Menzione di merito per “I Dodici occhi” al Premio Pavese

All’edizione 2016 del Premio Pavese conferita una menzione di merito al romanzo “I Dodici occhi”

Salve a tutti!

Torno tra voi a pochi minuti dall’ora di cena per sanare una mia manchevolezza. Ieri mi è stata inviata questa importante comunicazione riguardante il romanzo “I Dodici occhi” di Osvaldo Di Domenico da me presentato tempo fa tra queste pagine. Allo scopo di non tralasciare nulla riporto il testo integrale dell’email inviatami dall’Ufficio Comunicazioni e relazioni con i media di Utopia:

PREMIO PAVESE 2016: TRA I VINCITORI ANCHE L’ABRUZZESE OSVALDO DI DOMENICO 

MENZIONE DI MERITO AL ROMANZO “I DODICI OCCHI”

 I Dodici occhi di Osvaldo Di Domenico

Teramo, 29 agosto 2016. Il romanzo “I dodici occhi”, scritto da Osvaldo Di Domenico ed edito dal Gruppo Lisciani, ha ricevuto una menzione di merito da parte della giuria del Premio Cesare Pavese, il concorso letterario giunto alla sua trentatreesima edizione.

L’iniziativa, nata a Santo Stefano Belbo per rendere omaggio all’autore de “La luna e i falò”, nel corso degli anni ha visto tra le sue fila personalità del calibro di Gian Luigi Beccaria, Alessandro Baricco, Gad Lerner e Margherita Hack.

Ieri durante la cerimonia di premiazione, svoltasi presso il CEPAM – Centro Pavesiano Museo Casa Natale, l’autore abruzzese Osvaldo Di Domenico, funzionario della pubblica amministrazione di Teramo alla sua prima prova narrativa, è stato insignito di una menzione di merito dalla giuria – presieduta da Giovanna Romanelli, già docente alla Sorbona – per “il pregio di essere una sorta di scatola cinese leggibile a più livelli”.

Il romanzo – esordio del Gruppo Lisciani nel filone narrativo Young Adult – racconta la storia di cinque istituti di alta formazione, che ospitano mille giovani accuratamente selezionati, allo scopo di “creare” la nuova classe dirigente mondiale. Sette di loro, dopo aver rinunciato alle comodità delle loro vite familiari, si trovano a dover affrontare un oscuro intrigo internazionale e un’avvincente indagine investigativa, in un crescendo di ricordi, dubbi, passioni, tradimenti e inganni.

Adatto a un pubblico dai 14 anni in su,  “I dodici occhi” è disponibile in tutte le librerie e su tutti i principali canali di vendita online – prezzo € 14,90. Per ulteriori informazioni:http://www.liscianigroup.com/shop/libri-educativi/d/i-dodici-occhi-di-o-di-domenico/23496#.V3FdQLiLSUk

Greta Bongrazio

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Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione che mi avete nuovamente dedicato e arrivederci alla prossima occasione!

Buona serata e, come sempre, Buona lettura!

Con simpatia! 🙂

I Dodici occhi di Osvaldo Di Domenico

 

PREMIO LA QUARA

IERI A BORGO VAL DI TARO LA PREMIAZIONE DELL’EDIZIONE 2016

Salve a tutti!

Premio Letterario La Quara Edizione 2016

Torno tra voi in questo pomeriggio domenicale per proporvi il nuovo articolo firmato dalla nostra insostituibile inviata in terra parmense Isabella Grassi. Oggetto del nuovo articolo della nostra Isabella è la premiazione dell’Edizione 2016 del Premio La Quara, tenutasi nel pomeriggio di ieri.

Ma ora basta tergiversare e passiamo alla cronaca dell’evento:

PREMIO LA QUARA

IERI A BORGO VAL DI TARO LA PREMIAZIONE

Premio Letterario La Quara Edizione 2016

Ieri pomeriggio nella splendida Piazza La Quara di Borgo Val di Taro (PR) si è tenuta la premiazione del terzo concorso per Short Stories che prende il nome proprio dalla piazza.

Il tema di quest’anno era la musica, e sorprendentemente le 5 finaliste  hanno trattato l’argomento in maniera indiretta, e per usare le parole del presidente della giuria il giornalista Antonio Ferrari, “in maniera maschile”.

La vincitrice Imma Di Nardo con il racconto: “Cerca alla voce: Anime Perse”, descrive i pensieri ed i tormenti di una donna, una donna che vive di notte, ma lo fa con toni e con parole che forse appartengono di più al genere maschile.

Un passo mi ha  colpito in particolare: “ Frammenti di biografia immaginaria (marinaio senza pace, musicista senza padri, la fatica di vivere e di abitare il suo tempo) li ho riconosciuti nelle nostre notti/albe, tra l’odore forte del caffè e la musica che guizza, plana, ti ammalia, ti incatena. E tu sei li, a bere il suo conforto, ad assorbire la sua disperazione.”.

In queste poche righe c’è tutto il “suo” mondo, la durezza della “sua” realtà.

Parole dure, forti.

Anche il secondo racconto dal titolo “Il Violinista di Sarajevo” di Laura Galeazzi affronta al pari del primo un tema difficile.

Ho speso due parole con l’autrice che nell’autografarmi la sua opera vi ha anche scritto la seguente dedica: “se hai qualcosa da raccontare… raccontala”.

Ebbene, questo potrebbe essere il sottotitolo del suo racconto.

Ed è quello che il violinista di Sarajevo, o meglio lo “spocchioso primo violino dell’Orchestra  Filarmonica di Sarajevo”, fa.  E sotto le bombe di una guerra, lui, musicista ormai sordo racconta la musica, ed impara a conoscerla.

“I suoni erano vibrazioni e, chiudendo gli occhi, le vibrazioni diventano colori: esplosioni di blu, che tracciavano distanze dal qui e dall’ora, e di verdi, in completo movimento nella quiete assoluta.”

La terza classificata Marina Martelli con “Allegro Affettuoso” invece ci regala un pezzo decisamente femminile: la sofferenza di una donna (Anna) che affronta la malattia del suo uomo (Andrea), lo culla, lo accarezza, lo riempie di attenzione, gli parla e non riesce ad accettare che si stia lentamente spegnendo, che il suo amore non lo riconosca più.

Sarà la musica che gli regalerà inaspettatamente un ultimo atto di felicità, che gli riporterà anche se per un brevissimo atto il “suo Andrea”.

E così  si chiude il racconto: “Nel mio cuore conservo come una gemma preziosa quell’ultimo nostro fragile incontro. Allegro affettuoso. Come la musica che seppe inaspettatamente suscitarlo.”

Ed anche il quarto racconto  “La Cantina della Musica” di Graziella Percivale è un condensato di sentimenti tipicamente femminili, anche in questo c’è un dolore immenso, ed anche in questo è la musica l’arma del riscatto.

In ogni riga del racconto traspare il vissuto della scrittrice: il suo essere stata insegnante.

Ma quello che veramente caratterizza questo pezzo è il dove, sono i luoghi che lo governano.

Ed è così che sarà un luogo Santiago a far nascere un’idea, e sarà un luogo: la cantina della musica, dove quest’idea si svilupperà, morirà e risorgerà. E non si può che concordare con la descrizione che la protagonista fa “la cantina per te è un luogo magico” ed allora lasciamoci trasportare dalla sua magia.

L’ultimo racconto finalista invece è “Talking Drum” di Ceresini Elisa.

E’ un racconto travolgente, dove l’autrice parla dell’amore di un padre verso il proprio figlio.

E’ un racconto nostalgico ma al tempo stesso pieno di speranza.   Ed allora godiamo appieno delle parole del protagonista quando dice; “Sono stato un girovago d’affetto per tanti anni, ma quando mi hai donato i tuoi sentimenti, ho trovato dimora.”

Ed allora, non si può non essere d’accordo con Massimo Beccarelli, giornalista e professore, nonché promotore del Premio La Quara che nella sua prefazione al libro che ha raccolto i dieci racconti finalisti del premio (Musica in Parole, Infinito Edizioni 2016), laddove afferma che “la musica è sempre presente in tutti gli snodi fondamentali delle nostre vite”.

Toccante è poi stato il momento in cui il Presidente della Giuria ha chiamato le giornaliste Maria Cuffaro ed Elisabetta Rosaspina e, nonostante la loro riluttanza, ha fatto raccontare delle loro esperienze di inviate di guerra ed in particolare di quando sono state catturate ed hanno così temuto concretamente per la loro vita.

Ed allora pareva davvero di sentire le note del Violinista di Sarajevo  ed un travaglio di emozioni e sentimenti si sono diffusi tra il pubblico astante.

Non era passata nemmeno un’ora da quando, in apertura della premiazione si era osservato un minuto di silenzio per le vittime del Terremoto che ha colpito il Centro dell’Italia ma ancora una volta ho avuto la netta sensazione che di fronte al dolore il silenzio in realtà sia spontaneo.

Ancora una volta quindi non ho potuto che restare assorta, ascoltando attonita i racconti delle due giornaliste.

Giornata impegnativa, magistrale lettura delle ragazze di Zona Franca, di Franca Tragni.

Isabella Grassi

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