiamo di partecipare in futuro anche a manifestazioni artistiche.

Prima di procedere con le altre domande vorrei spiegarvi il perché ho scelto queste cinque case editrici su una rosa di 19 presenti al festival.

Forme Libere è la casa editrice di Il Grisbì. Barbara la ho conosciuta in fiera a “più libri, più liberi” a Roma a dicembre 2014.

Exòrma è una delle case editrici amate dalla Libreria Diari di Bordo di Antonello Saiz e Alice Pisu, una delle librerie indipendenti della mia città, che seguo e ammiro da tempo.

Infinito Edizioni è la casa editrice che appoggia il premio La Quara, un concorso letterario di racconti che si svolge a Borgo Val di Taro, il cui patron Massimo Beccarelli è da me personalmente conosciuto e rispettato per la sua dedizione allo sviluppo della cultura.

Persephone Edizione è la casa editrice elbana e come tale non poteva avere un suo spazio.

A 2 mani è così particolare, e fa prodotti così innovativi che non poteva non trovare uno spazio qui da me. Appena ho visto i suoi articoli mi sono subito avvicinata al banco, quando poi ho scoperto che sono di Faenza, città natale dei miei nonni, non c’è stata storia, è partita l’intervista.

Se parteciperò ad altre edizioni e avrò la ventura di scrivere articoli, vedrò di intervistare altre realtà editoriali. Ritengo comunque che sia per interessi che per dislocazione territoriale di aver individuato un campione rappresentativo.

Gli altri editori presenti:

Daniele Marson, specializzata in opere dedicate alla natura, montagna e turismo.

Edicola Ediciones, vive e pubblica tra Italia e Cile.

Edizioni Estemporanee, ha 5 collane di cui una di narrativa prevalentemente dedicata alla latino-americana.

La Memoria del Mondo Editrice, ha in catalogo diverse proposte di storia e cultura locale, libri d’artista e graphic novel e libri per bambini e ragazzi.

Odoya, editore internazionale di saggistica divulgativa e di narrativa in lingua italiana, inglese, francese e tedesca.

Red Star Press, ha diverse collane che spaziano dalla politica, alla memorialistica, alla narrativa di movimento, affronta tematiche sportive e artistiche, il tutto in chiave popolare.

Editrice Il Sirente, rivolta alla saggistica scientifica, ha al suo interno anche collane di narrativa, e affronta il reportage.

Edizioni La Vita Felice, rivolto all’economia  e al tascabile  ma con particolare cura alla qualità grafica ed editoriale.

Noctua, si occupa a 360° di natura e turismo.

Fila 37, nasce per lo sport e poi si occupa anche del sociale, ha una collana di libri gialli, fa anche da agenzia letteraria.

Istos Edizioni, sviluppa tre settori: infanzia, arte e cinema, e socio civica.

Kleiner Flug, casa di fumetto con quattro collane: viaggi, prodigi, teatro e narrativa, tutto “tra le nuvole” e quindi rigorosamente a fumetti.

L’Orma Editore, pubblica letteratura e saggistica francese, tedesca e italiana.

MDS Editore, ha un particolare occhio di riguardo al sociale e bandisce da tre anni un  concorso artistico-letterario.

Presente e futuro della piccola editoria, come la vede?

Risposte diverse dai vari editori, che spaziano dal “Vedo positivo, ringrazio festival come questi che danno l’occasione a realtà come la nostra di far conoscere la nostra produzione e permettono di valorizzare gli scrittori” (Forme Libere), a “una lotta all’ultimo sangue. Esiste uno spazio ma va conquistato, è quello della biodiversità e della qualità. La piccola casa editrice non deve essere generica ma deve delinearsi con un profilo ben definito per interessi e qualità” (Exòrma).

C’è poi chi vede il “presente e il futuro molto faticosi e molto vicini perché il presente è fatto ogni giorno di conquiste e sfide per fronteggiare tutti gli attori della filiera. Prima di arrivare al lettore vanno affrontati diversi passaggi che rappresentano un presente difficile in quanto vanno affrontate persone che pur facendo parte della produzione/distribuzione difficilmente si accostano e conoscono i libri. Avverto la mancanza di incentivi che spingano a leggere. L’essere partner di un concorso come La Quara ci ha dato molto, ci ha fatto crescere e conoscere un settore a noi prima sconosciuto” (Infinito Edizioni).

Interessante il punto di vista di Angela Galli che afferma essere “necessario ristabilire il rapporto con gli antenati, riprendere in mano i fili sfilacciati della memoria e ricucirli per costruire un futuro legato al passato” (Persephone Edizione).

Veramente programmatica la risposta di Reggiani che dopo aver candidamente affermato essere “alla prima esperienza di riscontro della loro linea editoriale, giudica soddisfacente il risultato ottenuto, afferma la volontà di continuare a partecipare alle fiere, e vuole estendere la sua esperienza anche alle manifestazioni artistiche” (A 2 mani).

 Quale messaggio ha voglia di lasciare?

(Non vi dico chi ha dato le risposte e mi limito ad elencarle, lasciandovi liberi di attribuirle ai singoli editori o farle proprie.)

“Partecipare a questi festival per cercare di conoscere i nuovi autori”.

“Auguro al lettore di trovare i libri che vorrebbe leggere perché così si condivide un valore tra scrittori e lettori”.

“Non abbiate paura di leggere, entrate in libreria e fatevi chiamare dai libri”.

“Poiché siamo in un luogo turistico, mi auguro che il turista che acquista i miei libri goda di questa apertura”.

“Stiamo facendo questa esperienza con grande passione e siamo aperti a nuove collaborazioni”.

(In realtà l’ordine delle risposte è sempre quello…)

Saluto quindi l’Elbabook Festival, che nel frattempo si è concluso e tutte le persone che ho intervistato, e come al solito  faccio una mia personale riflessione.

Nel mio girovagare tra editori, festival, manifestazioni, concorsi, presentazioni, ho avuto modo di assaggiare un po’ tutta la filiera dell’editoria, e lo trovo un mondo affascinante, un mondo da conoscere e scoprire.

Mi piace leggere, e mi piace capire come un’opera letteraria nasce, cresce e si diffonde.

Questa all’Elbabook è stata una esperienza positiva, ed ora torno alle mie vacanze.

Isabella Grassi

Spazio al personaggio… Isabella Grassi

La nostra Isabella Grassi intervista se stessa sui concorsi letterari

Salve a tutti!

Per chiudere al meglio questa settimana vi propongo  una puntata particolare della rubrica “Spazio al personaggio”. In questa occasione intervistatrice e intervistata si fondono nella stessa persona. Ma ora cedo la parola alla nostra impagabile collaboratrice e inviata dalle terre parmensi, Isabella Grassi:

Spazio al personaggio, una piccola incursione nel mondo della cultura, del teatro, dello sport, della musica e di quanto ci rende piacevole la vita, a cura di Isabella Grassi.

Continuo il mio excursus sul mondo dei libri,

Questo intervento sarà insolito in quanto intervistata ed intervistatrice saranno la stessa persona: me stessa, e farò alcune brevi riflessioni sempre sui concorsi, sui generi minori e su come crescere e farli crescere.

Vi propongo anche una video intervista, dove con me come al solito  ci saranno alcuni autori, ma anche un’ editrice.

Qual è il significato delle Fiere del Libro e la loro utilità?

Amo molto girovagare tra le fiere del libro, dove si ha la possibilità di scoprire, toccare, annusare libri nuovi, vecchi ed edizioni particolari.

Passo letteralmente ore ed ore in quei posti fantastici, come un bimbo in un parco giochi.

E’ nelle fiere che ho avuto occasione di conoscere, autori, editori e librai e di scoprire il fantastico mondo della carta stampata.

 

Il mondo dei concorsi letterari.

Ho terminato il mio ultimo articolo su questo argomento con una frase che racchiude in sé il mio pensiero: “Impariamo a leggere, impariamo a pensare, impariamo a vivere!”. Penso che i concorsi letterari, almeno quelli seri servano a questo, a stimolare la lettura, il pensiero, a farci vivere meglio.

E’ notizia di questi giorni della  vittoria di Paolo Cognetti con il libro “Le otto montagne” (Einaudi), al premio Strega.

Io questo libro ce l’ho in lettura in questi giorni, e in libreria da febbraio, non so quando lo avrei letto se in questi giorni non ne avessero parlato tanto.

Vi spiego com’è andata.

A febbraio 2017 il libraio Antonello Saiz (https://www.facebook.com/antonello.saiz) della libreria Diari di Bordo di Parma (https://www.facebook.com/libreriadiaridibordo/), mi invita alla presentazione di questo libro, dicendomi che ne vale la pena, che Cognetti è in gamba, che una lettrice in gamba non può non leggerlo e deve conoscere l’autore, bla bla bla…

Mi dice il titolo e l’argomento ed io sbotto letteralmente: io amo il mare e odio la montagna.

All’ultimo minuto, decido di andare.

Mi si apre un mondo nuovo, Paolo è accattivante, tiene in mano la presentazione, ha un modo di esporre il suo pensiero sulla montagna che incuriosisce. Decido di compare il libro, e quando mi avvicino a lui gli dico: “io odio la montagna, amo il mare, ma mi hai incuriosito” e lui ridendo scambia amichevolmente qualche parola con me per poi così scrivere come dedica: “Per Isabella che troverà la sua montagna. Grazie.”

Non c’è che dire, un bell’augurio, e quel grazie: un tocco da signore.

Il libro è rimasto lì fino a ieri, presa da altri impegni, altre letture e viaggi in barca a vela.

Ora lo sto leggendo, è presto per esprimere un’opinione, sono solo a pagina 30, ma mi ha sorpreso e mi prende, mi sento catapultata in un mondo che non conosco con un’atmosfera alla Tom Sawyer.

Sarà il personaggio, sarà il senso di avventura, ma complimenti Paolo, mi hai veramente sorpreso.

E così devo dire grazie al premio Strega perché mi ha fatto decidere, mi ha spinto a leggere un libro di qualità.

Concordo con quanto espresso da Giovanni Bertani (https://www.facebook.com/giovannibertaniparma/?ref=br_rs) che  ritiene il mondo dei concorsi letterari essere molto dispersivo, più finalizzato a far vendere, parlando dei concorsi minori e della scarsa pubblicità che viene loro data.

Se questo non è il caso di un premio come lo Strega, è però la realtà dei concorsi minori.
Romanzi e racconti…

Sono due mondi che difficilmente si intersecano, anche se famosi autori di romanzi si sono dedicati ai racconti.

Recentemente nell’intento di analizzare ed incrociare questi due mondi ho ospitato nel mio ufficio due autori: Giovanni Bertani e Roberto Tira (https://www.facebook.com/fare.fooding), che hanno in comune lo scrivere racconti anche se dedicati a pubblici diversi, e una rivista letteraria che pubblica racconti e indice concorsi con in premio la pubblicazione: La Penna del Drago (https://www.facebook.com/La-Penna-del-Drago-1226420170709317/) .

Giovanni Bertani è l’autore del romanzo noir  Il Grisbì (Forme Libere, 2015, pagina fb https://www.facebook.com/Bobby-Lago-590518757699137/) e di racconti tra cui l’ultimo “La neve  il giorno prima della fine del mono” nella collana “Racconti Emiliani” a cura di Stefano Andrini (historica, 2017). Interviste già realizzate e pubblicate cui rimando. Qui ricordo solamente che è stato il racconto il suo primo amore ed il genere che più ama.

Roberto Tira, che per la casa editrice La Freccia d’oro (http://www.frecciadoro.it/)  ha pubblicato “L’aria che T’ira” e “Se ancora T’ira” che sono due raccolte di poesie, altro genere misconosciuto ed è prevista una terza uscita a completamento della trilogia dal titolo “T’ira, T’ira, T’ira”.

I titoli sono ovviamente giochi di parole con il cognome dell’autore, e sono in realtà scritti liberatori, simili a veri e propri racconti, dove si parla di sentimenti. E’ l’amore che predomina, insieme all’assenza, come tormento dell’anima o come ricordo e dedica a persone che ormai sono in un mondo migliore.

Sempre per la casa editrice La Freccia d’oro ha pubblicato anche il suo primo romanzo che consiste in una favola dal titolo “I Ron”. Roberto utilizza il mondo del bosco per parlarci della nostra vita quotidiana, dove gli animali ne sono i protagonisti. Il personaggio principale è un airone che desidera diventare un ballerino e che nel suo girovagare incontra altri personaggi che hanno tutti un particolare: a ognuno manca qualcosa.

E’ un libro che affronta la disabilità e che proprio per la tenerezza con cui ha affrontato l’argomento è stato messo in scienza da “Il Gruppo Verde” di Cento che si occupa dei ragazzi disabili.

 

La Penna del Drago, è una rivista creata per dar voce agli emergenti. A dare voce alla rivista è invece Catia Cicchetti (https://www.facebook.com/catia.cicchetti?hc_ref=PAGES_TIMELINE&fref=nf) che ha così coronato il suo sogno di unire i racconti con le belle illustrazioni.

Divoratrice fin dall’infanzia della fantascienza e della collana Urania, mi ha dichiarato di prestare molta attenzione allo stile di scrittura, indipendentemente dal genere di racconto che le viene inviato.

La rivista cura tutto il suo contenuto, sia la carta che i colori che l’immagine di copertina, e promuove periodicamente dei concorsi.

Ora ha indetto la seconda edizione del Concorso Letterario di Narrativa e Poesia, aperto a tutti giovani e non, esordienti e non, appassionati delle parola scritta, bando scaricabile dal sito www.edicik.it scadenza il 31 luglio 2017. Affrettatevi.

 

Su questo incontro ho realizzato anche una video intervista pubblicata su you tube che trovate a questo link:

https://youtu.be/ropw9SNMNt0?list=PLeE3xx5bVarLvP4qNVviC3fRBBGBC7e_Z

 

E’ stata una bella esperienza riunire, autori editori e organizzatori di concorsi tutti di stampo emiliano (Parma, Cento e Bologna), per parlare insieme di cultura e di progetti.

Termino ancora con la mia esortazione:

Impariamo a leggere, impariamo a pensare, impariamo a vivere!

Un grazie particolare ai librai per quello che fanno e per le opportunità che ci danno, perché se è vero (cit) che i libri sono uguali in qualunque libreria si comprino, è il libraio che ne fa la differenza.

Un grazie quindi ad Antonello Saiz della libreria Diari di Bordo di Parma e continuo la lettura di “Le otto montagne” di Paolo Cognetti.

Isabella Grassi

Spazio al personaggio. Giovanni Bertani

Giovanni Bertani e i concorsi letterari

Salve a tutti!

In questa serata torno ad affacciarmi tra queste pagine per presentarvi la nuova “puntata” della rubrica “Spazio al personaggio“, ideata e portata avanti dalla nostra bravissima inviata dalle terre parmensi Isabella Grassi, la quale, stavolta, intervista Giovanni Bertani, noto per essere il “papà” di Bobby Lago, protagonista del romanzo “Il Grisbì” edito da Edizioni Forme Libere.

Ritratto di Giovanni Bertani

Ma ora basta perdere tempo. È tempo che ceda la parola a Isabella e al suo graditissimo ospite al quale vi invito a dare il vostro più caloroso benvenuto:

Spazio al personaggio, una piccola incursione nel mondo della cultura, del teatro, dello sport, della musica e di quanto ci rende piacevole la vita, a cura di Isabella Grassi.

Il primo semestre del 2017 sta volgendo al termine, e per fare un primo bilancio della mia esperienza letteraria oggi vi presento Giovanni Bertani, non nella sua veste di autore di romanzi ma come voce per parlare del mondo dei concorsi letterari.

Su questo blog ho già avuto modo di presentarvi Giovanni perché è con la sua intervista nella rubrica dedicata ai libri, che ho inaugurato la mia collaborazione, e vi parlo sovente del suo primo romanzo e con lui curo la rassegna “un pomeriggio in giallo” dedicata alla presentazione di autori dediti al genere.

Con lui ho frequentato quest’anno due fiere letterarie, il Buk di Modena e la prima edizione della Fiera del Libro di Milano, e ho volutamente deciso di non andare a quella di Torino.

Liquido velocemente la questione “fiere del libro” con una sola domanda.

Giovanni, quale ritieni sia il significato delle Fiere del Libro e la loro utilità?

Ritengo che le Fiere del Libro siano utili soprattutto per i lettori e per le case editrici, non per gli autori.

I lettori possono trascorrere del tempo tra i libri, girare tra i vari stand alla ricerca di nuovi spunti di lettura e/o edizioni particolari, altrove introvabili.

Le case editrici, soprattutto quelle piccole hanno con le fiere l’opportunità di farsi conoscere, di farsi apprezzare direttamente dai lettori e se sono intelligenti possono utilizzarle per la promozione dei loro autori.

Passando ora al mondo dei Concorsi Letterari, vorrei che tu mi facessi, se esiste, un distinguo tra concorsi per romanzi e concorsi per racconti. So che tu hai partecipato con successo in entrambi i generi.

Sì io, da autore esordiente ho partecipato con il romanzo Il Grisbì (Forme Libere Editore), al concorso letterario IoScrivo arrivando terzo, e con il racconto “Un altro ballo…” al Premio Letterario in onore di Alda Merini ho ottenuto il 2° posto nel genere narrativa, infine il racconto “La neve il giorno prima della fine del mondo” in quanto racconto selezionato all’interno del Concorso letterario Racconti emiliano-romagnoli, RuleDesigner, è stato pubblicato nell’antologia “Racconti Emiliani” a cura di Stefano Andrini edito da historica.

Ritengo che il mondo dei concorsi letterari sia molto dispersivo, per usare una espressione soft, più finalizzato a far vendere agli autori vincitori ed alla loro cerchia di amici e conoscenti che non per promuovere qualità.

Il problema base penso sia diretta conseguenza del fatto che la gente non legge o si interessa poco alla parola scritta.

I concorsi sono poco pubblicizzati, la loro diffusione infatti per lo più è affidata ai canali dei singoli autori.

Avverto uno screditamento generale dei concorsi, specialmente dei maggiori con una progressiva perdita di credibilità laddove sembra che le grandi casi editrici abbiano un vero e proprio ufficio acquisto dei concorsi letterari.

Volendo operare un distinguo tra concorsi per romanzi e concorsi per racconti, al fine di dare una spinta verso l’alto alla qualità ritengo che siano i secondi quelli maggiormente importanti.

I racconti infatti possono e debbono riprendere parte attiva nel mondo editoriale, e sarebbe importante che le case editrici stesse se ne occupassero.

Se un autore edito volesse dedicarsi a questo genere e fosse la casa editrice a fare da filtro e a proporre i racconti dei propri autori nei singoli concorsi la qualità farebbe inequivocabilmente un balzo in avanti.

Si dovrebbe solo inserire un distinguo nei vari concorsi tra autori editi ed autori inediti, lavorando quindi su un doppio binario.

Non credo invece ai concorsi letterari per romanzi, perlomeno quelli minori.

Non ci credo in quanto per lo più sono per genere. Un libro prima di tutto deve essere scritto bene e ciò deve essere indipendente dal genere.

Anche nei concorsi riservati ai romanzi reputo importante l’intermediazione (almeno per quelli editi) della casa editrice, che deve fare da portavoce dei propri autori e porsi quindi come terza tra gli stessi e la giuria che li esaminerà.

Per un autore inedito, ovviamente il discorso cambia e può essere un modo di farsi notare e crearsi un curriculum.

Cosa ti spinge verso i racconti e perché ritieni che siano importanti?

Io mi sono affacciato al mondo letterario con un racconto, scritto che ero ancora un liceale.

Avverto al giorno d’oggi la mancanza di un canale espressamente dedicato ai racconti che abbia una tiratura a livello nazionale.

Non va dimenticato, o per lo meno io non posso dimenticare che molti grandi autori sia italiani (cito ad esempio Collodi, ma anche Pirandello) che stranieri (uno fra tutti Ernest Hemingway), pubblicavano i propri scritti su riviste o giornali sia romanzi a puntate che veri e propri racconti.

Questo canale oggi manca completamente.

Quale pensi sia il limite del mondo editoriale odierno? 

Ritengo che manchi una corretta impostazione dell’editoria, che non riesce a far crescere il numero dei lettori. Anche i premi letterari importanti portano premi in denaro all’autore, ma non garantiscono la tiratura del libro, non implementano la sua diffusione come dovrebbero.

In conclusione quindi, a cosa servono i Concorsi Letterari?

L’autore oggi scrive per lo più per sé stesso, per amore della scrittura, in quanto è solo eventuale che qualcuno al di fuori della propria cerchia possa affrontarne la lettura. Ritengo che i concorsi letterari siano importanti per l’autore perché tramite gli stessi riesce a misurarsi ed a confrontarsi con altri. I concorsi letterari quindi migliorano l’autore e fanno acquisire allo stesso una maggiore consapevolezza di sé.

Saluto quindi Giovanni Bertani e mi permetto di chiudere questa intervista con una mia personale riflessione.

Io mi sono affacciata a questo mondo due anni fa, cercando di capire come un autore possa raggiungere la pubblicazione del proprio lavoro partendo da zero, cercando di capire come una volta pubblicato un romanzo possa essere conosciuto, ed ho quindi speso parte del mio tempo per cercare di aiutare autori in questo campo.

Visto che voglio fare un bilancio, devo dire che c’è molto lavoro da fare, molto da imparare, ma soprattutto servono lettori, serve amore per la cultura.

Impariamo a leggere, impariamo a pensare, impariamo a vivere!

Isabella Grassi

Il salottino in vigna

Domenica 11 giugno 2017 a Villarbasse (To) Il Salottino in vigna

Salve a tutti di nuovo!

Stasera la nostra bravissima Isabella Grassi ci presenta l’evento “Il Salottino in vigna” che avrà luogo domenica 11 giugno 2017 a Villarbasse in provincia di Torino.

Cedo ora la parola a Isabella Grassi per i dettagli:

IL SALOTTINO IN VIGNA

Evento letterario organizzato dalla Associazione Bolla e Fantasia e dal Blog Del Furore Di Avere Libri.

Presso

L’Azienda Vitivinicola Prever

Via Paraccia, 10090 Villarbasse (TO)

Domenica 11 Giugno 2017

dalle Ore 10:30 alle 17:00

 Un evento eno-culturale, un’occasione per degustare dell’ottimo vino ed al tempo stesso avere l’occasione di vivere la cultura con un salottino letterario cui non si può non partecipare

“Leggere e parlare di libri è eccitante, e lo diventa ancora di più all’interno di un luogo bello e  accogliente come l’Azienda Vitivinicola PREVER di Villarbasse.

Il Blog Del Furore Di Aver Libri e l’Associazione Bolla e Fantasia hanno pensato di unire alla visita dell’Azienda Vitivinicola Prever con degustazione guidata, un Salottino letterario in Vigna, radunando autori di diverse case editrici del territorio per parlare dei libri che, secondo loro, riescono a descrivere al meglioo le bellezze naturali. E’ previsto anche uno spazio laboratorio per i più piccoli…”

Così viene presentato su face book l’evento, così si vuole incuriosire il pubblico che sicuramente sarà numeroso.

Diverse le possibilità proposte:

Opzione A Tour/Degustazione + pranzo Euro 35,00 (quota comprensiva di un libro degli autori a scelta)
Opzione B Pranzo in azienda Euro 25,00 (quota comprensiva di un libro degli autori a scelta)
Opzione C Ingresso salotto Euro 10,00 (quota comprensiva di un libro o una bottiglia)
Opzione Famiglia Il primo partecipante paga intero il secondo ridotto (quota comprensiva di un solo libro degli autori a scelta)


Per i bambini ci sarà la possibilità di un laboratorio di intrattenimento contemporaneo alla visita in cantina della mattinata e pranzo a Euro 10,00


Questo il programma dettagliato:

10.30 Ritrovo
10.45 Visita dell’Azienda Vitivinicola PREVER con degustazione guidata
10.45 Laboratorio giochi e manualità dei bambini
12.30 Pranzo
15.00 Salottino in Vigna con gli autori (Antonio Mesisca, Francesca Battistella, Marco Sartori, Francesca Cuzzocrea, Claudia Cuminetti, Giovanni Bertani)
17.00 Brindisi finale e saluti

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA entro il 6 GIUGNO, a: Valentina Peracino valentina.peracino@prever.it, cell.: 338.2875053.

Tra gli autori invitati ci sarà anche l’autore di  Il Grisbì (Forme Libere Editore),  GIOVANNI BERTANI.

Così scrive di lui e della sua opera Simona Coppero, nel blog Del Furore di Aver Libri:

“Le ultime righe della postfazione mi fanno partire dall’inizio di questo post: “Bobby Lago è.” Giusto, chi è Bobby Lago? Protagonista principale, contrabbandiere uscito di prigione, che cerca di ricominciare una vita normale, ma priva di scintille, priva di significato apparente: bollette da pagare, assegno di mantenimento alla ex moglie, lavoro umile e semplice di barista, fino ad una mattina, quella mattina che lo porterà a sentirsi nuovamente vivo: così parte la storia.

Bobby Lago incontrerà vari personaggi, ma sono quelli femminili che più avranno rilevanza per lui e per la narrazione. Tre donne diverse tra loro che completeranno quello che Bobby Lago non racconta di sé. Ed è proprio questo aspetto che mi ha fatto pensare al libro su un piano diverso.

Un ex contrabbandiere viene etichettato dalla gente comune come un poco di buono solitamente, una persona ai margini della società, scaltro, senza regole, trafficone, qui invece vengono a galla tutte quelle piccole verità che costituiscono un essere umano: quindi, in fondo, è proprio una cattiva persona? Da cosa lo giudichiamo sempre se è nostro diritto giudicare?”

Così il giallista parmigiano insieme agli altri ospiti parlerà non dei loro libri, non delle loro opere, bensì della natura nel mondo letterario.

Ci sarà anche Marco Sartori autore di Il Mistero della Montagna (Spunto Edizioni),  il cui libro viene così presentato:

“Ti avverto uomo, se porterai quassù un solo mattone, la montagna non te lo perdonerà e ti strapperà il cuore. Fermati finché sei in tempo, altrimenti ti perderai e nessuno ti troverà mai più. Lo sento. Valli di Lanzo, anni ’70: l’ambizione di un uomo arriva nel piccolo paese di Chialamberto mascherata dall’altruismo e dalla volontà di creare prosperità per il territorio e i suoi abitanti. Ma la Montagna non si fa ingannare e il progresso, incarnato dall’ingegner Arnaldo Defendini, si scontra con la riluttanza della gente del paese e con la voglia e la necessità di rispettare la natura. Aurora, la segretaria, si troverà divisa fra due realtà e mentalità in un mondo in trasformazione. La Montagna svelerà il proprio universo e, insieme al misterioso Figlio del Bosco, insegnerà il vero significato del benessere nel rispetto dell’ambiente e della vita.”

Ci sarà Antonio Mesisca autore di “Nero Dostoevskij” che così ce ne parla sempre Simona Coppero nel suo blog:

“Oscar Peretti, impiegato in una società di pompe funebri, sposa “la padrona”, benestante discendente di una ricca famiglia e magicamente diventa impiegato della gioielleria di famiglia. Purtroppo Oscar ha un bruttissimo vizio, quello del gioco d’azzardo che lo porterà a vivere situazione non facili.

Vi troverete magicamente in mezzo a bande criminali, a regolamenti di conti, a tavoli da gioco, a linciaggi, a intimidazioni, e anche a omicidi, ma con un’ironia da spettacolo.

Scritto e ambientato in tempi recenti , leggendolo mi sono però spesso trovata indietro nel tempo, Oscar me lo sono immaginato durante gli anni dove le strade erano illuminati da lampioni a candela ed erano sterrate, con le carrozze per locomozione.

Complimenti all’autore per la “progettazione” del racconto, per la scrittura, e per la fantasia nel comporlo, con me ha messo a segno una “scala reale”. Dostoevskij ….”

Ci sarà Marco Sartori  con “Lo sguardo oltre le vette”, pubblicato da Spunto Edizioni. Così ce lo presenta Loredana  Gasparri sempre sul Il furore di aver libri: “Sono molti i personaggi che lo popolano, e pochi sono quelli umani: il più importante, quello che attraversa i capitoli-racconti del libro ha un nome impegnativo, un paio di occhi sconcertanti, e l’età anagrafica e la resistenza fisica di altri tempi, lontani lontani: Garibaldi. La lettura-escursione di Lo sguardo oltre le vette inizia proprio con lui, tra le mani dell’ostetrica che lo accompagna nel mondo e che per la prima volta constata la qualità unica di quegli occhi già aperti e che sembrano già in grado di vedere, e si concluderà proprio con lo sguardo lanciato dal protagonista come un abbraccio verso la montagna che non potrà più incontrare per limiti raggiunti di resistenza.”

Ci sarà Claudia Cuminetti, psicoterapeuta, che vive e lavora a Torino. In pensione volontaria dal Servizio sanitario pubblico, dove ha lavorato in ambulatori clinici per bambini, adolescenti e adulti, si diletta a scrivere da quando era ragazza. Ha pubblicato in veste letteraria una collana di poesie mentre sono una ventina le sue pubblicazioni di carattere professionale e scientifico, con la sua  prima opera in prosa: Flash di famiglia.

Ci sarà Francesca Battistella, che ambienta sempre i suoi gialli/noir in luoghi ricchi di bellezze nautali e suggestivi paesaggi, come la penisola Sorrentina nel “Il messaggero dell’alba” o il Lago D’Orta” per “La stretta del lupo”, l’ultimo della serie “La bellezza non ti salverà”, è in parte ambientato in una lussuosa BeautyFarm sempre nei pressi del Lago D’Orta che gode non solo di una vista mozzafiato ma anche di un giardino ricco di piante e fiori.

Ci sarà Francesca Cuzzocrea  per la cui presentazione rubo alcune righe alla blogger Simona Copero che nella sua recensione di “Un incontro speciale” ci spiega che “l’autrice ha scritto questo meraviglioso racconto, che insegna a grandi e piccini cosa è la Morte e come dobbiamo aiutare i più piccoli a conoscerla nel modo più dolce e sereno possibile, animandola come una fata e lasciandola danzare nel mondo della fantasia e della magia.

Francesca rende la Morte umana, tanto come la Vita, concreta, ma anche normale (ha il raffreddore e usa l’ombrello). Non c’è nulla di grottesco e non vi è nessun riferimento religioso, traspare solamente tanto amore, amore dalle parole e dai disegni che troverete nella fiaba, abilmente tracciati e creati da Annamaria Blogna.”

Ci saranno naturalmente le ragazze del Blog e della Associazione a fare da moderatrici, in un contesto naturale che farà da splendida cornice all’evento.

E naturalmente ci sarete voi, pubblico amante del buon bere e del buon leggere.

Non perdetevi dunque questo appuntamento eno-culturale!

Per maggiori info e per approfondimenti sia sugli autori che sulla splendida location, visitate l’evento creato sul social facebook:

https://www.facebook.com/events/882300935240983/

                                    Isabella Grassi

Giovanni Bertani intervista Marta Bardi

Per “Un pomeriggio in giallo” Il maresciallo Flaviani incontra Bobby Lago

Salve a tutti!

Torno tra voi stanotte per segnalarvi un nuovo appuntamento per la rassegna “Un pomeriggio in giallo“. Durante questo nuovo incontro, che avrà luogo presso la Libreria Mondolibri di Parma, venerdì prossimo, 26 maggio 2017, a partire dalle ore 17.30, Bobby Lago incontrerà il maresciallo Flaviani. Il personaggio del maresciallo Flaviani è nato dalla fantasia e dal talento di Marta Bardi che, come i più assidui frequentatori del nostro blog ricorderanno, è già stata ospite, nel settembre scorso, della nostra Isabella Grassi in una delle sue bellissime interviste-recensioni.

Per tutti i dettagli relativi a questo imperdibile evento cedo la parola e lo spazio alla nostra impagabile inviata da Parma Isabella Grassi:

UN POMERIGGIO IN GIALLO

“Il maresciallo Flaviani incontra Bobby Lago”

APPUNTAMENTO DI MAGGIO

26 Maggio 2017 ore 17:30

Libreria Mondolibri – Mondadori Point

B.go Regale 1 – Parma

Giovanni Bertani presenterà tramite il suo Bobby Lago

Marta Bardi e il suo maresciallo Flaviani

ed il romanzo  “I vicoli stretti di Poggio Sant’Elvio”, (Pietro Macchione Editore – 2014).

 

“La vita di una borgo tranquillo affacciato su un lago.  un piccolo albergo, una trattoria  “da Corinzio specialità emiliane e non solo”, lo studio di un notaio, la Chiesa, un centro commerciale,  un teatro, piazzette e vicoli, stretti perché è un borgo antico con un centro storico vasto e poco frequentato dalle automobili, dove tutte le strade hanno nomi di mestieri antichi..

A sconvolgere tutto, un killer. Che si inserisce nella vita di una famiglia.

la famiglia Capineri: una madre Brenda, vedova da poco, e le sue cinque figliole, Serafina, Maria Carla, dafne, Orietta, Matilde.

Toccherà dunque a Flaviani cercare di risolvere il mistero. A lui trovare il colpevole.”

 

Il libro si presenta quasi come un copione di un’opera teatrale, con il lungo elenco dei personaggi, rigorosamente in ordine alfabetico ed una breve descrizione del loro ruolo.

Singolare come l’autrice indichi per lo più il mestiere svolto dal personaggio e troviamo quindi il capitano di polizia De Fabris, il maresciallo Flaviani, ma anche Fedora Piergiorgi nel ruolo di segretaria del notaio, Claudio Ersili appunto il notaio, per poi passare semplicemente ai ruoli di parentela per cui abbiamo la madre, il padre, varie sorelle, mariti, mogli, amanti, e parenti vari, quasi a sciorinare un intero albero genealogico.

Come ogni copione che si rispetti, ha anche un prologo intitolato Il Casolare di Dafne ed alla fine L’Epilogo.

Tutto il romanzo si dipana in scene e controscene, e l’autrice si preoccupa sempre di farci sapere, il luogo ed il momento di ogni singola azione.

Ed anche il metodo di indagine del maresciallo Flaviani e dei suoi collaboratori segue uno schema.

Sintomatico il capitolo intitolato “Eppure un legame” non solo per il titolo che da solo racchiude tutto il romanzo, evidenziando come ogni cosa, ogni fatto, ogni vicenda sia strettamente legata all’altra, ma soprattutto perché nella ricerca del legame tra i vari omicidi il maresciallo cerca un ordine e dopo averli elencati, prova a metterli in ordine di data, ma non basta, allora allarga lo schema, cerca corrispondenze, e sintomatica appare la frase “… Un killer dotato di una certa ironia. Sempre che sia opera di una sola persona.” Si l’ironia nel romanzo non manca, non mancano i sentimenti, e non mancano le preoccupazioni.

Poche pagine dopo sempre cercando spiegazioni è sempre il maresciallo che sconvolto rivela ai suoi collaboratori: “Ora, le motivazioni di tutta questa serie di omicidi io non le ho. O forse ce le ho sotto il naso e mi rifiuto di vederle”.

Si rivela così il lato umano del personaggio.

Leggete il romanzo per scoprire ed apprezzare il maresciallo Flaviani.

Buona lettura.

Durante l’incontro verranno fatte brevi letture tratte dal romanzo a cura di Isabella Grassi.

Venite quindi a conoscere Giovanni Bertani e Marta Bardi, i loro romanzi ed i loro personaggi, e continuate a seguire la rassegna “Un pomeriggio in giallo”.

Evento fb: https://www.facebook.com/events/113622175883733/?fref=ts

Isabella Grassi

Spazio al personaggio… Eleonora Bertani e Bianca Restori

Isabella Grassi intervista Eleonora Bertani e Bianca Restori

Salve a tutti!

In questa domenica la nostra preziosissima collaboratrice Isabella Grassi intervista Eleonora Bertani e Bianca Restori riguardo al loro ciclo d’incontri denominato “Dialoghi #Selfiemade”.

Cedo quindi la parola e lo spazio a Isabella Grassi e alle sue due graditissime ospiti:

Spazio al personaggio, una piccola incursione nel mondo della cultura, del teatro, dello sport, della musica e di quanto ci rende piacevole la vita, a cura di Isabella Grassi.

Oggi voglio presentarvi non una bensì due persone, e non un artista, un cantante, un musicista o uno scrittore, bensì due ragazze di liceo, Eleonora Bertani e Bianca Restori, che grazie ad una libraia in gamba Rossella della libreria Mondolibri, Mondadori Point di Parma, hanno scelto ed avuto la possibilità di fare una esperienza diversa dal punto di vista formativo ed allo stesso tempo valida per l’alternanza scuola lavoro.

E’ nato così il ciclo di incontri Dialoghi #Selfiemade, che giunge ora al suo secondo appuntamento.

DIALOGHI #SELFIEMADE

MENZOGNA, VIOLENZA & CO

SECONDO APPUNTAMENTO 

30 Maggio 2017 ore 17:00

Libreria Mondolibri – Mondadori Point

B.go Regale 1 – Parma

Dibattito a cura di Eleonora Bertani e Bianca Restori sul tema: Menzogna, Violenza & Co.

Il 30 Maggio alle 17:00 è la data fissata per il secondo incontro su tematiche per ragazzi, ideata e condotta da due liceali Bianca ed Eleonora.

La rassegna che si prefigge di affrontare varie problematiche del mondo giovanile, si sviluppa anche in questa occasione con la forma del dibattito le due ragazze si contenderanno le opposte situazione che portano a contraddistinguere le tematiche a seconda che siano viste dal punto di vista della vittima o del carnefice.

L’argomento scelto è la Menzogna, la Violenza & Co e si svilupperà quindi sia dal punto di vista di chi la subisce e di chi la compie.

Nel subire:

difesa personale: come violenza autolesionismo, anoressia/bulimia come menzogna auto inflitta

necessità: di credere ad una menzogna o di subire una violenza per proteggere qualcun altro

Nel compiere: 

difesa personale: come violenza l’attacco all’altro, la violenza gratuita, come menzogna l’inconsapevolezza e l’ignoranza

Necessità: come sfogo ed autodifesa per la violenza come bisogno di mentire per la menzogna

Vi è poi un terzo punto in comune alle due tematiche che è rappresentato da INTERNET

Per il subire: amplificazione della menzogna sociale e cyber bullismo

Per il compiere: come maschera e strumento

Per parlarvi più approfonditamente di questo appuntamento ho intervistato per voi le due ragazze, per raccogliere le loro impressioni e fare insieme un primo resoconto anche sulla base di cosa hanno acquisito dal primo evento.

Mi volete descrivere le vostre emozioni nell’affrontare tematiche di questa importanza?

Risponde Eleonora: partendo dal fatto che queste tematiche sono state scelte da noi, nonostante sappiamo benissimo che di molte di esse in realtà se ne parla anche troppo, la cosa è però voluta, perché chi ne parla nella maggior parte dei casi lo fa per cercare di diffondere il proprio pensiero personale e per far si che tutti lo seguano: una sorta di indottrinamento. Ciò che noi cerchiamo è molto diverso, noi miriamo infatti a far scorrere liberi i pensieri e le opinioni di tutti perché non ci sono opinioni sbagliate, al massimo ci può essere supponenza, noi quindi esattamente come il Socrate che è stato scelto per l’immagine nella locandina, puntiamo non a diffondere delle idee ma a farle uscirle. Di conseguenza se mi chiedete cosa provo a parlare liberamente davanti ad un gruppo di persone, nella maggior parte mie coetanee, la risposta è molto semplice: esattamente quello che si prova quando parli con il tuo miglior amico.

Risponde Bianca: Sinceramente, sono molto entusiasta di aver avuto questa opportunità di trattare di tali tematiche a noi attuali attraverso i libri. Dal momento che i temi da noi affrontati sono pluritrattati, facilmente si può cadere nella banalità, proprio per questo ritengo che questo progetto sia stata un’ottima occasione offerta a me e a Eleonora per metterci alla prova e per maturare. 

Nell’appuntamento scorso avevate parlato dell’amore, ora affrontate un tema diametralmente opposto, in quanto sicuramente in entrambi gli avversi campi gli elementi sono negativi. Siete riuscite a trovare ugualmente aspetti positivi?

Eleonora: Violenza e Menzogna sono entrambe etichettate come negative, ma ti chiedo: se ti dicessi che il significato etimologico di menzogna o comunque di mentire equivale anche al verbo immaginare, mi diresti ancora che essa ha solo lati negativi? Quel che voglio dire è che nel discorso che andremo a fare non staremo a dire: questo è giusto, questo è sbagliato, questo è positivo, questo è negativo. Lo scopo del futuro incontro sarà la speculazione su ciò che spinge un individuo a compiere un’azione “negativa”. Proprio analizzandola negatività si andrà a scoprire la positività. E’ un po’ come un’alternarsi dei punti di vista, che attualmente va anche di moda, visto l’imperversare di film dal punto di vista dei cattivi. Non mi venite a dire che nel film “Maleficent” non stavate dalla parte di Malefica o che in “Suicide Squad” non tifavate per Harley Quinn? Mentre per quanto riguarda la violenza si cercherà di indagare sulla mentalità di chi la compie ma senza puntare il dito, perché ripeto il nostro scopo non è quello di decidere cosa sia giusto o cosa sia sbagliato, noi puntiamo al dialogo faccia a faccia senza maschere, al far uscire fuori le varie personalità senza giudizi, perché come diceva Aristotele la saggezza è riuscire a trovare il giusto mezzo perché non è tutto bianco e nero.

Bianca: Nello scorso incontro, infatti, abbiamo parlato del tema dell’amore in tutte le sue sfaccettature. Nonostante i diversi elementi negativi, almeno in parte, credo che siamo riuscite a far emergere anche quegli aspetti positivi che caratterizzano la sublimità di tale sentimento. Se ci si sofferma sulla parola “amore” sembra si sia già detto di tutto, dalle definizioni retoriche, romantiche, ciniche, o semplicemente originali; la stessa parola amore da tempo si presta a mille interpretazioni perché è utilizzata per esprimere una vasta gamma di sentimenti che possono anche non avere quasi nulla in comune. Da una parte è molto più facile trovarvi in questo sentimento dei lati negativi, infatti spesso molte persone definiscono l’amore come un sentimento irrazionale, dall’altra parte è talmente soggettivo,che non sarà mai uguale per tutti, ma ciò che lo accomuna è quel battito nel cuore che non puoi controllare.

L’amore riempie le nostre giornate, ci fa gioire, ci fa piangere, ci fa disperare, ma sicuramente senza amore non si può vivere. E come disse Ludwig van Beethoven, compositore tedesco: “L’amore chiede tutto, ed ha il diritto di farlo”. 

Nda: Interessante come su questa domanda abbiano dato risposte così diverse, non solo come contenuto. Mentre Eleonora si è concentrata sul secondo incontro, Bianca ha preferito porre l’accento sul primo. D’altronde sono o non sono dialoghi?

Il punto in comune da voi affrontato per entrambi i temi è Internet. Il mondo dei social è un mondo che interessa principalmente la vostra generazione, che è la prima ad esserci nata ed averne quindi subito il suo potere, senza alcun mezzo di paragone. Ritenete che anche questo strumento nella vostra tematica possa avere entrambe le valenze: positiva e negativa?

Eleonora: Personalmente io ritengo che Internet sia un po’ un’arma a doppio taglio, può farti acquistare fama ed allo stesso tempo farti precipitare nel baratro, a seconda dell’uso che ne si fa. 

E’ un qualcosa di molto potente che proprio per questo andrebbe usato con cautela, ma può diventare anche una buona difesa oltre che un tremendo attacco. Quindi la risposta è si: analizzeremo entrambi i casi.

Bianca: Tornando al tema già affrontato nello scorso incontro,cioè l’amore,bisogna tenere a mente che la tecnologia nel corso degli anni ha rivoluzionato molti nostri comportamenti sopratutto quelli di noi giovani, che ci siamo cresciuti a stretto contatto.

L’amore di un tempo quello descritto nelle poesie, nei romanzi e sonetti e canti, al giorno d’oggi non esiste più; purtroppo ormai succede quasi tutto dietro uno schermo, o una fotografia. 

Le conoscenze su Facebook, Lovoo, Badoo o su altri social network, non lasciano più spazio alle azioni romantiche e cortesi di un tempo. Internet perciò anche in campo amoroso può avere valenze sia positive sia negative; da una parte il nascondersi dietro ad uno schermo sopratutto per le persone piu timide si presenta come una scappatoia per superare la mancanza di fiducia in se stessi, e quindi permette loro di apparire più estroversi. 

Se ci si sofferma in modo approssimativo sull’uso di internet viene spontaneo definirlo in modo positivo, infatti grazie alle nuove tecnologie l’uomo è stato capace di facilitare la propria vita. In modo particolare tra noi giovani, che siamo continuamente in contatto con i nuovi mezzi. Internet ha caratterizzato una svolta importante nella nostra quotidianità, permettendoci di mantenere relazioni a distanza, di cercare informazioni in un minimo lasso di tempo e ad avere tutto sottomano e pronto ad un solo “click”.

D’altra parte ci sono anche aspetti negativi poiché con l’avvento dei nuovi mezzi di comunicazione/social media la possibilità di crearsi maschere utili all’occultamento della nostra persona è come se ci venisse servita su un piatto d’argento, al punto che raramente abbiamo a che fare con la vera essenza delle persone, ma più frequentemente purtroppo con la loro apparenza. 

A questo proposito vorrei citare una frase di Pirandello: “Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti”. 

L’era di internet, a questo punto, in cui ci troviamo ha generato un nuovo tipo di maschera :quella virtuale. 

A mio parere come molte altre cose lo strumento di internet può avere due facce della stessa medaglia in base all’uso che se ne fa.

Perché i ragazzi dovrebbero venire a sentirvi?

Eleonora: Possono farlo per qualsiasi motivo: per curiosità o per noia, ma quello in cui noi speriamo è che sia fondamentalmente per voglia di parlare, prendere posizione ed esprimere una propria idea, specialmente se tale idea è distaccata da quello che si sente solitamente su questi temi. 

Perché purtroppo si dice che gli adolescenti non abbiamo sogni, desideri, obiettivi, ma la verità è che si auto penalizzano da soli tenendoseli dentro per paura di essere giudicati perché magari, questi loro sogni sono molto diversi da ciò che viene etichettato come normalità. In questo modo si arrendono senza nemmeno provarci, mentendo a sé stessi quando alla domanda “Cosa vuoi fare da grande?” rispondono: “Boh…” Il nostro è un grido all’autostima.

Bianca: Secondo il mio parere questi incontri sono delle preziose opportunità, soprattutto per noi giovani per approcciarsi alla lettura dei libri, e per imparare a dialogare con i coetanei di persona, ascoltando e offrendo il proprio punto di vista. 

Questi incontri, infatti,non si presentano come delle lezioni frontali alle quali siamo abituati fin da giovane età a scuola, ma permettono a ciascuno di noi di esprimere la propria opinione senza sentirsi giudicati essendo tra pari e coetanei. 

Un ragazzo, quindi, partecipando avrebbe l’occasione di poter parlare di temi attuali , di cui difficilmente si parla con i genitori o con persone adulte, o se lo si fa, spesso se ne discute in modo generico poiché si è intimoriti dalle figure di riferimento, sapendo che hanno più conoscenze di noi e maggiori esperienze nei diversi campi. Per questo motivo invito i miei coetanei a venire a sentire almeno un incontro con molta serenità , perchè non teniamo lezioni pensando di sapere tutto, anzi ogni giorno c’è sempre qualcosa da imparare, e la cosa più importante come disse Socrate : “Saggio è colui che sa di non sapere” .

Sarà interessante scoprire come queste due studentesse porteranno avanti questo impegno, come lo svilupperanno in questo e nei prossimi incontri.

Durante il dibattito verranno fatte, sempre ad opera delle due protagoniste, brevi letture tratte dai romanzi che verranno analizzati e dei quali questa volta non vi do alcuna anticipazione.

Partecipate numerosi!

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/1681132095523867/?fref=ts

Isabella Grassi

Spazio al personaggio… May Days

La nostra Isabella Grassi incontra la danza d’autore

Salve a tutti!

"May Days - Incontro con la danza d'autore", locandina evento

Per la nuova puntata della sua rubrica “Spazio al personaggio” la nostra Isabella Grassi ci conduce nel mondo della “Danza d’autore” con “May Days, incontro con la danza d’autore“, la cui conferenza stampa di presentazione si è tenuta nella mattinata di ieri, martedì 9 maggio 2017.

Si tratta di una “rassegna promossa da Europa Teatri e Teatro delle Briciole“, che si terrà “Dal 16 al 20 maggio a Parma” e che avrà lo scopo di “valorizzare la giovane danza contemporanea e i processi di trasmissione e di interpretazione dell’atto creativo“.

Ora però cedo la parola alla nostra preziosissima inviata dalle terre parmensi, Isabella Grassi:

Spazio al personaggio, una piccola incursione nel mondo della cultura, del teatro, dello sport, della musica e di quanto ci rende piacevole la vita, a cura di Isabella Grassi.

“May Days, incontro con la danza d’autore”.

"May Days - Incontro con la danza d'autore", locandina evento

Oggi ho partecipato, seguendo una delle mie maestre, e cioè Loredana Scianna alla conferenza stampa per la presentazione di “May Days, incontro con la danza d’autore”.

<<Dal 16 al 20 maggio a Parma si terrà una rassegna promossa da Europa Teatri e Teatro delle Briciole per valorizzare la giovane danza contemporanea e i processi di trasmissione e di interpretazione dell’atto creativo>>, così nel comunicato stampa ufficiale.

Due teatri di Parma, che insieme, complice anche il fatto di appartenere entrambi alla rete “Anticorpi”, si sono fatti motore di questo importante evento.

Alessandra Belledi per il Teatro delle Briciole ha sottolineato l’intenzione di far emergere la danza contemporanea e di farla conoscere in particolare ai giovani, così motivando la scelta condivisa con Loredana Scianna del Teatro Europa di organizzare le giornate intervallando momenti di danza, a momenti di incontro, a laboratori veri e propri.

Parma è la sede preposta, ha specificato Loredana perché qui  Anticorpi ha due soggetti teatrali aderenti.

Tra i vari progetti che sono inseriti nel percorso due in particolare mi hanno colpito.

“Alphabet” del gruppo nanou, di formazione ravennate lavora sull’incontro tra diversi linguaggi: del corpo, del suono e dell’immagine.

Si propone di alfabetizzare il pubblico alla danza, scegliendo tappa per tappa precisi destinatari.

Con la collaborazione dell’Università di Parma, che in conferenza stampa era rappresentata dalla professoressa Roberta Gandolfi, docente di Storia del Teatro Contemporaneo, al laboratorio parteciperanno studenti e critici, che assisteranno a tutto il suo percorso in divenire tra coreografo e coreografo, alla creazione dello spettacolo ed avranno il compito di verbalizzare questa esperienza nel momento dedicato all’incontro.

Il laboratorio si svolgerà in un’aula universitaria e non in una sede teatrale per sottolineare e sviluppare tutte le sinergie che si stanno creando anche in ambito universitario, laddove il dipartimento di discipline umanistiche sta sviluppando soprattutto a livello di dottorato una particolare attenzione al settore della danza.

L’altro progetto che mi ha particolarmente colpita è quello sviluppato direttamente dalla rete Anticorpi denominato “Bioma”, ultimo nato e che festeggia un anno di età,  che presenterà quattro esiti di altrettanti laboratori nei due teatri in un unico giorno: il 19 maggio.

Si partirà alle 17:30 al Teatro Europa di Parma con “Ò(s)chema” a cura di Nicoletta Cabassi che muove dal concetto neoplatonico di un corpo immaginabile per lavorare su un corpo inteso come strumento conoscitivo e insieme immaginifico, un corpo creato dalla danza.

Nicoletta lavorerà con gli allievi della scuola di circo ludico-educativo Circolarmente.

A seguire alle 18:00 “Tell me” a cura di NNChalance/NNCDanceLab con le coreografia di Eleonora Gennari e Valeria Fiorini.

Si tratta di una ricerca sulle connessioni e disconnessioni, sul punto di incontro.

Al Teatro al Parco dalle 19:00 si avranno invece: “Bianco” a cura di Cantieri Danza, con Monica Francia creato con gli studenti della scuola media Montanari di Ravenna all’interno del progetto CorpoGiochi a Scuola,  vuole valorizzare la partecipazione emotiva e la capacità di relazionarsi dei ragazzi.

A seguire alle 19:30 “Cerchi”, indagine intorno all’asse umana, a cura di Elisa Cuppini con un gruppo misto di ragazze tra cui allieve della coreografa Vilma Trevisan, vuole indagare i rapporti tra alcune parole chiave della ricerca coreografica e la scrittura fisica.

Una frase di Loredana Scianna merita di essere riportata, colpisce per la sua armonia e illustra con parole l’immagine scelta per questa manifestazione: “La mantide pop è il segno di come la danza sia qualcosa di estremamente connaturato in noi, non c’è nessuna distanza. Non c’è nessuna diffidenza possibile nei confronti del movimento.”

Non mancano ovviamente gli spettacoli, e per info più approfondite visitate le pagine dei due teatri di riferimento.

Europa Teatri https://www.facebook.com/europateatri/?fref=ts e Teatro delle Briciole https://www.facebook.com/teatrodellebricioleparma/?fref=ts, o direttamente l’evento dedicato  https://www.facebook.com/events/1668775183419305/

Questo il programma completo:

MAY DAYS
Incontro con la danza d’autore
Parma, dal 16 al 20 maggio 2017

Rassegna promossa da Europa Teatri e Teatro Delle Briciole, per valorizzare la giovane danza contemporanea e i processi di trasmissione e di interpretazione dell’atto creativo.
___

PROGRAMMA

16 MAGGIO
Ore 19.30
Teatro Europa
INCONTRO CON CLAUDIA CASTELLUCCI
Conduce Gaia Clotilde Chernetich

Ore 21
Teatro Europa
VERSO LA SPECIE
Ballo della Scuola di movimento ritmico Mòra, basata a Cesena
direzione Claudia Castellucci

17-18-19 MAGGIO
Dalle ore 11 alle 16.30
CAPAS, sala prove
Università di Parma
ALPHABET
Sguardi – dialogo tra coreografi, danzatori, critici d’arte, studenti, dottorandi, studiosi
Laboratorio di gruppo nanou
Coreografo ospite Daniele Albanese
Con il patrocinio dell’Università di Parma

18 MAGGIO
Teatro al Parco
UNA SELEZIONE DALLA VETRINA GIOVANE DANZA D’AUTORE
In collaborazione con il Network Anticorpi XL
Ore 21
RE-GARDE
Interpretazione, regia e coreografia Francesco Colaleo

Ore 21.30
SOGGETTO SENZA TITOLO
Interpretazione e coreografia Olimpia Fortuni

Ore 22
HORIZON
Interpretazione e coreografia Manfredi Perego

Ore 22.30
INCONTRO CON GLI ARTISTI
Conduce Gaia Clotilde Chernetich

19 MAGGIO
PROGETTO BIOMA A PARMA
Ore 17.30
Teatro Europa
Ò(S)CHEMA
A cura di Nicoletta Cabassi
In collaborazione con Europa Teatri
Con la con la partecipazione degli allievi della scuola di circo ludico educativo Circolarmente

Ore 18
Teatro Europa
TELL ME
A cura di NNChalance/NNCDanceLab
Ideazione Eleonora Gennari e Valeria Fiorini 

Ore 19
Teatro al Parco
BIANCO
A cura di Cantieri Danza Ravenna
Ideazione Monica Francia

Ore 19.30
Teatro al Parco
CERCHI
Indagine intorno all’asse umana
A cura di Elisa Cuppini 
In collaborazione con il Teatro delle Briciole
Con un gruppo misto di ragazze, tra cui allieve della coreografa Vilma Trevisan

Ore 21
Teatro al Parco
PROMETEO: ARCHITETTURA
Quinto quadro del Prometeo
Progetto Simona Bertozzi, Marcello Briguglio

Ore 22
Teatro al Parco
INCONTRO CON SIMONA BERTOZZI
Conduce Gaia Clotilde Chernetich

20 MAGGIO
Ore 21
Teatro Europa
ALPHABET
Sguardi – dialogo tra coreografi, danzatori, critici d’arte, studenti, dottorandi, studiosi
Apertura al pubblico del laboratorio di gruppo nanou
Coreografo ospite Daniele Albanese
Con il patrocinio dell’Università di Parma
___

BIGLIETTI
10 € Intero
8 € Ridotto (Under 25, Over 65)
5 € Ridotto (singolo spettacolo della serata del 18 maggio)
PROGETTO BIOMA 19 maggio: ingresso libero (prenotazione obbligatoria per capienza limitata)
___

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
Teatro delle Briciole c/o Teatro al Parco (18 e 19 maggio)
Parco Ducale 1, 43125 Parma 
Tel. 0521.989430 – biglietteriabriciole@solaresdellearti.it
www.solaresdellearti.it/teatrodellebriciole

Europa Teatri c/o Teatro Europa (16, 19 e 20 maggio)
Via Oradour, 14 – 43123 Parma
Tel. 0521.243377 – europateatridanza@gmail.com
www.europateatri.it

Le biglietterie aprono un’ora prima degli spettacoli.
___

MAY DAYS è un’iniziativa promossa da Europa Teatri e Teatro delle Briciole, con il sostegno di Comune di Parma, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Emilia Romagna, Fondazione Monte di Parma, con il patrocinio dell’Università degli Studi di Parma, in collaborazione con ANTICORPI-Azioni per la danza d’autore, Network Anticorpi XL.

[Image licensed by Igor Siwanowicz]

Partecipate numerosi!!!

Isabella Grassi

Voci precedenti più vecchie

Viviana Rizzo

Aspirante scrittrice di cronache nascoste

La lepre e il cerchio

la lepre entrò nel cerchio e balzando annottò

LUOGHI D'AUTORE

Il Magazine del Turismo Letterario

erigibbi

recensioni libri, rubriche libresche e book news

Pink Magazine Italia

The Pink Side of Life

Fall in "Books"

Innamorarsi dei libri giorno dopo giorno.

leggererecensire

L'unica cosa certa è che non c'è nulla di certo!

Literary Legacies

Walking in the footsteps of great writers

Francy and Alex Translation

Translation, Editing and Promotion of M/M Romance

Patataridens

Il blog della comicità al femminile

Alifyz Pires

IT Professional & Software Developer

Habla italiano

¡Es fácil, es divertido, es gratis!

Annalisa Caravante

Il buio, se lo sai osservare, può mostrarti cose che la luce non ti fa vedere, come le stelle

Noi nonne

"Timore di vita frugale induce molti a vita piena di timore" (Porfirio)

PresuntiOpposti

Chi legge vive due volte...