Intervista con Roberto Bonuglia

Iniziamo la settimana parlando di imprenditorialità “in rosa”

Salve a tutti!

Copertina de "L'imprenditorialità femminile italiana tra ricerca e innovazione"

Oggi facciamo la conoscenza di un nuovo professionista che ha scelto di farsi conoscere da noi. Si tratta del Dr. Roberto Bonuglia, un dottore in Storia contemporanea il cui lavoro più recente, pubblicato attraverso Youcanprint e intitolato “L’imprenditorialità femminile italiana tra ricerca e innovazione“, tratta l’argomento assai di attualità dell’imprenditorialità femminile.

Ma ora vi invito a dare il vostro più caloroso benvenuto al Dr. Roberto Bonuglia e gli cedo la parola:

Innanzitutto le chiederei di presentarsi brevemente a beneficio di quanti ancora non la conoscessero ancora?

Sono un dottore di ricerca in Storia Contemporanea. Nei miei studi mi sono occupato prevalentemente di biografie. Negli ultimi anni – dividendomi con altri lavori necessari per vivere in un Paese che non lascia molto spazio alla “Repubblica delle lettere” e un’esperienza di lavoro a Bruxelles – ho diretto il mio interesse agli studi di genere.

Cosa l’ha portata a intraprendere la carriera che ha scelto, sia a livello di studi che, poi, in ambito lavorativo?

Sicuramente la passione. Ne serve tanta in Italia. Quasi mai è facile riuscire a mantenere vivo l’interesse e la possibilità all’approfondimento, allo studio. Ma la vera “Resistenza” di oggi è questa, quella di non farsi demoralizzare.

Cosa l’affascina maggiormente del campo della comunicazione?

È uno dei pochi ambiti in cui il confronto e l’approfondimento riescono ancora a conservare il proprio significato. Nell’era dei “social media” tutto corre veloce ma il prezzo da pagare per la velocità e la condivisione spesso è la superficialità. Invece viviamo in modo sempre più complesso che ha bisogno di riflessione e, per l’appunto, di approfondimento.

Quali crede siano gli errori in ambito comunicativo che una persona, sia essa una personalità di spicco o un comune cittadino, deve assolutamente evitare?

Essere scontato, parlare per slogan. La velocità dei nostri tempi fa facilmente scivolare nel riassunto. Inteso in senso emozionale e dogmatico. Serve invece il coraggio di dare il giusto peso al tempo ed all’approfondimento. Sono tempi difficili perché stiamo perdendo la capacità di riflettere su ciò che ci circonda.

Avendola vissuta dal di dentro cosa pensa dell’editoria nel nostro paese?

Non è peggiore di quella europea. Certamente la tendenza accademica agli “orti oricellari” di machiavelliana memoria non ci aiuta. Ma c’è spazio per la creatività e la qualità. Basta cercarla e soprattutto perseguirla.

Passando al libro dedicato all’imprenditorialità femminile cosa l’ha interessata maggiormente dell’argomento?

La storia ufficiale del nostro Paese ha bisogno di essere accompagnata da quella della quotidianità per essere compresa nella sua interezza. Leggiamo spesso statistiche che sono di difficile interpretazione e che lasciano poco spazio ad una realistica presa di coscienza della realtà. In Italia pochi sanno che l’imprenditoria femminile, ad esempio, gode di ottima salute e rappresenta una storia di cui andare orgogliosi, anche e soprattutto rispetto agli altri Paesi europei. Non abbiamo nulla da invidiare a nazioni come Belgio, Francia, Germania, Norvegia. Noi siamo un paese con radici matriarcali anche se pochi se ne rendono conto. E oggi la realtà imprenditoriale risente di questa impostazione endemica. Il “Miracolo economico” italiano lo hanno fatto le donne con la parsimonia che avevano imparato dalle loro madri. Oggi le donne possono dire la loro e rappresentare un valore aggiunto nell’economia del Paese anche se questa dalla “parsimonia” è passata al “consumo”.

Da dove è partita l’idea di scriverlo?

Sagoma di un'imprenditriceDa una borsa di studio vinta nel 2009. Ero allora l’unico uomo in Italia ad occuparsi di studi di genere. Forse lo sono ancora. Ma sono sempre stato contrario agli steccati “ideologici”. Quelli di genere rischiano di diventare un limite all’oggettività. Negli ultimi anni mi sono reso conto che era necessario porre attenzione sul fenomeno. Le donne sono in Italia una realtà fondamentale nell’intraprendenza in tempi di crisi. Le imprese femminili sono quelle che non a caso hanno meglio resistito alla crisi del 2008. E non c’entra nulla la legislazione che pure ha tutelato le imprese in rosa: c’entra l’innata tendenza femminile a “resistere” e a “fare” indipendentemente dal contesto storico-sociale. Gli uomini spesso si scoraggiano, le donne sono molto più incoscienti e coraggiose. Ma in tempi di crisi serve proprio questo.

 

Quali sono, a suo avviso, i difetti in questo ambito ai quali porre rimedio?

Una donna imprenditrice sicura di séLa cultura di genere deve smettere di ideologizzarsi. Mi spiego meglio: le donne non devono più sentirsi in competizione col mondo che le circonda, soprattutto quello maschile. Non serve. Non dobbiamo passare dal “femminismo” al “donnismo”. Serve prima di tutto a loro. Le donne devono sentirsi libere di intraprendere. Di lanciarsi nella libera iniziativa. Lo devono a loro stesse. Perché la storia ce lo conferma: le imprese “in rosa” resistono molto più di quelle degli uomini. E comunque la corsa non va fatta sugli uomini. Va fatta sull’indipendenza e sulla capacità. Se le donne capiscono questo non avranno più nulla da invidiare a nessuno. Come è giusto che sia.

Grazie infinite per la pazienza  e la disponibilità!

Grazie di tutto cuore anche a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla prossima!

Buona serata e, come sempre, Buona lettura!

Con simpatia! 🙂

Copertina de "L'imprenditorialità femminile italiana tra ricerca e innovazione"

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30 luglio 2018 – Bicentenario di nascita di Emily Brontë

Dalla mia finestra

Il 30 luglio di duecento anni fa nasceva Emily Brontë, una delle mie scrittrici preferite. Creatura della brughiera e della tempesta,  figlia delle stelle e dei sogni, Emily era tutto questo e molto di più.

Emily Brontë

Definita dalla poetessa americana Emily Dickinson “la gigantessa“, Emily è un’autrice alquanto particolare nel vasto panorama della letteratura inglese. Impossibile trovare un’altra come lei.

Emily ha donato al mondo un unico romanzo, cupo e appassionato, Cime tempestose (Wuthering Heights), pubblicato dal truffaldino editore Newby nel dicembre del 1847; quasi 200 poesie, evocative e profonde,  esattamente come il luogo impervio dal quale sono state ispirate; i suoi preziosi appunti e note di diario, e i nove “devoirs” in lingua francese, composti nel 1842 durante il suo soggiorno a Bruxelles con sua sorella Charlotte.

Ritratto dell’amato cane Keeper, eseguito da Emily il 24 aprile 1838.

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Jean Webster e l’Italia

Un articolo tanto bello, interessante e ben scritto non potevo non ribloggarlo qui da me.
Specialmente perché oggi ricorre il compleanno della protagonista di questo articolo!
Grazie di cuore al blog https://dallamiafinestrasite.wordpress.com e alla sua padrona di casa per aver ricordato a tutti noi questa ricorrenza e per lo splendido volume da lei dedicato a Jean Webster, un’autrice che ha ancora molto da offrire al pubblico nostrano.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione!

Buonanotte, buon martedì e, come sempre, Buona lettura!

Arrivederci alla prossima occasione!

Con simpatia! 🙂

Dalla mia finestra

Oggi è il 24 luglio. Proprio in questo giorno 142 anni fa nasceva a Fredonia, in America,  Jean Webster, brillante scrittrice nota soprattutto per PapàGambalunga , nonchè donna emancipata e moderna, sempre in prima linea per sostenere i diritti delle donne e per difendere i più deboli e bisognosi.

Jean Webster

Figlia di letterati e femministe,  la bellissima e colta Jean ha sempre avuto un particolare e profondo rapporto con l’Italia.  Sicuramente ne avrà sentito parlare fin dall’infanzia, dai racconti del padre, Charles Luther Webster, che viaggiava spesso per via della sua professione e che nel 1887 fu addirittura nominato Cavaliere papale da Papa Leone XIII in persona.

Nel 1901, mentre frequentava il suo ultimo anno al Vassar Collage, Jean, che adorava viaggiare, si recò nella nostra nazione. Spaziò dal nord al sud Italia, visitando Venezia, Firenze, Roma e Napoli.

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[PRESENTAZIONE LIBRI] È questo il tempo di sognare

Sara Staffolani e la sua biografia dedicata a Emily Brontë

Salve a tutti di nuovo!

Copertina di "È questo il tempo di sognare. Vita e opere di Emily Brontë"

Stasera torno tra voi per presentarvi in soggettiva il nuovo volume che va ad arricchire la collana Windy Moors che flower-ed, la casa editrice nativa digitale diretta magistralmente da Michela Alessandroni, dedica ai saggi sui classici della letteratura anglosassone.

Il nuovo arrivato in questa collana s’intitola “È questo il tempo di sognare. Vita e opere di Emily Brontë” ed è opera della bravissima Sara Staffolani, già autrice, sempre per flower-ed, del volume “C’è sempre il sole dietro le nuvole. Vita e opere di Jean Webster“.

Passo ora a presentarvi il volume dedicato a Emily Brontë proponendovene la sinossi e l’indice degli argomenti. Iniziamo quindi con la sinossi:

Copertina di "È questo il tempo di sognare. Vita e opere di Emily Brontë"

Il vento della brughiera soffia forte, agitando i fiori purpurei nell’aria umida di un temporale in arrivo. Accompagnata dal suo cane, una giovane donna cammina con passo sicuro: a disagio in ogni altro luogo, appartiene completamente a quella natura, aspra e spontanea come lei. La seguiamo tra le vie delle lande ululanti, ispirazione per i suoi versi immortali e per il suo capolavoro, Cime tempestose: è Emily Brontë, la più libera e indomita delle sorelle. Pagina dopo pagina, questa biografia ci mostra tutto di lei, esplorando i legami e le tragedie familiari, la diffidenza verso il mondo esterno e l’amore per gli animali, i progetti per il futuro e il grande talento letterario, dalla sua infanzia fino alla malattia e alla morte prematura. In occasione del Bicentenario della nascita di Emily Brontë (Thornton, 30 luglio 1818-Haworth, 19 dicembre 1848), il nostro vuole essere un tributo, un ringraziamento, una rassicurazione: perché Emily, nella sua solitudine e nella sua introspezione creativa, ha raggiunto i cuori di moltissimi lettori, che continuano a leggere i suoi appunti, le sue poesie e il suo romanzo, e che a distanza di duecento anni sentono ancora vicina come una cara amica.

Ed ora ecco a voi l’indice degli argomenti di “È questo il tempo di sognare. Vita e opere di Emily Brontë” di Sara Staffolani:

I. Contadini irlandesi e pirati inglesi
II. Un’infanzia solitaria e luminosa
III. L’inferno a Cowan Bridge
IV. Il mondo segreto di Gondal
V. Gli animali e la brughiera
VI. Lontano da casa
VII. Il progetto
VIII. Bruxelles
IX. Ellis Bell
X. Cime tempestose
XI. Barlumi di fama
XII. Addio Keeper

Ed ora, per completezza, ecco a voi alcune brevi note biografiche di questa straordinaria autrice:

Ritratto di Sara StaffolaniSara Staffolani è laureata in Storia e memoria delle culture europee. Vive nelle colline marchigiane, in provincia di Ancona. Accanita lettrice fin da piccola, soprattutto di classici e poesie, ha una grande passione per le sorelle Brontë ed Emily Dickinson. Adora gli animali, la natura e la quiete domestica. Dal 2017 gestisce un blog a tema letterario-poetico, Dalla mia finestra, dedicato all’approfondimento delle sue autrici ottocentesche preferite. Con flower-ed ha pubblicato C’è sempre il sole dietro le nuvole. Vita e opere di Jean Webster(2018).

Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla prossima occasione!

Buona serata e, come sempre, Buona lettura, magari proprio con “È questo il tempo di sognare. Vita e opere di Emily Brontë” di Sara Staffolani edito da flower-ed!

Con simpatia! 🙂

[INTERVISTE]Intervista con l’autore. Luca Farinotti – Parte Seconda

La nostra Isabella Grassi conclude la propria intervista con Luca Farinotti

Salve a tutti!

Oggi vi presento una nuova puntata della rubrica “Intervista con l’autore” della nostra inviata dalle terre parmensi Isabella Grassi che conclude la propria intervista con lo scrittore-imprenditore Luca Farinotti.

Ma ora è il momento di cedere la parola alla nostra Isabella Grassi:

INTERVISTA CON L’AUTORE

Luca Farinotti – Seconda parte

#mondoristorante

Edizioni Clandestine 2018

 #mondoristorante di Luca Farinotti

Ho già intervistato per voi Luca Farinotti,  lo scrittore-imprenditore della mia amata Parma.

Vi ho annunciato a marzo l’uscita del suo nuovo libro #mondoristorante nella mia intervista con l’autore: Luca Farinotti, e sempre su questo blog ho dato ampio risalto alle sue presentazioni del mese di maggio,  https://ilibridiriccardino.com/2018/05/07/presentazione-eventibrunch-in-the-office-con-gli-autori/ felice del fatto che sia sulla seconda di copertina che all’interno del libro l’autore avesse riportato stralci della mia o meglio nostra intervista. Anche voi quindi, cari lettori siete di fatto entrati a far parte di questo libro.

Ciò che non vi ho detto e che fa parte di questa “seconda puntata” è l’impressione che il libro mi ha fatto, qual è secondo me il messaggio dell’opera #mondoristorante.

Il libro è, ora posso dirlo, veramente dedicato al “ristoratore resistente”, non solo perché a tale figura è dedicato un capitolo del libro, ma perché in tutte le sue pagine il lettore attento si accorge di essere guidato come Dante da Virgilio nel suo percorso. Il ristoratore resistente è la guida silente, l’angelo custode e ha un suo emblema nella “zuppetta di arselle”, piatto tipico versiliese, semplice e allo stesso tempo così delicato e prezioso, (pag. 169 #mondoristorante). “Amore e sudore” contraddistinguono questo piatto e chi lo fa, e il lettore potrà cimentarsi nella sua esecuzione perché troverà nella pagina seguente la ricetta, o meglio la ricetta dello chef di un ristorante resistente a Forte dei Marmi, tipico luogo di villeggiatura sulla costa toscana.

E così, sempre viaggiando tra le pagine del libro, si scoprono tanti altri ristoratori, tanti altri chef che non saranno cuochi stellati, che non sono omologati, che non hanno un menu vario ma che ciò nonostante riescono a stupire sia per la presentazione (amore) che soprattutto per il gusto (sudore), il fortunato commensale. Fa capolino “la pasta alla Norma” servita “dopo dieci minuti, su un piatto di ceramica stupendamente decorato di Soli sorridenti e limoni grossi e maturi: pochi spaghetti, perfettamente al dente e regalmente presentati. Adagiate, sopra di essi, tre enormi fette di melanzana dorate, morbide, croccanti, dolcissime.” E non ci si può certo stupire se dopo questa entusiastica descrizione di un pranzo di Luca in “un piccolo dammuso bianco che ha tutta l’aria di essere un posto di ristoro” il pasto vene consumato in silenzio, interrotto solo alla fine allorché una caffettiera fumante farà il suo ingresso.

Odori e sapori permeano la lettura, così come luoghi vicini e lontani, e nomi. Farinotti infatti esalta e magnifica Diego Sorba (oste del Tabarro di Parma, locale della centrale via Farini a Parma), come “fulgido esempio di come si possa, arrivando a incarnare la propria missione in senso tutt’altro figurato, diventare una carta dei vini vivente, vocale e interattiva in costante virtuoso divenire”, parla di Virgilio l’Oste Resistente dell’Oltretorrente di Parma e sempre sul territorio emiliano di Sandro Levati, del suo no cellulare grazie, e tanti altri che meritano di essere scoperti tra le pagine.

Vi è una aperta condanna alle multinazionali del cibo. Vi è il monito rivolto al ristorante resistente che  deve essere “nemico del prodottoimbroglio che non rispetta la terra, da una parte, e dell’appiattimento culturale, dall’altra. Il resistente è nemico di qualsiasi abominio geografico… è anche nemico delle multinazionali dell’agricoltura, degli enologi asserviti ai subdoli meccanismi commerciali condizionati dai punteggi strumentali delle guide prodotte da mondoparker e, infine, del commercio dei cosiddetti brand a esse connessi.”. Illustra le 5 regole disciplinari che il Ristoratore Resistente deve rispettare, qui sottolineo la numero 3 che, dopo aver fatto un espresso riferimento al coraggio che deve contraddistinguere il Ristoratore Resistente, esprime chiaramente il divieto di sponsorizzazione.  Prosegue con un elenco dei marchi da evitare in quanto di proprietà di una delle multinazionali più potenti e più pericolose del mondo, marchi che non devono entrare in un ristorante resistente, perché chi lo guida e governa deve rifiutare tale sistema, “guardando alla qualità dei prodotti che utilizza, che rispetta ove possibile la provenienza biologica, e soprattutto che dimostra di conoscere la stagionalità degli alimenti che utilizza nel predisporre il menu.” (dalla mia precedente intervista).

Poiché il libro vuole essere una miniguida,  un aiuto a diffondere la cultura del mangiar bene, come scelta morale e non come semplice ricerca del gusto, la seconda parte è intitolata “Andare al ristorante” e consta di divertenti inserti per illustrare ricette come il Mo-To ma anche di una ricostruzione dell’evoluzione del mondo della ristorazione dagli anni 60 fino ai giorni nostri. Ecco quindi che pian piano si assiste alla nascita del prodottoconsumatore e del come si  sia diffuso il concetto che “chiunque abbia cucinato un risotto per tre amici si sente autorizzato e qualificato a diventare chef o foodblogger professionista”. Con l’arrivo dei social e la diffusione dei media anche nel mondoristorante arrivano gli investimenti di marketing, i concetti di packaging positioning e comunicazione che “surclassano quelli destinati a ricerca, sviluppo e realizzazione di prodotti di Qualità”. In chiusura vi è un capitolo dedicato al Galateo del Cliente, un divertente questionario e un’immancabile ricetta.

#mondoristorante di Luca Farinotti (Edizioni Clandestine 2018) è un libro che vi consiglio di leggere e tenere a disposizione per essere ripreso e riletto come si fa come una guida, ogni volta che vi capiterà di affrontare una delle tante tematiche affrontate, ogni volta che vorrete sorridere, o semplicemente vorrete affrontare una delle ricette che Luca vi consiglia.

E sfogliando le pagine di questo libro scoprirete così tutti i mondi che il suo autore ama descrivere, e non solo quello del mondoristorante, unico ad avere un # che lo accompagna e la lettura sarà piacevole come quella di un romanzo e utile come quella di un saggio.

Se avete seguito i miei consigli e quelli di insottocosto.it su il salone di Torino avete già avuto modo di vedere e sentire Luca, ma se vi trovate a passare per Parma vi aspetto alla Libreria Diari di Bordo il 21 giugno 2018 per letti di notte, dove insieme a Diego Sorba la sottoscritta presenterà nuovamente il libro e Luca Farinotti, dopo l’anteprima fatta a Brunch in The Office, album fotografico, ecco l’evento fb #mondoristorante a letti di notte.

Vi aspetto numerosi e vi auguro  come al solito una Buona lettura.

                                                                                                                       Isabella Grassi

Tra i miei libri: “Il sentiero alpino. La storia della mia carriera” di Lucy Maud Montgomery

Non posso non ripubblicare anche da me questa splendida recensione a “Il sentiero alpino. La storia della mia carriera” di Lucy Maud Montgomery.
Grazie infinite all’autrice e grazie a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione!
Arrivederci alla prossima occasione!
Buon pomeriggio e, come sempre, Buona lettura!
Con simpatia! 🙂

Dalla mia finestra

Ricordate la meravigliosa “Anna dai capelli rossi”?

Nel 1917 l’editore chiese a Lucy Maud Montgomery, la sua brillante autrice,  di scrivere una biografia della sua carriera. Nacque così Il sentiero alpino. La storia della mia carriera, curato e tradotto per la prima volta in italiano dal bravissimo Riccardo Mainetti e pubblicato dalla casa editrice flower-ed.

Lucy ci fa entrare nella sua vita, rendendoci partecipi delle sue origini scozzesi e inglesi,  delle storie dei suoi antenati,  della prematura scomparsa della madre, della sua infanzia felice e spensierata trascorsa con i suoi nonni materni a Cavendish presso l’Isola del Principe Edoardo. Apprendiamo con vivo piacere che c’è moltissimo di Anna in lei e che numerosi dettagli, fantasie, luoghi e personaggi del famoso libro “Anna dai capelli rossi” sono stati ispirati proprio dall’infanzia dell’autrice. Il bellissimo e incantevole paesaggio dell’Isola…

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Con Riccardo Mainetti alla scoperta di Beatrix Potter

Salve a tutti!

Non posso proprio esimermi dal pubblicare questa meravigliosa recensione del mio saggio su Beatrix Potter! I miei più vivi ringraziamenti a Emanuela Riverso vdiv”Luoghi d’autore”.

Grazie di tutto cuore anche a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla prossima occasione!

Buon pomeriggio e, come sempre, Buona lettura e non dimenticate di seguireil magnifico luoghidautore.com!

Con simpatia! 😊

LUOGHI D'AUTORE

«È il luogo più prossimo al mio concetto di perfezione nel quale mi sia mai capitato di vivere», così annota Beatrix Potter nel proprio diario nell’estate del 1896. Si trovava con la sua famiglia a Lakefield (oggi Ees Wyke), nelle vicinanze del villaggio di Sawrey, nella regione del Lake District.

Ci ricorda questa annotazione Riccardo Mainetti che, nel suo volume Scoprendo Beatrix Potter, pubblicato nella collana Windy Moors della casa editrice flower-ed, ha ripercorso la vita e le opere di Beatrix Potter proponendoci anche stralci di lettere e brani di diario sinora inediti in Italia.

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