Via della Felicità

Isabella Grassi intervista Chiara Rubes circa lo spettacolo teatrale del 7 e 8 maggio prossimi

Salve a tutti!

Anche oggi mi avvalgo della preziosissima collaborazione della nostra inviata in quel di Parma Isabella Grassi che oggi intervista per noi Chiara Rubes. Il tema dell’intervista sarà lo spettacolo teatrale intitolato “Via della Felicità” che andrà in scena sabato 7 e domenica 8 maggio presso l’Europa Teatri a partire dalle ore 21.15.

Locandna spettacolo "Via della Felicità"

Ma ora è tempo che io la smetta di cincischiare e ceda la parola a Isabella Grassi e alla sua graditissima ospite:

All’Europa Teatri il 7 e 8 maggio andrà in scena lo spettacolo VIA DELLA FELICITA’, nella rassegna Materie Prime, come esito per il laboratorio condotto da Chiara Rubes e Gigi Tapella. Light designer Lucia Manghi, musiche di Patrizia Mattioli.

In scena: Lucia Bizzi, Maria Luisa Bonavita, Daniela Bragoli, Cristina Bricoli, Giuliana Costanzo, Elisa Del Sante, Cristiano Fornasari, Michele Gianferrari, Isabella Grassi, Vittoria Laudato, Beatrice Marconi, Simone Orlandini, Tiziano Reverbeli, Cosimo Urso.

 Vi voglio parlare di questo spettacolo non tanto perché nel cast ci sono anch’io ma soprattutto per l’argomento che viene sviscerato nell’opera e per come è stato realizzato il copione.

Al giorno d’oggi infatti è assai più agevole e forse attuale affrontare argomenti di politica, di questioni sociali, di argomenti scottanti di cui i media ci nutrono ogni giorno, mentre con questa esperienza, i registi e gli attori hanno voluto aprire un momento di riflessione su quello che dovrebbe essere il leit motiv della vita di ogni essere umano: la felicità.

A cos’altro dovrebbe tendere ogni individuo se non alla realizzazione di questo semplice ma assai arduo scopo?

In un mondo dove almeno da un punto di vista materiale tutto è a portata di tutti, dove non basta più un gelato, una caramella o la promessa di una gita domenicale a rendere felice i nostri figli, allora ecco che la scelta registica è stata quello di creare un testo attuale, calato nel nostro tempo, utilizzando come spunti creativi da un lato testi sacri come Amleto di Shakespeare e Giorni Felici di Samuel Beckett, dall’altro “prendendo in prestito” i personaggi del libro intitolato La Felicità di Lluis Anton Baulenas.

Vedremo quindi muoversi in scena i seguenti personaggi: Lucia la moglie dello scrittore non ancora edito e Luca, suo marito, una prostituta di nome Matilde, una donna Solitaria ma colta che nella sua follia che ci sorprenderà con i suoi testi, un musicista di strada di nome Ercole, due attori di strada: Nonnita che ci incanterà con i suoi nastri ed Eustaqui che si alternerà tra ruota della fortuna e monociclo, il cattivo della situazione  Demon, che però soggiace al volere della propria madre Donna Miquela, ma anche Ezecquiel che con le sue maschere ci riporterà indietro nel tempo, ed infine quattro elementi soprannaturali: l’Angelo della felicità, l’Angelo del tempo, l’Angelo della morte e l’Angelo della bambina morta.

In un contesto assai attuale quale quello della strada questi personaggi regaleranno agli spettatori la loro visione, la loro ricerca della felicità.

Ed ecco che Ezequiel usa le parole di Amleto e dice: “Qual capolavoro è l’uomo! Come nobile nell’intelletto! Come infinito nelle sue facoltà! Quale espressione ammirabile, ente nel suo volto, nel suo gesto! Un angelo allorché opera! Un Dio quando pensa splendido ornamento del mondo! Re degli animali! Ma per me che è questa quintessenza di polvere? L’uomo non mi alletta e nemmeno la donna, sebbene dal vostro sorriso si direbbe che non lo crediate… Che è?  Polvere.”

E Nonnita gli fa eco con una espressione assai più concreta: “Adoro questa strada la mattina presto, osservare le persone tutte indaffarate. La vita può essere dura, ma io conto su me stessa. I prepotenti dei palazzi dovranno vedersela con noi. È tempo di riscuotere questo debito. Ci toccherà mascherare l’amarezza, mostrare il nostro sorriso migliore… in fondo è questo che fa un artista…E si comincia la giornata.”

E ben si può comprendere come Matilde la prostituta di strada cerchi e dia conforto a Lucia, la moglie dello scrittore incompreso e che quindi alla frase dell’amica sul fatto che non capisce gli uomini e non capisce neanche il marito, le presti conforto sottolineando non solo la sua bellezza ma quella di tutte le donne per sottolineare come siano le donne a dar loro tutta questa importanza.

Riprova di ciò si avrà allorquando Luca a contrariis dirà alla moglie: “Sei sempre fuori, sempre in questa strada non parliamo più. Cerchi la vita qui. La cerco anch’io qui la vita! Per i miei personaggi! Per me! Mi faccio raccontare le storie di questa gente per dare la vita che manca ai miei libri come mi dicono gli editori!!! E la darò, la troverò anche per te la vita che ti manca!”

E gli angeli?

L’angelo nero alla espressione di Matilde “Io sono buona, puttana e felice”, non le permetterà una simile riduzione e così affermerà: “Cerca l’amore, cercalo dentro di te, dove si è nascosta impaurita la vera Matilde, ritrova l’amore per te stessa… per poter dare amore, devi prima amare te stessa. Sii virtuosa Matilde, la felicità consiste in un’attività virtuosa e questa deve essere l’attività suprema della virtù, la parte migliore della nostra natura e tanto più grande è la forza del pensiero e della virtù, tanto maggiore sarà la tua felicità”.

L’angelo della felicità rivolgendosi a Demon: Perché sei così arrabbiato perché tratti male le persone?”, non accetterà la sua risposta: “Perché sono persone da niente, piattole della terra”.

Ma forse il momento più aulico si avrà nel confronto degli angeli laddove l’Angelo del destino, affermerà: “Ma proprio voi che siete gli angeli non riuscite a guardare dentro l’anima? E non vedete la sofferenza, la vita triste che questa donna conduce?”

E così sempre in questa visione un po’ folle della vita giova ascoltare la Solitaria che brandendo uno spazzolino da denti esclama: “E’ questo che trovo meraviglioso che non passa giorno non passa quasi giorno senza un arricchimento del proprio sapere, per quanto minimo, l’arricchimento voglio dire.”.

Si può comprendere anche lo sfogo di Ercole che alla presenza dell’angelo della bambina morta afferma: “Nella mia vita ho dovuto ricominciare parecchie volte. Ho chiuso porte che non volevo chiudere, ho lasciato indietro persone che volevo al mio fianco, ho voltato pagina perché in quel momento era l’unica cosa giusta da fare.” E alla domanda angelica: “e com’è andata?” non può che affermare accompagnato dalle note del suo violino l’unica verità che conosce: “Sono rimasto solo. La verità è che lei se ne è andata, non ha creduto nel mio sogno, non ha avuto pazienza di aspettare il mio momento e … è andata via.”

E così si comprende anche come Donna Miquela, all’apparenza donna dura, risoluta ricercando il figlio Demon, non trovandolo, trattenendo il pianto cerchi di convincere se stessa ed affermi: “Io se voglio sono felice, basta solo che mi concentri.”

E se questi pochi brani, questi estratti del copione vi hanno coinvolto, allora non resta che dare ingresso alla mia intervista a Chiara Rubes, regista ed attrice teatrale, che con Gigi Tapella ha curato la regia di questo spettacolo, per scoprire non solo se e come i personaggi troveranno la loro felicità ma anche per cercare in se stessi la propria.

Uno spettacolo denominato  VIA DELLA FELICITA’, da dove nasce questo titolo?

Nasce dall’idea di cercare la felicità, cioè di fare un cammino verso la felicità.

Durante le improvvisazioni si è creato il contesto della ricerca, cioè la strada dove si ritrovano i personaggi che animano lo spettacolo.

Ognuno con un dramma più o meno nascosto, ognuno con una ambizione a migliorare la propria vita o se stessi.

Che cosa significa quindi felicità?

Per noi significa trovare il senso al proprio essere ed al proprio esistere.

Più che possedere o realizzare un desiderio è l’entusiasmo verso la vita, comunque essa sia.

Un entusiasmo che passa attraverso l’incontro con la propria interiorità più vera e con quella degli altri.

In sostanza è l’amore per la vita.

Com’è nata la costruzione drammaturgica?

Attraverso le improvvisazioni gli attori hanno creato l’ossatura dei dialoghi tra personaggi.

A tavolino si sono risolte le relazioni e le vicende narrate.

I personaggi sono frutto di libri tra personaggi teatrali (Amleto, Giorni Felici) ed il romanzo La Felicità di Lluis Anton Baulenas.

Ci vuole anticipare qualcosa dei personaggi?

I personaggi sono tutti a tinte crude e fortemente archetipici.

Dall’artista che fatica a realizzarsi al mafioso prepotente e arido.

Ognuno deve rispondere teatralmente alle tre domande sulla felicità dove vuoi andare, con chi, perché, e durante l’azione scenica i personaggi intravvedono la strada che dovrebbero camminare per incontrare la felicità.

In questo percorso sono spiati e spinti inconsapevolmente da quattro figure irreali che vogliamo identificare in angeli o coscienze.

Sono infatti gli angeli che sfidandosi tra loro portano gli umani su questa via per cominciare la loro giornata e la loro felicità.

Come sono state scelte le musiche che accompagnano lo spettacolo?

L’elemento musicale è stato interamente affidato a Patrizia Mattioli, musicista e compositrice, per ricreare le atmosfere tra umano e oltre umano di cui lo spettacolo è una visione.

Com’è stato secondo il punto di vista degli attori partecipare a questa proposta creativa senza testo già scritto?

A questa domanda hanno risposto gli attori, in ordine sparso:

Positivo, molto positivo.

Stimolante, divertente, mi ha messo in discussione.

Mi ha dato l’occasione di mettermi in gioco con un personaggio appartenente ad una realtà diametralmente opposta alla mia. E’ stato molto interessante soprattutto il modo di mettermi in gioco.

Interessante, creativo, liberatorio trovare qualcosa dentro di sé, che era nascosto e non sapevi prima di avere.

Coinvolgente, interessante il misurarsi con la propria fantasia.

Mi ha coinvolto il fatto che nella via della felicità sussistano diversi personaggi completamente slegati tra loro, e l’aver creato le diverse relazione tra questi personaggi.

Mi è piaciuto perché è imprevedibile il testo non scritto, e può lasciare margine di creatività a chi ha contribuito alla stesura del testo.

E’ stato un lavoro interessante, impegnativo con la possibilità di esplorare sfaccettature inconsuete durante la costruzione del personaggio. La difficoltà ma anche la soddisfazione è stato creare le dinamiche tra i personaggi.

E’ stato interessante perché è un lavoro nel quale si può lavorare con la creatività, sulla improvvisazione, quindi sul mettersi in gioco.

Stancante, molto difficile, penso che ci darà soddisfazione ma fino all’ultimo rappresenta un incognita.

E’ stato interessante e mi ha aiutata a far venire fuori degli aspetti e delle qualità che erano nascoste ed a sviluppare la creatività.

Una esperienza davvero esaltante dal punto di vista attoriale. Si cerca di dare una sfumatura epica e proprio per questo è stato motivante per chi si proponeva nello studio del proprio personaggio.

Meraviglioso, molto stimolante.

 

Altro elemento dello spettacolo è quello delle luci. Cosa ci può dire in merito il light designer Lucia Manghi?

Il mio modo di fare le luci consiste nel sottolineare, cercare di aiutare il clima dello spettacolo.

 

Sempre alla regista invece il compito di concludere l’intervista.

Perché uno dovrebbe venire a vedere lo spettacolo?

Perché è molto utile, ed insieme al divertimento lo spettatore può dedicarsi alla propria felicità e capire cos’è veramente “sensato” nella vita.

 

Perché vorrebbe mandare in tournée lo spettacolo?

Perché la mia ricerca sulla felicità è un desiderio sia per me che per gli altri. Sarebbe importante quindi far circuitare questo spettacolo per diffondere il più possibile questo messaggio.

 

Non resta quindi che andare a vedere all’Europa Teatri di Parma lo spettacolo che andrà in scena il 7 e 8 maggio e qualora interessati a favorire questa voglia di diffondere la felicità, richiedere al teatro stesso eventuali repliche in altri teatri.

Con la speranza di avervi stimolato e regalato un po’ di felicita, vi saluto e vi raccomando altresì la lettura dei libri cui registi ed attori hanno preso spunto e che ho citato in questo articolo.

Isabella Grassi

Locandna spettacolo "Via della Felicità"

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Leggendo a Bari

“Non ci sono amicizie più rapide di quelle tra persone che amano gli stessi libri”

Francesca Giuliani

Servizi editoriali: correzione di bozze, editing testuale, impaginazione, copywriting e creazione di sinossi.

Viviana Rizzo

Aspirante scrittrice di cronache nascoste

La lepre e il cerchio

la lepre entrò nel cerchio e balzando annottò

LUOGHI D'AUTORE

Il Magazine del Turismo Letterario

erigibbi

recensioni libri, rubriche libresche e book news

Pink Magazine Italia

The Pink Side of Life

Fall in "Books"

Innamorarsi dei libri giorno dopo giorno.

leggererecensire

L'unica cosa certa è che non c'è nulla di certo!

Literary Legacies

Walking in the footsteps of great writers

Francy and Alex Translation

Translation, Editing and Promotion of M/M Romance

Patataridens

Il blog della comicità al femminile

Alifyz Pires

IT Professional & Software Developer

Habla italiano

¡Es fácil, es divertido, es gratis!

Annalisa Caravante

Il buio, se lo sai osservare, può mostrarti cose che la luce non ti fa vedere, come le stelle

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: