Intervista ad Andrea Monticone

La nostra Isabella Grassi incontra per noi l’autore de “La Gatta e i Diamanti”

Salve a tutti!

La Gatta e i diamanti

Questa volta la nostra inviata dalle terre parmensi nonché nostra fresca collaboratrice Isabella Grassi ha intervistato per noi Andrea Monticone, autore, tra gli altri, del romanzo “La Gatta e i Diamanti” edito da Golem Edizioni. Quindi senza altri indugi le cedo la parola:

INTERVISTA CON L’AUTORE.

Oggi ho intervistato Andrea Monticone, giornalista torinese che si è occupato a lungo di cronaca nera, amante del bourbon e del blues, trasfusi nelle ambientazioni nei suoi gialli.

Vi parlerò della sua ultima opera “La Gatta e i diamanti”, (Golem Edizioni, 2015), quarta avventura del capitano Sodano.

Locandina incontro Libreria Piccoli Labirinti

Andrea Monticone e le avventure del Capitano Sodano sono stati ospitati nella rassegna “Un Pomeriggio in Giallo” alla Libreria Piccoli Labirinti di Parma, e Bobby Lago, alias Giovanni Bertani (autore di “Il Grisbì”, Edizioni Forme Libere 2015) lo  ha intervistato e fatto conoscere al pubblico.

Come di consueto diamo subito spazio all’intervista

Si descriva in tre parole.

Sempre fuori tempo.

Cosa l’ha spinta a scrivere?

La passione per la letteratura, il piacere di creare o ricreare storie, di sperimentare anche. Il desiderio di mettermi in gioco che si ripropone a ogni nuovo romanzo, ogni nuovo racconto. Ora è quasi una dipendenza, una dannazione.

Descriva i momenti che dedica alla scrittura e come si inseriscono nella quotidianità.

Non ci sono momenti prestabiliti che dedico alla scrittura dei miei romanzi o dei racconti: posso scrivere di notte, quando sono in vacanza, quando mi trovo nello stato d’animo giusto. In ogni caso, quando scrivo ho sempre una buona colonna sonora in sottofondo, perché ogni libro ha la sua musica, e accanto a me una bottiglia come si deve.

Durante la scrittura del romanzo come ha creato i Personaggi e l’Ambientazione? Si è rifatto a esperienze personali direttamente?

Scrivo sempre di luoghi che conosco, che ho visto, in cui ho vissuto, che mi sono entrati nell’anima. E anche alcuni personaggi sono ispirati a persone con cui ho avuto a che fare nel mio lavoro di giornalista, inevitabilmente. Altri nascono all’improvviso: da una immagine che prende forma nella mia mente, da un’azione… Dopo di che, cerco di ascoltare la loro voce e immaginarli in un contesto, calati in una storia, cerco di vedere cosa fanno.

Come descriverebbe la sua tecnica di scrittura?

Quasi cinematografica.

Descriva in tre parole il libro o il personaggio principale.

Ne userò qualcuna in più, anche se il capitano Sodano è in realtà uomo di poche parole. Lui risponderebbe con la citazione di una canzone di Eric Clapton: questo libro è come un luogo dove persino le ombre fuggono da loro stesse.

Perché si dovrebbe scegliere di leggere il suo romanzo?

Perché la Gatta è splendida e sexy. Perché è un buon thriller anche senza avere serial killer in circolazione, come accade a molti autori quando non sanno cosa inventare.

Perché un romanzo di genere?

Non scrivo solo romanzi di genere, anche se l’approdo al noir è stata una conseguenza del mio lavoro di cronista di nera. Nella realtà, la distinzione in generi è una convenzione superata: ci sono esclusivamente buoni romanzi e cattivi romanzi. Il resto serve soltanto per capire su quali scaffali metterli in libreria.

Faccia una breve descrizione della sua opera, che non sia meramente riassuntiva.

Un thriller molto poco “italiano”, per lo stile e per il linguaggio. Che per il mio protagonista rappresenta il momento della resa dei conti. È la chiusura di un ciclo, dopo il quale niente e nessuno sarà più come prima.

Cosa pensa che la lettura del romanzo lasci al lettore?

Spero una piacevole sensazione di aver speso bene il proprio tempo. E la curiosità per andare a comprare anche gli altri miei libri, passati e futuri.

Salutato l’autore, vi presento ora il romanzo.

“La Gatta e i diamanti”

Andrea Monticone

Golem Edizioni -2015

* * *

Dalla quarta di copertina: “Altri passi, stavolta frettolosi, dal corridoio. Sodano corre ed esce dal laboratorio. Un’ombra in fondo, sta passando davanti al suo ufficio e la luce la illumina brevemente. Una figura agile vestita di nero. Sembra una tuta da motociclista. Sodano corre, continuando ad urlare alla figura misteriosa senza fermarsi. In un altro corridoio ce l’ha davanti, in linea retta, a pochi metri. Più in là c’è solo un’uscita di sicurezza. Deve terminare lo sconosciuto, quasi certamente ha preso il diamante. Ma come ha fatto, si chiede Sodano continuando a correre e maledicendosi per non aver preso con sé la pistola dal cassetto della scrivania.”

In queste poche righe c’è molto del romanzo, ci sono i personaggi principali, c’è l’ambientazione e ci sono i diamanti.

Il lettore o comunque colui che prende in mano e scorre il libro per decidere se affrontarne la lettura non potrà che scorrere e ricadere (complice anche la copertina disegnata della serie “Le Vespe” della Golem) nelle immagini di Diabolik ed Eva Kant o alle Bond’s girls.

Ma, in realtà anche se il romanzo ha respiro internazionale in quanto le nostrane Torino e Milano verranno affiancate da Londra e Parigi, il capitano Sodano è e resta un capitano dell’arma.

E anche in questa che è ormai la sua quarta avventura Gabriele Sodano farà emergere la sua italianità e affronterà insieme al furto anche gli spettri del suo passato.

Un romanzo completo dunque, dove movimento ed azione si alternano a momenti di riflessione, dove il presente appare solo l’anello di congiunzione tra un passato che ritorna ed un futuro che si prefigura denso di cambiamenti.

Ho avuto il piacere di scorrere il romanzo ed affrontare per l’autore la lettura di alcuni brani durante  la presentazione che si è tenuta a Parma alla Libreria Piccoli Labirinti e da questa esperienza traccio le conclusioni sui personaggi del romanzo.

Per la descrizione della Gatta, cito un piccolo estratto della lettura: “ La donna sta studiando la situazione. A questa distanza lei è tutt’altro che disarmata: una scivolata rapida in avanti e poi la lunghezza delle sue gambe sarà sufficiente per colpire l’inguine, così quando il corpaccione si piegherà inevitabilmente in avanti, lei potrà guadagnare ancora dello spazio per essere a portata di gomito, per un colpo secco all’osso parietale, sulla tempia. Oppure un’altra mossa sempre approfittando della sofferenza dell’uomo.”

Riporto  la considerazione conclusiva del romanzo evidenziata da Giovanni Bertani alias Bobby Lago per descrivere Gabriele Sodano: “La particolarità del personaggio del romanzo è che non scade nella caratteristica e neppure nella tentazione di trasformarsi in un ribelle romantico e quindi auto celebrativo. Si tratta di un uomo prudente che beve tutte le volte in cui gli si presenta l’occasione, riflessivo e per questo poco letterario, ma funziona perché è come le persone che incontriamo ogni giorno.”

Leggete il romanzo per scoprire ed apprezzare il capitano Sodano, e per farvi venire voglia come dice lo stesso Monticone di andare a comprare anche gli altri suoi libri, passati e futuri.

Buona lettura.

Isabella Grassi

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