CONOSCEVO UN ANGELO DI GUIDO MATTIONI

Con Guido Mattioni sulle strade della Vecchia America

Conoscevo un angelo di Guido MattioniCome il suo terzo libro, intitolato “Conoscevo un angelo”, edito, anche stavolta, dalla Ink EdizioniGuido Mattioni ci regala un volume di storie “on the road” in quanto la protagonista principale, la VERA protagonista, è  una strada: la vecchia Number One. La vecchia Number One è una di quelle strade che sono state sostituite, in questi tempi nei quali conta solo o quasi arrivare in un determinato posto e farlo il più velocemente possibile, dalle Interstate, strade, appunto, molto più veloci ma altrettanto, se non di più, noiose. Ciononostante le strade come la vecchia Number One, resistono e sanno regalare panorami inaspettati quanto mozzafiato a quanti decidono, o si trovano, in quanto queste strade vengo spesso imboccate per via di (fortuiti e fortunatissimi) errori di “rotta”, di percorrerle.

La vecchia Number One, “la strada sulla quale tutto ha avuto inizio” sa regalare, al protagonista principale, tra quelli in carne e ossa, una serie di storie e ricordi che, per lui che si era sempre spostato molto, fin da bambino e ormai ridotto, a causa di due “incidenti” dei quali il secondo, soprattutto, un ictus che lo ha lasciato offeso nel lato destro del corpo e costretto di conseguenza a ridurre drasticamente i suoi spostamenti, spostamenti che ora avvengono unicamente grazie all’ausilio di una sedia a rotelle elettrica, un bagaglio di inestimabile valore.

Conoscevo un angelo di Guido MattioniCome in tutti i libri di Guido Mattioni anche in “Conoscevo un angelo” a giocare una parte preponderante sono le persone. Persone, anche in questo caso vivide e straordinarie, che entrano nella mente e nel cuore dei lettori per non uscirne più. Sono una serie di “matti giusti”, come li definisce il protagonista del volume Howard Il Rosso Johnson, come ad esempio il primo della “schiera  degli angeli”, ovvero Johnatan “l’alato”, un uomo che da anni si prende cura del “suo” pezzetto di marciapiede nella cittadina di Woodstock con un amore degno di un padre. Oppure come la coppia di manicure Candice e Marilou, titolari del servizio itinerante “Lezzie Nails”, o ancora con l’ultimo degli “hobos” cui Howard offre un passaggio mentre si trova per ragioni di lavoro in Arizona. Oppure ancora come JB, il carpentiere itinerante che gira per gli Stati Uniti alla ricerca di un nuovo cantiere con la sola compagnia fissa del proprio cane, campione di sedentarietà, Generale Lee.

Quelli che vi ho citato a “volo d’aquila”, per così dire, sono solo alcuni degli straordinari protagonisti delle storie narrate in “Conoscevo un angelo” e ho voluto presentarveli, sia pure di sfuggita, per darvi una ancor se minima idea delle conoscenze che avrete l’onore di fare se deciderete anche voi di lasciarvi guidare da Guido Mattioni attraverso le strade di un’America piccola piccola e ormai quasi dimenticata ma che, come ho detto all’inizio, sanno stupire i fortunati che si trovino, per scelta o meno, a percorrerle. Quindi non mi resta altro che augurare a tutte e tutti voi Buona lettura e… Buon viaggio!

Conoscevo un angelo di Guido Mattioni

Il Sogno americano che diventa incubo

Recensione a “Soltanto il cielo non ha confini” di Guido Mattioni

 

Soltanto il cielo non ha confiniHernando e Diego Munoz sono fratelli gemelli che a due anni di distanza l’uno dall’altro lasciano il proprio paese natale, Surco en el suelo, un piccolo paesino alle spalle di Chihuahua in Messico e, passando per Ciudad Juarez attraversano il Rio Grande ed approdano da clandestini, insieme ad altri gruppi di wetback, i disperati che, in cerca di un futuro migliore e all’inseguimento della propria razione di Sogno Americano, attraversano il fiume per raggiungere El Paso e con essa l’America. Se però Hernando, il più gentile e buono dei due gemelli, approdato in America si mette a lavorare e si conquista, un poco per volta, la benevolenza altrui, Diego, già di suo il più “fumino” dei due, arrivato in America si unisce al Re dei “Trafficanti di braccia” e imbocca una gran brutta strada; una strada fatta di violenza e soprusi. Nemmeno per Hernando la vita da americano d’importazione è facile. Col tempo infatti egli comincia ad avvertire se non propriamente una nostalgia di casa comunque una nostalgia per le proprie origini, origini che i messicani che gli capita di incontrare durante la propria laboriosa permanenza sul suolo americano sembrano aver dimenticato se non rinnegato totalmente allo scopo di rendersi il più possibili simili al popolo che li ospita, nella errata convinzione che integrazione sia sinonimo di omologazione totale e incondizionata. Inizia così per il buon Hernando un lento cammino di riavvicinamento a casa.

Se già questo fatto non fosse stato più che sufficiente a rendergli l’America un posto non poi così da sogno, ad Hernando piove poi un’ulteriore tegola tra capo e collo e questa ulteriore tegola è proprio la scoperta della strada intrapresa dal proprio gemello. Una strada che lo condurrà all’arresto e alla detenzione. Con “Soltanto il cielo non ha confini”, suo secondo romanzo dopo “Ascoltavo le maree” edito anch’esso dalla Ink Edizioni, Guido Mattioni regala ai propri lettori un altro grande romanzo. Un romanzo nel quale vi è in sottofondo una vena avventurosa ma nel quale tuttavia sono ancora una volta i sentimenti a farla da padrone. Sentimenti veri, profondi e puri che porteranno Hernando ed il romanzo ad un epilogo inaspettato ma assolutamente impareggiabile.

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