Intervista con l’autrice. Con noi Mariel Sandrolini

Isabella Grassi intervista per noi Mariel Sandrolini e ci presenta il suo romanzo “Il Caso del Ghetto Ebraico”

Salve a tutti!

In questa serata di venerdì la nostra preziosissima collaboratrice Isabella Grassi vuole condividere con noi la sua ultima fatica in tema di interviste. L’intervista a Mariel Sandrolini, autrice per la Golem Edizioni del romanzo “Il Caso del Ghetto Ebraico“, romanzo che, al termine dell’intervista, Isabella ci presenterà da par suo.

Ma ora basta perdersi in chiacchiere. Vi invito tutti a dare il vostro più caloroso benvenuto alla bravissima Mariel Sandrolini!

Oggi ho intervistato per voi Mariel Sandrolini, una scrittrice di romanzi gialli, che verrà presentata nel terzo appuntamento della rassegna di incontri intitolata “Un pomeriggio in giallo”. Siamo infatti ormai giunti alla quarta scrittrice intervistata in questo ciclo, dopo il successo della prima presentazione che ha visto il giornalista Massimo Beccarelli dialogare con Giovanni Bertani e Michela Gecele entrambi autori della collana Passi Nel Buio della  casa editrice Edizioni Forme Libere e con la conferma dell’interesse del pubblico allorché con una insolita inversione è stato Bobby Lago ad intervistare il Commissario Scozia ed il suo autore Alessandro Prandini, ed aspettando di vedere e sentire come Giovanni Bertani proseguirà con un altro commissario bolognese: il Commissario Marra, ecco alcuni aspetti da sottoporre alla vostra attenzione.

Sempre con il format già adottato diamo così seguito all’intervista.

 Si descriva in tre parole.

Testarda, sincera, altruista.

 Cosa l’ha spinta a scrivere?

Fin da bambina adoravo leggere per poi inventare le mie storie. Nei temi di classe riuscivo a esprimere tutto quello che mi passava per la testa. Le maestre sul foglio mi redigevano col pennarello rosso: stai con piedi per terra… troppo fantasioso il tema.

E’ con  la fantasia che  in terza media vinsi il mio primo premio nazionale su un tema di classe.

Da lì non ho mai smesso… fino ad arrivare a tutt’oggi a 16 libri editati.

Descriva i momenti che dedica alla scrittura e come si inseriscono nella quotidianità.

Amo scrivere, e vorrei stare chiusa in una stanza e poter scrivere ininterrottamente fino che le forze me lo consentono. Quando sono in scrittura, non sento la fame, il sonno e la stanchezza.

Ma sono donna… e ho altre mansioni quotidiane da dover eseguire.. Per questo scrivo dopo le venti di sera e molto volte arrivo fino all’alba… mi fanno compagnia le note in sottofondo di Chopin o Beethoven.

Durante la scrittura del suo romanzo come ha creato i suoi Personaggi e l’Ambientazione? Si è rifatto a esperienze personali direttamente?

Sin dal primo noir ho creato il commissario Marra. E’ un personaggio seriale, poiché è presente in tutti i miei romanzi. Lavoro su due linee: Marra capo della omicidi di piazza Galilei a Bologna … e Marra uomo. In ogni libro c’è un’evoluzione tra le due personalità, con una svolta più decentrata sulla vita privata. Sono bolognese e i miei libri sono ambientati nella mia città. Bologna la amo, e ne conosco ogni singolo anfratto, ogni angolo, quindi mi è facile descriverla paciosa di giorno e tetra e misteriosa la notte. Dopo il calar del sole, un altro popolo si sveglia … è il popolo della notte… ed è tutta un’altra città.

Per i fatti prendo spunto dalla cronaca. Questo per non lasciar cadere l’attenzione su certe tematiche  che sono d’interesse  generale.

Come descriverebbe la sua tecnica di scrittura?

La mia scrittura è semplice, popolare. Così possono leggermi tutti. Molto fluida e scorrevole.

Descriva in tre parole il libro o il personaggio principale.

Essendo un noir… ha la giusta tensione emotiva per chi piace leggere questo genere di libri. Fino all’ultima pagina non respiri. I personaggi sono tutti tosti si muovono molto bene nell’intrico della trama.

Perché si dovrebbe scegliere di leggere il suo romanzo?

Perché sono una donna e qualche settico avrà l’occasione di toccare con mano che anche noi, donne, sappiamo inventare delle ottime storie noir.

Perché un romanzo di genere?

Sono cresciuta a pane e Scerbanenco…per cui era ovvio la  passione del giallo aveva attecchito dentro di me.

Faccia una breve descrizione della sua opera, che non sia meramente riassuntiva.

Il caso del ghetto è un thriller ad alta tensione. Gli ingredienti ci sono tutti. Una valigia di dollari… un killer venuto dall’est, un gallerista di opere d’arte…sullo sfondo Bologna e Molinella. Il commissario Marra dovrà scoprire una serie di delitti… avrà il suo bel d’affare.

Cosa pensa che la lettura del romanzo lasci al lettore?

Al lettore lascerà il desiderio di leggere la prossima avventura del mito commissario Marra.

Salutata l’autrice, vi presento ora il romanzo.

Il caso del Ghetto Ebraico di Mariel Sandrolini

 

Il Caso del Ghetto Ebraico

Golem Edizioni

Febbraio 2016

* * *

Una misteriosa eredità, un killer proveniente dall’Est, un famoso gallerista d’arte sono gli ingredienti di un thriller ad alta tensione che si snoda tra le vie del ghetto ebraico di Bologna dove una valigia piena di dollari genera una lunga scia di sangue e una gara di astuzia tra uno spietato killer e l’ineguagliabile commissario Marra.

Il commissario Marra e la sua squadra saranno impegnati al massimo per risolvere questo intricato mistero dove le cose non sono mai come sembrano e i colpi di scena si susseguono a ritmo incalzante, mentre Marra scopre anche che nella propria vita privata c’è spazio per i sentimenti e per consolidare una relazione profonda e duratura.

Questa la presentazione del romanzo nella seconda di copertina.

Merita però attenzione anche l’incipit: “Lo specchio riflette la mia ombra appena visibile nel buio. Un’immagine che oscura i  miei lineamenti di cui, solo io posso cogliere l’essenza. Con gesti meccanici apro il rubinetto del lavabo e mi spruzzo l’acqua fredda sul volto che, però, non placa cil calore della mia tensione… il fuoco che mi scorre nelle vene. Alzo le palpebre e guardo la persona che sta dall’altra parte con timida soggezione.

Anche lei ricambia lo sguardo.

Poi, però, abbozza un gesto di disappunto e mi punta l’indice contro osservandomi in modo malevolo”.

A chi segue questa rassegna non può non scattare immediatamente il collegamento con l’incipit di Il Grisbì, romanzo noir di Giovanni Bertani, prima opera presentata.

Riporto qui le prime righe: “Esaurita la solita pisciata della mattina, mi sciacquai le mani e ritirai la posta che il portalettere lasciava sempre sul davanzale della finestra del bagno.”

Aggiungo poi un brevissimo commento che ho inserito nella postfazione da me redatta allorché dopo aver presentato i personaggi del romanzo aggiungo: “sono persone vere, non semplici personaggi, persone che hanno desideri e bisogni corporali, che amano, odiano e vanno in bagno.”

Entrambi gli scrittori hanno scelto di dare corpo, persona, spessore e di far vivere i loro personaggi.

E il parallelismo prosegue anche oltre, dopo le naturali abluzioni entrambi si preoccupano del contatto con il mondo, fatture da pagare o semplici messaggi telefonici che siano.

Il mondo criminale nel quale le vicende si snodano ha un comune linguaggio anche se le ambientazioni sono diverse.

Sul punto gli scrittori la pensano diversamente.

Le avventure di Bobby Lago non hanno luogo, il lettore è lasciato libero di immaginare l’ambientazione che preferisce, diversamente da quanto abbiamo visto succedere per il personaggio della Gecele che ricordiamo essere Ada Hartmann, di Alessandro Prandini e del suo Commissario Scozia ed ora di Mariel Sandrolini con il Commissario Marra.

Qui Bologna la fa da padrona ed entra fin da subito prepotentemente in scena.

La Sandrolini ci fa capire subito che siamo nei pressi dell’aeroporto di Bologna, cita fin dalle prime pagine nomi delle vie e luoghi del capoluogo emiliano, ed è nel secondo capitolo che dalla periferia ci si sposta “nell’antico Ghetto Ebraico in pieno centro a Bologna”.

Ma ora basta con le anticipazioni, un romanzo va letto, un intrigo non va svelato ed è il lettore che deve saper cogliere gli elementi dell’indagine.

Consiglio quindi la lettura a tutti, anche a chi non ha mai pensato di interfacciarsi con il Commissario Marra, similmente a come ho già fatto per il poliziesco di Prandini, perché anche qui troverà spunti di riflessione

E che la scrittrice Mariel Sandrolini, non certo alle prime armi, meriti lo dice il suo lungo curriculum, infatti non solo ha iniziato a scrivere da bambina, ma questa avventura è la quinta del Commissario Marra e nel mese di maggio scorso ha vinto il Premio Internazionale Città di Cattolica “Profumo d’autrice” con il libro La scelta.

Il 24 aprile Mariel Sandrolini sarà a Parma alla Libreria Piccoli Labirinti dove appunto si terrà per il ciclo “Un pomeriggio in giallo” l’evento denominato “Bobby Lago intervista il Commissario Marra”.

Sarà quindi Giovanni Bertani autore di Il Grisbì che impersonate le vesti del suo personaggio Bobby Lago porrà le domande a Mariel Sandrolini che risponderà come farebbe il Commissario Marra.

Per i presenti sarà dunque interessante assistere nuovamente a questo scambio di ruoli dove sarà un “delinquente” a dirigere nuovamente il colloquio con un esponente delle “forze dell’ordine”.

Isabella Grassi

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