Spazio al personaggio… May Days

La nostra Isabella Grassi incontra la danza d’autore

Salve a tutti!

"May Days - Incontro con la danza d'autore", locandina evento

Per la nuova puntata della sua rubrica “Spazio al personaggio” la nostra Isabella Grassi ci conduce nel mondo della “Danza d’autore” con “May Days, incontro con la danza d’autore“, la cui conferenza stampa di presentazione si è tenuta nella mattinata di ieri, martedì 9 maggio 2017.

Si tratta di una “rassegna promossa da Europa Teatri e Teatro delle Briciole“, che si terrà “Dal 16 al 20 maggio a Parma” e che avrà lo scopo di “valorizzare la giovane danza contemporanea e i processi di trasmissione e di interpretazione dell’atto creativo“.

Ora però cedo la parola alla nostra preziosissima inviata dalle terre parmensi, Isabella Grassi:

Spazio al personaggio, una piccola incursione nel mondo della cultura, del teatro, dello sport, della musica e di quanto ci rende piacevole la vita, a cura di Isabella Grassi.

“May Days, incontro con la danza d’autore”.

"May Days - Incontro con la danza d'autore", locandina evento

Oggi ho partecipato, seguendo una delle mie maestre, e cioè Loredana Scianna alla conferenza stampa per la presentazione di “May Days, incontro con la danza d’autore”.

<<Dal 16 al 20 maggio a Parma si terrà una rassegna promossa da Europa Teatri e Teatro delle Briciole per valorizzare la giovane danza contemporanea e i processi di trasmissione e di interpretazione dell’atto creativo>>, così nel comunicato stampa ufficiale.

Due teatri di Parma, che insieme, complice anche il fatto di appartenere entrambi alla rete “Anticorpi”, si sono fatti motore di questo importante evento.

Alessandra Belledi per il Teatro delle Briciole ha sottolineato l’intenzione di far emergere la danza contemporanea e di farla conoscere in particolare ai giovani, così motivando la scelta condivisa con Loredana Scianna del Teatro Europa di organizzare le giornate intervallando momenti di danza, a momenti di incontro, a laboratori veri e propri.

Parma è la sede preposta, ha specificato Loredana perché qui  Anticorpi ha due soggetti teatrali aderenti.

Tra i vari progetti che sono inseriti nel percorso due in particolare mi hanno colpito.

“Alphabet” del gruppo nanou, di formazione ravennate lavora sull’incontro tra diversi linguaggi: del corpo, del suono e dell’immagine.

Si propone di alfabetizzare il pubblico alla danza, scegliendo tappa per tappa precisi destinatari.

Con la collaborazione dell’Università di Parma, che in conferenza stampa era rappresentata dalla professoressa Roberta Gandolfi, docente di Storia del Teatro Contemporaneo, al laboratorio parteciperanno studenti e critici, che assisteranno a tutto il suo percorso in divenire tra coreografo e coreografo, alla creazione dello spettacolo ed avranno il compito di verbalizzare questa esperienza nel momento dedicato all’incontro.

Il laboratorio si svolgerà in un’aula universitaria e non in una sede teatrale per sottolineare e sviluppare tutte le sinergie che si stanno creando anche in ambito universitario, laddove il dipartimento di discipline umanistiche sta sviluppando soprattutto a livello di dottorato una particolare attenzione al settore della danza.

L’altro progetto che mi ha particolarmente colpita è quello sviluppato direttamente dalla rete Anticorpi denominato “Bioma”, ultimo nato e che festeggia un anno di età,  che presenterà quattro esiti di altrettanti laboratori nei due teatri in un unico giorno: il 19 maggio.

Si partirà alle 17:30 al Teatro Europa di Parma con “Ò(s)chema” a cura di Nicoletta Cabassi che muove dal concetto neoplatonico di un corpo immaginabile per lavorare su un corpo inteso come strumento conoscitivo e insieme immaginifico, un corpo creato dalla danza.

Nicoletta lavorerà con gli allievi della scuola di circo ludico-educativo Circolarmente.

A seguire alle 18:00 “Tell me” a cura di NNChalance/NNCDanceLab con le coreografia di Eleonora Gennari e Valeria Fiorini.

Si tratta di una ricerca sulle connessioni e disconnessioni, sul punto di incontro.

Al Teatro al Parco dalle 19:00 si avranno invece: “Bianco” a cura di Cantieri Danza, con Monica Francia creato con gli studenti della scuola media Montanari di Ravenna all’interno del progetto CorpoGiochi a Scuola,  vuole valorizzare la partecipazione emotiva e la capacità di relazionarsi dei ragazzi.

A seguire alle 19:30 “Cerchi”, indagine intorno all’asse umana, a cura di Elisa Cuppini con un gruppo misto di ragazze tra cui allieve della coreografa Vilma Trevisan, vuole indagare i rapporti tra alcune parole chiave della ricerca coreografica e la scrittura fisica.

Una frase di Loredana Scianna merita di essere riportata, colpisce per la sua armonia e illustra con parole l’immagine scelta per questa manifestazione: “La mantide pop è il segno di come la danza sia qualcosa di estremamente connaturato in noi, non c’è nessuna distanza. Non c’è nessuna diffidenza possibile nei confronti del movimento.”

Non mancano ovviamente gli spettacoli, e per info più approfondite visitate le pagine dei due teatri di riferimento.

Europa Teatri https://www.facebook.com/europateatri/?fref=ts e Teatro delle Briciole https://www.facebook.com/teatrodellebricioleparma/?fref=ts, o direttamente l’evento dedicato  https://www.facebook.com/events/1668775183419305/

Questo il programma completo:

MAY DAYS
Incontro con la danza d’autore
Parma, dal 16 al 20 maggio 2017

Rassegna promossa da Europa Teatri e Teatro Delle Briciole, per valorizzare la giovane danza contemporanea e i processi di trasmissione e di interpretazione dell’atto creativo.
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PROGRAMMA

16 MAGGIO
Ore 19.30
Teatro Europa
INCONTRO CON CLAUDIA CASTELLUCCI
Conduce Gaia Clotilde Chernetich

Ore 21
Teatro Europa
VERSO LA SPECIE
Ballo della Scuola di movimento ritmico Mòra, basata a Cesena
direzione Claudia Castellucci

17-18-19 MAGGIO
Dalle ore 11 alle 16.30
CAPAS, sala prove
Università di Parma
ALPHABET
Sguardi – dialogo tra coreografi, danzatori, critici d’arte, studenti, dottorandi, studiosi
Laboratorio di gruppo nanou
Coreografo ospite Daniele Albanese
Con il patrocinio dell’Università di Parma

18 MAGGIO
Teatro al Parco
UNA SELEZIONE DALLA VETRINA GIOVANE DANZA D’AUTORE
In collaborazione con il Network Anticorpi XL
Ore 21
RE-GARDE
Interpretazione, regia e coreografia Francesco Colaleo

Ore 21.30
SOGGETTO SENZA TITOLO
Interpretazione e coreografia Olimpia Fortuni

Ore 22
HORIZON
Interpretazione e coreografia Manfredi Perego

Ore 22.30
INCONTRO CON GLI ARTISTI
Conduce Gaia Clotilde Chernetich

19 MAGGIO
PROGETTO BIOMA A PARMA
Ore 17.30
Teatro Europa
Ò(S)CHEMA
A cura di Nicoletta Cabassi
In collaborazione con Europa Teatri
Con la con la partecipazione degli allievi della scuola di circo ludico educativo Circolarmente

Ore 18
Teatro Europa
TELL ME
A cura di NNChalance/NNCDanceLab
Ideazione Eleonora Gennari e Valeria Fiorini 

Ore 19
Teatro al Parco
BIANCO
A cura di Cantieri Danza Ravenna
Ideazione Monica Francia

Ore 19.30
Teatro al Parco
CERCHI
Indagine intorno all’asse umana
A cura di Elisa Cuppini 
In collaborazione con il Teatro delle Briciole
Con un gruppo misto di ragazze, tra cui allieve della coreografa Vilma Trevisan

Ore 21
Teatro al Parco
PROMETEO: ARCHITETTURA
Quinto quadro del Prometeo
Progetto Simona Bertozzi, Marcello Briguglio

Ore 22
Teatro al Parco
INCONTRO CON SIMONA BERTOZZI
Conduce Gaia Clotilde Chernetich

20 MAGGIO
Ore 21
Teatro Europa
ALPHABET
Sguardi – dialogo tra coreografi, danzatori, critici d’arte, studenti, dottorandi, studiosi
Apertura al pubblico del laboratorio di gruppo nanou
Coreografo ospite Daniele Albanese
Con il patrocinio dell’Università di Parma
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BIGLIETTI
10 € Intero
8 € Ridotto (Under 25, Over 65)
5 € Ridotto (singolo spettacolo della serata del 18 maggio)
PROGETTO BIOMA 19 maggio: ingresso libero (prenotazione obbligatoria per capienza limitata)
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INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
Teatro delle Briciole c/o Teatro al Parco (18 e 19 maggio)
Parco Ducale 1, 43125 Parma 
Tel. 0521.989430 – biglietteriabriciole@solaresdellearti.it
www.solaresdellearti.it/teatrodellebriciole

Europa Teatri c/o Teatro Europa (16, 19 e 20 maggio)
Via Oradour, 14 – 43123 Parma
Tel. 0521.243377 – europateatridanza@gmail.com
www.europateatri.it

Le biglietterie aprono un’ora prima degli spettacoli.
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MAY DAYS è un’iniziativa promossa da Europa Teatri e Teatro delle Briciole, con il sostegno di Comune di Parma, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Emilia Romagna, Fondazione Monte di Parma, con il patrocinio dell’Università degli Studi di Parma, in collaborazione con ANTICORPI-Azioni per la danza d’autore, Network Anticorpi XL.

[Image licensed by Igor Siwanowicz]

Partecipate numerosi!!!

Isabella Grassi

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Via della Felicità

Isabella Grassi intervista Chiara Rubes circa lo spettacolo teatrale del 7 e 8 maggio prossimi

Salve a tutti!

Anche oggi mi avvalgo della preziosissima collaborazione della nostra inviata in quel di Parma Isabella Grassi che oggi intervista per noi Chiara Rubes. Il tema dell’intervista sarà lo spettacolo teatrale intitolato “Via della Felicità” che andrà in scena sabato 7 e domenica 8 maggio presso l’Europa Teatri a partire dalle ore 21.15.

Locandna spettacolo "Via della Felicità"

Ma ora è tempo che io la smetta di cincischiare e ceda la parola a Isabella Grassi e alla sua graditissima ospite:

All’Europa Teatri il 7 e 8 maggio andrà in scena lo spettacolo VIA DELLA FELICITA’, nella rassegna Materie Prime, come esito per il laboratorio condotto da Chiara Rubes e Gigi Tapella. Light designer Lucia Manghi, musiche di Patrizia Mattioli.

In scena: Lucia Bizzi, Maria Luisa Bonavita, Daniela Bragoli, Cristina Bricoli, Giuliana Costanzo, Elisa Del Sante, Cristiano Fornasari, Michele Gianferrari, Isabella Grassi, Vittoria Laudato, Beatrice Marconi, Simone Orlandini, Tiziano Reverbeli, Cosimo Urso.

 Vi voglio parlare di questo spettacolo non tanto perché nel cast ci sono anch’io ma soprattutto per l’argomento che viene sviscerato nell’opera e per come è stato realizzato il copione.

Al giorno d’oggi infatti è assai più agevole e forse attuale affrontare argomenti di politica, di questioni sociali, di argomenti scottanti di cui i media ci nutrono ogni giorno, mentre con questa esperienza, i registi e gli attori hanno voluto aprire un momento di riflessione su quello che dovrebbe essere il leit motiv della vita di ogni essere umano: la felicità.

A cos’altro dovrebbe tendere ogni individuo se non alla realizzazione di questo semplice ma assai arduo scopo?

In un mondo dove almeno da un punto di vista materiale tutto è a portata di tutti, dove non basta più un gelato, una caramella o la promessa di una gita domenicale a rendere felice i nostri figli, allora ecco che la scelta registica è stata quello di creare un testo attuale, calato nel nostro tempo, utilizzando come spunti creativi da un lato testi sacri come Amleto di Shakespeare e Giorni Felici di Samuel Beckett, dall’altro “prendendo in prestito” i personaggi del libro intitolato La Felicità di Lluis Anton Baulenas.

Vedremo quindi muoversi in scena i seguenti personaggi: Lucia la moglie dello scrittore non ancora edito e Luca, suo marito, una prostituta di nome Matilde, una donna Solitaria ma colta che nella sua follia che ci sorprenderà con i suoi testi, un musicista di strada di nome Ercole, due attori di strada: Nonnita che ci incanterà con i suoi nastri ed Eustaqui che si alternerà tra ruota della fortuna e monociclo, il cattivo della situazione  Demon, che però soggiace al volere della propria madre Donna Miquela, ma anche Ezecquiel che con le sue maschere ci riporterà indietro nel tempo, ed infine quattro elementi soprannaturali: l’Angelo della felicità, l’Angelo del tempo, l’Angelo della morte e l’Angelo della bambina morta.

In un contesto assai attuale quale quello della strada questi personaggi regaleranno agli spettatori la loro visione, la loro ricerca della felicità.

Ed ecco che Ezequiel usa le parole di Amleto e dice: “Qual capolavoro è l’uomo! Come nobile nell’intelletto! Come infinito nelle sue facoltà! Quale espressione ammirabile, ente nel suo volto, nel suo gesto! Un angelo allorché opera! Un Dio quando pensa splendido ornamento del mondo! Re degli animali! Ma per me che è questa quintessenza di polvere? L’uomo non mi alletta e nemmeno la donna, sebbene dal vostro sorriso si direbbe che non lo crediate… Che è?  Polvere.”

E Nonnita gli fa eco con una espressione assai più concreta: “Adoro questa strada la mattina presto, osservare le persone tutte indaffarate. La vita può essere dura, ma io conto su me stessa. I prepotenti dei palazzi dovranno vedersela con noi. È tempo di riscuotere questo debito. Ci toccherà mascherare l’amarezza, mostrare il nostro sorriso migliore… in fondo è questo che fa un artista…E si comincia la giornata.”

E ben si può comprendere come Matilde la prostituta di strada cerchi e dia conforto a Lucia, la moglie dello scrittore incompreso e che quindi alla frase dell’amica sul fatto che non capisce gli uomini e non capisce neanche il marito, le presti conforto sottolineando non solo la sua bellezza ma quella di tutte le donne per sottolineare come siano le donne a dar loro tutta questa importanza.

Riprova di ciò si avrà allorquando Luca a contrariis dirà alla moglie: “Sei sempre fuori, sempre in questa strada non parliamo più. Cerchi la vita qui. La cerco anch’io qui la vita! Per i miei personaggi! Per me! Mi faccio raccontare le storie di questa gente per dare la vita che manca ai miei libri come mi dicono gli editori!!! E la darò, la troverò anche per te la vita che ti manca!”

E gli angeli?

L’angelo nero alla espressione di Matilde “Io sono buona, puttana e felice”, non le permetterà una simile riduzione e così affermerà: “Cerca l’amore, cercalo dentro di te, dove si è nascosta impaurita la vera Matilde, ritrova l’amore per te stessa… per poter dare amore, devi prima amare te stessa. Sii virtuosa Matilde, la felicità consiste in un’attività virtuosa e questa deve essere l’attività suprema della virtù, la parte migliore della nostra natura e tanto più grande è la forza del pensiero e della virtù, tanto maggiore sarà la tua felicità”.

L’angelo della felicità rivolgendosi a Demon: Perché sei così arrabbiato perché tratti male le persone?”, non accetterà la sua risposta: “Perché sono persone da niente, piattole della terra”.

Ma forse il momento più aulico si avrà nel confronto degli angeli laddove l’Angelo del destino, affermerà: “Ma proprio voi che siete gli angeli non riuscite a guardare dentro l’anima? E non vedete la sofferenza, la vita triste che questa donna conduce?”

E così sempre in questa visione un po’ folle della vita giova ascoltare la Solitaria che brandendo uno spazzolino da denti esclama: “E’ questo che trovo meraviglioso che non passa giorno non passa quasi giorno senza un arricchimento del proprio sapere, per quanto minimo, l’arricchimento voglio dire.”.

Si può comprendere anche lo sfogo di Ercole che alla presenza dell’angelo della bambina morta afferma: “Nella mia vita ho dovuto ricominciare parecchie volte. Ho chiuso porte che non volevo chiudere, ho lasciato indietro persone che volevo al mio fianco, ho voltato pagina perché in quel momento era l’unica cosa giusta da fare.” E alla domanda angelica: “e com’è andata?” non può che affermare accompagnato dalle note del suo violino l’unica verità che conosce: “Sono rimasto solo. La verità è che lei se ne è andata, non ha creduto nel mio sogno, non ha avuto pazienza di aspettare il mio momento e … è andata via.”

E così si comprende anche come Donna Miquela, all’apparenza donna dura, risoluta ricercando il figlio Demon, non trovandolo, trattenendo il pianto cerchi di convincere se stessa ed affermi: “Io se voglio sono felice, basta solo che mi concentri.”

E se questi pochi brani, questi estratti del copione vi hanno coinvolto, allora non resta che dare ingresso alla mia intervista a Chiara Rubes, regista ed attrice teatrale, che con Gigi Tapella ha curato la regia di questo spettacolo, per scoprire non solo se e come i personaggi troveranno la loro felicità ma anche per cercare in se stessi la propria.

Uno spettacolo denominato  VIA DELLA FELICITA’, da dove nasce questo titolo?

Nasce dall’idea di cercare la felicità, cioè di fare un cammino verso la felicità.

Durante le improvvisazioni si è creato il contesto della ricerca, cioè la strada dove si ritrovano i personaggi che animano lo spettacolo.

Ognuno con un dramma più o meno nascosto, ognuno con una ambizione a migliorare la propria vita o se stessi.

Che cosa significa quindi felicità?

Per noi significa trovare il senso al proprio essere ed al proprio esistere.

Più che possedere o realizzare un desiderio è l’entusiasmo verso la vita, comunque essa sia.

Un entusiasmo che passa attraverso l’incontro con la propria interiorità più vera e con quella degli altri.

In sostanza è l’amore per la vita.

Com’è nata la costruzione drammaturgica?

Attraverso le improvvisazioni gli attori hanno creato l’ossatura dei dialoghi tra personaggi.

A tavolino si sono risolte le relazioni e le vicende narrate.

I personaggi sono frutto di libri tra personaggi teatrali (Amleto, Giorni Felici) ed il romanzo La Felicità di Lluis Anton Baulenas.

Ci vuole anticipare qualcosa dei personaggi?

I personaggi sono tutti a tinte crude e fortemente archetipici.

Dall’artista che fatica a realizzarsi al mafioso prepotente e arido.

Ognuno deve rispondere teatralmente alle tre domande sulla felicità dove vuoi andare, con chi, perché, e durante l’azione scenica i personaggi intravvedono la strada che dovrebbero camminare per incontrare la felicità.

In questo percorso sono spiati e spinti inconsapevolmente da quattro figure irreali che vogliamo identificare in angeli o coscienze.

Sono infatti gli angeli che sfidandosi tra loro portano gli umani su questa via per cominciare la loro giornata e la loro felicità.

Come sono state scelte le musiche che accompagnano lo spettacolo?

L’elemento musicale è stato interamente affidato a Patrizia Mattioli, musicista e compositrice, per ricreare le atmosfere tra umano e oltre umano di cui lo spettacolo è una visione.

Com’è stato secondo il punto di vista degli attori partecipare a questa proposta creativa senza testo già scritto?

A questa domanda hanno risposto gli attori, in ordine sparso:

Positivo, molto positivo.

Stimolante, divertente, mi ha messo in discussione.

Mi ha dato l’occasione di mettermi in gioco con un personaggio appartenente ad una realtà diametralmente opposta alla mia. E’ stato molto interessante soprattutto il modo di mettermi in gioco.

Interessante, creativo, liberatorio trovare qualcosa dentro di sé, che era nascosto e non sapevi prima di avere.

Coinvolgente, interessante il misurarsi con la propria fantasia.

Mi ha coinvolto il fatto che nella via della felicità sussistano diversi personaggi completamente slegati tra loro, e l’aver creato le diverse relazione tra questi personaggi.

Mi è piaciuto perché è imprevedibile il testo non scritto, e può lasciare margine di creatività a chi ha contribuito alla stesura del testo.

E’ stato un lavoro interessante, impegnativo con la possibilità di esplorare sfaccettature inconsuete durante la costruzione del personaggio. La difficoltà ma anche la soddisfazione è stato creare le dinamiche tra i personaggi.

E’ stato interessante perché è un lavoro nel quale si può lavorare con la creatività, sulla improvvisazione, quindi sul mettersi in gioco.

Stancante, molto difficile, penso che ci darà soddisfazione ma fino all’ultimo rappresenta un incognita.

E’ stato interessante e mi ha aiutata a far venire fuori degli aspetti e delle qualità che erano nascoste ed a sviluppare la creatività.

Una esperienza davvero esaltante dal punto di vista attoriale. Si cerca di dare una sfumatura epica e proprio per questo è stato motivante per chi si proponeva nello studio del proprio personaggio.

Meraviglioso, molto stimolante.

 

Altro elemento dello spettacolo è quello delle luci. Cosa ci può dire in merito il light designer Lucia Manghi?

Il mio modo di fare le luci consiste nel sottolineare, cercare di aiutare il clima dello spettacolo.

 

Sempre alla regista invece il compito di concludere l’intervista.

Perché uno dovrebbe venire a vedere lo spettacolo?

Perché è molto utile, ed insieme al divertimento lo spettatore può dedicarsi alla propria felicità e capire cos’è veramente “sensato” nella vita.

 

Perché vorrebbe mandare in tournée lo spettacolo?

Perché la mia ricerca sulla felicità è un desiderio sia per me che per gli altri. Sarebbe importante quindi far circuitare questo spettacolo per diffondere il più possibile questo messaggio.

 

Non resta quindi che andare a vedere all’Europa Teatri di Parma lo spettacolo che andrà in scena il 7 e 8 maggio e qualora interessati a favorire questa voglia di diffondere la felicità, richiedere al teatro stesso eventuali repliche in altri teatri.

Con la speranza di avervi stimolato e regalato un po’ di felicita, vi saluto e vi raccomando altresì la lettura dei libri cui registi ed attori hanno preso spunto e che ho citato in questo articolo.

Isabella Grassi

Locandna spettacolo "Via della Felicità"

La Lettrice Assorta

"Non ci sono libri morali o immorali. Ci sono libri scritti bene e scritti male" (Oscar Wilde)

iriseperiplo.wordpress.com/

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