Intervista con l’autore… Anna Maria Sdraffa

In occasione dell’imminente presentazione del suo romanzo Isabella Grassi intervista per noi Anna Maria Sdraffa

Salve a tutti!

Affinchè tutto abbia fine di Anna Maria Sdraffa

Oggi torno per introdurvi la nuova intervista realizzata dalla nostra impareggiabile Isabella Grassi, per l’occasione in collaborazione con suo marito, Giovanni Bertani, al secolo narrativo Bobby Lago. Stavolta e a mo’ di antipasto alla presentazione del suo romanzo intitolato “Affinché tutto abbia fine“, edito da 0111 Edizioni, protagonista di giornata è Anna Maria Sdraffa alla quale vi invito a dare il vostro più caloroso benvenuto:

Oggi ho intervistato Anna Maria Sdraffa, genovese, laureata in matematica che insegna insieme a fisica in un liceo privato.

“Affinché tutto abbia fine” è il suo primo romanzo, ma si dedica da tempo alla stesura di testi teatrali per una compagnia teatrale dove è anche aiuto regista.

Anna Maria Sdraffa e le avventure del dottor Sivori saranno ospitati nella rassegna “Un Pomeriggio in Giallo” alla Libreria Piccoli Labirinti di Parma, dove Bobby Lago, alias Giovanni Bertani (autore di “Il Grisbì”, Edizioni Forme Libere 2015).

L’appuntamento intitolato Il dottor Sivori a colloquio con Bobby Lago è fissato per sabato 1 ottobre 2016 ore 17:00.

Come di consueto io ho preparato l’intervista ma la recensione del romanzo è di Giovanni Bertani, in qualità di curatore della rassegna.

 Si descriva in tre parole.

Disordinata, versatile, creativa.

Cosa l’ha spinta a scrivere?

In realtà fin da bambina ho amato molto scrivere, ma non mi ero mai cimentata nella stesura di un romanzo. Devo dire che se ho iniziato questo mio primo libro, al quale ne è seguito un altro che uscirà a dicembre, è stato per l’insistenza di una cara amica e soprattutto per la maggiore disponibilità di tempo che mi consente l’essere andata in pensione.

Descriva i momenti che dedica alla scrittura e come si inseriscono nella quotidianità.

Qui mi mette in difficoltà: ci sono periodi in cui scrivo per pomeriggi interi e altri in cui non scrivo per nulla. Si, credo di essere molto sregolata anche sotto questo aspetto

Durante la scrittura del suo romanzo come ha creato i suoi Personaggi e l’Ambientazione? Si è rifatto a esperienze personali direttamente?

I personaggi sono assolutamente di fantasia anche se in alcuni affiorano persone realmente esistite. Ad esempio, per quanto non lo avessi assolutamente previsto quando ho iniziato il libro, nella signorina Pons affiora costantemente una mia zia mancata ormai da diversi anni.   Ciò in cui invece è contata parecchio la mia esperienza personale è l’ambientazione storica. La storia si svolge negli anni ’50, ed è esattamente di quegli anni, che sono l’epoca della mia infanzia, che io volevo parlare:

le persone con quella loro mentalità così diversa rispetto a oggi, le loro buone maniere,  i loro tabù e, perché no?, le loro ipocrisie. Ma soprattutto con le ferite ancora sanguinanti lasciate dalla guerra.

Come descriverebbe la sua tecnica di scrittura?

Classica. Mi piace che quel che leggo sia scritto in un buon italiano, che la scelta di termini sia accurata, detesto i neologismi e amo l’uso della punteggiatura. Nella mia scrittura cerco di riprodurre tutto ciò. Spero di esserci riuscita: anche considerando che questo è il mio primo romanzo la scrittura non è certo priva di difetti.

Descriva in tre parole il libro o il personaggio principale.

Il personaggio principale è un poliziotto in pensione che crede di trascorrere delle pacifiche vacanze di Natale in montagna e si trova invece coinvolto in un delitto.

Tre parole per descriverlo: arguto, umano, pacifico.

Perché si dovrebbe scegliere di leggere il suo romanzo?

Perché piace il giallo tradizionale e l’ambientazione storica. Se questi presupposti non ci sono non leggetelo.

Perché un romanzo di genere?

Beh, ovviamente perché amo la letteratura gialla.

Faccia una breve descrizione della sua opera, che non sia meramente riassuntiva.

Un gruppo di persone, in un piccolo albergo di montagna, si appresta a trascorrere le vacanze di Natale. Ma una forte nevicata isola la struttura e il ritrovamento di una donna semiassiderata e completamente senza memoria complicherà la già difficile situazione. Il tutto precipiterà quando, il mattino dopo, la sconosciuta verrà trovata uccisa nel suo letto. A questo punto l’indagine, condotta suo malgrado da un ex commissario di polizia presente fra gli ospiti, servirà sì a guidare il lettore verso la verità, ma sarà anche un pretesto per scavare nella vita e nella psiche dei personaggi.

Cosa pensa che la lettura del romanzo lasci al lettore?

Spero che la lettura del romanzo li catturi e li diverta, e mi auguro che lasci loro il desiderio di saperne un po’ di più  su quegli anni ormai lontani e su chi li ha vissuti, con i loro incubi e le loro speranze.

Salutato l’autore, presentiamo ora il romanzo.

 

“Affinché tutto abbia fine”

Anna Maria Sdraffa

0111 Edizioni – 2016

* * *

Affinchè tutto abbia fine di Anna Maria Sdraffa

E’ l’inverno del ‘53 e ci si appresta a trascorrere il Natale in un piccolo albergo di montagna, al confine con la Svizzera francese. Ma la mattina della vigilia, quando una bufera di neve ha isolato completamente la struttura e interrotto la linea telefonica, una donna viene ritrovata poco distante, semi assiderata e senza memoria, in un’auto bloccata dalle difficili condizioni atmosferiche.

Tutti affermano di non riconoscerla,   ma qualcuno mente. La mattina di Natale la sconosciuta viene trovata morta, con la gola tagliata da parte a parte.

Le indagini, condotte da un poliziotto in pensione, ospite dell’albergo, scaveranno nella vita dei presenti e nei loro più intimi segreti,  e faranno infine emergere una dolorosa verità.

E dopo questa breve sinossi, sperando di avervi incuriositi lascio ora la penna a Giovanni Bertani per la sua personalissima recensione.

Nessuno è trasparente a se stesso, sosteneva Freud e questo è il nucleo dell’enigma che si cela dietro le quinte di “Affinché tutto abbia fine” di Anna Maria Sdraffa, 0111 Edizioni (2016).

La storia ha un’ambientazione claustrofobica e si svolge nell’arco di una manciata di giorni a cavallo del Natale del 1953 in un piccolo albergo di montagna non distante dai confini con la Svizzera.

C’è un omicidio, le linee con il mondo esterno sono tagliate e tutti sembrerebbero avere un movente, l’arma e l’opportunità. Apparentemente insolubile, tanto che mano a mano si procede nella narrazione l’idea è che l’autore stesso si stia cacciando in un cul de sac. L’equazione tutti colpevoli, nessun colpevole sembra prendere forma riga dopo riga, ma la soluzione è inaspettata, come il sole che pone fine all’isolamento dei personaggi.

Fedele alla scrittura per immagini (show, dont’ tell), l’autore mostra il succedersi degli eventi capitati oltre dieci anni prima rispetto al tempo narrativo e contemporaneamente mostra le reazioni fisiche ed emotive dei personaggi quando rivivono, più o meno consciamente, certi fatti.

Il groviglio passato-presente ha una sua chiave di lettura, e cioè che i nodi irrisolti di una intera nazione prima o poi sono destinati a riemergere. Sempre.

Vi auguro come sempre buona lettura.

Isabella Grassi con la collaborazione di Giovanni Bertani

Affinchè tutto abbia fine di Anna Maria Sdraffa

Intervista con l’autore… Fabio Carapezza

Fabio Carapezza dialoga con Isabella Grassi

Salve a tutti di nuovo!

La collina degli ulivi di Fabio CarapezzaEd eccoci giunti felicemente, ovvero senza odiosi intoppi tecnologici, alla fine del nostro viaggio attraverso la “Notte bianca in libreria” che ha avuto luogo sabato 28 maggio 2016 presso la Libreria Piccoli Labirinti di Parma. Viaggio che è stato reso possibile dalla straordinaria opera della nostra impareggiabile inviata da Parma Isabella Grassi. In questo suo ultimo intervento dall’evento culturale che ha tenuto desti i parmensi sabato scorso Isabella Grassi dialoga con Fabio Carapezza, autore del romanzo intitolato “La collina degli ulivi” pubblicato da Edizioni 0111 che ho presentato sul mio canale Instagram tempo fa. Ma ora è giunto il momento di lasciare nuovamente la parola a Isabella Grassi e al suo nuovo ospite:

Si descriva in tre parole.

Sto bene solitario.

Cosa l’ha spinta a scrivere?

In gioventù preferivo leggere poesie che uscire con gli amici, poi arrivarono le prime segnalazioni e capii che scrivere poteva essere un buon modo per analizzare il mio rapporto con il mondo. Il fatto è che questa analisi può condurre a stati d’animo diversi, e la scrittura creativa è un valido mezzo per provare a conoscersi di più.

Descriva i momenti che dedica alla scrittura e come si inseriscono nella quotidianità.

 Almeno per ora non ne ho ancora fatta una professione, alterno dunque periodi fecondi ad altri in cui le idee rimangono a sedimentare senza la forza necessaria a materializzarsi in parole scritte. Esse girano nella testa, si compongono da sole fino a quando la volontà si impossessa delle dita e le storie prendono forma.

Durante la scrittura del suo romanzo come ha creato i suoi Personaggi e l’Ambientazione? Si è rifatto a esperienze personali direttamente?

Avevo in mente solo la scena iniziale. Una donna sul balcone di casa che osserva il Luna Park, metafora della vita. Cosa fare con lei? Con chi farla interagire? Da lì ho iniziato a pormi domande per dare alternative alla storia, e poco alla volta si è materializzato l’intreccio attingendo senza dubbio alla mia esperienza personale: gli studi, i viaggi, un certo desiderio di trascendenza che da sempre si fa sentire con gli inevitabili interrogativi. Circa l’ambientazione, ho preferito circoscrivere i fatti a Parma, mentre nel finale i protagonisti si troveranno a fare i conti con se stessi in un monastero non meglio identificato, la cui ispirazione è tratta da un eremo esistente dove ebbi l’occasione di soggiornare qualche anno fa. Si trova in mezzo a una collina di ulivi…

Penso che una storia, per essere credibile, debba contenere il giusto equilibrio di realtà e finzione in ogni suo aspetto, e mi auguro di esserci riuscito con questo primo romanzo.

Come descriverebbe la sua tecnica di scrittura?

Non credo di rifarmi a una vera e propria “tecnica”, diciamo che la componente fondamentale è la preparazione teorica e pratica: teorica leggendo molto e cercando di assorbire inconsciamente, fondendoli, gli stili e le capacità espressive di chi è più bravo di me (e gli autori sono moltissimi!), pratica perché in questo modo si crea un’energia “di stomaco”, la definirei, che si personalizza con il proprio filtro personale nel desiderio di comunicare al lettore una parte di sé.

Perché si dovrebbe scegliere di leggere il suo romanzo?

Per muovermi delle critiche, ovvio! Anche per misurarsi con i moti umani dei personaggi, che nel bene e nel male, come nella vita, agiscono per la propria salvezza o condanna. In essi, chi deciderà di leggermi, potrà forse identificarsi in uno o nell’altro, nella donna in crisi esistenziale, o nel tossico che ricerca il riscatto, oppure nell’assessore avido di potere. Potrebbe affezionarsi alla piantina parlante o essere preso dalla curiosità di capire perché ci siano molti segreti nascosti nel corso delle pagine.

Perché un romanzo di genere?

Non mi trovo concorde su questa classificazione, sebbene l’editore lo abbia inserito in una collana di gialli. In effetti, tale potrebbe sembrare, ma se proprio dobbiamo categorizzare il romanzo, mi trovo più sulla linea di chi lo ha definito “noir filosofico”. Una cosa è sicura: nelle prime pagine scritte, mai avrei pensato che la storia avrebbe assunto questi contorni, ed è proprio questo il bello dello scrivere.

Faccia una breve descrizione della sua opera, che non sia meramente riassuntiva.

La collina degli ulivi di Fabio Carapezza“La Collina degli Ulivi” è un noir in cui la componente filosofica e religiosa si fa sentire con forza. La riflessione esistenziale, non nascondo, almeno nella prima parte più marcata, accomuna i due protagonisti principali, i cui destini finiranno per incrociarsi senza però banalizzare verso il sentimentale. Salvo ha un passato che pesa, compie l’ennesimo errore che potrebbe costare caro a lui e a chi ama. Risollevare la propria sorte non sarà facile, dovrà lottare contro qualcuno molto potente, e potrà farlo solo con la mano tesa di un’anima salvifica.

Cosa pensa che la lettura del romanzo lasci al lettore?

Vorrei che continuasse a farsi domande su se stesso, perché nulla è certo nella vita, e dobbiamo perseguire la serenità con un incessante “work in progress” personale; quindi, il lettore potrebbe chiedersi cosa sia la libertà, trovare qualche motivo per viaggiare se non ha mai visto i deserti del Rajasthan o i mercati colorati di Calcutta. Potrebbe indignarsi sulle debolezze umane come l’avidità, o commuoversi pensando che il desiderio di bellezza e redenzione sono scommesse su cui valga la pena puntare. Alla fine, a vincere non sarà né lui né chi ha scritto questo libro, ma la vita.

Tutti e tre i giallisti hanno animato la serata, caratterizzandola con il loro personale carattere e la loro personalità.

In particolare per coloro che sono di Parma il prossimo appuntamento tra Bertani e Carapezza sarà alla Biblioteca Civica d Parma il 9 giugno. Non mancate!

Durante la tavola rotonda, nonché durante l’intera notte bianca, ho scattato alcune foto e girato un paio di video con gli interventi di Giovanni Bertani, li trovate sulla pagina fb del personaggio del romanzo “Il Grisbì”: Bobby Lago.

Nella speranza di avervi incuriosito e spinto ad affrontare la lettura dei libri e degli autori qui citati, vi saluto.

Isabella Grassi

Il segreto di Ascanio

Presentazione del nuovo romanzo di Alessandro Prandini

Salve a tutti!

book03Ben ritrovati per questo nostro primo incontro di oggi, giovedì 24 marzo 2016! In questo nostro primo incontro vi voglio presentare il nuovo romanzo di Alessandro Prandini intitolato “Il segreto di Ascanio“. Il romanzo che vede come protagonista il commissario Scozia, impegnato in una nuova entusiasmante avventura è stato pubblicato dalla 0111 Edizioni. Per introdurvi al meglio questo romanzo, che verrà presentato, come avrete modo di leggere anche nell’intervista all’autore che uscirà di seguito a questo articolo, intervista realizzata dalla nostra preziosissima collaboratrice e fornitrice ufficiale di chicche provenienti dal territorio di Parma e provincia Isabella Grassi, il prossimo 2 aprile, presso la Libreria Piccoli Labirinti di Parma, per un nuovo incontro del ciclo “Un pomeriggio in giallo”, riporterò qui di seguito la sinossi e la scheda del romanzo.

Cominciamo ad addentrarci nel mondo de “Il segreto di Ascanio” di Alessandro Prandini con la sinossi del romanzo:

book03

 

Sinossi:

Ci sono fili, a volte invisibili, che uniscono i destini delle persone. È il caso di Lorenzo, giovane restauratore disoccupato e Andrea, giornalista precario. I due si conoscono quando Lorenzo arriva a Bologna per un colloquio di lavoro. Assieme iniziano a fare qualche ricerca su un presunto segreto custodito tra le pagine di un’agenda che Lorenzo ha ricevuto in eredità dallo zio Ascanio.

E poi c’è Lucrezia, bella e misteriosa gallerista bolognese che in gioventù è stata amica di Ascanio.

Quando la donna viene trovata morta nella suite che occupa assieme al marito durante un’importante conferenza di architettura, i sospetti ricadono su Lorenzo sorpreso da una testimone sul luogo del delitto.

Il commissario Scozia e la sua vice Sara Fiorentino si trovano a dover dipanare una bizzarra matassa scavando nella vita tumultuosa di Lucrezia, della figlia ribelle Camila e del marito Bramante architetto di successo. Sullo sfondo aleggia costante la presenza dell’agenda di Ascanio e di un episodio misterioso avvenuto nel passato che, forse, sta presentando ora il suo conto.

Passo ora a presentarvi la scheda del romanzo:

Collana “LaGialla”

book03Il segreto di Ascanio
di Alessandro Prandini
Genere: Giallo
Pagine: 236
Prezzo libro: 15,70 euro
Prezzo ebook: 5,99 euro
ISBN libro: 978-88-6307-925-8
Brossura, cartoncino plastificato opaco
Data di uscita: 30 ottobre 2015
Ordinabile in pre-stampa direttamente alla casa
editrice dal 16/10/2015
Quale segreto si nasconde tra le pagine di un’agenda che Ascanio ha lasciato in eredità al nipote Lorenzo? E cosa nasconde la vita di Lucrezia, una bella gallerista di Bologna che viene trovata morta nella sua suite all’hotel Exodus durante i lavori di un’importante conferenza di architettura? Sono le domande a cui dovranno rispondere il commissario Scozia e la sua vice Sara Fiorentino per dipanare un’intricata e bizzarra matassa. Una vicenda che si svolge tra i portici di una Bologna autunnale “più ingannatrice di Dorotea, più sfuggente di Zaira, più misteriosa di Tamara”.

Ed ora ecco a voi qualche breve nota biografica dell’autore il tutto completato dai recapiti virtuali al quale potrete raggiungerlo:

ZONA DI RESIDENZA DELL’AUTORE: MANTOVA

Alessandro Prandini è nato nel 1965 a Maranello, in provincia di Modena. Ha conseguito la laurea in Matematica presso l’università di Modena nel 1990. Si occupa di informatica come responsabile della ricerca e sviluppo software presso un gruppo di aziende con sede a Reggio Emilia. Vive a Suzzara con la moglie e i due figli.

Ha pubblicato anche:

Soglia critica, 2013, Ed. Terra marique (ebook, 2014, Ed. Milanonera).
Tutto cambia, 2012, Ed. Terra marique

Contatti:

Sito web: http:// www.alessandroprandini.site

Facebook: www.facebook.com/AlessandroPrandiniAutore

Twitter: @alespran

Per questa prima presentazione direi che sia tutto!

Ricordo solamente che il romanzo è in vendita anche su IBS all’indirizzo: http://www.ibs.it/code/9788863079258/prandini-alessandro/segreto-di-ascanio.html

Grazie di tutto cuore a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e alla carissima Isabella Grassi per questo nuovo fantastico contributo che ha voluto fornirci e arrivederci alla prossima occasione!

Buon pomeriggio e, come sempre, Buona lettura, magari proprio in compagnia del romanzo “Il segreto di Ascanio” di Alessandro Prandini edito da 0111 Edizioni!

Con simpatia! 🙂

book03

 

 

 

 

Presentazione de “L’amore e la Psiche”

Articolo di presentazione del nuovo romanzo di Monia Colianni

Copertina de "L'amore e la Psiche" di Monia Colianni

Quelli tra voi che ci conoscono e ci seguono da più tempo si ricorderanno sicuramente di Monia Colianni, la promettentissima autrice che ha accettato di essere, qualche mese fa, la protagonista di una delle nostre interviste. Come ricorderete, durante quell’intervista Monia Colianni si era soffermata a parlare della sua opera prima intitolata “A proposito di Dafne“.

Copertina de "L'amore e la Psiche" di Monia ColianniSono passati i mesi e la bravissima Monia Colianni non è certo rimasta oziosa ma ha lavorato e dato alle stampe la sua nuova opera, il cui titolo, come potete leggere già nel titolo, è “L’amore e la Psiche“, edizioni 0111. Volendo qui presentarvi il nuovo romanzo di Monia Colianni, “L’amore e la Psiche” e dovendo farlo, come si suol dire, a scatola chiusa non avendo ancora avuto il piacere di leggerlo (per fare ciò aspetto con ansia l’uscita della versione in ebook prevista per il mese di ottobre), mi limiterò a fornirvi i dati generali, vale a dire la sinossi e la presentazione sintetica come fattemi pervenire dall’autrice stessa.

Per cominciare con un certo ordine vi propongo qui di seguito la sinossi  del romanzo.

Copertina de "L'amore e la Psiche" di Monia Colianni

A due anni dall’esordio letterario con “A proposito di Dafne”, Monia Colianni propone al pubblico una seconda opera, “L’amore e la psiche” (0111 Edizioni). In questo romanzo l’autrice decide di svelare le parti nascoste o non del tutto rivelate del primo lavoro. I protagonisti, Bob e Dafne, nel primo libro erano coinvolti nel difficile meccanismo della violenza domestica. In questo seguito, attraverso flashback e pagine di diario ritrovate, si entra invece nel complicato percorso affrontato per uscirne, della possibilità di riabilitarsi, della paura costante di ricadute, del miracolo di un figlio e della terapia giusta, in un presente che ancora troppo spesso sbaglia e tralascia tempi, diagnosi e cure, laddove potrebbe essere possibile un recupero. 

Ma “L’amore e la psiche” è anche il mondo dell’arte ancora troppo elitario e poco meritocratico; è l’abile utilizzo di personaggi appositamente stereotipati con i quali viene esposta la critica verso l’abuso di potere e l’arroganza di molti “giovani manager italiani”; è il mondo dell’amore e delle sue guerre visto dagli occhi di una bambina; è la capacità di fidarsi ancora; è un percorso tra fatti e personaggi che ci terranno nuovamente col fiato sospeso in più occasioni.

In tutte le sue pagine, c’è poi la costante lotta tra l’amore e la psiche, nel senso più tradizionale in cui cuore e testa si scontrano. La risposta, oltre che nel finale, il lettore attento può trovarla in ogni singolo avvenimento di questo romance, già definito “fuori dagli schemi”, e apprezzato particolarmente dagli uomini, forse proprio per la volontà dell’autrice di guardare le cose anche dal punto di vista del protagonista maschile.

Copertina de "L'amore e la Psiche" di Monia Colianni

Il romanzo è stato presentato ufficialmente lo scorso 21 settembre, presso la Feltrinelli di Varese, la sua città, come apertura di un tour che Monia spera di intensificare il più possibile.

Ed ora vi propongo quello che è un estratto di una recensione già ricevuta da “L’amore e la Psiche” di Monia Colianni:

L’autrice riesce in maniera abile a metterci di fronte a fatti che scombussolano il nostro piano etico e morale; dico abile perché usa parole e fatti concreti, semplici da captare e tradurre in emozioni che entrano dentro e lasciano qualcosa che va oltre la finzione.” (Jessica Moro, recensione).

Ed ora, per concludere il più possibile in maniera completa ed esaustiva, riporto di seguito i dati tecnici del romanzo ai quali seguirà la trama in sintesi del romanzo stesso e quindi, per dare il tocco finale di compiutezza a questa nostra presentazione, una breve biografia dell’autrice con i relativi contatti per raggiungerla:

Copertina de "L'amore e la Psiche" di Monia Colianni

  • Autore: Monia Colianni

  • Titolo: L’amore e la psiche

  • Uscita: 29 luglio 2014

  • Editore: 0111 Edizioni (Zero Uno Undici)

  • ISBN: 978-88-6307-753-7

  • Numero pagine: 242

  • Prezzo copertina: 15,70 euro

  • Versione e-book: disponibile (ISBN 978-88-6307-758-2 – prezzo 6,99 euro)

  • Trama: l’opera riprende i personaggi di A proposito di Dafne, a quattro anni dalla conclusione della prima storia. Dopo aver raccontato come una coppia vive all’interno della spirale di violenza domestica, ora il percorso di Dafne Greco e Roberto Chellini (Bob) si districa in quella che è stata la difficile strada per uscirne e crescere insieme una figlia. Flashback e pagine di diario (che racchiudono la personale lotta di Bob contro la parte traumatizzata e violenta di sé) si alternano a nuove vicende, che aprono la storia con la rottura tra i due protagonisti e l’inizio di un triangolo amoroso che insidia la loro bambina e gli equilibri mentali raggiunti a fatica da Bob. Sempre presenti gli ingredienti legati al colpo di scena, al mondo dell’arte e ai vizi sociali di un’Italia che l’autrice critica con garbo ma decisione attraverso i suoi personaggi, alcuni appositamente stereotipati per lo scopo. Importante in quest’opera, il contributo della Dottoressa e Psicoterapeuta Roberta Milanese del gruppo di docenti e terapeuti del Centro di Terapia Strategica di Giorgio Nardone – che ha letto e consigliato l’autrice nella parti strettamente legate alla terapia dei protagonisti.

  • Breve profilo dell’autore: Monia Colianni, classe 1980. Dopo la laurea in Scienze dell’Educazione si specializza presso la Scuola Manageriale di Comunicazione, Problem Solving e Coaching Strategico di Giorgio Nardone, a Milano. Ha seguito corsi di scrittura sul corto narrativo. Oltre all’impiego con il quale si mantiene, scrive testi narrativi di diverso genere e appena può partecipa a eventi artistici. Pubblica il romanzo di esordio nel 2012 con una casa editrice non a pagamento. Inizia così un percorso di promozione molto intenso che offre prime soddisfazioni, tra cui l’interesse di stampa locale e media (Prealpina, Provincia, Legnano Web TV, La6, Radio universitarie). Nel 2014 la seconda pubblicazione.

Copertina de "L'amore e la Psiche" di Monia Colianni

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