Notizie dal 72° parallelo

Alfredo Rienzi presenta il proprio libro al Golem Bookshop

Salve a tutti e buon inizio di settimana!

Torno tra voi per darvi notizia di una nuova presentazione. Si tratta della presentazione del libro di Alfredo Rienzi intitolato “Notizie dal 72° parallelo” pubblicato da Joker Edizioni che sarà protagonista di giornata mercoledì prossimo, 13 aprile 2016, a partire dalle ore 18.00, presso Golem Bookshop al numero n. 16/a di via Santa Giulia a Torino.

Per fornirvi le informazioni più complete ed esaustive, come sempre faccio in questi casi, riporto di seguito il testo dell’email ricevuta nella mattinata di oggi da Golem Bookshop:

Mercoledì 13 aprile 2016, ore 18
presso Golem Bookshop
Via Santa Giulia n. 16/a – Torino

Joker Edizioni
con
Daniele Gigli e Luca Borrione

presentano

NOTIZIE DAL 72° PARALLELO
Poesie

di Alfredo Rienzi

 

Alfredo Rienzi, poeta e saggista, è nato nel 1959 e vive a Torino. Nel 1993 la silloge Contemplando segni è stata pubblicata in Sette poeti del Premio Montale (Scheiwiller, 1993, con prefazione di M. L. Spaziani). I successivi volumi di poesia sono: Oltrelinee (Edizioni dell’Orso, 1994), Simmetrie, (Joker, 2000, con prefazione di F. Pappalardo La Rosa). Custodi ed invasori (Mimesis-Hebenon, 2005), in parte confluiti ne La parola postuma. Antologia ed inediti(Puntoacapo, 2011, Premio Nazionale per l’Editoria della Poesia). Ha tradotto testi di Leopold Sedar Senghor, in Nuit d’Afrique ma nuit noire – Notte d’Africa mia notte nera, a cura di A. Emina (Harmattan Italia, Torino-Paris, 2004). È inoltre autore del volume di saggi letterari Del qui e dell’altrove nella poesia italiana moderna e contemporanea(Edizioni Dell’Orso, 2011).
Biobibilografia completa ed aggiornata su www.larecherche.it

Daniele Gigli, lavora come archivista documentalista e consulente di comunicazione. Poeta e studioso di T.S. Eliot, collabora con «Il sussidiario», «Biblioteca di via Senato» e «Studi cattolici». Ha pubblicato diversi libri di poesia, ultimo dei quali è Fuoco unanime, Raffaelli. Ed., 2015.

Luca Borrione, laureato in Filosofia, insegnante di Filosofia/Storia nei Licei, studioso di poesia e co-fondatore del foglio trimestrale di poesia Amado mio.

Irostene di Sitzia
Imparo a farmi acqua
contro la lama della spada
aria al morso dei lupi che invadono le soglie del visibile
il tragitto dell’arma mi attraversa
come la mano il fumo dell’incenso
imparo a farmi chiarore
all’occhio calunnioso del corvo

J. G. a sua figlia Miriam
Che tu possa attraversare questo campo
d’oltretempo e di spinosi avanzi
di frammenti dello specchio che indivisa
ridava l’immagine
così come io ho potuto, ché ho tramutato
in leggerezza la gravità
la rossa stilla delle ferite in acqua colorata
l’oscurità dell’abisso
nella bianca piega della tua mano

Yibel, dalla finestra sul fiume
Si vedevano rami
dalle finestre, che aprivano i fiori
e poi il ventoso verde che disperdeva
le ore nell’aria e i paludosi sguardi.
E non si sta nemmeno più, in questi giorni,
come le foglie in attesa, perché l’attesa
ti dice di qualcosa a venire e qui, ora,
non si sa nemmeno più cosa verrà
e cosa è stato. Ci sono solo queste parole
di fiori e foglie e primavera e autunno
che sono le più consumate tra quelle
dei poeti, e che vogliono essere scritte
e sottovoce pronunciate
per rassicurarci che sì, è così, che c’è ancora
inevitabile il fiore che si apre,
per inquietarci che ancora sarà così,
che il ramo alla fine si denuda.

«Con usura» lamenta Pound nei suoi Cantos «nessun dipinto è fatto per durare o per conviverci / – si fa perché venda, e in fretta».
È a questi versi che viene da pensare, per immediato contrasto, inabissandosi nella poesia di Alfredo Rienzi. Perché Rienzi (…)  mostra e invita a un rapporto con la parola di tutt’altro segno, né usuraio né usurato, ma relazionale.
Un rapporto di durata e convivenza, appunto, che a una convivenza e a una durata invita anche chi si trovi a leggerla. Versi, per intenderci, che non fanno venire voglia di essere spiegati o parafrasati, ma al contrario di essere riletti (dalla Prefazione di Daniele Gigli)

Il vastissimo poema di Rienzi (tale è la serie di testi da lui pubblicati in vari volumi) ci ha abituati a un linguaggio raffinato e vario, e a una attenzione formale tanto esplicita quanto aggraziata. Una parola che non dimentica la sua piccolezza di fronte alle immensità che vuole esplorare, ma anche consapevole della propria forza e della dignità della propria missione (…) Una poesia anche visionaria, potremmo dire, se con tale termine indichiamo la capacità di vedere quel che c’è e di solito non si nota (…) Questo, Rienzi, un po’ custode e un po’ invasore, certo esploratore rispettoso e creativo di sempre nuovi paralleli, lo sa bene e lo traduce in una poesia preziosa (dalla Postfazione di Sandro Montalto)

Attraverso nomi e luoghi e vicende visionarie, fino al culmine metafisico, si compone la totalità del mondo tra il tragico e la contraddizione della vita, filosofia e storia, apparizioni e avventure della parola. E’ una poesia altissima e ardua. (Giorgio Barberi Squarotti)

L’autore non ha paura di credere che il calibrato assemblaggio di determinate parole possa aprire varchi, guadagnare frontiere, scavare brecce inusitate alla volta della regione incognita che è in fondo la meta di ogni umano errare (Guglielmo Aprile,lombradelleparole.wordpress.com)

Poesia ipnagogica, che utilizza un piano basso del linguaggio per un contenuto alto e desultorio. Che sia Iróstene di Sitzia che parla (un filosofo inventato) o altri, non importa (…), non c’è più distinzione tra il reale e l’onirico, tra il vero, il verosimile e il falso; in realtà chi parla, parla dal 72° parallelo, ad un ipotetico uditorio posto nel futuro passato, ad una età senza tempo e senza passato, ad una civiltà umana affetta da amnesia del tempo (Giorgio Linguaglossa, lombradelleparole.wordpress.com)

Invitando caldamente quanti tra voi potessero a partecipare a questa presentazione ringrazio di cuore tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e vi do l’arrivederci alla prossima occasione!

Buon pomeriggio e, come sempre, Buone letture!

Con simpatia! 🙂

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