Halloween dalle origini ai giorni nostri

Tra cipolle, rape e zucche andiamo alla scoperta del Capodanno celtico

Salve a tutti!

Dolcetto o scherzetto?

Manca una settimana esatta ormai alla Vigilia di Ognissanti o, come ormai è conosciuta, ad Halloween. Ma cos’è e, soprattutto, qual’è mai l’origine e la storia di questa festa tanto sentita e celebrata Oltreoceano e che da qualche anno ormai ha preso piede anche da noi. Vi invito a scoprirlo in compagnia della nostra inviata dalle terre parmensi, la bravissima Isabella Grassi, che per l’occasione, abbandonato il proprio ambito  canonico, vale a dire quello legato ai libri, ci conduce in questo interessantissimo excursus attraverso la storia della festa di Halloween.

Ma ora basta cincischiare! È giunta l’ora di cedere la parola alla nostra Isabella Grassi:

Dolcetto o scherzetto?

Halloween dalle origini ai giorni nostri, tra cipolle, rape e zucche.

31 ottobre: capodanno celtico.

Quando si parla di Halloween, viene subito in mente la frase “Dolcetto o scherzetto?”. Tutti noi la conosciamo e la abbiamo sentita ripetere ininterrottamente sia in tv sia nei film americani fin da bambini. A chi capita poi  di essere a casa il 31 ottobre, ormai può succedere di sentirla di persona.

Frotte di ragazzi, vestiti mostruosamente se ne sono impossessati, snobbando di fatto il più cristiano ed ormai obsoleto Carnevale.

Forse però non tutti sanno che la festa di Halloween non è nata negli States ma ha origini antichissime nella assai più vicina e verde Irlanda.

Halloween corrisponde infatti a Samhain (pronunciato sow-in, dove sow fa rima con cow), e viene dal gaelico samhuinn e significa “summer’s end”, fine dell’estate. In Irlanda la festa era nota come Samhein, e significa la festa del Sole.

Si festeggiava così al tempo il passaggio dall’estate all’inverno, che per i celti, popolo di pastori segnava l’inizio di un nuovo ciclo.

Oltre a Samhain (il 31 ottobre, appunto) vi erano altri festeggiamenti che richiamano date a noi care:   Beltane (30 aprile o 1 maggio),  Yule (21 dicembre), Ostara (21 marzo), Litha (21 giugno) e Mabon (21 settembre) e che per i celti corrispondevano a nuovi cicli.

Se invece vogliamo conoscere il significato etimologico del termine Halloween, va detto che  è in realtà la forma contratta di All Hallows’ Eve, dove Hallow è la parola arcaica inglese che significa Santo. Il 1° novembre, è la festa di Ognissanti ed Halloween la sua vigilia.

Halloween fu in qualche modo cristianizzata, ma si deve attendere il IX secolo d.C. perché la Festa di Ognissanti (1 novembre) venisse ufficialmente istituzionalizzata per opera di Papa Gregorio IV e sempre in corrispondenza con il culto di Samhain il X secolo per la cristallizzazione del Giorno dei Morti, dedicato alla memoria delle anime degli scomparsi (il 2 novembre).

Questa è l’origine del capodanno celtico, e da lì la tradizione è stata  esportata negli Stati Uniti dagli emigranti fin dal lontano 1800.

Ma cos’è che caratterizza questa festa, cos’è che la rende così attuale ed interessante ai giorni nostri?

Morte, grottesco, trasformazione ma anche buio, luce e dolci. Uno strano miscuglio.

Halloween ha come tema principale la morte, argomento sicuramente interessante.

La natura però è pienamente inserita in questo scenario, l’inverno è da sempre  la stagione del riposo, e si sa, quello dei morti è il riposo eterno e normalmente avviene sottoterra.

I Celti credevano  però che in questo particolare periodo dell’anno si realizzasse l’incontro tra l’aldilà con il mondo dei vivi e che agli spiriti erranti fosse permesso di vagare indisturbati sulla Terra, riteneva infatti che Samhain chiamasse a sé tutti gli spiriti dei morti, e che le forze degli spiriti potessero unirsi al mondo dei viventi.

I festeggiamenti avevano la durata di tre giorni (dal 31 ottobre al 2 novembre), e allora come tuttora i partecipanti si trasformavano, assumendo aspetti veramente inumani. Indossavano le pelli degli animali che avevano sacrificato agli spiriti, maschere grottesche e dai monti, dove avevano acceso il fuoco sacro e fatto sacrifici animali, scendevano ai loro villaggi facendosi luce con lanterne costituite da cipolle intagliate al cui interno erano poste le braci del Fuoco Sacro.

E’ di quei tempi anche l’origine  della tradizione di offrire dolci. I celti, come molti popoli dell’antichità lasciavano cibo per i defunti che si pensava venissero a visitare i famigliari, e lo mettevano davanti alle case per evitare che questi facessero scherzi.

E’ quindi così spiegata anche l’origine di “Dolcetto o scherzetto?” e del grottesco.

Ma com’è nata invece la zucca illuminata?

Dalla cipolla celtica con il passare dei secoli si arriva alla leggenda di Jack o’Lantern.

jack-olanternIl termine Jack o’Lantern apparve per la prima volta in uno scritto del 1750, e si riferiva a una sentinella o ad un uomo che portava una lanterna.

Si narra che un fabbro ubriacone di nome Jack incontrò il Diavolo in un pub, proprio nella notte di Halloween, ma che nonostante avesse bevuto troppo la sua sagacia e la sua astuzia gli impedirono di cadere nelle mani del Diavolo.

Jack riuscì ad imbrogliarlo ben due volte, offrendogli prima l’anima in cambio di un’ultima bevuta e poi richiedendo che gli cogliesse una mela.

Il Diavolo si trasformò in una moneta per pagare l’oste e Jack si mise velocemente quella moneta nel borsellino, proprio lì dove teneva anche una croce d’argento, impedendo così al Diavolo di riacquistare le proprie sembianze.

Jack lo liberò a patto che questi non avrebbe reclamato la sua anima per i successivi 10 anni ed il diavolo accettò. Quando dieci anni dopo Jack incontrò il Diavolo lo mise nuovamente in scacco.

Mentre gli coglieva una mela dall’albero Jack tirò fuori un coltello e intagliò una croce sul tronco, bloccandolo, e rendendolo allo stesso tempo incapace di raggiungere sia Jack che la sua anima.

Jack per liberarlo ottenne dal diavolo la promessa che non sarebbe mai più tornato per reclamare la sua anima. Quando alla fine Jack morì non fu ammesso in cielo, per la sua vita sconsiderata, ma nemmeno all’inferno. Il Diavolo infatti non potendo prendere l’anima di Jack gli intimò di tornare da dove era venuto, e poiché la strada del ritorno era buia e ventosa, gli gettò un carbone ardente dalle fiamme dell’inferno.

Per non farlo spegnere dal vento, Jack lo mise in una rapa che stava mangiando. Da allora Jack fu condannato a vagare nell’oscurità con la sua lanterna, fino al giorno del Giudizio.
Jack della lanterna (Jack o’Lantern) da allora fu il simbolo delle anime dannate.

Quando nel 1800 una terribile carestia colpì l’Irlanda vi fu una enorme emigrazione negli USA e gli irlandesi crearono una forte comunità, che continuò anche nella nuova terra a festeggiare il 31 Ottobre Halloween.

Siccome le rape non erano così diffuse come in Irlanda (anche se in realtà venivano utilizzate persino le patate e le barbabietole), furono sostituite con la zucca americana.

Oggi la zucca intagliata che rappresenta la faccia sogghignante del furbo fabbro, Jack, è forse l’icona più famosa di Halloween.

Da icona religiosa a festa mostruosa, cos’è successo nell’ultimo millenio? Jack O’Lantern ed il suo significato.  Perché adulti e ragazzi ci sono così affezionati?

Seppure meno affascinanti, tradizioni con caratteristiche molto simili ad Halloween si riscontrano anche in Italia.

Nell’antica festa di Sant’Andrea celebrata a Martis e in altri comuni della Sardegna ad esempio gli adulti vanno per le vie del paese percuotendo fra loro graticole, coltelli e scuri allo scopo di intimorire i ragazzi e i bambini che nel frattempo vagano per le strade con delle sinistre zucche vuote intagliate a forma di teschio e illuminate all’interno da una candela.

L’uso delle zucche era ben presente anche nella cultura contadina della Toscana fino a pochi decenni fa, nel cosiddetto gioco dello zozzo (in alcune parti noto come morte secca, nei comuni di San Casciano, di Tavarnelle (FI), è conosciuto come “Poero Zozza”).

Zucche illuminate con una candela le troviamo anche nella tradizione lombarda, ligure ed emiliana ed  in generale in tutta la pianura padana. Fino alla fine degli anni ’50 in queste regioni si svuotavano le zucche o si usavano normali lanterne, illuminate da candele, venivano poste nei borghi più bui ed anche vicino ai cimiteri e alle chiese. A Parma tali luci prendono il nome di lümera.

A ben vedere quindi tutto il mondo è paese.

Festeggiate Halloween, Samhain o semplicemente accendete lumini e offrite dolci, qui a Parma con la forma singolare delle ossa dei morti.

La commercializzazione ha reso Halloween più accattivante e ha preso il sopravvento anche sul significato religioso della festa invadendo il mondo con i media, da qui la divulgazione e l’iconografia che tutti conosciamo.

Non stupisce quindi che Halloween sia diventata tra l’altro una saga di film horror di successo, avente come protagonista il folle e spietato assassino Michael Myers, con registi di calibro come John Carpenter, che ne ha curato il primo film della saga “Halloween” (1978) e che è considerata una delle più importanti pellicole del genere horror, e che annovera tra le case produttrici anche la Metro-Goldwin-Mayer.

La maschera che Michael Myers indossa per coprire le fattezze del suo volto, è stata creata ispirandosi al volto del capitano Kirk di Star Trek.

Vi è anche un bellissimo musical animato “The Nightmare Before Christmas” del regista Tim Burton, distribuito dalla Walt Disney, dove Jack è il personaggio principale.

 “Jack O’ Lantern. La leggenda di Halloween”, è  diventato anche un cortometraggio scritto, diretto e prodotto da Umberto Mentana. Link su you tube; https://youtu.be/9WI6MY4MyKc

                                          Isabella Grassi

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