[INIZIATIVE LODEVOLISSIME] Time4life International a favore di mamma Barbara

Time4life international al fianco di mamma Barbara

Salve a tutti!

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Oggi torno tra di voi per un articolo diverso dal solito; un’iniziativa molto importante e lodevolissima. Time4life International, “una Fondazione Intenazionale che si occupa di sostegni a distanza in Siria, Nicaragua, Romania, Benin, Kenya e Nepal“, ha deciso di appoggiare un’iniziativa a favore di una madre italiana. Per presentarvi al meglio questa iniziativa riporto quanto scritto da loro sulla propria Pagina Facebook:

A Barbara hanno portato via il figlio, di soli 5 anni, accade a Reggio Emilia.
Barbara è una ragazza madre, anni fa si è rivolta ai servizi sociali per chiedere aiuto, essendo sola, e dovendo lavorare, chiedeva se conoscessero tate volontarie disposte ad occuparsi del suo bimbo durante il suo orario di lavoro, non potendo permettersi una baby sitter.
I servizi le spiegano che non hanno fondi per una tata ma possono farla aiutare da una famiglia che puo’ affiancarla, occupandosi del suo bimbo quando lei lavora. Barbara per mantere il proprio posto di lavoro, e non sapendo come altro poter fare accetta questa soluzione.
Dopo cinque anni di sacrifici, passati a fare la mamma, a lavorare, senza aiuti di familiari, un’amica, trovandola stanca e stressata le propone di fare una brevissima vacanza low cost di alcuni giorni in Egitto per recuperare le forze.
Barbara accetta, non sapendo che questa cosa la porterà a perdere il bambino. Superficialmente non avverte i servizi sociali della partenza, il suo bimbo era con la famiglia che le era stata assegnata in aiuto, e al suo rientro in Italia le viene negato di vedere il figlio. Impazzisce, come farebbe qualunque mamma, chiama i Carabinieri, che nulla fanno. Non vi è alcun dispositivo che neghi alla mamma di stare con suo figlio, eppure le viene illegittimamente negato.
Lei si sente male. Sviene, e viene portata in pronto soccorso. Il lunedì successivo i servizi sociali si scusano, rassicurandola sul fatto che non vi fosse alcun provvedimento contro di lei. Lei li perdona. Vuole andare avanti.
Barbara per fare una sorpresa a Samuele, con i soldi guadagnati con tanti sacrifici decide di riprenotare nello stesso posto, avendolo trovato adatto ai bambini. Naturalmente ne da avviso ai servizi per non commettere passi falsi.
Loro la convocano con l’inganno, chiedendo di portare anche il figlio, per salutarlo e vedere come sta. Lei, non temendo alcunchè si reca puntuale all’appuntamento. Un‘ assistente sociale invita il bimbo in una stanza per fare alcuni disegni, un’altra fa accomodare la mamma in un’altra ufficio. Il bimbo sparisce, viene portato via, e alla mamma viene letto il dispositivo del Tribunale dei Minori di Bologna, che le toglie il bambino temendo che possa fuggire dall’Egitto al Marocco, dove si trovano i nonni paterni del bambino, nonostante il padre biologico non lo abbia mai riconosciuto, nonostante Barbara non abbia mai visto i genitori di lui, ne sa dove abitano, ne come si chiamano.
Da quel momento può vedere il figlio solo un’ora a settimana con visite protette. Viene anche accusata di maltrattamenti: non un referto di pronto soccorso del bimbo, non una visita a casa della signora.
Sono passati 2 anni e la situazione non è cambiata. In questi due anni Barbara è stata trattata malissimo, umiliata, inascoltata, nulla è stato fatto per darle la possibilità di ripartire con il suo bimbo. A Natale ha umilmente chiesto di poterlo chiamare 10 minuti, le è stato negato. Per il compleanno del piccolo, il 10 luglio, ha chiesto di poterlo incontrare, lo ha fatto per tempo scrivendo all’assistente sociale con 2 settimane di anticipo, ma non è nemmeno stata degnata di risposta. Le è stata concessa solo una breve telefonata di auguri, è solo perché ha insistito.
La cosa che più ha fatto gelare il sangue nelle vene, è che la signora che ha in affido ora Samuele, pubblica le foto del minore sui social definendolo SUO FIGLIO, segno che le famiglie affidatarie non sono state adeguatamente formate su ciò che possono o non possono fare, segno che alla Signora P. non importa di ferire ulteriormente una mamma già a pezzi, segno che alla Signora P. non importa il fatto che magari un giorno Samuele, maggiorenne, non vorrà le sue foto sul web, non vorrà far sapere che è stato con una famiglia affidataria, vorrà raccontare la sua storia a chi vorrà lui, a chi lui riterrà meritevole di ascoltarla.
Aiuteremo mamma Barbara. Non possiamo restare indifferenti solo perché non è successo a noi. Ogni mamma dovrebbe essere solidale.

Vi chiedo il favore di far circolare questa notizia o ripostando questo mio articolo oppure scrivendone uno analogo voi stessi!

Grazie infinite per la pazienza e l’attenzione che anche stavolta mi avete voluto dedicare e arrivederci alla prossima occasione!

Buona serata e, come sempre, Buona lettura!

Con simpatia! 🙂

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