C’è chi dice di volerti bene

Da oggi in libreria il romanzo d’esordio di Sara Gazzini

Salve a tutti!

Copertina del romanzo "C'è chi dice di volerti bene"

In questo giovedì di assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura, riconoscimento assegnato quest’anno al giapponese Kazuo Ishiguro, uno dei Nobel recenti che mi vede più d’accordo assieme a quello di Alice Munro, torno tra voi per annunciarvi l’uscita, in libreria e in formato ebook, del romanzo di Sara Gazzini, giovane autrice fiorentina, intitolato “C’è chi dice di volerti bene“, edito da HarperCollins.

Per presentarvelo al meglio ecco a voi la sinossi del romanzo:

C’è chi dice di volerti bene

Copertina del romanzo "C'è chi dice di volerti bene"

Ed ora facciamo la conoscenza con Sara Gazzini attraverso qualche breve nota biografica:

L’autrice
Foto di Sara GazziniNata a Firenze nel 1976. Lavora in banca. Webstar da oltre 100.000 Fan su Facebook e frizzante speaker per la radio toscana rdf 102.7. Un ex marito, due figli, un cane ed un gatto.
Ironica, impulsiva, irriverente. Una passione violenta, infinita e carnale per la scrittura.
On-line ovunque. A tratti anche nella vita.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla prossima occasione!

Buon pomeriggio e, come sempre, Buona lettura!

Con simpatia! 🙂

Copertina del romanzo "C'è chi dice di volerti bene"

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Review: Scherzi del destino

Scherzi del destino
Scherzi del destino by Alice Munro
My rating: 5 of 5 stars

Una storia appassionante nella quale i contrattempi e, come recita il titolo, gli “Scherzi del destino” la fanno da padrone. In questo racconto la novella vincitrice del Premio Nobel per la Letteratura Alice Munro ci racconta le vicende di Robin, infermiera canadese la quale, per evadere per un po’ dalle preoccupazioni domestiche, è solita recarsi nella cittadina canadese di Stratford, omonima della cittadina che diede i natali al grande William Shakespeare, per assistere ad uno spettacolo teatrale, appunto del Bardo. Un giorno, dopo aver lasciato la borsetta nella toilette del teatro ed essere tornata inutilmente a cercarla, aiutata, seppur non esattamente con entusiasmo, dall’uomo delle pulizie, s’imbatte, mentre passeggia sconsolata per le vie della cittadina nella regione dell’Ontario, in Giunone, indisciplinata femmina di Dobermann e nel suo padrone, un immigrato serbo di nome Danilo, americanizzato in Daniel, Adzic. Dopo una piacevole serata al termine della quale l’uomo offre il biglietto di ritorno a Robin, i due si promettono di incontrarsi l’anno seguente di raccontarsi tutto quello che avranno fatto nel corso dell’anno.
Quando però un anno dopo Robin si presenta all’appuntamento con Danilo si trova di fronte un uomo cambiato; fisicamente è identico all’anno precedente ma caratterialmente è freddo. Talmente freddo che, anzichè aprirle la porta e farla entrare nella sua casa negozio, la chiude fuori lasciandola ferita e spaesata. Robin era andata all’appuntamento carica di speranze di cambiamento, in senso positivo, della propria vita e si ritrova con le proprie rosee speranze deluse. Da quel giorno Robin interromperà le trasferte shakespeariane a Stratford; in fondo, come dice la Munro ad un certo punto del racconto, “un cambiamento nella propria vita Robin lo ha ottenuto“. Anni più tardi, quando ormai Robin è un’anziana signora che si reca all’ospedale dove prima svolgeva la propria professione di infermiera, come “collaboratrice esterna”, per così dire, nel reparto di Psichiatria, scoprirà la verità sul mistero che aleggia attorno allo strano comportamento di Danilo in quel “fatale giorno”. Arrivata all’ospedale vede tre malati, parcheggiati all’ospedale in attesa che siano pronte le strutture che dovranno accoglierli. Uno dei tre si chiama Alexander Adzic e, come Robin scoprirà grazie ad una sua amica, anch’essa impiegata in quello stesso ospedale, quell’uomo è il fratello gemello di Danilo ed era lui, sordomuto dalla nascita ed impossibilitato a sottoporsi ad un qualsivoglia trattamento e che mai ha imparato il linguaggio dei gesti, quel lontano giorno, l’uomo presente in negozio e che l’aveva chiusa fuori. Quando lei arrivò, infatti, Danilo era fuori per una commissione o per portare a spasso Giunone. Come nella migliore commedia degli equivoci di stampo shakespeariano la verità ci viene rivelata nelle ultime pagine. Vi è da dire però che mai, nel racconto, il lettore è portato a provare pena o dispiacere per Robin, in quanto Alice Munro, come dire, lascia sembra una porta aperta, uno spiraglio di ottimismo che impedisce al lettore di dolersi per le vicissitudini della protagonista. Un racconto consigliato caldamente a quanti amino le belle storie!

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