Spazio al personaggio… Isabella Grassi

La nostra Isabella Grassi intervista se stessa sui concorsi letterari

Salve a tutti!

Per chiudere al meglio questa settimana vi propongo  una puntata particolare della rubrica “Spazio al personaggio”. In questa occasione intervistatrice e intervistata si fondono nella stessa persona. Ma ora cedo la parola alla nostra impagabile collaboratrice e inviata dalle terre parmensi, Isabella Grassi:

Spazio al personaggio, una piccola incursione nel mondo della cultura, del teatro, dello sport, della musica e di quanto ci rende piacevole la vita, a cura di Isabella Grassi.

Continuo il mio excursus sul mondo dei libri,

Questo intervento sarà insolito in quanto intervistata ed intervistatrice saranno la stessa persona: me stessa, e farò alcune brevi riflessioni sempre sui concorsi, sui generi minori e su come crescere e farli crescere.

Vi propongo anche una video intervista, dove con me come al solito  ci saranno alcuni autori, ma anche un’ editrice.

Qual è il significato delle Fiere del Libro e la loro utilità?

Amo molto girovagare tra le fiere del libro, dove si ha la possibilità di scoprire, toccare, annusare libri nuovi, vecchi ed edizioni particolari.

Passo letteralmente ore ed ore in quei posti fantastici, come un bimbo in un parco giochi.

E’ nelle fiere che ho avuto occasione di conoscere, autori, editori e librai e di scoprire il fantastico mondo della carta stampata.

 

Il mondo dei concorsi letterari.

Ho terminato il mio ultimo articolo su questo argomento con una frase che racchiude in sé il mio pensiero: “Impariamo a leggere, impariamo a pensare, impariamo a vivere!”. Penso che i concorsi letterari, almeno quelli seri servano a questo, a stimolare la lettura, il pensiero, a farci vivere meglio.

E’ notizia di questi giorni della  vittoria di Paolo Cognetti con il libro “Le otto montagne” (Einaudi), al premio Strega.

Io questo libro ce l’ho in lettura in questi giorni, e in libreria da febbraio, non so quando lo avrei letto se in questi giorni non ne avessero parlato tanto.

Vi spiego com’è andata.

A febbraio 2017 il libraio Antonello Saiz (https://www.facebook.com/antonello.saiz) della libreria Diari di Bordo di Parma (https://www.facebook.com/libreriadiaridibordo/), mi invita alla presentazione di questo libro, dicendomi che ne vale la pena, che Cognetti è in gamba, che una lettrice in gamba non può non leggerlo e deve conoscere l’autore, bla bla bla…

Mi dice il titolo e l’argomento ed io sbotto letteralmente: io amo il mare e odio la montagna.

All’ultimo minuto, decido di andare.

Mi si apre un mondo nuovo, Paolo è accattivante, tiene in mano la presentazione, ha un modo di esporre il suo pensiero sulla montagna che incuriosisce. Decido di compare il libro, e quando mi avvicino a lui gli dico: “io odio la montagna, amo il mare, ma mi hai incuriosito” e lui ridendo scambia amichevolmente qualche parola con me per poi così scrivere come dedica: “Per Isabella che troverà la sua montagna. Grazie.”

Non c’è che dire, un bell’augurio, e quel grazie: un tocco da signore.

Il libro è rimasto lì fino a ieri, presa da altri impegni, altre letture e viaggi in barca a vela.

Ora lo sto leggendo, è presto per esprimere un’opinione, sono solo a pagina 30, ma mi ha sorpreso e mi prende, mi sento catapultata in un mondo che non conosco con un’atmosfera alla Tom Sawyer.

Sarà il personaggio, sarà il senso di avventura, ma complimenti Paolo, mi hai veramente sorpreso.

E così devo dire grazie al premio Strega perché mi ha fatto decidere, mi ha spinto a leggere un libro di qualità.

Concordo con quanto espresso da Giovanni Bertani (https://www.facebook.com/giovannibertaniparma/?ref=br_rs) che  ritiene il mondo dei concorsi letterari essere molto dispersivo, più finalizzato a far vendere, parlando dei concorsi minori e della scarsa pubblicità che viene loro data.

Se questo non è il caso di un premio come lo Strega, è però la realtà dei concorsi minori.
Romanzi e racconti…

Sono due mondi che difficilmente si intersecano, anche se famosi autori di romanzi si sono dedicati ai racconti.

Recentemente nell’intento di analizzare ed incrociare questi due mondi ho ospitato nel mio ufficio due autori: Giovanni Bertani e Roberto Tira (https://www.facebook.com/fare.fooding), che hanno in comune lo scrivere racconti anche se dedicati a pubblici diversi, e una rivista letteraria che pubblica racconti e indice concorsi con in premio la pubblicazione: La Penna del Drago (https://www.facebook.com/La-Penna-del-Drago-1226420170709317/) .

Giovanni Bertani è l’autore del romanzo noir  Il Grisbì (Forme Libere, 2015, pagina fb https://www.facebook.com/Bobby-Lago-590518757699137/) e di racconti tra cui l’ultimo “La neve  il giorno prima della fine del mono” nella collana “Racconti Emiliani” a cura di Stefano Andrini (historica, 2017). Interviste già realizzate e pubblicate cui rimando. Qui ricordo solamente che è stato il racconto il suo primo amore ed il genere che più ama.

Roberto Tira, che per la casa editrice La Freccia d’oro (http://www.frecciadoro.it/)  ha pubblicato “L’aria che T’ira” e “Se ancora T’ira” che sono due raccolte di poesie, altro genere misconosciuto ed è prevista una terza uscita a completamento della trilogia dal titolo “T’ira, T’ira, T’ira”.

I titoli sono ovviamente giochi di parole con il cognome dell’autore, e sono in realtà scritti liberatori, simili a veri e propri racconti, dove si parla di sentimenti. E’ l’amore che predomina, insieme all’assenza, come tormento dell’anima o come ricordo e dedica a persone che ormai sono in un mondo migliore.

Sempre per la casa editrice La Freccia d’oro ha pubblicato anche il suo primo romanzo che consiste in una favola dal titolo “I Ron”. Roberto utilizza il mondo del bosco per parlarci della nostra vita quotidiana, dove gli animali ne sono i protagonisti. Il personaggio principale è un airone che desidera diventare un ballerino e che nel suo girovagare incontra altri personaggi che hanno tutti un particolare: a ognuno manca qualcosa.

E’ un libro che affronta la disabilità e che proprio per la tenerezza con cui ha affrontato l’argomento è stato messo in scienza da “Il Gruppo Verde” di Cento che si occupa dei ragazzi disabili.

 

La Penna del Drago, è una rivista creata per dar voce agli emergenti. A dare voce alla rivista è invece Catia Cicchetti (https://www.facebook.com/catia.cicchetti?hc_ref=PAGES_TIMELINE&fref=nf) che ha così coronato il suo sogno di unire i racconti con le belle illustrazioni.

Divoratrice fin dall’infanzia della fantascienza e della collana Urania, mi ha dichiarato di prestare molta attenzione allo stile di scrittura, indipendentemente dal genere di racconto che le viene inviato.

La rivista cura tutto il suo contenuto, sia la carta che i colori che l’immagine di copertina, e promuove periodicamente dei concorsi.

Ora ha indetto la seconda edizione del Concorso Letterario di Narrativa e Poesia, aperto a tutti giovani e non, esordienti e non, appassionati delle parola scritta, bando scaricabile dal sito www.edicik.it scadenza il 31 luglio 2017. Affrettatevi.

 

Su questo incontro ho realizzato anche una video intervista pubblicata su you tube che trovate a questo link:

https://youtu.be/ropw9SNMNt0?list=PLeE3xx5bVarLvP4qNVviC3fRBBGBC7e_Z

 

E’ stata una bella esperienza riunire, autori editori e organizzatori di concorsi tutti di stampo emiliano (Parma, Cento e Bologna), per parlare insieme di cultura e di progetti.

Termino ancora con la mia esortazione:

Impariamo a leggere, impariamo a pensare, impariamo a vivere!

Un grazie particolare ai librai per quello che fanno e per le opportunità che ci danno, perché se è vero (cit) che i libri sono uguali in qualunque libreria si comprino, è il libraio che ne fa la differenza.

Un grazie quindi ad Antonello Saiz della libreria Diari di Bordo di Parma e continuo la lettura di “Le otto montagne” di Paolo Cognetti.

Isabella Grassi

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