SCOPRIAMO L’ARTISTA… ROSANNA SPINAZZOLA

Protagonista di questa nuova intervista è l’autrice del romanzo “Canterà il gallo”

Salve a tutti!

Canterà il gallo di Rosanna Spinazzola

Oggi do il benvenuto a Rosanna Spinazzola, che ha appena pubblicato il romanzo “Canterà il gallo” con la casa editrice flower-ed. I lettori conoscono già molto bene questa realtà editoriale, sia per la pubblicazione di classici dimenticati e ora riproposti al pubblico sia per lo spazio dato ai nuovi autori.

Diamo ora tutti il nostro più caloroso benvenuto a Rosanna Spinazzola!

Benvenuta, Rosanna. “Canterà il gallo” è il romanzo che hai da poco pubblicato con flower-ed nella collana “Il Grimorio”. L’incontro con la casa editrice è avvenuto tramite il Premio letterario Parole magiche. Deve essere stato emozionante trovare la propria opera tra quelle vincitrici!

Canterà il gallo di Rosanna Spinazzola

Sarebbe scontato dire che ho provato emozione per una vittoria, perciò dirò di più: la mia gioia è stata trovare chi credesse in me, nella mia storia e nella mia visione.

Ecco quello che mi ha davvero emozionata, e di cui sono grata più di ogni altra cosa.

 

Il tuo romanzo è ambientato in un futuro distopico e ha come protagonista una ragazza in fuga dal regime militare. Si tratta evidentemente di una storia di fantasia, ma possiamo dire che siano presenti dei tratti realistici o addirittura personali in essa?

 

“Canterà il gallo” è un romanzo di Fantascienza Sociale. Come diceva lo scrittore Ray Bradbury, la fantascienza è l’arte del possibile, laddove la fantasy quella dell’impossibile.

La storia narrata nel romanzo che ho scritto non è impossibile, è probabile.
“The Limits to Growth”, “I limiti dello sviluppo” illustra come, se l’aumento della popolazione, dell’inquinamento e dello sfruttamento delle risorse non verrà convertito in “sviluppo sostenibile”, ci scontreremo contro i limiti dello sviluppo  su questo pianeta.  La conseguenza, oltre a un improvviso calo demografico, sarà la crisi dello sviluppo industriale. Per non parlare degli esiti irrevocabili dell’inquinamento sull’equilibrio globale.

Nel 2008, la “Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation” australiana ha effettuato uno studio in cui ha messo a confronto le ipotesi sviluppate negli anni settanta e i dati reali. La conclusione è che i cambiamenti delle produzioni industriali, della sovrappopolazione e dell’inquinamento sono coerenti con le previsioni fatte, e in linea con un collasso economico che potrebbe avvenire nel XXI secolo.

Perciò, il mondo distopico del mio romanzo, non è troppo lontano dal nostro.

Gran parte della storia è ambientata nel bosco. Il bosco rappresenta il pericolo e l’ignoto, ma allo stesso tempo anche la protezione da qualcosa. Per te quale significato particolare riveste?

Nel corso dello studio per la mia tesi di laurea grande parte del mio lavoro si è concentrato sui “morfemi”, le unità ideate da Vladimir Propp, che ha esteso l’approccio del formalismo russo allo studio della struttura narrativa. Secondo Propp le fiabe attingono direttamente dai riti ancestrali – animistici, totemici.

Il bosco, nella fiaba, è associato alla morte. La casa della “Baba Yaga”, la strega dagli attributi animali (Potnia theròn, aggiungo io), Signora dei Morti e del loro mondo, è sempre sul limitare del bosco.

Ho ripreso questa teoria e l’ho rielaborata.

L’eroina di “Canterà il gallo” attraversa quel luogo che è oltre il confine di bene e di male, per confrontarsi con le immagini che affiorano dentro di sé in quel luogo-non luogo che è la propria anima. Le è data l’opportunità di specchiarsi dolorosamente in sé stessa, per “vedersi” davvero, o fallire. E, fallendo, morire.

Il titolo del romanzo, “Canterà il gallo”, esprime una speranza. Nei confronti dei lettori che stanno leggendo e leggeranno la tua opera, qual è il tuo auspicio?

Che gradualmente ognuno di noi acquisisca sempre maggiore consapevolezza. E saggezza. Perché il mondo ne ha un gran bisogno.

Dietro ogni storia scritta c’è quasi sempre una storia vissuta. Cosa ha ispirato il tuo romanzo?

La mia storia personale emerge qua e là in immagini che hanno poco rilievo nella finzione narrativa. Il mio romanzo è stato ispirato da una immagine, potentissima, che non mi ha mollata finché non l’ho buttata giù con la scrittura.

Quella di una donna che fuggiva, da sola, in un bosco freddo e ostile.

Come scrittrice, hai qualche curiosità da raccontare ai lettori? Un rituale, un luogo prediletto, un’ora particolare in cui scrivere?

Messe da parte le idee romantiche di “artista maledetto”, sono consapevole che la scrittura sia una questione di autostima e di disciplina. Soprattutto quest’ultima.

Prima di entrare nel “mood” di scrittura faccio colazione, bevo un paio di caffè e guardo fuori dalla finestra. Quello che a un occhio inesperto potrebbe sembrare una perdita di tempo, per me invece è un passaggio necessario. Mi aiuta a entrare nello giusto stato d’animo.

Scrivo tutti i giorni, tranne la domenica, in una camera buia con le tapparelle completamente abbassate. Indosso le cuffie e alzo il volume.

È il mio modo di isolarmi, di fare tabula rasa con quello che “sono” e prepararmi ad “accogliere” quello che giunge a me dal Mondo delle Idee.

Per salutare i lettori, ti chiedo di lasciare una citazione tratta dal tuo libro.

Da quel giorno sul volto di sua madre si scavarono dei solchi profondi, sentieri che conducevano alla solitudine e alla sconfitta.

Le rughe sono strade che si percorrono in un senso solo.

Le cicatrici lasciate da questo fuoco che le ardeva nel cuore le rimasero per tutta la vita e mai, mai più poté tornare indietro. Quel fuoco si propagò dal cuore agli organi interni e, lentamente, la consumò.

Gli anni volarono via come foglie secche al vento d’autunno, sempre uguali.

Scoprì di essere incinta durante la malattia di sua madre.

Grazie!

Grazie a te.

Vi ricordo che “Canterà il gallo” di Rosanna Spinazzola è stato pubblicato in ebook e in cartaceo e che può essere acquistato sul sito della casa editrice, flower-ed.it, e in tutte le librerie online.

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