Intervista con l’autore… Maurizio Blini

Isabella Grassi intervista per noi Maurizio Blini

Salve a tutti!
Rabbia senza volto di Maurizio Blini

Oggi la nostra bravissima inviata dalle terre parmensi Isabella Grassi intervista per noi Maurizio Blini, autore del romanzo “Rabbia senza volto” edito da Golem Edizioni.

Diamo tutti il nostro più caloroso benvenuto a Maurizio Blini:

INTERVISTA CON L’AUTORE.

Oggi ho intervistato per voi Maurizio Blini, ex poliziotto, torinese e co-fondatore dell’associazione di scrittori subalpini Torinoir.it.

Vi parlerò della sua ultima opera “Rabbia senza volto”, (Golem Edizioni, Settembre 2016), con il Vice Questore Alessandro Meucci impegnato in questa nuova avventura.

Io ho avuto modo di incontrare l’autore durante la rassegna 2016 che si è tenuta a Langhirano dedicata ai gialli ed ai polizieschi, creata e pensata da Gigi Notari, dove ho avuto l’onore di presentare il romanzo Il Grisbì di Giovanni Bertani, e dove spero di tornare ancora, magari anche come lettrice di questo ed altri romanzi.

Diamo ora spazio all’intervista

Si descriva in tre parole.

Normalmente, quando devo descrivere o raccontare me stesso, gioco con le parole. Nel mio sito ho sintetizzato il mio essere come cavaliere errante, apprendista stregone e funambolo dell’arte.

Cosa l’ha spinta a scrivere?

Un’esigenza vera e propria che risale alla mia giovinezza. Nasco infatti come autore di canzoni. Il mio antico sogno era quello di vivere di musica e, in quel periodo, in piena generazione di cantautori, i testi erano davvero importanti. Poi, nel tempo, ho deciso di liberare quelle parole dai vincoli della metrica e della prosa. Le storie che raccontavo nelle mie canzoni si sono così trasformate in racconti. E poi in romanzi.

Descriva i momenti che dedica alla scrittura e come si inseriscono nella quotidianità.

Scrivo quando ne ho voglia. Sono piuttosto pigro in questo. Non ho un metodo, in questo sono decisamente anarchico. Diciamo che mi lascio guidare dall’istinto. Le idee, le ispirazioni, spesso ti cadono addosso quando meno te le aspetti e devi avere la capacità di trattenerle, elaborarle e poi scriverle. Momenti magici spesso frutto di strane alchimie. Una sorta di gioia mista a un senso di liberazione. In sintesi, molto meglio che una seduta dallo psicanalista.

Durante la scrittura del suo romanzo come ha creato i suoi Personaggi e l’Ambientazione? Si è rifatto a esperienze personali direttamente?

Rabbia senza volto, Golem Editore, è la mia nona pubblicazione e i personaggi principali, Alessandro Meucci e Maurizio Vivaldi sopravvivono dal mio primo libro. Sono divenuti seriali e proprio per questo molto amati da chi mi segue. Le loro vite personali, i loro limiti, paure, contraddizioni, si intrecciano con le indagini più disparate in una sorta di rincorsa tra l’intimismo, l’azione e la ricerca della verità. Le ambientazioni sono sempre legate alla mia città, Torino, che nelle storie assume un ruolo importante quanto una protagonista. La descrivo nei suoi meandri più oscuri ma anche nelle sue bellezze e specificità. Torino è una location di prim’ordine per un giallo o noir. Mi è capitato comunque negli anni di fare delle escursioni nell’astigiano, altra zona del Piemonte che conosco molto bene. Così facendo ho inserito nei miei romanzi anche quello strano rapporto di complicità che contraddistingue le grandi città con la provincia. Gran parte del mio lavoro è frutto di esperienze personali e di conoscenze approfondite di fatti e luoghi.

Come descriverebbe la sua tecnica di scrittura?

Quando si scrive non si pensa mai alla tecnica. Le parole devono scorrere, avere un senso logico, le storie e i personaggi devono essere credibili e mostrare al lettore anche i lati oscuri o meno nobili, se vogliamo. Mi riferisco alla debolezze umane. Devono trasmettere emozioni. E ogni scrittore ha il suo modo di approcciarsi con la pagina bianca. Conosco amici che si alzano al mattino presto tutti i giorni e scrivono come se questo fosse veramente il loro lavoro. Altri che invece, come me, non seguono cadenze e vivono le loro storie con tempi dilatati. Scrittura in questo è libertà e non tecnica. Poi esistono i modi di porsi al pubblico. La prima persona, la terza persona, il presente, il passato prossimo. Anche in questo ognuno segue il suo istinto. Una cosa che forse mi caratterizza è l’uso di storie diverse che si intersecano, si superano, si scontrano e a volte si confondono.

Descriva in tre parole il libro o il personaggio principale.

Intimo, commovente, profondo.

Perché si dovrebbe scegliere di leggere il suo romanzo?

Chi mi segue da anni ormai aspetta il mio nuovo romanzo perché si è affezionato ai personaggi e alle loro storie strampalate mentre i nuovi lettori si approcciano a me per curiosità, per sentito dire o semplicemente perché si fidano delle mie cosiddette credenziali. Perché sceglierlo? Beh, io solitamente non mi lascio rapire facilmente dalle troppe pubblicità o dai consigli degli esperti. Ho l’abitudine, anzi, di visitare le bancarelle dell’usato e scoprire spesso delle rare perle di bellezza anche tra i meno noti. Un’occhiata alla copertina, senza alcun dubbio, che ritengo il biglietto da visita dell’opera. Nel nostro caso abbiamo una bellissima fotografia del grande artista Franco Giaccone (francogiaccone.com) che ritrae il volto del cadavere di una giovane ragazza immersa nel fiume (Serena Sciandra). Beh, l’impatto emotivo è forte. Si va oltre leggendo la quarta di copertina dove si intuisce a cosa andremo incontro e infine una sfogliata veloce. Un pizzico di intuito e il gioco è fatto. Io, almeno i libri li acquisto anche così. (e non vi nascondo che li annuso pure…)

Perché un romanzo di genere?

Ho un passato ingombrante. Sono stato un poliziotto per oltre trent’anni e mi è parso naturale scrivere di ciò che conoscevo meglio. Mi sembrava la cosa più credibile da fare, anche se nel corso di questi anni mi sono anche concesso a un libro su terrorismo scritto con Gianni Fontana  edito sempre da Golem, Figli di Vanni. Ma, anche in questo caso, il mio bagaglio culturale, storico e professionale mi hanno aiutato considerevolmente.

Faccia una breve descrizione della sua opera, che non sia meramente riassuntiva.

Non amo descrivere i miei romanzi perché i gialli devono essere letti senza contaminazioni o condizionamenti di sorta. Tuttavia posso dire che anche in questo caso le storie prevalenti sono tre. Un’ indagine difficile che parte da un cadavere rinvenuto lungo il fiume Po, e in cui il capo della sezione omicidi di Torino, Alessandro Meucci, ha a che fare con un misterioso omicida,  le vicissitudini del suo migliore amico Maurizio Vivaldi, anche lui ex poliziotto e investigatore privato e, infine, e questa è la novità, le peripezie dell’equipaggio di una volante a Torino, la volante 9 in zona Mirafiori, il cui equipaggio unisce un poliziotto all’antica, delle vecchia guardia e un giovane dalle origini lontane, giapponese di terza generazione. Uno scontro culturale e professionale all’interno di un abitacolo che diviene ben presto il loro piccolo mondo in cui discutere, litigare e conoscersi a fondo sino a diventare amici per la pelle.

Bene, tutte queste storie apparentemente distanti tra loro troveranno punti di convergenza e si uniranno in un magico amplesso finale nelle ultime pagine del libro. Con un inevitabile colpo di scena, come nelle migliori occasioni.

Cosa pensa che la lettura del romanzo lasci al lettore?

Rabbia senza volto confonde, commuove, irrita e appassiona. Il lettore si immedesima nelle storie con empatia e passione. Come scritto nelle ultime righe di copertina: un romanzo dalle tinte forti e dalle commoventi profondità dell’animo umano di fronte alla fatalità e al destino.

Salutato l’autore, vi presento ora il romanzo.

“Rabbia senza volto”

Maurizio Blini

Golem Edizioni -2016

* * *

E’ un romanzo insolito quello di Maurizio, e la quarta di copertina invece di essere meramente narrativa, riporta un dialogo che catapulta immediatamente il lettore o meglio il potenziale lettore nel fatto: la scoperta del primo cadavere.

Quello che in particolare attira e colpisce è la battuta finale: “Come puoi vedere, è questa la cosa strana. Uomo, bianco, apparente età cinquant’anni, 80 chilogrammi circa, sembra letteralmente sbranato.”

La copertina con la foto di una ragazza completamente immersa nell’acqua, su fondo nero, il titolo “Rabbia senza volto”, e queste poche righe ecco che l’ambientazione porta subito alla mente un contorno molto inquietante, per non dire sovrumano, animalesco.

Un libro però va aperto, sfogliato, annusato, vanno scorse le prime pagine e solo quando si sono esaurite queste operazioni se ne può affrontare la lettura, e mi perdonino gli amanti degli e-book se non li capisco, non sanno cosa si perdono nel non affrontare questi preliminari.

La storia inizia a pag 7, il titolo è molto pragmatico “Uno”, segue la data.

Questo semplice schema si ripeterà per tutto il libro che si snoderà in 72 capitoli, per un arco temporale di quattro mesi, per circa duecento pagine di romanzo.

I numeri in questa storia sono importanti, scandiscono infatti non solo il tempo, in quanto lo scrittore ci comunica sempre giorno ed ora, ma danno veramente il senso dello scorrere, la cadenza, il ritmo.

Volante 9, turno 7/13 oppure l’orario di spedizione delle mail, sono dei semplici esempi.

Sono gli agganci che lo scrittore da al lettore  per farlo entrare nella narrazione.

Il romanzo infatti è in prima persona, ma l’io narrante cambia.

Volete sapere qualcosa di più della trama?

Trattandosi di un giallo non posso svelarvi troppo, si svolge a Torino e i luoghi vengono accuratamente descritti, fanno parte di esso.

L’indagine è incrociata, e sono diversi i punti di vista analizzati.

Al lettore vengono forniti tutti gli indizi e l’intreccio si dipana man mano che i dubbi vengono risolti.

L’ambiente cittadino, notturno, gli intrighi ed i risvolti politico-economico mi sono apparsi strani avendone affrontato la lettura sulle spiagge dell’Isola d’Elba, però devo dire che mi ha appassionato e mi ha fatto venire voglia di leggere anche gli altri romanzi di Maurizio, che spero e mi auguro di rivedere di persona.

Non mi resta che augurarvi una Buona lettura.   

                                        Isabella Grassi  

Segnalazione: “Il sentiero alpino. La storia della mia carriera” di Lucy Maud Montgomery- Ed. flower-ed

Impossibile non fare il reblog di questo nuovo splendido articolo del meraviglioso blog Romance e altri rimedi!!! 😍😍😍😍😍
Grazie di tutto cuore!!!
Buona lettura a tutte e tutti voi!

ROMANCE E ALTRI RIMEDI

Buon pomeriggio! Oggi segnaliamo “Il sentiero alpino. La storia della mia carriera” di Lucy Maud Montgomery  (autrice di Anna dai capelli rossi) pubblicato da flower-ed (collana Windy Moors) e tradotto da Riccardo Mainetti.

montgomery edgeSinossi:

Nel 1917 Lucy Maud Montgomery era una scrittrice di successo: aveva pubblicato Anne of Green Gables, il suo primo romanzo, da circa dieci anni e nel frattempo aveva scritto molti altri libri, tra i quali The Story Girl, il suo preferito. In quell’anno l’editore della rivista Everywoman’s World le chiese di scrivere la storia del suo percorso letterario e il risultato fu la pubblicazione in sei puntate di questa autobiografia.

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Un omaggio a zia Jane

Giornata di reblog di articoli bellissimi! 🙂
Buona lettura! 🙂

Segnalazione: “Una ghirlanda per ragazze” di Louisa May Alcott – Ed. flower-ed

Come riuscire a resistere alla tentazione del reblog?

ROMANCE E ALTRI RIMEDI

Buon pomeriggio! Come avete passato il 25 aprile? Oggi vi presentiamo “Una ghirlanda per ragazze”  edito da  flower-ed (collana Five Yards). L’autrice è Louisa May Alcott, molto famosa per aver scritto “Piccole donne”, un romanzo a cui siamo particolarmente legate.

518roBvhPJLSinossi:

Durante un periodo di forzata immobilità, Louisa May Alcott scrisse sette storie ispirate ai fiori. Intrecciando questa meravigliosa ghirlanda per suo diletto e per le sue ragazze, raccontò dell’amore per i buoni libri e per le altre persone, della ricerca della pace e della crescita personale, di quei valori, insomma, sui quali basò la propria esistenza e che volle condividere con le sue lettrici.

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L’Honda anomala

In libreria il saggio di Pietro Ratto sul rapimento Moro

Salve a tutti!

Copertina saggio "L'Honda anomala" di Pietro Ratto

Torno tra voi oggi pomeriggio per presentarvi il saggio di Pietro Ratto incentrato su una delle pagine più nere e al contempo misteriose della nostra storia recente, vale a dire il rapimento Moro. Il saggio, intitolato “L’Honda anomala” è edito da Biblioteka Edizioni. Allo scopo di fornirvi le informazioni più complete ed esaustive al riguardo riporto qui di seguito il comunicato stampa ufficiale nel quale troverete, tra le altre cose, la sinossi del romanzo e delle brevi note biografiche inerenti l’autore:

In libreria il libro-inchiesta “L’Honda anomala” di Pietro Ratto

 Copertina saggio "L'Honda anomala" di Pietro Ratto

Pietro Ratto è giornalista, autore di diversi libri, ha alle spalle un percorso professionale notevole. Ora si presenta ai lettori con un saggio ben documentato sul delitto di Aldo Moro, presidente della DC, personaggio centrale della politica italiana, riaprendo così una delle ferite più gravi della storia del nostro paese. Tanti i punti ancora oscuri di questa vicenda, troppi i depistaggi: una lettera anonima mai protocollata porta alla luce tutta una serie di intrecci inaspettati e drammatici. Servizi segreti, CIA, politica americana fanno intuire che dietro alla strage di via Fani ci sia un complotto internazionale. Qualcosa che va oltre ciò che si conosce ed è stato detto. L’autore è in grado di affrontare con competenza l’argomento, entra preparato elencando fatti e citando personaggi veri, riuscendo a rievocare segreti, domande senza risposte certe, e lo fa utilizzando un linguaggio semplice adatto a tutte le tipologie di lettore, garantendo una fluidità narrativa, un ritmo che avvolge e che crea curiosità in chi si avvicina a queste pagine. Un ispettore cerca di sbrogliare la fitta trama per arrivare alla verità: da quel 9 maggio 1978 l’uccisione di Moro è ancora oggi un mistero oscuro, un mosaico da ricomporre. Ratto con una attenta analisi e approfondita ricerca, ci accompagna a riflettere, a non dimenticare una delle vicende più torbide del nostro tempo, consapevole che quella Honda ‘anomala’ è uno degli infiniti tasselli da chiarire tra le molteplici contraddizioni.

Il libro

Dicembre 2010, Questura di Torino.
Un ispettore della Digos scopre, tra i documenti in possesso del suo sovrintendente, una lettera anonima mai vista prima. Poche righe su un foglietto che alludono a responsabilità quanto meno scomode, e che delineano scenari davvero inquietanti, relativamente alla Strage di via Fani.
L’ispettore Rossi decide di vederci chiaro e di cominciare a indagare, senza lasciarsi spaventare dalle prevedibili difficoltà che lo attendono. Riportando così sotto i riflettori una pista troppo spesso lasciata in ombra da Procure, Commissioni parlamentari e mass media. E regalando al lettore una nuova occasione per riflettere sugli innumerevoli retroscena di quella tragica mattina del 16 marzo 1978. Un saggio “raccontato”, che si legge tutto d’un fiato e che intreccia le avventurose fasi dell’indagine dell’ispettore, con l’accattivante rassegna di alcuni dei molti fatti e dei moltissimi dubbi, relativi all’agguato Moro.

L’autore

Ritratto di Pietro RattoPietro Ratto è saggista, giornalista e scrittore. Laureato in Filosofia e Informatica, è professore di Filosofia, Storia e Psicologia. Ha vinto diversi premi letterari di Narrativa e Giornalismo. Oltre a questo libro, ha pubblicato La Passeggiata al tramonto. Vita e scritti di Immanuel Kant (2014), Le pagine strappate (2014), I Rothschild e gli Altri (2015), Il Gioco dell’Oca (2015) e BoscoCeduo (2017).  Da parecchi anni amministra il sito “BoscoCeduo.it” (www.boscoceduo.it) – che raccoglie molte delle sue riflessioni filosofiche – nonché l’Archivio di ricerca contro-storica “IN-CONTRO/STORIA” (www.incontrostoria.it).

Copertina saggio "L'Honda anomala" di Pietro Ratto
L’Honda anomala

di Pietro Ratto, Bibliotheka Edizioni

pagg. 96, 11 euro

Invitandovi a non lasciarvi sfuggire questo interessantissimo saggio ringrazio tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione che avete voluto nuovamente dedicarmi e vi do l’arrivederci alla prossima occasione!

Buon pomeriggio e, come sempre, Buona lettura!

Con simpatia! 🙂

Copertina saggio "L'Honda anomala" di Pietro Ratto

 

Everlasting alla Libreria Paideia di Modugno

Nuova presentazione per il romanzo “Everlasting” di Anita Book

Salve a tutti!

Copertina Everlasting di Anita BookAvete passato una Buona Pasqua? Spero proprio di sì! Per farvi ritornare nel modo migliore alla normalità, in attesa del ponte del 25 aprile, vi propongo un nuovo evento che vedrà nuovamente protagonista uno dei romanzi di punta della Golem Edizioni. Si tratta della nuova presentazione, in programma per venerdì prossimo, 21 aprile 2017, a partire dalle ore 19.00, presso la Libreria Paideia di Modugno, del romanzo “Everlasting” di Anita Book.

Per tutte le informazioni riguardanti questo evento riporto qui di seguito il comunicato ufficiale inviatomi dalla casa editrice:

Siamo lieti di invitarvi alla prossima presentazione di Everlasting, il primo capitolo dell’attesissima saga fantasy di Anita Book.
Copertina Everlasting di Anita Book

L’evento si terrà venerdì 21 aprile alle ore 19 presso la libreria Paideia di Modugno (Piazza del Popolo, 10, 70026 Modugno BA).

La vita di Henrik Pedersen non è più la stessa da quando suo padre è morto. A Trondheim, la placida cittadina norvegese in cui vive, niente è come sembra. Proprio nel folto del boschetto che si affaccia ai margini della sua casa si cela un segreto. Una presenza misteriosa, selvaggia, che Henrik incontrerà in una delle notti più critiche e disperate e che metterà a dura prova la salute di sua madre. Una creatura, che sembrerà avere sembianze umane fuse a tratti ibridi e animaleschi, comincerà ad aiutarlo dandogli strane misture che si riveleranno prodigiose per la guarigione della donna. Fino a quando, durante le festose celebrazioni dell’Øret Festival, non tornerà per riscuotere il suo debito: Henrik dovrà seguirla nel suo mondo, a Everlasting, o sua madre morirà. Ma chi è davvero questa creatura? E perché ha scelto lui? Per rispondere a queste domande, Henrik dovrà affrontare un destino avverso, di luce e tenebre insieme, e sopravvivere a un oscuro nemico che minaccia di ritornare. Sarà disposto a pagare il prezzo del suo sacrificio?

 

Anita Book è una bookblogger/booktuber di ventotto anni. Il suo blog, L’Ora del Libro, racconta di lettura ai piccoli e grandi lettori innamorati. Adora le cupcakes e l’inglese; è segretamente innamorata
di Stephen King e la sua musa ispiratrice è J.K. Rowling. Crede nell’esistenza di draghi, fate, sirene e altre creature fantastiche e ha un debole per le velette e l’oggettistica fandom. Suzie Moore e il nuovo viaggio al centro della Terra è il suo romanzo d’esordio, pubblicato da Dunwich Edizioni nel 2015. Ad oggi scrive articoli come giornalista freelance per la rivista letteraria Leggere:Tutti.
Invitandovi a partecipare numerosissimi a questo nuovo evento griffato Golem Edizioni ringrazio tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e vi do l’arrivederci alla prossima occasione!
Buon pomeriggio e, come sempre, Buona lettura, magari proprio in compagnia di “Everlasting” di Anita Book edito dalla Golem Edizioni!
Con simpatia! 🙂
Copertina Everlasting di Anita Book

Salva con nome

Presentazione dell’agile e vivace manualetto di Paola Gamna

Salve a tutti voi di nuovo!

Copertina di Salva con nome di Paola GamnaOggi ho deciso di raddoppiare le presentazioni aggiungendo alla precedente questa seconda, dedicata a “Salva con nome” di Paola Gamna, l'”agile “manualetto per salvare la memoria familiare“, edito dalla Golem Edizioni. Per presentarvi al meglio questo libro che promette di essere splendido e del quale presto leggerete una recensione su queste pagine riporto il comunicato stampa ricevuto dall’ufficio stampa della Golem Edizioni:

Scrivere sorridendo può essere una valida
alternativa allo psicanalista, forse.
Salva con nome
Manualetto di scrittura di memorie familiari
di Paola Gamna

Copertina di Salva con nome di Paola Gamna

Questo manualetto, che nasce da un esperimento personale e dalle riflessioni che ne sono nate, è rivolto a chi vuole cercare nei propri ricordi il frammento che Facebook non conosce,
l’unicum che non si scioglie e non si amalgama con la materia liquida in cui è immerso.
Accanto alla strepitosa memoria che accatasta i dati, tutti i dati, nell’immensità del web, esiste
e resiste il desiderio di una memoria selettiva che non metta tutto sullo stesso piano? Che ci
restituisca un’immagine unica della nostra storia intessuta di relazione con gli altri?
Un manualetto snello e vivace per recuperare e salvare la propria memoria familiare: le
ricorrenze, i traslochi, la cucina casalinga e molto altro ancora possono diventare oggetto di
cronaca, interviste, pagine di diario, lettere e post… Per concedersi una pausa dall’“addiction
dei social network”, trovare quiete nella scrittura privata, ricordare, superare vecchi rancori e
riconciliarsi con se stessi. Dopo un breve excursus teorico, l’autrice mette in pratica i propri
suggerimenti, spunti e tecniche narrative proponendo una raccolta di storie e aneddoti legati
alla figura paterna e infine… La parola (e la penna!) ai lettori, stimolati da semplici esercizi a
raccontare e raccontarsi.
Paola Gamna è nata a Torino nel 1947. Sempre vissuta a Torino, ha frequentato la facoltà di Lettere negli anni Sessanta.
Ha insegnato nella scuola pubblica, collaborato alla stesura di testi per le scuole e lavorato in una grande casa editrice
come redattrice di enciclopedia.
È stata dal 1993 al 1997 collaboratrice dell’Ufficio del sindaco di Torino, con il compito di rispondere alle lettere dei
cittadini quando ancora non si comunicava via e-mail.
Per approfondire la conoscenza del mondo arabo si è laureata, dopo i cinquant’anni, in Comunicazione interculturale.
L’ultimo lavoro è stato, nel 2010, l’incarico di direttrice del Centro Piemontese di studi africani. Da allora lavora come
volontaria in una scuola media, dove insegna l’italiano ai ragazzi stranieri.
Salva con nome. Manualetto di scrittura di memorie familiari
di Paola Gamna
Golem Edizioni
pp. 96 ; 15×21, copertina flessibile ; € 12,00 ; ISBN 978-88-98771-76-9

Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla prossima occasione!

Buon pomeriggio e, come sempre, Buona lettura, magari proprio con “Salva con nome” di Paola Gamna edito da Golem Edizioni!

Con simpatia! 🙂

Copertina di Salva con nome di Paola Gamna

Strategia dell’addio

Presentazione della silloge poetica di Elena Mearini

Salve a tutti!

Che io adori vestire i panni del presentatore di libri credo non sia più una novità per nessuno di voi. Oggi torno tra voi per presentarvi una silloge poetica da qualche settimana nelle librerie intitolata, come questo articolo, “Strategia dell’addio“, opera di Elena Mearini edita da LiberAria Editrice, nella collana Penne.

Per potervi presentare al meglio quest’opera riporto qui di seguito alcuni estratti del comunicato stampa inviatomi oggi dalla casa editrice:

Elena Mearini

Strategia dell’addio

LiberAria Edizioni

Pagine 164; Prezzo 10 euro

Uscita: 16 marzo 2017

Copertina Strategia dell'addio

 

“Le parole di Elena Mearini sprigionano un’energia smagliante e guerriera. La sua non è mai contemplazione del mondo: è sempre combattimento.” 

Raul Montanari

Arriva nelle librerie italiane la nuova raccolta di poesie di Elena MeariniStrategia dell’addio, pubblicata per la collana Pennedella case editrice  barese LiberAria. Strategia dell’addio è la storia poetica di un amore e di un abbandono raccontato in versi, dalla solitudine all’incontro, dalla crisi fino al superamento del dolore. Le poesie di Elena Mearini somigliano a dei brevi haiku, didascalie del quotidiano scandagliate da un occhio acuto e da una penna affilata. Ciò che colpisce è la naturale scioltezza degli enunciati che compongono la parabola di un amore infelice. La Mearini utilizza un linguaggio volutamente scarno, ma ricco di sensibilità e ironia, influenzato dalla prosa contemporanea e asciutta della Dickinson e della Szymborska, rendendolo di volta in volta strumento d’indagine, espressione di dolore, lotta indomita contro la sofferenza, sorriso con cui guardare a un addio. Contraltare a questo canto intimo e struggente, i disegni dell’illustratrice ClaraPatella, il cui tratto netto, aperto, minimale madotato di delicatezza e profondità, donano risalto alla scrittura poetica, aiutando il lettorea trovare la propria Strategia dell’addio.

BIO

Ritratto di Elena MeariniElena Mearini È nata nel 1978 e vive a Milano. Ha pubblicato i romanzi 360 gradi di rabbia, Excelsior 1881, Premiogiovani lettori “Gaia di Manici-Proietti” nell’ambito della rassegna“Umbria Libri”; Undicesimo comandamento, Perdisa pop, PremioSpeciale UNICAM- Università di Camerino, terzo classificato al ConcorsoNazionale di Narrativa “ Maria Teresa di Lascia” e Premio giovanilettori “Gaia di Manici-Proietti” nell’ambito della rassegna “UmbriaLibri”; A testa in giù, Morellini editore;Bianca da morire, Cairo editore, Premio“Lago Gerundo” per la narrativa.Firma due raccolte di poesie: Dilemma di una bottiglia, Forme Libere editore e Persilenzio e voce, Marco Saya editore.

Grazie di tutto cuore a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione che mi avete nuovamente dedicato e arrivederci alla prossima occasione!

Buon pomeriggio e, come sempre, Buona lettura, meglio ancora se in compagnia di “Strategia dell’addio” di Elena Mearini, edito da LiberAria Editrice!

Con simpatia! 🙂

Copertina Strategia dell'addio

Una chiacchierata con Stefano Labbia

Stefano Labbia torna tra noi per una nuova chiacchierata

Salve a tutti!

Oggi sono felicissimo di ridare il benvenuto tra noi a una vecchia e graditissima conoscenza: Stefano Labbia, il quale ha deciso di tornare tra noi per parlarci, tra le altre cose, della sua nuova “fatica” intitolata “I Giardini Incantati“, opera, edita da Talos Edizioni che i più assidui frequentatori di questo blog ricorderanno di aver vista presentata qui a inizio marzo.

Ritratto di Stefano Labbia

Ora è tempo di chiudere questi preamboli e di dare il nostro più caldo benvenuto a Stefano Labbia:

 

Salve Stefano! Innanzitutto ben ritrovato! Come vanno le cose?

Salve Riccardo! È sempre un piacere! Direi che le cose vanno abbastanza bene! Molti progetti in corso sia in Italia che all’estero!

Cosa puoi raccontarci della tua nuova opera?

I Giardini Incantati” è un luogo della mente, un punto d’incontro del mio vissuto che ho reso pubblico con la voglia di condividere emozioni, sensazioni e sentimenti che hanno caratterizzato questi ultimi anni di vita. Un percorso privato che diviene pubblico non solo perché dato alle stampe ma perché finiamo tutti per provare le sensazioni che ho tentato di concentrare all’interno della silloge poetica in questione: amore, rabbia, vita.

In che cosa differisce da “Gli orari del cuore” e in cosa, invece, risulta simile?

Credo che l’unico punto in comune tra le due raccolte sia l’autore… “Gli Orari del Cuore” è la summa delle esperienze, delle emozioni di un adolescente che si avvia verso la maturità. “I Giardini Incantati“, invece, è vita vera. Non idealizzata, sperata o figlia della gioventù.

A che tipo di lettore la consiglieresti?

A coloro che credono ancora nella verità. A coloro che amano. Che soffrono. Che vivono.

Hai altri progetti in embrione dei quali vuoi farci partecipi?

Come dicevo, molti i progetti in via di sviluppo sia in Italia che all’estero! Una serie che ho scritto (un teen drama molto molto particolare) è stata oggetto di interesse da parte di due grandi Broadcast inglesi… speriamo di riuscire a produrre il pilota a breve per mandarlo loro in visione. Sto parlando per questo con alcune case di produzione estere. Poi il mio primo romanzo per cui ho ricevuto molte proposte anche da case editrici “quotate”… la mia prima graphic novel originale che sarà pubblicata da un editore giovane ma caparbio e ancora molto, molto altro.

Grazie infinite per la squisita cortesia e auguri per tutto!

Il giardino di Mattia

Presentazione del romanzo di Daniela Ippoliti

Salve a tutti e buon venerdì!

Oggi pomeriggio voglio proporvi la presentazione di un romanzo che mi è stato segnalato in mattinata. Si tratta de “Il giardino di Mattia“, opera prima dell’autrice Daniela Ippoliti edito da Biblioteka Edizioni.

Per non tralasciare alcuna informazione relativa questo romanzo cedo subito la parola al comunicato stampa ufficiale che ho ricevuto stamattina:

In libreria ‘Il giardino di Mattia’ il primo romanzo di Daniela Ippoliti

Copertina de "Il giardino di Mattia" di Daniela Ippoliti

“La morte di qualcuno può dare inizio alla nascita di qualcun altro”. In questa frase è racchiusa tutta la profondità di questo romanzo, che segna l’esordio nel mondo editoriale di Daniela Ippoliti con Bibliotheka Edizioni. Può la vita di un giovane interrompersi all’improvviso? Purtroppo succede ed è realtà attuale e tristemente diffusa. Un incidente stradale la spezza per sempre, e cambia quella di chi resta. Con una scrittura semplice, molto descrittiva ed avvolgente l’autrice ci proietta addosso tutto il dolore per la scomparsa di un ragazzo che era amato dagli amici, dalla famiglia, dalla comunità. Il vuoto che ha lasciato è evidente e viene raccontato attraverso le azioni e i pensieri di Chiara ed altri compagni che con lui hanno condiviso momenti di vita e spensieratezza. Un luogo diventa il simbolo per mantenere vivo il ricordo: un giardino. E’ meta di incontro dei ragazzi per restare uniti e trovare un po’ di conforto. Si intrecciano storie, prendono forma situazioni nuove ed emozioni e dal buio appare una flebile luce di speranza. Daniela Ippoliti riesce a coinvolgere il lettore, a trascinarlo con forza in una dimensione drammatica, che può evolvere e trasformarsi in qualcosa di diverso, più luminoso e positivo, dove tutto può avere un colore, se si ha la volontà di crederci.

Il libro

Mattia è un ragazzo di diciannove anni come tanti, con una vita normale, degli amici normali ed una famiglia altrettanto normale, fino a quando tutto tragicamente si interrompe per sempre perché Mattia muore in un incidente stradale con il suo scooter. Per cercare di sopportare il dolore per la perdita del loro amico e nel tentativo di trasformare un posto dove è arrivata la morte in un luogo dove poter ritrovare un po’ di vita e di allegria, gli amici di Mattia decidono di creare un piccolo ma attrezzato giardino nella piazza dove il ragazzo ha avuto l’incidente mortale. Andando a scomodare la teoria sociologica sui ‘sei gradi di separazione’, il libro racconta di come l’esistenza di ognuno di noi sia spesso legata, tramite un filo invisibile, all’esistenza di un altro individuo e come l’aiuto che ci serve possa giungere da ogni direzione, anche la più impensabile.

L’autrice

Daniela Ippoliti, autrice de "Il giardino di Mattia"Daniela Ippoliti è nata a Roma nel 1964, dove vive attualmente insieme a suo figlio. Laureata in medicina e chirurgia presso l’Università di Roma La Sapienza e specializzata in dermatologia, lavora da molti anni presso un famoso istituto dermatologico della capitale. “Il giardino di Mattia” è il suo primo romanzo.

Copertina de "Il giardino di Mattia" di Daniela IppolitiIl giardino di Mattia

di Daniela Ippoliti, Bibliotheka Edizioni

pagg. 160, 11 euro

Uff. stampa Michela Zanarella

Contatti: pressliveitalia@gmail.com

Invitandovi a non perdere l’occasione di gustarvi questo romanzo ringrazio di cuore tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e vi do l’arrivederci alla prossima occasione!

Buon pomeriggio e, come sempre, Buona lettura, magari proprio in compagnia de “Il giardino di Mattia” di Daniela Ippoliti edito da Biblioteka Edizioni!

Con simpatia! 🙂

Copertina de "Il giardino di Mattia" di Daniela Ippoliti

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