[SEGNALAZIONI] Lo specchio nero di Dikotomiko

Uscirà domani il volume “Lo specchio nero” del duo Dikotomiko

Salve a tutti!

Riceviamo e volentieri diffondiamo il comunicato relativo all’uscita del volume “Lo Specchio nero. I sovranismi sullo schermo dal 2001 a oggi” scritto dal duo Dikotomiko ed edito da DOTS Edizioni:

Copertina volume "Lo specchio nero"Titolo / Lo specchio nero. I sovranismi sullo schermo dal 2001 a oggi

Autore / Dikotomiko

ISBN / 9788894328837

Data di uscita / 25 aprile 2019

Genere / saggio, saggistica divulgativa

Pagine / 200 • Prezzo / 15 euro

Dimensioni / 12,5 x 20 cm

Parole chiave / Film, nostalgia, postfascismo, postnazismo

Con le illustrazioni di La Psicoscimmia
Il libro
A volte ritornano. A guardar bene, forse non stanno tornando, perché non erano mai andati via. Solo che oggi vanno di gran moda: parlano, seducono, governano. Sono neofascisti, sono neonazisti, ma si fanno chiamare identitari, sovranisti, mentre rievocano un passato nero, nerissimo.

E sul nero degli schermi aumentano le storie che parlano di loro: documentari, commedie, action movie, instant movie; rappresentazioni nostrane e internazionali dell’esistenza di gruppi neonazisti e neofascisti, che mescolano nuovi linguaggi e nostalgia.

Dikotomiko ha selezionato narrazioni audiovisive italiane e straniere in cui il passato getta la sua ombra sul presente; un racconto della contemporaneità organizzato per schede, un montaggio di storie e visioni da cui emerge il lato più oscuro di un presente che sembra un brutto film, purtroppo già visto.Gli autori
«O con noi o contro di noi».

Dikotomiko è un micro-collettivo composto da Massimiliano Martiradonna e Mirco Moretti, ultraquarantenni, non più giovani, anzi, reduci. Dikotomiko, uno e bino, nasce come blog antagonista tra scaffali impolverati, nello spazio angusto e umido di un’edicola di giornali, prossima allo sbaracco. Mirco Moretti, l’edicolante, e Massimiliano Martiradonna, il cliente. In comune una certa idea di cinema, fiumi di parole e fiumi di visioni.

Dicotomico (il bene e il male, il bianco e il nero), ma con la k, come nelle vecchie occupazioni liceali; per restare anonimi, al contrario della nascente voglia di micropopolarità social. Uno sguardo eretico su visioni non comuni né mainstream; un linguaggio concreto, corposo, che gira le spalle alla critica paludata.  

Dikotomiko vanta collaborazioni prestigiose con riviste – su tutte, quella fissa con «Nocturno», la rivista di culto del cinema di genere, italiano e non – e case editrici di settore. Dal 2013 ad oggi e fino a domani, senza mai abbassare la guardia.I film: I nostri anni • Caterina va in città • Fascisti su Marte • Nazirock • Diaz – Don’t Clean Up This Blood • ACAB – All Cops Are Bastards • Inconscio Italiano • Negotiating Amnesia • Sono tornato • Go Home – A casa loro • Crescere neofascisti – Viaggio all’interno dell’universo Lealtà Azione • Piazza Vittorio • Dove bisogna stare • Antifa – Chasseurs de skins • Un Français (French Blood) • Chez nous (A casa nostra) • Die Welle (L’onda) • Kriegerin (Combat Girls) • Utøya 22. juli • 22 July • Broderskab (Brotherhood) • Sisanje (Skinning) • Pussy Riot: A Punk Prayer • The Antifascists • Charlottesville: Race and Terror • Prófugos • Miljeong (The Age of Shadows) • The Act of Killing (L’atto di uccidere) • Die bauliche Maßnahme (The Border Fence)

Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e a risentirci alla prossima occasione!

Non lasciatevi sfuggire questa novità editoriale che promette di essere assai interessante!

Buonanotte e, come sempre, Buona lettura!

Con simpatia! 🙂

Copertina volume "Lo specchio nero"

[INTERVISTE] Intervista con l’autore. Michele Bussoni

Oggi la nostra Isabella Grassi intervista lo scrittore parmigiano Michele Bussoni

Salve a tutti!

Copertina romanzo "Svolvaer. I fiordi del perdono"In questo giorno di Pasqua la nostra inviata dalle terre parmensi, l’impareggiabile Isabella Grassi, intervista per noi lo scrittore parmigiano Michele Bussoni che ha di recente pubblicato nella collana “Gli Aedi” della Pedrazzi Editore il proprio nuovo romanzo dal titolo “Svolvaer. I fiordi del perdono“.

Ma ora è giunta l’ora di cedere la parola alla nostra Isabella e al suo graditissimo ospite al quale vi invito a dare il vostro più caloroso benvenuto.

Oggi ho intervistato per voi uno scrittore della mia città, che con “Svolvær. I fiordi del perdono” edito da Pedrazzi Editore, 2019 mi ha fatto letteralmente viaggiare attraverso la Norvegia, luogo che non conosco ma dove anelo di andare presto. Chi leggerà il romanzo di Michele Bussoni, parmigiano classe 1973, vivrà con lui e con i personaggi della sua opera in questi splendidi scenari.

Diamo ora spazio all’autore.

Descriviti in tre parole.

Sognatore, viaggiatore, disertore.

Cosa  ti ha spinto a scrivere?

L’ambizione di poter riuscire ad emozionare, far sognare e far riflettere i lettori. Creando immagini vivide, palpabili come fosse un film, un dipinto immortale. Non so se quanto e quando ci riuscirò. Ma se anche solo in piccolo, molto piccolo: ecco sarebbe una conquista per il mio cuore.

Descrivimi i momenti che dedichi alla scrittura e come si inseriscono nella quotidianità.

I momenti si sono divisi tra prima e dopo l’arrivo dei bambini. Ora, con loro, ho imparato a privilegiare la qualità del tempo, ineluttabilmente ridotto. Prima ero una sorta di viandante, etereo, che si perdeva spesso in distese e deserti. Ora cerco la meta, imponendomi di non sconfinare nell’ansia, altrimenti tutto ciò che potrei scrivere sarebbe inquinato da essa. Un equilibrio difficile, ma non impossibile. Poche ore, non tutti i giorni. Alla sera. Salvo buttare giù qualche appunto da sviluppare durante la giornata. Post-it attaccati qua e là, alla rinfusa, da raccogliere e assemblare.

Durante la scrittura del tuo romanzo come hai creato i Personaggi e l’Ambientazione? Ti sei  rifatto a esperienze personali direttamente?

Ho viaggiato molte volte attraverso la scandinavia. Credo sei. Privilegiando la Norvegia, per una affinità interiore che trovo quasi inspiegabile, un innamoramento che travalica la ragione. Ho visto quasi tutte le città, i luoghi più spettacolari dal punto di vista paesaggistico, ma anche storico. Le isole, Svalbard comprese. Mentre percorrevo migliaia di chilometri in auto, immaginavo quali storie, quali uomini avrei potuto trovare e incontrare. Ho buttato giù molti appunti, molte idee e una volta rientrato in Italia, mi sono ripromesso di onorare quei luoghi che tanto mi hanno dato, dedicando loro la mia passione per la scrittura. Per cui, sì: l’ambientazione è fedele anche nei particolari  a ciò che ho potuto ammirare. I personaggi sono nati osservando gente comune: al market, al bar, in chiesa. Incrociando occhi e sguardi, visi e andature, la mia mente, un poco giocando, ci ha costruito attorno poi un nome, una situazione, un carattere.

Come descriveresti la tua tecnica di scrittura?

Da ragazzo leggevo molto. Scrivevo poesie, quasi mai prosa. Quando ho deciso di cimentarmi nel racconto prima e nel romanzo poi, mi sono ripromesso di non pensare a nessun autore tra i miei preferiti, che potesse darmi un background. Ma è inevitabile che, anche inconsciamente, dei richiami ci possano essere. Non sta a me estrapolarli, ma eventualmente e critica e lettori, con i quali mi confronterò volentieri. Certo è che ho comunque cercato di unire tutte le mie esperienze in una unica forma che dovrebbe essere poi identificata come uno “stile”. E le mie esperienze sono la poesia, la prosa breve e quella lunga. Quello che ho cercato di porre in essere, è un esperimento narrativo, che potesse unire i classici, la poesia e generi diversi come l’introspettivo, l’avventura, la tragedia, l’on the road, il romanzo d’amore. Inserendo qua e là spunti di riflessione sull’arte, sulla religione e sulla natura stessa dell’animo umano.

Perché si dovrebbe scegliere di leggere il tuo romanzo?

Il mio romanzo dovrebbe essere letto per più motivi. Per sognare luoghi mitici, incredibili e poi magari programmare un viaggio per goderne direttamente dal vivo. Per chiedere a sé stessi, attraverso l’identificazione nel protagonista, che cosa siano le cose che contano davvero nella vita, se il materialismo, l’indifferenza, l’insensato orgoglio come picco di autodifesa, o l’abbandonarsi a ciò che ci “consiglia” il cuore. Questo è un romanzo totalmente slegato dai canoni della letteratura di oggi (e non ho usato apposta il termine moderno): non contiene cliché, situazioni preconfezionate, stereotipi. Non trascende in messaggi politici, non ha nessun contenuto morboso o eclatante. Esce dal mucchio, nel bene e nel male e anche solo per provare qualcosa di diverso dalla narrativa di massa proposta, vale la pena cimentarsi nella sua lettura.

Perché un romanzo di ambientazione?

Questa è una domanda molto difficile per me. Potrei dire che sicuramente, per l’esperienza e la predisposizione che ho, è ciò che mi riesce meglio e quindi “vado sul sicuro”, mi districo in un ambito che mi appassiona, che mi piace e mi da soddisfazione. Ma in realtà non è proprio così. C’è una costruzione interiore, in primis mia, dietro questa idea. Posso dire che una buona parte dei pensieri espressi dal protagonista siano anche i miei. Per comunicare tutto ciò avevo bisogno di un luogo più che la persona in sé, ed è per questo che ho scelto questa formula narrativa. Oltre che, ovviamente, per tributare, tramite immagini e descrizioni, i luoghi che mi hanno conquistato anima e cuore.

Fai una breve descrizione della tua opera, che non sia meramente riassuntiva.

Questa opera è un romanzo puro, di narrativa pura. Si suddivide in sette capitoli e comprende una prefazione breve, scritta dall’editore stesso, Fabio Pedrazzi, e una postfazione scritta dall’autore di racconti e romanzi parmigiano Lorenzo Lasagna. I primi due capitoli sono prettamente introduttivi, oltre che ricchi di flash-back e letture di un diario che il protagonista tiene con sé quasi come una reliquia. Dal terzo capitolo si articola la storia nel presente, mantenendo sempre la tecnica del narratore che descrive gli accadimenti e i luoghi. Diversi personaggi si susseguiranno fino alla fine, quando da romanzo introspettivo si trasforma in romanzo d’avventura. Diverse storie si intrecceranno, tracciando un solco definito nel quale il lettore scorre fino alla fine, avvolto comunque nella stessa atmosfera nordica, intima e poetica. I dialoghi, a volte semplici a volte profondi, a seconda delle persone che li intraprendono, spezzano il ritmo volutamente per introdurre situazioni forti e crude. Il tutto si riconduce ad un passim che è il perdono. In tutte le sue forme, come auspicio, come ricerca e soprattutto come una soluzione alla disgregazione dell’anima ancor prima che del corpo.

Cosa pensi che la lettura del romanzo lasci al lettore?

Spero che lasci dei “wow, però!”, penso che lasci il desiderio di amare di  più le persone care, la natura e le cose belle che attraversano la nostra vita, anche solo per un infinitesimo istante.

Salutato l’autore, vi presento ora il romanzo.

Svolvær. I fiordi del perdono.

Michele Bussoni

Pedrazzi Editore

2019

*****

Quando scelgo un libro o quando comunque un libro viene portato alla mia attenzione, lo tocco, lo sfoglio e lo annuso. Un libro per me deve comunicarmi qualcosa ancora prima di affrontarne la lettura. Ecco quindi che quando Michele me ne ha portato una copia autografata lo ho preso in mano e ne ho subito apprezzato la sua impalpabilità, i suoi colori tenui pur con una immagine forte. Ė un libro che comunica, completo, con una dedica molto sentimentale, con l’introduzione dell’editore e con la post fazione, fatto che io adoro.

Due sono le frasi che più mi hanno colpito.

A metà della pagina introduttiva così scrive l’editore: “Questo è un libro da sorseggiare con calma, con una tazza di tè fumante sul tavolo.”

Dalla post fazione rubo invece: “I fiordi del perdono è un romanzo dell’autenticità”.

Così è stato per me, ho veramente apprezzato la lettura sorseggiando del tè e precisamente una miscela di tè neri che ho aromatizzato con cannella, chiodi di garofani e ginger.

Un gusto forte per accompagnare una avventura nella lontana e fredda Norvegia, un’avventura che si dipana nel tempo, che attraversa vari territori e vari sentimenti.

Nomi sia di persone che di luoghi per me impronunciabili, descrizioni puntuali ma mai ridondanti che lasciano al lettore un alone di curiosità e la voglia di seguirne il percorso.

Un umano e un insolito compagno: un gabbiano. Tanti suoni descrivono questo rapporto, il gabbiano zoppica e la prima reazione di Bjarne è sbattere la porta perché lui odiava i gabbiani da sempre. Lui come pescatore li aveva sempre considerati dei grandi ruffiani, animali privi di dignità.

E poi… “d’improvviso venne svegliato da un picchiettare ritmico contro la finestra bassa antistante la porta d’ingresso, divenuto potente grazie al silenzio”, e così nasce un’amicizia con un animale “Falso come tutti i gabbiani…” e accanto a questo borbottio di Bjarne, l’animale sbatte le ali, gracchia, si raggomitola e man mano che guarisce prova a volare e sbatte contro la cucina, o finisce sopra il letto sporcandolo.

E poi inizia il viaggio, un viaggio fisico ma molto intimo. Bjarne nel suo viaggio dimostra che se la sua rabbia dura quanto un fiore di vaniglia, la sua pazienza ha la forza di attendere e di crescere per poter assistere alla nascita di un fiore di loto.

Ed ecco quindi che arrivano nuovi rumori che accompagnano la corsa impaurita e svolazzante del gabbiano: i passi di Hilde Marie ed i suo broncetti.

E poi… il viaggio vero, il viaggio finale.

La Norvegia e i suoi rigori fanno da cornice a tutto ciò, ma è il sentimento che guiderà il lettore, che dovrà poi valutare se sia l’autenticità a farla o meno da padrona.

200 pagine da leggere e sfogliare vi attendono.

Buona lettura.

Isabella Grassi

 

PS: Michele Bussoni sarà ospite della edizione 2019 dei Week End Letterari Fest che si terrà a Parma in giugno.

Seguite il sito per restare aggiornati.

https://www.weekendletterarifest.gaiaitalia.com/  

anche sui social:

https://twitter.com/WeekendLetterar/status/1114071908776140800

https://www.facebook.com/weekendletterarifest/

[SEGNALAZIONE] Rose Leblanc

Segnalazione relativa all’uscita della mia nuova traduzione

Salve a tutti!

La magnifica copertina del romanzo

Stanotte torno tra voi, oltre che per rivolgervi i miei più cari auguri di una Buona e Serena Pasqua, per segnalarvi l’uscita, avvenuta alcuni giorni fa della mia nuova traduzione griffata flower-ed, la casa editrice nativa digitale diretta magistralmente da Michela Alessandroni.

Si tratta di “Rose Leblanc” di Lady Georgiana Fullerton, un romanzo davvero straordinario; una vicenda intrisa di religiosità, di romanticismo di classe e totalmente esente da aspetti melensi e stucchevoli e da rimandi letterari che l’autrice utilizza sapientemente.

Perché ho scelto proprio oggi, vigilia di Pasqua, per scrivere questa segnalazione? Semplice! L’ho fatto in quanto nel romanzo vi sono scene ambientate a Roma durante il periodo di Pasqua e quindi quale lettura migliore di questa per questi giorni di festa?

Chiuso questo piccolo intermezzo pubblicitario e allo scopo di fornirvi le informazioni più complete ed esaustive su questa mia nuova “fatica” da traduttore riporterò qui di seguito, prendendoli dal sito dell’editore, la sinossi del romanzo, la biografia dell’autrice e i dati tecnici della pubblicazione.

Cominciamo dunque con la sinossi del romanzo:

La magnifica copertina del romanzo Rose Leblanc, la giovane fruttivendola del mercato di Pau, città del sud-ovest della Francia, è amata da tutti. Bella, dalla battuta sempre pronta e svelta a far di conto, dopo il lavoro torna nella sua casa di Jurançon percorrendo il ponte sul fiume Gave, divenuto abituale luogo di ritrovo del suo vivace gruppo di amici. Ma una sera qualcosa rende la ragazza stranamente taciturna e impaziente, e a niente valgono i tentativi dei ragazzi di coinvolgerla nella conversazione. Rose sa di essere destinata, infatti, a un matrimonio economicamente vantaggioso con Henri, ma sente anche di amare il più povero e sfortunato André. Rifiutandosi di accettare la propria sorte, sceglie di palesare quei sentimenti alla famiglia. Tra dubbi, tormenti e colpi di scena, la piccola Rose e gli altri protagonisti della storia riusciranno a individuare ciascuno la propria strada, grazie anche alla guida fornita dal forte sentimento religioso che anima l’intera vicenda.

Veniamo ora alla biografia dell’autrice:

Lady Georgiana Fullerton (23 settembre 1812-19 gennaio 1885), scrittrice, biografa e filantropa inglese, nacque a Tixall Hall, nello Staffordshire, da una nobile famiglia di politici. Figlia minore di Lord Granville Leveson-Gower e Lady Harriet Elizabeth Cavendish, trascorse molti anni della sua giovinezza a Parigi, dove il padre era l’ambasciatore inglese. Il 13 luglio 1833, sposò Alexander George Fullerton e con lui lasciò Parigi otto anni dopo, quando suo padre si ritirò dall’ambasciata. I coniugi vissero per alcuni anni a Roma, dove risiedevano con il fratello di Lady Fullerton, Lord Brougham. Fu proprio a Roma che il marito si convertì al Cattolicesimo ed ella seguì le sue orme, ricevendo il battesimo a Londra, il 29 marzo 1846. Nel 1854, il loro unico figlio morì all’età di 21 anni. Il dolore li travolse,  gettandoli in uno stato permanente di lutto. Dopo quella perdita, ella si dedicò interamente a opere di filantropia e beneficenza, gestendo le sue opere caritatevoli dalla residenza di Fullerton nel Sussex. Nel 1875 si trasferirono a Bournemouth, dove ella morì il 19 gennaio 1885. Pubblicò numerosi romanzi e biografie, soprattutto a tema religioso, tra cui Ellen Middleton: A Tale nel 1844, Grantley Manor, nel 1847, Rose Leblanc, nel 1861, e Too Strange to Be True, nel 1864.

E per finire eccovi i dati tecnici relativi a questa pubblicazione:

La magnifica copertina del romanzo Collana: Five Yards

Volume: 11

Traduzione e cura di Riccardo Mainetti

Formati: EPUB +MOBI

ISBN: 978-88-85628-50-2

Anno: 2019 (1861)

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Il libro cartaceo può essere acquistato esclusivamente su Amazon.

Acquista il libro cartaceo su Amazon

ISBN: 978-88-85628-51-9

Prezzo: 15.00 €

Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e a risentirci alla prossima occasione!

Buonanotte, ancora tanti cari auguri di Buona Pasqua e, come sempre, Buona lettura, magari proprio in compagnia di “Rose Leblanc” di Lady Georgiana Fullerton edito da flower-ed!

Con simpatia! 🙂

La magnifica copertina del romanzo

[SEGNALAZIONI] Remembrance – L’ultimo contratto di Marco Falco

Sabato 20 aprile uscirà il romanzo di Marco Falco “Remembrance – L’ultimo contratto”

Salve a tutti!

Copertina "Remembrance - L'ultimo contratto" di Marco Falco

Stasera voglio segnalarvi un’uscita ormai molto prossima, la data di pubblicazione è fissata per sabato 20 aprile 2019, di un romanzo che promette davvero molto bene: “Remembrance – L’ultimo contratto” di Marco Falco edito da Le Flaneurs Edizioni.

Per fornirvi le informazioni più complete su questa prossima uscita editoriale riporterò qui sotto il comunicato ufficiale della Les Flaneurs Edizioni:

Copertina "Remembrance - L'ultimo contratto" di Marco FalcoAutore: Marco Falco

Titolo: Remembrance – L’ultimo contratto

Data di pubblicazione: 20 aprile 2019

Pagine: 434

Prezzo: € 22

Link: https://www.lesflaneursedizioni.it/product/remembrance-lultimo-contratto/

Sinossi: Quando Cingar, il più abile ladro di Tarlastin si sveglia, vede solo una cosa tutt’intorno: cenere. Gli ferisce la gola, gli consuma gli occhi e affatica i suoi passi incerti. Non ricorda nulla, né perché si trova in quello strano deserto, né come ci sia arrivato. O da quanto tempo sia lì. L’unica cosa che gli è d’aiuto, e sembra impossibile crederlo, è la guida di un corvo che lo scruta misterioso e lo guida fino a Lagast, fra le città più grandi da lui conosciute. Qui, il giovane ladro viene accolto nel palazzo della nobile Eleonor Darrington che, inaspettatamente, lo attendeva ormai da tempo. Da quel momento inizia per Cingar un viaggio per recuperare la memoria perduta e prendere in mano le redini di una vita, che non è più come l’aveva lasciata. Sarà pronto a ricordare?

L’autore:  Marco Falco (Bari, 1994). Remembrance. L’ultimo contratto è il suo primo romanzo.

Grazie infinite a tutte e tutti voi  per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla prossima occasione!

Buona serata e, come sempre, Buona lettura!

Con simpatia! 🙂

Copertina "Remembrance - L'ultimo contratto" di Marco Falco

[SEGNALAZIONE EVENTI] Debutto ufficiale per “Le Mille e una Venezia”

Il libro d’esordio di Liana Pastorin debutterà alla Libreria Belgravia

Salve a tutti!

Oggi passo velocemente per segnalarvi un evento che si terrà giovedì 18 aprile 2019, a partire dalle ore 19.00 presso la Libreria Belgravia di Torino. Si tratta del debutto nazionale del libro d’esordio di Liana PastorinLe mille e una Venezia” edito da Buendia Books in uscita il 9 maggio 2019.

Ecco il comunicato ufficiale:

Copertina
Mancano pochi giorni a giovedì 18 aprile e siamo felici di ricordarvi che in quella data, alle ore 19, Le mille e una Venezia di Liana Pastorin debutterà in anteprima nazionale alla Libreria Belgravia (via Vicoforte 14/D, Torino).
L’autrice dialogherà con Massimo Tallone
“I racconti di Liana Pastorin fanno parte di quella piccola grande famiglia di opere da rileggere. Dunque, siete avvisati. Leggete con calma e posate il libro, dopo averlo letto. Ma riprendetelo due giorni dopo e vedrete che sarà un altro libro.
E poi ancora, rileggetelo dopo altri due giorni.
Ogni volta leggerete un libro diverso, ogni volta vi appariranno nuove visioni,
nascoste nel non detto, nell’indistinto, nel bianco della pagina.”
(dalla prefazione di Massimo Tallone)
Racconti incantati e senza tempo come la Serenissima, sfaccettati e brillanti come una biglia blu, uno sguardo, un giro in giostra, un incontro, un ricordo… Come gli angoli nascosti, i lampi di vita e le ombre di infiniti mondi (im)possibili.
Liana Pastorin, architetto, ama navigare tra i colori e le parole. Questi sono i suoi primi racconti, che nascono da un tempo antico, immaginato, perduto, vissuto, presente. Sono frammenti di vita, emozioni e passioni che sono le sue e, in molti casi, anche le nostre. È solo il primo di un lungo viaggio.

[PRESENTAZIONE] Alfredo Betocchi presenta le proprie opere

Lo scrittore fiorentino Alfredo Betocchi presenta le sue opere

Salve a tutti!

Dopo un po’ di tempo torno a scrivere tra queste pagine e lo faccio per presentarvi, per interposta persona, le opere dello talentuosissimo scrittore fiorentino Alfredo Betocchi. Ho usato l’espressione “per interposta persona” in quanto la presentazione l’ha scritta lui e io me ne sarò unicamente il tramite.

Partiamo con “La Trilogia delle streghe” formata dai romanzi: “L’orologio della torre antica“, “La maga Tara” e “Selina, l’ultima strega“:

Collage dedicato a "La trilogia delle streghe" di Alfredo Betocchi

“La Trilogia delle Streghe”comprende “L’OROLOGIO DELLA TORRE ANTICA“, “LA MAGA TARA” e “SELINA,L’ULTIMA STREGA“. Nel Medioevo toscano tre giovani donne creano per vendetta un grande male per poi distruggerlo con la loro intelligenza e sagacia. Tre romanzi a doppia trama, avvincenti e appassionanti.

Passiamo ora a presentare la più recente fatica narrativa di Alfredo Betocchi, intitolata “Ramesse XI“:

Copertina romanzo "Ramesse XI" di Alfredo Betocchi

RAMESSE XI“: una piacevole gita di una famiglia fiorentina nel 2012 si trasformerò presto in un incubo. Colpi di scena mozzafiato a ripetizione porteranno i protagonisti a incontrare perfino un Faraone redivivo.

Per concludere vi informo che chi tra voi fosse interessato all’acquisto può contattare l’Autore su Facebook o alla mail abetocchi@yahoo.com.

Grazie infinite per la pazienza e l’attenzione e a risentirci alla prossima occasione!

Buon pomeriggio e, come sempre, Buona lettura!

Con simpatia! 🙂

Mille Splendidi Libri e non solo

"Un libro deve essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi"

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