Pelle di donna

Presentazione di un libro di storie per dire basta ad ogni tipo di violenza

Salve a tutti!

Copertina del volume "Pelle di donna" di Alina RizziQuesta sera torno tra voi per presentarvi un libro, la preziosa raccolta “Pelle di donna” della giornalista Alina Rizzi ed edito da Bonfirraro. Il libro in questione non è una nuova uscita, essendo stato pubblicato già nel 2015 ma resta pur sempre un testo, ahimè ed ahinoi! attualissimo. Un testo tramite il quale dire, finalmente, un nò! secco e quantomai netto e deciso ad ogni forma di violenza. Ringraziando di tutto cuore la Bonfirraro Editore per avermi fatto scoprire questo libro e volendo fornirvi le informazioni più precise e puntuali possibili, mi avvarrò del materiale che, cortesissimamente come sempre, la casa editrice è stata tanto gentile e disponibile da inviarmi. Inizierò con il comunicato stampa che ne annunciò l’uscita e quindi passerò a proporvi il comunicato stampa relativo a una delle storie vere che compongono il volume, quella che vede protagonista Lucia Annibali, “la giovane avvocatessa di Urbino sfregiata con l’acido“.

Ma andiamo con ordine e cominciamo con il comunicato stampa annunciante, a suo tempo, sembra passato tanto tempo ma correva 2015, l’uscita di “Pelle di donna” di Alina Rizzi edito da Bonfirraro Editore:

“Pelle di donna”: racconti delicati che parlano al femminile

18 testimonianze raccolte dalla giornalista Alina Rizzi

Copertina del volume "Pelle di donna" di Alina Rizzi

«Le storie che ho raccolto sono autentiche e documentate, raccontate con empatia e profondo rispetto per restituire ai loro vissuti la dignità che meritano». Sono queste le parole di Alina Rizzi, la scrittrice e giornalista, sul senso del suo libro di “Pelle di Donna”, edito da Bonfirraro.

Sulle pagine dei maggiori magazine italiani, l’autrice si è da sempre dedicata ad approfondire le tematiche della violenza e della discriminazione di genere. È su questa strada che incontra l’editore Salvo Bonfirraro, il quale riserva un ampio spazio della propria produzione editoriale proprio alle pubblicazioni dal carattere di denuncia nei confronti di qualsiasi forma di maltrattamenti e di ingiustizie e di lottare per l’affermazione di valori ritenuti inalienabili. Da qui la pubblicazione “Pelle di donna”: dirette testimonianze di donne come tante, insospettabili, che hanno attraversato il dolore della coercizione, dell’esclusione, della violenza fisica e psicologia, quasi sempre perpetrata da uomini. «Come giornalista e come donna – continua l’autrice – mi sono semplicemente messa in ascolto, con empatia e profondo rispetto, cercando di restituire a questi vissuti la dignità che meritano, portandoli alla luce del foglio bianco».

Ci sono donne vittime dei loro mariti, amanti, familiari. Qualche volta di uomini incontrati per caso e accolti con fiducia, sbagliando. Donne aggredite da mostri grandi e oscuri: la mafia, gli errori giudiziari, i riti arcaici di una tribù africana. Donne tradite dalla loro comunità, dal parroco di famiglia, da finti benefattori in terra straniera. Testimonianze di donne vincitrici su un amaro destino. Non ci sono finzioni o abbellimenti in questi racconti: ci sono nomi, date, luoghi, avvenimenti spesso riferiti dalla cronaca e poi subito scordati. Ma queste donne non devono essere dimenticate, perché come loro ce ne sono centinaia di altre, che solo uscendo dal buio e dall’anonimato possono forse ritrovare un po’ di giustizia. E di serenità.

L’autrice

Ritratto dell'autrice di "Pelle di donna"Alina Rizzi è nata a Erba (CO). Giornalista e scrittrice, si dedica da sempre a realizzare iniziative rivolte alla valorizzazione del mondo femminile. Ha vinto premi letterari e partecipato a diverse antologie, l’ultima americana: La dolce vita (Running Press). Ha pubblicato romanzi, tra cui: Amare Leon (da cui il regista Tinto Brass ha tratto il film “Monamour”), Donne di Cuori e Scrivimi d’amore, libri di racconti come l’ultimo Bambino mio. Quello che le madri non dicono e raccolte poetiche. Il suo blog: costruzionivariabili@blogspot.it

Ed ora passiamo al secondo comunicato stampa quello dedicato al racconto della tragica vicenda di Lucia Annibali:

La storia di Lucia Annibali raccontata in “Pelle di donna”

Il libro che racconta storie femminili curato dalla giornalista comasca Alina Rizzi

«‘Luca Varani, è stato lui!’. Qualcuno chiama i carabinieri. La mia storia con lui, avvocato come me, è iniziata come iniziano tante relazioni, per curiosità».

lucia-annibaliComincia così la narrazione – cruda e appassionante, di e su Lucia Annibali, la giovane avvocatessa di Urbino sfregiata con l’acido – ed entrata, suo malgrado, insieme ad altri 17 racconti, nella preziosa raccolta “Pelle di donna” della giornalista Alina Rizzi ed edito da Bonfirraro.

Una storia, purtroppo, nota a tutti per la barbarie utilizzata sul volto e sul cuore della coraggiosa Lucia, che proprio in questi giorni ha potuto assistere in prima persona alla condanna definitiva a 20 anni di carcere di Luca Varani – avvocato come lei – poi trasformato nel suo crudele “devastatore”.

Sì, perché Varani, assoldando due uomini, Altistin Prevcetaj, 31 anni, e Rubin Talaban, 28 anni, entrambi di origine albanese, per vendicarsi con Annibali per essere stato lasciato, le ha distrutto il viso, i tratti somatici, i capelli, il collo, gli occhi, ma soprattutto, con quell’acido – che le lanciò sul pianerottolo di casa la sera  del 16 aprile del 2013 – le ha bruciato il cuore.

L’avvocatessa da allora non ha mai smesso di testimoniare per cercare di dare coraggio alle donne che hanno vissuto un’esperienza simile alla sua e la scorsa settimana si è vista impersonata magistralmente da Cristiana Capotondi, nella fiction Rai di successo “Io ci sono”.

Ma è già agli inizi del 2015 che l’elegante penna della Rizzi, cronista della rivista F, si interessa alle parole di Lucia, intervistandola proprio poco tempo dopo il tragico fatto, riuscendo a ricreare un racconto delicato, con una prosa morbida ed avvolgente.

«In realtà non fu mai una storia facile, tanti particolari avrebbero dovuto mettermi in allarme, ma spesso quando si ama qualcuno, si finge di non vedere, di non capire, nel tentativo di salvare il rapporto» racconta, infatti, in prima persona, la sventurata.

«Le storie raccolte in questo libro – afferma la Rizzi – sono autentiche e documentate, raccontate con empatia e profondo rispetto per restituire ai loro vissuti la dignità che meritano. Sono le dirette testimonianze delle loro protagoniste: donne tra tante, insospettabili, che hanno attraversato il dolore della coercizione, dell’esclusione, della violenza fisica e psicologia, quasi sempre perpetrata da uomini. Come giornalista e come donna mi sono semplicemente messa in ascolto, con empatia e profondo rispetto, cercando di restituire a questi vissuti la dignità che meritano, portandoli alla luce del foglio bianco».

Il libro, nel quale i racconti si sgranano come un rosario della pietà, è comunque un inno alla vita e alla legalità: sono storie che terminano bene, storie di donne che hanno avuto in regalo la possibilità di ricominciare a credere: «Oggi ho un viso nuovo e sono una persona diversa, più consapevole, più forte. Lascio indietro senza rammarichi la mia vecchia pelle e guardo avanti», dice la Annibali alla sua interlocutrice.

Ringraziando tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione che una volta ancora mi avete voluto dedicare e la Bonfirraro Editore per la sempre preziosa collaborazione e disponibilità vi do l’arrivederci e sarà a presto vedrete, alla prossima occasione!

Buonanotte e, come sempre, Buona lettura, magari proprio di “Pelle di donna” di Alina Rizzi edito da Bonfirraro Editore!

Con simpatia! 🙂

pelle-di-donna-al-lago

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