Buondì a tutti

Una voragine colma di… merendine

Salve a tutti!

Per questo sabato torniamo a ospitare, con un articolo della nostra inviata dalle terre parmensi Isabella Grassi.

Preparatevi ad essere stupiti!

Una voragine colma di?

Se oggi giocassi a “un treno carico di…” risponderei: merendine.

La pubblicità del Buondì Motta in questi giorni sta letteralmente invadendo tutto l’etere.

Dal mitico Carosello che segnava l’orario per andare a letto, si è giunti al format attuale.

Oggi siamo tutti psicologi, sociologi, insegnanti etc etc, e siamo pieni di  considerazioni sui valori morali di tutto ciò che ci circonda, quindi anche della pubblicità del Buondì Motta.

Io e la mia famiglia dopo aver visto i primi due spot, ne arriverà presto un terzo con protagonista il postino, abbiamo riso tanto, e ci sono piaciuti.

Siamo figli del consumismo e non riusciamo a ragionare in altri termini, ma viviamo un momento di recessione dove questo sapore catastrofico si inquadra bene.

Ho digitato su vari  social #buondimotta ed è impressionante scoprire quanti post sono stati dedicati al prodotto e quanti video sono stati ispirati dalla pubblicità suddetta.

Il mondo odierno è catastrofico, e la meteorite bene si inquadra nella nostro vivere quotidiano, dove ormai nulla ci sorprende, e dove forse serve andare contro la regola: nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.

Urta il fatto che la bimba, che parla un insolito italiano forbito, rimanga orfana dei genitori?

Rimarrà nel futuro questa meteorite? Forse non molto, ormai le pubblicità lasciano il tempo che passa, e non senti più canticchiarne le melodie.

Il tempo quindi farà da giudice e testimone.

Ora vi racconto la mia versione della pubblicità, com’è nata e come evolve.

Ieri mio marito è andato a fare la spesa ed è tornato con una confezione di Buondì Motta.

Dopo lo stupore iniziale a me e mia figlia è venuta spontaneo sottolineare come sia potente una pubblicità martellante.

Anche se forse più che lo spot, sono state efficaci le polemiche che ne sono nate.

Così è nato il trailer: “Sono arrivati i Buondì Motta”, che trovate sia sul mio canale youtube che sui vari social, dove i protagonisti sono mio marito e mia figlia Alessandra.

Oltre all’hashtag #buondimotta ho coniato #buondimottailoveyou.

Oggi io, mio marito e l’altra mia figlia Eleonora abbiamo preso il tè con i Buondì Motta.

Ho apparecchiato con un servizio da tè francese anni trenta, e ho sorseggiato un Earl Grey della Lipton, facendo la “scarpetta” con il Buondì Motta.

PS: comunque preferisco i biscotti, almeno con il tè.

Riproveremo con il cappuccino in stile Nanni Loy.

Isabella Grassi

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Tom Sawyer in viaggio

Mark Twain e le avventure di Tom, Huck e Jim in viaggio sul pallone

Salve a tutti!

Tom Sawyer in viaggioQualche mese fa ho ricevuto dal service editoriale “Il Quadrotto” un paio di ebook editi da “Landscape Books“, casa editrice che sta ridando visibilità a vecchi classici che si sono un po’ perduti tra le brume degli anni. Il primo dei due ebook che, con colpevolissimo ritardo, vado a presentare e commentare è “Tom Sawyer in viaggio” di Mark Twain. Il testo è stato inserito dalla casa editrice nella collana Aurora che raccoglie, cito alla lettera quanto riportato dal sito della “Landscape Books“, “Gli introvabili della letteratura, italiana ed estera. Classici dimenticati o mai più ritradotti, scoperti e riportati alla luce in ebook ad alta accessibilità.  “Aurora” si chiama così in omaggio alla storica casa editrice fondata negli anni Trenta da Gian Dauli, uno dei pionieri dell’editoria italiana. Se l’Aurora di Dauli si proponeva di portare sul nostro mercato i grandi scrittori anglosassoni allora quasi sconosciuti, la “nostra” riporta alla luce dei classici ormai introvabili nei cataloghi oppure mai arrivati da noi. Vere pietre miliari della narrativa, anglosassone e non solo.”

Tom Sawyer in viaggioIl racconto narra di Tom, Huck e Jim i quali, cito sempre dal sito della “Landscape Books“, “tornati a casa dopo gli eventi narrati ne “Le Avventure di Huckleberry Finn”, Tom, Huck e Jim si ritrovano a bordo di una mongolfiera guidata da un professore pazzo. Rischiando ripetutamente la vita, i tre amici affronteranno belve feroci, criminali e attraverseranno mezza Europa e l’Africa prima di poter rimettere piede sul suolo americano.”

Nel racconto il lettore può incontrare nuovamente alcuni dei personaggi che sono entrati ormai a far parte del bagaglio culturale di quei “ragazzi ora un po’ cresciuti” che hanno potuto amare Tom Sawyer, Huckleberry Finn e il nero Jim e ce li ripropone in una serie di avventure e peripezie capaci di incollare i lettori alle pagine del racconto per la curiosità di scoprire cosa accadrà.

L’ebook “Tom Sawyer in viaggio” di Mark Twain è realizzato con un sistema, l’ePub3, adatto alla miglior fruibilità possibile anche per i sistemi di lettura assistita.

Come sempre in questi casi il mio ringraziamento va alla responsabile dell’Ufficio Stampa de “Il Quadrotto” per avermi dato la possibilità di scoprire questa straordinaria casa editrice, il cui catalogo è molto ricco e in continuo aggiornamento.

Naturalmente il mio grazie di tutto cuore va anche a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione che, una volta di più avete deciso di dedicarmi!

Buona serata e, come sempre, Buona lettura, magari proprio con uno degli ebook del catalogo della “Landscape Books“!

Arrivederci alla prossima!

Con simpatia! 🙂

Tom Sawyer in viaggio

Due novelle per un’opera teatrale

Un berretto a sonagli di verità e obblighi

Salve a tutti!

Edizione Oscar serie Teatro e Cinema

Contiene:
Il berretto a sonagli;
La giara;
Il piacere dell’onestà

Come sapete fin troppo bene io ho una passione a dir poco sconfinata per Luigi Pirandello e la sua opera. Al Genio di Girgenti ho dedicato, sia qui che altrove, vari interventi. Recensioni, commenti dai quali ho persino ricavato un paio di ebook su Amazon: uno inerente il mio commento a “Sei personaggi in cerca d’autore” ed il secondo una raccolta dei miei vari “pezzi pirandelliani”.

Stasera torno ad occuparmi di colui che è uno dei miei autori preferiti, autore al quale devo la fortuna dei miei orali di maturità, per commentare un’opera teatrale tra le più note di Luigi Pirandello: “Il berretto a sonagli“, appunto; berretto a sonagli che simboleggia qui la perfetta riconoscibilità, potremmo quasi dire la tangibilità, della pazzia.  Quest’opera teatrale in due atti è basata, sembra quasi una coincidenza, su non una ma bensì due novelle, entrambe riunite nella raccolta intitolata “Novelle per un anno“. Le due novelle s’intitolano rispettivamente “La verità” e “Certi obblighi“. Nella prima troviamo come protagonista un uomo, il signor Tararà (userò qui il solo soprannome per comodità), il quale deve rispondere, dinnanzi alla Corte d’Assise dell’omicidio della moglie che lo aveva tradito con un ricco uomo abitante nello stesso paese. Ne “La verità” il signor Tararà, davanti al Presidente della Corte, alla Giuria, agli avvocati e al pubblico, dice la verità, appunto,  suscitando, nel dirla, l’ilarità diffusa di quanti lo ascoltano. Persino il Presidente della Corte ad un certo punto cede al riso o, quantomeno, ad un sorriso. Questo perchè la verità, quando la si ascolta, suscita ilarità. La gente ride e pensa di colui che si prende la libertà di dirla: “E’ pazzo!”

Nella seconda novella, quella intitolata “Certi obblighi” il protagonista è un lampionaio il quale viene dileggiato dai compaesani per via del comportamento assai allegrottolicenzioso della moglie. Lui sopporta per parecchio fino a quando, un giorno, scoppia e decide di assolvere a quelli che sono i propri obblighi di marito offeso nell’onore e, sceso dall’ultimo lampione, se ne parte in direzione di casa propria convinto ormai a compiere una carneficina, ad ottenere una sanguinosa soddisfazione dello sfregio, anzi degli sfregi, sfregi e sberleffi, che i tradimenti della moglie gli hanno causato. Giunto a casa si avventa prima sulla moglie e quindi si mette alla forsennata ricerca dell’uomo col quale la moglie aveva consumato i propri tradimenti. Trovatolo e visto che si trattava del suo principale, un cavaliere, un uomo in vista, egli, dopo aver tirato un pugno in faccia alla moglie per aver costretto un così rispettabile uomo a rischiar la vita su di un cornicione, convince l’uomo ad andare cinque minuti nello sgabuzzino, perchè, come dice il protagonista, deve comunque salvare l’apparenza. Quindi, con il principale nello sgabuzzino egli va alla finestra vista strada per gridare ai curiosi che erano giunti fin lì con lui, che non aveva trovato nessuno e che, se non gli credevano, potevano pure salire a controllare. Però non c’era più nessuno. Il gruppo, già assottigliatosi, in quanto impaurito dalla furia dell’uomo, lungo il tragitto, si era dissolto completamente da quando lui era salito in casa.

Delle due novelle che vi ho presentato ne “Il berretto a sonagli” si ritrovano, presa dalla novella “Certi obblighi” la necessità di salvare la faccia dalle apparenze e dalla novella “La verità” invece viene presa quella che potremmo definire “l’inutilità (verso gli altri) del dire la verità“; verità che, come dicevo parlando della novella “La verità“, provoca in chi l’ascolta solo risate suscitando negli stessi ascoltatori la convinzione che colui il quale pronuncia tale verità sia, indiscutibilmente e irrimediabilmente “Pazzo! Pazzo da chiudere!“, come dice il signor Ciampa nell’opera teatrale. Tema comune alle due novelle riportato nell’opera teatrale è poi quello del tradimento del quale ottenere soddisfazione. Soddisfazione effettiva nella novella “La verità” ed invece solamente di facciata nella novella “Certi obblighi“.

Grazie a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla prossima!

Buonanotte e, come sempre, Buona lettura!

Con simpatia! 🙂

Che cos’è l’Arte ? di Monica Pasero

Arte potrebbe cadenzare così Image

 A come amore

R  come rispetto di se stessi 

T  come terapia

 E  come estro

 Incuriosita da questa balzana riflessione, che stamani ha riempito la mia testa mescolandosi con gli altri  mille miei pensieri, ho deciso di fare una piccola ricerca per trovare la vera definizione  di arte.

Wikipedia cita “L’arte comprende ogni attività umana che conduce a forme creative di espressione estetica!”  e non solo aggiungo io.

Per cui, se ho ben capito ognuno di noi è un artista, occorre solo saper cogliere la sfumatura più adatta alle nostre capacità.

Tutti noi, in fondo all’ anima siamo artisti, anche se non tutti possono o vogliono tirar fuori la loro espressività, ma  io sono convinta  che l’arte  sia parte di noi  dalla nascita dei tempi. Image

Le due cose sono strettamente correlate,l’amore, il sogno la speranza sono sentimenti  umani che profumano già d’Arte in se, e come l arte sono rivelazioni dei nostri desideri.

 Questi nostri sentimenti,  nell’ arte si trasformano in mille forme ed espressioni che vanno colte dalla sensibilità degli animi.

 Un dipinto nei suoi colori, nelle sue mille sfumature, può trasmettere pace e appagamento interiore. Una melodia  può riempire i silenzi  e animare il cuore. Lo stesso vale per i versi di una poesia o di un buon libro che possono farci spaziare, rammentando in noi vecchi ricordi o dolci speranze future,

ma l’arte non è solo  questa, l’arte la puoi trovare in una risata,che esce dal cuore,spontanea e leggera si manifesta in tutta la sua essenza procurando piacere agli occhi e al cuore,proprio come farebbe la vista di un bel quadro.  Concludendo l’Arte è una forma universale d’espressione! Siamo tutti artisti di noi stessi. Pensiamo solo al grande capolavoro che uomo e donna Imagecompiono nella manifestazione dei loro sensi, creando la vita .

Monica Pasero

Intervistatori involontari

Salve di nuovo a tutti voi!

Sorpresa! Sorpresa! Sorpresa! Pensavo di scrivere solo l’intevento di prima e poi chiudere ma, forse per non lasciarvi proprio solo con quelle note amare, sconfortate e sconfortanti ho deciso di rimettermi a battere sui tasti del mio portatile, stavolta per parlarvi di qualcosa di più leggero e allegro.

Spesso capita di aver timore ad effettuare un’intervista adducendo come ragione di questi “Grandi Rifiuti” la motivazione: “Non ne sono capace! Non riesco a intervistare nemmeno il mio pesce rosso, figurarsi una persona che a mala pena conosco!”

E poi ci si trova, tranquillamente, sera dopo sera, a chattare con gli amici, su Facebook, su Skype o su Messenger…

E che cosa sono mai queste chiacchierate virtuali se non una specie di intervista, fatte come sono di botta e risposta e di un sacco di domande?

Sapete quale può essere la verità? La verità può essere, anzi è, che se noi alle cose cambiamo nome le demitizziamo e ci sentiamo più sicuri. Aveva un bel far dire il Bardo a Romeo (mi pare almeno fosse Romeo) che: “Una rosa profumerebbe forse di meno se avesse un altro nome?

Forse una rosa se anche se non si chiamasse rosa profumerebbe allo stesso modo ma, sta di fatto, che se noi un’intervista la chiamiamo chiacchierata amichevole la affrontiamo più a cuor leggero!

Di questo fatto mi sono reso conto, in questi ultimi giorni, io stesso!

Più d’una volta mi sono trovato in chat con persone che ho intervistato su queste pagine nelle scorse settimane e durante queste chiacchierate virtuali mi sono trovato a fare parecchie domande, di vario tipo, e più d’una volta mi sono sentito tentato di dire alla mia compagna di chat: “Caspita! Stiamo facendo una nuova intervista! Che ne diresti se prendessi le domande e risposte di stasera e ne imbastissi una nuova intervista?” Poi non ho detto nulla ma, vi assicuro, che queste chiacchierate in chat erano, in tutto e per tutto, delle interviste, nè più nè meno!

E quindi non è vero che non siamo in grado di imbastire un’intervista che sia in qualche modo credibile! Lo possiamo fare senza problemi! Basta che la vediamo come una normale conversazione e il gioco è fatto!

Grazie a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione che mi avete nuovamente voluto dedicarmi!

Arrivederci alla prossima!

Buona notte e Buon fine settimana!

Con simpatia!

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