Intervista con l’autore… Anna Maria Sdraffa

La nostra Isabella Grassi intervista Anna Maria Sdraffa

Salve a tutti!

Per chiudere in bellezza questa settimana la nostra inviata da Parma Isabella  Grassi intervista per noi e per voi Anna Maria Sdraffa autrice che Isabella aveva già intervistato mesi fa.

INTERVISTA CON L’AUTORE.

(anzi due chiacchiere sull’autrice)
Oggi quella che vi propongo in realtà è un remake della precedente intervista fatta ad Anna Maria Sdraffa, scrittrice genovese che vi ho già presentato insieme al suo primo romanzo dal titolo “Affinché tutto abbia fine” .

Ora è uscito il suo nuovo romanzo “L’Agamennone” sempre per 0111 Edizioni, dove l’autrice che si dedica da tempo alla stesura di testi teatrali utilizza tale esperienza.

Anna Maria Sdraffa e le avventure del dottor Sivori saranno  nuovamente ospitati nella rassegna “Un Pomeriggio in Giallo” nella nuova location della Mondolibri Mondadori Point, insieme a Bobby Lago, alias Giovanni Bertani (autore di “Il Grisbì”, Edizioni Forme Libere 2015). 

L’appuntamento intitolato “Corrado Sivori incontra Bobby Lago” è fissato per venerdì 24 marzo ore 17:30.

Questo l’evento su fb: https://www.facebook.com/events/274294576361145/

Sono passati pochi mesi dal primo incontro tra Bobby Lago ed il Commissario Sivori, e per gli affezionati delle rassegna sarà quindi interessante scoprire questa nuova avventura del commissario in pensione.

Come detto L’Agamennone è un giallo infarcito di teatro, non solo e non tanto per il nome del romanzo ma perché è l’ambiente teatrale che letteralmente calca le scene.

Interamente ambientato a Genova, città natale dell’autrice, ha pur tuttavia una collocazione temporale che spazia, con continui richiami tra il presente del personaggio e accadimenti del passato.

Nella precedente intervista l’autrice si era descritta come “disordinata, versatile e creativa”, ed in effetti in questo romanzo possiamo ritrovare tutte queste caratteristiche.

Sicuramente il cambiamento di ambientazione ed il modo con il quale i personaggi si muovono è sintomo di versatilità e creatività, ma anche il disordine entra pienamente in questa nuova avventura del commissario in pensione.

Come non definire disordinato infatti un ambiente quale quello del teatro?

Il personaggio principale è  ancora  una volta il commissario Sivori, poliziotto in pensione ma questa volta il delitto, o meglio i delitti vengono a lui, senza che abbia bisogno di muoversi.

Ricordiamo come era stato definito dall’autrice: “arguto, umano, pacifico”.

Queste caratteristiche le ritroviamo anche in questa avventura, dove però forse a predominare è il lato umano.

Ricordo anche come l’autrice augurava ai suoi lettori che la lettura del romanzo li catturi e li diverta,  e che lasci loro il desiderio di saperne un po’ di più  su quegli anni ormai lontani e su chi li ha vissuti, con i loro incubi e le loro speranze.

Quest’augurio ritengo di poterlo trasferire anche  verso L’Agamennone che ora vi presento più nei dettagli.
“L’Agamennone”

Anna Maria Sdraffa

0111 Edizioni – Dicembre 2016

* * *

“Una nuova sfida per il commissario in pensione Corrado Sivori, questa volta duramente colpito dalla morte della giovane figlia di un caro amico e collega scomparso alcuni anni prima. La polizia classifica l’accaduto come suicidio, ma Sivori, non convinto, svolge alcune indagini personali che lo conducono a un vecchio delitto di cui si era occupato il padre della ragazza, quando il famoso attore Tiberio Valentini, allora sulla cresta dell’onda, era stato ucciso in scena durante la rappresentazione teatrale L’Agamennone”

Questa la descrizione sulla quarta di copertina, che a dire il vero dice ben poco dell’intreccio che si dipanerà nelle 231 pagine del libro.

Assai significativo è l’incipit che dopo aver riportato la data 17 agosto 1959 si apre immediatamente con un dialogo tra la moglie del Commissario e Liliana che inserisce subito il lettore nell’emozione dei buon sentimenti, nel calore familiare.

“Non posso credere che tu sia diventata così grande!”

La signora Matilde, con un luminoso sorriso, accarezzò i capelli di Liliana Amendola prima di porgerle premurosamente il vassoio carico di pasticcini.

“Ma che grande e grande…” brontolò suo marito, il commissario di polizia in pensione Corrado Sivori, mentre agguantava gelosamente un dolcetto “grande”  si dice ai  bambini che crescono. Liliana ormai è una donna!”.

Sembra una normale scenetta di vita quotidiana, che per nulla fa presagire di quello che verrà.

E’ il punto forte di questa avventura, il fatto che il lettore passi da scene di vita quotidiana al mondo del teatro, alla magia che tale mondo offre.

E così io mi sono fatta avvolgere, mi sono fatta prendere e così ho seguito il commissario ma ho anche imparato a conoscere meglio Matilde.

E sono le donne le vere protagoniste, sono le donne che aiutano il commissario, sono le donne che fanno sorgere le domande, e sono sempre le donne che forniscono le risposte.

Non vi svelo nulla, non vi dico cosa leggerò, vi dico solo di leggerlo e se vi va di venire alla presentazione a Parma o se non riuscite, vi consiglio di seguire l’autrice e tenervi informati sulle sue presentazioni, ne varrà la pena.
Vi auguro come sempre buona lettura.

Isabella Grassi

Intervista con l’autore… Anna Maria Sdraffa

In occasione dell’imminente presentazione del suo romanzo Isabella Grassi intervista per noi Anna Maria Sdraffa

Salve a tutti!

Affinchè tutto abbia fine di Anna Maria Sdraffa

Oggi torno per introdurvi la nuova intervista realizzata dalla nostra impareggiabile Isabella Grassi, per l’occasione in collaborazione con suo marito, Giovanni Bertani, al secolo narrativo Bobby Lago. Stavolta e a mo’ di antipasto alla presentazione del suo romanzo intitolato “Affinché tutto abbia fine“, edito da 0111 Edizioni, protagonista di giornata è Anna Maria Sdraffa alla quale vi invito a dare il vostro più caloroso benvenuto:

Oggi ho intervistato Anna Maria Sdraffa, genovese, laureata in matematica che insegna insieme a fisica in un liceo privato.

“Affinché tutto abbia fine” è il suo primo romanzo, ma si dedica da tempo alla stesura di testi teatrali per una compagnia teatrale dove è anche aiuto regista.

Anna Maria Sdraffa e le avventure del dottor Sivori saranno ospitati nella rassegna “Un Pomeriggio in Giallo” alla Libreria Piccoli Labirinti di Parma, dove Bobby Lago, alias Giovanni Bertani (autore di “Il Grisbì”, Edizioni Forme Libere 2015).

L’appuntamento intitolato Il dottor Sivori a colloquio con Bobby Lago è fissato per sabato 1 ottobre 2016 ore 17:00.

Come di consueto io ho preparato l’intervista ma la recensione del romanzo è di Giovanni Bertani, in qualità di curatore della rassegna.

 Si descriva in tre parole.

Disordinata, versatile, creativa.

Cosa l’ha spinta a scrivere?

In realtà fin da bambina ho amato molto scrivere, ma non mi ero mai cimentata nella stesura di un romanzo. Devo dire che se ho iniziato questo mio primo libro, al quale ne è seguito un altro che uscirà a dicembre, è stato per l’insistenza di una cara amica e soprattutto per la maggiore disponibilità di tempo che mi consente l’essere andata in pensione.

Descriva i momenti che dedica alla scrittura e come si inseriscono nella quotidianità.

Qui mi mette in difficoltà: ci sono periodi in cui scrivo per pomeriggi interi e altri in cui non scrivo per nulla. Si, credo di essere molto sregolata anche sotto questo aspetto

Durante la scrittura del suo romanzo come ha creato i suoi Personaggi e l’Ambientazione? Si è rifatto a esperienze personali direttamente?

I personaggi sono assolutamente di fantasia anche se in alcuni affiorano persone realmente esistite. Ad esempio, per quanto non lo avessi assolutamente previsto quando ho iniziato il libro, nella signorina Pons affiora costantemente una mia zia mancata ormai da diversi anni.   Ciò in cui invece è contata parecchio la mia esperienza personale è l’ambientazione storica. La storia si svolge negli anni ’50, ed è esattamente di quegli anni, che sono l’epoca della mia infanzia, che io volevo parlare:

le persone con quella loro mentalità così diversa rispetto a oggi, le loro buone maniere,  i loro tabù e, perché no?, le loro ipocrisie. Ma soprattutto con le ferite ancora sanguinanti lasciate dalla guerra.

Come descriverebbe la sua tecnica di scrittura?

Classica. Mi piace che quel che leggo sia scritto in un buon italiano, che la scelta di termini sia accurata, detesto i neologismi e amo l’uso della punteggiatura. Nella mia scrittura cerco di riprodurre tutto ciò. Spero di esserci riuscita: anche considerando che questo è il mio primo romanzo la scrittura non è certo priva di difetti.

Descriva in tre parole il libro o il personaggio principale.

Il personaggio principale è un poliziotto in pensione che crede di trascorrere delle pacifiche vacanze di Natale in montagna e si trova invece coinvolto in un delitto.

Tre parole per descriverlo: arguto, umano, pacifico.

Perché si dovrebbe scegliere di leggere il suo romanzo?

Perché piace il giallo tradizionale e l’ambientazione storica. Se questi presupposti non ci sono non leggetelo.

Perché un romanzo di genere?

Beh, ovviamente perché amo la letteratura gialla.

Faccia una breve descrizione della sua opera, che non sia meramente riassuntiva.

Un gruppo di persone, in un piccolo albergo di montagna, si appresta a trascorrere le vacanze di Natale. Ma una forte nevicata isola la struttura e il ritrovamento di una donna semiassiderata e completamente senza memoria complicherà la già difficile situazione. Il tutto precipiterà quando, il mattino dopo, la sconosciuta verrà trovata uccisa nel suo letto. A questo punto l’indagine, condotta suo malgrado da un ex commissario di polizia presente fra gli ospiti, servirà sì a guidare il lettore verso la verità, ma sarà anche un pretesto per scavare nella vita e nella psiche dei personaggi.

Cosa pensa che la lettura del romanzo lasci al lettore?

Spero che la lettura del romanzo li catturi e li diverta, e mi auguro che lasci loro il desiderio di saperne un po’ di più  su quegli anni ormai lontani e su chi li ha vissuti, con i loro incubi e le loro speranze.

Salutato l’autore, presentiamo ora il romanzo.

 

“Affinché tutto abbia fine”

Anna Maria Sdraffa

0111 Edizioni – 2016

* * *

Affinchè tutto abbia fine di Anna Maria Sdraffa

E’ l’inverno del ‘53 e ci si appresta a trascorrere il Natale in un piccolo albergo di montagna, al confine con la Svizzera francese. Ma la mattina della vigilia, quando una bufera di neve ha isolato completamente la struttura e interrotto la linea telefonica, una donna viene ritrovata poco distante, semi assiderata e senza memoria, in un’auto bloccata dalle difficili condizioni atmosferiche.

Tutti affermano di non riconoscerla,   ma qualcuno mente. La mattina di Natale la sconosciuta viene trovata morta, con la gola tagliata da parte a parte.

Le indagini, condotte da un poliziotto in pensione, ospite dell’albergo, scaveranno nella vita dei presenti e nei loro più intimi segreti,  e faranno infine emergere una dolorosa verità.

E dopo questa breve sinossi, sperando di avervi incuriositi lascio ora la penna a Giovanni Bertani per la sua personalissima recensione.

Nessuno è trasparente a se stesso, sosteneva Freud e questo è il nucleo dell’enigma che si cela dietro le quinte di “Affinché tutto abbia fine” di Anna Maria Sdraffa, 0111 Edizioni (2016).

La storia ha un’ambientazione claustrofobica e si svolge nell’arco di una manciata di giorni a cavallo del Natale del 1953 in un piccolo albergo di montagna non distante dai confini con la Svizzera.

C’è un omicidio, le linee con il mondo esterno sono tagliate e tutti sembrerebbero avere un movente, l’arma e l’opportunità. Apparentemente insolubile, tanto che mano a mano si procede nella narrazione l’idea è che l’autore stesso si stia cacciando in un cul de sac. L’equazione tutti colpevoli, nessun colpevole sembra prendere forma riga dopo riga, ma la soluzione è inaspettata, come il sole che pone fine all’isolamento dei personaggi.

Fedele alla scrittura per immagini (show, dont’ tell), l’autore mostra il succedersi degli eventi capitati oltre dieci anni prima rispetto al tempo narrativo e contemporaneamente mostra le reazioni fisiche ed emotive dei personaggi quando rivivono, più o meno consciamente, certi fatti.

Il groviglio passato-presente ha una sua chiave di lettura, e cioè che i nodi irrisolti di una intera nazione prima o poi sono destinati a riemergere. Sempre.

Vi auguro come sempre buona lettura.

Isabella Grassi con la collaborazione di Giovanni Bertani

Affinchè tutto abbia fine di Anna Maria Sdraffa

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