Perché non cento?

Presentazione silloge poetica di Alessandro Pagani

Salve a tutti di nuovo!

Come vi avevo annunciato poco fa rieccomi tra voi per occuparmi nuovamente di Poesia. Prima in veste di presentatore di eventi ed ora sempre in veste di presentatore ma di libri e più precisamente di una silloge poetica. Si tratta della prima silloge scritta da Alessandro Pagani, un poeta alquanto promettente. La raccolta s’intitola, come anche questo articolo, “Perché non cento?” ed è edita da Alter Ego Edizioni Per presentarvela al meglio utilizzerò il materiale, scheda libro e biografia nonché l’immagine di copertina con la quale adornerò questo articolo, ricevuti dall’autore stesso.

Cominciamo quindi con la scheda libro:

Copertina di "Perché non cento?" di Alessandro PaganiAutore: Alessandro Pagani

Titolo: Perchè non cento?

Casa Editrice: Alter Ego / Augh – ISBN 9788893430005

Collana: Nuvole

Data di uscita: Aprile 2016

Prefazione: Vincenza Fava

Genere: Poesia

Periodo: Contemporaneo

Prezzo: Euro 9,90

Link per l’acquisto: http://www.aughedizioni.it/prodotto/perche-non-cento/

FB: https://www.facebook.com/perchenon100

 

Alcuni brevi estratti, ed una poesia:

  1. L’orario è ora rio / per l’arrivata / perla a riva / torna all’amata / parlavi d’amore / ma d’ore ti priva / chi usa domani / chiuso di mani…….
  2. Indi via è l’invidia, alla base del testo,: “Oh te…..Remo…..otteremo il gesto”? Periremo remando, se Re mando al suo trono, torno Rom o lottando, io tramando il suo dono.
  3. Io mi dico maledico ma le dico: “Lei mi celia, mia Alice, lei mo modica e lo dice”! Poi mi cala il di lei calice, in quel dì di lode a Cadice; io mi dico: “Lì c’è il docile”! Rimettendo a posto il focile.
  4. Luci di stelle lucide stelle / si desta d’ali d’estate il lido / lui dista cieli di steli decisi / celesti distese e stili delusi / scelti da illuso stolto e colluso / coll’uso si tedia solo l’ottuso / so tutto orsù sorridi sol tu / tu sol tanto io poco do / Re mi fa sol-e suona medesimo / andiamo mes enfants: Luigi XIV

 

Biografia autore:

Alessandro Pagani è nato nel 1964 a Firenze. Appassionato di poesia da sempre, ha fatto parte negli anni ’80 del movimento artistico underground fiorentino “Pat Pat Recorder”. Nel 1988 inizia un percorso come musicista con svariati gruppi tra i quali gli Stropharia Merdaria, Parce Qu’Il Est Triste, Hypersonics (con cui ha partecipato ad Arezzo Wave), Subterraneans e successivamente con i Valvola, insieme ai quali fonda l’etichetta discografica Shado Records, attiva sino al 2007. Attualmente è batterista della desert rock band Stolen Apple, con la quale ha fatto uscire l’album di debutto “Trenches”.

“Perchè non cento”? edito da Alter Ego, è la sua prima pubblicazione, dopo il libretto autoprodotto del 2011 “Le Domande Improponibili” (tutto quello che avreste voluto sapere sulle risposte, e non avete mai osato chiedere).

Sinossi:

Perchè non cento“? è il primo libro di Alessandro Pagani, edito da Alter Ego / Augh di Viterbo ed uscito il 31 Marzo 2016. Un libro che gioca con il caleidoscopico mondo delle parole tra combinazioni e scambi di lettere, calembours, rime, sonetti, anagrammi ed assonanze fonetiche, in un puzzle originale composto da 99 poesie atipiche che sorprendono. Risultato di una ricerca libera che punta ad un nuovo modo di scrivere nella reinterpretazione del linguaggio per combinare originalità, estro e sperimentazione : frutto di un’arte highbrow o lowbrow? In realtà niente di tutto questo, la poesia di Pagani è uno schietto ed istintivo inno alla vita e alle sue infinite sfaccettature, contenente vena umoristica, gusto genuino per la parodia, svolte imprevedibili delle emozioni, in un susseguirsi di celebrazioni ritmiche ed intuizioni iperboliche, come nella poesia  Ah, lì c’è Alice:

 

Io mi dico maledico ma le dico:

“Lei mi celia, mia Alice,

lei mi modica e lo dice”!

Poi mi cala il di lei calice,

in quel dì di lode a Cadice:

io mi dico: “Lì c’è il docile”!

Rimettendo a posto il focile.

 

Ma lì c’era Lucio il trucio,

che mi fece un gran bel bucio,

e di dolo dolsi a fuga,

sul gran lido dell’acciuga.

 

E mi brucio per la lei.

 

Sarda: alice degli Dei.

 

L’autore non teme la grande tradizione letteraria, nè la cultura popolare, come nei richiami danteschi “nel mezzo del camin di nostra baita / mi ritrovai una merla poco scura“, od il verso rifatto dalla Canzona di Bacco “perciò ricorda la gioia è una scelta / come passante che prende la via / questa la somma del sommo volere: / chi vuol esser lieto / che lieto ne sia” o come nei proverbi ristrutturati: “rosso di sera / comunista al tramonto / che succede se fai / prima dell’oste il conto“. Senza dimenticare versi brillanti quali: “aprite i limoni / e troverete sole amaro“, oppure musicali come: “e nota bene sopra no / leggi tra i vibrati / me lo dia il suo no / se ci siamo accordati“…..Tutti richiami ad uno studio sul mero significato della parola poesia, che non deve essere per forza legata ad uno schema testuale ormai stereotipato basato su esperienze ovvie ed eccessi culturali: la poesia è istinto, emozione cosciente che diventa incosciente, la parola messa al posto giusto in un luogo incomprensibile, il semplice e misterioso intreccio alchemico tra fantasia e logica: lì dove ogni pensiero lascia la mediocrità, e diventa sogno.

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Poesia in movimento: perchè non cento? E’ uscito il primo libro di Alessandro Pagani dal titolo “Perchè non cento”? edito da Alter Ego/Augh di Viterbo: novantanove poesie atipiche legate tra loro attraverso giochi di parole, rime, anagrammi, versi liberi e assonanze fonetiche, alla ricerca di nuove forme di scrittura caratterizzate da guizzi romantici, concessioni goliardiche ed intuizioni iperboliche, in un diverso linguaggio poetico. “Se fossi fuoco brucerei lo mondo, se fossi vento lo tempesterei, se fossi acqua l’annegherei, se fossi Dio, con questo tempaccio…..fuggirei anch’io”. Il nuovo Cecco Angiolieri? Ai poster, manifesti e locandine, l’Ade senz’Enza, che perse il phon.

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“Perchè non cento”? edito da Alter Ego / Augh Edizioni di Viterbo (data di uscita 31 Marzo 2016), è la prima pubblicazione di Alessandro Pagani: 99 poesie accomunate da giochi di parole, doppi sensi, anagrammi, versi liberi, concessioni goliardiche ed intuizioni iperboliche, alla ricerca di nuove forme di scrittura caratterizzate da improvvisazioni ritmiche e contaminazioni sperimentali: frutto di un’arte high-brow o low-brow? In realtà niente di tutto questo, perchè ci troviamo di fronte ad una poesia atipica ma e allo stesso tempo legata alla tradizione, alla rima, alla canzone, al sonetto, allo stilnovo e alle avanguardie del Novecento. Tutto nacque un’estate di alcuni anni fa nei giardini dei Campi Lunghi di San Felice a Ema presso Firenze, quando nelle lunghe passeggiate con la fidata Lona – pastore tedesco – mettevo a frutto le mie esperienze poetiche confrontandomi tra il presente incerto del mondo ed il futuro dell’uomo, in un’altalena di ricordi personali e destini comuni ancora da rivelare. Senza mai perdere di vista il ‘gioco’ (la conoscenza enigmistica nell’opera ha un ruolo fondamentale), ho cercato, nelle mie composizioni, di fantasticare  dentro quei territori che l’uomo conosce e allo stesso tempo ancora sottovaluta nel suo significato più recondito, come l’amore  sofferto e mai raggiunto, la morte e i suoi misteri, la natura violata dalle ferocie del nostro tempo, in una personale ricerca di nuovi traguardi pseudo-letterari, fino all’arduo e affascinante tentativo d’immaginare la conquista di  terre poetiche ancora da percorrere. Spingendomi in un limbo poetico inesplorato il cui orizzonte non è necessariamente  la fine, ma l’inizio di un nuovo modo di pensare, libero da vincoli e luoghi comuni che possa avvicinare la distanza tra la felicità dell’anima e l’uomo, mi sono immaginato in un’esclusiva trama che ha come personaggi le parole, le sue trasformazioni, e le riguardanti emozioni. Quelle stesse suggestioni per le quali il lettore sorrida nelle chiusure delle composizioni: eppure un attimo dopo lo stesso sarà richiamato ad un’esplorazione più attenta – e talvolta grottescamente malinconica – dei doppi sensi delle frasi e delle combinazioni del linguaggio; e quello che prima sembrava avere un chiaro significato, riporta poi a differenti acrobazie del cuore. Sta a chi legge decifrare le stesse, per fare  tesoro del fascino che una composizione poetica può regalare. Perchè la poesia possiede una delle magie più rare: quella di far volare ogni fantasia. E sebbene sia quest’ultima che guida ogni estro creativo, le mie  poesie  in fase di atterraggio lasciano un messaggio concreto e di certo non banale: dove vive passione, creatività, e fame di conoscenza, non esiste mediocrità.

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Finalmente qualcosa di diverso e inaspettato, un modo di scrivere fresco e frizzante che reinterpreta lettere e parole. Oltre a poesie molto belle maggiormente ‘tradizionali’ , questo scrittore esordiente combina originalità, estro e sperimentazione in un risultato godibile e non banale. Consigliato.

RECENSIONI LIBRO:

http://www.comunicati-stampa.net/com/perch-non-cento-di-alessandro-pagani.html

http://www.comunicati-stampa.net/az/az-41426/Alessandro_Pagani

http://www.comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/388361.html

http://www.informazione.it/c/41BBE43C-E812-490D-BBAF-92E65CB5E639/Perche-non-cento

http://www.chimiconsigliaunlibro.it/index.php?option=com_fabrik&view=table&tableid=54&calculations=0&resetfilters=0&Itemid=147&lang=it

http://www.libridaleggere.net/perche-non-cento/

http://gossip.libero.it/focus/35386620/perch%C3%A8-non-cento-di-alessandro-pagani/alessandro-pagani/?type=

http://www.wuz.it/biografia/475134/Pagani-Alessandro.html

http://www.lineefuture.it/perche-non-cento-le-poesie-di-pagani/

http://www.sevenblog.it/perche-non-cento/

http://www.liberaillibro.com/perche-non-cento/

http://peccati-di-penna.blogspot.it/2016/04/segnalazioni-10.html

http://www.prosaepoesia.net/lettere-allautore/lettori-e-scrittori/#presentazionepagani

http://www.mebook.it/file/view/123137/perche-non-cento

http://www.neteditor.it/content/241386/perch%C3%A8-non-cento

http://www.pennadoca.net/wordpress/?p=561

http://peccati-di-penna.blogspot.it/2016/04/segnalazioni-10.html

http://www.ilblogdeilibri.com/2013/09/mi-consigli-un-libro/#comment-3083

http://libropatia.blogspot.it/

http://www.lucidamente.com/34604-cerco-un-verso-diverso/

http://www.nove.firenze.it/perche-non-cento-di-alessandro-pagani.htm

http://www.tzetze.it/2016/05/perch_non_cento_di_alessandro_pagani/

http://www.italiaartmagazine.it/alessandro-pagani-perche-non-cento-libro-di-poesi-edito-da-alter-ego-augh-edizioni/

http://www.poesie.reportonline.it/poeti-emergenti/poesie-di-alessandro-pagani/index.html

http://ventodilibri.blogspot.it/2016/06/cosa-ci-porta-il-vento-32-segnalazione.html

http://www.antologica.it/2016/07/perche-non-cento/

http://www.azioneculturale.eu/2016/07/perche-non-cento-le-poesie-umoristiche-alessandro-pagani/

http://www.margutte.com/?p=18609

Per completare questa presentazione passiamo ora ad occuparci dell’autore con alcune brevi note biografiche:

Alessandro Pagani è nato nel 1964 a Firenze. Appassionato di poesia da sempre, ha fatto parte negli anni ’80 del movimento artistico underground fiorentino “Pat Pat Recorder”. Nel 1988 inizia un percorso come musicista con svariati gruppi tra i quali gli Stropharia Merdaria, Parce Qu’Il Est Triste, Hypersonics (con cui ha partecipato ad Arezzo Wave), Subterraneans e successivamente con i Valvola, insieme ai quali fonda l’etichetta discografica Shado Records, attiva sino al 2007. Attualmente è batterista della desert rock band Stolen Apple, con la quale ha fatto uscire l’album di debutto “Trenches”.

“Perchè non cento”? edito da Alter Ego, è la sua prima pubblicazione, dopo il libretto autoprodotto del 2011 “Le Domande Improponibili” (tutto quello che avreste voluto sapere sulle risposte, e non avete mai osato chiedere).

Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla terza segnalazione di giornata!

Buona serata e, come sempre, Buona lettura, magari proprio in compagnia di “Perché non cento?” di Alessandro Pagani edito da Alter Ego Edizioni!

Con simpatia! 🙂

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Vivere qui di Giacomo Gusmeroli

La nuova raccolta di versi di Giacomo Gusmeroli

Vivere qui di Giacomo GusmeroliChi mi conosce e frequenta da più tempo questo mio spazio virtuale sà quanto io apprezzi Giacomo Gusmeroli e la sua opera in ambito poetico. È quindi con estremo piacere che oggi, sia pure con un po’ di (colpevole!) ritardo, mi trovo a commentare con piacere “Vivere qui“, l’ultima fatica in ambito letterario del bravissimo Giacomo Gusmeroli, edita da Transaeuropa Edizioni. Con “Vivere qui” colui il quale si era definito, citando il titolo della sua prima raccolta di poesie, “Apprendista della parola“, compie un ulteriore passo avanti nella propria maturazione stilistica. In questa sua nuova raccolta trovano spazio tre raccolte intitolate “Vivere qui“, “Ancora qui” e “Ora adesso qui“. A queste tre sezioni principali si aggiungono due intermezzi posti, il primo, intitolato “Quattro novelle di qui” raccoglie quattro storie, narrate, come si può intuire dal titolo di questa sezione, in forma di novella, che raccontano la vita e l’opera altruistica, sempre al servizio dei più poveri e bisognosi, del Sùstila, al secolo Maurizio di Sostila, “povero tra i poveri”. Di lui Giacomo Gusmeroli rievoca, con infiniti affetto e gratitudine, le gesta d’altruismo terminando col povero Sùstila che emette “il respiro grande”. Il secondo intermezzo è dato da una nutrita dotazione di note alla parte, o sezione come l’ho chiamata prima, intitolata “Ancora qui“.

Ma procediamo con ordine…

Vivere qui di Giacomo GusmeroliNella sezione che da il titolo all’intera raccolta, ossia “Vivere qui“, l’autore rievoca la propria vita in quel di Tartano, una vita fatta di piccoli piaceri e di lavoro, studio e preghiera. Di pasti e di vita condivisa coi fratelli e con due genitori di quelli di una volta, una madre che non trovava mai requie e non poteva godere di tempo libero in quanto sempre affaccendata e di un padre che incuteva “timore e affetto rassicurante”; due genitori convinti che il modo per far sì che i figli crescessero bene fosse il perdono. In “Ancora qui” troviamo descritta un ritorno ai propri luoghi natii con citati anche alcuni degli uomini e donne che hanno avuto parte nella sua maturazione di uomo. Conclude questa seconda parte una sorta di piccola Spoon River nostrana, intitolata “Erano divinità a me bambino i vecchi“, nella quale trova spazio un altro  gruppo di persone che l’autore, come recita il titolo, considerava alla stregua di divinità tanto erano importanti ai suoi occhi di bambino.

Conclude la bellissima raccolta “Vivere qui” di Giacomo Gusmeroli, raccolta nella quale l’autore abbandona il “verso puro” per una forma espressiva che potremmo definire “prosa in forma di verso”, un po’ quello che Raymond Carver, il grande scrittore americano specialista della forma breve del narrare, fa nel suo “Racconti in forma di poesia“, la sezione intitolata “Ora adesso qui” con la quale siamo invitati a farci una passeggiata per le vie di Sondrio al primissimo mattino in compagnia dell’autore. Una raccolta da non lasciarsi sfuggire e da leggere e rileggere con la certezza che ogni volta si riuscirà a cogliere un qualcosa di nuovo che ci era sfuggito in precedenza. Un nuovo tassello che conferma, caso mai ce ne fosse ancora bisogno, l’incredibile bravura di Giacomo Gusmeroli nel raccontare la vita e le sue storie, qualunque sia la forma da lui scelta per farlo.

Vivere qui di Giacomo Gusmeroli

Così e adesso

Salve di nuovo!

Intestazione "Segreti di Pulcinella", rivista di Letteratura e Cultura varia

Come anticipato nello scorso articolo vi presento qui di seguito il secondo dei poemi che la bravissima Simonetta Biserni ha scelto di pubblicizzare attraverso queste pagine. Si tratta in questo caso del poema intitolato “Così è adesso”. Anche questo poema è stato pubblicato su “Segreti di Pulcinella” ed è, come il precedente, gustabile a questo link! Anche in questo caso il poema è corredato dalla riproduzione di una seconda opera scaturita dal genio pittorico di Alessandro Bargellini. In questo caso si tratta dell’opera intitolata “Carattere“, un olio su cartone delle dimensioni, al naturale, di cm. 35X45. Detto questo è giunta ormai l’ora che io smetta di tediarvi e dia, piuttosto, spazio alla nostra Simonetta Biserni e al suo nuovo meraviglioso poema intitolata “Così e adesso“:

"Carattere", olio su cartone, di cm. 35X45, opera di Alessandro Bargellini

“Così e adesso” è un poema ispirato alla chiamata che viene fatta all’Anima al momento di tornare sulla terra per una nuova Evoluzione.

Martino, questo è il nome dell’Anima in questione, non ne vuole sapere di scendere di nuovo perché, la sua ultima incarnazione, è stata davvero una grande battaglia e lui è davvero molto stanco e preferisce stare ancora un poco a riposare e dedicarsi ai suoi hobby.

Starà ai Maestri che hanno in custodia Martino, prenderlo sotto la loro ala protettiva e, oltre a dargli nuovo materiale informativo, riuscire ad  infondergli di nuova fiducia per compiere la sua nuova missione sulla Terra.

"Carattere", olio su cartone, di cm. 35X45, opera di Alessandro Bargellini

Così e adesso

Questa è la storia dell’Anima Martino,

che non volea  sulla Terra ritornare,

anche stavolta il caro piccolino,

era riuscito a superar sé stesso,

e pronto ancor non era a navigare.

Lui aveva il dono delli Maghi,

sapea legger del Cielo ogni Suo verso,

ed i suoi sensi mai erano paghi,

di riconoscer cosa si celava,

nelle righe del Magico Universo.

Non era molto che era rincasato,

stanco era della Lunga Lotta,

e non voleva ritornar neonato,

era davvero troppo presto,

per  rientrare in flotta

Elogio alla Scrittura

Salve a tutti!

Intestazione "Segreti di Pulcinella", rivista di Letteratura e Cultura varia

Con i prossimi due articoli farete la conoscenza con una nuova amica di questo blog. Si tratta di Simonetta Biserni, una scrittrice e poetessa di grande talento che ha scelto questo blog per farsi conoscere e far conoscere la propria arte. La scelta in questi due casi è caduta su due suoi poemi, il primo intitolato “Elogio alla Scrittura” e il prossimo intitolato “Così e adesso”. Entrambi questi poemi, qui introdotti dalla stessa autrice, sono pubblicati sulla rivista “Segreti di Pulcinella” e sono gustabili integralmente a questo link. Ma ora bando alle ciance e diamo spazio alla bravissima Simonetta Biserni e al primo dei suoi splendidi poemi, intitolato, come detto in precedenza, “Elogio alla scrittura“. Il poema sarà accompagnato dalla riproduzione di “Immagine dell’inconscio“, un’opera pittorica realizzata, a tecnica mista, di dimensioni, al naturale, di cm. 30X40, realizzata da Alessandro Bargellini:

"Immagine dell'inconscio", opera a tecnica mista, di cm. 30X40, realizzata da Alessandro Bargellini

“Elogio alla Scrittura” è un poema ispirato al poco valore che oggi viene dato alla parola, sia a quella scaturita dalle nostre labbra, sia a quella messa per iscritto.

Si narra che quando Dio la Creò, una missione lei aveva da compiere: quella di esser sempre foriera della Verità.

Come in tutte le missioni importanti, il cammino le è reso difficile da molti ostacoli; la Parola uno solo ne trovò ma molto potente: l’uomo.

Costui non solo la usava a sproposito sotto forma di sproloqui e di promesse  non mantenute ma, non contento, decise di nuocerle anche mettendo per iscritto al novantanove per cento, ciò che vero non era.

Lungo è il cammino della Parola che però, alla fine, riesce a portare a termine quanto aveva promesso al momento della sua nascita.

Ma per ogni fine c’è un inizio.

Con una nuova promessa:

La Verità.

"Immagine dell'inconscio", opera a tecnica mista, di cm. 30X40, realizzata da Alessandro Bargellini

Elogio alla scrittura

 

 Parla la Scrittura

  

Vedo una quantità di versi sciocchi

una massa di parole data al caso,

tutto pare esser stato vano ai tanti occhi

e nel tentar di dare lustro alla Parola,

son stata presa per il naso.

Inutili gli sforzi dei Maestri d‘Alto Rango

Allievi pel mio degno han giocato la partita,

se tutto somiglia  a uno sgraziato tango

o quanto più sgradevole,

una farsa mal riuscita?

Nel mio cuore è custodita una tristezza

un’angoscia inaspettata,

lesion profonda efferatezza;

l’uomo che la ferita ha inferta,

e mai non s’è rimarginata.

A chi pensa d’avermi dato fama e gloria,

dico di non aver tanta  premura,

se poi non rimarrà nella memoria,

come nello Antico Tempo il bello,

ma solo tanta spazzatura.

Tamarindo di Manuela Garreffa

Manuela Garreffa promuove la propria raccolta di poesie

Tamarindo di Manuela Garreffa

Salve a tutti!

È sempre un enorme piacere per me poter dar voce e spazio tra le pagine di questo blog ad autori ed artisti che desiderino autopromuoversi. Stasera è la volta di Manuela Garreffa la quale ci ha scelti per promuovere la propria raccolta di poesie intitolata “Tamarindo” edita da Lulu Press. Avendo avuto la fortuna di leggere il libro di Manuela Garreffa in anteprima mi permetto di caldeggiarne l’acquisto in quanto è una bellissima ed originale raccolta di poesie. Ma ora è giunta l’ora di cedere la parola e lo spazio a Manuela Garreffa affinché possa promuovere la propria raccolta di poesie intitolata “Tamarindo“…

Tamarindo di Manuela Garreffa

TAMARINDO è frutto di una vita nomade, e racchiude i ricordi di un cuore sensibile alle grandi e piccole questioni di un’epoca confusa, che è sospinta da un’aria di globalizzazione considerata irrefrenabile ma, al tempo stesso, conserva ancora i colori e i sapori delle mille cose del mondo che scompariranno, oppure si salveranno, grazie all’operato dell’umanità nelle prossime generazioni.

Dedico questi versi, e le storie reali che raccontano, a chi un giorno si è sentito confuso ed ha vagato in cerca di un’identità improbabile, non sapendo più come riconoscersi nè come raccontarsi. A chi si è innamorato nel deserto per poi bere, altrove, lacrime e pioggia. A chi ha smesso di scrivere perché una sola lingua non bastava più, per poi scoprire che la crisi, gli esodi e gli amori, avevano creato un’onda di altre anime come la sua, simili a dei mosaici colorati, capaci di sintonizzarsi con le sue frequenze.

E li dedico a chi, invece, è restato a casa. Ed ha visto cambiare il suo quartiere. All’amico straniero che saluta al bar. Al tavolino che, forse, occuperanno insieme. Per sbirciare la mia vita e sorridere delle cose che menziono, spiegandone una parola per uno.

Manuela Garreffa

Prima di concludere aggiungo che parte del ricavato di “Tamarindo” di Manuela Garreffa sarà devoluto a Survival, “Il movimento mondiale per i diritti dei popoli indigeni“. 

Grazie a tutte e tutti voi per l’attenzione e la pazienza e arrivederci alla prossima!

Buona serata e, come sempre, Buona lettura, meglio ancora se con la raccolta di poesie “Tamarindo” di Manuela Garreffa!

Con simpatia!

Tamarindo di Manuela Garreffa

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