Intervista con l’autore… Pierluigi Cantarelli

La nostra Isabella Grassi intervista l’autore del romanzo “L’ombra del koala”

Salve a tutti!

Per lo spazio Intervista con l’autore  la nostra Isabella Grassi incontra oggi Pierluigi Cantarelli autore del romanzo “L’ombra del koala” edito da Zona Editore.


Invitandovi a dare il vostro benvenuto a Pierluigi Cantarelli cedo la parola alla nostra Isabella Grassi:

INTERVISTA CON L’AUTORE.
Oggi ho intervistato Pierluigi Cantarelli, parmigiano come me, ama la sua città e vive e lavora nel suo cuore.

Vi parlerò della sua ultima opera “L’ombra del koala”, (Zona Contemporanea, 2016), questo è il suo quinto romanzo.
Come di consueto diamo subito spazio all’intervista
Si descriva in tre parole.

Idealista, estroverso, snob.
Cosa l’ha spinta a scrivere?

Un bisogno fisico per buttare fuori il dolore che in quel momento passava per la mia vita.
Descriva i momenti che dedica alla scrittura e come si inseriscono nella quotidianità.

Dipende dall’ispirazione, chiaramente le ore della notte sono i momenti migliori. Un bicchiere di buon vino aiuta a sbloccare le emozioni.
Durante la scrittura del romanzo come ha creato i Personaggi e l’Ambientazione? Si è rifatto a esperienze personali direttamente?

Si, tutti i personaggi e le ambientazioni direttamente o indirettamente hanno attraversato la mia vita.
Come descriverebbe la sua tecnica di scrittura?

Istintiva.
Descriva in tre parole il libro o il personaggio principale.

Il libro è ricerca continua di risposte che alla fine il protagonista suo malgrado non riuscirà a trovare. Il personaggio principale è complesso ed è alla ricerca di una identità che riuscirà solo a sfiorare nonostante ripetuti tentativi di identificazione.
Perché si dovrebbe scegliere di leggere il suo romanzo?

Penso che sia un romanzo che crea parecchi spunti di riflessione che appartengono a molti. Un momento di approfondimento di tematiche quotidiane che creano nell’uomo imbarazzo e difficoltà nel capire. Non troverete risposte, ma le risposte le dovrete dare voi lettori.
Perché un romanzo di genere?

Non lo definirei romanzo di genere, anche se può essere avvicinato ad un noir. Le tematiche psicologiche molto approfondite richiedono analisi importanti nella speranza di arrivare all’essenza delle emozioni.
Faccia una breve descrizione della sua opera, che non sia meramente riassuntiva.

Una disperata ricerca di sé stesso, del personaggio principale che a causa di due efferati delitti dovrà confrontarsi con sé stesso, per trovare un equilibrio che alla fine si dimostrerà instabile.
Cosa pensa che la lettura del romanzo lasci al lettore?

Emozioni forti e intense. E’ il tentativo che ogni volta che scrivo un libro cerco di trasferire nei lettori.
Salutato l’autore, vi presento ora il romanzo.
“L’ombra del koala”

Pier Luigi Cantarelli

Zona contemporanea  -2016

* * *

Dalla quarta di copertina: “La scelta di vivere all’Isola d’Elba l’avevo presa insieme a Martina. Una decisione difficile, lasciare Parma e il mio lavoro dopo tanti anni. In fondo come commissario ero diventato una celebrità.”
Dalla seconda di copertina: 

“Alessandro, il mare non ha confini, ti lascia senza respiro, padrone dei ricordi. Archiviare nostalgie non è consentito lontano da un amore mai dimenticato. Nascondersi su un’isola rocciosa risulta essere un inutile gioco  di prestigio. La svolta è un cadavere riemerso dalle maree. Impossibile non indagare ancora una volta. Sarebbe più facile sparire, voltare le spalle e allontanarsi, ma è inconcepibile arrendersi senza scoprire la verità, insensato illudersi. Dalla sindrome del koala non si guarisce, se ne può solo morire.”
Perché ho scelto di riportare queste frasi?

La risposta è presto fatta, il romanzo di Pier Luigi è un noir dove dominano i sentimenti, gli intrighi sia politici che amorosi, dove il protagonista, vale a dire il commissario Alessandro Guidorossi, per amore ha lasciato Parma per l’Isola d’Elba ed ha aperto una tabaccheria, ma si ritrova suo malcapito, nuovamente coinvolto in una indagine di alto livello.

Il riferimento ai luoghi è importante, ormai tutti chiedono e pretendono che l’autore dia dei confini, indichi dove ambienta il suo scritto, sia esso un posto reale o immaginario.

Pier Luigi lo fa, lo dice chiaramente sia nella quarta di copertina che all’interno del suo romanzo, e sono luoghi che mi sono affini, mi sono cari. Sono di Parma e conosco l’isola d’Elba da 20 anni. 

Non mi è difficile immaginare quindi le difficoltà determinate dalla sua natura rocciosa, dalle sue spiagge assolutamente diverse, così come non mi è riuscito difficile comprendere i facili innamoramenti, e le altrettanto facili crisi.

Il romanzo è scritto in prima persona, o meglio tutti i personaggi maschili, hanno momenti nei quali l’autore li utilizza in prima persona, mentre così non è per quelli femminili.

La lettura all’inizio per questo motivo appare difficoltosa, e la si apprezza se fatta tutta di un fiato.

Al tempo stesso però sembra un gioco psicologico, in quanto il lettore entra volta per volta nelle diverse personalità.

E questo lato introspettivo è quello che domina, e ben presto presa dimestichezza con i personaggi, con i luoghi, ecco che si incomincia a fare attenzione ai titoli, e quindi “Davide vattene”, “Davide sopravvivi”, “Alessandro non ricadere nei ricordi”, “Alessandro calmati”, (questo ripetuto più volte), “Clady in difficoltà”, “Clady è arrivata l’ora di uccidere”, “Clady, perché”, “Pericolo Stefano Barili”, “La reazione di Stefano Barili”, “Finita, Stefano Barili”, che sono densi di attesa, trepidazione, e che mettono il lettore in ansia, si affiancano titoli dedicati ai personaggi femminili ed ai luoghi, che salvo rara eccezione sono molto lapidari, ma poi sul finale…  “Io sono Davide” e “Alessandro amore mio”, riflessivi, densi di sentimento, e poi la svolta, cambiano i luoghi e arriva l’ “Estate”.

L’ultimo capitolo ci riporta all’Isola d’Elba e così inizia: “Un sole dai colori porpora si abbassava bagnandosi nel mare”. 

E’ un noir vero questo di Pier Luigi, ci sono i cadaveri, c’è l’indagine, e c’è un finale sorprendente.

Affrontatene la lettura e sfogliatene le pagine.
Buona lettura.

Isabella Grassi

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