[RECENSIONI] Tormento fragile di Valentina Casadei

Il mio commento sull’opera prima di una promettentissima poetessa

Salve a tutti!
Copertina della silloge poetica "Tormento fragile" di Valentina CasadeiA volte capita che gli autori mi contattino per richiedermi delle recensioni e, come in questo caso, dalla lettura delle loro opere riemergo deliziato ed emozionato.

In questo caso vi voglio consigliare, caldamente, la lettura della prima silloge poetica di Valentina Casadei intitolata, come anche questo mio articolo, “Tormento fragile“. Il libro è edito dalla Bertoni Editore.

Ecco qui quello che è il mio commento al libro:

Copertina della silloge poetica "Tormento fragile" di Valentina CasadeiUna silloge poetica assolutamente magistrale e meravigliosa nella quale l’autrice,  la bravissima Valentina Casadei, maneggiando la lingua in maniera sapiente e a volte giocandoci, riversa sentimenti a profusione che non mancano di toccare il lettore fin nel profondo dell’animo.
Non posso né voglio dire in quale delle poesie raccolte in “Tormento fragile” potrete trovare questo tipo di emozioni.
Non lo faccio non perché io sia perfido o cattivo ma solamente perché non è possibile stabilire oggettivamente cosa susciti maggiormente emozioni.
Le emozioni sono la cosa più soggettiva che esista ed è questo il bello.
Perciò leggete questa meravigliosa silloge poetica e lasciatevene catturare.
È l’augurio e l’invito migliore che io possa farvi!

Se pensate poi che questa è la sua opera prima vi ritroverete a meravigliarvi della maestria che l’autrice già sa esprimere. Pensate quali e quante altre gioie potrà regalarci con le sue future pubblicazioni!

Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione che anche stavolta avete deciso di dedicarmi e arrivederci alla prossima occasione!

Buonanotte e, come sempre, Buona lettura, magari proprio in compagnia della silloge poetica “Tormento fragile” di Valentina Casadei edita da Bertoni Editore!

Con simpatia! 🙂Copertina della silloge poetica "Tormento fragile" di Valentina Casadei

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“Infinito Leopardi”. Una mostra per i 200 anni dalla stesura

Un altro articolo troppo bello per non ripubblicarlo.

Buona lettura a tutte e tutti voi e a presto!

Con simpatia! 🤓

LUOGHI D'AUTORE

Dal 21 Dicembre 2018 al 19 Maggio 2019 – Poesia e arte insieme per le celebrazioni del bicentenario dalla stesura de L’Infinito: un evento lungo un anno tra mostre, spettacoli, conferenze, pubblicazioni, anche rivolte alle nuove generazioni, per sollecitare la necessità di tornare al “pensiero leopardiano”.

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Canto di Natale di Dickens, 175 anni dopo

Questo articolo è troppo bello per non ripubblicarlo anche qui!

Buona lettura e alla prossima!

Con simpatia e infiniti ringraziamenti a Emanuela Riverso! 🤓

LUOGHI D'AUTORE

In arrivo il prossimo 19 dicembre, a 175 anni esatti dalla sua prima pubblicazione,  una nuova traduzione pubblicata dalla casa editrice flower-ed del libro di Natale per eccellenza.

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[RICORRENZE]Correva l’anno… 2017

Il mio saggio su Beatrix Potter compie un anno

Salve a tutti!

Copertina "Scoprendo Beatrix Potter"

Oggi voglio farmi un po’ di sana autopromozione e lo faccio celebrando il primo compleanno del mio piccolo libro dedicato a Beatrix Potter. Il mio saggioScoprendo Beatrix Potter” edito dalla casa editrice romana flower-ed, la casa editrice nativa digitale diretta con estrema maestria da Michela Alessandroni veniva infatti pubblicato un anno, esatto esatto, fa, il 5 dicembre 2017.

Questa la sinossi del mio saggio che trovato, per esempio, su Amazon.it è la seguente:

Copertina "Scoprendo Beatrix Potter"Il 26 luglio 1866, in una grande casa del Kensington rurale, nacque Beatrix Potter, figlia di Rupert e di Helen Leech, entrambi appartenenti a famiglie benestanti. Bambina di natura curiosa e socievole, fu costretta a trascorrere gran parte dell’infanzia in compagnia della balia Fu proprio nell’isolamento dagli altri bambini che imparò a conoscere e amare la natura e quei piccoli animali di campagna che popolano le sue storie illustrate. Accanto alle opere pubblicate per i lettori, prima fra tutte “”The Tale of Peter Rabbit””, sono testimoni del talento creativo di Beatrix Potter i diari e le lettere, in particolare quelle inviate ai bambini bisognosi delle sue confortevoli storie.

Vi ringrazio infinitamente per la pazienza e l’attenzione e vi do l’arrivederci alla prossima occasione!

Buon mercoledì e, come sempre, Buona lettura, magari proprio con il mio libro “Scoprendo Beatrix Potter” edito dalla casa editrice flower-ed!

Con simpatia! 🙂

Copertina "Scoprendo Beatrix Potter"

Intervista con Roberto Bonuglia

Iniziamo la settimana parlando di imprenditorialità “in rosa”

Salve a tutti!

Copertina de "L'imprenditorialità femminile italiana tra ricerca e innovazione"

Oggi facciamo la conoscenza di un nuovo professionista che ha scelto di farsi conoscere da noi. Si tratta del Dr. Roberto Bonuglia, un dottore in Storia contemporanea il cui lavoro più recente, pubblicato attraverso Youcanprint e intitolato “L’imprenditorialità femminile italiana tra ricerca e innovazione“, tratta l’argomento assai di attualità dell’imprenditorialità femminile.

Ma ora vi invito a dare il vostro più caloroso benvenuto al Dr. Roberto Bonuglia e gli cedo la parola:

Innanzitutto le chiederei di presentarsi brevemente a beneficio di quanti ancora non la conoscessero ancora?

Sono un dottore di ricerca in Storia Contemporanea. Nei miei studi mi sono occupato prevalentemente di biografie. Negli ultimi anni – dividendomi con altri lavori necessari per vivere in un Paese che non lascia molto spazio alla “Repubblica delle lettere” e un’esperienza di lavoro a Bruxelles – ho diretto il mio interesse agli studi di genere.

Cosa l’ha portata a intraprendere la carriera che ha scelto, sia a livello di studi che, poi, in ambito lavorativo?

Sicuramente la passione. Ne serve tanta in Italia. Quasi mai è facile riuscire a mantenere vivo l’interesse e la possibilità all’approfondimento, allo studio. Ma la vera “Resistenza” di oggi è questa, quella di non farsi demoralizzare.

Cosa l’affascina maggiormente del campo della comunicazione?

È uno dei pochi ambiti in cui il confronto e l’approfondimento riescono ancora a conservare il proprio significato. Nell’era dei “social media” tutto corre veloce ma il prezzo da pagare per la velocità e la condivisione spesso è la superficialità. Invece viviamo in modo sempre più complesso che ha bisogno di riflessione e, per l’appunto, di approfondimento.

Quali crede siano gli errori in ambito comunicativo che una persona, sia essa una personalità di spicco o un comune cittadino, deve assolutamente evitare?

Essere scontato, parlare per slogan. La velocità dei nostri tempi fa facilmente scivolare nel riassunto. Inteso in senso emozionale e dogmatico. Serve invece il coraggio di dare il giusto peso al tempo ed all’approfondimento. Sono tempi difficili perché stiamo perdendo la capacità di riflettere su ciò che ci circonda.

Avendola vissuta dal di dentro cosa pensa dell’editoria nel nostro paese?

Non è peggiore di quella europea. Certamente la tendenza accademica agli “orti oricellari” di machiavelliana memoria non ci aiuta. Ma c’è spazio per la creatività e la qualità. Basta cercarla e soprattutto perseguirla.

Passando al libro dedicato all’imprenditorialità femminile cosa l’ha interessata maggiormente dell’argomento?

La storia ufficiale del nostro Paese ha bisogno di essere accompagnata da quella della quotidianità per essere compresa nella sua interezza. Leggiamo spesso statistiche che sono di difficile interpretazione e che lasciano poco spazio ad una realistica presa di coscienza della realtà. In Italia pochi sanno che l’imprenditoria femminile, ad esempio, gode di ottima salute e rappresenta una storia di cui andare orgogliosi, anche e soprattutto rispetto agli altri Paesi europei. Non abbiamo nulla da invidiare a nazioni come Belgio, Francia, Germania, Norvegia. Noi siamo un paese con radici matriarcali anche se pochi se ne rendono conto. E oggi la realtà imprenditoriale risente di questa impostazione endemica. Il “Miracolo economico” italiano lo hanno fatto le donne con la parsimonia che avevano imparato dalle loro madri. Oggi le donne possono dire la loro e rappresentare un valore aggiunto nell’economia del Paese anche se questa dalla “parsimonia” è passata al “consumo”.

Da dove è partita l’idea di scriverlo?

Sagoma di un'imprenditriceDa una borsa di studio vinta nel 2009. Ero allora l’unico uomo in Italia ad occuparsi di studi di genere. Forse lo sono ancora. Ma sono sempre stato contrario agli steccati “ideologici”. Quelli di genere rischiano di diventare un limite all’oggettività. Negli ultimi anni mi sono reso conto che era necessario porre attenzione sul fenomeno. Le donne sono in Italia una realtà fondamentale nell’intraprendenza in tempi di crisi. Le imprese femminili sono quelle che non a caso hanno meglio resistito alla crisi del 2008. E non c’entra nulla la legislazione che pure ha tutelato le imprese in rosa: c’entra l’innata tendenza femminile a “resistere” e a “fare” indipendentemente dal contesto storico-sociale. Gli uomini spesso si scoraggiano, le donne sono molto più incoscienti e coraggiose. Ma in tempi di crisi serve proprio questo.

 

Quali sono, a suo avviso, i difetti in questo ambito ai quali porre rimedio?

Una donna imprenditrice sicura di séLa cultura di genere deve smettere di ideologizzarsi. Mi spiego meglio: le donne non devono più sentirsi in competizione col mondo che le circonda, soprattutto quello maschile. Non serve. Non dobbiamo passare dal “femminismo” al “donnismo”. Serve prima di tutto a loro. Le donne devono sentirsi libere di intraprendere. Di lanciarsi nella libera iniziativa. Lo devono a loro stesse. Perché la storia ce lo conferma: le imprese “in rosa” resistono molto più di quelle degli uomini. E comunque la corsa non va fatta sugli uomini. Va fatta sull’indipendenza e sulla capacità. Se le donne capiscono questo non avranno più nulla da invidiare a nessuno. Come è giusto che sia.

Grazie infinite per la pazienza  e la disponibilità!

Grazie di tutto cuore anche a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla prossima!

Buona serata e, come sempre, Buona lettura!

Con simpatia! 🙂

Copertina de "L'imprenditorialità femminile italiana tra ricerca e innovazione"

30 luglio 2018 – Bicentenario di nascita di Emily Brontë

Dalla mia finestra

Il 30 luglio di duecento anni fa nasceva Emily Brontë, una delle mie scrittrici preferite. Creatura della brughiera e della tempesta,  figlia delle stelle e dei sogni, Emily era tutto questo e molto di più.

Emily Brontë

Definita dalla poetessa americana Emily Dickinson “la gigantessa“, Emily è un’autrice alquanto particolare nel vasto panorama della letteratura inglese. Impossibile trovare un’altra come lei.

Emily ha donato al mondo un unico romanzo, cupo e appassionato, Cime tempestose (Wuthering Heights), pubblicato dal truffaldino editore Newby nel dicembre del 1847; quasi 200 poesie, evocative e profonde,  esattamente come il luogo impervio dal quale sono state ispirate; i suoi preziosi appunti e note di diario, e i nove “devoirs” in lingua francese, composti nel 1842 durante il suo soggiorno a Bruxelles con sua sorella Charlotte.

Ritratto dell’amato cane Keeper, eseguito da Emily il 24 aprile 1838.

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Jean Webster e l’Italia

Un articolo tanto bello, interessante e ben scritto non potevo non ribloggarlo qui da me.
Specialmente perché oggi ricorre il compleanno della protagonista di questo articolo!
Grazie di cuore al blog https://dallamiafinestrasite.wordpress.com e alla sua padrona di casa per aver ricordato a tutti noi questa ricorrenza e per lo splendido volume da lei dedicato a Jean Webster, un’autrice che ha ancora molto da offrire al pubblico nostrano.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione!

Buonanotte, buon martedì e, come sempre, Buona lettura!

Arrivederci alla prossima occasione!

Con simpatia! 🙂

Dalla mia finestra

Oggi è il 24 luglio. Proprio in questo giorno 142 anni fa nasceva a Fredonia, in America,  Jean Webster, brillante scrittrice nota soprattutto per PapàGambalunga , nonchè donna emancipata e moderna, sempre in prima linea per sostenere i diritti delle donne e per difendere i più deboli e bisognosi.

Jean Webster

Figlia di letterati e femministe,  la bellissima e colta Jean ha sempre avuto un particolare e profondo rapporto con l’Italia.  Sicuramente ne avrà sentito parlare fin dall’infanzia, dai racconti del padre, Charles Luther Webster, che viaggiava spesso per via della sua professione e che nel 1887 fu addirittura nominato Cavaliere papale da Papa Leone XIII in persona.

Nel 1901, mentre frequentava il suo ultimo anno al Vassar Collage, Jean, che adorava viaggiare, si recò nella nostra nazione. Spaziò dal nord al sud Italia, visitando Venezia, Firenze, Roma e Napoli.

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Voci precedenti più vecchie

contro analisi

il blog di Francesco Erspamer

TRA FEDE E NATURA

Riscoprire Maria ci aiuta ad andare avanti da cristiani e a conoscere il Figlio. BXVI

JOSEPH RATZINGER :B16 e G.GÄNSWEIN

UNA RISPOSTA QUOTIDIANA AL TENTATIVO DI SMANTELLAMENTO DELLA VERA CHIESA !

ROMANCE E ALTRI RIMEDI

di Mara Marinucci

Iris e Periplo Review

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Leggendo a Bari

“Non ci sono amicizie più rapide di quelle tra persone che amano gli stessi libri”

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Aspirante scrittrice di cronache nascoste

La lepre e il cerchio

la lepre entrò nel cerchio e balzando annottò

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