Buondì a tutti

Una voragine colma di… merendine

Salve a tutti!

Per questo sabato torniamo a ospitare, con un articolo della nostra inviata dalle terre parmensi Isabella Grassi.

Preparatevi ad essere stupiti!

Una voragine colma di?

Se oggi giocassi a “un treno carico di…” risponderei: merendine.

La pubblicità del Buondì Motta in questi giorni sta letteralmente invadendo tutto l’etere.

Dal mitico Carosello che segnava l’orario per andare a letto, si è giunti al format attuale.

Oggi siamo tutti psicologi, sociologi, insegnanti etc etc, e siamo pieni di  considerazioni sui valori morali di tutto ciò che ci circonda, quindi anche della pubblicità del Buondì Motta.

Io e la mia famiglia dopo aver visto i primi due spot, ne arriverà presto un terzo con protagonista il postino, abbiamo riso tanto, e ci sono piaciuti.

Siamo figli del consumismo e non riusciamo a ragionare in altri termini, ma viviamo un momento di recessione dove questo sapore catastrofico si inquadra bene.

Ho digitato su vari  social #buondimotta ed è impressionante scoprire quanti post sono stati dedicati al prodotto e quanti video sono stati ispirati dalla pubblicità suddetta.

Il mondo odierno è catastrofico, e la meteorite bene si inquadra nella nostro vivere quotidiano, dove ormai nulla ci sorprende, e dove forse serve andare contro la regola: nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.

Urta il fatto che la bimba, che parla un insolito italiano forbito, rimanga orfana dei genitori?

Rimarrà nel futuro questa meteorite? Forse non molto, ormai le pubblicità lasciano il tempo che passa, e non senti più canticchiarne le melodie.

Il tempo quindi farà da giudice e testimone.

Ora vi racconto la mia versione della pubblicità, com’è nata e come evolve.

Ieri mio marito è andato a fare la spesa ed è tornato con una confezione di Buondì Motta.

Dopo lo stupore iniziale a me e mia figlia è venuta spontaneo sottolineare come sia potente una pubblicità martellante.

Anche se forse più che lo spot, sono state efficaci le polemiche che ne sono nate.

Così è nato il trailer: “Sono arrivati i Buondì Motta”, che trovate sia sul mio canale youtube che sui vari social, dove i protagonisti sono mio marito e mia figlia Alessandra.

Oltre all’hashtag #buondimotta ho coniato #buondimottailoveyou.

Oggi io, mio marito e l’altra mia figlia Eleonora abbiamo preso il tè con i Buondì Motta.

Ho apparecchiato con un servizio da tè francese anni trenta, e ho sorseggiato un Earl Grey della Lipton, facendo la “scarpetta” con il Buondì Motta.

PS: comunque preferisco i biscotti, almeno con il tè.

Riproveremo con il cappuccino in stile Nanni Loy.

Isabella Grassi

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Aperilibriamo

La sera del 31 agosto tutti alla Biblioteca Comunale di Agugliano (AN)

Salve a tutti!

Torniamo tra voi per annunciarvi, tramite la nostra preziosissima inviata dalle terre parmensi (e non solo!) Isabella Grassi un evento che si terrà giovedì 31 agosto 2017, tra le ore 19.30 e le ore 21.00, presso la Biblioteca Comunale “Sara Iommi” di Agugliano (AN). Per maggiori informazioni su questo evento culturale denominato “Aperilibriamo“, cedo ora la parola alla nostra Isabella Grassi:

APERILIBRIAMO

Evento letterario organizzato dalla Biblioteca Comunale di Agugliano (AN)

“SARA IOMMI”

Presso

la terrazza del Ristorante Al Belvedere  

Piazza Vittorio Emanuele II, 3

60020 Agugliano (AN)

Giovedì 31 Agosto 2017

dalle Ore 19:30 alle 21:00

 

Un evento culturale, un’occasione per conoscere quattro autori su una splendida terrazza delle Marche, organizzata dalla Biblioteca Comunale di Agugliano “SARA IOMMI”, e al termine del salotto letterario un aperitivo da degustare con le luci del tramonto.

 

Questa la scaletta:

Introduzione alla serata di Elena Coppari

 

Presentazione del libro

Il Grisbì (Forme Libere Editore, 2015), e dell’autore Giovanni Bertani.

E’ prevista una lettura a cura di Isabella Grassi e Eleonora Bertani.

 

Elena Coppari introduce Elena Casaccia che presenta gli autori ed i libri della casa editrice Guasco.

 

Modi anconetani, e Modi anconetani “il continuo”, (Edizione Guasco) di Stefano Calabrese

 

Ok, aprite le gabbie, (Guasco  2017) di Silvia Donati

 

Un lungo consolatorio tappeto rosa, da Delly alla chick-lit, (Guasco, 2017) di Oliva Sori  

 

E’ prevista una breve lettura da parte di ogni autore 

 

Gli autori saranno a disposizione per rispondere alle domande dei presenti.

Seguirà l’aperitivo.

 

Spendiamo ora qualche parola sui libri e sugli autori.

Copertina Il Grisbì

Il Grisbì (Forme Libere Editore, 2015), di Giovanni Bertani.

Il Grisbì è il romanzo d’esordio di Giovanni Bertani, è un noir uscito a luglio 2015 ed edito da Forme Libere Editore.

E’ stato presentato in anteprima nazionale alla prima edizione dell’Elba Book Festival, il 31 luglio 2015.

Bobby Lago: contrabbandiere uscito di prigione sulla cinquantina conduce una vita onesta ma è ormai consegnato ad un destino solitario e malinconico. Una mattina la sua esistenza immobile viene sconvolta da un rapinatore ben vestito che fa coppia con una donna dal naso impertinente, molto abile con le pistole.

Scambiato per un complice, non gli resta che darsi alla macchia, Quella che doveva essere una semplice fuga si trasforma ben presto in una lotta estenuante. Cinico e disincantato, sedotto dal desiderio di una vita migliore e a suo modo idealista, Bobby Lago è un duro e puro. Alla fine ritroverà l’uomo che era, ma dovrà fare i conti con la sua solitudine e con un passato ossessivamente presente, che non lascia scampo neppure ai peggiori.”

I protagonisti di questo noir, definito a torto o a ragione un hard boiled, sono estranei fino al giorno prima, e si ritrovano in una fuga con un malloppo che potrebbe cambiare le loro vite. Non hanno nulla in comune se non il desiderio di godersi la loro parte della rapina. Quello che doveva essere un viaggio perfettamente pianificato si trasforma presto in un continuo assedio, dove inseguiti e inseguitori, rapinatori e rapinati,  affronteranno degli ostacoli sempre più difficili e inaspettati. È l’inizio di un profondo legame che cresce nel corso dei tre giorni in cui si snoda la vicenda. Jack insieme ai soldi ha rubato una busta sigillata dal contenuto ignoto e scomodo, che interessa a molte persone influenti.

Bobby Lago è un uomo, un uomo che si comporta da tale.

Bella tiene fede al suo nome, e come ci aspetterebbe porta i tacchi a spillo, ma spara come un uomo.

Cinzia, in arte Samantha è forse la più femminile, ma ha una doppia vita, due facce.

Marg, è la donna che più conosce Bobby Lago, che più lo comprende, quella che sa sempre, dove e come trovarlo, quella dalla quale  lui scappa, anche se…

Ma non sono solo i sentimenti a dare animo ai personaggi, ma la loro umanità, infatti “tutti e quattro, o forse cinque, sono persone vere, non semplici personaggi, persone che hanno desideri, e perfino bisogni corporali, che amano, odiano, e vanno in bagno.

Questi sono i momenti di rottura, i momenti dove il personaggio diviene appunto persona, dove il lettore si riconosce, dove si rompono gli schemi,  dove sembra quasi di guardare nella macchina da presa, di essere il protagonista che ammicca allo spettatore, ed allora la lettura diventa cinema e teatro.

Mano che la lettura procede le immagini scorrono velocemente, ed il lettore ne diventa protagonista in quanto la loro descrizione da narrazione diviene reportage, dove il narratore sembra un cameraman con videocamera a spalla.

Non potendo ricorrere quindi a montaggi ed effetti speciali,  Bobby Lago ricorre a trucchi molto semplici e così la sua personalità emerge quando ricarica le armi, quando decide le strategie, quando sceglie con chi allearsi.

Saranno questi “trucchi” da uomo vero a salvarlo e a condannare gli altri.

Ed ecco che l’autore porta il lettore a condividere le idee di un delinquente, perché Bobby è un puro, un semplice, uno di cui nonostante tutto ci si può fidare.

Bobby Lago è.

Giovanni Bertani è nato nel 1964 a Parma, si è trasferito con la famiglia in Somalia e Kenya dove ha vissuto fino al 1970. Attualmente vive e lavora a Parma come libero professionista. Laureato nel 1988 in Economia e Commercio, successivamente si è trasferito nel regno Unito dove ha conseguito un MBA. Il suo primo racconto è stato pubblicato nel 1982, successivamente alla laurea ha pubblicato diversi articoli di carattere economico. Nel 2009 sono state messe in scena due suoi atti unici in un teatro di Parma e quindi nel 2015 è stato pubblicato il suo primo romanzo dal titolo “Il grisbì” (Forme Libere Editore). Sempre nel 2015 è stata messa in scena un piccolo atto unico in un altro teatro di Parma e nel 2016 ha co-diretto uno spettacolo sulle malattie rare.

Dal 2016 si occupa di presentare autori emergenti e esordienti nelle librerie di Parma.

Ha partecipato ad alcuni concorsi letterari per racconti, con la pubblicazione di “La neve il giorno prima della fine del mondo” nella antologia <<Racconti Emiliani>> (historica) e classificandosi secondo al premio letterario “Alda Merini” con “Un altro ballo”.

Si sta dedicando alla stesura di un’antologia di racconti.

Copertina "Modi Anconetani" Copertina "Modi Anconetani - Il continuo"

Modi anconetani, e Modi anconetani “il continuo”, (Edizione Guasco) di Stefano Calabrese

Il volume propone detti ed espressioni del popolo anconetano, raccolti con l’acutezza dell’etnografo che osserva e interpreta voci, modi e culture delle diverse civiltà che incontra nei suoi viaggi. Ma per l’autore il viaggio prende inizio ad Ancona e lì vede la sua destinazione, tra le vie del centro, il mercato, le officine dei meccanici, gli artigiani, e i frequentatori della fiera di San Ciriaco. Dalla capacità di sintesi dell’anconetano al modo di chiedere favori fino ai più comuni errori linguistici di genere e di numero, il libro mostra le radici di quella placida indolenza che lo scrittore Francesco Fumelli, autore della prefazione, ha definito espressione di “buddismo fatto popolo”.  

MODI ANCONETANI è un volume prezioso, acuto e divertente, capace di svelare, con un’analisi ragionata di detti,  l’essenza e l’anima della città di Ancona.

Stefano Calabrese, detto Stinga, classe 1969, nato ad Ancona da padre salentino e madre anconetana, con nonna materna bavarese, da piccolo sognava che la sua città diventasse famosa per l’Italia intera, per via di qualche evento culturale o personaggio di spettacolo.

Il desiderio non si è mai avverato, ma nel frattempo lui si è appassionato a diversi ambiti artistici. Attratto sin da giovanissimo dalle parole, dalla fonetica e dalla metrica italiana, e quindi dagli enigmi della pagina della Sfinge, durante l’Università inizia a mettersi alla prova scrivendo i testi, oltre che le musiche, delle sue prime canzoni e al contempo frequenta il mondo del teatro in laboratori di recitazione. Ma sarà dopo il trentesimo compleanno che prende vita la sua vera produzione, sia da compositore per l’infanzia e per il teatro, sia da autore e attore di cortometraggi. Tra le opere più rilevanti ricordiamo le tre commedie musicali, di cui scrive musiche e liriche: “Pirati e Pirati” (2005), “Streghe, un musical magico” (2007), “Animali della fattoria” (2015), e la serie di film su “Piacere Ivo” (2006-2016), di cui è sceneggiatore e attore.

“Modi anconetani” è il suo primo libro, dove, con un’analisi divertente e sarcastica del gergo contemporaneo, si ricavano le caratteristiche del popolo anconetano ed è stato seguito dal secondo volume dell’autore “Modi anconetani, il continuo”.

Copertina "Ok, aprite le gabbie"

Ok, aprite le gabbie, (Guasco  2017) di Silvia Donati

Un catalogo di battute, stralci di interrogazioni, estratti di lezioni che diventano, tratteggiati dalla penna tagliente di un’ironica professoressa, immagine della sconnessione del terzo millennio.

L’autrice, oltre a insegnare storia dell’arte nei licei, a danzare presso la Luna Dance Center e a scrivere libri,  è stata reclamata con una singolare e gettonatissima  petizione di studenti e genitori diretta al Ministro dell’istruzione: Non portateci via la nostra professoressa! che ha raccolto più di mille firme in tutta Italia.

“Una scrittura che attinge a piene mani dagli slogan giovanili, dalle espressioni pubblicitarie, dal modo di comunicare nelle chat. Ironica, (fintamente) frustrata, appassionata, Silvia Donati riesce a farsi strada in una giungla e ad affrontare a testa alta i mostri che vengono fuori dalle gabbie, accettando – questo uno dei grandi insegnamenti- di mettersi ogni giorno in discussione di fronte ai suoi studenti.” 

  1. Principi, L’Urlo

 

Silvia Donati, classe ’83, padre romagnolo e madre abruzzese, consuma la sua esistenza oscillando tra la testardaggine e l’autoironia. Nasce e cresce (poco) nelle Marche, dove si dedicherà allo studio e in seguito all’insegnamento della danza, unica passione che la salverà più volte dai disastri scolastici. Il suo percorso scolastico non è da liceale modello: ammessa all’esame di maturità scientifica con 4 di matematica e 5 di fisica, nonostante un tragicomico esame di maturità concluso con il lancio dei libri in aria e la corsa urlante nel corridoio, non demorde e decide di frequentare l’Accademia di Belle Arti di Macerata abilitandosi nella nobilissima arte dell’insegnamento. Contro ogni pronostico diventa una professoressa di disegno e storia dell’arte e, peregrinando in vari licei, si trova a raccogliere tutte le “perle” di alunni, colleghi e collaboratori e, su consiglio del resto del mondo, a metterle insieme per realizzarne un libro. Proprio lei, alla quale la prof di italiano, durante l’ultima interrogazione di letteratura su Montale, Saba, Ungaretti, case libri auto viaggi fogli di giornale… disse: “Donati, facciamo finta che non abbiamo neanche iniziato…”. Lei però non ci è cascata.

Copertina "Un lungo tappeto rosa, da Delly alla chick-lit"

Un lungo consolatorio tappeto rosa, da Delly alla chick-lit, (Guasco, 2017) di Oliva Sori

La letteratura sentimentale di consumo del passato e quella di oggi sono diverse? Se la prima era specchio di un’ideologia dell’epoca, che cos’è la seconda? E soprattutto, cosa spinge tante giovani, ancora oggi, a percorrere un fiabesco tappeto rosa sempre più lontano dalla realtà? Un saggio che smentisce chi sostiene che la letteratura di consumo odierna sia più realistica di quella del passato, e si preoccupa della qualità della nostra paraletteratura.

Delly è uno pseudonimo collettivo riferito a due fratelli Jeanne-Marie e Frédéric Petitjean de la Rosière, ma è anche il nome di una fortunata produzione di romanzi popolari diffusi nei primi decenni del Novecento. I romanzi Delly sono definiti il prototipo del romanzo rosa caratterizzato da stile piatto, intrecci stereotipati, eterna ricerca dell’amore perfetto.  La tradizione Delly è stata mutuata negli anni Ottanta dalla fortunata collana Harmony, edita per lunghi anni da Mondadori e dal 2015 da HarperCollins, con un volume di libri venduti  che supera i 300 milioni. Una ulteriore rivincita del romanzo rosa si incarna nella così detta chik-lit, nata negli anni Novanta per mano di scrittrici soprattutto britanniche e statunitensi quali Helen Fielding con “Il diario di Bridget Jones”,  best-seller mondiale divenuto anche un fortunatissimo film, Candace Bushnell con il romanzo “Sex and the City”, altrettanto famosa serie tv e Sophie Kinsella con il successo mondiale del libro “I love shopping”.

“ C’erano una volta fanciulle in fiore che divoravano avidamente romanzi d’amore e di travolgenti quasi sempre assurde avventure, dove bellissime orfanelle povere, dall’animo candido e dalla fede inossidabile, conquistavano i gelidi cuori di orgogliosi disincantati scettici rampolli di nobile schiatta.”

“Velato o meno, emerge l’eterno bisogno di fiabe a lieto fine, l’eterno bisogno di storie romantiche e consolatorie, nelle quali delusioni, conflitti, scontri fra sessi si sciolgono di fronte al potere dell’Amore” […] Ma perché nell’era post-femminista continua imperterrito il desiderio di essere consolate da vicende ed eroi cartacei di tal fatta?”

Oliva Sori ha insegnato materie letterarie per più di quarant’anni agli studenti di scuola media. È autrice, con altri, di testi per la scuola e ha tenuto corsi di aggiornamento per insegnanti. Ha dedicato anche il suo impegno agli adulti, attraverso corsi di cinema e storia, e alle comunità straniere della sua città, insegnando lingua italiana. Appassionata di storia e di letteratura, con questo saggio si inoltra nel magico mondo della paraletteratura.

 

Tagli diversi, autori diversi, generi diversi, Parma incontra le Marche nella splendida Agugliano.

Sara Iommi cui è stata recentemente dedicata la biblioteca comunale che patrocina l’evento è vissuta a Parma, dove si è dedicata con amore alla cultura, e con piacere quindi l’autore parmigiano si recherà ad Agugliano.

 

E’ stato creato un evento su fb:

https://www.facebook.com/events/198463874024028/

 

Partecipate numerosi!!!

 

Al termine della presentazione nella medesima location è previsto un aperitivo.

Una terrazza per parlare di libri, al momento dell’aperitivo!

Isabella Grassi

 

Spazio al personaggio… Marco Belli

La nostra Isabella Grassi incontra il patron dell’Elbabook Festival Marco Belli

Salve a tutti!

Elbabook Festival

 

Riprendiamo al meglio le nostre pubblicazioni con la nuova puntata della rubrica, ideata e portata avanti dalla nostra Isabella Grassi, intitolata “Spazio al personaggio“.

L’ospite di oggi, al quale vi invito a dare il vostro più caloroso benvenuto è Marco Belli, “scrittore, fotografo, sommelier e patron di Elbabook Festival“:

Spazio al personaggio, una piccola incursione nel mondo della cultura, del teatro, dello sport, della musica e di quanto ci rende piacevole la vita, a cura di Isabella Grassi.

Continua la mia avventura nel mondo dell’editoria. Oggi vi presento Marco Belli, scrittore, fotografo, sommelier e patron di Elbabook Festival, il festival elbano dedicato all’editoria indipendente, giunto alla terza edizione,  per parlare con lui e con alcuni editori della editoria oggi.

Ho conosciuto Marco in occasione della prima edizione del Festival e ho avuto il piacere di ospitarlo a casa mia a Parma, in occasione della presentazione nella mia città del programma del festival elbano.

Marco è insegnante, fotografo e scrittore, io ho letto i suoi romanzi gialli “Il romanzo dell’ostaggio” (Koi Press 2015) e “Uno sbaffo di Cipria” (Edicola 2017), e spero di riuscire a presentare il suo ultimo romanzo a Parma.

A lui il compito di spiegare cos’è e com’è nato  Elbabook Festival.

Parlaci della nascita del festival, che io ho visto dall’edizione zero, dove ho avuto l’onore di realizzare una delle presentazioni in quella edizione, “Il grisbì” di Giovanni Bertani (Forme Libere Editore 2015), che i lettori di questo blog già conoscono.

Elbabook nasce nel 2014 dopo una telefonata di Andrea Lunghi e Roberta Bergamaschi, dove senza troppi giri di parole mi chiedono se voglio organizzare un festival dell’editoria indipendente all’Isola d’Elba.

Siamo ormai giunti alla terza edizione e sono particolarmente felice per essere finalmente riuscito quest’anno a coinvolgere l’intero paese nel festival.

Rio nell’Elba è un paese di montagna di questa splendida isola che dopo la chiusura delle miniere ha fatto una scelta politica molto difficile per lo sviluppo della sua economia, optando per un turismo lento, culturale e sostenibile.

Parlaci del ricco programma di quest’anno.

Il programma quest’anno è cambiato, per la seconda volta si è svolto il premio letterario Loris Appiani per la miglior traduzione dedicato alla memoria del giovane avvocato ucciso al Palazzo di Giustizia di Milano, riservato alla editoria indipendente.

Il premio quest’anno era dedicato alle traduzioni dalla lingua russa, ed è stato vinto da Rosa Mauro.

A seguire c’è stato un concerto di musica acustica che ha intrattenuto i numerosi presenti fino a tarda sera.

Durante i tre giorni seguenti si sono succedute delle vere e proprie tavole rotonde su vari argomenti.

Il 19 luglio gli argomenti trattati sono stati: “Scusate se il futuro è di carta” e “Arte, nuove tecnologie e territorio”, con uno sguardo quindi al futuro.

Il 20 luglio una tavola rotonda dal titolo “Immagini e Migrazioni” mentre nell’incontro serale le letture dal carcere, nato dalla collaborazione, che ci rende particolarmente orgogliosi con il vicino carcere di Porto Azzurro.

Il 21 luglio, ossia la giornata conclusiva, la tavola rotonda è stata ancora incentrata sul territorio con il titolo “L’isola nel parco, un turismo a passo lento?”, mentre alla sera è stata la volta del giornalismo d’inchiesta con un ospite d’eccezione: Sigfrido Ranucci di Report.

Come tutte le manifestazioni che si rispettano, sono stati previsti eventi collaterali, nati dalla collaborazione con il museo archeologico del distretto minerario, ed altre.

Qual è quindi lo spazio dedicato agli editori indipendenti?

Gli editori espongono le loro opere e hanno la possibilità di farsi conoscere e creare nuove sinergie, approfondire alcune tematiche partecipando alle tavole rotonde.

Come riportato anche nella guida Elbabook festival nasce con l’obiettivo di mettere insieme piccoli e medi editori al fine di condividere le varie esperienze sul mercato cartaceo e digitale per mettere a punto nuove strategie  di joint venture, cooperazione, nuovi metodi di distribuzione, nuove proposte politiche per la tutela degli editori indipendenti.

Un ultima domanda: quale messaggio ti senti di lasciare a chi frequenta Elbabook Festival?

Uno al mondo degli scrittori: si pubblica tanto e si legge poco.

Uno al lettore che non lo è ancora: avvicinati alla lettura con il libro di un editore indipendente.

Saluto ora Marco Belli e vi presento alcuni degli editori indipendenti che ho incontrato a questo festival.

Gli editori presenti erano 19, io ne ho scelti 5, per ragioni di spazio, empatia, conoscenza personale e interesse.

Ve li presento: Forme Libere Editore e per essa Barbara Ciaghi, Exòrma e per essa Orfeo Pagnani, Infinito Edizioni e per essa Maria Cecilia Castagna, Persephone Edizione e per essa Angela Galli, A 2 mani e per essa Cesare Reggiani.

A tutti gli editori ho rivolto le stesse domande, interessanti le loro risposte.

Com’è nata la vostra idea editoriale?

Barbara Ciaghi risponde che Forme Libere è nata come una cooperativa di studenti appassionati all’editoria, e deve il suo nome al fatto che vuole dare spazio alle diverse realtà.

Libertà di forma intesa nel senso di dare voce a chi ha qualcosa da dire in modo chiaro, a chi ha voglia di mettersi in gioco.

Ecco quindi che abbiamo diverse collane: per poesia, racconti, romanzi, saggi e infanzia, ove l’autore può esprimersi con libertà di forma purché abbia una sua finalità nel senso di un suo spazio nel panorama letterario.

Orfeo Pagnani ci spiega invece che Exòrma come casa editoriale è nata dopo aver fatto per trentacinque anni servizi editoriali per vari editori.

Come Joshua Slocum così ha fatto Exòrma, (ci tiene a sottolinearlo Orfeo), decidendo improvvisamente che sussistevano le condizioni ottimali.

Sono particolarmente fiero della collana di letteratura di viaggi denominata “Scritti traversi” perché il tema del viaggio è in realtà un’occasione per parlare di tante cose, letteratura, antropologia, cinema, musica, e soprattutto ci offre spunti sulla contemporaneità.

Altro fiore all’occhiello della mia casa editrice, aggiunge è la collana di narrativa “Quisiscrivemale”.

I nostri scrittori devono voler scrivere con una scrittura matura e non omologata, non devono limitarsi a scrivere per incontrare il favore del pubblico, e per questo motivo attuiamo un lungo lavoro di ricerca ed una valutazione dei testi molto attenta.

Maria Cecilia Castagna  prende la parola per Infinito Edizioni, e ci racconta come la sua casa editrice sia nata dal sogno grandissimo di voler raccontare quello che succede tutti i giorni, ma che poi normalmente viene dimenticato.

Reportage e temi d’attualità sono i must di questa casa editrice, che è particolarmente fiera della collana “Orienti” che raccoglie tra i vari titoli quelli dedicati alla ex Jugoslavia, e si prefigge di informare, approfondire e non far dimenticare. Altri volumi sono dedicati all’Iran, alla Corea del nord, e sembra aver centrato i gusti dei lettori nel pieno rispetto dell’idea editoriale della casa editrice.

Storia contemporanea (I e II guerra mondiale), e libri di cucina altri argomenti trattati.

Nella “collana del fare” vi sono un paio di titoli sul mondo dell’editoria, ma trovano spazio anche volumi sul mondo dell’alimentazione per cucinare con i bimbi.

Angela Galli di Persephone Edizione, ci illustra invece come la sua idea editoriale sia scaturita dal suo essere nata scrittrice, e dalle difficoltà incontrate nei rapporti con gli editori che l’avevano pubblicata.

Fin dall’inizio mi sono prefissa di pubblicare principalmente autori elbani, o comunque opere che trattino dell’Elba a livello di contenuto, con l’intento di contrastare l’idea culturale di massa.

Per far ciò occorre partire dal piccolo e quindi dalla mia isola l’Elba, che però fa parte di un arcipelago, e si pone in un contesto poco conosciuto ma che ha tanto da dire.

Cesare Reggiani che a dispetto del nome viene da Faenza ci parla invece di A 2 mani, una casa editrice veramente sui generis.

Deve la sua nascita per sviluppare il concetto del libro d’autore, come oggetti d’arte finalizzati a mostre, che contengano cioè un oggetto originale.

Il progetto è potuto partire grazie all’intento di diversi artisti di voler fare qualcosa insieme, dal desiderio di realizzare opere in collaborazione, e di autopubblicarle.

Ecco così che riunisce in sé poeti, artisti visivi, musicisti, scrittori, saggisti e video maker ed è sempre pronta a nuove collaborazioni, a nuovi progetti sia musicali che di stampa.

Al momento l’unico settore che non realizziamo è quello fotografico che riteniamo goda già di un suo canale dedicato.

Realizziamo tirature limitate anche di sole 40/50 copie fino ad un massimo di 300, utilizzando o artigiani specializzati o producendole noi direttamente.

Ci poniamo a cavallo tra editoria e settore artistico, e per tale motivo pensiamo di partecipare in futuro anche a manifestazioni artistiche.

Prima di procedere con le altre domande vorrei spiegarvi il perché ho scelto queste cinque case editrici su una rosa di 19 presenti al festival.

Forme Libere è la casa editrice di Il Grisbì. Barbara la ho conosciuta in fiera a “più libri, più liberi” a Roma a dicembre 2014.

Exòrma è una delle case editrici amate dalla Libreria Diari di Bordo di Antonello Saiz e Alice Pisu, una delle librerie indipendenti della mia città, che seguo e ammiro da tempo.

Infinito Edizioni è la casa editrice che appoggia il premio La Quara, un concorso letterario di racconti che si svolge a Borgo Val di Taro, il cui patron Massimo Beccarelli è da me personalmente conosciuto e rispettato per la sua dedizione allo sviluppo della cultura.

Persephone Edizione è la casa editrice elbana e come tale non poteva avere un suo spazio.

A 2 mani è così particolare, e fa prodotti così innovativi che non poteva non trovare uno spazio qui da me. Appena ho visto i suoi articoli mi sono subito avvicinata al banco, quando poi ho scoperto che sono di Faenza, città natale dei miei nonni, non c’è stata storia, è partita l’intervista.

Se parteciperò ad altre edizioni e avrò la ventura di scrivere articoli, vedrò di intervistare altre realtà editoriali. Ritengo comunque che sia per interessi che per dislocazione territoriale di aver individuato un campione rappresentativo.

Gli altri editori presenti:

Daniele Marson, specializzata in opere dedicate alla natura, montagna e turismo.

Edicola Ediciones, vive e pubblica tra Italia e Cile.

Edizioni Estemporanee, ha 5 collane di cui una di narrativa prevalentemente dedicata alla latino-americana.

La Memoria del Mondo Editrice, ha in catalogo diverse proposte di storia e cultura locale, libri d’artista e graphic novel e libri per bambini e ragazzi.

Odoya, editore internazionale di saggistica divulgativa e di narrativa in lingua italiana, inglese, francese e tedesca.

Red Star Press, ha diverse collane che spaziano dalla politica, alla memorialistica, alla narrativa di movimento, affronta tematiche sportive e artistiche, il tutto in chiave popolare.

Editrice Il Sirente, rivolta alla saggistica scientifica, ha al suo interno anche collane di narrativa, e affronta il reportage.

Edizioni La Vita Felice, rivolto all’economia  e al tascabile  ma con particolare cura alla qualità grafica ed editoriale.

Noctua, si occupa a 360° di natura e turismo.

Fila 37, nasce per lo sport e poi si occupa anche del sociale, ha una collana di libri gialli, fa anche da agenzia letteraria.

Istos Edizioni, sviluppa tre settori: infanzia, arte e cinema, e socio civica.

Kleiner Flug, casa di fumetto con quattro collane: viaggi, prodigi, teatro e narrativa, tutto “tra le nuvole” e quindi rigorosamente a fumetti.

L’Orma Editore, pubblica letteratura e saggistica francese, tedesca e italiana.

MDS Editore, ha un particolare occhio di riguardo al sociale e bandisce da tre anni un  concorso artistico-letterario.

Presente e futuro della piccola editoria, come la vede?

Risposte diverse dai vari editori, che spaziano dal “Vedo positivo, ringrazio festival come questi che danno l’occasione a realtà come la nostra di far conoscere la nostra produzione e permettono di valorizzare gli scrittori” (Forme Libere), a “una lotta all’ultimo sangue. Esiste uno spazio ma va conquistato, è quello della biodiversità e della qualità. La piccola casa editrice non deve essere generica ma deve delinearsi con un profilo ben definito per interessi e qualità” (Exòrma).

C’è poi chi vede il “presente e il futuro molto faticosi e molto vicini perché il presente è fatto ogni giorno di conquiste e sfide per fronteggiare tutti gli attori della filiera. Prima di arrivare al lettore vanno affrontati diversi passaggi che rappresentano un presente difficile in quanto vanno affrontate persone che pur facendo parte della produzione/distribuzione difficilmente si accostano e conoscono i libri. Avverto la mancanza di incentivi che spingano a leggere. L’essere partner di un concorso come La Quara ci ha dato molto, ci ha fatto crescere e conoscere un settore a noi prima sconosciuto” (Infinito Edizioni).

Interessante il punto di vista di Angela Galli che afferma essere “necessario ristabilire il rapporto con gli antenati, riprendere in mano i fili sfilacciati della memoria e ricucirli per costruire un futuro legato al passato” (Persephone Edizione).

Veramente programmatica la risposta di Reggiani che dopo aver candidamente affermato essere “alla prima esperienza di riscontro della loro linea editoriale, giudica soddisfacente il risultato ottenuto, afferma la volontà di continuare a partecipare alle fiere, e vuole estendere la sua esperienza anche alle manifestazioni artistiche” (A 2 mani).

 Quale messaggio ha voglia di lasciare?

(Non vi dico chi ha dato le risposte e mi limito ad elencarle, lasciandovi liberi di attribuirle ai singoli editori o farle proprie.)

“Partecipare a questi festival per cercare di conoscere i nuovi autori”.

“Auguro al lettore di trovare i libri che vorrebbe leggere perché così si condivide un valore tra scrittori e lettori”.

“Non abbiate paura di leggere, entrate in libreria e fatevi chiamare dai libri”.

“Poiché siamo in un luogo turistico, mi auguro che il turista che acquista i miei libri goda di questa apertura”.

“Stiamo facendo questa esperienza con grande passione e siamo aperti a nuove collaborazioni”.

(In realtà l’ordine delle risposte è sempre quello…)

Saluto quindi l’Elbabook Festival, che nel frattempo si è concluso e tutte le persone che ho intervistato, e come al solito  faccio una mia personale riflessione.

Nel mio girovagare tra editori, festival, manifestazioni, concorsi, presentazioni, ho avuto modo di assaggiare un po’ tutta la filiera dell’editoria, e lo trovo un mondo affascinante, un mondo da conoscere e scoprire.

Mi piace leggere, e mi piace capire come un’opera letteraria nasce, cresce e si diffonde.

Questa all’Elbabook è stata una esperienza positiva, ed ora torno alle mie vacanze.

Isabella Grassi

Spazio al personaggio… Isabella Grassi

La nostra Isabella Grassi intervista se stessa sui concorsi letterari

Salve a tutti!

Per chiudere al meglio questa settimana vi propongo  una puntata particolare della rubrica “Spazio al personaggio”. In questa occasione intervistatrice e intervistata si fondono nella stessa persona. Ma ora cedo la parola alla nostra impagabile collaboratrice e inviata dalle terre parmensi, Isabella Grassi:

Spazio al personaggio, una piccola incursione nel mondo della cultura, del teatro, dello sport, della musica e di quanto ci rende piacevole la vita, a cura di Isabella Grassi.

Continuo il mio excursus sul mondo dei libri,

Questo intervento sarà insolito in quanto intervistata ed intervistatrice saranno la stessa persona: me stessa, e farò alcune brevi riflessioni sempre sui concorsi, sui generi minori e su come crescere e farli crescere.

Vi propongo anche una video intervista, dove con me come al solito  ci saranno alcuni autori, ma anche un’ editrice.

Qual è il significato delle Fiere del Libro e la loro utilità?

Amo molto girovagare tra le fiere del libro, dove si ha la possibilità di scoprire, toccare, annusare libri nuovi, vecchi ed edizioni particolari.

Passo letteralmente ore ed ore in quei posti fantastici, come un bimbo in un parco giochi.

E’ nelle fiere che ho avuto occasione di conoscere, autori, editori e librai e di scoprire il fantastico mondo della carta stampata.

 

Il mondo dei concorsi letterari.

Ho terminato il mio ultimo articolo su questo argomento con una frase che racchiude in sé il mio pensiero: “Impariamo a leggere, impariamo a pensare, impariamo a vivere!”. Penso che i concorsi letterari, almeno quelli seri servano a questo, a stimolare la lettura, il pensiero, a farci vivere meglio.

E’ notizia di questi giorni della  vittoria di Paolo Cognetti con il libro “Le otto montagne” (Einaudi), al premio Strega.

Io questo libro ce l’ho in lettura in questi giorni, e in libreria da febbraio, non so quando lo avrei letto se in questi giorni non ne avessero parlato tanto.

Vi spiego com’è andata.

A febbraio 2017 il libraio Antonello Saiz (https://www.facebook.com/antonello.saiz) della libreria Diari di Bordo di Parma (https://www.facebook.com/libreriadiaridibordo/), mi invita alla presentazione di questo libro, dicendomi che ne vale la pena, che Cognetti è in gamba, che una lettrice in gamba non può non leggerlo e deve conoscere l’autore, bla bla bla…

Mi dice il titolo e l’argomento ed io sbotto letteralmente: io amo il mare e odio la montagna.

All’ultimo minuto, decido di andare.

Mi si apre un mondo nuovo, Paolo è accattivante, tiene in mano la presentazione, ha un modo di esporre il suo pensiero sulla montagna che incuriosisce. Decido di compare il libro, e quando mi avvicino a lui gli dico: “io odio la montagna, amo il mare, ma mi hai incuriosito” e lui ridendo scambia amichevolmente qualche parola con me per poi così scrivere come dedica: “Per Isabella che troverà la sua montagna. Grazie.”

Non c’è che dire, un bell’augurio, e quel grazie: un tocco da signore.

Il libro è rimasto lì fino a ieri, presa da altri impegni, altre letture e viaggi in barca a vela.

Ora lo sto leggendo, è presto per esprimere un’opinione, sono solo a pagina 30, ma mi ha sorpreso e mi prende, mi sento catapultata in un mondo che non conosco con un’atmosfera alla Tom Sawyer.

Sarà il personaggio, sarà il senso di avventura, ma complimenti Paolo, mi hai veramente sorpreso.

E così devo dire grazie al premio Strega perché mi ha fatto decidere, mi ha spinto a leggere un libro di qualità.

Concordo con quanto espresso da Giovanni Bertani (https://www.facebook.com/giovannibertaniparma/?ref=br_rs) che  ritiene il mondo dei concorsi letterari essere molto dispersivo, più finalizzato a far vendere, parlando dei concorsi minori e della scarsa pubblicità che viene loro data.

Se questo non è il caso di un premio come lo Strega, è però la realtà dei concorsi minori.
Romanzi e racconti…

Sono due mondi che difficilmente si intersecano, anche se famosi autori di romanzi si sono dedicati ai racconti.

Recentemente nell’intento di analizzare ed incrociare questi due mondi ho ospitato nel mio ufficio due autori: Giovanni Bertani e Roberto Tira (https://www.facebook.com/fare.fooding), che hanno in comune lo scrivere racconti anche se dedicati a pubblici diversi, e una rivista letteraria che pubblica racconti e indice concorsi con in premio la pubblicazione: La Penna del Drago (https://www.facebook.com/La-Penna-del-Drago-1226420170709317/) .

Giovanni Bertani è l’autore del romanzo noir  Il Grisbì (Forme Libere, 2015, pagina fb https://www.facebook.com/Bobby-Lago-590518757699137/) e di racconti tra cui l’ultimo “La neve  il giorno prima della fine del mono” nella collana “Racconti Emiliani” a cura di Stefano Andrini (historica, 2017). Interviste già realizzate e pubblicate cui rimando. Qui ricordo solamente che è stato il racconto il suo primo amore ed il genere che più ama.

Roberto Tira, che per la casa editrice La Freccia d’oro (http://www.frecciadoro.it/)  ha pubblicato “L’aria che T’ira” e “Se ancora T’ira” che sono due raccolte di poesie, altro genere misconosciuto ed è prevista una terza uscita a completamento della trilogia dal titolo “T’ira, T’ira, T’ira”.

I titoli sono ovviamente giochi di parole con il cognome dell’autore, e sono in realtà scritti liberatori, simili a veri e propri racconti, dove si parla di sentimenti. E’ l’amore che predomina, insieme all’assenza, come tormento dell’anima o come ricordo e dedica a persone che ormai sono in un mondo migliore.

Sempre per la casa editrice La Freccia d’oro ha pubblicato anche il suo primo romanzo che consiste in una favola dal titolo “I Ron”. Roberto utilizza il mondo del bosco per parlarci della nostra vita quotidiana, dove gli animali ne sono i protagonisti. Il personaggio principale è un airone che desidera diventare un ballerino e che nel suo girovagare incontra altri personaggi che hanno tutti un particolare: a ognuno manca qualcosa.

E’ un libro che affronta la disabilità e che proprio per la tenerezza con cui ha affrontato l’argomento è stato messo in scienza da “Il Gruppo Verde” di Cento che si occupa dei ragazzi disabili.

 

La Penna del Drago, è una rivista creata per dar voce agli emergenti. A dare voce alla rivista è invece Catia Cicchetti (https://www.facebook.com/catia.cicchetti?hc_ref=PAGES_TIMELINE&fref=nf) che ha così coronato il suo sogno di unire i racconti con le belle illustrazioni.

Divoratrice fin dall’infanzia della fantascienza e della collana Urania, mi ha dichiarato di prestare molta attenzione allo stile di scrittura, indipendentemente dal genere di racconto che le viene inviato.

La rivista cura tutto il suo contenuto, sia la carta che i colori che l’immagine di copertina, e promuove periodicamente dei concorsi.

Ora ha indetto la seconda edizione del Concorso Letterario di Narrativa e Poesia, aperto a tutti giovani e non, esordienti e non, appassionati delle parola scritta, bando scaricabile dal sito www.edicik.it scadenza il 31 luglio 2017. Affrettatevi.

 

Su questo incontro ho realizzato anche una video intervista pubblicata su you tube che trovate a questo link:

https://youtu.be/ropw9SNMNt0?list=PLeE3xx5bVarLvP4qNVviC3fRBBGBC7e_Z

 

E’ stata una bella esperienza riunire, autori editori e organizzatori di concorsi tutti di stampo emiliano (Parma, Cento e Bologna), per parlare insieme di cultura e di progetti.

Termino ancora con la mia esortazione:

Impariamo a leggere, impariamo a pensare, impariamo a vivere!

Un grazie particolare ai librai per quello che fanno e per le opportunità che ci danno, perché se è vero (cit) che i libri sono uguali in qualunque libreria si comprino, è il libraio che ne fa la differenza.

Un grazie quindi ad Antonello Saiz della libreria Diari di Bordo di Parma e continuo la lettura di “Le otto montagne” di Paolo Cognetti.

Isabella Grassi

Spazio al personaggio. Giovanni Bertani

Giovanni Bertani e i concorsi letterari

Salve a tutti!

In questa serata torno ad affacciarmi tra queste pagine per presentarvi la nuova “puntata” della rubrica “Spazio al personaggio“, ideata e portata avanti dalla nostra bravissima inviata dalle terre parmensi Isabella Grassi, la quale, stavolta, intervista Giovanni Bertani, noto per essere il “papà” di Bobby Lago, protagonista del romanzo “Il Grisbì” edito da Edizioni Forme Libere.

Ritratto di Giovanni Bertani

Ma ora basta perdere tempo. È tempo che ceda la parola a Isabella e al suo graditissimo ospite al quale vi invito a dare il vostro più caloroso benvenuto:

Spazio al personaggio, una piccola incursione nel mondo della cultura, del teatro, dello sport, della musica e di quanto ci rende piacevole la vita, a cura di Isabella Grassi.

Il primo semestre del 2017 sta volgendo al termine, e per fare un primo bilancio della mia esperienza letteraria oggi vi presento Giovanni Bertani, non nella sua veste di autore di romanzi ma come voce per parlare del mondo dei concorsi letterari.

Su questo blog ho già avuto modo di presentarvi Giovanni perché è con la sua intervista nella rubrica dedicata ai libri, che ho inaugurato la mia collaborazione, e vi parlo sovente del suo primo romanzo e con lui curo la rassegna “un pomeriggio in giallo” dedicata alla presentazione di autori dediti al genere.

Con lui ho frequentato quest’anno due fiere letterarie, il Buk di Modena e la prima edizione della Fiera del Libro di Milano, e ho volutamente deciso di non andare a quella di Torino.

Liquido velocemente la questione “fiere del libro” con una sola domanda.

Giovanni, quale ritieni sia il significato delle Fiere del Libro e la loro utilità?

Ritengo che le Fiere del Libro siano utili soprattutto per i lettori e per le case editrici, non per gli autori.

I lettori possono trascorrere del tempo tra i libri, girare tra i vari stand alla ricerca di nuovi spunti di lettura e/o edizioni particolari, altrove introvabili.

Le case editrici, soprattutto quelle piccole hanno con le fiere l’opportunità di farsi conoscere, di farsi apprezzare direttamente dai lettori e se sono intelligenti possono utilizzarle per la promozione dei loro autori.

Passando ora al mondo dei Concorsi Letterari, vorrei che tu mi facessi, se esiste, un distinguo tra concorsi per romanzi e concorsi per racconti. So che tu hai partecipato con successo in entrambi i generi.

Sì io, da autore esordiente ho partecipato con il romanzo Il Grisbì (Forme Libere Editore), al concorso letterario IoScrivo arrivando terzo, e con il racconto “Un altro ballo…” al Premio Letterario in onore di Alda Merini ho ottenuto il 2° posto nel genere narrativa, infine il racconto “La neve il giorno prima della fine del mondo” in quanto racconto selezionato all’interno del Concorso letterario Racconti emiliano-romagnoli, RuleDesigner, è stato pubblicato nell’antologia “Racconti Emiliani” a cura di Stefano Andrini edito da historica.

Ritengo che il mondo dei concorsi letterari sia molto dispersivo, per usare una espressione soft, più finalizzato a far vendere agli autori vincitori ed alla loro cerchia di amici e conoscenti che non per promuovere qualità.

Il problema base penso sia diretta conseguenza del fatto che la gente non legge o si interessa poco alla parola scritta.

I concorsi sono poco pubblicizzati, la loro diffusione infatti per lo più è affidata ai canali dei singoli autori.

Avverto uno screditamento generale dei concorsi, specialmente dei maggiori con una progressiva perdita di credibilità laddove sembra che le grandi casi editrici abbiano un vero e proprio ufficio acquisto dei concorsi letterari.

Volendo operare un distinguo tra concorsi per romanzi e concorsi per racconti, al fine di dare una spinta verso l’alto alla qualità ritengo che siano i secondi quelli maggiormente importanti.

I racconti infatti possono e debbono riprendere parte attiva nel mondo editoriale, e sarebbe importante che le case editrici stesse se ne occupassero.

Se un autore edito volesse dedicarsi a questo genere e fosse la casa editrice a fare da filtro e a proporre i racconti dei propri autori nei singoli concorsi la qualità farebbe inequivocabilmente un balzo in avanti.

Si dovrebbe solo inserire un distinguo nei vari concorsi tra autori editi ed autori inediti, lavorando quindi su un doppio binario.

Non credo invece ai concorsi letterari per romanzi, perlomeno quelli minori.

Non ci credo in quanto per lo più sono per genere. Un libro prima di tutto deve essere scritto bene e ciò deve essere indipendente dal genere.

Anche nei concorsi riservati ai romanzi reputo importante l’intermediazione (almeno per quelli editi) della casa editrice, che deve fare da portavoce dei propri autori e porsi quindi come terza tra gli stessi e la giuria che li esaminerà.

Per un autore inedito, ovviamente il discorso cambia e può essere un modo di farsi notare e crearsi un curriculum.

Cosa ti spinge verso i racconti e perché ritieni che siano importanti?

Io mi sono affacciato al mondo letterario con un racconto, scritto che ero ancora un liceale.

Avverto al giorno d’oggi la mancanza di un canale espressamente dedicato ai racconti che abbia una tiratura a livello nazionale.

Non va dimenticato, o per lo meno io non posso dimenticare che molti grandi autori sia italiani (cito ad esempio Collodi, ma anche Pirandello) che stranieri (uno fra tutti Ernest Hemingway), pubblicavano i propri scritti su riviste o giornali sia romanzi a puntate che veri e propri racconti.

Questo canale oggi manca completamente.

Quale pensi sia il limite del mondo editoriale odierno? 

Ritengo che manchi una corretta impostazione dell’editoria, che non riesce a far crescere il numero dei lettori. Anche i premi letterari importanti portano premi in denaro all’autore, ma non garantiscono la tiratura del libro, non implementano la sua diffusione come dovrebbero.

In conclusione quindi, a cosa servono i Concorsi Letterari?

L’autore oggi scrive per lo più per sé stesso, per amore della scrittura, in quanto è solo eventuale che qualcuno al di fuori della propria cerchia possa affrontarne la lettura. Ritengo che i concorsi letterari siano importanti per l’autore perché tramite gli stessi riesce a misurarsi ed a confrontarsi con altri. I concorsi letterari quindi migliorano l’autore e fanno acquisire allo stesso una maggiore consapevolezza di sé.

Saluto quindi Giovanni Bertani e mi permetto di chiudere questa intervista con una mia personale riflessione.

Io mi sono affacciata a questo mondo due anni fa, cercando di capire come un autore possa raggiungere la pubblicazione del proprio lavoro partendo da zero, cercando di capire come una volta pubblicato un romanzo possa essere conosciuto, ed ho quindi speso parte del mio tempo per cercare di aiutare autori in questo campo.

Visto che voglio fare un bilancio, devo dire che c’è molto lavoro da fare, molto da imparare, ma soprattutto servono lettori, serve amore per la cultura.

Impariamo a leggere, impariamo a pensare, impariamo a vivere!

Isabella Grassi

Il salottino in vigna

Domenica 11 giugno 2017 a Villarbasse (To) Il Salottino in vigna

Salve a tutti di nuovo!

Stasera la nostra bravissima Isabella Grassi ci presenta l’evento “Il Salottino in vigna” che avrà luogo domenica 11 giugno 2017 a Villarbasse in provincia di Torino.

Cedo ora la parola a Isabella Grassi per i dettagli:

IL SALOTTINO IN VIGNA

Evento letterario organizzato dalla Associazione Bolla e Fantasia e dal Blog Del Furore Di Avere Libri.

Presso

L’Azienda Vitivinicola Prever

Via Paraccia, 10090 Villarbasse (TO)

Domenica 11 Giugno 2017

dalle Ore 10:30 alle 17:00

 Un evento eno-culturale, un’occasione per degustare dell’ottimo vino ed al tempo stesso avere l’occasione di vivere la cultura con un salottino letterario cui non si può non partecipare

“Leggere e parlare di libri è eccitante, e lo diventa ancora di più all’interno di un luogo bello e  accogliente come l’Azienda Vitivinicola PREVER di Villarbasse.

Il Blog Del Furore Di Aver Libri e l’Associazione Bolla e Fantasia hanno pensato di unire alla visita dell’Azienda Vitivinicola Prever con degustazione guidata, un Salottino letterario in Vigna, radunando autori di diverse case editrici del territorio per parlare dei libri che, secondo loro, riescono a descrivere al meglioo le bellezze naturali. E’ previsto anche uno spazio laboratorio per i più piccoli…”

Così viene presentato su face book l’evento, così si vuole incuriosire il pubblico che sicuramente sarà numeroso.

Diverse le possibilità proposte:

Opzione A Tour/Degustazione + pranzo Euro 35,00 (quota comprensiva di un libro degli autori a scelta)
Opzione B Pranzo in azienda Euro 25,00 (quota comprensiva di un libro degli autori a scelta)
Opzione C Ingresso salotto Euro 10,00 (quota comprensiva di un libro o una bottiglia)
Opzione Famiglia Il primo partecipante paga intero il secondo ridotto (quota comprensiva di un solo libro degli autori a scelta)


Per i bambini ci sarà la possibilità di un laboratorio di intrattenimento contemporaneo alla visita in cantina della mattinata e pranzo a Euro 10,00


Questo il programma dettagliato:

10.30 Ritrovo
10.45 Visita dell’Azienda Vitivinicola PREVER con degustazione guidata
10.45 Laboratorio giochi e manualità dei bambini
12.30 Pranzo
15.00 Salottino in Vigna con gli autori (Antonio Mesisca, Francesca Battistella, Marco Sartori, Francesca Cuzzocrea, Claudia Cuminetti, Giovanni Bertani)
17.00 Brindisi finale e saluti

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA entro il 6 GIUGNO, a: Valentina Peracino valentina.peracino@prever.it, cell.: 338.2875053.

Tra gli autori invitati ci sarà anche l’autore di  Il Grisbì (Forme Libere Editore),  GIOVANNI BERTANI.

Così scrive di lui e della sua opera Simona Coppero, nel blog Del Furore di Aver Libri:

“Le ultime righe della postfazione mi fanno partire dall’inizio di questo post: “Bobby Lago è.” Giusto, chi è Bobby Lago? Protagonista principale, contrabbandiere uscito di prigione, che cerca di ricominciare una vita normale, ma priva di scintille, priva di significato apparente: bollette da pagare, assegno di mantenimento alla ex moglie, lavoro umile e semplice di barista, fino ad una mattina, quella mattina che lo porterà a sentirsi nuovamente vivo: così parte la storia.

Bobby Lago incontrerà vari personaggi, ma sono quelli femminili che più avranno rilevanza per lui e per la narrazione. Tre donne diverse tra loro che completeranno quello che Bobby Lago non racconta di sé. Ed è proprio questo aspetto che mi ha fatto pensare al libro su un piano diverso.

Un ex contrabbandiere viene etichettato dalla gente comune come un poco di buono solitamente, una persona ai margini della società, scaltro, senza regole, trafficone, qui invece vengono a galla tutte quelle piccole verità che costituiscono un essere umano: quindi, in fondo, è proprio una cattiva persona? Da cosa lo giudichiamo sempre se è nostro diritto giudicare?”

Così il giallista parmigiano insieme agli altri ospiti parlerà non dei loro libri, non delle loro opere, bensì della natura nel mondo letterario.

Ci sarà anche Marco Sartori autore di Il Mistero della Montagna (Spunto Edizioni),  il cui libro viene così presentato:

“Ti avverto uomo, se porterai quassù un solo mattone, la montagna non te lo perdonerà e ti strapperà il cuore. Fermati finché sei in tempo, altrimenti ti perderai e nessuno ti troverà mai più. Lo sento. Valli di Lanzo, anni ’70: l’ambizione di un uomo arriva nel piccolo paese di Chialamberto mascherata dall’altruismo e dalla volontà di creare prosperità per il territorio e i suoi abitanti. Ma la Montagna non si fa ingannare e il progresso, incarnato dall’ingegner Arnaldo Defendini, si scontra con la riluttanza della gente del paese e con la voglia e la necessità di rispettare la natura. Aurora, la segretaria, si troverà divisa fra due realtà e mentalità in un mondo in trasformazione. La Montagna svelerà il proprio universo e, insieme al misterioso Figlio del Bosco, insegnerà il vero significato del benessere nel rispetto dell’ambiente e della vita.”

Ci sarà Antonio Mesisca autore di “Nero Dostoevskij” che così ce ne parla sempre Simona Coppero nel suo blog:

“Oscar Peretti, impiegato in una società di pompe funebri, sposa “la padrona”, benestante discendente di una ricca famiglia e magicamente diventa impiegato della gioielleria di famiglia. Purtroppo Oscar ha un bruttissimo vizio, quello del gioco d’azzardo che lo porterà a vivere situazione non facili.

Vi troverete magicamente in mezzo a bande criminali, a regolamenti di conti, a tavoli da gioco, a linciaggi, a intimidazioni, e anche a omicidi, ma con un’ironia da spettacolo.

Scritto e ambientato in tempi recenti , leggendolo mi sono però spesso trovata indietro nel tempo, Oscar me lo sono immaginato durante gli anni dove le strade erano illuminati da lampioni a candela ed erano sterrate, con le carrozze per locomozione.

Complimenti all’autore per la “progettazione” del racconto, per la scrittura, e per la fantasia nel comporlo, con me ha messo a segno una “scala reale”. Dostoevskij ….”

Ci sarà Marco Sartori  con “Lo sguardo oltre le vette”, pubblicato da Spunto Edizioni. Così ce lo presenta Loredana  Gasparri sempre sul Il furore di aver libri: “Sono molti i personaggi che lo popolano, e pochi sono quelli umani: il più importante, quello che attraversa i capitoli-racconti del libro ha un nome impegnativo, un paio di occhi sconcertanti, e l’età anagrafica e la resistenza fisica di altri tempi, lontani lontani: Garibaldi. La lettura-escursione di Lo sguardo oltre le vette inizia proprio con lui, tra le mani dell’ostetrica che lo accompagna nel mondo e che per la prima volta constata la qualità unica di quegli occhi già aperti e che sembrano già in grado di vedere, e si concluderà proprio con lo sguardo lanciato dal protagonista come un abbraccio verso la montagna che non potrà più incontrare per limiti raggiunti di resistenza.”

Ci sarà Claudia Cuminetti, psicoterapeuta, che vive e lavora a Torino. In pensione volontaria dal Servizio sanitario pubblico, dove ha lavorato in ambulatori clinici per bambini, adolescenti e adulti, si diletta a scrivere da quando era ragazza. Ha pubblicato in veste letteraria una collana di poesie mentre sono una ventina le sue pubblicazioni di carattere professionale e scientifico, con la sua  prima opera in prosa: Flash di famiglia.

Ci sarà Francesca Battistella, che ambienta sempre i suoi gialli/noir in luoghi ricchi di bellezze nautali e suggestivi paesaggi, come la penisola Sorrentina nel “Il messaggero dell’alba” o il Lago D’Orta” per “La stretta del lupo”, l’ultimo della serie “La bellezza non ti salverà”, è in parte ambientato in una lussuosa BeautyFarm sempre nei pressi del Lago D’Orta che gode non solo di una vista mozzafiato ma anche di un giardino ricco di piante e fiori.

Ci sarà Francesca Cuzzocrea  per la cui presentazione rubo alcune righe alla blogger Simona Copero che nella sua recensione di “Un incontro speciale” ci spiega che “l’autrice ha scritto questo meraviglioso racconto, che insegna a grandi e piccini cosa è la Morte e come dobbiamo aiutare i più piccoli a conoscerla nel modo più dolce e sereno possibile, animandola come una fata e lasciandola danzare nel mondo della fantasia e della magia.

Francesca rende la Morte umana, tanto come la Vita, concreta, ma anche normale (ha il raffreddore e usa l’ombrello). Non c’è nulla di grottesco e non vi è nessun riferimento religioso, traspare solamente tanto amore, amore dalle parole e dai disegni che troverete nella fiaba, abilmente tracciati e creati da Annamaria Blogna.”

Ci saranno naturalmente le ragazze del Blog e della Associazione a fare da moderatrici, in un contesto naturale che farà da splendida cornice all’evento.

E naturalmente ci sarete voi, pubblico amante del buon bere e del buon leggere.

Non perdetevi dunque questo appuntamento eno-culturale!

Per maggiori info e per approfondimenti sia sugli autori che sulla splendida location, visitate l’evento creato sul social facebook:

https://www.facebook.com/events/882300935240983/

                                    Isabella Grassi

Giovanni Bertani intervista Marta Bardi

Per “Un pomeriggio in giallo” Il maresciallo Flaviani incontra Bobby Lago

Salve a tutti!

Torno tra voi stanotte per segnalarvi un nuovo appuntamento per la rassegna “Un pomeriggio in giallo“. Durante questo nuovo incontro, che avrà luogo presso la Libreria Mondolibri di Parma, venerdì prossimo, 26 maggio 2017, a partire dalle ore 17.30, Bobby Lago incontrerà il maresciallo Flaviani. Il personaggio del maresciallo Flaviani è nato dalla fantasia e dal talento di Marta Bardi che, come i più assidui frequentatori del nostro blog ricorderanno, è già stata ospite, nel settembre scorso, della nostra Isabella Grassi in una delle sue bellissime interviste-recensioni.

Per tutti i dettagli relativi a questo imperdibile evento cedo la parola e lo spazio alla nostra impagabile inviata da Parma Isabella Grassi:

UN POMERIGGIO IN GIALLO

“Il maresciallo Flaviani incontra Bobby Lago”

APPUNTAMENTO DI MAGGIO

26 Maggio 2017 ore 17:30

Libreria Mondolibri – Mondadori Point

B.go Regale 1 – Parma

Giovanni Bertani presenterà tramite il suo Bobby Lago

Marta Bardi e il suo maresciallo Flaviani

ed il romanzo  “I vicoli stretti di Poggio Sant’Elvio”, (Pietro Macchione Editore – 2014).

 

“La vita di una borgo tranquillo affacciato su un lago.  un piccolo albergo, una trattoria  “da Corinzio specialità emiliane e non solo”, lo studio di un notaio, la Chiesa, un centro commerciale,  un teatro, piazzette e vicoli, stretti perché è un borgo antico con un centro storico vasto e poco frequentato dalle automobili, dove tutte le strade hanno nomi di mestieri antichi..

A sconvolgere tutto, un killer. Che si inserisce nella vita di una famiglia.

la famiglia Capineri: una madre Brenda, vedova da poco, e le sue cinque figliole, Serafina, Maria Carla, dafne, Orietta, Matilde.

Toccherà dunque a Flaviani cercare di risolvere il mistero. A lui trovare il colpevole.”

 

Il libro si presenta quasi come un copione di un’opera teatrale, con il lungo elenco dei personaggi, rigorosamente in ordine alfabetico ed una breve descrizione del loro ruolo.

Singolare come l’autrice indichi per lo più il mestiere svolto dal personaggio e troviamo quindi il capitano di polizia De Fabris, il maresciallo Flaviani, ma anche Fedora Piergiorgi nel ruolo di segretaria del notaio, Claudio Ersili appunto il notaio, per poi passare semplicemente ai ruoli di parentela per cui abbiamo la madre, il padre, varie sorelle, mariti, mogli, amanti, e parenti vari, quasi a sciorinare un intero albero genealogico.

Come ogni copione che si rispetti, ha anche un prologo intitolato Il Casolare di Dafne ed alla fine L’Epilogo.

Tutto il romanzo si dipana in scene e controscene, e l’autrice si preoccupa sempre di farci sapere, il luogo ed il momento di ogni singola azione.

Ed anche il metodo di indagine del maresciallo Flaviani e dei suoi collaboratori segue uno schema.

Sintomatico il capitolo intitolato “Eppure un legame” non solo per il titolo che da solo racchiude tutto il romanzo, evidenziando come ogni cosa, ogni fatto, ogni vicenda sia strettamente legata all’altra, ma soprattutto perché nella ricerca del legame tra i vari omicidi il maresciallo cerca un ordine e dopo averli elencati, prova a metterli in ordine di data, ma non basta, allora allarga lo schema, cerca corrispondenze, e sintomatica appare la frase “… Un killer dotato di una certa ironia. Sempre che sia opera di una sola persona.” Si l’ironia nel romanzo non manca, non mancano i sentimenti, e non mancano le preoccupazioni.

Poche pagine dopo sempre cercando spiegazioni è sempre il maresciallo che sconvolto rivela ai suoi collaboratori: “Ora, le motivazioni di tutta questa serie di omicidi io non le ho. O forse ce le ho sotto il naso e mi rifiuto di vederle”.

Si rivela così il lato umano del personaggio.

Leggete il romanzo per scoprire ed apprezzare il maresciallo Flaviani.

Buona lettura.

Durante l’incontro verranno fatte brevi letture tratte dal romanzo a cura di Isabella Grassi.

Venite quindi a conoscere Giovanni Bertani e Marta Bardi, i loro romanzi ed i loro personaggi, e continuate a seguire la rassegna “Un pomeriggio in giallo”.

Evento fb: https://www.facebook.com/events/113622175883733/?fref=ts

Isabella Grassi

Voci precedenti più vecchie

Leggendo a Bari

“Non ci sono amicizie più rapide di quelle tra persone che amano gli stessi libri”

Francesca Giuliani

Servizi editoriali: correzione di bozze, editing testuale, impaginazione, copywriting e creazione di sinossi.

Viviana Rizzo

Aspirante scrittrice di cronache nascoste

La lepre e il cerchio

la lepre entrò nel cerchio e balzando annottò

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