Spazio al personaggio. Giovanni Bertani

Giovanni Bertani e i concorsi letterari

Salve a tutti!

In questa serata torno ad affacciarmi tra queste pagine per presentarvi la nuova “puntata” della rubrica “Spazio al personaggio“, ideata e portata avanti dalla nostra bravissima inviata dalle terre parmensi Isabella Grassi, la quale, stavolta, intervista Giovanni Bertani, noto per essere il “papà” di Bobby Lago, protagonista del romanzo “Il Grisbì” edito da Edizioni Forme Libere.

Ritratto di Giovanni Bertani

Ma ora basta perdere tempo. È tempo che ceda la parola a Isabella e al suo graditissimo ospite al quale vi invito a dare il vostro più caloroso benvenuto:

Spazio al personaggio, una piccola incursione nel mondo della cultura, del teatro, dello sport, della musica e di quanto ci rende piacevole la vita, a cura di Isabella Grassi.

Il primo semestre del 2017 sta volgendo al termine, e per fare un primo bilancio della mia esperienza letteraria oggi vi presento Giovanni Bertani, non nella sua veste di autore di romanzi ma come voce per parlare del mondo dei concorsi letterari.

Su questo blog ho già avuto modo di presentarvi Giovanni perché è con la sua intervista nella rubrica dedicata ai libri, che ho inaugurato la mia collaborazione, e vi parlo sovente del suo primo romanzo e con lui curo la rassegna “un pomeriggio in giallo” dedicata alla presentazione di autori dediti al genere.

Con lui ho frequentato quest’anno due fiere letterarie, il Buk di Modena e la prima edizione della Fiera del Libro di Milano, e ho volutamente deciso di non andare a quella di Torino.

Liquido velocemente la questione “fiere del libro” con una sola domanda.

Giovanni, quale ritieni sia il significato delle Fiere del Libro e la loro utilità?

Ritengo che le Fiere del Libro siano utili soprattutto per i lettori e per le case editrici, non per gli autori.

I lettori possono trascorrere del tempo tra i libri, girare tra i vari stand alla ricerca di nuovi spunti di lettura e/o edizioni particolari, altrove introvabili.

Le case editrici, soprattutto quelle piccole hanno con le fiere l’opportunità di farsi conoscere, di farsi apprezzare direttamente dai lettori e se sono intelligenti possono utilizzarle per la promozione dei loro autori.

Passando ora al mondo dei Concorsi Letterari, vorrei che tu mi facessi, se esiste, un distinguo tra concorsi per romanzi e concorsi per racconti. So che tu hai partecipato con successo in entrambi i generi.

Sì io, da autore esordiente ho partecipato con il romanzo Il Grisbì (Forme Libere Editore), al concorso letterario IoScrivo arrivando terzo, e con il racconto “Un altro ballo…” al Premio Letterario in onore di Alda Merini ho ottenuto il 2° posto nel genere narrativa, infine il racconto “La neve il giorno prima della fine del mondo” in quanto racconto selezionato all’interno del Concorso letterario Racconti emiliano-romagnoli, RuleDesigner, è stato pubblicato nell’antologia “Racconti Emiliani” a cura di Stefano Andrini edito da historica.

Ritengo che il mondo dei concorsi letterari sia molto dispersivo, per usare una espressione soft, più finalizzato a far vendere agli autori vincitori ed alla loro cerchia di amici e conoscenti che non per promuovere qualità.

Il problema base penso sia diretta conseguenza del fatto che la gente non legge o si interessa poco alla parola scritta.

I concorsi sono poco pubblicizzati, la loro diffusione infatti per lo più è affidata ai canali dei singoli autori.

Avverto uno screditamento generale dei concorsi, specialmente dei maggiori con una progressiva perdita di credibilità laddove sembra che le grandi casi editrici abbiano un vero e proprio ufficio acquisto dei concorsi letterari.

Volendo operare un distinguo tra concorsi per romanzi e concorsi per racconti, al fine di dare una spinta verso l’alto alla qualità ritengo che siano i secondi quelli maggiormente importanti.

I racconti infatti possono e debbono riprendere parte attiva nel mondo editoriale, e sarebbe importante che le case editrici stesse se ne occupassero.

Se un autore edito volesse dedicarsi a questo genere e fosse la casa editrice a fare da filtro e a proporre i racconti dei propri autori nei singoli concorsi la qualità farebbe inequivocabilmente un balzo in avanti.

Si dovrebbe solo inserire un distinguo nei vari concorsi tra autori editi ed autori inediti, lavorando quindi su un doppio binario.

Non credo invece ai concorsi letterari per romanzi, perlomeno quelli minori.

Non ci credo in quanto per lo più sono per genere. Un libro prima di tutto deve essere scritto bene e ciò deve essere indipendente dal genere.

Anche nei concorsi riservati ai romanzi reputo importante l’intermediazione (almeno per quelli editi) della casa editrice, che deve fare da portavoce dei propri autori e porsi quindi come terza tra gli stessi e la giuria che li esaminerà.

Per un autore inedito, ovviamente il discorso cambia e può essere un modo di farsi notare e crearsi un curriculum.

Cosa ti spinge verso i racconti e perché ritieni che siano importanti?

Io mi sono affacciato al mondo letterario con un racconto, scritto che ero ancora un liceale.

Avverto al giorno d’oggi la mancanza di un canale espressamente dedicato ai racconti che abbia una tiratura a livello nazionale.

Non va dimenticato, o per lo meno io non posso dimenticare che molti grandi autori sia italiani (cito ad esempio Collodi, ma anche Pirandello) che stranieri (uno fra tutti Ernest Hemingway), pubblicavano i propri scritti su riviste o giornali sia romanzi a puntate che veri e propri racconti.

Questo canale oggi manca completamente.

Quale pensi sia il limite del mondo editoriale odierno? 

Ritengo che manchi una corretta impostazione dell’editoria, che non riesce a far crescere il numero dei lettori. Anche i premi letterari importanti portano premi in denaro all’autore, ma non garantiscono la tiratura del libro, non implementano la sua diffusione come dovrebbero.

In conclusione quindi, a cosa servono i Concorsi Letterari?

L’autore oggi scrive per lo più per sé stesso, per amore della scrittura, in quanto è solo eventuale che qualcuno al di fuori della propria cerchia possa affrontarne la lettura. Ritengo che i concorsi letterari siano importanti per l’autore perché tramite gli stessi riesce a misurarsi ed a confrontarsi con altri. I concorsi letterari quindi migliorano l’autore e fanno acquisire allo stesso una maggiore consapevolezza di sé.

Saluto quindi Giovanni Bertani e mi permetto di chiudere questa intervista con una mia personale riflessione.

Io mi sono affacciata a questo mondo due anni fa, cercando di capire come un autore possa raggiungere la pubblicazione del proprio lavoro partendo da zero, cercando di capire come una volta pubblicato un romanzo possa essere conosciuto, ed ho quindi speso parte del mio tempo per cercare di aiutare autori in questo campo.

Visto che voglio fare un bilancio, devo dire che c’è molto lavoro da fare, molto da imparare, ma soprattutto servono lettori, serve amore per la cultura.

Impariamo a leggere, impariamo a pensare, impariamo a vivere!

Isabella Grassi

Giovanni Bertani intervista Marta Bardi

Per “Un pomeriggio in giallo” Il maresciallo Flaviani incontra Bobby Lago

Salve a tutti!

Torno tra voi stanotte per segnalarvi un nuovo appuntamento per la rassegna “Un pomeriggio in giallo“. Durante questo nuovo incontro, che avrà luogo presso la Libreria Mondolibri di Parma, venerdì prossimo, 26 maggio 2017, a partire dalle ore 17.30, Bobby Lago incontrerà il maresciallo Flaviani. Il personaggio del maresciallo Flaviani è nato dalla fantasia e dal talento di Marta Bardi che, come i più assidui frequentatori del nostro blog ricorderanno, è già stata ospite, nel settembre scorso, della nostra Isabella Grassi in una delle sue bellissime interviste-recensioni.

Per tutti i dettagli relativi a questo imperdibile evento cedo la parola e lo spazio alla nostra impagabile inviata da Parma Isabella Grassi:

UN POMERIGGIO IN GIALLO

“Il maresciallo Flaviani incontra Bobby Lago”

APPUNTAMENTO DI MAGGIO

26 Maggio 2017 ore 17:30

Libreria Mondolibri – Mondadori Point

B.go Regale 1 – Parma

Giovanni Bertani presenterà tramite il suo Bobby Lago

Marta Bardi e il suo maresciallo Flaviani

ed il romanzo  “I vicoli stretti di Poggio Sant’Elvio”, (Pietro Macchione Editore – 2014).

 

“La vita di una borgo tranquillo affacciato su un lago.  un piccolo albergo, una trattoria  “da Corinzio specialità emiliane e non solo”, lo studio di un notaio, la Chiesa, un centro commerciale,  un teatro, piazzette e vicoli, stretti perché è un borgo antico con un centro storico vasto e poco frequentato dalle automobili, dove tutte le strade hanno nomi di mestieri antichi..

A sconvolgere tutto, un killer. Che si inserisce nella vita di una famiglia.

la famiglia Capineri: una madre Brenda, vedova da poco, e le sue cinque figliole, Serafina, Maria Carla, dafne, Orietta, Matilde.

Toccherà dunque a Flaviani cercare di risolvere il mistero. A lui trovare il colpevole.”

 

Il libro si presenta quasi come un copione di un’opera teatrale, con il lungo elenco dei personaggi, rigorosamente in ordine alfabetico ed una breve descrizione del loro ruolo.

Singolare come l’autrice indichi per lo più il mestiere svolto dal personaggio e troviamo quindi il capitano di polizia De Fabris, il maresciallo Flaviani, ma anche Fedora Piergiorgi nel ruolo di segretaria del notaio, Claudio Ersili appunto il notaio, per poi passare semplicemente ai ruoli di parentela per cui abbiamo la madre, il padre, varie sorelle, mariti, mogli, amanti, e parenti vari, quasi a sciorinare un intero albero genealogico.

Come ogni copione che si rispetti, ha anche un prologo intitolato Il Casolare di Dafne ed alla fine L’Epilogo.

Tutto il romanzo si dipana in scene e controscene, e l’autrice si preoccupa sempre di farci sapere, il luogo ed il momento di ogni singola azione.

Ed anche il metodo di indagine del maresciallo Flaviani e dei suoi collaboratori segue uno schema.

Sintomatico il capitolo intitolato “Eppure un legame” non solo per il titolo che da solo racchiude tutto il romanzo, evidenziando come ogni cosa, ogni fatto, ogni vicenda sia strettamente legata all’altra, ma soprattutto perché nella ricerca del legame tra i vari omicidi il maresciallo cerca un ordine e dopo averli elencati, prova a metterli in ordine di data, ma non basta, allora allarga lo schema, cerca corrispondenze, e sintomatica appare la frase “… Un killer dotato di una certa ironia. Sempre che sia opera di una sola persona.” Si l’ironia nel romanzo non manca, non mancano i sentimenti, e non mancano le preoccupazioni.

Poche pagine dopo sempre cercando spiegazioni è sempre il maresciallo che sconvolto rivela ai suoi collaboratori: “Ora, le motivazioni di tutta questa serie di omicidi io non le ho. O forse ce le ho sotto il naso e mi rifiuto di vederle”.

Si rivela così il lato umano del personaggio.

Leggete il romanzo per scoprire ed apprezzare il maresciallo Flaviani.

Buona lettura.

Durante l’incontro verranno fatte brevi letture tratte dal romanzo a cura di Isabella Grassi.

Venite quindi a conoscere Giovanni Bertani e Marta Bardi, i loro romanzi ed i loro personaggi, e continuate a seguire la rassegna “Un pomeriggio in giallo”.

Evento fb: https://www.facebook.com/events/113622175883733/?fref=ts

Isabella Grassi

Giovanni Bertani a One Tv Show

Bobby Lago e i suoi prossimi impegni

Salve di nuovo a tutti!

Passo ora a  presentarvi i prossimi impegni di Bobby Lago. Ecco a voi il comunicato ufficiale con tutti i dettagli:

GIOVANNI BERTANI ed il suo IL GRISBI’ (Forme Libere Editore)
Approda a ONE TV SHOW nella puntata del 5 Aprile 2017.
Sul Canale 112 DDT Lombardia non perdetevi l’intervista di Giovanni Bertani.
Serata speciale con inizio alle 21:00.
Così sulla pagina fb l’annuncio:

PUNTATA SPECIALE mercoledì 5 aprile! Inizieremo eccezionalmente alle 21:00 e ci verranno a trovare tantissimi ospiti! Saranno con noi: il crooner italiano Matteo Brancaleoni; le sosia di Liz Taylor e Lady Gaga; gli esperti di cinema Ivan Brusa e Paolo Riva; lo scrittore Giovanni Bertani; il duo comico “I Virus”; le poetesse Anna Maria Lombardi e Marina Marini; la scrittrice Tiziana Viganò ci farà immergere nelle gelide acque del Titanic e Marzia Astorino presenterà i suoi libri.
Non mancate!
Vi aspettiamo alle 21:00 su Onetv nbc (canale 112 in Lombardia) e in diretta streaming su http://www.onetvnbc.it
Per interagire in diretta SMS al 331 20 99 557.
Consultate la pagina per approfondimenti:
https://www.facebook.com/paolomuzioshow/?pnref=story

DOPPIO APPUNTAMENTO per il TOUR in Toscana
di Il Grisbì (Forme Libere Editore) di GIOVANNI BERTANI

Alla Libreria Nina
in Via Mazzini 5a, Pietrasanta (LU)
Venerdì 7 Aprile 2017
Ore 18:00
e
Alla Libreria Lettera22
in Via Mazzini 84/86,
Viareggio (LU)
Sabato 8 Aprile 2017
Ore 18:00

Chiara Lecito
presenta:
Giovanni Bertani
ed il romanzo Il Grisbì (Forme Libere Editore 2015)
“Bobby Lago: contrabbandiere uscito di prigione sulla cinquantina conduce una vita onesta ma è ormai consegnato ad un destino solitario e malinconico. Una mattina la sua esistenza immobile viene sconvolta da un rapinatore ben vestito che fa coppia con una donna dal naso impertinente, molto abile con le pistole.
Scambiato per un complice, non gli resta che darsi alla macchia, Quella che doveva essere una semplice fuga si trasforma ben presto in una lotta estenuante. Cinico e disincantato, sedotto dal desiderio di una vita migliore e a suo modo idealista, Bobby Lago è un duro e puro. Alla fine ritroverà l’uomo che era, ma dovrà fare i conti con la sua solitudine e con un passato ossessivamente presente, che non lascia scampo neppure ai peggiori.”

I protagonisti di questo noir, definito a torto o a ragione un hard boiled, sono estranei fino al giorno prima, e si ritrovano in una fuga con un malloppo che potrebbe cambiare le loro vite. Non hanno nulla in comune se non il desiderio di godersi la loro parte della rapina. Quello che doveva essere un viaggio perfettamente pianificato si trasforma presto in un continuo assedio, dove inseguiti e inseguitori, rapinatori e rapinati, affronteranno degli ostacoli sempre più difficili e inaspettati. È l’inizio di un profondo legame che cresce nel corso dei tre giorni in cui si snoda la vicenda. Jack insieme ai soldi ha rubato una busta sigillata dal contenuto ignoto e scomodo, che interessa a molte persone influenti.
Bobby Lago è un uomo, un uomo che si comporta da tale.
Bella tiene fede al suo nome, e come ci aspetterebbe porta i tacchi a spillo, ma spara come un uomo.
Cinzia, in arte Samantha è forse la più femminile, ma ha una doppia vita, due facce.
Marg, è la donna che più conosce Bobby Lago, che più lo comprende, quella che sa sempre, dove e come trovarlo, quella dalla quale lui scappa, anche se…
Ma non sono solo i sentimenti a dare animo ai personaggi, ma la loro umanità, infatti “tutti e quattro, o forse cinque, sono persone vere, non semplici personaggi, persone che hanno desideri, e perfino bisogni corporali, che amano, odiano, e vanno in bagno.
Questi sono i momenti di rottura, i momenti dove il personaggio diviene appunto persona, dove il lettore si riconosce, dove si rompono gli schemi, dove sembra quasi di guardare nella macchina da presa, di essere il protagonista che ammicca allo spettatore, ed allora la lettura diventa cinema e teatro.
Mano che la lettura procede le immagini scorrono velocemente, ed il lettore ne diventa protagonista in quanto la loro descrizione da narrazione diviene reportage, dove il narratore sembra un cameraman con videocamera a spalla.
Non potendo ricorrere quindi a montaggi ed effetti speciali, Bobby Lago ricorre a trucchi molto semplici e così la sua personalità emerge quando ricarica le armi, quando decide le strategie, quando sceglie con chi allearsi.
Saranno questi “trucchi” da uomo vero a salvarlo e a condannare gli altri.
Ed ecco che l’autore porta il lettore a condividere le idee di un delinquente, perché Bobby è un puro, un semplice, uno di cui nonostante tutto ci si può fidare.
Bobby Lago è.
Durante l’incontro verranno fatte brevi letture tratte dal romanzo a cura di Isabella Grassi.
Venite quindi a conoscere Giovanni Bertani ed il suo romanzo.
Eventi:
https://www.facebook.com/events/1635792039771536/
e
https://www.facebook.com/events/627599117429297/

Isabella Grassi

Gaia incontra Bobby Lago

Nuovo incontro per il ciclo “Un pomeriggio in giallo”

Salve a tutti!

Carissimi amici amanti del giallo state pronti! Nel pomeriggio di oggi, venerdì 24 febbraio 2017, a partire dalle ore 17.30, presso la Libreria Mondolibri di Parma, per il ciclo di incontri denominato “Un pomeriggio in gialloGiovanni Bertani, autore del romanzo “Il Grisbì“, edito da Edizioni Forme Libere, romanzo che ha visto fare il suo ingresso sulla scena della narrativa gialla del personaggio di Bobby Lago, incontrerà Ilaria Gaspari, autrice del romanzo, di recente pubblicazione per la Voland Edizioni, intitolato “Etica dell’acquario.

Durante l’incontro vi sarà anche la lettura di alcuni brani tratti dal romanzo “Etica dell’acquario“. Questa parte sarà svolta, egregiamente c’è da scommetterci, dalla nostra impagabile collaboratrice e inviata dalle terre parmensi, Isabella Grassi!

Locandina Gaia incontra Bobby Lago

Quindi ricordatevi!

Venerdì 24 febbraio 2017, a partire dalle ore 17.30, presso la Libreria Mondolibri di Parma, per il ciclo “Un pomeriggio in giallo”

Gaia incontra Bobby Lago L’incontro prevederà delle letture di brani tratti dal romanzo “Etica dell’acquario” a cura di Isabella Grassi.

Non mancate ASSOLUTAMENTE!!!

Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla prossima occasione!

Buonanotte e, come sempre, Buona lettura!

Con simpatia! 🙂

 

Intervista con l’autore… Ilaria Gaspari

La nostra Isabella Grassi intervista per voi l’autrice del romanzo “Etica dell’acquario”

Salve a tutti!

L'etica dell'acquario articolo.pngOggi vi propongo una nuova intervista della nostra insostituibile collaboratrice Isabella Grassi. Ospite di questa nuova intervista di Isabella è Ilaria Gaspari, autrice per le Edizioni Voland del romanzo “Etica dell’acquario“. Ora però è tempo che io mi faccia da parte e ceda la parola a Isabella Grassi e alla sua graditissima ospite Ilaria Gaspari, alla quale vi invito a dare il vostro più caloroso benvenuto:

 INTERVISTA CON L’AUTORE

L'etica dell'acquario articolo.png

Oggi ho intervistato per voi Ilaria Gaspari, autrice al suo primo esordio letterario con “Etica dell’acquario”, (Voland – 2015).

Il libro verrà presentato alla Libreria Mondolibri – Mondadori Point di Parma, il prossimo 24 febbraio all’interno della rassegna letteraria “Un pomeriggio in giallo”, da Giovanni Bertani, giallista di Parma, autore di Il Grisbì (Forme Libere -2015).

Ho avuto modo di conoscere l’autrice durante la presentazione del suo romanzo il 27 gennaio 2016 in un’altra libreria di Parma, la Diari di Bordo, e sono molto orgogliosa non solo di poter scrivere oggi queste poche righe su di lei e sul suo libro ma di riportarla ad un anno di distanza nella mia città, curando altresì le letture durante l’incontro.

Diamo spazio all’intervista quindi dell’autrice.

Si descriva in tre parole.

Vagabonda, distratta, osservatrice.

Cosa l’ha spinta a scrivere?

Ho iniziato per gioco, e all’inizio era solo divertente; ma poi le cose si sono fatte serie, come se la storia fosse stata già pronta, dentro di me, e avesse solo aspettato quel momento per uscire.

Descriva i momenti che dedica alla scrittura e come si inseriscono nella quotidianità.

Sono momenti molto difficili da trovare, in mezzo a tutta la distrazione. Molto spesso i momenti in cui scrivo davvero – intendo narrativa, non la scrittura di saggi o di articoli – mi sembra quasi di rubarli: la sera tardi, a volte la notte, altre volte magari in treno, mentre aspetto qualcosa o qualcuno. La cosa bella è che quando inizio a scrivere, fosse anche per una mezz’ora, riesco a isolarmi completamente da tutto e a concentrarmi. Poi purtroppo torno alla mia abituale confusione.

Durante la scrittura del suo romanzo come ha creato i suoi Personaggi e l’Ambientazione? Si è rifatto a esperienze personali direttamente?

Per l’ambientazione sì: mi sembrava interessante, e in un certo modo necessario, ambientare un libro nei collegi della Normale. Anche solo perché viverci era stata un’esperienza molto particolare, difficile da descrivere, e perché la struttura della Scuola stava lentamente ma inesorabilmente cambiando, quindi mi premeva costruire una specie di memoria di quegli anni, prima che quello stile di vita diventasse obsoleto. Per i personaggi, ho creato con cura soprattutto la voce della protagonista. L’ho resa il più antipatica possibile, il più possibile dura e tenera, e gli altri personaggi ho cercato di farli proprio sorgere dalla sua voce, come se fossero i pensieri di lei a costruirli.

Come descriverebbe la sua tecnica di scrittura?

Istintiva: scrivo di getto, il più possibile, e poi sistemo tutto alla fine.

Descriva in tre parole il libro o il personaggio principale.

Gaia: bella, egocentrica, infelice.

Perché si dovrebbe scegliere di leggere il suo romanzo?

Perché è un viaggio nelle profondità degli addii, nella difficoltà di abbandonare il passato, nella nostalgia – e sono tutte esperienze che riguardano tutti.

Perché un romanzo di genere?

Mi divertiva l’idea di giocare con i codici, così ben definiti, di un genere che amo molto, come il noir.

Faccia una breve descrizione della sua opera, che non sia meramente riassuntiva.

A Pisa, quando Gaia torna, dieci anni dopo la fine dell’università, sembra che non sia cambiato niente. Invece è cambiato proprio tutto. In un autunno piovoso e cupo, fra le strade mezze dimenticate della città, nei corridoi del vecchio collegio sventrato dai lavori di restauro, fra sere sul lungomare e pomeriggi in camere di by Counterflix” href=”#30544398″> albergo, Gaia ritrova gli amici di una volta e il suo amore dei tempi dell’università. Ritrovarsi sembra finalmente possibile; ma su quest’incontro apparentemente inatteso pesano gli anni passati lontani e la morte di una compagna di studi, Virginia, avvenuta in circostanze oscure. Ci sono, anche, la tentazione dell’autoinganno, le bugie di un amore interrotto ma forse mai davvero finito, e il senso di colpa per una morte che risale a dieci anni prima. L’inchiesta sul misterioso suicidio di Virginia scandaglia i rapporti e i pericolosi equilibri sociali all’interno della Scuola Normale, dove, come in un acquario, gli studenti nuotano in circolo, perennemente osservati e in osservazione degli altri, in una competizione a tratti spietata che vede sbocciare, per conformità o per reazione, amicizie, amori e rivalità.

I ricordi sepolti e le ossessioni dell’acquario vengono piano piano alla luce mentre Gaia, che si scopre sospettata di aver indotto Virginia a uccidersi, cerca disperatamente di riallacciare i legami con un passato mai dimenticato e occultato sotto un cumulo di bugie.

Cosa pensa che la lettura del romanzo lasci al lettore?

Spero che lasci un lieve disorientamento, e un po’ di consolazione, come dopo un sogno molto vivido.

Salutata l’autrice, vi presento ora il romanzo.

 

L'etica dell'acquario articolo.pngEtica dell’acquario

Ilaria Gaspari

Voland -2015

* * *

“Gaia è bella, egocentrica ed infelice. Un giorno di novembre torna nella città in cui ha studiato dopo un’assenza di dieci anni. A Pisa niente sembra cambiato, invece è cambiato tutto. Gaia ritrova gli amici di una volta ed il suo amore dei tempi dell’università; ma a dividerli ci sono, ora, gli anni passati lontani e la morte di una compagna di studi, Virginia, avvenuta in circostanze oscure. L’inchiesta sul misterioso suicidio si snoda fra le vie della città e i colleghi della Scuola Normale, fra ricordi sepolti e ossessioni che vengono alla luce.”

Questa è la quarta di copertina del romanzo di Ilaria.

E’ un noir, dice l’autrice, ma è anche un romanzo di formazione. I protagonisti sono tutti studenti, ma di una istituzione non comune la Scuola Normale di Pisa, una realtà assai particolare, dove anche gli oggetti apparentemente banali assumono connotazioni ben precise.

C’è in particolare un passo del libro che esprime questo concetto, quando Gaia torna con i suoi amici a cercare le loro stanze, e si sofferma su quella che era di Leo.

“In camera di Leo non c’era più niente, e anche se era mattina era buio pesto, come una volta. Lui stava sempre con la luce accesa, quando era in camera. Negli anni aveva accumulato nella sua by Counterflix” href=”#20565129″> stanza una serie infinità  di oggetti dimenticati da altri ma ancora utili, ventilatori, poltroncine, lampade che le bimbe delle pulizie, ogni volta che potevano, erano felici di regalare al loro beniamino. Ora la camera era buia, e tutta vuota.”

Ecco quindi che la camera che era di Leo, ora non è più nemmeno una camera, è buia, è vuota.

Ecco quindi che gli oggetti che la avevano animata non ci sono più.

Ecco quindi che neppure loro sono più gli studenti di allora.

La luce di allora è il buio di oggi.

Gaia esplora con gli amici di allora, ma per farlo deve ricordare come era la luce, mentre intorno tutto è cambiato, tutto è cupo.

Gaia quindi va in by Counterflix” href=”#92210130″> albergo da sola, e soffre, soffre a causa di Virginia.

Il racconto va avanti in un gioco continuo di alternanza fra passato e presente, fra momenti di gioia e dolore, e Gaia quindi vive il presente attraverso il passato.

…“Perché la fatica della vita dell’acquario…”

Gaia è l’unica che questa fatica la subisce al punto da rifiutare l’ambiente accademico, diversamente da Marcello, da Cecilia e da Leo che invece lo hanno coltivato e ne hanno fatto il loro successo.

E Virginia? Che ruolo ha nella storia l’amica morta?

E’ questo il vero lato noir, ed ogni volta che viene nominata il lettore che fino a poche parole prima era avvolto da un ambiente cameratesco, viene prepotentemente riportato alla dura realtà: c’è un cadavere, un indagine da perpetuare.

Ed Ilaria affronta con il suo alter ego Gaia quest’avventura, dipana questa matassa e se descrive così bene l’ansia degli studenti è perché lei si è diplomata alla Scuola Normale di Pisa, e diversamente da Gaia, ma come Marcello, Cecilia e Leo ha fatto dello studio la sua professione.

Consiglio la lettura di questo romanzo, che seppure inquadrato in un genere lo travalica, a tutti coloro che amano non solo il noir ma la bella lettura, e che apprezzano i sentimenti.

Isabella Grassi

Prima di chiudere ricordiamo l’Evento “Gaia incontra Bobby Lago“:

https://www.facebook.com/events/187216331760928/

 

Bobby Lago al Mondadori Point di Parma

Domani pomeriggio in giallo in compagnia de “Il Grisbì”

Salve a tutti!

Locandina Pomeriggio in GialloQuesta sera passo velocemente per ricordarvi un evento del quale, se siete affezionati frequentatori del mio Profilo Facebook, siete sicuramente già a conoscenza. Si tratta infatti dell’evento che vedrà, nel tardo pomeriggio di domani, Venerdì 27 gennaio 2017, a partire dalle ore 17.30, Giovanni Bertani, alias Bobby Lago, protagonista di un’intervista curata da Isabella Grassi, sì la nostra Isabella Grassi

L’evento avrà luogo al Mondadori Point di Parma. Durante l’incontro si terranno anche una serie di letture di brani tratti dal romanzo “Il Grisbì” scritto dallo stesso Giovanni Bertani ed edito da “Edizioni Forme Libere“. Le letture saranno a cura di Eleonora Bertani e Alessandro Goni.

Che altro dirvi se non di precipitarvi in massa al Mondadori Point di Parma domani alle 17.30 per assistere all’incontro-intervista tra Isabella Grassi e Giovanni Bertani (alias Bobby Lago)?

Grazie infinite per la pazienza e l’attenzione che mi avete nuovamente voluto prestare e arrivederci alla prossima occasione!

Buona serata e, come sempre, Buona lettura, magari proprio in compagnia de “Il Grisbì” di Giovanni Bertani, edito da Edizioni Forme Libere!

Con simpatia! ☺

Intervista ad Andrea Monticone

La nostra Isabella Grassi incontra per noi l’autore de “La Gatta e i Diamanti”

Salve a tutti!

La Gatta e i diamanti

Questa volta la nostra inviata dalle terre parmensi nonché nostra fresca collaboratrice Isabella Grassi ha intervistato per noi Andrea Monticone, autore, tra gli altri, del romanzo “La Gatta e i Diamanti” edito da Golem Edizioni. Quindi senza altri indugi le cedo la parola:

INTERVISTA CON L’AUTORE.

Oggi ho intervistato Andrea Monticone, giornalista torinese che si è occupato a lungo di cronaca nera, amante del bourbon e del blues, trasfusi nelle ambientazioni nei suoi gialli.

Vi parlerò della sua ultima opera “La Gatta e i diamanti”, (Golem Edizioni, 2015), quarta avventura del capitano Sodano.

Locandina incontro Libreria Piccoli Labirinti

Andrea Monticone e le avventure del Capitano Sodano sono stati ospitati nella rassegna “Un Pomeriggio in Giallo” alla Libreria Piccoli Labirinti di Parma, e Bobby Lago, alias Giovanni Bertani (autore di “Il Grisbì”, Edizioni Forme Libere 2015) lo  ha intervistato e fatto conoscere al pubblico.

Come di consueto diamo subito spazio all’intervista

Si descriva in tre parole.

Sempre fuori tempo.

Cosa l’ha spinta a scrivere?

La passione per la letteratura, il piacere di creare o ricreare storie, di sperimentare anche. Il desiderio di mettermi in gioco che si ripropone a ogni nuovo romanzo, ogni nuovo racconto. Ora è quasi una dipendenza, una dannazione.

Descriva i momenti che dedica alla scrittura e come si inseriscono nella quotidianità.

Non ci sono momenti prestabiliti che dedico alla scrittura dei miei romanzi o dei racconti: posso scrivere di notte, quando sono in vacanza, quando mi trovo nello stato d’animo giusto. In ogni caso, quando scrivo ho sempre una buona colonna sonora in sottofondo, perché ogni libro ha la sua musica, e accanto a me una bottiglia come si deve.

Durante la scrittura del romanzo come ha creato i Personaggi e l’Ambientazione? Si è rifatto a esperienze personali direttamente?

Scrivo sempre di luoghi che conosco, che ho visto, in cui ho vissuto, che mi sono entrati nell’anima. E anche alcuni personaggi sono ispirati a persone con cui ho avuto a che fare nel mio lavoro di giornalista, inevitabilmente. Altri nascono all’improvviso: da una immagine che prende forma nella mia mente, da un’azione… Dopo di che, cerco di ascoltare la loro voce e immaginarli in un contesto, calati in una storia, cerco di vedere cosa fanno.

Come descriverebbe la sua tecnica di scrittura?

Quasi cinematografica.

Descriva in tre parole il libro o il personaggio principale.

Ne userò qualcuna in più, anche se il capitano Sodano è in realtà uomo di poche parole. Lui risponderebbe con la citazione di una canzone di Eric Clapton: questo libro è come un luogo dove persino le ombre fuggono da loro stesse.

Perché si dovrebbe scegliere di leggere il suo romanzo?

Perché la Gatta è splendida e sexy. Perché è un buon thriller anche senza avere serial killer in circolazione, come accade a molti autori quando non sanno cosa inventare.

Perché un romanzo di genere?

Non scrivo solo romanzi di genere, anche se l’approdo al noir è stata una conseguenza del mio lavoro di cronista di nera. Nella realtà, la distinzione in generi è una convenzione superata: ci sono esclusivamente buoni romanzi e cattivi romanzi. Il resto serve soltanto per capire su quali scaffali metterli in libreria.

Faccia una breve descrizione della sua opera, che non sia meramente riassuntiva.

Un thriller molto poco “italiano”, per lo stile e per il linguaggio. Che per il mio protagonista rappresenta il momento della resa dei conti. È la chiusura di un ciclo, dopo il quale niente e nessuno sarà più come prima.

Cosa pensa che la lettura del romanzo lasci al lettore?

Spero una piacevole sensazione di aver speso bene il proprio tempo. E la curiosità per andare a comprare anche gli altri miei libri, passati e futuri.

Salutato l’autore, vi presento ora il romanzo.

“La Gatta e i diamanti”

Andrea Monticone

Golem Edizioni -2015

* * *

Dalla quarta di copertina: “Altri passi, stavolta frettolosi, dal corridoio. Sodano corre ed esce dal laboratorio. Un’ombra in fondo, sta passando davanti al suo ufficio e la luce la illumina brevemente. Una figura agile vestita di nero. Sembra una tuta da motociclista. Sodano corre, continuando ad urlare alla figura misteriosa senza fermarsi. In un altro corridoio ce l’ha davanti, in linea retta, a pochi metri. Più in là c’è solo un’uscita di sicurezza. Deve terminare lo sconosciuto, quasi certamente ha preso il diamante. Ma come ha fatto, si chiede Sodano continuando a correre e maledicendosi per non aver preso con sé la pistola dal cassetto della scrivania.”

In queste poche righe c’è molto del romanzo, ci sono i personaggi principali, c’è l’ambientazione e ci sono i diamanti.

Il lettore o comunque colui che prende in mano e scorre il libro per decidere se affrontarne la lettura non potrà che scorrere e ricadere (complice anche la copertina disegnata della serie “Le Vespe” della Golem) nelle immagini di Diabolik ed Eva Kant o alle Bond’s girls.

Ma, in realtà anche se il romanzo ha respiro internazionale in quanto le nostrane Torino e Milano verranno affiancate da Londra e Parigi, il capitano Sodano è e resta un capitano dell’arma.

E anche in questa che è ormai la sua quarta avventura Gabriele Sodano farà emergere la sua italianità e affronterà insieme al furto anche gli spettri del suo passato.

Un romanzo completo dunque, dove movimento ed azione si alternano a momenti di riflessione, dove il presente appare solo l’anello di congiunzione tra un passato che ritorna ed un futuro che si prefigura denso di cambiamenti.

Ho avuto il piacere di scorrere il romanzo ed affrontare per l’autore la lettura di alcuni brani durante  la presentazione che si è tenuta a Parma alla Libreria Piccoli Labirinti e da questa esperienza traccio le conclusioni sui personaggi del romanzo.

Per la descrizione della Gatta, cito un piccolo estratto della lettura: “ La donna sta studiando la situazione. A questa distanza lei è tutt’altro che disarmata: una scivolata rapida in avanti e poi la lunghezza delle sue gambe sarà sufficiente per colpire l’inguine, così quando il corpaccione si piegherà inevitabilmente in avanti, lei potrà guadagnare ancora dello spazio per essere a portata di gomito, per un colpo secco all’osso parietale, sulla tempia. Oppure un’altra mossa sempre approfittando della sofferenza dell’uomo.”

Riporto  la considerazione conclusiva del romanzo evidenziata da Giovanni Bertani alias Bobby Lago per descrivere Gabriele Sodano: “La particolarità del personaggio del romanzo è che non scade nella caratteristica e neppure nella tentazione di trasformarsi in un ribelle romantico e quindi auto celebrativo. Si tratta di un uomo prudente che beve tutte le volte in cui gli si presenta l’occasione, riflessivo e per questo poco letterario, ma funziona perché è come le persone che incontriamo ogni giorno.”

Leggete il romanzo per scoprire ed apprezzare il capitano Sodano, e per farvi venire voglia come dice lo stesso Monticone di andare a comprare anche gli altri suoi libri, passati e futuri.

Buona lettura.

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