Regressione suicida

Oggi l’atteso ritorno di Salvatore Massimo Fazio

Salve a tutti!

Regressione suicida - dell'abbandono disperato di Emil Cioran e Manlio SgalambroEccomi tra voi in veste di annunciatore di novità editoriali. Esce infatti oggi in tutte le librerie il nuovo, atteso, libro di Salvatore Massimo Fazio. Il libro, che verrà presentato domani, “domenica 16 ottobre alle ore 18, nella bellissima cornice barocca del Cortile Platamone, in occasione del SabirFest, si intitola “Regressione suicida – dell’abbandono di Emil Cioran e Manlio Sgalambro” ed è pubblicato dalla Bonfirraro Editore. Allo scopo di fornirvi un’informazione più completa e dettagliata possibile ed attingendo al materiale cortesemente inviatomi dall’Ufficio Stampa della casa editrice, riporto qui di seguito il comunicato stampa e, a seguire, la sinossi del libro e qualche nota biografica dell’autore.

Cominciamo dunque dal comunicato stampa:

Da Cioran a Sgalambro: l’atteso ritorno di Salvatore Massimo Fazio

Presto in tutte le librerie “Regressione suicida”, la nuova creatura nichilista del noto filosofo catanese

Regressione suicida - dell'abbandono disperato di Emil Cioran e Manlio Sgalambro

Nietzsche lo chiamò “il più inquietante fra tutti gli ospiti”. Mentre nell’arte contemporanea, artisti del calibro di Maurizio Cattelan e Damien Hirst, esplicitano, con le loro opere, la rassegnazione dell’uomo contemporaneo occidentale di fronte alla intrascendibilità della morte.

Adesso il nichilismo – la negazione di ogni valore, il nonsense primitivo e ineluttabile – ritorna prepotente anche al centro del dibattito culturale per essere de-costruito e per de-costituire due dei suoi principali padri. Avviene con “Regressione suicida – dell’abbandono di Emil Cioran e Manlio Sgalambo” l’ultima opera dello scrittore – filosofo Salvatore Massimo Fazio, presto in libreria per Bonfirraro editore.

Catanese di nascita, due lauree, Fazio è uno dei pensatori più eclettici e particolari del panorama nazionale e non solo (ha ottenuto una prestigiosa onorificenza  dall’Istituto Italiano di Cultura ad Oslo in Norvegia), richiestissimo dagli appuntamenti culturali underground: ogni anno, infatti, lo si trova a dirigere per conto di comuni italiani e privati rassegne artistiche, che riscuotono sempre un grande successo!

Dopo l’affermazione straordinaria di Insonnie – l’ultima opera del 2011 – Fazio, che ritrova in Bonfirraro un nuovo padre putativo, si riaffaccia nuovamente sulla scena editoriale nazionale con un confronto, acceso e irripetibile ( e forse unico) tra due mostri sacri della filosofia contemporanea, ma rigorosamente “outsider”: un’imperdibile discussione tra le istanze cognitive del primo, di origini romene, e il siciliano Manlio Sgalambro, quel filosofo pessimista, nichilista – o «tuttista» come preferiva lui – che al grande pubblico è conosciuto come chansonnier ironico vecchio stile che swinga e induce al sorriso, autore delle liriche più belle, passate alla storia della musica italiana attraverso la voce di Franco Battiato.

Perché mai questa scelta, dopo che con gli argomenti di Insonnie aveva destabilizzato la critica accademica, vagando dalla musica, all’Università, dal lavoro, all’amor/timor divino, fino alla critica spietata verso chi usa e consuma droghe salvando con cinismo invece il produttore?

Amante del jazz e personaggio poliedrico, caratterizzato da una forte propensione all’anti – accademismo, capostipite insieme a Davide Bianchetti della corrente del nichilismo cognitivo, Fazio decide così di percorrere per questa sua quarta prova d’autore l’itinerario intellettuale che va da Cioran a Sgalambro per raccontare se stesso.

E, in effetti, quello che lo lega ai due “sommi” è un rapporto atavico che gli ha inevitabilmente influenzato la vita: si racconta, infatti, che il confronto tra Cioran e Sgalambro, tema base della tesi di laurea di Fazio, gli valse la mancata lode in sede di seduta di laurea, a causa dell’aperta polemica con il correlatore di commissione:  Regressione suicida diventa così il “riscatto” del filosofo, che tiene a ribadire le sue origini “ de- costruenti” con l’intento di distruggere una filosofia sistematica, e di scuotere il lettore su una riflessione che ricerchi un senso, un tentativo, seppur estremamente vano e difficile da raggiungere secondo l’autore, di quelle che costituiscono da sempre le domande etico-ontologiche dell’uomo.

  “Regressione suicida” abbraccerà il suo pubblico in occasione della prima presentazione in assoluto, prevista a Catania, domenica 16 ottobre alle ore 18, nella bellissima cornice barocca del Cortile Platamone, in occasione del SabirFest.

Passiamo ora a presentare il libro tramite la sua sinossi:

Quando gli outsider della filosofia si impongono, non vi è nulla da fare: vinceranno col popolo, ma perdono nelle stanze dei bottoni, dove a loro non interessa entrare, ma dove i Gotha, antipaticamente accademici, li esaltano nelle riviste specializzate, ma non li citano nei dizionari di filosofia. La filosofia non è quella marmaglia di insegnanti che si attengono a canagliate di programmi scolastici. La filosofia è riflessione, meditazione, pura sull’oggetto. Con questa opera, si esaltano i punti di distanza e di vicinanza tra due filosofi out-sider. Il coupé the theatre di Manlio Sgalambro che procede dal pensiero breve e dalla sua filosofia del terrore, che come una mitragliata ti scuote, al lirismo dell’ateo occidentale ma verso il protrarsi della fideicità di Emil Cioran, con una (non) rivisitazione personalissima che sfocia nel nihilismo cognitivo, donde tutto è iscritto con semplicità permettendo al lettore di affrontare un viaggio saggistico pesudo romanzato, portando in auge la bellezza della verità. Nel terzo capitolo e nell’appendice, vi è l’abbandono doloroso dei due filosofi, donde si impone vigorosa la tesi dell’autore.

E per finire ecco a voi qualche nota biografica dell’autore:

Ritratto di Salvatore Massimo FazioSalvatore Fazio detto Massimo è nato a Catania nel 1974. Scrittore, filosofo, pittore e psicopedagogista e pedagogista clinico. Si laurea con una tesi di estetica presso l’Università degli Studi di Catania dal titolo “Cioran e Sgalambro: un confronto”. Dello stesso Sgalambro, conosciuto casualmente ad una cena anni dopo il conseguimento del titolo accademico, viene  definito il discepolo. Esordisce nel 2005 con I dialoghi di Liotrela. L’albero di Farafi o della sofferenza (C.U.E.C.M. edizioni), mentre nel 2009 esce il racconto Villa Regnante (enricofolcieditore) che vince il primo premio del concorso nazionale ‘Segni d’amore’.

Insonnie. Filosofiche, poetiche, aforistiche, (C.U.E.C.M. 2011), è il suo ultimo libro, strutturato in tre parti nella forma della prosa, della poesia e dell’aforisma, nel quale coinvolge il lettore sulle grandi tematiche etiche ed ontologiche dell’uomo. Nel marzo del 2013 viene insignito a titolo di Fondatore del nichilismo cognitivo, assieme al co – fondatore Davide Bianchetti.

Non ha mai abbandonato la professione in area psichiatrica coordinando Comunità Alloggio per disabili psichici.

(Salvatore Fazio detto Massimo è nato a Catania, 1974, è filosofo, scrittore, pedagogista clinico, oratore e pittore. Ha collaborato, fra gli altri, con Manlio Sgalambro, di cui è ritenuto discepolo e continuatore.

Nel 2005 esordisce con ‘L’albero di Farafi o della sofferenza’ (ed. CUECM), testo prima censurato, poi rimesso in distribuzione. Nel 2009 torna con ‘Villa Regnante’, romanzo ambientato a Palermo che supera 4.000 copie. Conosce Davide, Jessica e Mattia Salamone, ne sposa la causa e si mette a disposizione per raccolta fondi per le cure del piccolo Mattia. Sempre cinico e serafico, se ne scorge un atteggiamento tenero difficilmente prima individuabile dato il suo odio ontologico).

Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla prossima occasione!

Buon sabato e, come sempre, Buona lettura!

Con simpatia! 🙂

Regressione suicida - dell'abbandono disperato di Emil Cioran e Manlio Sgalambro

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