Book in Jazz al Capolinea 8

Terzo appuntamento con la rassegna Book in Jazz

Salve a tutti!

Questa sera torno tra voi per presentarvi un evento culturale “a tutto tondo”, come si suol dire in questi casi. Si tratta del terzo appuntamento con la rassegna “Book in Jazz” curata dal giornalista e scrittore Andrea Monticone, autore, tra gli altri, del romanzo “La Gatta e i diamanti” edito da Golem Edizioni.

Questo terzo appuntamento “Book in Jazz“, che avrà luogo il 5 novembre 2016 tra le ore 21.00 e le 22.00, presso il “Capolinea 8, “una delle più vecchie birrerie di Torino che nasce nell’agosto del 1975 all’interno del Borgo della vecchia Manifattura Tabacchi a pochi metri dalla fermata del capolinea del tram n°8 dal quale fedelmente trae il nome. Dalla trasformazione di un vecchio bar-vineria il Capolinea8 diventa da subito luogo di ritrovo d’appasionati di musica Jazz“, vedrà, tra i vari eventi che lo caratterizzeranno e con inizio alle ore 21.00, la presentazione del nuovo romanzo di Patrizia Durante intitolato “Mani impure” ed edito da Golem Edizioni.

A seguire, il concerto “NICK HEMPTON Trio”: Nick Hempton (Sax alto e tenore), Mauro Battisti (Contrabbasso) e Adam Pache (Batteria).

Locandina del terzo appuntamento con la rassegna "Book in Jazz"

Prima dei ringraziamenti e dei saluti di rito permettetemi di comunicarvi le date dei prossimi appuntamenti e i nomi degli scrittori che ne saranno protagonisti. Eccoli:

12 novembre: Pasquale Ruju, Un caso come gli altri (edizioni e/o)

19 novembre: Massimo Tallone, Il cadavere volubile (Fratelli Frilli)

26 novembre: Giorgio Ballario, Vita spericolata di Albert Spaggiari (Idrovolante)

3 dicembre: Maurizio Blini, Rabbia senza volto (Golem Edizioni)

… E tanti altri nomi e sorprese che scopriremo insieme nelle prossime settimane

Per ora è davvero tutto!

Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla prossima occasione!

Buonanotte e, come sempre, Buona lettura!

Ricordatevi di tirare indietro gli orologi!

Con simpatia! 🙂

 

 

 

 

 

 

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Corsi online di scrittura

I corsi di scrittura creativa, pubblicitaria e professionale di casa flower-ed in offerta

Salve a tutti!

Notizie in diretta da casa flower-ed

Pur se con un certo (colpevolissimo!) ritardo eccomi a presentarvi quelli che sono i tre corsi di scrittura organizzati da flower-ed, la casa editrice nativa digitale diretta dalla bravissima Michela Alessandroni, offerti, in questo periodo, a prezzo scontato. Affrettatevi ad iscrivervi! Ne vale davvero la pena, ve lo dice uno che ha frequentato qualche mese fa il corso di scrittura professionale e che ha intenzione di frequentare, probabilmente prima di fine anno, il corso di scrittura pubblicitaria e poi vorrete mica lasciarvi scappare questi sconti, vero?!

Ma ora è tempo che ceda la parola a Michela Alessandroni che, tramite il testo dell’email che mi ha inviato, vi illustrerà per bene i corsi e vi fornirà tutte le informazioni necessarie riguardanti i link per potervi informare al meglio sui programmi dei corsi di scrittura e, trattandosi del sito di flower-ed per poter visionare anche tutta quanta la vastissima offerta editoriale di casa flower-ed:

Scuola di Editoria Digitale ~ Formazione online

Lettori cari, dopo aver ascoltato con attenzione le vostre richieste ed esigenze personali, ho scelto di estendere la formula online a tutti i nostri corsi. Così, quei programmi che avevamo strutturato per la formazione in aula saranno disponibili anche a distanza. In questo modo, potrete studiare da casa, secondo i vostri tempi e nelle ore della giornata che sarete voi a scegliere.
Come già sapete, la Scuola di Editoria Digitale di flower-ed si occupa di editoria, scrittura e comunicazione. Con vero piacere oggi vi presento tre percorsi formativi sulla scrittura, che coprono ambiti di applicazione differenti.
Sono in offerta fino al 31 ottobre!

Questo percorso formativo è rivolto a chi ama scrivere più di ogni altra cosa al mondo, a chi desidera migliorare il suo manoscritto e a chi vuole imparare le tecniche per scrivere la storia che ha in mente.

Scrittura creativa – Il programma e tutte le informazioni per partecipare.

Questo percorso formativo è rivolto, invece, a chi vuole conoscere il mondo della scrittura pubblicitaria, acquisire strumenti e conoscenze per lavorare come copywriter e assumere delle competenze per migliorare le proprie capacità in questo tipo di scrittura. Il ruolo del copywriter è descritto nella sua formazione e nell’esercizio degli aspetti tecnici e creativi; inoltre, vengono esposte le competenze, gli strumenti, le tecniche per persuadere i clienti all’acquisto.

Scrittura pubblicitaria – Il programma e tutte le informazioni per partecipare.

La scrittura è un mezzo di comunicazione fondamentale per trasmettere le informazioni, condividere i risultati, svolgere la normale attività lavorativa. Questo percorso formativo è rivolto a chi utilizza quotidianamente la scrittura per comunicare sul lavoro e desidera accrescere le proprie capacità per rendere migliori e più efficaci i testi, dall’email alla circolare, dalla relazione alla presentazione multimediale. Vengono forniti tutti gli strumenti per imparare a scrivere in maniera chiara e convincente sul posto di lavoro.

Scrittura professionale – Il programma e tutte le informazioni per partecipare.

Vi ringrazio per avermi letto fin qui. Vi aspetto, come di consueto, fra le pagine dei nostri libri, nella Scuola di Editoria Digitale e sui profili social di flower-ed,

Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione che, una volta ancora, avete deciso di prestarmi e arrivederci alla prossima occasione!

Buon pomeriggio, Buona lettura e, visto l’argomento di questo articolo, Buono studio e Buoni corsi!

Con simpatia! 🙂

Giuseppe Conte alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma

Un interessante incontro con Giuseppe Conte e la sua poesia

Salve a tutti voi!

Giueppe Conte Poesie (1983-2015)Questo mio nuovo articolo di segnalazione eventi è rivolto, in particolar modo, a quanti tra voi, domani, giovedì 27 ottobre 2016, si troveranno nella nostra Capitale. È infatti in programma, presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, un incontro con il poeta Giuseppe Conte in occasione della pubblicazione della sua antologia, intitolata “Poesie 1983-2015” pubblicato dalla casa editrice Mondadori.

L’incontro, che avrà inizio alle ore 17.00, sarà preceduto da un intervento del Direttore della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma (BNCR), Andrea De Pasquale, introdotto da Irene Baccarini e che sarà inframmezzato da alcune letture di Fabio Pierangeli sarà portato avanti in forma di dialogo tra il poeta e la studiosa Rossana Dedola.

Per potervi offrire le informazioni più complete ed esaustive possibili su questo interessantissimo incontro riporto qui di seguito il comunicato stampa che mi è stato cortesemente inviato Agenzia Letteraria Bennici & Sirianni:

Giovedì 27 ottobre 2016, alle 17.00
Roma, Biblioteca Nazionale Centrale

Incontro con Giuseppe Conte

in occasione della pubblicazione dell’antologia
Poesie 1983-2015

 

 Giueppe Conte Poesie (1983-2015)

Giovedì 27 ottobre alle 17.00 nella Sala 1 della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, nell’ambito del ciclo Spazi900: letture incontri, confronti, sarà presentato l’antologia Poesie 1983-2015 di Giuseppe Conte (Mondadori).

L’incontro, preceduto dal saluto del Direttore della BNCR Andrea De Pasquale e introdotto da Irene Baccarini, avrà la forma di un dialogo tra il poeta e la studiosa Rossana Dedola, inframmezzato dalle letture di Fabio Pierangeli, docente universitario all’Università di Roma Tor Vergata.

 

 

Dall’introduzione di Giorgio Ficara sull’opera:

“Gli inediti che completano questo volume confermano l’inesausta energia lirica e metaforica di Giuseppe Conte e ne proseguono l’“incessabile” interrogazione, cominciata negli anni Settanta, sul valore di mito, natura e destino nella realtà contemporanea. Erede della tradizione del primo Montale e di Sbarbaro, attenta ai modelli di Goethe, Whitman, Lawrence e Borges, la scrittura poetica di Conte si è consolidata nel tempo seguendo i sentieri paralleli della prosa, come dimostrano l’insieme dell’opera romanzesca e gli scritti di viaggio raccolti in Terre del mito (1991). Con L’Oceano e il Ragazzo (1983) – salutato da Calvino e Citati come un libro di svolta nella poesia italiana – e Le stagioni (1988), fino alle ultime Ferite e rifioriture (Premio Viareggio 2006), si profila dunque una soggettività forte, estranea a qualunque minimalismo o sperimentalismo, capace di mediare fra la passione della forma e la profonda conoscenza e frequentazione di culture e mitologie lontane, orientali e occidentali, e di coniugare una vena erotica con una vena metafisica e con la passione civile. Nel 1994, con l’invasione simbolica di Santa Croce e la fondazione del “mitomodernismo”, Conte ha segnato un momento di riflessione importante nel panorama culturale italiano ed europeo, coinvolgendo intorno alle sue tesi sul primato etico e spirituale della poesia artisti, pensatori e poeti italiani e stranieri di diverse generazioni”.

Per maggiori informazioni

Agenzia letteraria Bennici & Sirianni

info@servizieditoriali.org

http://www.agenzia-letteraria.it

Invitandovi a non lasciarvi sfuggire questa ghiotta occasione di assistere a quello che si preannuncia come un evento culturale da non perdere, ringrazio di cuore tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e vi do l’arrivederci alla prossima occasione!

Buonanotte e, come sempre, Buona lettura!

Con simpatia! 🙂

Doppia presentazione torinese per Andrea Tamietti

Domani e giovedì doppia presentazione per l’autore del romanzo “I tatuaggi del professore”

Salve a tutti!

I tatuaggi del professore di Andrea TamiettiQuella che si apre oggi sarà una settimana densa di appuntamenti per Andrea Tamietti e il suo romanzo “I tatuaggi del professore“, edito dalla Golem Edizioni. Tra domani, martedì 25 ottobre 2016 e giovedì, 27 ottobre 2016, sarà infatti protagonista di ben due presentazioni. Si tratterà, come mi è stato anticipato dall’Ufficio Stampa della casa editrice di “due presentazione di taglio totalmente differente”. Quella che avrà luogo domani sarà ospitata nella sede dell’Ordine degli Avvocati e vedrà l’autore soffermarsi maggiormente su quelli che sono “gli aspetti legali” del romanzo; quella di giovedì, invece, si terrà presso la Libreria Belgravia e “si focalizzerà più sugli aspetti più prettamente letterari del romanzo”.

Prima di tutto, però, passo a presentarvi, attraverso un comunicato inviatomi dalla casa editrice il romanzo e il suo autore:

Amsterdam-Torino andata e ritorno
Due omicidi per un esperto di diritto fuori dagli schemi Un doppio intreccio denso di colpi di scena
I tatuaggi del professore
di Andrea Tamietti

I tatuaggi del professore di Andrea Tamietti
«Parlami del caso. Di cosa è accusato il ragazzo?»
«Omicidio.»
«E l’ha commesso?»
«Oh sì! È stato visto da molte persone mentre sparava alla vittima. C’è anche il filmato di una telecamera di sorveglianza. Piuttosto crudo. Si vede lui che fa fuoco e il bersaglio che cade tra gli schizzi di sangue.»
«Mi stai prendendo per i fondelli? Lo definiresti un caso che solleva delicate questioni legali? L’unico consiglio che posso dargli è di invocare il vizio totale di mente.»
«La vittima era imbottita di esplosivo. Si sarebbe fatta saltare in aria. E avrebbe fatto saltare in aria mezzo quartiere.»
«Il ragazzo lo sapeva?»
«È proprio questo il bello, nessuno può dirlo, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Tanto con i magistrati che con me.»

Luca Gandino, ex-docente di diritto che svolge attività illecite ad Amsterdam, torna in Italia e riceve un’originale proposta di lavoro: difendere da un’accusa di omicidio il rampollo di un industriale che ha ucciso un uomo in pieno giorno e in una strada affollata. Ma nulla è semplice come sembra, specialmente quando l’ex-moglie del professore viene trovata morta in circostanze anomale… Che valore ha un alibi di ferro? Qual è il confine tra norma e leggi non scritte?

Andrea Tamietti nasce a Torino il 14 febbraio 1969. Nel 1992 si laurea in giurisprudenza e nel 1995 ottiene il titolo di procuratore legale. Nel settembre dello stesso anno parte per Strasburgo, dove lavora come giurista prima presso la Commissione e poi presso la Corte europea dei diritti dell’uomo. Oggi è Cancelliere aggiunto di sezione presso la Corte europea. È autore di numerosi articoli in materia giuridica, pubblicati su riviste specializzate. Nel 2014 ha pubblicato, con i Fratelli Frilli editori, un primo noir, Ossa dimenticate.

I tatuaggi del professore
di Andrea Tamietti
Golem Edizioni
pp. 336 ; 15×21, copertina flessibile ; € 18,00 ; ISBN 978-88-98771-57-8

Ed ora passiamo alla descrizione delle due presentazioni. Procederò in ordine di data, partendo da quella di domani, martedì 25 ottobre 2016, a partire dalle ore 18.30, che si terrà presso la Fondazione Fulvio Croce in via Santa Maria, 1 a Torino:

Presentazione del libro

I TATUAGGI DEL PROFESSORE

di Andrea TAMIETTI

I tatuaggi del professore di Andrea Tamietti25 OTTOBRE 2016 ore 18.30

FONDAZIONE “FULVIO CROCE” – Via Santa Maria 1 – TORINO

INTRODUCE:

Emiliana OLIVIERI
Presidente Fondazione dell’Avvocatura torinese “Fulvio Croce”

INTERVENGONO:

Flavio CAMPAGNA,Consigliere Ordine degli Avvocati di Torino

Paolo TOSO, Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Torino

SARA’ PRESENTE L’ AUTORE
Segue aperitivo

I TATUAGGI DEL PROFESSORE
25 OTTOBRE 2016 ore 18.30
FONDAZIONE “FULVIO CROCE”- Via Santa Maria 1—Torino

La partecipazione è titolo per l’attribuzione di un credito formativi

Ed ora passiamo ad introdurre la presentazione di giovedì 27 ottobre 2016, che si terrà presso la Libreria Belgravia, di via Vicoforte 14D a Torino a partire dalle ore 18.30:

I tatuaggi del professore di Andrea TamiettiPresentazione

Giovedì 27 ottobre, ore 18.30

Libreria Belgravia
Via Vicoforte 14D, Torino

Dialoga con l’autore
Claudio Ozella (giornalista)

Invitandovi a partecipare almeno (e dico ALMENO!) a una delle due presentazioni del romanzo di Andrea TamiettiI tatuaggi del professore“, romanzo che Andrea Monticone, già autore per la Golem Edizioni del romanzo “La gatta e i diamanti” ha definito, su CronacaQui, come

Un legal thriller di assoluto livello, dove nulla è come appare e nessuno è davvero come sembra

ringrazio di cuore tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione che mi avete nuovamente voluto dedicare e vi do l’arrivederci alla prossima occasione!

Buon inizio di settimana e, come sempre, Buona lettura!

Con simpatia! 🙂

I tatuaggi del professore di Andrea Tamietti

Halloween dalle origini ai giorni nostri

Tra cipolle, rape e zucche andiamo alla scoperta del Capodanno celtico

Salve a tutti!

Dolcetto o scherzetto?

Manca una settimana esatta ormai alla Vigilia di Ognissanti o, come ormai è conosciuta, ad Halloween. Ma cos’è e, soprattutto, qual’è mai l’origine e la storia di questa festa tanto sentita e celebrata Oltreoceano e che da qualche anno ormai ha preso piede anche da noi. Vi invito a scoprirlo in compagnia della nostra inviata dalle terre parmensi, la bravissima Isabella Grassi, che per l’occasione, abbandonato il proprio ambito  canonico, vale a dire quello legato ai libri, ci conduce in questo interessantissimo excursus attraverso la storia della festa di Halloween.

Ma ora basta cincischiare! È giunta l’ora di cedere la parola alla nostra Isabella Grassi:

Dolcetto o scherzetto?

Halloween dalle origini ai giorni nostri, tra cipolle, rape e zucche.

31 ottobre: capodanno celtico.

Quando si parla di Halloween, viene subito in mente la frase “Dolcetto o scherzetto?”. Tutti noi la conosciamo e la abbiamo sentita ripetere ininterrottamente sia in tv sia nei film americani fin da bambini. A chi capita poi  di essere a casa il 31 ottobre, ormai può succedere di sentirla di persona.

Frotte di ragazzi, vestiti mostruosamente se ne sono impossessati, snobbando di fatto il più cristiano ed ormai obsoleto Carnevale.

Forse però non tutti sanno che la festa di Halloween non è nata negli States ma ha origini antichissime nella assai più vicina e verde Irlanda.

Halloween corrisponde infatti a Samhain (pronunciato sow-in, dove sow fa rima con cow), e viene dal gaelico samhuinn e significa “summer’s end”, fine dell’estate. In Irlanda la festa era nota come Samhein, e significa la festa del Sole.

Si festeggiava così al tempo il passaggio dall’estate all’inverno, che per i celti, popolo di pastori segnava l’inizio di un nuovo ciclo.

Oltre a Samhain (il 31 ottobre, appunto) vi erano altri festeggiamenti che richiamano date a noi care:   Beltane (30 aprile o 1 maggio),  Yule (21 dicembre), Ostara (21 marzo), Litha (21 giugno) e Mabon (21 settembre) e che per i celti corrispondevano a nuovi cicli.

Se invece vogliamo conoscere il significato etimologico del termine Halloween, va detto che  è in realtà la forma contratta di All Hallows’ Eve, dove Hallow è la parola arcaica inglese che significa Santo. Il 1° novembre, è la festa di Ognissanti ed Halloween la sua vigilia.

Halloween fu in qualche modo cristianizzata, ma si deve attendere il IX secolo d.C. perché la Festa di Ognissanti (1 novembre) venisse ufficialmente istituzionalizzata per opera di Papa Gregorio IV e sempre in corrispondenza con il culto di Samhain il X secolo per la cristallizzazione del Giorno dei Morti, dedicato alla memoria delle anime degli scomparsi (il 2 novembre).

Questa è l’origine del capodanno celtico, e da lì la tradizione è stata  esportata negli Stati Uniti dagli emigranti fin dal lontano 1800.

Ma cos’è che caratterizza questa festa, cos’è che la rende così attuale ed interessante ai giorni nostri?

Morte, grottesco, trasformazione ma anche buio, luce e dolci. Uno strano miscuglio.

Halloween ha come tema principale la morte, argomento sicuramente interessante.

La natura però è pienamente inserita in questo scenario, l’inverno è da sempre  la stagione del riposo, e si sa, quello dei morti è il riposo eterno e normalmente avviene sottoterra.

I Celti credevano  però che in questo particolare periodo dell’anno si realizzasse l’incontro tra l’aldilà con il mondo dei vivi e che agli spiriti erranti fosse permesso di vagare indisturbati sulla Terra, riteneva infatti che Samhain chiamasse a sé tutti gli spiriti dei morti, e che le forze degli spiriti potessero unirsi al mondo dei viventi.

I festeggiamenti avevano la durata di tre giorni (dal 31 ottobre al 2 novembre), e allora come tuttora i partecipanti si trasformavano, assumendo aspetti veramente inumani. Indossavano le pelli degli animali che avevano sacrificato agli spiriti, maschere grottesche e dai monti, dove avevano acceso il fuoco sacro e fatto sacrifici animali, scendevano ai loro villaggi facendosi luce con lanterne costituite da cipolle intagliate al cui interno erano poste le braci del Fuoco Sacro.

E’ di quei tempi anche l’origine  della tradizione di offrire dolci. I celti, come molti popoli dell’antichità lasciavano cibo per i defunti che si pensava venissero a visitare i famigliari, e lo mettevano davanti alle case per evitare che questi facessero scherzi.

E’ quindi così spiegata anche l’origine di “Dolcetto o scherzetto?” e del grottesco.

Ma com’è nata invece la zucca illuminata?

Dalla cipolla celtica con il passare dei secoli si arriva alla leggenda di Jack o’Lantern.

jack-olanternIl termine Jack o’Lantern apparve per la prima volta in uno scritto del 1750, e si riferiva a una sentinella o ad un uomo che portava una lanterna.

Si narra che un fabbro ubriacone di nome Jack incontrò il Diavolo in un pub, proprio nella notte di Halloween, ma che nonostante avesse bevuto troppo la sua sagacia e la sua astuzia gli impedirono di cadere nelle mani del Diavolo.

Jack riuscì ad imbrogliarlo ben due volte, offrendogli prima l’anima in cambio di un’ultima bevuta e poi richiedendo che gli cogliesse una mela.

Il Diavolo si trasformò in una moneta per pagare l’oste e Jack si mise velocemente quella moneta nel borsellino, proprio lì dove teneva anche una croce d’argento, impedendo così al Diavolo di riacquistare le proprie sembianze.

Jack lo liberò a patto che questi non avrebbe reclamato la sua anima per i successivi 10 anni ed il diavolo accettò. Quando dieci anni dopo Jack incontrò il Diavolo lo mise nuovamente in scacco.

Mentre gli coglieva una mela dall’albero Jack tirò fuori un coltello e intagliò una croce sul tronco, bloccandolo, e rendendolo allo stesso tempo incapace di raggiungere sia Jack che la sua anima.

Jack per liberarlo ottenne dal diavolo la promessa che non sarebbe mai più tornato per reclamare la sua anima. Quando alla fine Jack morì non fu ammesso in cielo, per la sua vita sconsiderata, ma nemmeno all’inferno. Il Diavolo infatti non potendo prendere l’anima di Jack gli intimò di tornare da dove era venuto, e poiché la strada del ritorno era buia e ventosa, gli gettò un carbone ardente dalle fiamme dell’inferno.

Per non farlo spegnere dal vento, Jack lo mise in una rapa che stava mangiando. Da allora Jack fu condannato a vagare nell’oscurità con la sua lanterna, fino al giorno del Giudizio.
Jack della lanterna (Jack o’Lantern) da allora fu il simbolo delle anime dannate.

Quando nel 1800 una terribile carestia colpì l’Irlanda vi fu una enorme emigrazione negli USA e gli irlandesi crearono una forte comunità, che continuò anche nella nuova terra a festeggiare il 31 Ottobre Halloween.

Siccome le rape non erano così diffuse come in Irlanda (anche se in realtà venivano utilizzate persino le patate e le barbabietole), furono sostituite con la zucca americana.

Oggi la zucca intagliata che rappresenta la faccia sogghignante del furbo fabbro, Jack, è forse l’icona più famosa di Halloween.

Da icona religiosa a festa mostruosa, cos’è successo nell’ultimo millenio? Jack O’Lantern ed il suo significato.  Perché adulti e ragazzi ci sono così affezionati?

Seppure meno affascinanti, tradizioni con caratteristiche molto simili ad Halloween si riscontrano anche in Italia.

Nell’antica festa di Sant’Andrea celebrata a Martis e in altri comuni della Sardegna ad esempio gli adulti vanno per le vie del paese percuotendo fra loro graticole, coltelli e scuri allo scopo di intimorire i ragazzi e i bambini che nel frattempo vagano per le strade con delle sinistre zucche vuote intagliate a forma di teschio e illuminate all’interno da una candela.

L’uso delle zucche era ben presente anche nella cultura contadina della Toscana fino a pochi decenni fa, nel cosiddetto gioco dello zozzo (in alcune parti noto come morte secca, nei comuni di San Casciano, di Tavarnelle (FI), è conosciuto come “Poero Zozza”).

Zucche illuminate con una candela le troviamo anche nella tradizione lombarda, ligure ed emiliana ed  in generale in tutta la pianura padana. Fino alla fine degli anni ’50 in queste regioni si svuotavano le zucche o si usavano normali lanterne, illuminate da candele, venivano poste nei borghi più bui ed anche vicino ai cimiteri e alle chiese. A Parma tali luci prendono il nome di lümera.

A ben vedere quindi tutto il mondo è paese.

Festeggiate Halloween, Samhain o semplicemente accendete lumini e offrite dolci, qui a Parma con la forma singolare delle ossa dei morti.

La commercializzazione ha reso Halloween più accattivante e ha preso il sopravvento anche sul significato religioso della festa invadendo il mondo con i media, da qui la divulgazione e l’iconografia che tutti conosciamo.

Non stupisce quindi che Halloween sia diventata tra l’altro una saga di film horror di successo, avente come protagonista il folle e spietato assassino Michael Myers, con registi di calibro come John Carpenter, che ne ha curato il primo film della saga “Halloween” (1978) e che è considerata una delle più importanti pellicole del genere horror, e che annovera tra le case produttrici anche la Metro-Goldwin-Mayer.

La maschera che Michael Myers indossa per coprire le fattezze del suo volto, è stata creata ispirandosi al volto del capitano Kirk di Star Trek.

Vi è anche un bellissimo musical animato “The Nightmare Before Christmas” del regista Tim Burton, distribuito dalla Walt Disney, dove Jack è il personaggio principale.

 “Jack O’ Lantern. La leggenda di Halloween”, è  diventato anche un cortometraggio scritto, diretto e prodotto da Umberto Mentana. Link su you tube; https://youtu.be/9WI6MY4MyKc

                                          Isabella Grassi

La ballata dei giorni della pioggia

In uscita il prossimo 22 ottobre il nuovo libro di Maria Caterina Prezioso

Salve a tutti!

È per me una gioia particolare essere qui oggi. Lo è perché vi devo presentare un libro nuovo e questo, come sanno molto bene quanti mi seguono da più tempo, è già di per sé fonte di gioia in qualunque caso. Il libro del quale vi annuncerò l’uscita è però speciale in quanto è stato scritto da un’autrice che avete già avuto modo di incontrare più volte tra queste pagine e di conoscere, sia attraverso due recensioni da me dedicate a due sue opere precedenti, “Cronache binarie” e “Blu cavolfiore“, sia attraverso un’intervista che lei, la talentuosissima Maria Caterina Prezioso, ha voluto cortesemente concedermi tempo fa.

Il libro nuovo di Maria Caterina Prezioso, in uscita dopo domani  sabato 22 ottobre 2016 presso la Kogoi Edizioni, si intitolerà “La ballata dei giorni della pioggia“. Allo scopo di presentarvelo con tutti i crismi dell’ufficialità riporto qui di seguito il comunicato stampa inviatomi dalla Book Media Events:

BOOK MEDIA EVENTS
annuncia l’uscita in libreria dal 22 ottobre 2016 di

LA BALLATA DEI GIORNI DELLA PIOGGIA
di Maria Caterina Prezioso
Kogoi edizioni
Pagine 130
Prezzo euro 13,00
ISBN: 978-88-98455-35-5

Con una scansione temporale ossessiva simile a una sorta di diario che crea
binari paralleli, lui, un uomo di origini ebree, che diventa un giurista, e lei,
funzionario in un ufficio governativo di Roma, fanno i conti personali con la
Storia, quella terribile della Shoah e quella della cronaca minore che agita i
Palazzi del potere. Di loro si sa che hanno molto in comune: sognano e credono
nella Giustizia, eppure potrebbero anche essere l’uno la fantasia dell’altro. Sullo
sfondo, una Sperlonga di vicoli e vento o un mare dell’eterno ritorno. Intorno,
personaggi indimenticabili come Sara, la madre di Gentile, e Angelo, l’amico
attore. La ballata dei giorni della pioggia, una storia narrata con una scrittura
potente fin dall’attacco iniziale, onirica, burocratica, grottesca attraversata da una tensione: la resistenza è uno stile di vita fuori dalla logica dei vinti e dei vincitori, perché è l’unica occasione di riscatto per gli agnelli in un mondo di lupi.
«La vita non è aspettare che passi la tempesta, ma imparare a ballare sotto la
pioggia». (Gandhi)
Maria Caterina Prezioso è nata a Roma nel 1961. È autrice di poesie, Nelle rughe
del muro (Ibiskos 1991); di drammaturgie, La risposta di Leonardo (con Giuliana
Majocchi, Il Segnale 1996) messa in scena per la regia di Sergio de Sandro Salvati
dalla Compagnia della Medusa (Teatro Oda di Foggia e Teatro Verga di Milano
– premio migliore spettacolo); La stanza – la festa dei Tuareg (Titivillus 2004) e
di narrativa, Il gioco n. 33 (Il Ventaglio 1993), il Colpo (peQuod 2008), Cronache
binarie (EDE 2011), Blu Cavolfiore (Golena edizioni 2013). Alcuni suoi racconti e
novelle sono stati pubblicati in diverse riviste di letteratura («Storie», «Omero», «In-Edito», «TutteStorie», «EllinSelae»). Attualmente collabora con la rivista «Satisfiction».

Grazie infinite e tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla prossima occasione!

Buona giornata e, come sempre, Buona lettura!

Con simpatia! 🙂

Gli orari del cuore si presenta

Presentazione romana per “Gli orari del cuore” di Stefano Labbia

Salve a tutti!

Gli orari del cuore di Stefano Labbia

Si sta avvicinando la fine anche di questo mese di ottobre. E per chiudere nel migliore dei modi questo terzultimo mese dell’anno vi propongono un evento davvero interessante nel quale a farla da padrone, per così dire, sarà la poesia.

È infatti in programma per lunedì 31 ottobre 2016, a partire dalle ore 19.30, presso la Libreria – Teatro Tlon di Roma, in via Federico Nantes 14/16, la presentazione della silloge poetica “Gli orari del cuore” di Stefano Labbia.

Gli orari del cuore di Stefano Labbia

Sono certo che nè il titolo del libro nè il nome del suo autore vi saranno sconosciuti. Infatti tra queste pagine abbiamo ospitato, nello scorso mese di agosto, prima la presentazione del libro e, a pochi giorni di distanza, l’intervista al suo giovane e talentuosissimo autore.

Ricordiamo che la silloge poetica “Gli orari del cuore” di Stefano Labbia è edita dalla Casa Editrice Leonida di Reggio Calabria. Riportiamo ora di seguito i dati tecnici del libro corredati da una sua analisi:

Gli orari del cuore di Stefano LabbiaAutore del libro: Stefano Labbia
Titolo del libro: Gli Orari del Cuore
Casa editrice: Casa Editrice Leonida
Luogo e data di pubblicazione: Reggio Calabria – Agosto 2016
Genere del libro: Raccolta poetica
Tematica: Amore, satira politica, vita
Analisi:
Bella sin dal titolo, la raccolta poetica di Stefano Labbia riesce ad evitare quei trabocchetti che, numerosi, sono disseminati sul percorso di chi vuole fare poesia al giorno d’oggi. Ecco dunque che i versi de Gli orari del cuore arrivano dritti allo stomaco e al cuore del lettore, senza l’ansia di dover pagare per forza debito alla poesia classica; ecco che sensazioni ed emozioni fluttuano sulle pagine scritte come fossero fragranze o giochi di luce; ecco che lo stile di scrittura elegante e immediato al contempo accompagna gli occhi del lettore in viaggi interiori di sicuro effetto. Alcune parole chiave, che emergono dal testo e che conducono ad una lettura profonda e analitica, parallela a quella di puro intrattenimento, sono sentimento, esistenza, passione, natura, volontà, equilibrio, legame, (in)consapevolezza, tempo, sogno, speranza. Ergo: un’opera apprezzabile che incanterà il lettore facendo lui vivere sensazioni ed emozioni vivide e mai banali.

Tornando ora alla presentazione romana de “Gli orari del cuore” riporto qui di seguito il comunicato dell’evento:

Gli orari del cuore di Stefano LabbiaLunedì 31 Ottobre, ore 19.30

Libreria – Teatro Tlon
Via Federico Nantes 14 / 16 – Roma

Invito alla presentazione del libro di Stefano Labbia

Insieme all’autore intervengono:

Veronica Piras
Giornalista

Valerio Di Lorenzo
Filosofo

Introduce
Valerio Di Lorenzo
Filosofo

Stefano Labbia

Gli Orari del Cuore
Un sentimento lungo trent’anni.

«La poesia è vita. Tutta la vita è poesia.»
STEFANO LABBIA

«Un buonissimo esordio poetico. Sincero ed onesto.»
Annalina Grasso – Giornalista

Scheda del libro:
Bella sin dal titolo, la raccolta poetica di Stefano Labbia riesce ad evitare quei trabocchetti che, numerosi, sono disseminati sul percorso di chi vuole fare poesia al giorno d’oggi. Ecco dunque che i versi de Gli orari del cuore arrivano dritti allo stomaco e al cuore del lettore, senza l’ansia di dover pagare per forza debito alla poesia classica; ecco che sensazioni ed emozioni fluttuano sulle pagine scritte come fossero fragranze o giochi di luce; ecco che lo stile di scrittura elegante e immediato al contempo accompagna gli occhi del lettore in viaggi interiori di sicuro effetto. Alcune parole chiave, che emergono dal testo e che conducono ad una lettura profonda e analitica, parallela a quella di puro intrattenimento, sono sentimento, esistenza, passione, natura, volontà, equilibrio, legame, (in)consapevolezza, tempo, sogno, speranza. Ergo: un’opera apprezzabile che incanterà il lettore facendo lui vivere sensazioni ed emozioni vivide e mai banali.

Invitando quanti ne avessero l’occasione a presenziare a questo interessantissimo evento ringrazio ti tutto cuore tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione che una volta di più avete voluto dedicarmi e vi do l’arrivederci alla prossima occasione!

Buon pomeriggio e, come sempre, Buona lettura, magari proprio in compagnia de “Gli orari del cuore” di Stefano Labbia edito dalla Casa Editrice Leonida!

Con simpatia! 🙂

Gli orari del cuore di Stefano Labbia

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