Spazio al personaggio…Nicoletta Cabassi

Una nuova interessantissima incursione nel mondo della danza della nostra Isabella Grassi

Salve a tutti!

Quello che vi andiamo a presentare, non è un uso improprio del plurale majestatis ma un dato di fatto visto che io presento ma il lavoro è della nostra impagabile collaboratrice Isabella Grassi, è la seconda puntata della nostra nuova rubrica Spazio al personaggio. Protagonista di giornata sarà Nicoletta Cabassi. Invitandovi a dare il vostro caloroso benvenuto alla nostra nuova ospite cedo immediatamente la parola a Isabella Grassi

Spazio al personaggio, una piccola incursione nel mondo della cultura, del teatro, dello sport, della musica e di quanto ci rende piacevole la vita, a cura di Isabella Grassi.

Oggi vi parlo nuovamente del mondo della danza, in parte già analizzato nella precedente intervista fatta a Loredana, e per farlo vi  presento Nicoletta Cabassi, classe 1968 e parmigiana doc.

La vita la ha portata spesso altrove, fin dalle elementari,  e con lei entreremo in un mondo a me sconosciuto: quello della danza appunto,  delle scarpette e del tutù, del sogno di una bambina diventato realtà e di come si sia realizzato.

Nda: in realtà questa intervista è già apparsa sul web in altro sito con il quale ho collaborato, e viene riproposta dopo averne ottenuto il consenso.

Nicoletta è per me, ma anche per altri fortunatamente, un mostro sacro della danza, è l’unica che è riuscita a farmi vedere un’opera e addirittura trascinare me e la mia famiglia (marito e due figlie), fino a Padova in una fretta giornata di fine dicembre per vederla, per apprezzarla non solo come ballerina, ma anche come coreografa, oltre che per confermare la nostra amicizia che dura ormai da 40 anni.

Aiutooo, quasi quasi ci scrivo una biografia: i miei primi 40 anni con Nicoletta.

Diamo spazio all’intervista per conoscerla insieme e vi rivelo un particolare, la ho intervistata nella mia cucina, dopo aver lautamente mangiato, mentre mio marito riposava e le figlie facevano confusione.

Le domande all’inizio le avevo scritte con la forma di cortesia, ma qui le ho riscritte in tono confidenziale, perché così voglio che siano queste quattro chiacchiere con voi.

Nicoletta, parlami di te e della tua carriera artistica.

Ho iniziato a studiare danza classica all’età di cinque anni. Non la ho mai presa come una perdita di tempo. Ho deciso quindi fin da piccola che quella sarebbe stata la mia vita.

Danzatrice, coreografa, regista. Come ti descriveresti e perché?

Danzatrice per formazione e per lavoro.

Coreografa  perché è quello che faccio sia per i miei lavori che per altri, sia in Italia che all’estero.

Potrei definirmi anche  in altro modo.

Dramaturg, mi è capitato, ma anche Costumista, così come Regista.

Però sicuramente mi definisco coreografa e danzatrice.

Per l’anagrafe sono Tersicorea, questa vale come qualifica giuridica.

Nda: Eh si all’anagrafe la sanno lunga, il ballerino o danzatore, vale a dire colui che balla per professione lo identificano con il nome della musa della danza per eccellenza: Tersicore e così invece che un mestiere diviene una dedizione alla danza. Nel mondo artistico si sa, serve la passione.

Parlami delle tue opere più significative.

Due miei lavori hanno vinto premi.

Sub rosa_C.s.O. Opera aperta e Sol, entrambi sono lavori a me molto cari.

foto 'Sub Rosa VE' eseguita da FotoOrlando Mestre

Sub rosa_ C.s.O. Opera aperta, ha vinto due premi ad Ermo Colle nel 2006, tra cui quello della critica.

Il primo studio risale al 1997, ha visto varie rivisitazione, l’ultima risale al 2014 ed è ispirato alla opera di Joel Peter Witkin.

Sol invece ha vinto il premio del pubblico al Festival Nazionale Voci dell’anima.

Son particolarmente legata alla performance Beech against intollerance (?), perché  lo continuo a portare in scena ed a rappresentarlo nonostante il trascorrere degli anni in vari paesi europei.

Nda: certo che quanto a titoli delle opere, Nicoletta non scherza!

Le tue “piazze” più famose.

Parigi, Bruxelles, Roma, Torino, New York, Vienna e Napoli sono tra i posti dove il  mio lavoro mi ha portato.

Oltre che con il tuo nome giri con una compagnia. Parlacene.

Lubbert Das è il nome che do al mio progetto e che utilizzo per le mie produzioni indifferentemente dal fatto che sia io in scena, che sia sola o con altri danzatori. Nicoletta Cabassi invece è utilizzato nei progetti altrui.

Com’è nato il nome Lubbert Das?

E’ l’iscrizione sulla tavola di Hieronymus Bosch ed il titolo della tavola è “l’estrazione della pietra della follia”. Controversi ed ulteriori significati vengono attribuiti a tale nome che concordemente veniva ad identificare lo scemo del villaggio e che letteralmente può essere tradotto come “Bassotto castrato”. Confesso che solo successivamente ho appreso tale significato.

Nda: come detto, in fatto a nomi Nicoletta non scherza!

Perché o per cosa secondo te Nicoletta Cabassi e la sua compagnia saranno ricordate?

Sinceramente per la mia capacità diplomatica (ride molto mentre lo dice, e chi la conosce ne comprende appieno il perché), e la mia capacità di essere flessibile.

Se qualcuno si ricorderà di me sarà per le emozioni trasmesse, per l’impegno e per il rigore nel far conciliare professione e vita.

Il tuo animale preferito?

Premesso che sono animalista e vegetariana e che amo tutti gli animali, prediligo il gatto. Ludmilla, Lulù e la new entry che ho battezzato Bianca ma non escludo che diventi Lucrezia sono le mie micie.

Danza classica e contemporanea con “incursioni” nell’opera e nel teatro. Sei chiaramente un un’artista poliedrica. Parlami  di questi tuoi diversi aspetti.

Siccome la danza non mi è mai bastata ed ho avuto la grandissima fortuna di essere nata a Parma, ho avuto il privilegio di incontrare grandi artisti come Meredith Monk e Pina Bausch.

Ho cominciato così a studiare la drammaturgia contemporanea e da lì a ritroso fino ad andare a “praticare” il teatro in workshop e seminari.

Ho così avuto modo di soddisfare il mio desiderio adolescenziale di mettere in scena lavori non solo di danza.

Per l’Opera in particolare mi è capitato per caso perché il Teatro Regio di Parma al tempo invece di fare audizioni ai danzatori chiamava direttamente gli allievi capaci e meritevoli della scuola di balletto da me frequentata.

Ho poi coltivato e continuato a lavorare nell’Opera accedendovi tramite audizioni e ho ricoperto vari ruoli giungendo a firmare le coreografie all’interno delle opere.

Se si vuole approfondire la conoscenza di Nicoletta Cabassi nel mondo virtuale si può tranquillamente accedere alla sua pagina facebook che mantiene sempre aggiornata, dove si troveranno anche notizie ed immagini dei suoi lavori e dei suoi seminari, oltre che degli spettacoli.

http://www.facebook.com/NicolettaCabassiLubbertDas

Io consiglio a tutti, grandi e piccini, amanti e non della danza di andarla a vedere, sicuramente tra tutte le sue diverse performance ne troverete che vi soddisferanno.

Non è insolito infatti che a fianco a spettacoli di danza pura lei si cimenti in veri e propri esperimenti e che quindi sconvolga letteralmente il pubblico astante.

Questo il video di una sua performance realizzata nell’ambito dell’installazione di “Stabat mater 15-18” – elaborazione sonora e concept Mauro Casappa – icone Pietro Bandini – testo Karima Cristina Crosali – Wopa (PR) aprile 2016, di e con Nicoletta Cabassi: https://www.youtube.com/watch?v=sj7KIwn_qSc

Per chi fosse ulteriormente curioso questa è la Pagina Facebook della performance:

https://www.facebook.com/stabatmater15.18/?hc_location=ufi&__mref=message_bubble

Io la ho seguita in teatri, studi tecnici, in musei e presentazioni varie e mai dico mai me ne sono pentita.

Seguitela e ne vedrete delle belle.

                                                                                Isabella Grassi

 

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