Spazio al personaggio. Giovanni Bertani

Giovanni Bertani e i concorsi letterari

Salve a tutti!

In questa serata torno ad affacciarmi tra queste pagine per presentarvi la nuova “puntata” della rubrica “Spazio al personaggio“, ideata e portata avanti dalla nostra bravissima inviata dalle terre parmensi Isabella Grassi, la quale, stavolta, intervista Giovanni Bertani, noto per essere il “papà” di Bobby Lago, protagonista del romanzo “Il Grisbì” edito da Edizioni Forme Libere.

Ritratto di Giovanni Bertani

Ma ora basta perdere tempo. È tempo che ceda la parola a Isabella e al suo graditissimo ospite al quale vi invito a dare il vostro più caloroso benvenuto:

Spazio al personaggio, una piccola incursione nel mondo della cultura, del teatro, dello sport, della musica e di quanto ci rende piacevole la vita, a cura di Isabella Grassi.

Il primo semestre del 2017 sta volgendo al termine, e per fare un primo bilancio della mia esperienza letteraria oggi vi presento Giovanni Bertani, non nella sua veste di autore di romanzi ma come voce per parlare del mondo dei concorsi letterari.

Su questo blog ho già avuto modo di presentarvi Giovanni perché è con la sua intervista nella rubrica dedicata ai libri, che ho inaugurato la mia collaborazione, e vi parlo sovente del suo primo romanzo e con lui curo la rassegna “un pomeriggio in giallo” dedicata alla presentazione di autori dediti al genere.

Con lui ho frequentato quest’anno due fiere letterarie, il Buk di Modena e la prima edizione della Fiera del Libro di Milano, e ho volutamente deciso di non andare a quella di Torino.

Liquido velocemente la questione “fiere del libro” con una sola domanda.

Giovanni, quale ritieni sia il significato delle Fiere del Libro e la loro utilità?

Ritengo che le Fiere del Libro siano utili soprattutto per i lettori e per le case editrici, non per gli autori.

I lettori possono trascorrere del tempo tra i libri, girare tra i vari stand alla ricerca di nuovi spunti di lettura e/o edizioni particolari, altrove introvabili.

Le case editrici, soprattutto quelle piccole hanno con le fiere l’opportunità di farsi conoscere, di farsi apprezzare direttamente dai lettori e se sono intelligenti possono utilizzarle per la promozione dei loro autori.

Passando ora al mondo dei Concorsi Letterari, vorrei che tu mi facessi, se esiste, un distinguo tra concorsi per romanzi e concorsi per racconti. So che tu hai partecipato con successo in entrambi i generi.

Sì io, da autore esordiente ho partecipato con il romanzo Il Grisbì (Forme Libere Editore), al concorso letterario IoScrivo arrivando terzo, e con il racconto “Un altro ballo…” al Premio Letterario in onore di Alda Merini ho ottenuto il 2° posto nel genere narrativa, infine il racconto “La neve il giorno prima della fine del mondo” in quanto racconto selezionato all’interno del Concorso letterario Racconti emiliano-romagnoli, RuleDesigner, è stato pubblicato nell’antologia “Racconti Emiliani” a cura di Stefano Andrini edito da historica.

Ritengo che il mondo dei concorsi letterari sia molto dispersivo, per usare una espressione soft, più finalizzato a far vendere agli autori vincitori ed alla loro cerchia di amici e conoscenti che non per promuovere qualità.

Il problema base penso sia diretta conseguenza del fatto che la gente non legge o si interessa poco alla parola scritta.

I concorsi sono poco pubblicizzati, la loro diffusione infatti per lo più è affidata ai canali dei singoli autori.

Avverto uno screditamento generale dei concorsi, specialmente dei maggiori con una progressiva perdita di credibilità laddove sembra che le grandi casi editrici abbiano un vero e proprio ufficio acquisto dei concorsi letterari.

Volendo operare un distinguo tra concorsi per romanzi e concorsi per racconti, al fine di dare una spinta verso l’alto alla qualità ritengo che siano i secondi quelli maggiormente importanti.

I racconti infatti possono e debbono riprendere parte attiva nel mondo editoriale, e sarebbe importante che le case editrici stesse se ne occupassero.

Se un autore edito volesse dedicarsi a questo genere e fosse la casa editrice a fare da filtro e a proporre i racconti dei propri autori nei singoli concorsi la qualità farebbe inequivocabilmente un balzo in avanti.

Si dovrebbe solo inserire un distinguo nei vari concorsi tra autori editi ed autori inediti, lavorando quindi su un doppio binario.

Non credo invece ai concorsi letterari per romanzi, perlomeno quelli minori.

Non ci credo in quanto per lo più sono per genere. Un libro prima di tutto deve essere scritto bene e ciò deve essere indipendente dal genere.

Anche nei concorsi riservati ai romanzi reputo importante l’intermediazione (almeno per quelli editi) della casa editrice, che deve fare da portavoce dei propri autori e porsi quindi come terza tra gli stessi e la giuria che li esaminerà.

Per un autore inedito, ovviamente il discorso cambia e può essere un modo di farsi notare e crearsi un curriculum.

Cosa ti spinge verso i racconti e perché ritieni che siano importanti?

Io mi sono affacciato al mondo letterario con un racconto, scritto che ero ancora un liceale.

Avverto al giorno d’oggi la mancanza di un canale espressamente dedicato ai racconti che abbia una tiratura a livello nazionale.

Non va dimenticato, o per lo meno io non posso dimenticare che molti grandi autori sia italiani (cito ad esempio Collodi, ma anche Pirandello) che stranieri (uno fra tutti Ernest Hemingway), pubblicavano i propri scritti su riviste o giornali sia romanzi a puntate che veri e propri racconti.

Questo canale oggi manca completamente.

Quale pensi sia il limite del mondo editoriale odierno? 

Ritengo che manchi una corretta impostazione dell’editoria, che non riesce a far crescere il numero dei lettori. Anche i premi letterari importanti portano premi in denaro all’autore, ma non garantiscono la tiratura del libro, non implementano la sua diffusione come dovrebbero.

In conclusione quindi, a cosa servono i Concorsi Letterari?

L’autore oggi scrive per lo più per sé stesso, per amore della scrittura, in quanto è solo eventuale che qualcuno al di fuori della propria cerchia possa affrontarne la lettura. Ritengo che i concorsi letterari siano importanti per l’autore perché tramite gli stessi riesce a misurarsi ed a confrontarsi con altri. I concorsi letterari quindi migliorano l’autore e fanno acquisire allo stesso una maggiore consapevolezza di sé.

Saluto quindi Giovanni Bertani e mi permetto di chiudere questa intervista con una mia personale riflessione.

Io mi sono affacciata a questo mondo due anni fa, cercando di capire come un autore possa raggiungere la pubblicazione del proprio lavoro partendo da zero, cercando di capire come una volta pubblicato un romanzo possa essere conosciuto, ed ho quindi speso parte del mio tempo per cercare di aiutare autori in questo campo.

Visto che voglio fare un bilancio, devo dire che c’è molto lavoro da fare, molto da imparare, ma soprattutto servono lettori, serve amore per la cultura.

Impariamo a leggere, impariamo a pensare, impariamo a vivere!

Isabella Grassi

Il salottino in vigna

Domenica 11 giugno 2017 a Villarbasse (To) Il Salottino in vigna

Salve a tutti di nuovo!

Stasera la nostra bravissima Isabella Grassi ci presenta l’evento “Il Salottino in vigna” che avrà luogo domenica 11 giugno 2017 a Villarbasse in provincia di Torino.

Cedo ora la parola a Isabella Grassi per i dettagli:

IL SALOTTINO IN VIGNA

Evento letterario organizzato dalla Associazione Bolla e Fantasia e dal Blog Del Furore Di Avere Libri.

Presso

L’Azienda Vitivinicola Prever

Via Paraccia, 10090 Villarbasse (TO)

Domenica 11 Giugno 2017

dalle Ore 10:30 alle 17:00

 Un evento eno-culturale, un’occasione per degustare dell’ottimo vino ed al tempo stesso avere l’occasione di vivere la cultura con un salottino letterario cui non si può non partecipare

“Leggere e parlare di libri è eccitante, e lo diventa ancora di più all’interno di un luogo bello e  accogliente come l’Azienda Vitivinicola PREVER di Villarbasse.

Il Blog Del Furore Di Aver Libri e l’Associazione Bolla e Fantasia hanno pensato di unire alla visita dell’Azienda Vitivinicola Prever con degustazione guidata, un Salottino letterario in Vigna, radunando autori di diverse case editrici del territorio per parlare dei libri che, secondo loro, riescono a descrivere al meglioo le bellezze naturali. E’ previsto anche uno spazio laboratorio per i più piccoli…”

Così viene presentato su face book l’evento, così si vuole incuriosire il pubblico che sicuramente sarà numeroso.

Diverse le possibilità proposte:

Opzione A Tour/Degustazione + pranzo Euro 35,00 (quota comprensiva di un libro degli autori a scelta)
Opzione B Pranzo in azienda Euro 25,00 (quota comprensiva di un libro degli autori a scelta)
Opzione C Ingresso salotto Euro 10,00 (quota comprensiva di un libro o una bottiglia)
Opzione Famiglia Il primo partecipante paga intero il secondo ridotto (quota comprensiva di un solo libro degli autori a scelta)


Per i bambini ci sarà la possibilità di un laboratorio di intrattenimento contemporaneo alla visita in cantina della mattinata e pranzo a Euro 10,00


Questo il programma dettagliato:

10.30 Ritrovo
10.45 Visita dell’Azienda Vitivinicola PREVER con degustazione guidata
10.45 Laboratorio giochi e manualità dei bambini
12.30 Pranzo
15.00 Salottino in Vigna con gli autori (Antonio Mesisca, Francesca Battistella, Marco Sartori, Francesca Cuzzocrea, Claudia Cuminetti, Giovanni Bertani)
17.00 Brindisi finale e saluti

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA entro il 6 GIUGNO, a: Valentina Peracino valentina.peracino@prever.it, cell.: 338.2875053.

Tra gli autori invitati ci sarà anche l’autore di  Il Grisbì (Forme Libere Editore),  GIOVANNI BERTANI.

Così scrive di lui e della sua opera Simona Coppero, nel blog Del Furore di Aver Libri:

“Le ultime righe della postfazione mi fanno partire dall’inizio di questo post: “Bobby Lago è.” Giusto, chi è Bobby Lago? Protagonista principale, contrabbandiere uscito di prigione, che cerca di ricominciare una vita normale, ma priva di scintille, priva di significato apparente: bollette da pagare, assegno di mantenimento alla ex moglie, lavoro umile e semplice di barista, fino ad una mattina, quella mattina che lo porterà a sentirsi nuovamente vivo: così parte la storia.

Bobby Lago incontrerà vari personaggi, ma sono quelli femminili che più avranno rilevanza per lui e per la narrazione. Tre donne diverse tra loro che completeranno quello che Bobby Lago non racconta di sé. Ed è proprio questo aspetto che mi ha fatto pensare al libro su un piano diverso.

Un ex contrabbandiere viene etichettato dalla gente comune come un poco di buono solitamente, una persona ai margini della società, scaltro, senza regole, trafficone, qui invece vengono a galla tutte quelle piccole verità che costituiscono un essere umano: quindi, in fondo, è proprio una cattiva persona? Da cosa lo giudichiamo sempre se è nostro diritto giudicare?”

Così il giallista parmigiano insieme agli altri ospiti parlerà non dei loro libri, non delle loro opere, bensì della natura nel mondo letterario.

Ci sarà anche Marco Sartori autore di Il Mistero della Montagna (Spunto Edizioni),  il cui libro viene così presentato:

“Ti avverto uomo, se porterai quassù un solo mattone, la montagna non te lo perdonerà e ti strapperà il cuore. Fermati finché sei in tempo, altrimenti ti perderai e nessuno ti troverà mai più. Lo sento. Valli di Lanzo, anni ’70: l’ambizione di un uomo arriva nel piccolo paese di Chialamberto mascherata dall’altruismo e dalla volontà di creare prosperità per il territorio e i suoi abitanti. Ma la Montagna non si fa ingannare e il progresso, incarnato dall’ingegner Arnaldo Defendini, si scontra con la riluttanza della gente del paese e con la voglia e la necessità di rispettare la natura. Aurora, la segretaria, si troverà divisa fra due realtà e mentalità in un mondo in trasformazione. La Montagna svelerà il proprio universo e, insieme al misterioso Figlio del Bosco, insegnerà il vero significato del benessere nel rispetto dell’ambiente e della vita.”

Ci sarà Antonio Mesisca autore di “Nero Dostoevskij” che così ce ne parla sempre Simona Coppero nel suo blog:

“Oscar Peretti, impiegato in una società di pompe funebri, sposa “la padrona”, benestante discendente di una ricca famiglia e magicamente diventa impiegato della gioielleria di famiglia. Purtroppo Oscar ha un bruttissimo vizio, quello del gioco d’azzardo che lo porterà a vivere situazione non facili.

Vi troverete magicamente in mezzo a bande criminali, a regolamenti di conti, a tavoli da gioco, a linciaggi, a intimidazioni, e anche a omicidi, ma con un’ironia da spettacolo.

Scritto e ambientato in tempi recenti , leggendolo mi sono però spesso trovata indietro nel tempo, Oscar me lo sono immaginato durante gli anni dove le strade erano illuminati da lampioni a candela ed erano sterrate, con le carrozze per locomozione.

Complimenti all’autore per la “progettazione” del racconto, per la scrittura, e per la fantasia nel comporlo, con me ha messo a segno una “scala reale”. Dostoevskij ….”

Ci sarà Marco Sartori  con “Lo sguardo oltre le vette”, pubblicato da Spunto Edizioni. Così ce lo presenta Loredana  Gasparri sempre sul Il furore di aver libri: “Sono molti i personaggi che lo popolano, e pochi sono quelli umani: il più importante, quello che attraversa i capitoli-racconti del libro ha un nome impegnativo, un paio di occhi sconcertanti, e l’età anagrafica e la resistenza fisica di altri tempi, lontani lontani: Garibaldi. La lettura-escursione di Lo sguardo oltre le vette inizia proprio con lui, tra le mani dell’ostetrica che lo accompagna nel mondo e che per la prima volta constata la qualità unica di quegli occhi già aperti e che sembrano già in grado di vedere, e si concluderà proprio con lo sguardo lanciato dal protagonista come un abbraccio verso la montagna che non potrà più incontrare per limiti raggiunti di resistenza.”

Ci sarà Claudia Cuminetti, psicoterapeuta, che vive e lavora a Torino. In pensione volontaria dal Servizio sanitario pubblico, dove ha lavorato in ambulatori clinici per bambini, adolescenti e adulti, si diletta a scrivere da quando era ragazza. Ha pubblicato in veste letteraria una collana di poesie mentre sono una ventina le sue pubblicazioni di carattere professionale e scientifico, con la sua  prima opera in prosa: Flash di famiglia.

Ci sarà Francesca Battistella, che ambienta sempre i suoi gialli/noir in luoghi ricchi di bellezze nautali e suggestivi paesaggi, come la penisola Sorrentina nel “Il messaggero dell’alba” o il Lago D’Orta” per “La stretta del lupo”, l’ultimo della serie “La bellezza non ti salverà”, è in parte ambientato in una lussuosa BeautyFarm sempre nei pressi del Lago D’Orta che gode non solo di una vista mozzafiato ma anche di un giardino ricco di piante e fiori.

Ci sarà Francesca Cuzzocrea  per la cui presentazione rubo alcune righe alla blogger Simona Copero che nella sua recensione di “Un incontro speciale” ci spiega che “l’autrice ha scritto questo meraviglioso racconto, che insegna a grandi e piccini cosa è la Morte e come dobbiamo aiutare i più piccoli a conoscerla nel modo più dolce e sereno possibile, animandola come una fata e lasciandola danzare nel mondo della fantasia e della magia.

Francesca rende la Morte umana, tanto come la Vita, concreta, ma anche normale (ha il raffreddore e usa l’ombrello). Non c’è nulla di grottesco e non vi è nessun riferimento religioso, traspare solamente tanto amore, amore dalle parole e dai disegni che troverete nella fiaba, abilmente tracciati e creati da Annamaria Blogna.”

Ci saranno naturalmente le ragazze del Blog e della Associazione a fare da moderatrici, in un contesto naturale che farà da splendida cornice all’evento.

E naturalmente ci sarete voi, pubblico amante del buon bere e del buon leggere.

Non perdetevi dunque questo appuntamento eno-culturale!

Per maggiori info e per approfondimenti sia sugli autori che sulla splendida location, visitate l’evento creato sul social facebook:

https://www.facebook.com/events/882300935240983/

                                    Isabella Grassi

Giovanni Bertani intervista Marta Bardi

Per “Un pomeriggio in giallo” Il maresciallo Flaviani incontra Bobby Lago

Salve a tutti!

Torno tra voi stanotte per segnalarvi un nuovo appuntamento per la rassegna “Un pomeriggio in giallo“. Durante questo nuovo incontro, che avrà luogo presso la Libreria Mondolibri di Parma, venerdì prossimo, 26 maggio 2017, a partire dalle ore 17.30, Bobby Lago incontrerà il maresciallo Flaviani. Il personaggio del maresciallo Flaviani è nato dalla fantasia e dal talento di Marta Bardi che, come i più assidui frequentatori del nostro blog ricorderanno, è già stata ospite, nel settembre scorso, della nostra Isabella Grassi in una delle sue bellissime interviste-recensioni.

Per tutti i dettagli relativi a questo imperdibile evento cedo la parola e lo spazio alla nostra impagabile inviata da Parma Isabella Grassi:

UN POMERIGGIO IN GIALLO

“Il maresciallo Flaviani incontra Bobby Lago”

APPUNTAMENTO DI MAGGIO

26 Maggio 2017 ore 17:30

Libreria Mondolibri – Mondadori Point

B.go Regale 1 – Parma

Giovanni Bertani presenterà tramite il suo Bobby Lago

Marta Bardi e il suo maresciallo Flaviani

ed il romanzo  “I vicoli stretti di Poggio Sant’Elvio”, (Pietro Macchione Editore – 2014).

 

“La vita di una borgo tranquillo affacciato su un lago.  un piccolo albergo, una trattoria  “da Corinzio specialità emiliane e non solo”, lo studio di un notaio, la Chiesa, un centro commerciale,  un teatro, piazzette e vicoli, stretti perché è un borgo antico con un centro storico vasto e poco frequentato dalle automobili, dove tutte le strade hanno nomi di mestieri antichi..

A sconvolgere tutto, un killer. Che si inserisce nella vita di una famiglia.

la famiglia Capineri: una madre Brenda, vedova da poco, e le sue cinque figliole, Serafina, Maria Carla, dafne, Orietta, Matilde.

Toccherà dunque a Flaviani cercare di risolvere il mistero. A lui trovare il colpevole.”

 

Il libro si presenta quasi come un copione di un’opera teatrale, con il lungo elenco dei personaggi, rigorosamente in ordine alfabetico ed una breve descrizione del loro ruolo.

Singolare come l’autrice indichi per lo più il mestiere svolto dal personaggio e troviamo quindi il capitano di polizia De Fabris, il maresciallo Flaviani, ma anche Fedora Piergiorgi nel ruolo di segretaria del notaio, Claudio Ersili appunto il notaio, per poi passare semplicemente ai ruoli di parentela per cui abbiamo la madre, il padre, varie sorelle, mariti, mogli, amanti, e parenti vari, quasi a sciorinare un intero albero genealogico.

Come ogni copione che si rispetti, ha anche un prologo intitolato Il Casolare di Dafne ed alla fine L’Epilogo.

Tutto il romanzo si dipana in scene e controscene, e l’autrice si preoccupa sempre di farci sapere, il luogo ed il momento di ogni singola azione.

Ed anche il metodo di indagine del maresciallo Flaviani e dei suoi collaboratori segue uno schema.

Sintomatico il capitolo intitolato “Eppure un legame” non solo per il titolo che da solo racchiude tutto il romanzo, evidenziando come ogni cosa, ogni fatto, ogni vicenda sia strettamente legata all’altra, ma soprattutto perché nella ricerca del legame tra i vari omicidi il maresciallo cerca un ordine e dopo averli elencati, prova a metterli in ordine di data, ma non basta, allora allarga lo schema, cerca corrispondenze, e sintomatica appare la frase “… Un killer dotato di una certa ironia. Sempre che sia opera di una sola persona.” Si l’ironia nel romanzo non manca, non mancano i sentimenti, e non mancano le preoccupazioni.

Poche pagine dopo sempre cercando spiegazioni è sempre il maresciallo che sconvolto rivela ai suoi collaboratori: “Ora, le motivazioni di tutta questa serie di omicidi io non le ho. O forse ce le ho sotto il naso e mi rifiuto di vederle”.

Si rivela così il lato umano del personaggio.

Leggete il romanzo per scoprire ed apprezzare il maresciallo Flaviani.

Buona lettura.

Durante l’incontro verranno fatte brevi letture tratte dal romanzo a cura di Isabella Grassi.

Venite quindi a conoscere Giovanni Bertani e Marta Bardi, i loro romanzi ed i loro personaggi, e continuate a seguire la rassegna “Un pomeriggio in giallo”.

Evento fb: https://www.facebook.com/events/113622175883733/?fref=ts

Isabella Grassi

Spazio al personaggio… Eleonora Bertani e Bianca Restori

Isabella Grassi intervista Eleonora Bertani e Bianca Restori

Salve a tutti!

In questa domenica la nostra preziosissima collaboratrice Isabella Grassi intervista Eleonora Bertani e Bianca Restori riguardo al loro ciclo d’incontri denominato “Dialoghi #Selfiemade”.

Cedo quindi la parola e lo spazio a Isabella Grassi e alle sue due graditissime ospiti:

Spazio al personaggio, una piccola incursione nel mondo della cultura, del teatro, dello sport, della musica e di quanto ci rende piacevole la vita, a cura di Isabella Grassi.

Oggi voglio presentarvi non una bensì due persone, e non un artista, un cantante, un musicista o uno scrittore, bensì due ragazze di liceo, Eleonora Bertani e Bianca Restori, che grazie ad una libraia in gamba Rossella della libreria Mondolibri, Mondadori Point di Parma, hanno scelto ed avuto la possibilità di fare una esperienza diversa dal punto di vista formativo ed allo stesso tempo valida per l’alternanza scuola lavoro.

E’ nato così il ciclo di incontri Dialoghi #Selfiemade, che giunge ora al suo secondo appuntamento.

DIALOGHI #SELFIEMADE

MENZOGNA, VIOLENZA & CO

SECONDO APPUNTAMENTO 

30 Maggio 2017 ore 17:00

Libreria Mondolibri – Mondadori Point

B.go Regale 1 – Parma

Dibattito a cura di Eleonora Bertani e Bianca Restori sul tema: Menzogna, Violenza & Co.

Il 30 Maggio alle 17:00 è la data fissata per il secondo incontro su tematiche per ragazzi, ideata e condotta da due liceali Bianca ed Eleonora.

La rassegna che si prefigge di affrontare varie problematiche del mondo giovanile, si sviluppa anche in questa occasione con la forma del dibattito le due ragazze si contenderanno le opposte situazione che portano a contraddistinguere le tematiche a seconda che siano viste dal punto di vista della vittima o del carnefice.

L’argomento scelto è la Menzogna, la Violenza & Co e si svilupperà quindi sia dal punto di vista di chi la subisce e di chi la compie.

Nel subire:

difesa personale: come violenza autolesionismo, anoressia/bulimia come menzogna auto inflitta

necessità: di credere ad una menzogna o di subire una violenza per proteggere qualcun altro

Nel compiere: 

difesa personale: come violenza l’attacco all’altro, la violenza gratuita, come menzogna l’inconsapevolezza e l’ignoranza

Necessità: come sfogo ed autodifesa per la violenza come bisogno di mentire per la menzogna

Vi è poi un terzo punto in comune alle due tematiche che è rappresentato da INTERNET

Per il subire: amplificazione della menzogna sociale e cyber bullismo

Per il compiere: come maschera e strumento

Per parlarvi più approfonditamente di questo appuntamento ho intervistato per voi le due ragazze, per raccogliere le loro impressioni e fare insieme un primo resoconto anche sulla base di cosa hanno acquisito dal primo evento.

Mi volete descrivere le vostre emozioni nell’affrontare tematiche di questa importanza?

Risponde Eleonora: partendo dal fatto che queste tematiche sono state scelte da noi, nonostante sappiamo benissimo che di molte di esse in realtà se ne parla anche troppo, la cosa è però voluta, perché chi ne parla nella maggior parte dei casi lo fa per cercare di diffondere il proprio pensiero personale e per far si che tutti lo seguano: una sorta di indottrinamento. Ciò che noi cerchiamo è molto diverso, noi miriamo infatti a far scorrere liberi i pensieri e le opinioni di tutti perché non ci sono opinioni sbagliate, al massimo ci può essere supponenza, noi quindi esattamente come il Socrate che è stato scelto per l’immagine nella locandina, puntiamo non a diffondere delle idee ma a farle uscirle. Di conseguenza se mi chiedete cosa provo a parlare liberamente davanti ad un gruppo di persone, nella maggior parte mie coetanee, la risposta è molto semplice: esattamente quello che si prova quando parli con il tuo miglior amico.

Risponde Bianca: Sinceramente, sono molto entusiasta di aver avuto questa opportunità di trattare di tali tematiche a noi attuali attraverso i libri. Dal momento che i temi da noi affrontati sono pluritrattati, facilmente si può cadere nella banalità, proprio per questo ritengo che questo progetto sia stata un’ottima occasione offerta a me e a Eleonora per metterci alla prova e per maturare. 

Nell’appuntamento scorso avevate parlato dell’amore, ora affrontate un tema diametralmente opposto, in quanto sicuramente in entrambi gli avversi campi gli elementi sono negativi. Siete riuscite a trovare ugualmente aspetti positivi?

Eleonora: Violenza e Menzogna sono entrambe etichettate come negative, ma ti chiedo: se ti dicessi che il significato etimologico di menzogna o comunque di mentire equivale anche al verbo immaginare, mi diresti ancora che essa ha solo lati negativi? Quel che voglio dire è che nel discorso che andremo a fare non staremo a dire: questo è giusto, questo è sbagliato, questo è positivo, questo è negativo. Lo scopo del futuro incontro sarà la speculazione su ciò che spinge un individuo a compiere un’azione “negativa”. Proprio analizzandola negatività si andrà a scoprire la positività. E’ un po’ come un’alternarsi dei punti di vista, che attualmente va anche di moda, visto l’imperversare di film dal punto di vista dei cattivi. Non mi venite a dire che nel film “Maleficent” non stavate dalla parte di Malefica o che in “Suicide Squad” non tifavate per Harley Quinn? Mentre per quanto riguarda la violenza si cercherà di indagare sulla mentalità di chi la compie ma senza puntare il dito, perché ripeto il nostro scopo non è quello di decidere cosa sia giusto o cosa sia sbagliato, noi puntiamo al dialogo faccia a faccia senza maschere, al far uscire fuori le varie personalità senza giudizi, perché come diceva Aristotele la saggezza è riuscire a trovare il giusto mezzo perché non è tutto bianco e nero.

Bianca: Nello scorso incontro, infatti, abbiamo parlato del tema dell’amore in tutte le sue sfaccettature. Nonostante i diversi elementi negativi, almeno in parte, credo che siamo riuscite a far emergere anche quegli aspetti positivi che caratterizzano la sublimità di tale sentimento. Se ci si sofferma sulla parola “amore” sembra si sia già detto di tutto, dalle definizioni retoriche, romantiche, ciniche, o semplicemente originali; la stessa parola amore da tempo si presta a mille interpretazioni perché è utilizzata per esprimere una vasta gamma di sentimenti che possono anche non avere quasi nulla in comune. Da una parte è molto più facile trovarvi in questo sentimento dei lati negativi, infatti spesso molte persone definiscono l’amore come un sentimento irrazionale, dall’altra parte è talmente soggettivo,che non sarà mai uguale per tutti, ma ciò che lo accomuna è quel battito nel cuore che non puoi controllare.

L’amore riempie le nostre giornate, ci fa gioire, ci fa piangere, ci fa disperare, ma sicuramente senza amore non si può vivere. E come disse Ludwig van Beethoven, compositore tedesco: “L’amore chiede tutto, ed ha il diritto di farlo”. 

Nda: Interessante come su questa domanda abbiano dato risposte così diverse, non solo come contenuto. Mentre Eleonora si è concentrata sul secondo incontro, Bianca ha preferito porre l’accento sul primo. D’altronde sono o non sono dialoghi?

Il punto in comune da voi affrontato per entrambi i temi è Internet. Il mondo dei social è un mondo che interessa principalmente la vostra generazione, che è la prima ad esserci nata ed averne quindi subito il suo potere, senza alcun mezzo di paragone. Ritenete che anche questo strumento nella vostra tematica possa avere entrambe le valenze: positiva e negativa?

Eleonora: Personalmente io ritengo che Internet sia un po’ un’arma a doppio taglio, può farti acquistare fama ed allo stesso tempo farti precipitare nel baratro, a seconda dell’uso che ne si fa. 

E’ un qualcosa di molto potente che proprio per questo andrebbe usato con cautela, ma può diventare anche una buona difesa oltre che un tremendo attacco. Quindi la risposta è si: analizzeremo entrambi i casi.

Bianca: Tornando al tema già affrontato nello scorso incontro,cioè l’amore,bisogna tenere a mente che la tecnologia nel corso degli anni ha rivoluzionato molti nostri comportamenti sopratutto quelli di noi giovani, che ci siamo cresciuti a stretto contatto.

L’amore di un tempo quello descritto nelle poesie, nei romanzi e sonetti e canti, al giorno d’oggi non esiste più; purtroppo ormai succede quasi tutto dietro uno schermo, o una fotografia. 

Le conoscenze su Facebook, Lovoo, Badoo o su altri social network, non lasciano più spazio alle azioni romantiche e cortesi di un tempo. Internet perciò anche in campo amoroso può avere valenze sia positive sia negative; da una parte il nascondersi dietro ad uno schermo sopratutto per le persone piu timide si presenta come una scappatoia per superare la mancanza di fiducia in se stessi, e quindi permette loro di apparire più estroversi. 

Se ci si sofferma in modo approssimativo sull’uso di internet viene spontaneo definirlo in modo positivo, infatti grazie alle nuove tecnologie l’uomo è stato capace di facilitare la propria vita. In modo particolare tra noi giovani, che siamo continuamente in contatto con i nuovi mezzi. Internet ha caratterizzato una svolta importante nella nostra quotidianità, permettendoci di mantenere relazioni a distanza, di cercare informazioni in un minimo lasso di tempo e ad avere tutto sottomano e pronto ad un solo “click”.

D’altra parte ci sono anche aspetti negativi poiché con l’avvento dei nuovi mezzi di comunicazione/social media la possibilità di crearsi maschere utili all’occultamento della nostra persona è come se ci venisse servita su un piatto d’argento, al punto che raramente abbiamo a che fare con la vera essenza delle persone, ma più frequentemente purtroppo con la loro apparenza. 

A questo proposito vorrei citare una frase di Pirandello: “Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti”. 

L’era di internet, a questo punto, in cui ci troviamo ha generato un nuovo tipo di maschera :quella virtuale. 

A mio parere come molte altre cose lo strumento di internet può avere due facce della stessa medaglia in base all’uso che se ne fa.

Perché i ragazzi dovrebbero venire a sentirvi?

Eleonora: Possono farlo per qualsiasi motivo: per curiosità o per noia, ma quello in cui noi speriamo è che sia fondamentalmente per voglia di parlare, prendere posizione ed esprimere una propria idea, specialmente se tale idea è distaccata da quello che si sente solitamente su questi temi. 

Perché purtroppo si dice che gli adolescenti non abbiamo sogni, desideri, obiettivi, ma la verità è che si auto penalizzano da soli tenendoseli dentro per paura di essere giudicati perché magari, questi loro sogni sono molto diversi da ciò che viene etichettato come normalità. In questo modo si arrendono senza nemmeno provarci, mentendo a sé stessi quando alla domanda “Cosa vuoi fare da grande?” rispondono: “Boh…” Il nostro è un grido all’autostima.

Bianca: Secondo il mio parere questi incontri sono delle preziose opportunità, soprattutto per noi giovani per approcciarsi alla lettura dei libri, e per imparare a dialogare con i coetanei di persona, ascoltando e offrendo il proprio punto di vista. 

Questi incontri, infatti,non si presentano come delle lezioni frontali alle quali siamo abituati fin da giovane età a scuola, ma permettono a ciascuno di noi di esprimere la propria opinione senza sentirsi giudicati essendo tra pari e coetanei. 

Un ragazzo, quindi, partecipando avrebbe l’occasione di poter parlare di temi attuali , di cui difficilmente si parla con i genitori o con persone adulte, o se lo si fa, spesso se ne discute in modo generico poiché si è intimoriti dalle figure di riferimento, sapendo che hanno più conoscenze di noi e maggiori esperienze nei diversi campi. Per questo motivo invito i miei coetanei a venire a sentire almeno un incontro con molta serenità , perchè non teniamo lezioni pensando di sapere tutto, anzi ogni giorno c’è sempre qualcosa da imparare, e la cosa più importante come disse Socrate : “Saggio è colui che sa di non sapere” .

Sarà interessante scoprire come queste due studentesse porteranno avanti questo impegno, come lo svilupperanno in questo e nei prossimi incontri.

Durante il dibattito verranno fatte, sempre ad opera delle due protagoniste, brevi letture tratte dai romanzi che verranno analizzati e dei quali questa volta non vi do alcuna anticipazione.

Partecipate numerosi!

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/1681132095523867/?fref=ts

Isabella Grassi

Spazio al personaggio… May Days

La nostra Isabella Grassi incontra la danza d’autore

Salve a tutti!

"May Days - Incontro con la danza d'autore", locandina evento

Per la nuova puntata della sua rubrica “Spazio al personaggio” la nostra Isabella Grassi ci conduce nel mondo della “Danza d’autore” con “May Days, incontro con la danza d’autore“, la cui conferenza stampa di presentazione si è tenuta nella mattinata di ieri, martedì 9 maggio 2017.

Si tratta di una “rassegna promossa da Europa Teatri e Teatro delle Briciole“, che si terrà “Dal 16 al 20 maggio a Parma” e che avrà lo scopo di “valorizzare la giovane danza contemporanea e i processi di trasmissione e di interpretazione dell’atto creativo“.

Ora però cedo la parola alla nostra preziosissima inviata dalle terre parmensi, Isabella Grassi:

Spazio al personaggio, una piccola incursione nel mondo della cultura, del teatro, dello sport, della musica e di quanto ci rende piacevole la vita, a cura di Isabella Grassi.

“May Days, incontro con la danza d’autore”.

"May Days - Incontro con la danza d'autore", locandina evento

Oggi ho partecipato, seguendo una delle mie maestre, e cioè Loredana Scianna alla conferenza stampa per la presentazione di “May Days, incontro con la danza d’autore”.

<<Dal 16 al 20 maggio a Parma si terrà una rassegna promossa da Europa Teatri e Teatro delle Briciole per valorizzare la giovane danza contemporanea e i processi di trasmissione e di interpretazione dell’atto creativo>>, così nel comunicato stampa ufficiale.

Due teatri di Parma, che insieme, complice anche il fatto di appartenere entrambi alla rete “Anticorpi”, si sono fatti motore di questo importante evento.

Alessandra Belledi per il Teatro delle Briciole ha sottolineato l’intenzione di far emergere la danza contemporanea e di farla conoscere in particolare ai giovani, così motivando la scelta condivisa con Loredana Scianna del Teatro Europa di organizzare le giornate intervallando momenti di danza, a momenti di incontro, a laboratori veri e propri.

Parma è la sede preposta, ha specificato Loredana perché qui  Anticorpi ha due soggetti teatrali aderenti.

Tra i vari progetti che sono inseriti nel percorso due in particolare mi hanno colpito.

“Alphabet” del gruppo nanou, di formazione ravennate lavora sull’incontro tra diversi linguaggi: del corpo, del suono e dell’immagine.

Si propone di alfabetizzare il pubblico alla danza, scegliendo tappa per tappa precisi destinatari.

Con la collaborazione dell’Università di Parma, che in conferenza stampa era rappresentata dalla professoressa Roberta Gandolfi, docente di Storia del Teatro Contemporaneo, al laboratorio parteciperanno studenti e critici, che assisteranno a tutto il suo percorso in divenire tra coreografo e coreografo, alla creazione dello spettacolo ed avranno il compito di verbalizzare questa esperienza nel momento dedicato all’incontro.

Il laboratorio si svolgerà in un’aula universitaria e non in una sede teatrale per sottolineare e sviluppare tutte le sinergie che si stanno creando anche in ambito universitario, laddove il dipartimento di discipline umanistiche sta sviluppando soprattutto a livello di dottorato una particolare attenzione al settore della danza.

L’altro progetto che mi ha particolarmente colpita è quello sviluppato direttamente dalla rete Anticorpi denominato “Bioma”, ultimo nato e che festeggia un anno di età,  che presenterà quattro esiti di altrettanti laboratori nei due teatri in un unico giorno: il 19 maggio.

Si partirà alle 17:30 al Teatro Europa di Parma con “Ò(s)chema” a cura di Nicoletta Cabassi che muove dal concetto neoplatonico di un corpo immaginabile per lavorare su un corpo inteso come strumento conoscitivo e insieme immaginifico, un corpo creato dalla danza.

Nicoletta lavorerà con gli allievi della scuola di circo ludico-educativo Circolarmente.

A seguire alle 18:00 “Tell me” a cura di NNChalance/NNCDanceLab con le coreografia di Eleonora Gennari e Valeria Fiorini.

Si tratta di una ricerca sulle connessioni e disconnessioni, sul punto di incontro.

Al Teatro al Parco dalle 19:00 si avranno invece: “Bianco” a cura di Cantieri Danza, con Monica Francia creato con gli studenti della scuola media Montanari di Ravenna all’interno del progetto CorpoGiochi a Scuola,  vuole valorizzare la partecipazione emotiva e la capacità di relazionarsi dei ragazzi.

A seguire alle 19:30 “Cerchi”, indagine intorno all’asse umana, a cura di Elisa Cuppini con un gruppo misto di ragazze tra cui allieve della coreografa Vilma Trevisan, vuole indagare i rapporti tra alcune parole chiave della ricerca coreografica e la scrittura fisica.

Una frase di Loredana Scianna merita di essere riportata, colpisce per la sua armonia e illustra con parole l’immagine scelta per questa manifestazione: “La mantide pop è il segno di come la danza sia qualcosa di estremamente connaturato in noi, non c’è nessuna distanza. Non c’è nessuna diffidenza possibile nei confronti del movimento.”

Non mancano ovviamente gli spettacoli, e per info più approfondite visitate le pagine dei due teatri di riferimento.

Europa Teatri https://www.facebook.com/europateatri/?fref=ts e Teatro delle Briciole https://www.facebook.com/teatrodellebricioleparma/?fref=ts, o direttamente l’evento dedicato  https://www.facebook.com/events/1668775183419305/

Questo il programma completo:

MAY DAYS
Incontro con la danza d’autore
Parma, dal 16 al 20 maggio 2017

Rassegna promossa da Europa Teatri e Teatro Delle Briciole, per valorizzare la giovane danza contemporanea e i processi di trasmissione e di interpretazione dell’atto creativo.
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PROGRAMMA

16 MAGGIO
Ore 19.30
Teatro Europa
INCONTRO CON CLAUDIA CASTELLUCCI
Conduce Gaia Clotilde Chernetich

Ore 21
Teatro Europa
VERSO LA SPECIE
Ballo della Scuola di movimento ritmico Mòra, basata a Cesena
direzione Claudia Castellucci

17-18-19 MAGGIO
Dalle ore 11 alle 16.30
CAPAS, sala prove
Università di Parma
ALPHABET
Sguardi – dialogo tra coreografi, danzatori, critici d’arte, studenti, dottorandi, studiosi
Laboratorio di gruppo nanou
Coreografo ospite Daniele Albanese
Con il patrocinio dell’Università di Parma

18 MAGGIO
Teatro al Parco
UNA SELEZIONE DALLA VETRINA GIOVANE DANZA D’AUTORE
In collaborazione con il Network Anticorpi XL
Ore 21
RE-GARDE
Interpretazione, regia e coreografia Francesco Colaleo

Ore 21.30
SOGGETTO SENZA TITOLO
Interpretazione e coreografia Olimpia Fortuni

Ore 22
HORIZON
Interpretazione e coreografia Manfredi Perego

Ore 22.30
INCONTRO CON GLI ARTISTI
Conduce Gaia Clotilde Chernetich

19 MAGGIO
PROGETTO BIOMA A PARMA
Ore 17.30
Teatro Europa
Ò(S)CHEMA
A cura di Nicoletta Cabassi
In collaborazione con Europa Teatri
Con la con la partecipazione degli allievi della scuola di circo ludico educativo Circolarmente

Ore 18
Teatro Europa
TELL ME
A cura di NNChalance/NNCDanceLab
Ideazione Eleonora Gennari e Valeria Fiorini 

Ore 19
Teatro al Parco
BIANCO
A cura di Cantieri Danza Ravenna
Ideazione Monica Francia

Ore 19.30
Teatro al Parco
CERCHI
Indagine intorno all’asse umana
A cura di Elisa Cuppini 
In collaborazione con il Teatro delle Briciole
Con un gruppo misto di ragazze, tra cui allieve della coreografa Vilma Trevisan

Ore 21
Teatro al Parco
PROMETEO: ARCHITETTURA
Quinto quadro del Prometeo
Progetto Simona Bertozzi, Marcello Briguglio

Ore 22
Teatro al Parco
INCONTRO CON SIMONA BERTOZZI
Conduce Gaia Clotilde Chernetich

20 MAGGIO
Ore 21
Teatro Europa
ALPHABET
Sguardi – dialogo tra coreografi, danzatori, critici d’arte, studenti, dottorandi, studiosi
Apertura al pubblico del laboratorio di gruppo nanou
Coreografo ospite Daniele Albanese
Con il patrocinio dell’Università di Parma
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BIGLIETTI
10 € Intero
8 € Ridotto (Under 25, Over 65)
5 € Ridotto (singolo spettacolo della serata del 18 maggio)
PROGETTO BIOMA 19 maggio: ingresso libero (prenotazione obbligatoria per capienza limitata)
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INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
Teatro delle Briciole c/o Teatro al Parco (18 e 19 maggio)
Parco Ducale 1, 43125 Parma 
Tel. 0521.989430 – biglietteriabriciole@solaresdellearti.it
www.solaresdellearti.it/teatrodellebriciole

Europa Teatri c/o Teatro Europa (16, 19 e 20 maggio)
Via Oradour, 14 – 43123 Parma
Tel. 0521.243377 – europateatridanza@gmail.com
www.europateatri.it

Le biglietterie aprono un’ora prima degli spettacoli.
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MAY DAYS è un’iniziativa promossa da Europa Teatri e Teatro delle Briciole, con il sostegno di Comune di Parma, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Emilia Romagna, Fondazione Monte di Parma, con il patrocinio dell’Università degli Studi di Parma, in collaborazione con ANTICORPI-Azioni per la danza d’autore, Network Anticorpi XL.

[Image licensed by Igor Siwanowicz]

Partecipate numerosi!!!

Isabella Grassi

Quelle histoire!

Il 6 e 7 maggio 2017 al Teatro Europa di Parma lo spettacolo “Quelle histoire!”

Salve a tutti voi di nuovo!

Locandina spettacolo "Quelle Histoire!"

Stasera il mio intervento sarà brevissimo perché voglio cedere subito la parola alla nostra impagabile inviata da Parma e dintorni Isabella Grassi che ci presenterà “Quelle histoire!“, uno

spettacolo teatrale che andrà in scena presso il Teatro Europa di Parma i prossimi 6 e 7 maggio con inizio a partire dalle 21.15.

Ma ora è tempo di cedere la parola alla nostra Isabella Grassi che ci presenterà l’evento in tutti i suoi dettagli:

Quelle Histoire!

Il 6 ed il 7 maggio alle 21:15 al Teatro Europa di Parma, va in scena l’esito del laboratorio di livello avanzato a cura di Davide Rocchi e Loredana Scianna.

Con:

Valentina Berni, Alessandra Cinque, Matilde Folloni, Maria Grazia Fontanesi, Isabetlla Grassi, Fiammetta Mamoli, Emma Manghi, Francesca Merusi, Alessandra Virgilio, Francesca Vitali, Tiziana Vuotto e la partecipazione straordinaria di  Sebastian Arcidiaco e Alessandro Silva

Così viene presentato nell’evento creato dal Teatro su facebook:

1917, prima Grande Guerra. Igor Stravinskij, che da pochi anni risiede a Morges con la sua famiglia, si ritrova in una situazione critica: espropriato dei suoi beni e senza un soldo, cerca un modo per provvedere a se medesimo e ai suoi cari. Altri artisti a lui vicini non se la passano meglio, occorre trovare una soluzione e fare di necessità virtù.

La “folle iniziativa”, come scrisse Stravinskij nelle Cronache della mia vita, vede la luce grazie all’ingegno del compositore e alla scrittura di Charles-Ferdinand-Ramuz e si basa su un principio molto semplice: se le persone faticano a recarsi a teatro, occorre portare il teatro alla gente. Si, proprio una piccola struttura ambulante che possa recarsi di città in città, con un allestimento agile che prevede pochi musicisti, due allievi attori, due danzatori e un narratore. Il tutto viene finanziato da un clarinettista dilettante, Werner Reinhart, il libretto ha un carattere burlesco e il soggetto viene ricavato da due fiabe popolari russe (Il soldato disertore e il diavolo e Un soldato libera la principessa).
Nel nostro adattamento c’è solo un accenno al contesto del conflitto in cui quest’opera nasce, il focus è tutto sulla vicenda del soldato, riscritta a modo nostro. Cosa succede quando qualcuno, stremato dagli stenti e desideroso di tutto, incontra una tentazione sulla sua strada? A cosa diciamo di si? E quali sono le conseguenze? Anche l’anima più linda può cadere, e il ritorno a casa non è mai scontato.

Ringraziamo il poeta Alessandro Silva per il contributo dato alla stesura del testo.

PER INFO e PRENOTAZIONI

europateatri.pr@gmail.com  tel:  0521243377

Per maggiori info questo l’evento:

https://www.facebook.com/events/220070811814480/

Da parte mia posso solo dirvi che io sono nello spettacolo, e che questo spettacolo ha un particolare significato per me.

Sono tante le citazioni che chi frequenta questo teatro, che conosce i suoi registi, i suoi attori, i suoi spettatori potrà trovare, nel testo e nelle azioni.

La vita a volta è inclemente, ma per fortuna l’ambiente dell’arte ci offre l’occasione di affrontare con serenità e con un pizzico di ironia anche argomenti assai severi come la morte.

Un mese fa è venuto a mancare un amico, un maestro, un artista: Umberto Fabi.

Questo teatro, questi registi e gli stessi attori che andranno in scena hanno avuto la fortuna e la gioia di conoscerlo, di amarlo e di apprezzarlo.

Io lo ho conosciuto mentre preparava uno spettacolo con Loredana e Davide, dove Loredana è una principessa, Davide un soldato e lui il narratore.

Anche in questo spettacolo ci sono questi elementi, anche in questo spettacolo ci sono Loredana e Davide, lui non potrà esserci a vederlo, e a me spetta un ruolo quello del narratore che, sperando di non farlo rigirare nella tomba, dedico interamente a lui.

In questo spettacolo ci sono tanti suoi allievi, e ad assistere ci sarà un pubblico che lo ha amato.

Venite ad assistere e ricordatelo con me, con noi.

Quelqu’un m’a appelé? Qualcuno mi ha chiamato?”

Si sentirà ad un certo punto, ma come direbbe il narratore dell’altra storia, al pubblico che veniva a vedere la vicenda di un altro soldato e di un’altra principessa… “ una  storia ha un inizio e?”… una fine risponde di solito il pubblico, ma Lui si arrabbiava… si arrabbiava benevolmente Umberto ed ai bambini faceva dare la giusta risposta.

Saprà il pubblico di queste serata dare la risposta giusta? Sarà contento Umberto dei suoi amici, dei suoi allievi?

Vi aspettiamo, vi aspetto.

Isabella Grassi

Intervista con l’autore… Maurizio Blini

Isabella Grassi intervista per noi Maurizio Blini

Salve a tutti!
Rabbia senza volto di Maurizio Blini

Oggi la nostra bravissima inviata dalle terre parmensi Isabella Grassi intervista per noi Maurizio Blini, autore del romanzo “Rabbia senza volto” edito da Golem Edizioni.

Diamo tutti il nostro più caloroso benvenuto a Maurizio Blini:

INTERVISTA CON L’AUTORE.

Oggi ho intervistato per voi Maurizio Blini, ex poliziotto, torinese e co-fondatore dell’associazione di scrittori subalpini Torinoir.it.

Vi parlerò della sua ultima opera “Rabbia senza volto”, (Golem Edizioni, Settembre 2016), con il Vice Questore Alessandro Meucci impegnato in questa nuova avventura.

Io ho avuto modo di incontrare l’autore durante la rassegna 2016 che si è tenuta a Langhirano dedicata ai gialli ed ai polizieschi, creata e pensata da Gigi Notari, dove ho avuto l’onore di presentare il romanzo Il Grisbì di Giovanni Bertani, e dove spero di tornare ancora, magari anche come lettrice di questo ed altri romanzi.

Diamo ora spazio all’intervista

Si descriva in tre parole.

Normalmente, quando devo descrivere o raccontare me stesso, gioco con le parole. Nel mio sito ho sintetizzato il mio essere come cavaliere errante, apprendista stregone e funambolo dell’arte.

Cosa l’ha spinta a scrivere?

Un’esigenza vera e propria che risale alla mia giovinezza. Nasco infatti come autore di canzoni. Il mio antico sogno era quello di vivere di musica e, in quel periodo, in piena generazione di cantautori, i testi erano davvero importanti. Poi, nel tempo, ho deciso di liberare quelle parole dai vincoli della metrica e della prosa. Le storie che raccontavo nelle mie canzoni si sono così trasformate in racconti. E poi in romanzi.

Descriva i momenti che dedica alla scrittura e come si inseriscono nella quotidianità.

Scrivo quando ne ho voglia. Sono piuttosto pigro in questo. Non ho un metodo, in questo sono decisamente anarchico. Diciamo che mi lascio guidare dall’istinto. Le idee, le ispirazioni, spesso ti cadono addosso quando meno te le aspetti e devi avere la capacità di trattenerle, elaborarle e poi scriverle. Momenti magici spesso frutto di strane alchimie. Una sorta di gioia mista a un senso di liberazione. In sintesi, molto meglio che una seduta dallo psicanalista.

Durante la scrittura del suo romanzo come ha creato i suoi Personaggi e l’Ambientazione? Si è rifatto a esperienze personali direttamente?

Rabbia senza volto, Golem Editore, è la mia nona pubblicazione e i personaggi principali, Alessandro Meucci e Maurizio Vivaldi sopravvivono dal mio primo libro. Sono divenuti seriali e proprio per questo molto amati da chi mi segue. Le loro vite personali, i loro limiti, paure, contraddizioni, si intrecciano con le indagini più disparate in una sorta di rincorsa tra l’intimismo, l’azione e la ricerca della verità. Le ambientazioni sono sempre legate alla mia città, Torino, che nelle storie assume un ruolo importante quanto una protagonista. La descrivo nei suoi meandri più oscuri ma anche nelle sue bellezze e specificità. Torino è una location di prim’ordine per un giallo o noir. Mi è capitato comunque negli anni di fare delle escursioni nell’astigiano, altra zona del Piemonte che conosco molto bene. Così facendo ho inserito nei miei romanzi anche quello strano rapporto di complicità che contraddistingue le grandi città con la provincia. Gran parte del mio lavoro è frutto di esperienze personali e di conoscenze approfondite di fatti e luoghi.

Come descriverebbe la sua tecnica di scrittura?

Quando si scrive non si pensa mai alla tecnica. Le parole devono scorrere, avere un senso logico, le storie e i personaggi devono essere credibili e mostrare al lettore anche i lati oscuri o meno nobili, se vogliamo. Mi riferisco alla debolezze umane. Devono trasmettere emozioni. E ogni scrittore ha il suo modo di approcciarsi con la pagina bianca. Conosco amici che si alzano al mattino presto tutti i giorni e scrivono come se questo fosse veramente il loro lavoro. Altri che invece, come me, non seguono cadenze e vivono le loro storie con tempi dilatati. Scrittura in questo è libertà e non tecnica. Poi esistono i modi di porsi al pubblico. La prima persona, la terza persona, il presente, il passato prossimo. Anche in questo ognuno segue il suo istinto. Una cosa che forse mi caratterizza è l’uso di storie diverse che si intersecano, si superano, si scontrano e a volte si confondono.

Descriva in tre parole il libro o il personaggio principale.

Intimo, commovente, profondo.

Perché si dovrebbe scegliere di leggere il suo romanzo?

Chi mi segue da anni ormai aspetta il mio nuovo romanzo perché si è affezionato ai personaggi e alle loro storie strampalate mentre i nuovi lettori si approcciano a me per curiosità, per sentito dire o semplicemente perché si fidano delle mie cosiddette credenziali. Perché sceglierlo? Beh, io solitamente non mi lascio rapire facilmente dalle troppe pubblicità o dai consigli degli esperti. Ho l’abitudine, anzi, di visitare le bancarelle dell’usato e scoprire spesso delle rare perle di bellezza anche tra i meno noti. Un’occhiata alla copertina, senza alcun dubbio, che ritengo il biglietto da visita dell’opera. Nel nostro caso abbiamo una bellissima fotografia del grande artista Franco Giaccone (francogiaccone.com) che ritrae il volto del cadavere di una giovane ragazza immersa nel fiume (Serena Sciandra). Beh, l’impatto emotivo è forte. Si va oltre leggendo la quarta di copertina dove si intuisce a cosa andremo incontro e infine una sfogliata veloce. Un pizzico di intuito e il gioco è fatto. Io, almeno i libri li acquisto anche così. (e non vi nascondo che li annuso pure…)

Perché un romanzo di genere?

Ho un passato ingombrante. Sono stato un poliziotto per oltre trent’anni e mi è parso naturale scrivere di ciò che conoscevo meglio. Mi sembrava la cosa più credibile da fare, anche se nel corso di questi anni mi sono anche concesso a un libro su terrorismo scritto con Gianni Fontana  edito sempre da Golem, Figli di Vanni. Ma, anche in questo caso, il mio bagaglio culturale, storico e professionale mi hanno aiutato considerevolmente.

Faccia una breve descrizione della sua opera, che non sia meramente riassuntiva.

Non amo descrivere i miei romanzi perché i gialli devono essere letti senza contaminazioni o condizionamenti di sorta. Tuttavia posso dire che anche in questo caso le storie prevalenti sono tre. Un’ indagine difficile che parte da un cadavere rinvenuto lungo il fiume Po, e in cui il capo della sezione omicidi di Torino, Alessandro Meucci, ha a che fare con un misterioso omicida,  le vicissitudini del suo migliore amico Maurizio Vivaldi, anche lui ex poliziotto e investigatore privato e, infine, e questa è la novità, le peripezie dell’equipaggio di una volante a Torino, la volante 9 in zona Mirafiori, il cui equipaggio unisce un poliziotto all’antica, delle vecchia guardia e un giovane dalle origini lontane, giapponese di terza generazione. Uno scontro culturale e professionale all’interno di un abitacolo che diviene ben presto il loro piccolo mondo in cui discutere, litigare e conoscersi a fondo sino a diventare amici per la pelle.

Bene, tutte queste storie apparentemente distanti tra loro troveranno punti di convergenza e si uniranno in un magico amplesso finale nelle ultime pagine del libro. Con un inevitabile colpo di scena, come nelle migliori occasioni.

Cosa pensa che la lettura del romanzo lasci al lettore?

Rabbia senza volto confonde, commuove, irrita e appassiona. Il lettore si immedesima nelle storie con empatia e passione. Come scritto nelle ultime righe di copertina: un romanzo dalle tinte forti e dalle commoventi profondità dell’animo umano di fronte alla fatalità e al destino.

Salutato l’autore, vi presento ora il romanzo.

“Rabbia senza volto”

Maurizio Blini

Golem Edizioni -2016

* * *

E’ un romanzo insolito quello di Maurizio, e la quarta di copertina invece di essere meramente narrativa, riporta un dialogo che catapulta immediatamente il lettore o meglio il potenziale lettore nel fatto: la scoperta del primo cadavere.

Quello che in particolare attira e colpisce è la battuta finale: “Come puoi vedere, è questa la cosa strana. Uomo, bianco, apparente età cinquant’anni, 80 chilogrammi circa, sembra letteralmente sbranato.”

La copertina con la foto di una ragazza completamente immersa nell’acqua, su fondo nero, il titolo “Rabbia senza volto”, e queste poche righe ecco che l’ambientazione porta subito alla mente un contorno molto inquietante, per non dire sovrumano, animalesco.

Un libro però va aperto, sfogliato, annusato, vanno scorse le prime pagine e solo quando si sono esaurite queste operazioni se ne può affrontare la lettura, e mi perdonino gli amanti degli e-book se non li capisco, non sanno cosa si perdono nel non affrontare questi preliminari.

La storia inizia a pag 7, il titolo è molto pragmatico “Uno”, segue la data.

Questo semplice schema si ripeterà per tutto il libro che si snoderà in 72 capitoli, per un arco temporale di quattro mesi, per circa duecento pagine di romanzo.

I numeri in questa storia sono importanti, scandiscono infatti non solo il tempo, in quanto lo scrittore ci comunica sempre giorno ed ora, ma danno veramente il senso dello scorrere, la cadenza, il ritmo.

Volante 9, turno 7/13 oppure l’orario di spedizione delle mail, sono dei semplici esempi.

Sono gli agganci che lo scrittore da al lettore  per farlo entrare nella narrazione.

Il romanzo infatti è in prima persona, ma l’io narrante cambia.

Volete sapere qualcosa di più della trama?

Trattandosi di un giallo non posso svelarvi troppo, si svolge a Torino e i luoghi vengono accuratamente descritti, fanno parte di esso.

L’indagine è incrociata, e sono diversi i punti di vista analizzati.

Al lettore vengono forniti tutti gli indizi e l’intreccio si dipana man mano che i dubbi vengono risolti.

L’ambiente cittadino, notturno, gli intrighi ed i risvolti politico-economico mi sono apparsi strani avendone affrontato la lettura sulle spiagge dell’Isola d’Elba, però devo dire che mi ha appassionato e mi ha fatto venire voglia di leggere anche gli altri romanzi di Maurizio, che spero e mi auguro di rivedere di persona.

Non mi resta che augurarvi una Buona lettura.   

                                        Isabella Grassi  

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