Scopriamo l’artista… Con noi Sergio Serra

Salve a tutti!

Copertina

In questa serata di lunedì riparte un nuovo ciclo di interviste. Il primo ospite di questo 2017, al quale vi invito a dare il vostro più caloroso benvenuto è Sergio Serra, autore del romanzo intitolato “Lost memories – Ricordi perduti” edito da Lettere Animate.

Ecco a voi Sergio Serra:

INTERVISTA A SERGIO SERRA

Salve! Innanzitutto grazie per la cortesia e la disponibilità. Potrebbe raccontarsi un po’ in modo che i nostri amici possano cominciare a conoscerla?
Salve! Sono io a doverla ringraziare per avermi dato questa possibilità. Come tutti avrete ormai già capito mi chiamo Sergio e ho 20 anni. Vivo in Sardegna, un’isola nota a tutti per le sue splendide coste. Al momento frequento l’università, in particolare studio informatica. So che a questo punto mi chiederebbe come mai mi piace scrivere, visto la scelta del mio percorso di studi, quindi le rispondo subito. La scelta che ho fatto è stata dettata dalla passione che ho per il computer. Capire come esso funzioni, come si possa creare un programma per gli utenti o un sito web è sempre stata un’idea che mi frullava per la mente, tuttavia, nonostante questa scelta, non ho mai abbandonato la passione per la letteratura in tutte le sue forme. Ho deciso di compiere due percorsi paralleli, due percorsi che ho deciso, dovevano andare di pari passo e così è stato.

Quando è nata in lei la passione per la scrittura?

Non è nata per caso, ricordo benissimo il giorno, come potrei dimenticarlo…

Avevo sei anni, e la mia maestra, ci portava spesso in una libreria della mia città. Io non volevo mai andare, poi un giorno mi hanno convinto ed è stato lì, in quel momento, mentre vedevo tutti quegli scaffali pieni di libri, di colori, di storie, che mi si è aperto un mondo nuovo. Comprai un libro, uno sulle disavventure di una zanzara, e giù di lì la mia stanza incominciò a riempirsi di libri. Ma veniamo alla scrittura. Io allora avevo il computer a casa, ma non avevamo attaccato internet. Così mi sedevo nella mia seggiolina e incominciavo ad inventare storie, vicende, personaggi. Mi ricordo che quando mettevo il punto che segnava la fine del racconto ero proprio soddisfatto, ed è la stessa cosa che provo oggi quando finisco di scrivere un capitolo. La sensazione di essere riuscito a dare vita a dei personaggi, a una storia. Pensare alla reazione dei lettori, al loro coinvolgimento, è questo il meraviglioso effetto di quel punto finale. 

So che potrà sembrarle una domanda sciocca ma cosa l’ha portata verso il genere del Thriller psicologico?

Per niente sciocca, anzi, trovo che questa sia una domanda che permetterà ai nostri lettori di conoscermi un po’ meglio. Iniziamo col dire che a me piacciono un po’ tutti i generi, però il thriller psicologico è quello che preferisco. Diciamo anche che sono appassionato di film, soprattutto horror e thriller. Penso che i film migliori siano quelli che possano sorprendere, quelli che non fanno staccare gli occhi di dosso, quelli che coinvolgono a tal punto, da far porre delle domande a chi lo sta guardando, nonostante la consapevolezza che quello che stiamo guardando è tutto finto. Ecco diciamo che la base per i miei romanzi è questa: sorprendere, far porre delle domande, e quale sarebbe il modo migliore se non far entrare il lettore, o lo spettatore nel caso dei film, nella psiche del protagonista? Non so se ha visto i film Inception o Interstellar, ma sono proprio quei film che seguono una narrazione alquanto particolare. L’unica domanda che si fa lo spettatore è perché? È la risposta a questa domanda che porta lo spettatore a continuare a guardare il film, aggiungendo tassello per tassello a un puzzle che all’inizio sembrava essere composto da pezzi di puzzle diversi. È la sorpresa finale, quella di capire che tutto aveva un senso, che tutte le risposte alle domande che ci eravamo fatti erano sbagliate, che ci la lasciano di stucco. È alla fine, quando ripercorriamo mentalmente il filo conduttore che ci ha portato all’ultimo capitolo, che diciamo “Wow, non avrei mai pensato che…”, o almeno questo è quello che è successo a me, spero di essere riuscito a fare lo stesso con il mio libro 😉
Quali sono, se ce ne sono, i suoi autori di riferimento?

Devo dire che non ho autori di riferimento. Per quanto riguarda i libri che scrivo, diciamo che i miei mentori sono appunto questi film, mentre per ciò che leggo, non ho un autore preferito. Non ho pregiudizi verso nessuno: se la copertina mi piace e la trama pure, quel libro farà sicuramente parte della mia collezione.

Ci vuole parlare un po’ del suo romanzo?

Assolutamente sì. Ci tenevo a dire che il primo capitolo del romanzo è costituito da una parte di un  saggio breve fatto a scuola. Il tema era il futuro, e così chiesi alla mia professoressa di poter fare una storia. Poi ho riadattato il tutto, per poter creare una narrazione adatta a un thriller piscologico.

Ho preferito far partire il romanzo col botto, nessuna quiete dopo la tempesta, ma solo la tempesta già dal primo capitolo. Il protagonista è un uomo di nome Michael, un ragazzo a capo di un’azienda molto prestigiosa. Subisce un’aggressione e da lì la sua mente inizia a vacillare. Ricorda vicende che non sembrano appartenere alla sua vita, non si ricorda di persone che invece si ricordano perfettamente di lui. Vede cose che non riesce a spiegare, e più va avanti, più la fiducia verso le persone vicino a lui vacilla, perché sembra che ognuna di loro gli stia mentendo. Per esempio subito dopo l’aggressione si ritrova inspiegabilmente a lavoro e tutti i suoi colleghi gli confermano che lui era lì già da un po’ di tempo. Ancora, affacciandosi, vede due bambini, uno in sedia rotelle con sguardo cupo e triste, e uno che si regge con le sue gambe, contento come non mai. In un momento questi due bambini si girano verso di lui con uno sguardo omicida. Michael si gira per un attimo, distratto dal suono del telefono, e quando pone nuovamente lo sguardo verso i due bambini, loro non ci sono più. Insomma, tutti fatti apparentemente scollegati, ma che invece riveleranno una verità sconcertante.

Cosa l’ha portata a pubblicare con “Lettere Animate”? Come ha scoperto questa casa editrice?

Ho cercato su internet varie case editrici, e alla fine ho deciso di mandare il manoscritto a Lettere Animate. Non posso descrivere l’emozione che ho provato il giorno in cui è arrivata la loro mail comunicandomi che il manoscritto era idoneo per la pubblicazione. Devo dire di essere contento di aver affidato il mio lavoro allo staff di Lettere Animate, uno staff gentile e sempre disponibile a chiarire ogni dubbio e ad esaudire ogni richiesta. 

Grazie infinite per la cortesia!

Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla prossima occasione!

Buona serata e, come sempre, Buona lettura, magari proprio in compagnia di “Lost memories – Ricordi perduti” di Sergio Serra edito da Lettere Animate!

Con simpatia! 🙂

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2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Alberto
    Gen 04, 2017 @ 14:32:45

    Davvero bravo questo scrittore!

    Rispondi

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