[INTERVISTE]Intervista con l’autore. Giuseppe Russo

Oggi la nostra Isabella Grassi intervista per noi lo scrittore casertano Giuseppe Russo

Salve a tutti!!!

In questo tardo pomeriggio tornano le interviste della nostra impareggiabile Isabella Grassi. Il protagonista di oggi è lo scrittore casertano Giuseppe Russo, al quale vi invito a dare il vostro più caloroso benvenuto. Ed ora cedo la parola a Isabella e al suo graditissimo ospite.

Oggi ho intervistato per voi Giuseppe Russo, uno scrittore casertano, come lui ama precisare. Da emiliana quale sono comprendo perfettamente il campanilismo, e allo stesso tempo non conoscevo che tra Caserta e Napoli esistesse rivalità, quindi non dirò più che è napoletano.

Questa intervista è anomala, perché se anche si rivolge ad uno scrittore, sono tanti gli interessi di Giuseppe e quindi spazierà un po’.

Diamo quindi voce al nostro ospite speciale.

La domanda di esordio è: descriviti  in tre parole. Ho avuto modo di verificare quando sia difficile questa domanda, soprattutto se rivolta agli scrittori. Anche Giuseppe non riesce a stare al gioco e così risponde:

Domanda difficile. I lettori mi perdonino, ma sono sempre un po’ logorroico, per cui cercherò di essere breve ma tre parole non possono definirmi. [Scopriremo poi se invece era possibile, nda]

Suppongo di essere un normalissimo cittadino che crede nella cultura e nella bellezza di questo Paese, ma forse più di tutto crede nella cittadinanza attiva. Nel mio piccolo, quindi, con le ricerche e la voglia di usare un linguaggio divulgativo più dinamico, racconto la storia dimenticata del nostro passato per contribuire a progettare un futuro migliore per tutti.

[Io avrei così sintetizzato: militante cultura, storico e futurista. Le parole sono quattro, ma a Giuseppe non lo diciamo…]

La seconda domanda, tendente a capire la nascita dell’opera, è stata da Giuseppe riadattata in: Com’è nato questo progetto storico?

L’idea di questa trilogia di testi storici nasce, dopo anni di ricerca e studio, dalla ferma convinzione che sia stata saltata a piè pari la vera storia dei diversi territori italiani e soprattutto dei cittadini coinvolti nel più distruttivo conflitto bellico del ‘900.

Copertina "La Guerra dimenticata. I caduti di pietra. Storia di una regione in cui cadde anche la cultura"[A questo punto serve un piccolo chiarimento: Giuseppe ha infatti pubblicato in questo ambito: I Caduti di Pietra – Storia di una Regione in cui cadde anche la Cultura, saggio storico  pubblicato nel 2014 con Photocity edizioni (oggi Boopen),  successivamente: La guerra dimenticata, secondo capitolo della trilogia, ripubblicato in edizione ampliata nel 2017  e ora sta lavorando al capitolo finale: I Caduti di Pietra – Il primo fronte, terzo e conclusivo della trilogia, a queste opere si riferisce Giuseppe.  Nda]

Prosegue poi la risposta: Buona parte degli storici, fino ad oggi, si è giustamente concentrata sul racconto dei motivi della guerra, dei suoi risvolti politici, delle tragedie umane e delle grandi azioni belliche, come l’uso delle prime atomiche o l’Olocausto, ma quasi nessuno si è soffermato in modo omogeneo e ampio a raccontare ciò che realmente abbiamo perso in termini economici, culturali e sociali durante quel tremendo periodo. La Seconda guerra mondiale, nei miei testi, oggi arrivati addirittura a generare una serie a fumetti, sviscera una “storia diversa” fatta di tele, colori, pietre, chiese, madonne, stadi, caffè storici, botteghe artigianali, musei, fiorenti aziende locali, teatri, regge e tanti altri beni culturali distrutti, deturpati, trafugati o violentati durante un conflitto assurdo e disumano. Una storia che racconta chiaramente  anche dei ritardi che alcune zone d’Italia, come la mia regione, hanno accumulato pesantemente proprio negli anni di guerra o, parlando di eventi meno tragici, ci mostra la prima vera globalizzazione avviata grazie alla presenza delle truppe angloamericane nel nostro Paese. Insomma ho voluto rendere giustizia a tutti i cittadini e alle bellezze di un’Italia che merita di essere raccontata e che, per motivi quasi inspiegabili, è rimasta senza voce per un lunghissimo periodo.

Descrivici i momenti che dedica alla scrittura e come si inseriscono nella quotidianità.

I Caduti di Pietra - The Comicbook SeriesLa scrittura si inserisce nel mio quotidiano come naturale espressione personale di vita. Dal giornalismo all’insegnamento, visto che mi occupo anche di recupero territoriale, sostenibilità ambientale e turistica, passando per il nuovo lavoro in una stimolante azienda di Innovation Technology, finisco le giornate studiando e compilando i nuovi testi che saranno via via pubblicati anche nel corso del 2019. Vi ho già detto che a breve sarà pubblicato il primo numero della serie a fumetti? I Caduti di Pietra – The ComicBook Series partirà con Operazione 51, la vera storia del furto di importanti tesori italiani presi dai tedeschi della Divisione Goering durante la prima evacuazione dell’Abbazia di Montecassino nell’autunno del ’43. Una serie che approfondirà, attraverso la CGI (ndr grafica computerizzata), il disegno fumettistico classico, i testi, e perfino le  foto d’epoca, alcuni episodi contenuti nel mio ultimo libro La Guerra Dimenticata. Il vero problema è che lavorando da sempre con il pc, “me tapino”, la mia scrittura è sostanzialmente digitale e sento la mancanza dell’uso di una bella penna e di un profumatissimo foglio di carta come facevo ai tempi dei pen pals e delle snail mails. Chissà se qualche lettore ricorda questi termini!

[già chissà…]

Anche per la domanda successiva, che normalmente mira a conoscere ambientazione e personaggi di un libro, Giuseppe ha preferito un taglio diverso e così ha ritenuto di rispondere ad un quesito così formulato: Da dove nasce la passione per la Storia e per questa particolare prospettiva d’analisi che fa parlare il nostro Patrimonio culturale?

Cerco di sintetizzare ma sicuramente ometterò parti importanti. La storia vissuta da mio padre durante i bombardamenti prima e durante lo sbarco alleato in Sicilia, l’occupazione della Campania, nonché la sua partecipazione alla ricostituzione delle forze armate è sicuramente parte fondamentale dell’interesse per quel periodo storico. Inoltre non posso dimenticare le foto di famiglia nei cassetti, i racconti dei nonni, nonché quelli della ricerca di cibo durante i bombardamenti, come pure le storie della presenza degli americani a Caserta, nella Reggia borbonica, che si inseriscono nella bellezza monumentale dei tanti tesori locali nei quali ho addirittura giocato da bambino. Il bello lo si apprende con l’anima, da piccoli. Credo sia utile ricordare che ho iniziato a camminare proprio nei giardini delle Reggia e alla Flora, il giardino che si trova di fianco il palazzo reale, parte integrante non solo della mia vita ma anche di quella di tanti altri casertani dell’epoca. Bisogna abituare i cittadini al bello e al rispetto dei nostri tesori. Oggi li abituiamo ai centri commerciali. Ci sarà qualcosa di sbagliato, no? La ricerca delle radici familiari, poi, ha acceso in me la necessità di rileggere la storia e divulgarla. Il resto è venuto da sé, come un’altissima onda in procinto di colpire la costa.

[ecco che compare il campanilismo campano…]

Come descriverebbe la sua tecnica di scrittura?

Tecnica di scrittura? Direi che non scrivo, piuttosto cerco di parlare alle persone come si fa tra amici, magari in un bar davanti ad un bel caffè, oppure in un ristorante mangiando mozzarella, prosciutto di Parma, lasagne e una bella parmigiana di melanzane. Però una bella pizza, non sarebbe una cattiva idea ora…..

[qui Giuseppe non ha cambiato la domanda, ma ha aggirato la risposta…]

Perché si dovrebbe scegliere di leggere il suo saggio?

Perché fino a pochissimi anni fa la storia d’Italia è stata distorta, deviata, solo parzialmente raccontata, probabilmente per necessità di politica internazionale. Finalmente la morsa si è allentata e molte delle tragedie insabbiate dalla storiografia ora possono essere divulgate come faccio io. C’è chi si occupa di stragi naziste, chi di partigiani e “liberazione”, io credo di raccontare, finalmente, la vera storia delle nostre genti, una storia che si evince solo se si guarda la guerra attraverso la prospettiva delle tradizioni locali e dei beni culturali coinvolti nel conflitto, ovvero usando i veri indicatori della vita delle persone: chiese, credenze religiose, sport, lavoro, vita sociale, teatri, cinema, regge, piazze e borghi. Chi viene ad ascoltarmi resta a bocca aperta perché, come mi è stato più volte riferito, ci si accorge di quanto la Seconda guerra mondiale abbia tolto all’Italia e soprattutto al sud. È una storia che parla davvero di noi, della gente e dei luoghi del cuore.

Faccia una breve descrizione della sua opera, che non sia meramente riassuntiva.

Una breve descrizione su 500 pagine? Impossibile, credo però di poter fare un invito alla lettura della mia “storia diversa”, una storia che racconta davvero l’Italia degli anni ’30 e ’40. Nei miei testi troverete sempre racconti veri composti da nonne che interravano i mestoli per sottrarli alle richieste del regime, fino ad arrivare alle prime soldatesse in Italia che mostravano, alle nostre madri, una nuova condizione della donna possibile e moderna. Ma potrete scoprire anche la nascita del turismo commerciale, figlio reale di un fenomeno che coinvolse prima i soldati tedeschi e poi quelli angloamericani nelle visite organizzate delle nostre città d’arte e delle bellezze naturali italiane. Venezia, Firenze, Roma, Napoli, Pozzuoli, Sorrento, Positano, Ischia e Capri visitate esattamente come avviene oggi, tra tour organizzati, ristoranti e negozi di souvenirs. La Guerra Dimenticata vi aspetta per trasportarvi nell’Italia in guerra, nelle operazioni segrete per trafugare la nostra arte e per farvi rivivere la presenza degli Alleati con le donuts, le tavolette di cioccolata ed i primi musical americani.

[non c’è che dire Giuseppe non ha proprio il dono della sintesi…]

Cosa vuole comunicare ai lettori attraverso i suoi saggi storici “diversi”?

Cerco di comunicare la bellezza del nostro Paese nella sua interezza ed integrità storica attraverso, però, un ragionamento che si dipana da un periodo del passato che ci ha profondamente cambiati. Partendo dalla perdita di una non piccola porzione dei nostri tesori artistici, passando per i furti nazisti ed i vandalismi angloamericani, si arriva a spiegare anche il processo di modernizzazione e “americanizzazione” che abbiamo subito e viviamo ancora oggi. Ma soprattutto si spiega tra le righe, proprio grazie alla prospettiva dei beni culturali intesi nella vasta accezione moderna, il perché di tanti problemi che continuano ad affliggere “l’Italia dei cachi”, quella ben raccontata dalla famosa canzone di Elio e le storie tese!

Salutato l’autore, vi dovrei ora parlare delle sue opere, ma siccome della trilogia ci ha ampiamente parlato Giuseppe e avete già tutti i riferimenti utili, ora occupo lo spazio rimanente per parlare delle “attività collaterali” di Giuseppe Russo, avuto sempre riguardo alle sue opere.

Immagine dalla mostra "Le Cinque Onde"

Mi riferisco in particolare al fatto che dal 14 dicembre  2018 è presente con una mostra al Museo Civico di Santa Maria Capua Vetere grazie all’attenzione dell’Amministrazione comunale.

Immagine dal Post Mostra "Le Cinque Onde"

 

Chi riuscirà a visitarla (durerà due mesi) avrà l’opportunità di comprendere le ragioni che resero la Campania fulcro della guerra nel Mediterraneo. Si tratta di una mostra foto-documentale visitabile nel complesso di Piazza Angiulli.

Sarà anche una opportunità per conoscere la nuova serie a fumetti “I Caduti di Pietra – The Comicbook Series” di cui abbiamo appena accennato. La serie a fumetti si avvale di importanti contributi artistici e giornalistici, con tavole speciali del fumettista pugliese Joel Folda e del professore Gianni Parisi, con introduzione dello storico locale Domenico Valeriani e conclusioni del noto giornalista Rai Nello Di Costanzo.

Saranno 12 numeri monografici che approfondiranno con il mezzo visivo alcune delle fondamentali storie contenute nei suoi testi.

Il primo numero, intitolato “Operazione 51”, racconterà della rocambolesca operazione nazista per trafugare importanti tele partenopee durante il trasferimento di tutti i beni culturali conservati a Montecassino prima della sua rovinosa distruzione nei primi mesi del ‘44.

Per informazioni su Giuseppe Russo e sui suoi interessanti progetti e opere è attivo il sito: http://www.icadutidipietra.it/index.htm dove navigando potrete anche ascoltare la lettura di alcuni brani o la Pagina Facebook.

E ora vi saluto fiduciosa di avervi allietato e di spingervi a conoscere meglio questo scrittore.

Isabella Grassi

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