Intervista con l’autore… Ilaria Gaspari

La nostra Isabella Grassi intervista per voi l’autrice del romanzo “Etica dell’acquario”

Salve a tutti!

L'etica dell'acquario articolo.pngOggi vi propongo una nuova intervista della nostra insostituibile collaboratrice Isabella Grassi. Ospite di questa nuova intervista di Isabella è Ilaria Gaspari, autrice per le Edizioni Voland del romanzo “Etica dell’acquario“. Ora però è tempo che io mi faccia da parte e ceda la parola a Isabella Grassi e alla sua graditissima ospite Ilaria Gaspari, alla quale vi invito a dare il vostro più caloroso benvenuto:

 INTERVISTA CON L’AUTORE

L'etica dell'acquario articolo.png

Oggi ho intervistato per voi Ilaria Gaspari, autrice al suo primo esordio letterario con “Etica dell’acquario”, (Voland – 2015).

Il libro verrà presentato alla Libreria Mondolibri – Mondadori Point di Parma, il prossimo 24 febbraio all’interno della rassegna letteraria “Un pomeriggio in giallo”, da Giovanni Bertani, giallista di Parma, autore di Il Grisbì (Forme Libere -2015).

Ho avuto modo di conoscere l’autrice durante la presentazione del suo romanzo il 27 gennaio 2016 in un’altra libreria di Parma, la Diari di Bordo, e sono molto orgogliosa non solo di poter scrivere oggi queste poche righe su di lei e sul suo libro ma di riportarla ad un anno di distanza nella mia città, curando altresì le letture durante l’incontro.

Diamo spazio all’intervista quindi dell’autrice.

Si descriva in tre parole.

Vagabonda, distratta, osservatrice.

Cosa l’ha spinta a scrivere?

Ho iniziato per gioco, e all’inizio era solo divertente; ma poi le cose si sono fatte serie, come se la storia fosse stata già pronta, dentro di me, e avesse solo aspettato quel momento per uscire.

Descriva i momenti che dedica alla scrittura e come si inseriscono nella quotidianità.

Sono momenti molto difficili da trovare, in mezzo a tutta la distrazione. Molto spesso i momenti in cui scrivo davvero – intendo narrativa, non la scrittura di saggi o di articoli – mi sembra quasi di rubarli: la sera tardi, a volte la notte, altre volte magari in treno, mentre aspetto qualcosa o qualcuno. La cosa bella è che quando inizio a scrivere, fosse anche per una mezz’ora, riesco a isolarmi completamente da tutto e a concentrarmi. Poi purtroppo torno alla mia abituale confusione.

Durante la scrittura del suo romanzo come ha creato i suoi Personaggi e l’Ambientazione? Si è rifatto a esperienze personali direttamente?

Per l’ambientazione sì: mi sembrava interessante, e in un certo modo necessario, ambientare un libro nei collegi della Normale. Anche solo perché viverci era stata un’esperienza molto particolare, difficile da descrivere, e perché la struttura della Scuola stava lentamente ma inesorabilmente cambiando, quindi mi premeva costruire una specie di memoria di quegli anni, prima che quello stile di vita diventasse obsoleto. Per i personaggi, ho creato con cura soprattutto la voce della protagonista. L’ho resa il più antipatica possibile, il più possibile dura e tenera, e gli altri personaggi ho cercato di farli proprio sorgere dalla sua voce, come se fossero i pensieri di lei a costruirli.

Come descriverebbe la sua tecnica di scrittura?

Istintiva: scrivo di getto, il più possibile, e poi sistemo tutto alla fine.

Descriva in tre parole il libro o il personaggio principale.

Gaia: bella, egocentrica, infelice.

Perché si dovrebbe scegliere di leggere il suo romanzo?

Perché è un viaggio nelle profondità degli addii, nella difficoltà di abbandonare il passato, nella nostalgia – e sono tutte esperienze che riguardano tutti.

Perché un romanzo di genere?

Mi divertiva l’idea di giocare con i codici, così ben definiti, di un genere che amo molto, come il noir.

Faccia una breve descrizione della sua opera, che non sia meramente riassuntiva.

A Pisa, quando Gaia torna, dieci anni dopo la fine dell’università, sembra che non sia cambiato niente. Invece è cambiato proprio tutto. In un autunno piovoso e cupo, fra le strade mezze dimenticate della città, nei corridoi del vecchio collegio sventrato dai lavori di restauro, fra sere sul lungomare e pomeriggi in camere di by Counterflix” href=”#30544398″> albergo, Gaia ritrova gli amici di una volta e il suo amore dei tempi dell’università. Ritrovarsi sembra finalmente possibile; ma su quest’incontro apparentemente inatteso pesano gli anni passati lontani e la morte di una compagna di studi, Virginia, avvenuta in circostanze oscure. Ci sono, anche, la tentazione dell’autoinganno, le bugie di un amore interrotto ma forse mai davvero finito, e il senso di colpa per una morte che risale a dieci anni prima. L’inchiesta sul misterioso suicidio di Virginia scandaglia i rapporti e i pericolosi equilibri sociali all’interno della Scuola Normale, dove, come in un acquario, gli studenti nuotano in circolo, perennemente osservati e in osservazione degli altri, in una competizione a tratti spietata che vede sbocciare, per conformità o per reazione, amicizie, amori e rivalità.

I ricordi sepolti e le ossessioni dell’acquario vengono piano piano alla luce mentre Gaia, che si scopre sospettata di aver indotto Virginia a uccidersi, cerca disperatamente di riallacciare i legami con un passato mai dimenticato e occultato sotto un cumulo di bugie.

Cosa pensa che la lettura del romanzo lasci al lettore?

Spero che lasci un lieve disorientamento, e un po’ di consolazione, come dopo un sogno molto vivido.

Salutata l’autrice, vi presento ora il romanzo.

 

L'etica dell'acquario articolo.pngEtica dell’acquario

Ilaria Gaspari

Voland -2015

* * *

“Gaia è bella, egocentrica ed infelice. Un giorno di novembre torna nella città in cui ha studiato dopo un’assenza di dieci anni. A Pisa niente sembra cambiato, invece è cambiato tutto. Gaia ritrova gli amici di una volta ed il suo amore dei tempi dell’università; ma a dividerli ci sono, ora, gli anni passati lontani e la morte di una compagna di studi, Virginia, avvenuta in circostanze oscure. L’inchiesta sul misterioso suicidio si snoda fra le vie della città e i colleghi della Scuola Normale, fra ricordi sepolti e ossessioni che vengono alla luce.”

Questa è la quarta di copertina del romanzo di Ilaria.

E’ un noir, dice l’autrice, ma è anche un romanzo di formazione. I protagonisti sono tutti studenti, ma di una istituzione non comune la Scuola Normale di Pisa, una realtà assai particolare, dove anche gli oggetti apparentemente banali assumono connotazioni ben precise.

C’è in particolare un passo del libro che esprime questo concetto, quando Gaia torna con i suoi amici a cercare le loro stanze, e si sofferma su quella che era di Leo.

“In camera di Leo non c’era più niente, e anche se era mattina era buio pesto, come una volta. Lui stava sempre con la luce accesa, quando era in camera. Negli anni aveva accumulato nella sua by Counterflix” href=”#20565129″> stanza una serie infinità  di oggetti dimenticati da altri ma ancora utili, ventilatori, poltroncine, lampade che le bimbe delle pulizie, ogni volta che potevano, erano felici di regalare al loro beniamino. Ora la camera era buia, e tutta vuota.”

Ecco quindi che la camera che era di Leo, ora non è più nemmeno una camera, è buia, è vuota.

Ecco quindi che gli oggetti che la avevano animata non ci sono più.

Ecco quindi che neppure loro sono più gli studenti di allora.

La luce di allora è il buio di oggi.

Gaia esplora con gli amici di allora, ma per farlo deve ricordare come era la luce, mentre intorno tutto è cambiato, tutto è cupo.

Gaia quindi va in by Counterflix” href=”#92210130″> albergo da sola, e soffre, soffre a causa di Virginia.

Il racconto va avanti in un gioco continuo di alternanza fra passato e presente, fra momenti di gioia e dolore, e Gaia quindi vive il presente attraverso il passato.

…“Perché la fatica della vita dell’acquario…”

Gaia è l’unica che questa fatica la subisce al punto da rifiutare l’ambiente accademico, diversamente da Marcello, da Cecilia e da Leo che invece lo hanno coltivato e ne hanno fatto il loro successo.

E Virginia? Che ruolo ha nella storia l’amica morta?

E’ questo il vero lato noir, ed ogni volta che viene nominata il lettore che fino a poche parole prima era avvolto da un ambiente cameratesco, viene prepotentemente riportato alla dura realtà: c’è un cadavere, un indagine da perpetuare.

Ed Ilaria affronta con il suo alter ego Gaia quest’avventura, dipana questa matassa e se descrive così bene l’ansia degli studenti è perché lei si è diplomata alla Scuola Normale di Pisa, e diversamente da Gaia, ma come Marcello, Cecilia e Leo ha fatto dello studio la sua professione.

Consiglio la lettura di questo romanzo, che seppure inquadrato in un genere lo travalica, a tutti coloro che amano non solo il noir ma la bella lettura, e che apprezzano i sentimenti.

Isabella Grassi

Prima di chiudere ricordiamo l’Evento “Gaia incontra Bobby Lago“:

https://www.facebook.com/events/187216331760928/

 

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