Spazio al personaggio… The Easy Action

Nuova incursione della nostra Isabella Grassi nel mondo della cultura in tutti i suoi aspetti

Salve a tutti!

In questa domenica sera Vi presento la nuova puntata della rubrica “Spazio al personaggio”, curata dalla nostra impareggiabile Isabella Grassi. Ospite di questa puntata è il gruppo dei The Easy Action ai quali vi invito a dare il vostro piùpazio al personaggio, una piccola incursione nel mondo della cultura, del teatro, dello sport, della musica e di quanto ci rende piacevole la vita, a cura di Isabella Grassi.

Thev Easy Action

Spazio al personaggio, una piccola incursione nel mondo della cultura, del teatro, dello sport, della musica e di quanto ci rende piacevole la vita, a cura di Isabella Grassi.

Continua il mio viaggio nel mondo della musica, ma con un cambiamento di genere: il rock, ma un rock assai particolare, per il quale avremo un gruppo a fare da testimonial: The Easy Action.

Ma prima di intervistare i protagonisti di questo gruppo, permettetemi di parlarvene in chiave personale.

Il chitarrista è Pietro Fanti, amico d’infanzia di mio marito e che ormai conosco da quasi trent’anni.

Pietro si è diplomato al Conservatorio Arrigo Boito di Parma in chitarra e jazz.

Ho avuto l’onore di sentirlo suonare al mio matrimonio 20 anni fa…

Katia Cavalieri è l’ideologa e cantante del gruppo. Ha con questa esperienza coronato il suo percorso artistico, che negli anni è spaziato dallo studio della chitarra, a ballerina di flamenco (in duo con Pietro), ed infine a cantante e percussionista.

Alessia Cavalieri è la sorella di Katia, new entry, qui come seconda voce e corista. E’ cantante anche per altri gruppi da diversi anni.

L’intervista con Pietro e Katia, mancava Alessia, si è svolta dopo una cena a casa mia con amici storici, e forse a causa dell’ora tarda e lo stracotto potrà essere dura da digerire.

Ma ora basta scherzare e vediamo di approfondire la loro conoscenza.

Carissimi, parlatemi un po’ di come è nato il vostro gruppo.

Risponde Pietro: Come  “The Easy Action” all’inizio eravamo solo io e Katia e siamo nati nell’estate del 2012, allorché apparentemente per gioco e senza alcuna pretesa, ho arrangiato alcune canzoni di Alice Cooper e le ho provate insieme a Katia. L’idea in verità è partita da Katia, (che ammicca mentre Pietro parla), fan da sempre di questo artista americano definito “il re dello shock-rock”.

Ma chi è Alice Cooper, e come può essere definito il suo genere artistico?

Alice Cooper è un artista emerso negli anni 1960/70 che si è subito contraddistinto per una immagine irriverente e anticonformista, per i testi scandalosi, per il rappresentare in maniera teatrale una musica densa di citazioni horror, con effetti a carattere sanguinolento.

Ma da dove è nata quindi l’idea di realizzare un tributo ad Alice Cooper?

Risponde Katia: sono stata io, come ha già detto Pietro, perché amo da sempre questo cantante, e volevo al tempo stesso coronare il mio sogno di cantare a mia volta.

Ho quindi coinvolto Pietro  che dal punto di vista artistico ha in passato esplorato i diversi generi musicali, lanciandogli la sfida di arrangiare per sola chitarra brani rock prettamente elettrici senza alcun uso di basi musicali preregistrate.

Interviene Pietro: è stata una bella sfida in quanto Alice Cooper ha una band composta da ben cinque persone, mentre noi inizialmente eravamo solo in due.

Ho quindi optato per utilizzare oltre alla chitarra (sia in versione acustica che elettrica, a seconda del pezzo da suonare), una loop station, in questo modo posso suonare su più livelli. L’effetto si è poi arricchito anche dalle piccole percussioni che Katia ha imparato a suonare mentre canta e si è evoluto con l’arrivo di Alessia che ci ha permesso di realizzare i cori anche dal vivo.

Ho recentemente assistito ad un assaggio del vostro spettacolo musical-teatrale  alla Libreria Feltrinelli di Parma, e devo dire che mi ha piacevolmente sorpreso vedere la cura dei particolari della messa in scena. Parlatemi di come realizzate questa scelta.

Risponde Katia: mi piace girare alla ricerca dei singoli oggetti  per mercatini dell’usato, botteghe di antiquariato, negozi stravaganti e di abbigliamento rock alternativo.

E’ così che  ho trovato ogni oggetto, siano essi pupazzi, bambolotti truccati, pistole western, palloncini colorati, macchine per bolle di sapone, serpenti e insetti finti, spade, tridenti, stampelle, stivali leopardati, fruste e camicie di forza…

Devo dire che mi piace seguire l’idea di Alice Cooper circa il fatto che oltre a sentire la musica, il pubblico deve letteralmente “vederla”.

Sono particolarmente grata alla mia precedente esperienza di ballerina di flamenco che mi ha permesso di vedere come lavorano i coreografi ed imparare così la cura dei singoli particolari.

Sono altresì felice di poter unire la mia passione per l’horror.

Nessun trucco, se non prettamente scenico, nessun inganno, ma solo una grande passione quindi.

Tu e Pietro siete compagni nella vita, insieme condividete la passione per la musica ed il canto, ed insieme quindi avete iniziato questa nuova avventura. Spiegami però come mai avete sentito l’esigenza di inserire nel vostro duo, originariamente pensato come tributo ad Alice Cooper anche Alessia, creando così un trio tutto famigliare, trattandosi di tua sorella e presentacela.

Risponde ancora Katia: io e Pietro abbiamo sentito l’esigenza di inserire dei cori nel momento in cui abbiamo realizzato il nostro CD: Bright Shiny Limos, a tribute to Alice Cooper.

La produzione è stata realizzata nello studio Tartini di Parma, composto da otto tracce i cui testi sono fedeli ai brani di Alice Cooper, l’arrangiamento ed i suoni sono però interamente realizzati e pensati da Pietro che ha estratto il lato melodico dei singoli brani.

E’ stato in sede di registrazione che è nata l’idea di inserire una seconda voce che sostituisse alcuni pezzi strumentali in origine.

In tale occasione sono state inseriti quindi dei pezzi corali eseguiti da me, ma siccome ci è piaciuto il risultato, per riproporlo anche dal vivo abbiamo pensato di coinvolgere mia sorella Alessia.

Che posso dire di lei? E’ stata già in passato voce solista dei PTA e attualmente dei Moondriver, Velve  Project e Macigno mobile e mi è venuto naturale, condividendo con lei anche altre passioni coinvolgerla.

Tu Pietro vuoi parlarmi in maniera più tecnica del vostro CD e delle vostre messe in scene? 

Si certo. Ho scelto per il CD i brani più vicini al beat e più psichedelici (anni 70), e tralasciato quelli heavy più lontani dalla nostra formazione e dal nostro gusto. 

Sul palco, grazie a Katia e Alessia, costruiamo vere e proprie coreografie e scene teatrali, e così facendo ci avviciniamo ancora più allo spirito dell’horror rock.

Tengo a precisare che se le messe in scene si ispirano agli spettacoli di Alice Cooper, accentuandone il lato ironico e fumettistico, poi a forza di lavorarci sopra e personalizzare così il nostro lavoro, ci siamo pian piano evoluti, ragion per cui più che una semplice tribute bands, l’interpretazione ha preso il sopravvento e  pur nel rispetto dello stile di Alice Cooper è divenuto più un vero e proprio omaggio a un artista in Italia poco conosciuto e abbastanza sottovalutato.

In ultimo quindi, continuando con questo ritmo di crescita, oltre che essere pronti a portare sui palchi italiani il nostro show fedeli al motto: “The Easy Action: dove l’incubo e il sogno prendono forma…”, non escludo, ed anzi auspico che da semplice cover band riusciremo a realizzare brani nostri, avendo nel frattempo creato un nostro stile.

Permettimi un’ultima domanda prima di salutarci, vista ormai l’ora tarda (2:00 am): se dovessi pensare ad un film horror per descrivere il vostro genere, a cosa penseresti?

Non riesco ad identificare un titolo preciso, perché varie sono le citazioni che riportiamo a diverso titolo nei nostri spettacoli.

Sicuramente penso ad un horror di tipo gotico, mi viene in mente Dark Shadow o la risata di Vincent Price, ma preciso che per la voce dei testi registrati che utilizziamo, mi sono ispirato al personaggio di Zio Tibia. ( nda: si tratta di un vecchio programma che andava in onda negli anni 80/90 dove veniva utilizzato tale personaggio come collante tra la proiezione di due film horror).

L’ironia di questo personaggio che si inserisce nel discorso della vendita dell’anima, nella contrapposizione vittima/carnefice sono elementi che cerchiamo di trasporre nei nostri concerti.

Per noi è sicuramente importante che il pubblico si diverta e che l’ironia si trasformi e passi sia tramite la musica che le immagini teatrali.

Mi piace ricordare una delle frasi di Alice Cooper che auspicava che i suoi concerti fossero sempre come un perenne giorno di Halloween.

In quest’ottica si inserisce quindi il nostro voler fare risaltare il grottesco.

Tornando quindi alla domanda: decisamente un film horror, ma gotico, con tanto di castelli.

Sottolineo nel CD il brano NEVER BEEN SOLD BEFORE, che fa parte di un album di Alice Cooper poco conosciuto, che mi piace per la sua versione molto rock, per l’energia più che per i testi.

Saluto quindi Katia e Pietro, che vista l’ora tardi, caccio letteralmente di casa,  e li ringrazio per la loro esposizione e vi esorto ad ascoltare il loro CD, che viene venduto ai loro concerti, a visitare la loro pagina fb https://www.facebook.com/The-Easy-Action-424881867686599/?fref=ts per rimanere aggiornati sui loro concerti, e naturalmente non perdeteli!

Musica e spettacolo sono assicurati!
Isabella Grassi

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