Un mondo cannibale

Presentazione del romanzo verità degli Anni ’10 firmato da Andrea Monticone

Salve di nuovo!

Per chiudere in bellezza questo lunedì voglio girarvi questa comunicazione della Golem Edizioni inerente due romanzi firmati da Andrea Monticone. Non aggiungo altro e lascio subito la parola alla Golem Edizioni:

Dopo il successo del thrillerLa Gatta e diamanti, Ultimo mondo cannibale, il primo romanzo di Andrea Monticone per Golem Edizioni, esce anche in versione eBook.

Un ritratto ironicamente spietato della società degli Anni ’10, in cui una intera generazione perde improvvisamente riferimenti e ideali. E al centro di un Paese che crolla, in una Milano feroce e una Torino distratta, una storia d’amore a tre che intreccia sesso, sentimenti, paura e desiderio di fuga.

“Non è un noir. Non è un romanzo d’amore. Non è un giallo politico. Per certi versi potrebbe essere tutte e tre le cose. Piuttosto, si tratta di un’opera di narrativa che, prendendo le mosse da un contesto storico a noi vicino e sfruttando lo stile asciutto della giallistica noir, strizza l’occhio alla cosiddetta letteratura della crisi, riuscendo a pennellare con toni realistici la tragedia del postmodernismo […]. In breve è un libro-verità, terribile nel suo disincanto, necessario per aprire gli occhi” (Mauro Scacchi,CronacaQui)

“Una storia dai contorni tragici e farseschi, con televisori che rimandano le immagini di consiglieri regionali e parlamentari vestiti come senatori romani, di ex presidenti del Consiglio conciati come santoni, dell’avvento dei Tecnici al governo, tutte rappresentazioni di un “vuoto di potere” che trascina al collasso un Paese, in un mondo cannibale che divora le esistenze e nel quale non sembra esserci salvezza per nessuno” (Torinoir)

 

Andrea Monticone è nato a Torino nel 1972. Giornalista di nera, ha scritto di omicidi e cimiteri, madri assassine e processi. Ha pubblicato il noir-rock Marsiglia blues che definisce, con ottime ragioni, un libro maledetto e, per Golem Edizioni, il romanzoUltimo mondo cannibale e il thriller La Gatta e i diamanti. Ama il rock e il blues, Londra e l’Arsenal, il bourbon e il buon vino.
Twitter@AMonticone

 

Dello stesso autore:

 

La Gatta e i diamanti

Il thriller dell’estate più sexy e avvincente

Un romanzo che ha “il ritmo sincopato e vigoroso della musica jazz” (Claudio Ozella, Il Nostro Tempo), presentato con successo nelle librerie e in spazi “non convenzionali” (nell’ambito del Torino Jazz Festival con il grande batterista Gianni Cazzola e il chitarrista Max Gallo, concerti e serate tematiche in collaborazione con professionisti del mondo della fotografia, come Ettone di messaggisofisticati.com)…presto anche in versione digitale.

“Altri passi, stavolta frettolosi, dal corridoio. Sodano corre ed esce dal laboratorio. Un’ombra in fondo, sta passando davanti al suo ufficio e la luce la illumina brevemente. Una figura agile vestita di nero. Sembra una tuta da motociclista. Sodano corre, continuando a urlare alla figura misteriosa di fermarsi. In un altro corridoio ce l’ha davanti in linea retta, pochi metri. Più in là c’è solo un’uscita di sicurezza. Deve fermare lo sconosciuto, quasi certamente ha preso il diamante. Ma come ha fatto, si chiede Sodano continuando a correre. Maledicendosi per non avere preso con sé la pistola dal cassetto della scrivania”

Nel quarto capitolo della serie dedicata a Gabriele Sodano, il nostro capitano si trova di fronte a una ladra internazionale, “La Gatta”: il nemico (?) non è mai stato così sexy!

Rassegna stampa

 

Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e alla Golem Edizioni che ha voluto condividere questa nuova succosa notizia libresca!

Buona serata e, come sempre, Buona lettura!

A risentirci alla prossima occasione!

Con simpatia! 🙂

Collage copertine romanzi Andrea Monticone

Intervista con l’autore… Fabio Carapezza

Fabio Carapezza dialoga con Isabella Grassi

Salve a tutti di nuovo!

La collina degli ulivi di Fabio CarapezzaEd eccoci giunti felicemente, ovvero senza odiosi intoppi tecnologici, alla fine del nostro viaggio attraverso la “Notte bianca in libreria” che ha avuto luogo sabato 28 maggio 2016 presso la Libreria Piccoli Labirinti di Parma. Viaggio che è stato reso possibile dalla straordinaria opera della nostra impareggiabile inviata da Parma Isabella Grassi. In questo suo ultimo intervento dall’evento culturale che ha tenuto desti i parmensi sabato scorso Isabella Grassi dialoga con Fabio Carapezza, autore del romanzo intitolato “La collina degli ulivi” pubblicato da Edizioni 0111 che ho presentato sul mio canale Instagram tempo fa. Ma ora è giunto il momento di lasciare nuovamente la parola a Isabella Grassi e al suo nuovo ospite:

Si descriva in tre parole.

Sto bene solitario.

Cosa l’ha spinta a scrivere?

In gioventù preferivo leggere poesie che uscire con gli amici, poi arrivarono le prime segnalazioni e capii che scrivere poteva essere un buon modo per analizzare il mio rapporto con il mondo. Il fatto è che questa analisi può condurre a stati d’animo diversi, e la scrittura creativa è un valido mezzo per provare a conoscersi di più.

Descriva i momenti che dedica alla scrittura e come si inseriscono nella quotidianità.

 Almeno per ora non ne ho ancora fatta una professione, alterno dunque periodi fecondi ad altri in cui le idee rimangono a sedimentare senza la forza necessaria a materializzarsi in parole scritte. Esse girano nella testa, si compongono da sole fino a quando la volontà si impossessa delle dita e le storie prendono forma.

Durante la scrittura del suo romanzo come ha creato i suoi Personaggi e l’Ambientazione? Si è rifatto a esperienze personali direttamente?

Avevo in mente solo la scena iniziale. Una donna sul balcone di casa che osserva il Luna Park, metafora della vita. Cosa fare con lei? Con chi farla interagire? Da lì ho iniziato a pormi domande per dare alternative alla storia, e poco alla volta si è materializzato l’intreccio attingendo senza dubbio alla mia esperienza personale: gli studi, i viaggi, un certo desiderio di trascendenza che da sempre si fa sentire con gli inevitabili interrogativi. Circa l’ambientazione, ho preferito circoscrivere i fatti a Parma, mentre nel finale i protagonisti si troveranno a fare i conti con se stessi in un monastero non meglio identificato, la cui ispirazione è tratta da un eremo esistente dove ebbi l’occasione di soggiornare qualche anno fa. Si trova in mezzo a una collina di ulivi…

Penso che una storia, per essere credibile, debba contenere il giusto equilibrio di realtà e finzione in ogni suo aspetto, e mi auguro di esserci riuscito con questo primo romanzo.

Come descriverebbe la sua tecnica di scrittura?

Non credo di rifarmi a una vera e propria “tecnica”, diciamo che la componente fondamentale è la preparazione teorica e pratica: teorica leggendo molto e cercando di assorbire inconsciamente, fondendoli, gli stili e le capacità espressive di chi è più bravo di me (e gli autori sono moltissimi!), pratica perché in questo modo si crea un’energia “di stomaco”, la definirei, che si personalizza con il proprio filtro personale nel desiderio di comunicare al lettore una parte di sé.

Perché si dovrebbe scegliere di leggere il suo romanzo?

Per muovermi delle critiche, ovvio! Anche per misurarsi con i moti umani dei personaggi, che nel bene e nel male, come nella vita, agiscono per la propria salvezza o condanna. In essi, chi deciderà di leggermi, potrà forse identificarsi in uno o nell’altro, nella donna in crisi esistenziale, o nel tossico che ricerca il riscatto, oppure nell’assessore avido di potere. Potrebbe affezionarsi alla piantina parlante o essere preso dalla curiosità di capire perché ci siano molti segreti nascosti nel corso delle pagine.

Perché un romanzo di genere?

Non mi trovo concorde su questa classificazione, sebbene l’editore lo abbia inserito in una collana di gialli. In effetti, tale potrebbe sembrare, ma se proprio dobbiamo categorizzare il romanzo, mi trovo più sulla linea di chi lo ha definito “noir filosofico”. Una cosa è sicura: nelle prime pagine scritte, mai avrei pensato che la storia avrebbe assunto questi contorni, ed è proprio questo il bello dello scrivere.

Faccia una breve descrizione della sua opera, che non sia meramente riassuntiva.

La collina degli ulivi di Fabio Carapezza“La Collina degli Ulivi” è un noir in cui la componente filosofica e religiosa si fa sentire con forza. La riflessione esistenziale, non nascondo, almeno nella prima parte più marcata, accomuna i due protagonisti principali, i cui destini finiranno per incrociarsi senza però banalizzare verso il sentimentale. Salvo ha un passato che pesa, compie l’ennesimo errore che potrebbe costare caro a lui e a chi ama. Risollevare la propria sorte non sarà facile, dovrà lottare contro qualcuno molto potente, e potrà farlo solo con la mano tesa di un’anima salvifica.

Cosa pensa che la lettura del romanzo lasci al lettore?

Vorrei che continuasse a farsi domande su se stesso, perché nulla è certo nella vita, e dobbiamo perseguire la serenità con un incessante “work in progress” personale; quindi, il lettore potrebbe chiedersi cosa sia la libertà, trovare qualche motivo per viaggiare se non ha mai visto i deserti del Rajasthan o i mercati colorati di Calcutta. Potrebbe indignarsi sulle debolezze umane come l’avidità, o commuoversi pensando che il desiderio di bellezza e redenzione sono scommesse su cui valga la pena puntare. Alla fine, a vincere non sarà né lui né chi ha scritto questo libro, ma la vita.

Tutti e tre i giallisti hanno animato la serata, caratterizzandola con il loro personale carattere e la loro personalità.

In particolare per coloro che sono di Parma il prossimo appuntamento tra Bertani e Carapezza sarà alla Biblioteca Civica d Parma il 9 giugno. Non mancate!

Durante la tavola rotonda, nonché durante l’intera notte bianca, ho scattato alcune foto e girato un paio di video con gli interventi di Giovanni Bertani, li trovate sulla pagina fb del personaggio del romanzo “Il Grisbì”: Bobby Lago.

Nella speranza di avervi incuriosito e spinto ad affrontare la lettura dei libri e degli autori qui citati, vi saluto.

Isabella Grassi

Bobby Lago torna in scena

Secondo breve interludio nel quale Bobby Lago torna protagonista

Salve di nuovo!

Incrociando le dita forse riusciamo a concludere il lavoro senza intoppi! Quello che vi vado a presentare, sempre attraverso le parole di Isabella Grassi, è il secondo interludio, inizialmente da me non previsto ma, che ci volete fare, non avevo ancora letto con attenzione il testo inviatomi dalla nostra superlativa inviata dalle terre parmensi. Quindi bando alle ciance e restituiamo la parola a Isabella Grassi:

Chiuso così lo spazio dedicato al genere fantastico ha di nuovo fatto ingresso lo scrittore Giovanni Bertani, alias Bobby Lago, ormai ospite fisso della Libreria Piccoli Labirinti di Parma, per  uno breve reading che ha visto impegnate alla lettura la sottoscritta ed Eleonora Bertani di un brano tratto da “Il Grisbì”, noir edito da Edizioni Forme Libere, di cui i lettori di questo blog sono ormai informati.

Altro genere ma sempre dedicato alla narrativa la presentazione che ha fatto seguito dove Nadia Boccacci accompagnata con la chitarra di Delio Tropeano ha presentato il suo libro: “Non posso non guardarti negli occhi”, edito da Les Flaneurs.

La scrittrice ha personalmente interpretato e commentato il suo romanzo ottenendo un buon consenso di pubblico.

Il calendario dell’evento, a causa della numerosa partecipazione ha subito un forte ritardo per cui questa prima parte che doveva concludersi intorno alle 19:30 è in realtà terminata verso le 20:30.

E’ quindi stato dato spazio alla musica ed al cantautore Marco Sforza che ha presentato il suo cd “Confessioni di un cantautore di provincia”.

Dopo lo spazio musicale hanno fatto seguito presentazioni dedicate alla narrativa, al viaggio, alla poesia ed ai gialli.

Luisa Pecchi accompagnata dalla sua chitarra ha presentato il suo “Con il mare a sinistra” per Epika edizioni, settembre 2015.

Breve viaggio di Ada, che avvolgerà il lettore e lo porterà attraverso le sue avventure.

La scrittrice ha interagito anche con Simona Albano Summer che presentava la sua raccolta poetica “Solo poche gocce” ed ha curato per la stessa l’accompagnamento musicale con la sua chitarra.

Sempre in questo spazio si è presentato anche  Guido Fontechiari che ha presentato il suo romanzo  “Il tesoro del Taro”.

Spazio nuovamente alla poesia con l’intervento di Antonio Giampietro, autore non vedente della raccolta poetica “Nelle curve del silenzio” con letture a cura di Paola Ferrari ed accompagnamento musicale di Delio Tropeano.

Ha poi personalmente letto due poesie l’autore stesso, interpretandolo con lettura dal braile.

Prezioso l’intervento in sala di un filosofo che ha interagito con l’autore e ne ha mostrato la “veggenza”.

Isabella Grassi

Daniele Carretta a colloquio con Isabella Grassi

Daniele Carretta si presenta e presenta il proprio romanzo

Salve di nuovo!

Come anticipato poco fa ecco a voi il secondo intervento della nostra inviata da Parma e, nello specifico, dalla Libreria Piccoli Labirinti per la “Notte bianca in libreria“. In questa occasione la nostra impareggiabile Isabella chiacchiererà con Daniele Carretta. Durante la chiacchierata Daniele Carretta parlerà innanzitutto sul suo nuovo romanzo intitolato “L’ultima guerra degli Angeli” edito da Book Sprint Edizioni e quindi verrà intervistato. Lasciamo quindi la parola nuovamente a Isabella Grassi e al suo graditissimo ospite:

Molto interessante e sempre inserito nel genere fantasy è stata la presentazione successiva di Daniele Carretta e del suo L’Ultima Guerra Degli Angeli edito da Book Sprint Edizioni.

Ve ne voglio parlare  in maniera approfondita, seguendo lo schema ormai da me consolidato di inserire una breve sinossi cui segue l’intervista.

 

Daniele Carretta

L’Ultima Guerra Degli Angeli

Book Sprint Edizioni

Settembre 2014

L'ultima Guerra degli Angeli di Daniele Carretta

Il mondo degli uomini è infine giunto al termine; i Cavalieri dell’Apocalisse, gli angeli a cui Dio ha conferito il potere di distruggere la Terra vengono nel mondo per condurre l’umanità e tutto il Creato verso il proprio destino… è allora che accade l’inaspettato: gli oscuri, gli angeli dell’inferno, guidati da Luciphero ed i suoi luogotenenti sferrano un ultimo, terrificante attacco durante il quale rapiscono i Quattro Cavalieri e Mikha’el, il supremo archangelo delle schiere celesti. È la Guerra.

Gli angeli di Dio, i luminosi, guidati dagli archangeli rimasti si scontrano con gli oscuri di Luciphero, che ai tempi del mito fu il primo e più potente tra tutti gli angeli. Ben presto è chiaro che le forze celesti, private del loro generale, dei Cavalieri ed afflitte da pesanti perdite non sono in grado di contrastare la potenza degli angeli infernali; la loro unica, flebile, speranza è ritrovare e liberare i Cavalieri e con il loro potente aiuto ribaltare le sorti della guerra.

Quando anche l’umanità si schiera dalla parte degli oscuri ogni speranza pare perduta.

Quasi per caso il futuro dell’intero Creato si riversa sulle spalle di un unico angelo: Dani’el. Solo che lui non è un angelo come gli altri: non c’è nessuno come lui, né nei cieli né all’inferno. È unico.

A differenza dei suoi fratelli luminosi, Dani’el non splende di luce, il suo aspetto celestiale è deturpato da una tremenda cicatrice e una delle sue ali, invece d’essere bianca e piumata come quelle degli angeli di Dio è nera e membranosa come le ali degli oscuri. Dani’el è un Leone di Dio, un angelo d’alto rango, eppure non ha nessuno al suo comando e tra gli angeli del paradiso c’è chi dubita di lui e chi addirittura lo teme.

È solo. Nonostante tra gli angeli di Dio abbia ancora degli amici fedeli lui stesso non riesce ad avvicinarli schiacciato dal senso di colpa per il grave peccato di cui porta il marchio sulle proprie carni immortali dall’alba dei tempi. Tutto per lui cambia quando conosce una ragazza mortale, Maya, di cui salva la vita e che subito lo colpisce con la sua innocenza e la sua bontà. Grazie a lei Dani’el intraprende un lungo e lento cammino che lo porterà a riavvicinarsi alla razza umana che ha giurato di proteggere. Incontrerà esseri umani eccezionali e grazie ad essi ritroverà la di forza e la motivazione per non arrendersi e continuare incessantemente a lottare anche quando tutto sembra perduto.

Daniel, dovrà affrontare l’odio ed il dolore della razza umana, la diffidenza dei luminosi, la ferocia degli oscuri e le mortali trame di Luciphero, eppure non si arrenderà… neppure quando l’inferno giungerà sino alle porte stesse del Palazzo di Dio.

I cieli e la terra si aprono, arcani orrori e nobili paladini si fanno avanti e le potenze si schierano a battaglia per il futuro di tutto ciò che esiste, è esistito ed esisterà.

All’alba dei tempi la rivolta incominciò nel fuoco e nel sangue ed ora, a milioni di anni di distanza, l’eterna lotta tra il bene ed il male è finalmente giunta all’epilogo.

È “L’Ultima Guerra degli Angeli”.

Daniele Carretta è nato e cresciuto a Parma, ma svolge la sua attività di apicoltore a Pontremoli, pur continuando a vivere a Parma.

Scrittore di racconti, di cui uno pubblicato in seguito ad una selezione nel concorso letterario Walter Mauro, intitolato “Il violino”, è questo il suo romanzo d’esordio.

Alla Notte Bianca la sua presentazione è stata accompagnate da letture a cura di Eleonora Parma, ed il numeroso pubblico presente ha interagito con lo scrittore.

Diamo ora spazio all’intervista che essendo un romanzo di genere presenta lo stesso schema dedicato ai gialli.

INTERVISTA CON L’AUTORE.

Daniele Carretta.

 

 Si descriva in tre parole.

Sogni, passione, fede

Cosa l’ha spinta a scrivere?

Ho sempre avuto la passione per le storie… conoscerle, scoprirle, inventarle. Un giorno (dopo aver visto una coppia di angeli fuori dal cimitero di Pontremoli) mi sono ritrovato a immaginare un mondo come il nostro dove gli angeli fossero impegnati a combattere una guerra epica nei cieli di tutta la Terra. Le immagini erano così nitide nella mia mente che ho deciso che era ottimo materiale per un film ed ho iniziato a scriverne la sceneggiatura. Qualcosa però non funzionava, è stato allora, che un mio carissimo amico mi ha suggerito: <<Ma perché non scrivi un romanzo?>>. Il resto è storia.

Descriva i momenti che dedica alla scrittura e come si inseriscono nella quotidianità.

Sono uno scrittore abbastanza irregolare, i momenti migliori per me sono quando sono in viaggio in treno per andare o tornare dalle mie api. A casa ho troppe distrazioni e spesso non riesco a concentrarmi quanto vorrei. Prima di avviare l’attività di apicoltore lavoravo come caldaista, anche lì mi capitava quando avevo dei tempi morti (specie di notte) di mettermi a scrivere, anche se lì, non avendo un computer era tutto rigorosamente su carta. All’epoca ho scritto un’intero romanzo completamente a mano; è una storia che sto rielaborando proprio in questo periodo.

Durante la scrittura del suo romanzo come ha creato i suoi Personaggi e l’Ambientazione? Si è rifatto a esperienze personali direttamente?

Per “L’Ultima Guerra degli Angeli” ho pescato a piene mani dalla “mitologiacattolica” (con questo termine mi attirerò degli anatemi, ma è quello più calzante); l’Apocalisse di san Giovanni è sempre stata per me un’enorme fonte di ispirazione ed ho da sempre subito il fascino degli angeli, che sin da piccolo consideravo quasi come dei super-eroi che però esistevano realmente anche se non li potevo vedere. Ho descritto gli arcangeli così come li ho sempre immaginati ed attorno a loro è nato un vero e proprio universo di figure.

In origine il libro è nato molto diverso dal risultato finale, poi un giorno ho chiesto a mio zio, maestro d’arte, di fare alcuni disegni per la copertina. Uno di questi in particolare raffigura un angelo con un’ala celestiale ed una demoniaca. Non era esattamente quello che avevo chiesto ma mi ha colpito profondamente. Poco tempo dopo ho preso una pagina bianca ed ho scritto “Non c’era nessuno come lui, né nei cieli, né all’inferno. Era unico.” ed ecco che erano nati Dani’el, il protagonista della storia ed anche l’incarnazione de L’Ultima Guerra degli Angeli così come la potete leggere oggi. In Dani’el, inutile negarlo, c’è molto di me ma è ben presto diventato un personaggio a sé stante con la sua storia ed i suoi sentimenti; ci tengo inoltre ad aggiungere che il nome del protagonista non è autocelebrativo ne casuale: i nomi sono molto importanti per me in ciò che scrivo.

Come descriverebbe la sua tecnica di scrittura?

La mia scrittura è molto istintiva, raramente faccio schemi di ciò che voglio raccontare, di solito parto da un’idea e se l’idea è buona e l’approccio giusto (e ne ho sperimentati a dozzine di approcci sbagliati!) ecco che la storia sembra quasi scriversi da sola mano a mano che passa dal cuore alla pagina. Il difficile è incanalare la storia e lasciarla fluire senza infiorettarla troppo con giri di parole; inoltre, non so se è così per tutti gli scrittori, ma per me (quando scrivo) è come se pensassi per immagini: in testa spesso non ho frasi ma veri e propri flash o sequenze della storia che si srotola davanti a me mano a mano che la lascio andare.

Quando funziona tutto come dovrebbe è estremamente galvanizzante!

Perché si dovrebbe scegliere di leggere il suo romanzo?

È una storia epica in cui il bene ed il male si scontrano nelle loro forme più nette ed al tempo stesso sfaccettate. Nel mezzo gli uomini, che a loro volta incarnano in maniera più imperfetta questo stesso conflitto prendendo attivamente parte nella guerra da un lato o dall’altro. Sopra a tutti poi c’è il protagonista, Dani’el che racchiude in sé questa contrapposizione del bene e del male e che per quanto sia un luminoso più che certo di stare dalla parte della Luce, più volte si troverà costretto a scontrarsi con la colpa che lo ha segnato nell’anima e nella carne sin dall’inizio dei tempi e sarà più volte costretto a domandarsi se, per quanto lui si prodighi per il bene, la sua colpa non lo abbia definitivamente corrotto. È una battaglia fisica e spirituale, interiore ed esteriore. Dove il destino di uno è il destino di tutti e tutti sono parte di un qualcosa di più grande.

Interessante anche notare che in questa storia le forze del bene lottano strenuamente per portare la fine del mondo mentre le forze delle tenebre faranno di tutto per impedirla; curiosi?

Perché un romanzo di genere?

Amo i romanzi di genere, da sempre. Citando l’Amleto di Shakespeare “Ci sono più cose in cielo ed in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia.”, è una cosa di cui sono fermamente convinto: credo nell’impossibile, credo nei miracoli, credo nel sovrannaturale; non sono però uno di quelli che vanno in giro con un cappellino di carta stagnola, sia ben chiaro.

Quando leggo (e quando scrivo, quindi) apro porte ed esploro infiniti possibili mondi, mi lascio incantare dal loro fascino e voglio condurre altri a vedere quei luoghi e provare quelle sensazioni.

Mi ritengo un lettore abbastanza eclettico, provo un po’ tutto, almeno una volta ma l’epica ed il folklore riescono a riaccendere in me l’entusiasmo e la curiosità di un bambino.

In Italia, purtroppo, abbiamo la tendenza ad etichettare preventivamente tutto ciò che non è narrativa “classica” come narrativa di “serie B” ma io sono convinto che la qualità di un testo si basi principalmente sulla capacità della mano che impugna la penna. Io ho capito sin dal primo momento che avrei scritto letteratura Fantastica (possibilmente contamintata all’infinito da altri generi), questo non vuol dire che non scriverò mai un testo di narrativa generale ma io sono un sognatore e la realtà non mi basta. Spiacente.

Faccia una breve descrizione della sua opera, che non sia meramente riassuntiva.

Dani’el è un angelo come nessun altro, combatte per la Luce ma la sua anima è adombrata da una colpa antica quanto il tempo che ne ha segnato lo spirito e le carni. Sin dai tempi del mito ha vissuto tra gli uomini, in esilio volontario, continuando in solitaria la sua personale battaglia contro le forze delle tenebre, in cerca di redenzione.

Quando le forze dell’inferno si riversano sulla terra per impedire l’Apocolisse, rapendo i Quattro Cavalieri, Dani’el sarà costretto quasi per caso a tornare ai cieli dove dovrà scontrarsi con la paura e la diffidenza della maggior parte dei luminosi e troverà allora rifugio e conforto tornando veramente tra gli esseri umani, capaci sì di grandi crudeltà ma anche di grande fede ed altruismo. Conoscerà persone speciali, tra cui la bella e dolce Maya, che lo aiuteranno a riscoprire il suo ruolo di protettore dell’umanità e a ricordare l’angelo che era stato prima di lasciarsi ammaliare dalle false promesse di colui che fu il primo arcangelo ed ora è il Sommo Diavolo.

Cosa pensa che la lettura del romanzo lasci al lettore?

Credo che questo sia un romanzo che può spalancare le ali del lettore, prenderlo con sé e condurlo in un viaggio speciale alla scoperta della luce e dell’oscurità che possono trovarsi dentro e fuori di lui, attraverso un’avventura fantastica… in tutti i sensi.

In ogni caso, è una storia che dubito possa lasciare indifferenti.

Isabella Grassi

 

 

Notte bianca alla Piccoli Labirinti

Bobby Lago è stato ospite alla Notte Bianca alla Libreria Piccoli Labirinti di Parma

Salve a tutti!

Collage di titoliSabato 28 maggio 2016 in quel di Parma e più precisamente presso la Libreria Piccoli Labirinti si è tenuta la “Notte bianca in libreria“. Tra gli ospiti dell’evento c’era anche il “mitico” Bobby Lago. Per presentarvi al meglio quanto successo mi affiderò di nuovo alla nostra impareggiabile inviata Isabella Grassi. Visto che la carne al fuoco è molta suddividerò il tutto in tre articoli che, computer e connessione Adsl permettendo, vi presenterò a stretto giro di posta tra breve.

Ma ora basta menare il can per l’aia e cediamo subito la parola alla nostra inviata da Parma Isabella Grassi per la prima parte del servizio, quella che fungerà da “cappello introduttivo”:

Sabato 28 si è tenuta alla Libreria Piccoli Labirinti di Parma si è tenuto una notte bianca assai particolare: non per le strade del centro, sul lungomare o con il naso all’insù a guardare le stelle, ma in una piccola libreria indipendente.

In questo luogo di cultura, appena fuori dalle mura cittadine, dalle 16:00 fin oltre le 24:00 si sono infatti succeduti una serie di eventi a sfondo culturale.

In apertura di giornata si è dato spazio ai bambini, ed ecco che sono stati fatti racconti e letture animate.

Arrivata l’ora del tè si è dato lo spazio al fantasy e molto interessante è stata la presentazione di tre libri della casa editrice Plesio, piccola realtà della editoria indipendente di Forlì interamente dedicata al fantastico.

E così i tre autori presenti: Angelo Berti, Aude Pinardi e Uberto Ceretoli hanno dialogato tra loro e con il pubblico presente, illustrando le loro opere ed il genere fantasy.

In particolare a mia figlia Elonora è piaciuta la presentazione del libro di Uberto Ceretoli, “L’ira di Demetra”, ultima fatica dello scrittore.

La dedica firmata ed a lei dedicata così dice: “A Eleonora, nella speranza che, da classicista, non mi trovi un banale bacchettone”.

Per spiegare l’origine di siffatta dedica avreste dovuto essere presenti, durante la presentazione infatti una interessante digressione sul concetto di banalità, che ha visto l’audience dibattere sul punto.

Del libro posso dire poco se non le info fornite dallo stesso scrittore, e dalla breve lettura della seconda di copertina.

Come suggerisce lo stesso titolo infatti il libro è chiaramente ispirato dai miti classici, ed in particolare da Demetra e Tantalo.

Cito testualmente: “Il regno di Meonia è piegato da lustri di carestia, ma Re Tantalo trascura i propri doveri, interessato solo agli inganni e alle trame necessarie a mostrarsi in astuzia pari agli dei. L’unico tanto audace da schierarsi con il popolo è suo figlio Tirseno, che osa sfidare il destino nefasto filato per lui dalle Moire. Sulle sue spalle, il compito di far prosperare ancora i raccolti placando l’ira di Demetra. Dovrà strappare Persefone all’amore di Ade e ricondurla tra le braccia della dea. Ma basterà questo gesto a calmare un popolo sul baratro della guerra civile”.

Non  resta che leggere il libro.

Isabella Grassi

 

In cucina con Wolfo

Presentazione di Kitchen Kids

Salve a tutti!

Kitchen KidsSe volete iniziare al meglio questa nuova settimana, in barba al tempo piovoso (almeno dalle mie parti) questo è il mio consiglio. Qualche giorno fa sono entrato in contatto, grazie a LinkedIn, con Boris Bertolini. Boris Bertolini è una delle anime del progetto denominato Nuvole & Strisce, “una società con sede a Milano, nasce all’inizio del 2013 dall’intuizione di uno sceneggiatore e di un disegnatore fumettista” che si pone come “mission” quella di “di creare e realizzare produzioni che uniscano al divertimento e al piacere della visione e della lettura la riflessione e l’apprendimento, all’interno di un’ottica di crescita culturale”.

Kitchen KidsChiacchierando e messaggiando sono riuscito a convincere il mio interlocutore a farmi avere una copia di uno dei fumetti della collana “Kitchen Kids”. In questa avventura facciamo la conoscenza con Wolfo, un simpaticissimo lupacchiotto perennemente affamato. In questo numero di “Kitchen Kids” Wolfo, decide di concedersi un pasto come si deve optando per un ristorante al posto di un fast-food. Dopo il lauto pasto Wolfo decide di concedersi qualche minuto di meritata pennichella. Sennonché i minuti diventano ora e Wolfo dà buca agli amici che lo aspettavano per giocare con loro. Per farsi perdonare Wolfo invita a pranzo i propri amici promettendo loro di stupirli con la propria abilità culinaria (non solo a livello di consumatore di cibo!).

Purtroppo per il nostro lupacchiotto l’esperimento fallisce. Wolfo si dispiace di questo suo fallimento ma due suoi amici gli rispondono che sì lui non sa cucinare ma potrà imparare e lo consigliano di recarsi a scuola per “Il Maestro Tonante”. Wolfo raggiunge la propria meta e dopo essersi rifocillato e aver riposato a dovere si accinge ad iniziare la propria scuola di cucina. Il volumetto si legge piacevolmente e unisce alla parte fumettistica una seconda parte composta da alcune ricette che possono essere eseguite dal pubblico di piccoli “apprendisti cuochi” cui la collana è principalmente rivolta. Come viene ricordato in più punti è bene che i piccoli “apprendisti cuochi” si mettano all’opera “assieme ai grandi” in quanto servirà loro una mano per le parti più rischiose delle operazioni e perché alla fine potranno pulire il tutto!

Kitchen Kids

Consiglio di cuore a tutti, piccoli e grandi, di seguire con attenzione questo progetto di Nuvole & Strisce perché è un delizioso connubio tra arte visiva e arte culinaria. Quando si dice unire l’utile al dilettevole!

Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e a Boris Bertolini per avermi permesso di scoprire Wolfo e i suoi amici!

Buon pomeriggio e, come sempre, Buona lettura!

Arrivederci alla prossima!

Con simpatia! 🙂

Kitchen Kids

Ora per sempre e oltre

Presentazione del nuovo romanzo di Demetrio Verbaro

Salve a tutti!

copertina

Quello che vi vado a presentare oggi pomeriggio è il nuovo romanzo di Demetrio Verbaro, pubblicato da Lettere Animate e intitolato “Ora, per sempre e oltre“. Sono molto felice di presentarvi questo romanzo in quanto conosco, per quanto ci si possa conoscere attraverso i libri, Demetrio Verbaro dal suo precedente romanzo “La farfalla con le ali di cristallo“, uscito sempre presso Lettere Animate. Questo nuovo romanzo sembra promettere molto bene e, già solo dopo averne lette poche pagine mi sento di consigliarlo.

Allo scopo di rendere il più completa possibile questa presentazione ho chiesto gentilmente all’autore di preparare lui stesso dei testi da proporvi e quindi troverete qui di seguito la sinossi del romanzo (debitamente corredata dai link utili), un breve estratto da “Ora, per sempre e oltre” e infine alcune note biografiche dell’autore.

Bene, direi che sia ora di cominciare a entrare nel vivo di questa presentazione quindi iniziamo con la sinossi del romanzo e i link utili:

copertina

Sinossi romanzo

Davide e Giulia sono due ragazzi innamorati che si conoscono fin dall’asilo e che si sposano pieni di speranza per un futuro insieme. Il loro amore è semplice, genuino, profondo. Ma non riescono a diventare genitori e dopo che il dottore conferma che per loro sarà impossibile concepire figli, qualcosa si rompe nel loro rapporto. Entrano in un vortice che li travolge: litigi, tradimenti, risentimenti, divorzio. Ma come la mantide guidata dall’istinto si riproduce pur sapendo di morire alla fine dell’accoppiamento, così uno di loro guidato dall’amore si sacrificherà per la salvezza dell’altro. Alla fine infatti si scoprirà che il vortice che ha spazzato via il loro matrimonio era stato creato da uno di loro in un gesto d’altruismo estremo.

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Passiamo ora al breve estratto da “Ora, per sempre e oltre” di Demetrio Verbaro edito da Lettere Animate:

copertina

Breve estratto dal romanzo

era estate, ed eri meravigliosa, di una bellezza vera e ancestrale, sopra il costume indossavi un grembiule bianco con i fiori rossi, la curva delle tue gambe rosee era perfetta, ogni centimetro di pelle nuda era divina sotto la stoffa, la bramavo come la rosa brama la rugiada mattutina. Le tue labbra erano del colore del sangue, il tuo viso pallido e angelico, i tuoi occhi scuri e profondi come una strada senza fine, i tuoi capelli cascavano come miele proibito sopra le tue spalle lisce e umide.

Concludiamo ora la presentazione con alcune note biografiche di Demetrio Verbaro, autore di “Ora, per sempre e oltre“:

Breve biografia autore

Demetrio Verbaro nasce a Reggio Calabria il 14/12/1981. Ha tre figli: Thomas, Riccardo e Dorian.E’ al suo quarto romanzo dopo “il carico della formica” (di cui ha prodotto la trasposizione cinematografica) “l’attimo eterno” e “la farfalla con le ali di cristallo”.

Per questa prima presentazione direi che possa bastare.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla prossima occasione!

Buon pomeriggio e, come sempre, Buona lettura, magari proprio in compagnia di “Ora, per sempre e oltre” di Demetrio Verbaro edito da Lettere Animate!

Con simpatia! 🙂

copertina

Parolario 2016 ai nastri di partenza

Presentata in mattinata la nuova edizione di Parolario

Salve a tutti!

Immagine Parolario 2016Oggi abbandono i panni del presentatore di novità librarie per vestire quelli del presentatore, per interposta persona, di iniziative culturali. In questo caso sono molto felice di annunciare a voi tutti che in mattinata è stata presentata l’edizione 2016 di Parolario, il Festival letterario che avrà luogo a Como tra il 16 e il 25 giugno 2016.

Per presentare al meglio quello che sarà l’edizione di quest’anno di Parolario, edizione che avrà come titolo “Liberi tutti“, riporto di seguito il comunicato stampa integrale cortesemente inviatomi dall’Ufficio Stampa della manifestazione:

PAROLARIO 2016

LIBERI TUTTI!

COMO, Cernobbio, Brunate

16 – 25 giugno 2016

 

parolario.it

@Parolario

#Parolario

 

 

“Approdato
a questa casa ospitale, m’affaccio

— liberamente alfine — alla finestra”

(Umberto Saba, da “Avevo”)

 

Immagine Parolario 2016Liberi tutti! Liberi di sognare, di giocare, di imparare; liberi di spiccare il volo verso quel gioco, allegro e serio, che è l’avventura delle parole e delle idee.

È questo il filo conduttore della sedicesima edizione di Parolario, il festival letterario di Como diventato un appuntamento fisso per gli amanti dei libri e delle storie, che dal 16 al 25 giugno proporrà 100 appuntamenti a ingresso gratuito con scrittori, poeti, giornalisti, narratori e cantastorie e anche con la musica, il cinema, la poesia, il teatro e la filosofia.

La sede principale del festival sarà Villa Olmo, con il suo splendido parco affacciato sul lago, ma verranno organizzati incontri quotidiani anche a Villa del Grumello e a Villa Bernasconi di Cernobbio, splendido gioiello liberty; altri incontri verranno ospitati a Villa Sucota/FAR e nella biblioteca di Brunate.

Storie, parole, idee…

Al centro di Parolario 2016, come di consueto, ci saranno gli incontri con gli autori che si racconteranno al pubblico con appuntamenti informali e diretti, in piena libertà.

Liberi come lo spirito di Mauro Corona, che porterà il suo ultimo libro fresco di stampa – uscirà infatti il 21 giugno – “La via del sole” (Mondadori), una delle prime presentazioni in Italia, o quello di Maria, la protagonista del romanzo di Simonetta Agnello Hornby “Caffè amaro” (Feltrinelli), i cui diritti di traduzione sono già stati venduti in 20 Paesi tra cui Spagna, Francia, Germania e Albania al recente Salone del libro di Torino.

Hans Tuzzi arriverà a Parolario per parlare delle avventure del suo personaggio, il montenegrino Neron Vukcic, protagonista di una trilogia di cui finora sono usciti il primo e il secondo capitolo: “Il Trio dell’Arciduca” e “Il sesto faraone”, entrambi pubblicati da Bollati Boringhieri. Antonio Manzini racconterà invece le vicende di Rocco Schiavone, il suo poliziotto che combatte il crimine con ottimi risultati e pessimo comportamento. Dalla finzione si passerà alla realtà con l’indagine sulla morte di Alexandre Alekhine, detentore del titolo di campione del mondo di scacchi trovato morto nella sua stanza d’albergo a Estoril nel 1946, condotta da Paolo Maurensig (primo ospite di questa edizione) nel romanzo “La teoria delle ombre” (Adelphi).

Tra gli ospiti più conosciuti anche Giovanni Floris con il suo secondo romanzo, un intreccio rocambolesco, tra colpi di scena e rivelazioni sugli Shardana, i guerrieri sardi che nessuno ha mai saputo sconfiggere.

Nell’anno del novantesimo compleanno della sovrana più longeva nella storia della monarchia inglese non può certo mancare un omaggio alla regina Elisabetta II: nel libro “Intramontabile Elisabetta” (Sperling & Kupfer) Antonio Caprarica le dedica un ritratto informatissimo e ricco di episodi inediti, mentre Luisa Ciuni ed Elena Mora nel libro “Diana e la Regina. Segreti e bugie a corte” (Cairo Publishing) ripercorrono quei sedici anni che Elisabetta e Diana, la principessa del popolo, hanno condiviso da suocera e nuora, mettendo a confronto abitudini e stili, strategie e follie.

Torneranno a Parolario con i loro ultimi libri anche Beatrice Masini, Annarita Briganti e Andrea Fazioli. L’incontro con Andrea Fazioli è organizzato in collaborazione con Piazzaparola Lugano: si rinnova, infatti, anche quest’anno il gemellaggio tra Parolario e il festival letterario ticinese, che porterà a Como anche altri autori svizzeri come Roland Buti (insieme alla sua traduttrice Yasmina Melaouah), Fabrizio Panzera, Gianni Moresi e il poeta Antonio Rossi.

Amore e filosofia saranno i protagonisti delle “Venti lezioni d’amore” (Utet) di Armando Massarenti (in collaborazione con Premio Internazionale di Letteratura Città di Como), e di amore – e della prospettiva misconosciuta delle donne al fronte durante la Seconda Guerra mondiale – parla anche Elisabetta Rasy nel romanzo “Le regole del fuoco” (Rizzoli). Lo sfondo della guerra, anzi, del secondo dopoguerra è lo scenario anche del romanzo “Magnifica” (Sellerio) di Maria Rosa Valentini.

Fra Sei e Ottocento, così recita la storia consueta, gli artisti europei arrivavano in Italia dove, a contatto con un paesaggio ancora simile all’Arcadia e con le maestose rovine della civiltà classica, trovavano il senso di un mestiere che avrebbero poi passato il resto della vita a perfezionare. Di questa parabola fin troppo lineare il nuovo libro di Anna Ottani Cavina, “Terre senz’ombra” (Adelphi), costituisce una variante piena di scoperte e di sorprese.

Uno sguardo anche a Oriente: il Confucianesimo sarà al centro dell’incontro con Maurizio Scarpari e Gian Carlo Calza. Prendendo spunto dai due libri di Scarpari “Ritorno a Confucio. La Cina di oggi fra tradizione mercato”(Il Mulino) e “Confucianesimo” (Morcelliana), si discuterà di come in Cina lo sviluppo economico degli ultimi decenni abbia promosso un benessere diffuso ma abbia anche prodotto o lasciati irrisolti squilibri gravi a livello strutturale, sociale, culturale. Accanto a un numero crescente di ricchi e super-ricchi convivono ancora milioni di persone in condizioni di estrema povertà. Nel vuoto ideologico e nello spaesamento esistenziale conseguenti all’esplosione liberista, il Partito Comunista Cinese guarda con rinnovato interesse alle radici del suo patrimonio culturale, riscoprendo i princìpi etici del confucianesimo, garanti del “buon governo” e di quella “società armoniosa” che hanno caratterizzato l’impero per oltre duemila anni.

Di politica e cultura cinese parlerà Marina Miranda che, nel suo libro “Politica, società e cultura di una Cina in ascesa” (Carocci), primo volume della collana “Cina Report”, mira a fornire una corretta lettura della complessità della Cina d’oggi e, basandosi su fonti in lingua cinese, a effettuare un’analisi dei principali aspetti di politica interna e internazionale dell’amministrazione Xi Jinping.

Da est a ovest, e più precisamente alla crisi di valori in cui si trova oggi l’Occidente raccontata da Claudio Risé, psicoterapeuta e psicoanalista tra i più noti in Italia, nel saggio “Sazi da morire. Malattie dell’abbondanza e necessità della fatica” (San Paolo). Sulla stessa scia anche Alberto Pellai: in un mondo che cerca di convincere che conta solo essere belli fuori, con “Girl R-Evolution” (De Agostini) l’autore regala alle ragazze un nuovo paio di occhiali, per guardarsi allo specchio con maggior indulgenza e sicurezza (in collaborazione con Progetto Aurora).

Tra gli altri ospiti ci saranno la regista Cristina Comencini, qui in veste di scrittrice con il suo ultimo romanzo “Essere vivi” (Einaudi), Rachele Ferrario che racconta la storia di Margherita Sarfatti, giornalista, scrittrice e primo critico d’arte donna in Europa – ma per tutti semplicemente “l’amante del Duce” –, il critico letterario Gian Paolo Serino, con il suo romanzo d’esordio “Quando cadono le stelle” (Baldini e Castoldi), Marco D’Amore e Francesco Ghiaccio che porteranno a Parolario il loro romanzo scritto a quattro mani “Un posto sicuro” (Sperling e Kupfer) da cui hanno poi tratto l’omonimo film, Dario Cresto-Dina ospite per la prima volta a Parolario con un libro in cui racconta una delle grandi imprese dimenticate dello sport italiano: la vittoria della nazionale azzurra di tennis alla Coppa Davis del 1976, giocata in Cile, nella terra del massacratore Pinochet; Giuseppe Muti, che illustrerà come il lago di Como sia il fulcro di una delle principali regioni turistiche italiane per l’unicità della sua dotazione ambientale e culturale, per la sua storia turistica e per la forza della sua immagine, ed Emilio Magni con il suo ultimo romanzo “El Malnatt” (Mursia).

Tra scienza e filosofia: le conversazione filosofiche di Parolario

Ci saranno anche le idee, quelle della scienza e della filosofia: le conversazioni filosofiche di Parolario 2016 , curate da Alfredo Tomasetta, proporranno un itinerario che muove dalle grandi questioni teoriche, al confine tra scienza e filosofia, per arrivare ad alcuni nodi di fondo dell’etica individuale e politica.

In collaborazione con la Fondazione Alessandro Volta di Como verrà proposto il ciclo “L’incontro delle idee. Quattro conversazioni tra scienza e filosofia” di cui saranno ospiti Giorgio Vallortigara con Lisa Vozza, Mario De Caro, Telmo Pievani e Nicola Canessa. Questo ciclo di incontri esplorerà alcuni degli intrecci contemporanei tra scienza e filosofia. Per secoli due nomi per la stessa impresa intellettuale, a partire dalla modernità “scienza” e “filosofia” hanno cominciato a designare ambiti conoscitivi distinti; e tuttavia la relazione tra le due non si è mai del tutto interrotta, tanto che anche oggi, in molte zone di confine dell’impresa scientifica, i temi strettamente filosofici continuano a essere del massimo rilievo. La natura del tempo e il funzionamento del cervello animale e umano sono i punti di partenza del percorso che, attraverso le neuroscienze – ossia lo studio della base biologica della vita mentale – porta ad affrontare la questione delle scelte (ir)razionali, della loro libertà, e della fondazione naturale della nostra capacità di relazione con gli altri.

Da qui il passo breve verso la dimensione etica e politica, con l’esplorazione di alcune questioni cruciali come il rapporto tra pensiero teorico e azione pubblica e la natura delle democrazie. Gianni Vattimo, uno degli indiscussi protagonisti della scena filosofica italiana degli ultimi decenni parlerà del suo cammino intellettuale e umano, dagli studi con Luigi Pareyson (e Umberto Eco) all’ ‘invenzione’ del pensiero debole e oltre, passando per filosofia, politica, sessualità e religione.

E l’intreccio tra filosofia e politica si fa bruciante con la questione del rapporto tra Heidegger e gli ebrei, a cui Donatella Di Cesare ha dedicato un libro importante uscito di recente per Bollati e Boringhieri. Martin Heidegger infatti imputa agli ebrei la colpa più grave, da cui dipenderebbe il destino dell’Occidente: quello che il filosofo tedesco ha chiamato “l’oblio dell’Essere”. I suoi “Quaderni neri”, che solo ora vengono pubblicati in Germania, oltre ad aprire una prospettiva inedita sul pensiero del filosofo, stanno suscitando un dibattito intenso con implicazioni non solo intellettuali, ma esistenziali e politiche.

Le grandi inchieste tra giornalismo e attualità

I misteri e gli scandali finanziari legati al Vaticano tornano puntualmente a far parlare di sé. E proprio da qui muovono le grandi inchieste sulla malagestione economica, sui segreti, sui complotti e sui misteri mai svelati della curia contenute all’interno dei due ultimi libri di Emiliano Fittipaldi e Gianluigi Nuzzi.

Un altro filone di inchieste, caldo e sempre attuale, avrà al centro la mafia: Francesco Condoluci e Angiolo Pellegrini ricostruiranno il periodo più drammatico ed eroico della guerra a Cosa Nostra, quello che vide uno sparuto gruppo di uomini coraggiosi combattere davvero e dare nuova speranza alla Sicilia ma che vide cadere Dalla Chiesa, D’Aleo, Chinnici, Cassarà, Montana. Sulla stessa scia anche il romanzo di Isidoro Meli “La mafia mi rende nervoso” (Frassinelli), che si fa beffe delle imprecisioni, delle approssimazioni e delle paranoie di Cosa Nostra. Insieme a Isidoro Meli interverrà Davide Van De Sfroos.

E dalla vicenda dei piccoli aspiranti camorristi, tra sangue, pistola e cocaina, all’esperienza rivelatrice del carcere il passo è breve per Salvatore Striano che nel suo secondo libro “La tempesta di Sasà” (Chiarelettere) racconta il carcere e l’incontro con Shakespeare che gli ha cambiato la vita.

Mario Giordano indagherà invece il grande business dei profughi: la tragedia dei migranti per qualcuno è la gallina dalle uova d’oro, si tratta di milioni e milioni di euro – denaro dei contribuenti – gestiti dallo Stato che finiscono nelle tasche dei soliti avventurieri improvvisati, faccendieri dell’ultima ora, speculatori di ogni tipo, di cui lo scandalo di Mafia Capitale è solo l’inizio.

Dal canto suo Sabrina Scampini ci ricorda “Perché le donne valgono”, il libro inchiesta che racconta quella meravigliosa ma terribilmente complicata realtà del mondo delle madri lavoratrici (in collaborazione con Comitato per la Promozione dell’Imprenditoria Femminile della CCIAA di Como e Premio Comoinrosa).

Se per le donne non è facile conciliare lavoro e famiglia, i giovani fanno invece fatica a inserirsi nel mercato del lavoro. A loro l’Unione Europea dà una straordinaria opportunità di crescita e partecipazione con la Garanzia Giovani: lo studio condotto dall’europarlamentare Lara Comi propone un quadro completo della situazione italiana e dei singoli stati europei, corredato da indicazioni e consigli per tutti i giovani alla ricerca di un impiego (in collaborazione con Associazione COstruiaMO).

Una delle tematiche più attuali di questi tempi, la famiglia, sarà poi al centro di altri tre incontri di questa edizione di Parolario: “Costellazione familiare” (Adelphi) è la nuova incursione di Rosa Matteucci nell’universo aggrovigliato e dolente dei rapporti familiari; Luigi Zoja, invece, approfondirà gli esiti del genocidio simbolico dei padri occupandosi della crisi contemporanea che sta attraversando la “paternità” nella società occidentale; Maurizio Quilici, infine, scardinerà l’opinione comune sulla grandezza umana dei geni e svelerà come sia difficile, o addirittura impossibile, essere al contempo un prodigioso ingegno e un buon padre.

Non solo libri…

Non solo presentazioni di libri e incontri con scrittori: la nuova edizione di Parolario proporrà anche altre attività – pur sempre legate alla scrittura o alla lettura –, come l’appuntamento dedicato alla scrittura creativa, condotto da Andrea Di Gregorio, con momenti pensati per il coinvolgimento diretto degli aspiranti scrittori, o il seminario/performance condotto dalla yoga master Benedetta Spada che abbinerà yoga e letteratura: un workshop di due ore in cui Benedetta, insieme al marito Marc Vincent, alternerà letture sullo yoga tratte da testi classici, ma anche contemporanei, a sequenze di asana che eseguirà insieme al pubblico (evento su prenotazione e a pagamento: 20 euro, 15 euro con card Amici di Parolario).

Dalla collaborazione con il Teatro San Teodoro di Cantù nasce l’appuntamento dal titolo “Nati due volte”, una lettura, da parte di Christian Poggioni, di estratti dall’omonimo romanzo di Giuseppe Pontiggia, in preparazione allo spettacolo teatrale che verrà messo in scena nella Stagione 2016/2017. All’incontro parteciperanno anche Andrea Pontiggia, figlio dello scrittore, Mario Porro e Maddalena Massafra.

In collaborazione con il Premio Antonio Fogazzaro nasce la conferenza sulla crisi del Modernismo che farà da sfondo a una discussione, condotta da Paolo Marangon e Alberto Buscaglia, su tradizione e modernità, coinvolgendo, come esempio significativo, il caso della messa all’Indice del romanzo ”Il Santo” di Antonio Fogazzaro. Una retrospettiva sull’evoluzione della lettura e sul suo destino è infine quella di Paolo Costa in “Il futuro della lettura” (Egea).

Gli incontri “verdi”

Avranno spazio anche gli incontri dedicati al mondo del verde e del giardinaggio. Qual è il rapporto tra giardino e giardiniere, tra chi accudisce e chi viene accudito, se da un giorno all’altro può accadere di essere a propria volta da curare e accudire tanto da diventare come parte di quel giardino iniziale? Pia Pera se lo è chiesto e lo racconta nel libro-diario ”Al giardino ancora non l’ho detto” (Ponte alle Grazie). A presentarlo a Parolario ci saranno i più cari amici di Pia: Emanuela Rosa-Clot, Marco Martella, Natalia Aspesi, Fabio Giardiniere e l’attrice giardiniera Lorenza Zambon, che leggerà alcuni brani del libro (in collaborazione con la rivista Gardenia).

Marco Martella sarà a Parolario anche per presentare il suo libro “Tornare al giardino” (Ponte alle Grazie), nel quale racconta il giardino con il linguaggio della poesia e del mito, per mettere in luce la sua essenza molteplice e metamorfica, originaria, vitale, primaria se non primitiva (in collaborazione con Orticolario).

Uno sguardo anche oltralpe, con Fabrizio Panzera e Gianni Moresi che racconteranno la storia della viticoltura svizzera, in particolare di quella del Canton Ticino, prendendo spunto dal libro di Carlo Castagnola “Per una storia della viticoltura ticinese” (Salvioni Edizioni). Incontro in collaborazione con Piazzaparola Lugano; con degustazione di vini ticinesi.

Uno sguardo anche alle sponde del Lario, con “Liberi fiori in libero prato“, due volumi dedicati alla flora spontanea del territorio lariano presentata nella sua realtà attuale e nella sua evoluzione durante gli ultimi due secoli (in collaborazione con Gruppo Botanofilo Comense e Società Ortofloricola Comense).

Inoltre, sarà aperto in via straordinaria il 25 giugno il giardino di villa Calvi-Talbot di Blevio per una visita guidata condotta da Emilio Trabella e Fiammetta Lang. In collaborazione con Associazione Borghi sul Lago. Prenotazione obbligatoria a giorgio.gianatti@alice.it.

Parole e musica

Spazio alla musica e ai grandi autori italiani e internazionali con alcuni incontri tra parole e musica, curati da Alessio Brunialti.

Ezio Guaitamacchi con i suoi racconti farà rivivere le tante vite artistiche, i diversi volti, le numerose scelte musicali e l’unica e inimitabile personalità di David Bowie. Insieme a lui e alle sue chitarre, la voce di Brunella Boschetti, i quadri di Carlo Montana, le proiezioni di immagini e filmati storici curati da Filippo Guaitamacchi. Special guest: Andrea Cimenti.

Da Bowie alle radici del rock il passo è breve: Carlo Massarini torna agli albori di questo genere musicale per raccontare come è nata e come si è sviluppata la musica che ha cambiato le new generation di America e Inghilterra prima, e di tutto il mondo poi (in collaborazione con Tessabit store).

Sarà invece dedicata a Ivan Graziani la serata-evento con Paolo Talanca, autore del libro “Ivan Graziani. Il primo Cantautore Rock” (Edizioni Crac), Anna Bischi Graziani, moglie del cantautore, i Sulutumana Trio e Alfredo Scogna. Luca Beatrice racconterà invece la vita e le opere di un altro grande artista italiano: Lucio Dalla (in collaborazione con wow music festival).

Per finire, un tuffo nel passato tra i miti e le leggende della tradizione gaelica con il concerto di arpa celtica e arpa bardica di uno dei più importanti arpisti al mondo, Vincenzo Zitello (in collaborazione con Tessabitstore).

Il cinema                                                                                                                          

Reduce dal successo nelle sale cinematografiche di Svizzera, Germania e Austria, e recente vincitore per la Miglior Biografia al Festival International du Film sur l’Art 2016 di Montréal, approda anche a Parolario il film documentario “Giovanni Segantini. Magia della Luce”, prima proiezione italiana dopo quella del Film Festival di Trento. A presentare il ritratto del maestro trentino, tra le figure più carismatiche della pittura europea di fine Ottocento, ci saranno il regista Christian Labhart e Diana Segantini, pronipote del grande pittore.

Il cinema di Parolario, curato da Alessio Brunialti, spazierà poi dai grandi capolavori internazionali come “Confucio” di Mei Hu, ispirato alla vita del filosofo e ai suoi insegnamenti che hanno profondamente influenzato il pensiero e lo stile di vita cinese, a film come “Brutti, sporchi e cattivi” di Ettore Scola, al cui centro ci sono la periferia romana dei primi anni Settanta e le sue baracche, raccontate impietosamente con tutte le loro miserie, morali e materiali, passando per “Un posto sicuro” di Francesco Ghiaccio, film che tratta con grande sensibilità un tema delicato, l’inquinamento da amianto di Casale Monferrato, e “Lamerica” di Gianni Amelio, una storia di emarginazione ed emigrazione, di ricchi e furbi e di poveri e disperati, che scava nella memoria collettiva dell’Italia, diventata l’America per la vicina Albania.

Si continuerà poi con “La buca” di Daniele Ciprì, con Sergio Castellitto e Rocco Papaleo e “Detachment – Il distacco” di Tony Kaye, dedicato al sistema scolastico americano, in particolare alla pubblica istruzione. Le due serate sono organizzate in collaborazione con il Teatro San Teodoro Cantù.

Infine videomaggio “Frankenstein, l’uomo elettrico” a cura di Mario Bianchi a cui seguirà “Mr. Hula Hoop” Joel e Ethan Coen.

La poesia

Il parco di Villa del Grumello farà da sfondo alla passeggiata poetica “La natura e gli affetti”: gli spazi e la storia del parco dialogheranno con le liriche del nuovo libro della grande poetessa Vivian Lamarque, “Madre d’inverno” (Mondadori). Vivian, che quest’anno festeggia i settant’anni, sarà accompagnata dall’omaggio in versi di Mario Santagostini, Pietro Berra e Paolo Brambilla.

A due grandi protagoniste della letteratura italiana del Novecento, Alda Merini e Maria Corti, sarà invece dedicato l’incontro con Nicoletta Trotta e Mara Sabia, con videoproiezione di Paolo Lipari e lettura di inediti di Alda Merini. Emil Dimitrov e Pietro Berra racconteranno invece la storia del grande poeta romantico e civile russo Pencho Slavejkov che a Brunate trascorse i suoi ultimi giorni. I due incontri sono organizzati in collaborazione con il Premio internazionale di letteratura Alda Merini.

Infine verrà presentata la sesta raccolta di poesie di Pietro Berra, con testo a fronte in spagnolo a cura del poeta cileno Mario Castro e di Mirna Ortiz. Insieme al poeta e giornalista comasco saranno presenti Laura Garavaglia e Stefano Donno. In collaborazione con Casa della Poesia di Como.

Per i più piccoli…

Spazio anche ai più piccoli che potranno dare sfogo alla libera curiosità delle idee attraverso un progetto filosofico pensato esclusivamente per loro: “Filosofiacoibambini”, una pratica educativa originale e alternativa rivolta ai bambini dai 4 agli 11 anni, che si pone come obiettivo lo sviluppo di forme autentiche di conoscenza e pensiero. I cinque laboratori del progetto, a cura di Ester Galli, sono su prenotazione (info@parolario.it, 031.301037) e hanno un costo di 5 euro ciascuno.

Si rinnova anche quest’anno la collaborazione con il Museo del Cavallo Giocattolo di Grandate (CO), che propone lo spettacolo musicale per bambini dai 3 ai 10 anni “Settestella”, con Saya Namikawa (percussioni), Diana Rosa Cardenas Alfonso (voce), per la regia di Dario Moretti; musiche di Azio Corghi, testo di Maddalena Mazzocut-Mis. Prenotazione consigliata (031.382038 – infomuseo@artsana.com).

Nel sessantesimo anniversario dalla pubblicazione delle Fiabe Italiane raccolte da Italo Calvino non potevano mancare le letture animate “A caccia di storie” a cura di Gatti Ostinati, un laboratorio in cui si confronteranno pratiche ed esperienze legate alla lettura grazie ai personaggi di Calvino, Gallo Cristallo e Pierino Pierone.

Non solo personaggi delle favole: con il ciclo di letture “Discover Como” a cura di Associazione Luminanda e La Feltrinelli di Como, la narratrice Anna Buttarelli, accompagnata dalla pedagogista Laura Arrighi, coinvolgerà i bambini in un percorso alla scoperta di un luogo della città di Como e dei personaggi di ieri e di oggi che hanno attivato grandi cambiamenti nella nostra città.

Anche Cernobbio avrà i suoi incontri dedicati ai bambini: a Villa Bernasconi andrà in scena il progetto “Diversamente invincibili. Cernobbio per tutti” con le letture animate tratte dal libro “Django, la leggenda del plettro d’oro” (Curci Edizioni), a cura di Fata Morgana, e “Roal Dahl”, a cura di Cooperativa Sociale Noi Genitori. Un laboratorio artistico per bambini sarà dedicato anche a “La leggenda della Giubiana”: insieme alla scrittrice e illustratrice Chiara Civati i bambini dovranno inventare e disegnare la propria strega Giubiana personale. A cura di Anagramma (Prenotazione consigliata: 031 4446483 – iat@comune.cernobbio.co.it).

Innovazione: le intuizioni che hanno cambiato il mondo

Di che cosa parliamo quando parliamo di innovazione? Proverà a spiegarlo Massimiano Bucchi: il suo libro “Per un pugno di idee” (Bompiani) intreccia infatti le storie delle intuizioni che hanno cambiato le nostre vite, dimostrando la loro natura di processi non lineari e collettivi, che non possono essere ricondotti all’intuizione di un genio isolato ma che nascono da contributi spesso inaspettati.

Intuizioni innovative come quella di Directa Plus, start up nata nel 2005 e poi cresciuta, fino ad essere uno dei maggiori player nel mercato del grafene, raccontata dal suo fondatore, Giulio Cesareo, e Michela Fumagalli (in collaborazione con ComoNExT).

Contaminazioni gastronomico-letterarie

Due gli incontri di Parolario dedicati alle contaminazioni gastronomico-letterarie. Non si può parlare di cibo senza parlare di storia e storie e, in particolare, di letteratura poliziesca. Che rapporto c’è tra gli investigatori protagonisti dei romanzi gialli, la cucina e il cibo? Lo spiegheranno Andrea di Gregorio e Margherita Coldesina. L’incontro è organizzato in collaborazione con Comocuore Onlus, associazione del territorio che promuove iniziative di informazione e prevenzione volte a ridurre la mortalità per malattia coronarica.

Marina Romanò e Massimiliano Pini – i vulcanici cuochi che tengono i corsi di cucina della Cooperativa CortoBio, autori del libro “La cucina del Corto Bio” – insegneranno come rendere lo stile di alimentazione (e di vita) più sano e ogni piatto, ogni pranzo e ogni cena, speciali.

In collaborazione con Associazione Villa del Grumello, Corto Circuito organizzerà un incontro di “ricette letterarie” con quiz.

 Immagini e testo: le mostre di Parolario

I libri abbinati all’arte saranno al centro di due mostre che verranno allestite nelle sale di Villa Olmo, realizzate in collaborazione con due case editrici del territorio: A. G. Bellavite Editore (Lecco) e Pagine d’Arte (Tesserete, Canton Ticino, Svizzera).

La mostra di Bellavite si intitolerà “Pietre color delle acque. Il Romanico del Lario” e proporrà fotografie che svelano la bellezza delle chiese romaniche e gotiche del Lario e dei loro splendidi cicli di affreschi, da Como all’Isola Comacina, dalla Val d’Intelvi all’Alto Lario, dal ramo lecchese alle sponde del Triangolo Lariano.

La mostra nasce dal progetto editoriale dell’omonimo libro a cura di Angelo Sala, che invita sulle strade di vari percorsi che aiutano a comprendere meglio quel grande irripetibile evento della nostra cultura che risponde al nome di romanico.

È dedicata invece al poeta e pittore milanese Emilio Tadini la mostra “Pagine d’Arte per Tadini. Un collage di parole&figure” curata da Matteo Bianchi e Carolina Leite. Le edizioni Pagine d’Arte proseguono così il fertile dialogo con l’opera dell’amico di sempre Emilio Tadini, scomparso nel 2002. Un dialogo di parole e figure fondato sulla relazione fra immagine e testo, che corrisponde all’identità comune alla casa editrice e al pittore-scrittore: dalla costruzione del cielo, scritta e disegnata da Tadini, alla meravigliosa “fiaba della pittura” che inventa uno speciale libro d’artista si illustrano i tempi di un lavoro comune.

Le due mostre saranno al centro di due incontri, una sorta di tour virtuale per capire meglio il legame tra immagini e parole, arte e letteratura. Mons. Diego Coletti, Andrea Dusio e Paolo Bellavite parleranno del volume curato da Angelo Sala, “Pietre color delle acque. Il Romanico del Lario” (Bellavite Editore) dal quale prende spunto la prima mostra.

Il dialogo tra parole&figure proposto da Pagine d’Arte proseguirà invece durante l’incontro condotto da Anna Modena e Francesca Priori, insieme agli editori Matteo Bianchi e Carolina Leite.

Solidarietà

Charity partner di Parolario quest’anno è Comocuore Onlus, nota associazione del territorio che si occupa della prevenzione delle malattie cardiovascolari e che sarà presente a Villa Olmo con i suoi volontari.

Le malattie cardiovascolari sono la più importante causa di morte, ancora più di incidenti stradali, tumori e altre malattie, e la prevenzione è l’arma più efficace per ridurre la diffusione della malattia cardiaca. È con questa filosofia che nel 1985 nasce Comocuore Onlus, con lo scopo di promuovere iniziative di informazione e prevenzione volte a ridurre la mortalità per malattia coronarica nella nostra città e nel territorio circostante. L’associazione svolge la sua attività nel campo dell’educazione sanitaria e della ricerca epidemiologica per l’identificazione degli individui a rischio coronarico elevato, suggerisce e promuove l’organizzazione di interventi di pronto soccorso cardiologico in collaborazione con le strutture pubbliche cittadine.

 CARD AMICI DI PAROLARIO

Anche durante Parolario sarà possibile sottoscrivere la Card Amici di Parolario: un modo per contribuire a tenere in vita non solo il festival ma anche il ciclo di incontri “Aspettando Parolario” che si svolge durante tutto l’anno.

La Card offre ai suoi possessori la possibilità di usufruire di molte convenzioni, che vengono costantemente aggiornate sul sito www.parolario.it.

INFORMAZIONI GENERALI

Tutti gli incontri di Parolario sono a ingresso libero (salvo dove diversamente indicato).

Infopoint e bookshop a Villa Olmo

Per avere tutte le informazioni relative alla manifestazione e trovare i libri che vengono presentati a Parolario. Il Bookshop è curato dalla Libreria Feltrinelli di Como.

Orari: Lun> Ven: ore 16.00 > 23.00 Sab – Dom: ore 10.30 > 13.00 ore 15.00 > 23.00

Novità di questa edizione: per tutto il periodo di Parolario è attivo nel parco di Villa Olmo il punto ristoro “Il Cibo raccontato” a cura di Cooperativa Sociale Corto Circuito Onlus. Il punto ristoro sarà aperto tutti i giorni, dalle 9.30 alle 23.

Servizio navetta gratuito

Durante il Festival è attiva una navetta gratuita tra Piazza Cavour, Villa Olmo, Villa del Grumello e Villa Bernasconi in collaborazione con ASF autolinee.

Parolario è realizzato con il contributo e la collaborazione di Comune di Como.

Con il patrocinio di MiBACT Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Regione Lombardia,

Comune di Brunate.

Con il patrocinio e il sostegno di Comune di Cernobbio, Camera di Commercio di Como, Fondazione Cariplo, Fondazione Alessandro Volta, Unindustria Como, ProHelvetia.

Con il contributo di: Bellavite Nonsolocarta, Gruppo ACSM AGAM, Cassa Rurale e Artigiana di Cantù BCC, Equipe Ornella, Tessabitstore, Libreria Feltrinelli di Como, Corto Circuito Il Cibo Raccontato.

Con il contributo tecnico di: Asf Autolinee, Dresswall, Swan Italia, E’ Luce, Clerici Auto, Compos Center, Nolovetrine, Pagine d’Arte, TVM, UnipolSai, Valverde, Carlo Pozzoni fotoreporter.

Con la collaborazione di: Associazione Villa del Grumello, Fondazione Antonio Ratti, Accademia di Belle Arti Aldo Galli IED, Teatro Sociale di Como – AsLiCo, Piazzaparola Lugano, Teatro Comunale San Teodoro Cantù.

Media Partner: Quotidiano La Provincia, BiBazz, Satisfiction, rivista Vivere Monza Como Lecco & Brianza, CiaoComo Radio, Como Report Tv.

Con la collaborazione di: Associazione Culturale Caracol, Associazione COstruiaMO, Associazione Culturale Borghi sul Lago, Associazione Luminanda, Associazione Culturale Sguardi, Comitato per la Promozione dell’Imprenditoria Femminile di CCIAA di Como, ComoNExT, Cooperativa Sociale Noi Genitori, CNA Como, Istituto Confucio Milano, La Casa della Poesia di Como, Museo del Cavallo Giocattolo, Orticolario, Premio Antonio Fogazzaro, Premio ComoInRosa, Premio Internazionale di Letteratura Alda Merini, Premio Internazionale di Letteratura Città di Como, Progetto Aurora, Società Ortofloricola Comense e wow music festival.

Charity partner: Comocuore Onlus.

Un grazie particolare va all’architetto Corrado Tagliabue per il preziosissimo aiuto che sempre dà a Parolario.

Per informazioni:

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Como, 27 maggio 2016

Ufficio Stampa

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Tel. + 39.031.301037 – +39.3357059871

press@ellecistudio.it

www.ellecistudio.it

Per questa presentazione è davvero tutto!

A me non resta che invitare quanti fra voi potessero a cogliere l’occasione di partecipare a questo evento culturale.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla prossima occasione!

Buon pomeriggio e, come sempre, Buona lettura!

Con simpatia! 🙂

Immagine Parolario 2016

Intervista con Milica Marinkovic e una sua lettrice

Isabella Grassi intervista la giovane autrice Milica Marinkovic e una lettrice del suo romanzo

Salve a tutti!

Per interrompere questa mia assenza e per iniziare al meglio la settimana vi propongo una nuova intervista realizzata, da par suo, dalla nostra preziosissima inviata da Parma Isabella Grassi. Protagonista dell’intervista è oggi Milica Marinkovic, la quale ha di recente pubblicato con Les Flaneurs Edizioni il suo primo romanzo intitolato “Piacere, Amelia“.

Ma ora è tempo che io mi faccia rispettosamente da parte e ceda la scena a Isabella Grassi e Milica Marinkovic, alle quali vi invito a dare il vostro più caloroso benvenuto!

INTERVISTA CON L’AUTRICE E CON UNA LETTRICE.

 Oggi vi voglio presentare a modo mio Milica Marinković: una giovane autrice serba.

Milica è nata a Smederevo (Serbia) nel 1987, si è laureata in Lingue e letterature romanze e in Linguistica francese presso l’Università di Belgrado e sta concludendo un dottorato di ricerca in Francesistica all’Università di Bari “Aldo Moro” con una tesi sul labirinto nella letteratura francofona.

Seppure giovane è già vincitrice di Bourse d’excellence – Gaston Miron (Québec, Canada), offerta ogni anno a un giovane ricercatore ed ha pubblicato diversi saggi su riviste e siti specializzati.

Fa parte della redazione di “incroci”, semestrale di letteratura e altre scritture (Adda editore, Bari). Con Lino Angiuli ha curato l’antologia poetica Tempi d’Europa (La Vita Felice 2013).

Si è cimentata anche in  diversi testi brevi e traduce in/da diverse lingue.

In italiano ha tradotto il romanzo Lezioni di gioia di Vladan Matijević (Edizioni WhiteFly Press 2014), mentre con Valeria Uva ha tradotto Città e chimere di Jovan Dučić (Stilo Editrice 2014).

Ma l’intervista di oggi riguarda il suo primo romanzo

Piacere, Amelia

(Les Flâneurs 2016).

 

Milica, ci descriva con parole sue come, quando e perché ha deciso di scrivere il romanzo Piacere, Amelia.

E’ il mio primo romanzo, scritto direttamente in lingua italiana.

Nasce nel 2014, in un momento di solitudine reale. Quella solitudine mi ha portata a riflettere sul rapporto tra la realtà e la virtualità, tra il sogno e le sue eventuali realizzazioni.

 Quali obiettivi si è posta nell’affrontare un argomento così attuale?

La virtualità oggi è necessaria per vivere meglio la realtà, ma essa può diventare anche pericolosa.

Mi sono dunque chiesta “quando” diventa pericolosa e  “come”.

Questa è una delle domande alle quali ho voluto rispondere con la storia di Amelia.

 Mi parli del personaggio principale: Amelia.

Amelia è una giovane bibliotecaria.

Amelia osserva gli studenti che vengono in biblioteca, ma non per studiare, bensì per approfittare del WiFi e per connettersi su Facebook.

Amelia osserva la tristezza dei rapporti tra i più giovani che critica, giudica e condanna, tuttavia, lei stessa è una grande sognatrice che vive da sempre nel mondo virtuale, un po’ diverso.

Il suo mondo virtuale è quello fatto dei libri e dell’arte.

Come concilia secondo lei Amelia l’essere circondata da libri concreti, cartacei, con il mondo virtuale che pure vive, osserva e la circonda?

In effetti il  profilo  Facebook ad Amelia  serve solo per poter seguire alcune pagine dedicate al mondo della letteratura, e quindi solo apparentemente è antitetico.

E’ però in quella doppia virtualità, nella letteratura su Facebook che scopre l’esistenza di un uomo straniero con i suoi stessi gusti letterari.

 Ci parli un po’ di questo incontro virtuale.

Amelia riceve una richiesta d’amicizia da Pierre Bisson e la accetta. 

Pierre è traduttore, vive a Montréal. All’inizio, il loro rapporto si basa su uno scambio culturale, intellettuale e letterario, ma dopo poco tempo si trasforma in un rapporto d’amore, di desiderio.

 Amore virtuale, amore reale, libri cartacei, social on line, Amelia e Pierre appaiono quasi inseriti in mondi paralleli. Ci descriva meglio il loro menage.

In efffetti il loro rapporto si nutre di tanto desiderio.

Il sentimento che nasce tra i due si trasforma in reciproca ossessione.

Nel cosiddetto amore virtuale i due amanti vivono di mancanze, di assenze, di parole e di paure. La paura di deludere l’altro qualora l’incontro reale accadesse, la paura di quella libertà sessuale in linea che i due si sono concessi, ma che non sapranno come gestire nel mondo reale dove ci si guarda negli occhi.

 Se fin qui il romanzo sembrerebbe a carattere rosa, o meglio forse anche a sfondo erotico, è giusto dire che l’ambientazione suddetta sia in realtà un pretesto per affrontare altre tematiche?

Si.

In questa cornice romantica e virtuale dove i protagonisti sono Amelia e Pierre, ci sono anche altri temi importanti, come quello della comunicazione, della lingua straniera, dell’identità e della condizione dello straniero, della scrittura, della vita e della morte, del piacere e dell’autopiacere.

Ci vuole illustrare anche chi accompagna i due protagonisti in questa avventura e come influiranno nella loro storia?

In effetti ci sono anche diversi personaggi.

Amelia conosce anche un uomo reale che si vuole avvicinare a lei.

Chi sceglierà Amelia, il suo amante virtuale o il suo amico reale? La lontananza potrà essere superata? I due amanti virtuali si incontreranno? Perché ci piace tanto l’illusione che ci offre il mondo della Rete e che cosa cerchiamo lì? Perché ci piace la comunicazione on line? 

Queste le domande che il lettore si farà affronando la lettura, ma per scoprire le risposte occorrerà leggerlo.

 Saluto ora l’autrice, che ho avuto modo di conoscere alla Libreria Piccoli Labirinti di Parma allorché ho curato la lettura di alcuni passi del suo romanzo insieme a mia figlia Eleonora Bertani.

Non me ne voglia quindi il lettore se conduco questa intervista in modo un po’ anomalo, affrontando l’argomento anche con lei, che ha letto il romanzo ed ha deciso con i suoi 17 anni, ed il suo essere studentessa di liceo classico, di affrontarne una lettura in pubblico insieme a me.

 Eleonora, cosa hai pensato o provato nel leggere questo libro?

Riguardo ai sentimenti posso dire che mi sono sentita alquanto stranita, poiché io stessa come persona mi trovo abbastanza lontana da  questa realtà virtuale.

Mi costa ammettere che, purtroppo o per fortuna, questo romanzo si rivela essere molto veritiero e vicino a noi giovani.

 Quando secondo te la realtà virtuale diventa pericolosa?

Quando non si distingue più il virtuale dal reale.

Faccio un esempio: con l’intervento di WhatsApp molti passano interi pomeriggi a messaggiare per poi concludere la giornata ritenendo di aver socializzato con più di 50 amici, quando in realtà sono semplicemente stati tutto il tempo soli, magari seduti sul divano.

 Ritieni che la lettura di questo romanzo per i temi o per come vengono esposti sia utile per i ragazzi della tua età?

Ritengo che questo romanzo dia un’idea generale su come molti utenti si comportano sui social.

Penso che questo possa tornare utile a tutti quei ragazzi/e che si illudono che le persone che si trovano su internet siano le stesse dal vivo.

 Qual è il momento del romanzo che maggiormente ti ha coinvolto?

La parte che mi ha catturato maggiormente è quella in cui  si spiegano le dinamiche dell’amore e del litigio sui social.

A pensarci, ciò che l’autrice Milica ha scritto in quella pagina è molto veritiero, e può essere moltro triste pensare che la gente abbia più facilità nel credere a cose negative che a quelle positive, quando queste accadono ad altri.

 Cosa hai provato nell’affrontare la lettura in pubblico?

Essendo stata la prima volta, all’inizio ero un  po’ agitata e non volevo deludere le aspettative di Milica dal momento che avevo il compito di dare la voce al suo personaggio principale.

Una volta iniziato, così come faccio quando recito a teatro, mi sono immedesimata in Amelia e posso dire che mi sono divertita a sperimentare questa lettura.

 Ritieni che la lettura in pubblico sia un buon complemento alle presentazioni dei libri?

Se letta bene e, in modo adeguato, ritengo che sia non solo necessaria ma addirittura indispensabile poiché è sicuramente il miglior modo per far sentire la voce dello scrittore.

 Dopo queste quattro chiacchiere fatte con una giovane autrice ed una ancora più giovane lettrice, vi saluto e vi ricordo di seguire le presentazioni alla Libreria Piccoli Labirinti di Parma, se volete scoprire nuovi autori e nuove case editrici.

Isabella Grassi

Scrivere in noir

Una nuova presentazione targata Golem Edizioni

Salve a tutti!

Scrivere in noir

Ben ritrovati in questa notte del 18 maggio 2016. In questo nostro incontro notturno vi voglio proporre una nuova presentazione targata Golem Edizioni che fonde “noir e psicologia, prosa e poesia, luoghi del sogno e dell’animo, paure e incubi reali”. Questo nuovo entusiasmante evento andrà sotto il titolo di “Scrivere in noir” e si terrà presso la Libreria La Bussola al numero 9 di via Po a Torino, venerdì 20 maggio 2016 a partire dalle ore 18.30.

Per fornirvi il maggior numero di informazioni possibili riporto qui di seguito il testo dell’email ricevuta dalla Golem Edizioni:

Carissimi,
dopo il grande successo di Favolesvelte e I dubbi di Rubatto al Salone Internazionale del Libro di Torino,
siamo felici di invitarvi a una doppia presentazione unica nel suo genere: noir e psicologia, prosa e poesia,
luoghi del sogno e dell’animo, paure e incubi reali…

 

FAVOLESVELTE

Giocando con la forma e con la disposizione delle rime, le Favolesvelte raccontano il mondo, la vita quotidiana e la natura, i luoghi onirici, i moti dell’animo, il desiderio, la saggezza degli alchimisti. Le storie del libro parlano allo spirito creativo, al bambino che abita nel profondo di ogni adulto, ai genitori e agli insegnanti perché possano scegliere tra le pagine le narrazioni adatte ai più piccoli e ai più grandi. Il presente volume, organizzato in quattro grandi aree tematiche (amore, mondi fantastici e poesia, storie di mostri e vampiri, indagini poliziesche in versi), raccoglie molte, in versione rinnovata e rivista, delle trecentosessantacinque Favolesvelte inventate e illustrate dall’autrice sull’omonimo blog che, nel 2014, è stato aggiornato giorno dopo giorno, rimanendo attivo sul web per un anno intero. Prefazione di Federico Sirianni.

Valeria Bianchi Mian, milanese d’origine, ha scelto Torino come città in cui vivere e coniugare la scrittura, la poesia e il disegno con la sua professione di psicoterapeuta d’orientamento junghiano, psicodrammatista e sociodrammatista. Specializzata in terapia di gruppo, si occupa di supervisioni d’équipe e di gruppi con le famiglie presso strutture per anziani. Conduce laboratori di tecniche espressive multimediali e per diversi anni ha coordinato spettacoli teatrali e laboratori di narrazione e sceneggiatura in strutture per tossicodipendenti e nelle scuole superiori, ottenendo anche il primo premio sezione scuole superiori al Sottodiciotto Film Festival 2002 (Rabbia allo schermo). Redattrice e illustratrice, ha pubblicato articoli di psicologia (Ananke Edizioni) e attualmente cura rubriche, pubblica racconti, poesie e filastrocche in diverse riviste culturali indipendenti. È tra gli organizzatori di “Poesie Aeree” e di “Medicamenta – lingue di donna e altre scritture”.
www.favolesvelte.wordpress.comwww.barlumidicoscienza.blogspot.it

 

I DUBBI DI RUBATTO

Un pazzo omicida semina il terrore nel mondo dell’alta moda e del glamour uccidendo e sfigurando ragazze destinate alle passerelle o alle copertine delle riviste patinate. Una sfida per l’ispettore Rubatto e per i suoi uomini più fidati che si trovano a doversi confrontare con un’inspiegabile crisi del loro capo, proprio nel momento in cui ne avrebbero più bisogno. Tra un dubbio e l’altro Rubatto deve fermare la scia di morte e sciogliere un nodo legato alla sua vita privata che rischia di fargli perdere lucidità e di condurlo verso l’abisso.

Marco G. Dibenedetto è nato nel 1972 a Torino, dove esercita la professione di psicologo e psicoterapeuta oltre a insegnare in una scuola superiore. Nel 2008 ha pubblicato il suo primo romanzo, un thriller, dal titolo Il cacciatore di vite (Fratelli Frilli editore). Ha poi dato vita al personaggio dell’ispettore Rubatto che, con questa, è giunto alla quinta indagine. Con Golem Edizioni ha già pubblicato le indagini precedenti. Fa parte del collettivo ToriNoir.

Ora non mi resta altro da fare se non invitare caldamente quanti tra voi si trovassero dalle parti di Torino venerdì 20 maggio 2016 a partecipare a questo nuovo meraviglioso e interessantissimo evento culturale!

Grazie infinite a tutte e tutti per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla prossima occasione!

Buonanotte e, come sempre, Buona lettura!

Con simpatia! 🙂

Scrivere in noir

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