Lunavulcano al Premio Strega

Salve a tutti!
Questa è una segnalazione troppo ghiotta per non girarla anche qui. Grazie infinite a Isabella D’Amore per la segnalazione! 😊

Pink Magazine Italia

cop_lunavulcano

Tra realtà e finzione, la storia toccante e avvincente di un vero “rompicapo” esistenziale che dalla tastiera dello smartphone attraversa i vicoli tranquilli di un piccolo paese di provincia e le strade caotiche di una metropoli, fino a raggiungere il cuore dell’Africa.
Due donne si sfidano quasi ogni sera sulla schermata online di Ruzzle, nella ricerca agguerrita del più alto numero di parole di senso compiuto. Non si sono mai viste. Giorno dopo giorno, partita dopo partita, nasce la curiosità di conoscersi. Cominciano così a chattare e a raccontarsi reciprocamente. Sono messaggi brevi, scritti perlopiù fugacemente, che però colgono l’essenza delle confidenze più intime.
Emergono, così, desideri ed emozioni appartenenti a vite molto diverse. Due esistenze che scorrono parallele, combinandosi e scomponendosi a colpi di parole: Isabella è una giornalista impegnata nel sociale e sempre in viaggio. L’Africa è nel suo cuore. Alla soglia dei quarant’anni, non ha figli…

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[NUOVE USCITE] Storia dei miei lupi di Emily Friedlund

Da martedì 17 aprile 2018 anche nelle librerie italiane il romanzo di Emily Friedlund finalista del Man Booker Prize 201*7

Salve a tutti voi di nuovo!

Copertina del romanzo "Storia dei miei lupi"

Ben ritrovati! Eccomi tornare da voi anche in questa notte per comunicarvi l’uscita anche in Italia del romanzo di Emily Friedlund intitolato “Storia dei miei lupi” edito da DeA Planeta.

Il romanzo è sbarcato nelle librerie nostrane martedì 17 aprile 2018 e promette di conquistare anche i lettori del Belpaese come ha già fatto Oltreoceano.

Caso letterario da oltre cinquantamila copie negli Stati Uniti, acclamato dalla critica e finalista a sorpresa del prestigioso Man Booker Prize al fianco di grandi nomi come Paul Auster, George Saunders e Mohsin Hamid, Storia dei miei lupi disegna il ritratto di un personaggio e di un mondo difficili da dimenticare. Corrosi da un’oscurità tanto vasta e invincibile da diventare la nostra.

A testimonianza di questo suo successo riporto alcuni pareri autorevoli:

«Si legge come un pulp intelligente… lo stile è sapiente e perfettamente calibrato.» The New York Times Book Review

«Poetico, complesso e di devastante bellezza.» T.C. Boyle

«Immaginate una di quelle storie con la parola ragazza nel titolo nelle mani di una scrittrice dalle doti straordinarie. Il romanzo della Fridlund è un po’ così, solo più bello. Un racconto indelebile di fascinazione e terrore.» New York Magazine

Un’ulteriore conferma del valore del romanzo “Storia dei miei lupi” di Emily Friedlund edito da DeA Planeta è il fatto che sia stato finalista al prestigiosissimo Man Booker Prize 2017.

Ed ora passiamo alla presentazione vera propria del romanzo riportandone la trama:

Copertina del romanzo "Storia dei miei lupi"Tra i boschi, le paludi e gli inverni infiniti del Nord Minnesota, Linda Furston è una ragazzina guardinga e affamata come i lupi dei quali scrive – a sproposito – per una competizione scolastica. Quando Patra, giovane madre con figlio piccolo al seguito, si trasferisce nella casa vicina alla sua, la perfetta solitudine che ammanta la vita di Linda comincia a sfaldarsi. Ma l’accogliente routine di quella che presto diventa la sua famiglia elettiva nasconde più di una crepa. Piccoli, inquietanti segnali alludono a un pericolo la cui esatta natura rimane celata alla vista. Un segreto, una ferita. Una minaccia che Linda, arruolata come babysitter e come complice, si scopre disposta a ignorare, e che, pagina dopo pagina, prende corpo sotto lo sguardo attonito del lettore.

Ed ora completiamo la presentazione con alcune note biografiche riguardanti l’autrice:

Emily Friedlund

Emily Friedlund è cresciuta in Minnesota e attualmente risiede fuori New York. Ha un dottorato in letteratura e scrittura creativa. Questo è il suo primo romanzo.

Grazie infinite per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla prossima occasione!

Buonanotte e, come sempre, Buona lettura, magari proprio con “Storia dei miei lupi” di Emily Friedlund edito da DeA Planeta!

Con simpatia! 🙂

Copertina del romanzo "Storia dei miei lupi"*-

Gabriel Tallent alla Scuola Holden di Torino

*Gabriel Tallent, autore del romanzo “Mio assoluto amore”, ospite stasera alla Scuola Holden di Torino

Salve a tutti!

Oggi torno tra voi per annunciarvi

un evento in programma per oggi, mercoledì 18 aprile 2018, con inizio alle ore 18.30 presso la Scuola Holden di Torino.

Ospite d’onore sarà Gabriel Tallent, autore del romanzo “Mio assoluto amore“, definito dal Re del Brivido Stephen King, “un capolavoro“, edito in Italia da Rizzoli.

Per tutte le informazioni riporto di seguito il comunicato di casa Rizzoli:

MIO ASSOLUTO AMORE

Header

 

È il miglior esordio dell’anno. Ha subito raggiunto i primi posti
della classifica New York Times. Stephen King lo ha definito
“un capolavoro”. Cos’altro aggiungere?

Cta
Quotes

Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla prossima occasione!

Buon pomeriggio, buona lettura e,  visto l’argomento di questo articolo, Buon evento a tutti voi!

Con simpatia! 🙂

Progetti del FabLab Sondrio

Il FabLab Sondrio presenta i propri progetti e le proprie iniziative

Salve a tutti voi!

Ispirato dall’articolo di ieri sera della nostra Isabella Grassi e in collaborazione con il mio ex insegnante di informatica delle superiori, Sergio Casiraghi, vi vado a presentare i progetti e le iniziative di FabLab Sondrio, realtà della quale vi invito a visitare il sito internet e la Pagina Facebook.

Ora però è tempo di cedere la parola al comunicato redatto dal Professor Sergio Casiraghi:

Progetti e iniziative del FabLab Sondrio

a cura di Sergio Casiraghi

FabLab Sondrio è un’associazione di promozione sociale, senza fine di lucro, con sede operativa ℅ Politec Valtellina a Montagna in Valtellina, località Piano, e sede legale a Sondrio (http://fablabsondrio.it, https://www.facebook.com/fablabsondrio)

FabLab Sondrio

(FabLab Sondrio ℅ Politec Valtellina)

Il FabLab (FABbrica LABoratorio) è aperto agli associati e al pubblico con macchine per le fabbricazioni digitali dove individui e imprese hanno accesso ad attrezzature, processi e persone in grado di trasformare le proprie idee in prototipi e prodotti. Una comunità che collabora, un vivaio di idee, un centro dove valorizzare le competenze, uno spazio di coworking, uno spazio educativo, uno sguardo al territorio e al sociale, un laboratorio dove le idee possono prendere forma attraverso un circuito virtuoso.

Bits and Atoms e Fab Foundation hanno definito le caratteristiche condivise con la comunità dei FabLab. Le 4 regole sono: l’accesso al laboratorio dev’essere pubblico, va sottoscritto e pubblicizzato il manifesto dei FabLab (Fab Charter), disporre di un insieme di strumenti e processi condivisi con tutta la rete dei Fablab, le attività vanno condivise con la rete globale dei FabLab evitando di isolarsi!

FabLab Sondrio è attivo dal 29 ottobre 2015 e ha già realizzato un gran numero di progetti con varie iniziative che sono riportate sul sito web; qui voglio citare alcuni dei prossimi progetti tra quelli più attuali. L’ultimo, che si è appena concluso presso l’I.C. “Paesi orobici” di Sondrio, è stato un riuscitissimo laboratorio di #falegnameria dove si è insegnato ai bambini della “Racchetti” come lavorare il legno per la costruzione di un #kamishibai da usare in classe nel modulo sul teatrino itinerante giapponese e con questo realizzare quello che viene chiamato un “racconto in valigia”.

La professionalità offerta dai membri del Fablab Sondrio Giovanni, Carlo e Luca in questo campo è testimoniata anche da soci artigiani come Maurizio Bresesti che lavora con passione il legno antico nella sua falegnameriaBREMA.  

(Modulo Kamishibai & attività di falegnameria di Maurizio Bresesti)

Questo è parte di una serie di interventi, workshop, atelier e attività laboratoriali che rientrano tra le iniziative svolte nelle scuole dal FabLab Sondrio, ben integrate con ciò che costituisce per i soci il lavoro, le passioni e gli interessi di tutti i giorni.

Veniamo all’annuncio, appena dato, dell’apertura delle iscrizioni al primo Hackathon della Valtellina. L’evento che sarà ospitato presso la sede del Politec a Montagna in Valtellina, località Piano il prossimo 6 maggio, premierà il prodotto più riuscito con un premio incredibilmente geek, a tutti i partecipanti sarà dato un kit ricordo dell’evento!

L’obiettivo dell’Hackathon, collegato al progetto BIBLIOgeek al quale accenno di seguito, è relativo a un ‘uso innovativo della tecnologia’ e consiste nel realizzare un progetto formalizzato, su un tema assegnato, con relativo prototipo funzionante. Gli argomenti si potranno scegliere solo tra: “rifiuti e riciclo” oppure “utilizzo consapevole dell’acqua”, temi che andranno contestualizzati e geolocalizzati in Valtellina. I criteri di valutazione possono essere qui riassunti in termini di coerenza con il tema scelto, innovazione, originalità, utilità per il nostro territorio e per le persone che vi abitano, possibilità di essere realizzato concretamente (spiegando come) e poi effetto WOW!

Chi ha un’età tra 17 e 25 anni potrà partecipare singolarmente o con un piccolo gruppo al nostro Hackathon, che è parte del progetto BIBLIOgeek, sull’utilizzo innovativo della tecnologia come elemento di cultura e attualità.

Per ulteriori informazioni pratiche e iscrizioni occorre andare online sulla pagina: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-bibliogeek-hackathon-2018-45130523611

Le iscrizioni termineranno alla vigilia di questo Hackathon i cui lavori avranno inizio, come detto, il 6 maggio 2018 presso la nostra sede operativa a Montagna Piano. Poi tutti i progetti verranno pubblicati, attribuendoli agli autori, sul sito web del FabLab.

L’invito è a mettersi in gioco #passaparola!

Hackathon 2018

(#HACKATHON 2018 @ FabLab Sondrio)

Progetto BIBLIOGeek.

Il progetto BIBLIOgeek offre al pubblico più giovane delle biblioteche esperienze di cultura “geek”, al fine di avvicinare bambini e ragazzi all’attuale cultura digitale e alla programmazione. Geek è un termine inglese che sta a indicare una persona con uno straordinario entusiasmo in un certo campo di interesse, e più precisamente, una persona interessata alla tecnologia, all’informatica e ai nuovi media. Per estensione, una qualsiasi realtà culturale ha i propri “geek”: dalla politica alle scienze naturali, li trovate nella musica, nelle arti, nello sport, e così via. È stato scelto questo termine come perno di un progetto locale, destinato a giovani e giovanissimi.

Bibliogeek Logo

(http://www.fablabsondrio.it/bibliogeek.html)

BIBLIO-geek, è stato pensato in sinergia con il Sistema bibliotecario della Valtellina con lo scopo strutturare delle specifiche attività, offrendole nei luoghi più tradizionalmente deputati alla crescita culturale di tutti i cittadini e alla socializzazione. Luoghi dinamici e sensibili al cambiamento che vogliono, insieme a FabLab Sondrio, offrire ai ragazzi nuove esperienze di cultura contemporanea. Le attività sono in corso di svolgimento da novembre 2017 nelle biblioteche di Morbegno, Sondrio e Tirano con scansione indicata nella locandina.

(http://www.fablabsondrio.it/assets/files/bibliogeek-volantini-2.pdf)

Questa particolare iniziativa del FabLab Sondrio si pone sulla stessa linea di sviluppo che viene sostenuta dai Maker@scuola con le attività di Think-ering, Share-ing, Haker-ing che, in genere, accompagnano la democratizzazione dell’educazione quale spesso emerge da esperienze nazionali e internazionali di movimenti CoderDojo, LCL e TLTL. È posta in un contesto glocale (globale e locale allo stesso tempo), inserito nella realtà montana dell’arco alpino centrale, che può contare sulla disponibilità del sistema bibliotecario valtellinese. La relazione stabilita tra biblioteche e Fablab sposa il felice e attuale trend che si ritrova sia in esperienze italiane, vedi YouLab a Pistoia, sia nelle linee guida europee per lo sviluppo delle biblioteche che prevedono di investire nella creazione di market space nei presidi culturali. BIBLIOgeek ha individuato, in Valtellina, questa promettente sinergia tra luoghi “istituzionali” e associazionismo. Nello specifico progetto vengono avviate tre azioni: giornate dedicate al Coding con i linguaggi di programmazione visuali Scratch e ScratchJr, sperimentazione di servizio Biblioduino e infine l’hackathon, quale evento finale, che abbiamo prima descritto.

Biblioduino è poi un kit preparato da FabLab Sondrio contenente la famosa scheda ARDUINO insieme ad un certo numero di componenti elettronici pronti per costruire e inventare. Il kit è proposto in una scatola di plastica che contiene tutto il necessario ed è corredato da un volumetto che guida nei primi semplici progetti. Tutti possono prendere in prestito il kit, esattamente come fosse un libro, direttamente in biblioteca.

kIT BIBLIODUINO

Kit BiblioDuino

( da un’idea di Makerslab)

Un obiettivo centrale di questo progetto è quello di sensibilizzare tutti sull’importanza delle biblioteche pubbliche come moderni centri di apprendimento vicini ai cittadini per dare sostegno all’inclusione digitale, le tre azioni di BIBLIOgeek si propongono quali esempi di apprendimento di tipo informale e di natura learning-by-doing, tipiche dell’approccio “maker”, compatibili con le applicazioni di design-thinking sviluppate presso diverse biblioteche. Il Sistema bibliotecario della Valtellina, attraverso la collaborazione delle tre biblioteche comunali di Sondrio, Morbegno e Tirano, ha accolto la proposta di promozione dell’educazione digitale, mirando gli interventi su diverse fasce d’età, dai giovanissimi ai giovani. Questa collaborazione consente alle biblioteche di offrire, accanto all’alfabetizzazione informatica di base, una formazione digitale più ampia ed innovativa legata al coding, per coinvolgere maggiormente i giovani quali principali fruitori.

Coding scuola primaria

(BIBLIOGeek attivo a Sondrio, Morbegno e Tirano)

L’ultimo incontro BIBLIOgeek ci sarà il 13 maggio in Biblioteca a Morbegno per fare coding, indicato per la scuola media (secondaria di primo grado), con la creazione di un videogioco in Scratch condiviso poi con chiunque lo vorrà remixare.

  (BIBLIOgeek con FabLab Sondrio in biblioteca)

Nel frattempo, FabLab Sondrio terrà due sessioni di confronto sulla tecnologia meccatronica all’ITIS di Sondrio.ITIS Enea Mattei

(I.T.I.S. “E. Mattei” di Sondrio)

Segnalo anche la serie di corsi, riservati esclusivamente ai soci del FabLab Sondrio, indicati sul sito alla pagina: http://www.fablabsondrio.it/corsi.html. Per informazione circa le modalità di iscrizione contattateci all’indirizzo email: info@fablabsondrio.it

Per genitori ed insegnanti ha funzionato anche un percorso didattico destinato a insegnanti, genitori e alunni della scuola primaria su temi della sicurezza informatica: CYBERSPACE, AVVERTENZE E PRECAUZIONI D’USO. Una questione da grandi per riuscire a proteggere anche i più piccoli sperimentata in alcune scuole primarie di Sondrio e provincia.

Un evento gratuito, organizzato dal fabLab Sondrio e Politec Valtellina per sabato 12 maggio dalle 9.30 alle 13, aiuterà chi ora è affascinato dalla stampa 3D a scoprire questa tecnologia che si va diffondendo insieme le sue applicazioni. Sarà l’occasione per dialogare con gli esperti del settore e toccare con mano prodotti e macchinari in modo da comprendere o approfondire le enormi potenzialità di questo nuovo settore.

Per maggiori informazioni sull’evento “STAMPA 3D” contattare Politec Valtellina al numero 0342-201527 o inviare una e-mail a politec.energia@gmail.com   

 Sorpresa...

Infine, WOW il 9 giugno ci sarà una sorpresa che presto scopriremo insieme!

(stay tuned)

http://fablabsondrio.it

RIFERIMENTI WEB

  1. http://www.fablabsondrio.it
  2. https://www.facebook.com/fablabsondrio
  3. https://www.instagram.com/fablabsondrio
  4. http://www.fabfoundation.org
  5. http://cba.mit.edu
  6. http://www.politecvaltellina.it
  7. https://www.icpaesiorobici.gov.it
  8. https://www.facebook.com/BREMAwood
  9. http://fablabsondrio.it/hack2018.html
  10. https://it.wikipedia.org/wiki/Hackathon
  11. http://www.fablabsondrio.it/bibliogeek.html
  12. http://www.indire.it/progetto/maker-a-scuola
  13. http://www.indire.it/2017/12/21/maker-e-democratizzazione-delleducazione
  14. https://it.wikipedia.org/wiki/CoderDojo
  15. https://coderdojo.com
  16. http://learn.media.mit.edu/lcl
  17. https://tltl.stanford.edu
  18. http://www.sangiorgio.comune.pistoia.it/attivita-di-youlab-pistoia
  19. http://publiclibraries2020.eu
  20. https://scratch.mit.edu
  21. https://www.scratchjr.org
  22. http://www.hubout.it/makerslab/portfolio/biblioduino
  23. http://www.hubout.it/makerslab
  24. http://designthinkingforlibraries.com
  25. http://biblioteche.provinciasondrio.gov.it/library
  26. https://it.wikipedia.org/wiki/Meccatronica
  27. http://www.itisondrio.gov.it
  28. http://www.fablabsondrio.it/portale/index.php/tag/stampa-3d
  29. http://www.politecvaltellina.it

Altro

Spazio al personaggio. Enrico Bassi

La nostra Isabella Grassi e la sua incursione nel mondo del Fablab

Salve a tutti!

Opendot Fab Lab Milano

Stasera fungerò solamente da addetto al cappello introduttivo per questa nuova incursione della nostra impagabile inviata dalle terre parmensi Isabella Grassinel mondo della cultura, del teatro, dello sport, della musica e di quanto ci rende piacevole la vita“. Stavolta Isabella ci guiderà alla conoscenza di Enrico Bassi e del suo innovativo progetto.

Ma ora è giunta per me l’ora di cedere la parola alla bravissima Isabella Grassi e al suo nuovo ospite al quale vi invito a dare il vostro più caloroso benvenuto!

Spazio al personaggio, una piccola incursione nel mondo della cultura, del teatro, dello sport, della musica e di quanto ci rende piacevole la vita, a cura di Isabella Grassi.

Oggi il mio viaggio affronta il mondo della tecnologia pensata e calata in un ambito molto particolare: la manifattura del futuro e come questa impatta sul sociale.

Tutti noi da piccoli abbiamo giocato con il meccano, con il lego, abbiamo visto e attraversato le più diverse invenzioni, i mondi più impensabili, sognato di volare a pochi metri da terra con navicelle ad idrogetto, imitare Dio nel creare oggetti.

Tutti noi con in mano un aeroplanino di carta ci siamo immaginati lanciati alla scoperta di mondi nuovi, diversi.

Oggi vi voglio presentare un uomo che realizza ed aiuta a realizzare questi sogni, che annovera nel suo curriculum diverse specializzazioni e che nel tempo ha rivestito diversi ruoli, tra i quali possiamo ricordare le sue competenze in Digital fabbrication, il suo ruolo di Fablab manager e di Design for digital production. Ho conosciuto Enrico Bassi in quanto mio professore al Master che sto frequentando all’Università di Parma per giornalisti e comunicatori, e qui lo intervisto nella sua qualità di coordinatore di Opendot.

Il bancone di Opendot Fab Lab Milano

Prima di dare spazio alla nostra solita chiacchierata vi spiego brevemente cos’è Opendot.

Fondato nel 2014 da Dotdotdot, studio di progettazione multidisciplinare milanese,
Opendot (http://www.opendotlab.it/) è un Fab Lab.

Con questa parola, strana per la maggior parte di noi comuni mortali, si intende un hub di ricerca e open innovation, ovverosia uno spazio per la ricerca e la sperimentazione inteso come supporto sia al lavoro dei membri interni che come servizio per altri utenti in modalità condivisa.

Opendot vuole aiutare lo sviluppo dell’open source e del know-how tecnologico e vede in questi strumenti una opportunità di crescita a livello formativo, ma soprattutto progettuale e produttivo, fonendo consulenza ad aziende, fondazioni, università, enti pubblici e privati; sviluppando percorsi progettuali e programmi formativi ad alta complessità, che vedono nell’innovazione il loro tratto caratteristico.

Se questa introduzione vi ha incuriosito allora diamo spazio al personaggio di oggi: Enrico Bassi.

Enrico ti va di illustrarci con parole tue come e perché credi in questo progetto e cosa intendi per nuova manifattura?

Un Fab Lab si occupa di nuova manifattura. Per chiarire questo concetto bisogna partire dal punto di inizio: la produzione in senso classico, quella che dall’artigianato ha portato alla rivoluzione industriale e che ha permesso tramite l’utilizzo di stampi ad iniezione l’efficienza degli alti numeri. Con i Fab Lab si è abbattuto il confine tra informazione e materia, e si cerca di realizzare e rendere perciò sempre più attuale il concetto che partendo dalla informazione si arriva alla materia tramite l’utilizzo della stampa 3D.

Esempio di attività all'interno di Opendot Fab Lab Milano

La nuova manifattura quindi è un ritorno a prodotti di qualità che come tali si adattano ad esigenze di piccoli numeri, con un gusto tipico dell’artigiano, ma nel contempo sfrutta la tecnologia moderna. Con questo sistema l’utente può realizzare home made un prodotto di alta qualità.

Le tecnologie possono essere diverse, noi utilizziamo sia quelle additive, che quelle sottrattive.

Esempio della prima è la stampante 3D e le sue applicazioni. Un caso insolito è quello utilizzato da Foodini una start up spagnola che lavora con il cibo e che ha stampato cracker a base di farine di insetti.

Un esempio della seconda è la fresatura che consiste nell’eliminare tramite appunto una fresa, elementi che non interessano e che permette di ottenere oggetti molto belli. Si va da macchine semplici che prevedono solo assi x-y-z ad altre più complesse che permettono la rotazione tramite l’utilizzo di bracci robotici. Questa tecnica ha però un limite: non ha il sottosopra.

Ma qual è quindi l’utente tipico del vostro Fab Lab e quali i settori di maggior utilizzo?

Interno di Opendot Fab Lab Milano

Abbiamo l’architetto di design, lo studente che vuole provare a realizzare un progetto, l’imprenditore che cerca una soluzione per la propria azienda, e non posso nascondere il fatto che spesso a muovere la domanda è la ricerca di un risultato meno costoso rispetto a quello della manifattura classica. Creare gli stampi infatti se non si realizzano grandi numeri è molto costoso, con la stampa 3D si evita la creazione degli stampi. Proprio per la tipologia di risultati di alta qualità senza costi elevati si rivolgono a queste tecnologie sia il mondo della gioielleria che il mondo delle protesi dentarie. Ci si augura di implementare maggiormente il settore industriale che attualmente fatica ad approcciarsi a questo sistema a causa della mancanza di una legislazione specifica inerente alle certificazioni per l’utilizzo di questo sistema in molti campi.

Vero è che spesso anche laddove non sussistono queste problematiche è l’imprenditore che non riesce a causa di una scarsa conoscenza del settore ad approcciarsi a noi.

Formazione e innovazione appaiono quindi strettamente collegati, ritorniamo quindi al concetto di produrre direttamente dall’informazione. Cosa fate voi in questo campo? Avete progetti formativi? Avete particolari interessi da sviluppare?

Tu mi hai conosciuto nella mia qualità di docente e già questa circostanza risponde alla tua domanda. Certamente credo che in un campo come quello dove io mi muovo la formazione sia non solo fondamentale ma necessaria. Accanto a corsi introduttivi e necessariamente a basso costo, abbiamo anche progetto mirati a insegnare l’utilizzo della stampante 3D partendo dal concetto che non si utilizza ciò che non si conosce. Partendo da questo input con fondi del MIUR abbiamo attivato dei progetti formativi nelle scuole.

C’è un campo in particolare dove il progetto formativo si sta sviluppando e riversa tutta la sua forza: il sociale. Così abbiamo attivato percorsi che hanno portato le tecnologie nei campi profughi e di guerra, per cercare di ovviare alla chiusura di una sala operatoria per la mancanza di un ricambio, ma anche uno splendido progetto con Ikea per adattare i loro prodotti all’utilizzo da parte di bambini portatori di handicap di diverso tipo.

Guardando il sito opendotlab nel settore formativo si trova anche la Fab Academy, dove tu vieni citato come il suo guru. Ce ne vuoi parlare?

La Fab Academy è il principale corso di fabbricazione digitale della rete mondiale dei Fab Lab. Il corso si suddivide tra lezioni in videoconferenza con Neil Gershenfeld del MIT di Boston e la pratica presso il Fab Lab e io sono appunto il coordinatore di Opendot.  Con sei mesi di corso gli studenti riescono ad apprendere competenze pratiche di progettazione e design, digital fabrication, elettronica, software per riuscire così a immaginare, prototipare e documentare le proprie idee, per riuscire a capire fino in fondo cosa sia e come usare la fabbricazione digitale, e poterla sfruttare autonomamente nel proprio percorso professionale.  Richiede un impegno part-time degli studenti, dove per due o tre giorni a settimana lavorano insieme nel Fab Lab, ed un giorno a settimana si realizza una videoconferenza con i Fab Lab di tutto il mondo. Si riesce così a condividere i propri avanzamenti di progetto, a confrontarsi con il contesto globale di riferimento per tecnologie, progettazione e fabbricazione. Come ogni scuola anche la Fab Academy alla fine conferisce un diploma e permette anche di seguire singole sessioni del corso e ottenere cosí un relativo certificato.

Vision e Mission, parole di utilizzo ormai comune, spiegacele nel loro significato intrinseco.

Fab Lab è un movimento maker, che deve diventare un grosso valore sociale per l’Italia e come tale deve organizzarsi, strutturarsi perdendo un po’ del caos che lo contraddistingue senza perdere la flessibilità e l’agilità che ne costituiscono l’enorme potenziale, avvicinandosi così al mondo imprenditoriale: questa la vision.

Colmare il gap tra l’innovazione dal basso e coloro che hanno gli strumenti per far accadere le cose costituisce invece la mission.

Io ovviamente spingo in particolare affinché si sviluppi una digital social innovation per arrivare ad un sociale sempre più innovativo. Ecco quindi che sono particolarmente fiero della collaborazione con TOG, una fondazione milanese che si occupa di curare bambini con patologie complesse. Tramite i Fab Lab ed i progettisti al loro interno questa fondazione realizza così le soluzioni ai problemi che i loro pazienti affrontano giorno per giorno. Ogni bambino è diverso e diversa deve essere la soluzione, ogni soluzione è quindi creata e sviluppata ad hoc.

Così, sempre in campo sociale, sono stati attivati percorsi con i carcerati per attivare processi di formazione che li porti a produrre diverse tipologie di oggetti.

Ma per progetti così socialmente orientati, come trovate i finanziamenti?

Se si vuole che i Fab Lab si diffondano, si sviluppino, se si vuole che vengano attivati progetti sempre più formativi anche in campo scolastico, si deve per forza cambiare il modo classico per reperire i finanziamenti, e in effetti qualcosa si sta muovendo in tal senso.

Fino a qualche anno fa esisteva solo il terzo settore, ma ora i fondi pubblici sono sempre più scarsi, e a parte qualche fondo europeo, e qualche bando è il privato che spesso viene in aiuto.

E così ecco che Ikea ha aiutato il progetto TOG, per lo sviluppo di giochi adatti a bambini con disabilità.

Quindi quali sono gli elementi in base al quale scegliete o meno un progetto?

Partendo dalla necessità di dare una buona comunicazione per mettere in atto una strategia ottimale, se l’innovazione nel settore food ha un suo fascino, sicuramente non è strategica, se il tema della disabilità è sicuramente importante e ci auspichiamo che si sviluppi in maniera esponenziale, al momento, proprio a causa della difficoltà nel reperire i fondi è troppo cara, ecco quindi che sul lato tecnologico i maggiori investimenti sono nell’IoT e nel machine learning.

Chiudo con una citazione di un grande regista come Charlie Chaplin che con il film “Tempi Moderni” fece uno spaccato sul mondo della fabbrica, sul futuro della innovazione tecnologica: “Pensiamo toppo e sentiamo troppo poco. Più che di macchine abbiamo bisogno di umanità.”, con l’auspicio che il futuro coniughi innovazione tecnologia ed umanità, così come il nostro ospite si augura, realizzando così una piena attualizzazione del sociale, ma riuscendo anche ad arrivare nelle case di tutti, ad incuriosire l’uomo comune.

I progetti dei Fab Lab diversamente dalla fabbrica di Tempi Moderni non si focalizzano sulla produzione di massa, che non ne rappresenta il focus, però ed è questa la vera modernità devono essere replicabili, non uniche copie tipiche dell’artigiano pur se di qualità simile.

Così termina questa mia panoramica sull’innovazione tecnologia, sul mondo dei Fab Lab, e ringrazio Enrico Bassi, che si è prestato a questa intervista.

Isabella Grassi

[COMUNICAZIONE EDITORIALE] Sta nascendo la Buendia Books

Sta prendendo vita una nuova vitalissima realtà editoriale

Salve a tutti voi!

Logo Buendia Books

Stasera torno tra voi per annunciarvi che sta prendendo vita una nuova realtà editoriale. Si tratta della Buendia Booksuna casa editrice indipendenteche propone un “nuovo-vecchio modo” di far libri, una casa editrice che è anche artigianato, manualità, creatività e labor limae“.
Per potervi presentare al meglio la Buendia Books cedo ora la parola al comunicato stampa ufficiale:

Logo Buendia Books

Perché?

Il numero di scrittori che supera quello dei lettori, le vendite e l’interesse che precipitano in picchiata, gli spettri dei resi passati, presenti e futuri: in un quadro in cui di rosa c’è davvero poco e le sfumature di grigio vertono verso un lapidario color piombo, c’era davvero bisogno di una nuova casa editrice indipendente?
Quando abbiamo iniziato a parlare del nostro piano ci hanno chiamato pazzi e visionari, ci hanno prospettato fallimenti e delusioni, qualcuno ci ha consolato in anticipo con pacche sulle spalle e sguardi lucidi di comprensione. Qualcun altro, però, ha visto l’altro lato del sogno e del delirio, ha risposto ai nostri sorrisi e ci ha passato ulteriore coraggio, allegria, forza.
Insomma, perché abbiamo creato la Buendia Books? Chi siamo, cosa offriamo e cosa vogliamo?
Perché sentivamo la necessità di una nostra dimensione, di uno spazio accogliente e vivace in cui poter dire la nostra e stare in compagnia, con i nostri ritmi, i nostri ideali e la nostra follia.
Crediamo nell’otium, nella pausa creativa (e tutt’altro che inattiva!), nelle passeggiate che consentono di godersi il paesaggio, i profumi, l’originalità e i sapori, nell’impeto e nella dedizione da cui nasce il bello assoluto, solo per il gusto e la gioia di farlo e stare bene.
Pensiamo che le storie debbano essere accessibili in tutti i sensi, aprire orizzonti e prospettive, donare a chi le ascolta qualcosa di nuovo, nutriente e inaspettato, anche se per pochi minuti, durante un tragitto in tram o in attesa dal dentista.
In questo progetto abbiamo investito noi stessi, contando su un bagaglio di esperienze, curiosità e voglia di fare, sul sostegno di chi crede in noi e con noi… E siamo convinti che l’entusiasmo e i bei pensieri ne attirino altrettanti, e che la positività si amplifichi e si diffonda.
Vogliamo trovare e far conoscere realtà e finzioni, vicende e persone; occuparci di intrecci e di pagine, accudirli e poi dar loro le ali, affinché possano viaggiare, incontrare altri mondi, confrontarsi e poi tornare cresciuti e con un diario di bordo fitto fitto.
In poche parole? Libri per tutte le teste e tutte le tasche, snelli ma ricchi di sostanza. Unici.
Forse cestinerete la mail senza aprirla, forse straccerete questo comunicato o lo metterete da parte perché ora siete di fretta e poi lo dimenticherete… Ma aspettate di conoscere le nostre pubblicazioni, i nostri autori e le nostre iniziative: non passeranno inosservati e l’effetto sarà magnificamente devastante come lo sbattere d’ali di una farfalla.
Se siete giunti fin qui, vi ringraziamo per l’attenzione e vi chiediamo ancora un attimo di pazienza: nella pagina seguente potrete scoprire qualcosa di più sulla Buendia Books e su un Premio Letterario di…vino.
Per qualsiasi curiosità o informazione non esitate a contattarci, siamo a disposizione.
Buon lavoro e… Buendia!

Chi siamo

Buendia Books è una casa editrice indipendente che propone un “nuovo-vecchio modo” di far libri: una realtà editoriale che è anche artigianato, manualità, creatività e labor limae.
Buendia come il colonnello Aureliano di Cent’anni di solitudine, ardito e dallo sguardo acceso e intenso, capace di guidare rivoluzioni, sopravvivere ad attentati, imboscate e alla stricnina, e allo stesso tempo di incantarsi al cospetto delle piccole cose e allo splendore di un pesciolino d’oro. Il nostro simbolo è una farfalla gialla, la prima che si mostra non appena il gelo cala e le giornate si allungano.

La nostra missione

Siamo radicati sul territorio piemontese, nati tra le dolci colline e la città, e puntiamo alla promozione degli autori che risiedono nella nostra regione, per seguirli da vicino e prenderci cura con passione e rispetto delle loro opere in tutte le fasi di lavoro, dalla selezione allo sviluppo dell’idea fino alla realizzazione e alla promozione.
Andrea Castaldi, Desy Icardi, Andrea Monticone e Massimo Tallone sono solo alcuni degli autori che hanno già deciso di unirsi alla nostra ciurma libraria e piratesca… Ma abbiamo tante altre novità in serbo per i nostri lettori.
Facciamo parte del Comitato Editori Piemonte e, consapevoli che fare e trasmettere cultura significa comunicare e collaborare, desideriamo creare una rete virtuosa tra i membri della filiera e le realtà locali, dicendo no all’editoria a pagamento e gettandoci a capofitto in un’avventura di fiere, incontri, eventi e progetti. E poi… possiamo confessarlo? Vogliamo divertirci, invadere, contagiare di entusiamo, di vita, di storie!

Il nostro catalogo

Non solo romanzi, ma anche racconti. Non collane, ma intersezioni.
Ogni storia contiene infiniti mondi e non può essere incasellata sotto un’unica categoria.
Abbiamo quindi pensato al concetto di intersezione: 3 misure, 3 macrotemi, 2 tempi, 2 formati che si combinano di volta in volta in modo differente, a seconda del progetto, consentendo alle nostre opere di presentarsi nella veste più adatta, cucita su misura: quindi nel nostro catalogo troverete libri di formato classico, piccolo e piccolissimo; trame per bambini e YA, giallenoir e di narrativa; tesori contemporanei e gioielli vintage da scoprire e riscoprire… il tutto in cartaceo e digitale.

Il Premio Letterario “Barbera da… leggere” 2018

La nostra casa editrice non avrebbe potuto dire “Buendia” e presentarsi al pubblico in un modo più… inebriante! In collaborazione con il Comune di San Damiano d’Asti, abbiamo infatti indetto la I Edizione del Premio Letterario “Barbera da… leggere”, il primo concorso sandamianese per racconti per ragazzi e di narrativa nell’ambito della rassegna “La Barbera Incontra” 2018.

I due racconti vincitori saranno scelti da una giuria composta dai membri della casa editrice e:

• Francesca Gerbi, scrittrice e consigliere Comunale San Damiano d’Asti
• Beppe Giampà, cantautore e interprete di reading musico letterari
• Haider, blogger Rosicchialibri
• Desy Icardi, scrittrice e cabarettista
• Paolo Marchiaro, libreria “Alta Fedeltà” di San Damiano d’Asti
• Andrea Monticone, scrittore e giornalista “CronacaQui”
• Daniela Peira, giornalista “La Nuova Provincia”

I premi:

• Pubblicazione cartacea e digitale dei racconti con regolare contratto di edizione
• Premiazione durante “La Barbera Incontra”
• Presentazione ad hoc nelle fiere locali di novembre

Il bando completo è scaricabile dal sito: https://www.labarberaincontra.it/barbera-da-leggere/

A me non resta ora che raccomandarvi di tenere bene d’occhio questa nascente casa editrice che promette ” Tumulto editoriale, sperimentazione, colore e voglia di qualità e leggerezza“!

Grazie infinite per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla prossima occasione!

Buonanotte e, come sempre, Buona lettura!

Con simpatia! 🙂

[ANTICIPAZIONI] Scopriamo Jean Webster grazie a Sara Staffolani

In questo mese di aprile la casa editrice flower-ed ci fa approfondire la conoscenza della figura di Jean Webster

Salve a tutti!

Eccomi tornare tra voi stanotte per comunicarvi cosa ci aspetta in questo mese di aprile 2018 da parte della casa editrice flower-ed, la casa editrice nativa digitale diretta con la consueta classe da Michela Alessandroni. In questo mese, grazie ad una nuova biografia che andrà ad arricchire la già ricchissima e preziosissima collana Windy Moors, opera della bravissima Sara Staffolani e intitolata “C’è sempre il sole dietro le nuvole, Vita e opere di Jean Webster“, approfondiremo meglio la conoscenza di Jean Webster, la scrittrice dalla cui penna e dal cui ingegno è uscito, ad esempio, il romanzo “Papà Gambalunga“.

Per completezza di informazioni riporto di seguito il comunicato della casa editrice:

C’è sempre il sole dietro le nuvole

Cari lettori, desidero aprire questa newsletter rivolgendo un ringraziamento a tutti gli aspiranti autori di flower-ed che ci stanno inviando le loro opere in valutazione nell’ambito del premio letterario Parole magiche. Grazie di cuore!
Questo mese farà il suo ingresso nella nostra collana Windy Moors una nuova scrittrice, con una biografia che, ne sono certa, amerete tantissimo: ve la presento mostrandovi in anteprima la sua meravigliosa copertina floreale. Non è un incanto?

Jean Webster (Fredonia 1876-New York 1916) è nota soprattutto per essere l’autrice di Papà Gambalunga, il celebre romanzo che racconta la storia di Judy Abbot, un’orfana alla quale viene permesso di studiare grazie a un anonimo benefettore colpito dal suo talento nella scrittura. Pur essendo l’unica opera conosciuta dalla maggior parte dei lettori italiani, attraverso la biografia di Jean Webster, Sara Staffolani ci mostra quanto la vita e le opere di questa straordinaria donna, che marciava con fervore a favore dei diritti e dell’educazione delle donne e dei più deboli, che sperava e credeva in un futuro migliore, meritino di essere rivalutati e portati finalmente alla luce.
Sara Staffolani, Cè sempre il sole dietro le nuvole. Vita e opere di Jean Webster,  flower-ed 2018
Ebook e cartaceo, in uscita il 23 aprile.

Passeggiata letteraria

La prossima passeggiata letteraria si terrà sabato 12 maggio. Questo mese di aprile sarà dedicato alla sua organizzazione, perché la meta è una Casa museo molto particolare e preziosa, alla quale si può accedere solo a piccoli guppi e prenotando con largo anticipo. Vi racconto di cosa si tratta.
Situata a Roma in Palazzo Primoli (Via Giuseppe Zanardelli n. 1), la Casa museo Mario Praz presenta dieci ambienti in cui sono esposti oltre 1200 pezzi da collezione, tra dipinti, sculture, mobili e arredi: una casa ricca di fascino, che rispecchia la personalità del suo proprietario. Mario Praz (1896-1982), celebre anglista, saggista e critico, acquistò sul mercato antiquario ogni singolo pezzo in oltre sessant’anni di viaggi e amorevole cura, disponendoli negli ambienti in cui visse a Roma e che andremo a visitare.
L’ingresso è gratuito e si accede solo su prenotazione tramite visita accompagnata. I lettori interessati possono confermare la loro presenza entro il 20 aprile scrivendo a info@flower-ed.it, in modo da poter organizzare la passeggiata al meglio.
Vi aspetto fra le pagine dei nostri libri e dei social,
Non scordatevi di segnare in bella evidenza la data del 23 aprile 2018, mi raccomando!
Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla prossima occasione!
Buonanotte e, come sempre, Buona lettura!
Con simpatia! 🙂

Voci precedenti più vecchie

La Lettrice Assorta

"Non ci sono libri morali o immorali. Ci sono libri scritti bene e scritti male" (Oscar Wilde)

iriseperiplo.wordpress.com/

Tutte le mie recensioni, ricette e letture

Leggendo a Bari

“Non ci sono amicizie più rapide di quelle tra persone che amano gli stessi libri”

Francesca Giuliani

Servizi editoriali: correzione di bozze, editing testuale, impaginazione, copywriting e creazione di sinossi.

Viviana Rizzo

Aspirante scrittrice di cronache nascoste

La lepre e il cerchio

la lepre entrò nel cerchio e balzando annottò

LUOGHI D'AUTORE

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Innamorarsi dei libri giorno dopo giorno.

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Alifyz Pires

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