Intervista con Milica Marinkovic e una sua lettrice

Isabella Grassi intervista la giovane autrice Milica Marinkovic e una lettrice del suo romanzo

Salve a tutti!

Per interrompere questa mia assenza e per iniziare al meglio la settimana vi propongo una nuova intervista realizzata, da par suo, dalla nostra preziosissima inviata da Parma Isabella Grassi. Protagonista dell’intervista è oggi Milica Marinkovic, la quale ha di recente pubblicato con Les Flaneurs Edizioni il suo primo romanzo intitolato “Piacere, Amelia“.

Ma ora è tempo che io mi faccia rispettosamente da parte e ceda la scena a Isabella Grassi e Milica Marinkovic, alle quali vi invito a dare il vostro più caloroso benvenuto!

INTERVISTA CON L’AUTRICE E CON UNA LETTRICE.

 Oggi vi voglio presentare a modo mio Milica Marinković: una giovane autrice serba.

Milica è nata a Smederevo (Serbia) nel 1987, si è laureata in Lingue e letterature romanze e in Linguistica francese presso l’Università di Belgrado e sta concludendo un dottorato di ricerca in Francesistica all’Università di Bari “Aldo Moro” con una tesi sul labirinto nella letteratura francofona.

Seppure giovane è già vincitrice di Bourse d’excellence – Gaston Miron (Québec, Canada), offerta ogni anno a un giovane ricercatore ed ha pubblicato diversi saggi su riviste e siti specializzati.

Fa parte della redazione di “incroci”, semestrale di letteratura e altre scritture (Adda editore, Bari). Con Lino Angiuli ha curato l’antologia poetica Tempi d’Europa (La Vita Felice 2013).

Si è cimentata anche in  diversi testi brevi e traduce in/da diverse lingue.

In italiano ha tradotto il romanzo Lezioni di gioia di Vladan Matijević (Edizioni WhiteFly Press 2014), mentre con Valeria Uva ha tradotto Città e chimere di Jovan Dučić (Stilo Editrice 2014).

Ma l’intervista di oggi riguarda il suo primo romanzo

Piacere, Amelia

(Les Flâneurs 2016).

 

Milica, ci descriva con parole sue come, quando e perché ha deciso di scrivere il romanzo Piacere, Amelia.

E’ il mio primo romanzo, scritto direttamente in lingua italiana.

Nasce nel 2014, in un momento di solitudine reale. Quella solitudine mi ha portata a riflettere sul rapporto tra la realtà e la virtualità, tra il sogno e le sue eventuali realizzazioni.

 Quali obiettivi si è posta nell’affrontare un argomento così attuale?

La virtualità oggi è necessaria per vivere meglio la realtà, ma essa può diventare anche pericolosa.

Mi sono dunque chiesta “quando” diventa pericolosa e  “come”.

Questa è una delle domande alle quali ho voluto rispondere con la storia di Amelia.

 Mi parli del personaggio principale: Amelia.

Amelia è una giovane bibliotecaria.

Amelia osserva gli studenti che vengono in biblioteca, ma non per studiare, bensì per approfittare del WiFi e per connettersi su Facebook.

Amelia osserva la tristezza dei rapporti tra i più giovani che critica, giudica e condanna, tuttavia, lei stessa è una grande sognatrice che vive da sempre nel mondo virtuale, un po’ diverso.

Il suo mondo virtuale è quello fatto dei libri e dell’arte.

Come concilia secondo lei Amelia l’essere circondata da libri concreti, cartacei, con il mondo virtuale che pure vive, osserva e la circonda?

In effetti il  profilo  Facebook ad Amelia  serve solo per poter seguire alcune pagine dedicate al mondo della letteratura, e quindi solo apparentemente è antitetico.

E’ però in quella doppia virtualità, nella letteratura su Facebook che scopre l’esistenza di un uomo straniero con i suoi stessi gusti letterari.

 Ci parli un po’ di questo incontro virtuale.

Amelia riceve una richiesta d’amicizia da Pierre Bisson e la accetta. 

Pierre è traduttore, vive a Montréal. All’inizio, il loro rapporto si basa su uno scambio culturale, intellettuale e letterario, ma dopo poco tempo si trasforma in un rapporto d’amore, di desiderio.

 Amore virtuale, amore reale, libri cartacei, social on line, Amelia e Pierre appaiono quasi inseriti in mondi paralleli. Ci descriva meglio il loro menage.

In efffetti il loro rapporto si nutre di tanto desiderio.

Il sentimento che nasce tra i due si trasforma in reciproca ossessione.

Nel cosiddetto amore virtuale i due amanti vivono di mancanze, di assenze, di parole e di paure. La paura di deludere l’altro qualora l’incontro reale accadesse, la paura di quella libertà sessuale in linea che i due si sono concessi, ma che non sapranno come gestire nel mondo reale dove ci si guarda negli occhi.

 Se fin qui il romanzo sembrerebbe a carattere rosa, o meglio forse anche a sfondo erotico, è giusto dire che l’ambientazione suddetta sia in realtà un pretesto per affrontare altre tematiche?

Si.

In questa cornice romantica e virtuale dove i protagonisti sono Amelia e Pierre, ci sono anche altri temi importanti, come quello della comunicazione, della lingua straniera, dell’identità e della condizione dello straniero, della scrittura, della vita e della morte, del piacere e dell’autopiacere.

Ci vuole illustrare anche chi accompagna i due protagonisti in questa avventura e come influiranno nella loro storia?

In effetti ci sono anche diversi personaggi.

Amelia conosce anche un uomo reale che si vuole avvicinare a lei.

Chi sceglierà Amelia, il suo amante virtuale o il suo amico reale? La lontananza potrà essere superata? I due amanti virtuali si incontreranno? Perché ci piace tanto l’illusione che ci offre il mondo della Rete e che cosa cerchiamo lì? Perché ci piace la comunicazione on line? 

Queste le domande che il lettore si farà affronando la lettura, ma per scoprire le risposte occorrerà leggerlo.

 Saluto ora l’autrice, che ho avuto modo di conoscere alla Libreria Piccoli Labirinti di Parma allorché ho curato la lettura di alcuni passi del suo romanzo insieme a mia figlia Eleonora Bertani.

Non me ne voglia quindi il lettore se conduco questa intervista in modo un po’ anomalo, affrontando l’argomento anche con lei, che ha letto il romanzo ed ha deciso con i suoi 17 anni, ed il suo essere studentessa di liceo classico, di affrontarne una lettura in pubblico insieme a me.

 Eleonora, cosa hai pensato o provato nel leggere questo libro?

Riguardo ai sentimenti posso dire che mi sono sentita alquanto stranita, poiché io stessa come persona mi trovo abbastanza lontana da  questa realtà virtuale.

Mi costa ammettere che, purtroppo o per fortuna, questo romanzo si rivela essere molto veritiero e vicino a noi giovani.

 Quando secondo te la realtà virtuale diventa pericolosa?

Quando non si distingue più il virtuale dal reale.

Faccio un esempio: con l’intervento di WhatsApp molti passano interi pomeriggi a messaggiare per poi concludere la giornata ritenendo di aver socializzato con più di 50 amici, quando in realtà sono semplicemente stati tutto il tempo soli, magari seduti sul divano.

 Ritieni che la lettura di questo romanzo per i temi o per come vengono esposti sia utile per i ragazzi della tua età?

Ritengo che questo romanzo dia un’idea generale su come molti utenti si comportano sui social.

Penso che questo possa tornare utile a tutti quei ragazzi/e che si illudono che le persone che si trovano su internet siano le stesse dal vivo.

 Qual è il momento del romanzo che maggiormente ti ha coinvolto?

La parte che mi ha catturato maggiormente è quella in cui  si spiegano le dinamiche dell’amore e del litigio sui social.

A pensarci, ciò che l’autrice Milica ha scritto in quella pagina è molto veritiero, e può essere moltro triste pensare che la gente abbia più facilità nel credere a cose negative che a quelle positive, quando queste accadono ad altri.

 Cosa hai provato nell’affrontare la lettura in pubblico?

Essendo stata la prima volta, all’inizio ero un  po’ agitata e non volevo deludere le aspettative di Milica dal momento che avevo il compito di dare la voce al suo personaggio principale.

Una volta iniziato, così come faccio quando recito a teatro, mi sono immedesimata in Amelia e posso dire che mi sono divertita a sperimentare questa lettura.

 Ritieni che la lettura in pubblico sia un buon complemento alle presentazioni dei libri?

Se letta bene e, in modo adeguato, ritengo che sia non solo necessaria ma addirittura indispensabile poiché è sicuramente il miglior modo per far sentire la voce dello scrittore.

 Dopo queste quattro chiacchiere fatte con una giovane autrice ed una ancora più giovane lettrice, vi saluto e vi ricordo di seguire le presentazioni alla Libreria Piccoli Labirinti di Parma, se volete scoprire nuovi autori e nuove case editrici.

Isabella Grassi

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