Pina & Max di Maria Caterina Prezioso e Giuliana Majocchi

Il 25 settembre la Leucotea Edizioni pubblicherà Pina & Max

Salve a tutti!

Un incontro casuale in una calda estate vacanziera. Occhi che si incrociano per non volersi più lasciare. Pina & Max è una incredibile favola ecologica.

Copertina anteriore di "Pina & Max"

Con questa apertura vi voglio presentare una nuova uscita editoriale. Si tratta di “Pina & Max” il romanzo scritto in coppia da Maria Caterina Prezioso e Giuliana Majocchi che martedì prossimo, 25 settembre 2018, verrà pubblicato dalla Leucotea Edizioni.

Si tratta di “una piccola storia di amore e di amicizia con sorpresa“. Vi invito a non lasciarvi sfuggire questa novità editoriale frutto di una casa editrice indipendente che prende il nome dalla dea greca dell’aurora, ribattezzata poi dai romani in “Mater Matuta“. protettrice dei naviganti i quali la invocavano per placare le bianche spume del mare in tempesta.

Per ulteriori informazioni su trama e autrici riporto di seguito il retro di copertina del romanzo:

Retro di copertina di "Pina & Max"

A me non resta altro da fare se non ricordarvi di segnare bene in evidenza la data del 25 settembre 2018 e di non lasciarvi sfuggire il romanzo “Pina & Max” di Maria Caterina Prezioso e Giuliana Majocchi edito dalla Leucotea Edizioni.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla prossima occasione!

Buon pomeriggio e, come sempre, Buona lettura!

Con simpatia! 🙂

Copertina anteriore di "Pina & Max"

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Segnalazione: Ultime uscite flower-ed – Lucy Maud Montgomery, Carmela Giustiniani, Sara Staffolani, Sandro Consolato, Michela Alessandroni

Salve a tutti!

Nemmeno stavolta ho saputo resistere alla tentazione della “ribattuta”. D’altronde quando gli articoli sono così belli!!!

Buona lettura a tutti e alla prossima!!!

Con simpatia! 🙂

ROMANCE E ALTRI RIMEDI

Buongiorno! Torno a parlarvi della casa editrice flower-ed e delle sue ultime pubblicazioni. Cosa c’è di meglio di un tocco di classicità e di eleganza per migliorare le nostre giornate? Conosciamo meglio le loro ultime pubblicazioni.

“La ragazza delle storie” di Lucy Maud Montgomery

51mEjyt4-9L._SX351_BO1,204,203,200_Una mattina di maggio, Beverley e Felix lasciano Toronto per raggiungere l’Isola del Principe Edoardo e trascorrere alcuni mesi ospiti dello zio Alec e della zia Janet. Nel corso del lungo viaggio in treno, l’emozione dei due giovani fratelli è accresciuta dall’impazienza di arrivare finalmente in quella terra ricca di fascino che il padre ha descritto loro accuratamente e alla quale sentono di appartenere pur non avendola mai vista. Ad attenderli ci sono la vecchia fattoria immersa nella natura rigogliosa, il frutteto dei King e gli abeti rossi, i compagni di giochi e la cugina Sara Stanley. Nota a tutti come la Ragazza delle storie, Sara…

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Facciamo la conoscenza con Ernesto Masina

Intervistiamo Ernesto Masina e conosciamo meglio le sue opere

Salve a tutti!

Ritratto di Ernesto Masina

Stanotte conosciamo meglio l’autore del romanzo “L’orto fascista” e scopriamo quali sono le sue nuove opere. Quindi vi invito a dargli il vostro più caloroso benvenuto e gli cedo la parola:

Innanzitutto ti chiederei di presentarti brevemente. Chi è Ernesto Masina?

Sono un vecchietto che dopo aver tanto letto, sempre meno soddisfatto dal contenuto dei libri che acquistavo, ha deciso un giorno di tentare di scrivere il libro che mi sarebbe piaciuto leggere. A prendere questa decisione ha contribuito anche mia moglie che, stufa di trovare libri dappertutto essendo la libreria stracolma, mi ha vietato di portarne a casa altri. Ed io, da marito ubbidiente, ho cercato di accontentarla…..imbrogliandola un po’. Acquistavo libri, li leggevo e poi  li regalavo alla biblioteca della mia città. Quando a qualche amico o a qualche vecchio compagno di lavoro confidavo che avevo deciso di diventare uno scrittore tutti prendevano atto con il sorrisino di circostanza senza crederci minimamente. Quanti, infatti, hanno sostenuto nella propria esistenza di avere un libro da scrivere. Tanti ed in buona percentuale convinti di poterlo fare.

Innanzitutto ti chiederei di presentarti brevemente. Chi è Ernesto Masina?

Beh io una mattina, poco dopo aver compiuto 76 anni, mi sono seduto al computer ed ho iniziato a scrivere. La prima riga subito cancellata perché ritenuta banale e subito riscritta. Mah, questa volta mi pare vada meglio, mi dissi compiaciuto. Ma dopo un attimo di riflessione prendevo la definitiva decisione: scrivo, non rileggo e poi vedremo. E così ho fatto. Prima titubante, poi sempre più sicuro. Improvvisamente mi sono trovato a scrivere quasi sotto dettatura. Le frasi andavano a collocarsi sul foglio quasi come se qualcuno alle mie spalle me le dettasse. Come se la trama fosse già scritta ed avesse solo bisogno di essere svelata. Dopo qualche tempo cominciai a godere del delirio da onnipotenza. Infatti per uno scrittore i personaggi descritti sono veramente vivi. Poter far fare brutte figure a quelli antipatici diventa una forma di godibile sadismo. Glorificare invece quelli che ti scaldano il cuore diventa una forma di paradisiaca soddisfazione.

Hai autori di riferimento?

Non ho autori di riferimento. Ho letto di tutto nella mia vita partendo dai russi, passando (ovviamente) per Heminguay, Piero Chiara, Sciascia, Veltroni, Carofiglio e poi, per rasserenare la mia vecchiaia, Camilleri. Ho incontrato, ovviamente, molti altri nomi. Alcuni hanno contribuito alla mia formazione culturale e politica, altri mi hanno stufato perché uno scrittore quando non ha più nulla da dire dovrebbe avere il pudore di smettere di scrivere. Pansa, per esempio, è uno di quelli……

Da dove è nato il tuo romanzo, davvero ben scritto e a tratti assai divertente, “L’orto fascista”?

“L’orto fascista” come dicevo è nato per caso. Ma è stato per me importante anche perché mi ha riportato alla mia infanzia. L’Ernesto del libro ovviamente sono io e buona parte di quello che racconto sono ricordi veramente vissuti. Scrivendo di quei fatti sono stato assalito da uno sciame di tante altre cose accadute. Periodi grami quelli degli anni quaranta ma con momenti anche di gioia. Allora tutti si soffriva per la guerra, per l’invasione tedesca. Anche ai ricchi mancava il lusso ed il cibo, l’eleganza, non si potevano fare viaggi, la villeggiatura era praticamente impossibile. E’ stato un po’ come vivere “A livella” di Totò. Ricordo che uscendo da scuola speravo sempre di trovare la mamma di un mio compagno che viveva in una “fattoria”. Se mi avesse invitato l’uovo sbattuto con lo zucchero per merenda sarebbe stato assicurato (Le uova va bene, ma non sono mai riuscito a capire dove trovassero lo zucchero…). Dovendo trovare il luogo dove far svolgere la trama del mio primo romanzo non potevo che scegliere il mio amato Breno, il paese ove dal 1300 vivono i miei avi materni). A parte per l’affetto che porto ai luoghi anche perché ho un nitido ricordo delle persone che vi abitavano (e quindi le potevo descrivere con buona approssimazione) e perché i fatti che narro potevano solo essersi verificati in un piccolo paese dove tutti si conoscono e dove la connivenza è possibile. La grande meraviglia che ho vissuto è stata quando, dato insperatamente alle stampe il romanzo, ho avuto i primi riscontri positivi. Io ero partito per scrivere un libro per me ed al massimo per qualche parente o amico. Quando l’editore mi chiamò e mi diede i primi numeri delle copie vendute rimasi incredulo. Poi la pioggia delle critiche positive. Infine la notizia che i giornalisti de “La Stampa” avevano collocato il mio lavoro nel sito “Lo scaffale” ove vengono ospitati solo i romanzi che non dovrebbero mancare in nessuna biblioteca famigliare…..A momenti svenivo.

Ci puoi parlare brevemente dei tuoi nuovi romanzi?

Dopo il primo chiamiamolo “successo” (che mi ha un po’ dato alla testa) anche in forza delle insistenze delle persone che mi stavano vicino non potevo non tentare la seconda avventura. “Gilberto Lunardon detto il Limena” non è il seguito del fratello maggiore. I fatti si svolgono sempre a Breno, si ritrovano alcuni dei personaggi dell’ Orto fascista, ma appaiono altri personaggi venuti da “fuori”. Siamo dopo il 25 Aprile, l’aria è diversa. Ci sono persone che arrivano non guardate con sospetto come avveniva sotto la dominazione tedesca. Altri hanno, finalmente, la possibilità di buttarsi in viaggi ed avventure impensabili. Credo di aver conservato quel modo piacevole (cos’ è stato detto) di esporre i fatti coltivando la curiosità dei lettori con una trama avvincente.  Infine, alla venerando età di 83 anni, è uscito “L’oro di Breno” che sembra sia anche lui ben accolto dal mio pubblico. E’ una romanzo nuovo (per me) come stile. Si compone di tre racconti brevi di fatti avvenuti negli anni 39/40 che vengono alla luce nel 1948 e trovano il loro compimento nel racconto lungo. Speriamo in bene. Penso che tutti gli scrittori si innamorino di almeno uno dei propri personaggi. Io sono innamorato del Don Arlocchi, il Coadiutore del Parroco di Breno. Non riesco a staccarmi da lui. Ed allora pensa e ripensa ho scritto un nuovo libro (che non so se e quando uscirà) che parla di un assassinio del quale il buon prete viene a conoscenza in confessionale. E’ lui che si lascia coinvolgere e che praticamente svolge le indagini al posto del Maresciallo dei Carabinieri e del Giudice.                                                

Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla prossima occasione!

Buonanotte e, come sempre, Buona lettura!

Con simpatia! 🙂

Intervista a Sara Grosoli, traduttrice e studiosa di letteratura d’epoca

Salve a tutti!

Non ho resistito alla “tentazione” di riportare anche qui da me questa bellissima intervista a Sara Grosoli, traduttrice per “L’Iguana Editrice” realizzata da Romina Angelici e pubblicata in origine su Pink Magazine Italia.

Buon pomeriggio e, come sempre, Buona lettura!

Alla prossima!

Con simpatia! 🙂

Pink Magazine Italia

Oggi faremo una chiacchierata con una persona molto speciale che come tante lavorano nell’ombra ma il cui contributo alla letteratura è prezioso per tutti noi. C’è un lato positivo dei social che è quello di annullare le barriere e mettere in comunicazione, o anche solo far conoscere, qualcosa o qualcuno che prima si ignorava. Ho iniziato a vedere il tuo nome, Sara Grosoli, in interventi interessanti e approfonditi fatti su alcune pagine tematiche da me curate e stabilire un contatto per sapere un po’ più di te è stato automatico, oltre che doveroso.

Poiché si intravede la tua matrice, che cos’è la Letteratura per te?

La Letteratura per me è la forma più alta d’espressione artistica e, contemporaneamente, uno strumento indispensabile per chi voglia esplorare in profondità la psiche umana.

Come è nato il progetto di tradurre proprio Hospital Sketches di Louisa May Alcott per L’Iguana editore?

Mi ha affascinato la…

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Intervista con Roberto Bonuglia

Iniziamo la settimana parlando di imprenditorialità “in rosa”

Salve a tutti!

Copertina de "L'imprenditorialità femminile italiana tra ricerca e innovazione"

Oggi facciamo la conoscenza di un nuovo professionista che ha scelto di farsi conoscere da noi. Si tratta del Dr. Roberto Bonuglia, un dottore in Storia contemporanea il cui lavoro più recente, pubblicato attraverso Youcanprint e intitolato “L’imprenditorialità femminile italiana tra ricerca e innovazione“, tratta l’argomento assai di attualità dell’imprenditorialità femminile.

Ma ora vi invito a dare il vostro più caloroso benvenuto al Dr. Roberto Bonuglia e gli cedo la parola:

Innanzitutto le chiederei di presentarsi brevemente a beneficio di quanti ancora non la conoscessero ancora?

Sono un dottore di ricerca in Storia Contemporanea. Nei miei studi mi sono occupato prevalentemente di biografie. Negli ultimi anni – dividendomi con altri lavori necessari per vivere in un Paese che non lascia molto spazio alla “Repubblica delle lettere” e un’esperienza di lavoro a Bruxelles – ho diretto il mio interesse agli studi di genere.

Cosa l’ha portata a intraprendere la carriera che ha scelto, sia a livello di studi che, poi, in ambito lavorativo?

Sicuramente la passione. Ne serve tanta in Italia. Quasi mai è facile riuscire a mantenere vivo l’interesse e la possibilità all’approfondimento, allo studio. Ma la vera “Resistenza” di oggi è questa, quella di non farsi demoralizzare.

Cosa l’affascina maggiormente del campo della comunicazione?

È uno dei pochi ambiti in cui il confronto e l’approfondimento riescono ancora a conservare il proprio significato. Nell’era dei “social media” tutto corre veloce ma il prezzo da pagare per la velocità e la condivisione spesso è la superficialità. Invece viviamo in modo sempre più complesso che ha bisogno di riflessione e, per l’appunto, di approfondimento.

Quali crede siano gli errori in ambito comunicativo che una persona, sia essa una personalità di spicco o un comune cittadino, deve assolutamente evitare?

Essere scontato, parlare per slogan. La velocità dei nostri tempi fa facilmente scivolare nel riassunto. Inteso in senso emozionale e dogmatico. Serve invece il coraggio di dare il giusto peso al tempo ed all’approfondimento. Sono tempi difficili perché stiamo perdendo la capacità di riflettere su ciò che ci circonda.

Avendola vissuta dal di dentro cosa pensa dell’editoria nel nostro paese?

Non è peggiore di quella europea. Certamente la tendenza accademica agli “orti oricellari” di machiavelliana memoria non ci aiuta. Ma c’è spazio per la creatività e la qualità. Basta cercarla e soprattutto perseguirla.

Passando al libro dedicato all’imprenditorialità femminile cosa l’ha interessata maggiormente dell’argomento?

La storia ufficiale del nostro Paese ha bisogno di essere accompagnata da quella della quotidianità per essere compresa nella sua interezza. Leggiamo spesso statistiche che sono di difficile interpretazione e che lasciano poco spazio ad una realistica presa di coscienza della realtà. In Italia pochi sanno che l’imprenditoria femminile, ad esempio, gode di ottima salute e rappresenta una storia di cui andare orgogliosi, anche e soprattutto rispetto agli altri Paesi europei. Non abbiamo nulla da invidiare a nazioni come Belgio, Francia, Germania, Norvegia. Noi siamo un paese con radici matriarcali anche se pochi se ne rendono conto. E oggi la realtà imprenditoriale risente di questa impostazione endemica. Il “Miracolo economico” italiano lo hanno fatto le donne con la parsimonia che avevano imparato dalle loro madri. Oggi le donne possono dire la loro e rappresentare un valore aggiunto nell’economia del Paese anche se questa dalla “parsimonia” è passata al “consumo”.

Da dove è partita l’idea di scriverlo?

Sagoma di un'imprenditriceDa una borsa di studio vinta nel 2009. Ero allora l’unico uomo in Italia ad occuparsi di studi di genere. Forse lo sono ancora. Ma sono sempre stato contrario agli steccati “ideologici”. Quelli di genere rischiano di diventare un limite all’oggettività. Negli ultimi anni mi sono reso conto che era necessario porre attenzione sul fenomeno. Le donne sono in Italia una realtà fondamentale nell’intraprendenza in tempi di crisi. Le imprese femminili sono quelle che non a caso hanno meglio resistito alla crisi del 2008. E non c’entra nulla la legislazione che pure ha tutelato le imprese in rosa: c’entra l’innata tendenza femminile a “resistere” e a “fare” indipendentemente dal contesto storico-sociale. Gli uomini spesso si scoraggiano, le donne sono molto più incoscienti e coraggiose. Ma in tempi di crisi serve proprio questo.

 

Quali sono, a suo avviso, i difetti in questo ambito ai quali porre rimedio?

Una donna imprenditrice sicura di séLa cultura di genere deve smettere di ideologizzarsi. Mi spiego meglio: le donne non devono più sentirsi in competizione col mondo che le circonda, soprattutto quello maschile. Non serve. Non dobbiamo passare dal “femminismo” al “donnismo”. Serve prima di tutto a loro. Le donne devono sentirsi libere di intraprendere. Di lanciarsi nella libera iniziativa. Lo devono a loro stesse. Perché la storia ce lo conferma: le imprese “in rosa” resistono molto più di quelle degli uomini. E comunque la corsa non va fatta sugli uomini. Va fatta sull’indipendenza e sulla capacità. Se le donne capiscono questo non avranno più nulla da invidiare a nessuno. Come è giusto che sia.

Grazie infinite per la pazienza  e la disponibilità!

Grazie di tutto cuore anche a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla prossima!

Buona serata e, come sempre, Buona lettura!

Con simpatia! 🙂

Copertina de "L'imprenditorialità femminile italiana tra ricerca e innovazione"

iriseperiplo.wordpress.com/

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