Menzione di merito per “I Dodici occhi” al Premio Pavese

All’edizione 2016 del Premio Pavese conferita una menzione di merito al romanzo “I Dodici occhi”

Salve a tutti!

Torno tra voi a pochi minuti dall’ora di cena per sanare una mia manchevolezza. Ieri mi è stata inviata questa importante comunicazione riguardante il romanzo “I Dodici occhi” di Osvaldo Di Domenico da me presentato tempo fa tra queste pagine. Allo scopo di non tralasciare nulla riporto il testo integrale dell’email inviatami dall’Ufficio Comunicazioni e relazioni con i media di Utopia:

PREMIO PAVESE 2016: TRA I VINCITORI ANCHE L’ABRUZZESE OSVALDO DI DOMENICO 

MENZIONE DI MERITO AL ROMANZO “I DODICI OCCHI”

 I Dodici occhi di Osvaldo Di Domenico

Teramo, 29 agosto 2016. Il romanzo “I dodici occhi”, scritto da Osvaldo Di Domenico ed edito dal Gruppo Lisciani, ha ricevuto una menzione di merito da parte della giuria del Premio Cesare Pavese, il concorso letterario giunto alla sua trentatreesima edizione.

L’iniziativa, nata a Santo Stefano Belbo per rendere omaggio all’autore de “La luna e i falò”, nel corso degli anni ha visto tra le sue fila personalità del calibro di Gian Luigi Beccaria, Alessandro Baricco, Gad Lerner e Margherita Hack.

Ieri durante la cerimonia di premiazione, svoltasi presso il CEPAM – Centro Pavesiano Museo Casa Natale, l’autore abruzzese Osvaldo Di Domenico, funzionario della pubblica amministrazione di Teramo alla sua prima prova narrativa, è stato insignito di una menzione di merito dalla giuria – presieduta da Giovanna Romanelli, già docente alla Sorbona – per “il pregio di essere una sorta di scatola cinese leggibile a più livelli”.

Il romanzo – esordio del Gruppo Lisciani nel filone narrativo Young Adult – racconta la storia di cinque istituti di alta formazione, che ospitano mille giovani accuratamente selezionati, allo scopo di “creare” la nuova classe dirigente mondiale. Sette di loro, dopo aver rinunciato alle comodità delle loro vite familiari, si trovano a dover affrontare un oscuro intrigo internazionale e un’avvincente indagine investigativa, in un crescendo di ricordi, dubbi, passioni, tradimenti e inganni.

Adatto a un pubblico dai 14 anni in su,  “I dodici occhi” è disponibile in tutte le librerie e su tutti i principali canali di vendita online – prezzo € 14,90. Per ulteriori informazioni:http://www.liscianigroup.com/shop/libri-educativi/d/i-dodici-occhi-di-o-di-domenico/23496#.V3FdQLiLSUk

Greta Bongrazio

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Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione che mi avete nuovamente dedicato e arrivederci alla prossima occasione!

Buona serata e, come sempre, Buona lettura!

Con simpatia! 🙂

I Dodici occhi di Osvaldo Di Domenico

 

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Un biglietto di solo andata per Berlino di Angela Parise recensione a cura di Monica Pasero

E quando l’amore arriva, non sei mai pronto! E nessuno, può insegnarti realmente ad amare! Chi può dire sinceramente di conoscere l’amore a fondo? Di averlo vissuto come doveva, senza il timore, ma solo accogliendolo nella sua vita?  Pochi sono giunti a questo, perché l’uomo, da sempre, innanzi all’amore diviene fragile, incapace di coglierne l’essenza e così subentra la paura dell’abbandono e il cammino diviene insicuro e timoroso del domani. L’autrice, di questo romanzo, ci conduce a conoscere le paure, i sogni, le chiusure di Hans, un giovane cresciuto in un mondo freddo, fatto di facciata e arrivismo che lo ha indotto a pensare che l’amore in fondo  non esiste, ma è 51Kqw5iCKYL._BO2,204,203,200_PIsitb-sticker-v3-big,TopRight,0,-55_SX324_SY324_PIkin4,BottomRight,1,22_AA300_SH20_OU29_ solo un  atto di comodo per ottenere, prendere, defraudare. La sua visione disillusa lo porterà  a chiudere ogni emozione a chiave, negando a se stesso il suo bisogno dì amore, ma  poi arriva lei, Marta che come una folata di vento  inaspettata, lo trascina  con il suo entusiasmo e i suo sogni nell’ inverno più caldo della sua vita. Tra le pagine di una Berlino innevata,  fiorisce questa dolce e tormentata storia d’amore, dove  le distanze, le paure,  le diversità, gli inganni, si mescolano. Portando i due  protagonisti a scoprirsi a piccoli  passi e crescere  insieme.

Un libro scorrevole dalla prima  all’ ultima pagina, la penna entusiasta  di Angela, rende la narrazione mai noiosa.  I dialoghi spesso sono smorzati da un tocco giovanile che porta alla lettura la giusta leggerezza.   Romanzo  indicato a tutte l’età,  in cui perdersi sorridere e ritrovarsi. Una favola moderna  in pagine pulite e scritte con garbo,  dove l’autrice mostra tutta la sua bravura, conducendo  il lettore in riflessioni che evidenziano l’importanza del conoscersi, la necessità di riscoprirsi  giorno dopo giorno, rivalorizzando  il nostro cammino. Trasformando le nostre paure in sicurezze. Tutto questo grazie alla forza dell’amore vero che conduce sempre i nostri passi uno verso l’altro.

Monica Pasero.

 

A   SCOPRIAMO L’ARTISTA L’ILLUSTRATRICE VIRGINIA COVONI

Quando il colore dona energia 

e diventa creatività10872516_10204282664601397_2059461554_n

Nel mio spazio oggi esplode la creatività, il colore e il tratto che uniti con sapienza ci conducono in un mondo fantastico, dove la fantasia dell’artista si scatena, realizzando su carta immagini d’effetto che prendono vita, portando Magia su pagine di libri. A  Scopriamo l’artista  l’illustratrice Virginia Covoni

 Virginia innanzitutto ti ringrazio di essere qui e ti chiedo: quando è nata la tua passione per il disegno ?

 Ciao Monica, grazie. Come molte altri prima di me, fin da piccola ho sempre amato disegnare perché volevo dar vita a tutto quello che vedevo e desideravo con gli occhi della realtà e dell’immaginazione.

Leggo che sei laureata in lingue e civiltà orientali, questo tuo percorso di studi ha influito in qualche modo nel tuo percorso da illustratrice?

Più che influito direi che è andato di pari passo con la mia passione per il disegno.Non ero la prima che amava disegnare a frequentare un corso di quel tipo e proprio lì ho conosciuto molte persone con la mia stessa passione, che sono ancora mie carissime amiche. Al primo anno facevamo fra di noi contest di disegno, dandoci un tema e un tempo per realizzarlo e poi ci giudicavamo l’un l’altro.

I tuoi disegni principalmente “manga “ da che cosa sono ispirati?fv13axdjeincj8

Innanzitutto vorrei aprire una parentesi sul disegno “ manga”, poiché talvolta, specie negli ambienti più illustri degli artisti, viene denigrato come un disegno infantile di chi non sa disegnare o non ha ancora un proprio stile, idea con la quale mi trovo in parte d‟accordo poiché ritengo di non avere ancora raggiunto una piena maturità artistica dato che mi sono affacciata professionalmente solo da pochi mesi al mondo dell’ illustrazione editoriale. Da quando gli artisti occidentali hanno scoperto l‟Oriente e in particolare il Giappone, hanno sempre tratto spunto da esso, per la particolarità delle stampe ukyo-e , per la novità dei soggetti che essi rappresentavano ecc. E dal 1868 ad oggi non credo esista un solo artista, in particolare fra quelli della mia generazione, che non abbia voltato lo sguardo ad Oriente senza cogliere un’ispirazione di qualsiasi tipo. Essendo poi cresciuti in un’ epoca in cui gli anime e i manga giapponesi hanno trovato maggior terreno fertile, è certo al 101% che io e molti altri abbiamo principalmente tratto ispirazione da essi. Per quanto mi riguarda non ho mai disdegnato il disegno dal vero e le opere degli impressionisti i quali, guarda caso, si ispirarono per primi alle stampe giapponesi che giunsero in Francia come semplice carta da imballaggio per le ceramiche. Disney e Deviant art hanno fatto il resto.

La tua giovane età è stata condizionata dai fumetti e cartoni tv anni „90, quale tra questi ti senti legata ?

Sono fiera di dire di non essere fra quelle legate a Lady Oscar o Georgie, con tutto rispetto per queste opere che sono una pietra miliare del genere shoujo manga. Io

lryofk4hn3b7f0sono già della generazione Dragonball e Rossana. Quest‟ ultimo in particolare ha cambiato la visione triste e deprimente che, da brava adolescente, avevo della vita che mi appariva davanti: genitori che si separano e compagni di scuola che ti prendono in giro perché guardi i “cartoni animati alla tua età” . Per forza di cosa o inizi a frequentare “ cattive compagnie” o l‟unico posto dove vai a rifugiarti, è proprio quello fatto di personaggi che combattono con un sorriso nonostante le avversità. Crescendo poi le mie attenzioni si sono rivolte a Fushigi Yuugi e alle opere di Yuu Watase, la quale mi ha fatto sognare con il suo genere fantasy/ romantico, alle opere di Ai Yazawa e a storie più cupe e ironiche ma altrettanto d‟impatto come Saiyuki di Kazuya Minekura di cui mi porto sempre nel cuore una frase del protagonista: “ Sei libero di morire in qualsiasi momento! Sappi però che nel momento in cui deciderai di morire le cose rimarranno invariate. Se invece decidessi di vivere, qualcosa potrebbe cambiare.

Osservando le tue illustrazioni denoto una grande energia cromatica, prediligi tonalità forti come gialli, arancioni, rossi che donano alle tue opere una grande vitalità. C‟è una motivazione per la scelta di queste colorazioni o zyi_3gog0trnhvsolo un fattore di gusto personale ?

In realtà non calco molto la mano con i colori accesi perché ho sempre amato le tonalità pastello. Inoltre mi aiuto anche con i programmi di grafica per decidere quale livello di colore mi piace di più. In generale comunque sono un‟ amante della luce e della vitalità ecco forse perché rifletto tutto sui disegni specie quelli che so andranno in mano a un pubblico giovanissimo che sarà attratto da qualcosa di forte e luminoso come il loro spirito.

Tra i tanti lavori svolti, hai illustrato un fantastico libro per bambini “Fata Ventosa” della scrittrice Valentina Ilardo , raccontaci le tue emozioni di questa bella esperienza.

È un’ esperienza non ancora terminata, poiché mi sto già adoperando per illustrare il seguito di questa fantastica favola e altri racconti scritti da Valentina, quindi non mi allargo troppo. Vedere i tuoi disegni, sui quali hai passato mesi e mesi a lavorare, colorare, fotografare, girare, tagliare, provare e riprovare, stampati e tangibili è un’ emozione indescrivibile. Vedere poi le facce dei bambini che contenti comprano il tuo libro, che al momento stiamo vendendo tramite mercatini e conoscenze, è ancora più emozionante e ti ripaga di tante critiche che ti aspettano in futuro. Ma questa è la vita dell’artista.

Quanto lavoro c’è dietro a un’illustrazione ?sn-7tdnncdrq_k

Questo dipende dal giudizio e dall’ ispirazione dell’ artista. Per quel che mi riguarda un disegno completo che io possa giudicare “ accettabile” richiede almeno un paio di settimane di lavoro. Poi ovviamente quando hai la consegna vicino, cerchi di trovare un compromesso.

Illustrare è un po’ come raccontare una storia tramite immagini, espressioni e colori per fare tutto questo occorre più tecnica o più sensibilità ?

Io sono un’amante delle copie dal vivo e sono sempre pronta a scoprire tecniche diverse e a migliorare in base a ciò che la realtà o nel caso dei libri il narratore  mi mostrano. Certamente come il solfeggio per un musicista è indispensabile per un disegnatore, sia lo studio “ tecnico” di forme e costruzioni sia l‟uso dei materiali e tecniche pittoriche. Per quel che mi riguarda inoltre mi ritengo una persona con poca fantasia ma molto sensibile. Di conseguenza lascio che siano le parole ad ispirarmi e molto spesso riesco a cogliere ciò che proprio le parole non riescono a spiegare e sono spesso loro e i loro scrittori a far nascere il disegno dentro di me. In sintesi è bene usare sempre un giusto equilibrio.

Nell’era dei computer anche l’arte del disegno viene spesso sostituita da programmi digitali. Secondo te la fantasia perde di valore o e solo un altro modo di concepire l‟arte?

Mi capita spesso di sentire discussioni del genere anche se per l’epoca in cui viviamo è ovvio che si predilige il digitale per miliardi di motivi a partire da quello di non sprecare carta. Ma la fantasia e l’arte non centrano niente con i “ mezzi “ con cui li realizzi.

Matita gomma, pagina bianca hai tutto quello che ti serve: di te stessa cosa aggiungi ?

Devo avere sempre una macchina fotografica o un telefono a portata di mano perché il più delle volte per avere chiara una figura e non perdere tempo prezioso mi faccio delle foto e poi ricopio. Serie tv o qualcuno che ti tiene compagnia di persona ( rarissimo) o via Skipe poi sono l‟ideale per disegnare in tranquillità.

oltrefiaba oVirginia il tuo più grande sogno ?

Andare in Giappone e girarmelo da cima a fondo per almeno un anno oramai sta diventando veramente un sogno pari a quello di volare. Emozionare il pubblico con i miei disegni e fare della mia passione il mio lavoro lo vedo già qualcosa di più fattibile.

Ultima domanda di rito per l nostra rubrica: che cos’è l’arte per Virginia Covoni?

A tal proposito vorrei citare un frase di Kandinskij che recita così: “ L‟arte è eternamente libera” e aggiungo personalmente: “ Se riesce a scatenare un emozione è arte!”

SE STATE CERCANDO UNA BRAVA ILLUSTRATRICE CONTATTATE VIRGINIA COVONI TRAMITE LA SUA PAGINA FACEBOOK 

O TRAMITE LA SUA MAIL vcovoni@yahoo.it

A Scopriamo l’artista lo scrittore Thomas Melis

A Scopriamo l’artista giunge, dalla splendida terra sarda, un giovane al suo esordio letterario.Conosciamo meglio lo scrittore Thomas Melis.

 Intervista  a cura di Monica Pasero

Ringraziandoti di essere qui ti chiedo subito: quando è nata la tua passione per la scrittura?

“La mia passione per la narrativa è nata molto presto, già quando ero bambino. Sono cresciuto in un ambiente tomaprofondamente legato alla lettura, grazie a mia madre, e sono stato avvicinato gradualmente a questo mondo, prima con i fumetti e i libri per bambini e poi, via via, con testi più complessi. Non a caso all’università ho scelto la facoltà di Lettere e Filosofia, dove ho maturato le competenze teoriche necessarie per immaginare di scrivere un libro. In seguito, ho iniziato a lavorare nel campo della consulenza aziendale e nel settore dei fondi comunitari, attività professionale che ha comportato un lavoro quotidiano di redazione e revisione di documenti complessi e particolarmente strutturati. In questo modo sono riuscito a unire la teoria delle scienze umanistiche alla pratica del lavoro di scrittura, iniziando a vedere più vicina la possibilità di creare realmente un romanzo”.

C’è uno scrittore, in particolare, a cui ti ispiri?

“Ho sicuramente un debito di gratitudine verso due giganti della letteratura nazionale contemporanea: il Collettivo Wu Ming e Giancarlo De Cataldo. Ai membri del primo devo una certa propensione all’introduzione di elementi di analisi sociale, economica e politica, apparentemente esterni all’intreccio e alla storia raccontata, ma in realtà pienamente organici al messaggio sottostante il romanzo. Vedere questa tecnica, messa in atto con la maestria del Wu Ming, mi ha affascinato sin dalla lettura del loro primo romanzo. A De Cataldo sono debitore dell’idea di raccontare la criminalità moderna dall’interno, con le particolarità umane e della quotidianità dei personaggi descritti e gli elementi, chiamiamoli tecnici, dell’attività illegale, come per esempio il legame con il territorio, il controllo delle diverse zone della città e la compenetrazione tra crimine ed economia lecita. Da entrambi, inoltre, ho preso ispirazione per quanto riguarda l’utilizzo di un linguaggio vicino a quello della realtà, costituito da espressioni gergali e vernacolari diverse, in base all’estrazione sociale e alla provenienza geografica dei personaggi. Ovviamente loro sono dei maestri inarrivabili, io sono un semplice discepolo!”.

Nel tuo libro “A un passo dalla vita” edito dal Lettere Animate, tratti argomenti  attuali in cui evidenzi  il degrado giovanile; il tuo personaggio Calisto, giovane meridionale, lascia la sua terra natia con idee ben chiare, e per costruirsi un futuro, sceglie la criminalità. Una riflessione su questa triste realtà ?

“Direi che è sufficiente aprire i giornali per capire quanto pericolosa e reale possa essere la storia di quelli come Calisto. Quando sfogli il Sole 24 Ore e leggi che in Italia esistono 10 milioni di poveri, che la disoccupazione è attualmente più alta rispetto alla crisi del ’29, ma che, tuttavia, la metà della ricchezza nazionale totale è in mano al 10% degli italiani, è chiaro che qualcosa non va, che esiste qualcosa di profondamente sbagliato nella nostra società. Nel Paese più corrotto d’Europa, con le organizzazioni criminali più potenti dell’Occidente, dove la politica ha rinunciato da oltre un ventennio alla propria dimensione pedagogica, è proprio la degenerazione socioeconomica dilagante a produrre il terreno fertile nel quale personaggi intelligenti e determinati, che si sentono derubati come Calisto, trovano le giustificazioni e le motivazioni per scegliere la deriva criminale. Quella di Calisto è una reazione violenta a un’ingiustizia. Di fronte a questa ingiustizia, se si leggono i giornali, esistono due tipi di reazione, entrambe violente: c’è chi decide, dopo l’ennesima umiliazione, di togliersi la vita e chi invece prende la strada del crimine. Ecco, io ho voluto raccontare la storia di chi crede che per non arrendersi sia legittimo anche il male, sia legittima anche la violenza. Ovviamente, al contrario, tutti sappiamo che questa scelta non può che far pagare un prezzo altissimo a chi decide di intraprenderla. Nondimeno, la denuncia dell’incredibile realtà che stiamo vivendo rimane intatta”.

Ogni libro dona un messaggio, il tuo libro dai colori forti, che purtroppo dipingono realisticamente la società odierna, quale messaggio vuole lasciare al lettore?tomas

“Il male non resta mai impunito: questo vorrei fosse il messaggio lasciato al lettore una volta terminata l’ultima pagina del mio romanzo. Per questo motivo, pur nella denuncia sociale e in una certa visione cinica della società, che traspare dalle righe di A un passo dalla vita, ho voluto inserire degli elementi di speranza, rappresentati da alcuni personaggi speciali, puliti e privi del rancore e della voglia di rivalsa violenta che invece caratterizzano Calisto e gli altri elementi del sodalizio criminale raccontato nel libro. Questo perché credo che la moltiplicazione del male e della negatività, soffocanti nella nostra società, sia un elemento autodistruttivo capace di causare danni potenzialmente irrecuperabili, soprattutto nelle generazioni più giovani e in quelle future”.

Un appello ai nostri lettori, spiegagli perché dovrebbero leggerti ?

“Perché racconta in modo disincantato un mondo che esiste, e che ci circonda, ma che molti sottovalutano o preferiscono non vedere. Perché dà una testimonianza della frustrazione e della rabbia di quella che è stata definita “generazione perduta” – un simpatico understatement per evitare di dire “generazione fallita” –, la generazione che non avrà figli perché non ha lavoro, quella più preparata e qualificata ma meno pagata e occupata. Infine, lo consiglio ai lettori, perché fornisce un piccolo segnale di cosa potrebbe succedere, sempre più spesso e a sempre più persone, se non si dovesse trovare una soluzione – reale e non propagandistica – alle problematiche di cui abbiamo parlato”.

Casa Editrice o Self publishing ?

“Sicuramente casa editrice. Ho scelto di pubblicare con Lettere Animate perché ero sicuro della serietà e del grande know how che mi avrebbero garantito, sia per quanto concerne la gestione dei canali di pubblicazione, sia in merito alle metodologie promozionali da utilizzare successivamente. Credo di aver fatto la scelta giusta e sono sicuro che il lavoro che stiamo sviluppando porterà i giusti risultati.”

Qualche nuovo libro nel cassetto ?

“Al momento non ho ancora valutato seriamente la possibilità, ma credo che se questa dovesse realizzarsi dedicherei il nuovo lavoro a un argomento legato alla mia terra d’origine: la triste e bellissima Sardegna. Poi chissà, non escludo un seguito di A un passo dalla vita… Tuttavia, si tratta ancora di eventualità piuttosto premature.

Chi è Thomas Melis nella vita di tutti giorni ?

“Un comunissimo italiano che si dà da fare per superare questo durissimo momento. Cerco di far coincidere la mia vita professionale con le mie passioni, in particolar modo con la scrittura. Ho fortunatamente avuto la possibilità di ricevere una formazione universitaria e post universitaria, che mi ha lasciato l’utilissimo tarlo per l’approfondimento, caratteristica senza la quale non sarei mai riuscito a realizzare il mio romanzo. Direi che questi elementi contraddistinguono, a grandi linee, la mia giornata.”

Ultima domanda, di rito nel nostro spazio, che cos’è l’ arte per Thomas Melis ?

“ Credo che l’arte sia la volontà di filtrare, attraverso la creatività, le impressioni e le idee dell’artista rispetto alla realtà circostante. Esistono infiniti esempi di questo concetto in tutti i campi artistici, dalla scrittura alle arti grafiche, dalla musica al ballo. Nel raggiungimento dell’obiettivo, ossia nella capacità di comunicare alla platea più ampia il messaggio sottostante – l’intenzione dell’autore –, sta la bravura dell’artista. Se dovessi definire il concetto di arte in poche parole, lo farei in questo modo”.

Ringraziandovi per lo spazio che mi avete concesso su questo blog, lascio un saluto ai vostri lettori, ricordando loro che potranno trovare “A un passo dalla vita” in tutte le principali librerie on line.

Ringraziando Thomas per questa interessante intervista, ricordiamo il link per l’acquisto del suo libro https://play.google.com/store/books/details?id=2gEUBQAAQBAJ&source=ge-web-app

“Borghi, città e periferie: l’antologia del dinamismo urbano”

Segnalo questa nuova iniziativa firmata Lorenzo Spurio

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Scopo della antologia è quella di selezionare e raccogliere un congruo numero di poesie di autori appartenenti alle varie realtà geografiche nazionali e internazionali in cui i testi siano incentrati, ispirati o abbiano degli elementi di rimando al mondo della vita cittadina, riferimenti all’universo delle nostre strade, piazze, giardini pubblici e alla ricchezza architettonica o, al contrario, all’indagine dei casi di disagio, rischio, condizioni di marginalità e quant’altro.

Modalità di partecipazione

1. La partecipazione alla antologia è gratuita; coloro che verranno selezionati saranno tenuti ad acquistare un tot di copie a un prezzo fisso secondo le modalità di seguito elencate.

2. Ogni poeta potrà inviare un massimo di 4 poesie in formato Word (ciascuna poesia non dovrà superare i 30 versi di lunghezza) accompagnate da un proprio profilo bio-bibliografico di massimo 20 righe Times New Roman pt. 12 e un file contenente i propri dati personali (nome, cognome, indirizzo di residenza, numero di telefono, mail e l’autorizzazione contenuta al punto 3. del presente bando).

3. L’autorizzazione da includere nella scheda dei dati è la seguente:
“Dichiaro che i seguenti testi sono frutto del mio ingegno e che sono l’unico autore”.

4. I materiali dovranno essere inviati a mezzo posta elettronica a lorenzo.spurio@alice.it entro il 31 dicembre 2014.

5. L’antologia finale verrà pubblicata da Agemina Edizioni (Firenze) e presenterà un numero di autori non inferiore a 30. La cura  del progetto sarà dello scrittore e critico letterario Lorenzo Spurio, al quale si rimanda per eventuali richieste di informazioni sull’iniziativa.

6. Gli autori che verranno selezionati per questo tipo di progetto verranno contattati a mezzo mail a Gennaio 2015 e agli stessi verrà richiesto di sottoscrivere un modulo di liberatoria per l’impegno all’acquisto della antologia: 3 copie dell’antologia a prezzo definitivo di 35 € (comprese le relative spese di spedizione del plico con sistema di spedizione raccomandato).

7. E’ richiesto di inviare materiale moralmente responsabile, ossia che non offenda la morale, la religione e che non sia portavoce di discriminazione di ciascun tipo.

8. L’antologia, essendo dotata di regolare codice identificativo ISBN, sarà messa sul mercato e diffusa anche attraverso i siti di vendita di libri.

9. A seconda della disponibilità dei vari autori antologizzati è in cantiere una presentazione del volume da farsi nella primavera del 2015.

Info: lorenzo.spurio@alice.it – Evento FB https://www.facebook.com/events/825087960854953/?fref=ts

IL VERO SIGNIFICATO DI HALLOWEEN

Alterazioni di Maura Mantellino

Recensione a cura di Monica Pasero

Termino l’ultima pagina e lacrime spontanee bagnano la carta. Un pianto quasi liberatorio il mio, da donna per altre donne. Forse avevo bisogno di leggere un libro in cui la vita ti mette a dura prova, ma poi la speranza, la voglia di farcela ritorna predominante.

Osservo  la piccola  chiazza allargarsi, sulla copertina di “Alterazioni “di Maura Mantellino,comprendendo che  queste due ore, di lettura, non sono state perse, come accade molto spesso con altri testi : anche perché, è sempre  più difficile riscontrare “emozioni”  nelle tante e spesso inutili  opere pubblicate ,ormai a catena di montaggio.Mantellino_2

Anche per questo, sono felicissima di dare voce a quest’opera, che tocca le corde dell’animo umano e  conduce alla riflessione, su quanto la vita sia imprevedibile e quanto sia importante, anche nei momenti  più duri, trovare la forza di reagire; la quale  mi ha donato sensazioni contrastanti, ma tutte genuine e sentite: dalla tristezza degli eventi, alla rabbia della consapevolezza, fino alla dolce, quasi placida ,accettazione e  infine l’entusiasmo della rivincita: luce che ritorna.

Così, in questa giornata settembrina, la mia mente ha viaggiato, immedesimandosi nelle protagoniste di “Alterazioni”: un libro tutto al femminile, nel quale  la donna non è vista come essere perfetto, ma solamente “umano” in cui ne  vengono riconosciuti sbagli e meriti. Dove si denuda, mostrando la sua totalità  fatta di debolezza e forza. Un connubio di fragilità e riscatto unirà  le tre protagoniste, le quali, con grande coraggio, attraverseranno il loro viaggio nei percorsi irti e  dolorosi  delle proprie esistenze. Tre donne, tre storie, tre vite diverse, ma tutte con un unico obbiettivo:” rinascere”  Tra queste pagine, oltre alla figura femminile, l’autrice evidenzia  l’amore complice  dei nostri amici animali, ribadendo ancora una volta  la loro grande sensibilità per la sofferenza umana.

Una penna elegante quella di Maura Mantellino  che sa giungere al cuore del lettore con garbo, senza imporsi. Semplicemente cosi, scrivendo.

Consiglio caldamente la lettura

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La Lettrice Assorta

"Non ci sono libri morali o immorali. Ci sono libri scritti bene e scritti male" (Oscar Wilde)

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