A Scopriamo l’artista… Mara Barbuni

Salve a tutti!

Copertina saggio "Elizabeth Gaskell e la casa vittoriana" di Mara Barbuni

È per me un piacere ospitare oggi, nel nostro angolo interviste, una ragazza e una studiosa davvero eccezionale la quale, giusto ieri, ha pubblicato, con la flower-ed, la casa editrice nativa digitale diretta magistralmente da Michela Alessandroni, il proprio saggio intitolato “Elizabeth Gaskell e la casa vittoriana“, saggio che è andato ad arricchire la collana Windy Moors. Diamo ora il nostro più caloroso benvenuto alla bravissima Mara Barbuni!

Buongiorno Mara e benvenuta sul mio blog. Come ho detto presentandoti hai appena pubblicato un saggio per la collana Windy Moors della casa editrice flower-ed: “Elizabeth Gaskell e la casa vittoriana”. Prima di approfondire l’argomento, vuoi presentarti ai nostri lettori raccontando qualcosa di te?

Logo del blog di Mara BarbuniBuongiorno e grazie del tuo invito. Sono una “italiana all’estero” e mi occupo di letteratura – soprattutto inglese – da molto tempo, prima con gli studi universitari e poi con progetti di divulgazione letteraria come conferenze in biblioteche e librerie, il mio blog (ipsalegit.blogspot.com), due siti internet dedicati alla scrittura femminile (elizabethgaskell.jimdo.it e https://sites.google.com/site/aikinbarbauld/) e la Jane Austen Society of Italy (www.jasit.it) di cui sono cofondatrice e nella quale svolgo il lavoro di direttrice di Due pollici d’avorio, la rivista letteraria dell’associazione (la prima rivista in italiano dedicata esclusivamente a Jane Austen). Le mie ricerche in ambito letterario si concentrano sulla scrittura femminile del primo Ottocento e di età vittoriana: su questi temi ho pubblicato articoli e recensioni e di recente ho avuto l’opportunità di tradurre, per la prima volta in italiano, i romanzi di Elizabeth Gaskell Gli innamorati di Sylvia (1863) e Mogli e figlie (1866). 

Windy Moors è una collana dedicata alla letteratura inglese del passato e in un contesto editoriale fortemente commerciale certe iniziative si fanno notare. Secondo te l’interesse da parte dei lettori è dovuto al desiderio di leggere buona letteratura, di conoscere meglio il passato, altro?

È una domanda che mi pongo spesso, perché la letteratura inglese vittoriana riscuote davvero un successo enorme. Credo che il romanzo dell’Ottocento abbia ancora la capacità di affascinare e tenere avvinti i lettori grazie a storie che “si prendono il loro tempo”, che sono contraddistinte da un procedere ricco di significati ma piuttosto lento, che, liberandoci dai ritmi forsennati della nostra quotidianità, ci offrono la possibilità di riflettere a lungo, di entrare pienamente nel racconto e talvolta di immedesimarci. Le atmosfere del romanzo inglese, in particolare, evocano una sorta di nostalgia impossibile per un tempo che non c’è più, nel quale da un punto di vista pratico non sarebbe affatto desiderabile vivere, e che però non smette di toccare la nostra sensibilità (il rito del tè, l’eleganza degli abiti, gli splendidi giardini, il culto degli oggetti e la loro associazione al ricordo…).

Sei insegnante, traduttrice e ora anche saggista. Come nasce la tua passione per la letteratura vittoriana? Quali sono gli autori che prediligi di quell’epoca?

La mia amicizia con la letteratura vittoriana è iniziata quand’ero bambina, con Jane Eyre e subito dopo con Cime tempestose. In seguito, ho dedicato la mia tesi di laurea a Elizabeth Gaskell e anche se le mie ricerche per il dottorato mi hanno riportata ancora più indietro, alla poesia di epoca Regency, l’Ottocento inglese è sempre rimasto il mio periodo letterario preferito, anche e soprattutto per le sue affascinanti commistioni con l’arte e con la scienza. Gli autori che prediligo sono Elizabeth Gaskell, Dickens, Emily Brontë; per quanto riguarda il tardo-vittorianesimo (almeno in senso cronologico) lo scrittore che amo di più è certamente Henry James.

Quali consigli vuoi dare a chi volesse avvicinarsi a una professione affascinante come la tua?

Per scrivere di letteratura, ma anche per tradurre, il consiglio che posso dare è di leggere molto, studiare senza sosta, approfondire, scambiare continuamente opinioni con i lettori e con altri studiosi (in questo caso internet sa essere un luogo di possibilità inesauribili!) e non aver paura di mettere in dubbio i propri punti di vista; rifarsi sempre con accuratezza alle fonti testuali ma superare la timidezza nel momento di intraprendere un percorso interpretativo; ascoltare sempre i consigli di chi ha maggiore esperienza e non scoraggiarsi mai!

Veniamo ora alla tua opera: “Elizabeth Gaskell e la casa vittoriana”. Come è nata l’idea e come si è sviluppato il progetto del libro?

Copertina saggio "Elizabeth Gaskell e la casa vittoriana" di Mara BarbuniElizabeth Gaskell sta vivendo un’importante riscoperta nel nostro Paese. Stanno uscendo le traduzioni di romanzi e racconti ancora inediti in italiano, ma mancano forse contributi critici e interpretativi recenti che possano avvicinare il common reader a conoscere la sua opera in senso lato. Ho deciso di provare ad aggiungere un tassello alla bibliografia nella nostra lingua con questo saggio, che si propone di offrire una chiave, o un percorso di lettura dei romanzi e dei racconti gaskelliani da un punto di vista particolare, che si concentra sui dettagli ma è pervasivo, e che è quello dello spazio domestico. Ho proposto l’idea alla casa editrice flower-ed perché ero affascinata dal progetto della collana “Windy Moors” e insieme abbiamo concretizzato la mia idea di partenza in questa pubblicazione. In Elizabeth Gaskell e la casa vittoriana il lettore può scoprire che nelle stanze della casa, o nel giardino appena fuori dalle sue finestre, lungo i corridoi di una dimora nobiliare o davanti al focolare acceso di un salotto borghese, dentro le cucine o al freddo delle stalle di una fattoria c’è un mondo di persone e di sentimenti che Gaskell racconta con un amore senza limiti, e con il trasporto e l’avvincente talento narrativo di una moderna Sheherazade (come la chiamò Dickens).

Attraverso le pagine del tuo saggio, conduci noi lettori attraverso gli ambienti della casa vittoriana, a partire dal giardino e per terminare davanti al focolare. È un viaggio nell’architettura, tra gli oggetti ma anche nell’animo umano, dei personaggi dei romanzi come anche dell’Uomo dell’epoca. Raccontaci qualcosa di più.

Il saggio si muove proprio tra i diversi spazi di una tipica casa vittoriana in diverse fasi del giorno. Facendo riferimento ai romanzi e ad alcuni racconti di Elizabeth Gaskell e proponendo numerose citazioni (alcune sono tradotte per la prima volta in italiano), lo scritto intende ritrovare nell’architettura domestica, nei mobili, nei fiori dei giardini e negli oggetti anche più piccoli i significati che compongono la complessa struttura dell’esistenza dei personaggi, e, in ultima istanza, anche della vita di ognuno di noi. La disposizione di una scalinata, l’arredamento di una camera, gli oggetti che riempivano quasi all’eccesso lo spazio vittoriano (perché considerati una “emanazione del Sé”), i profumi, le pietanze servite a tavola, gli orologi, i libri, il focolare… sono tutti simboli altamente rappresentativi di un’intera civiltà e di una dimensione sociale e psicologica ben precisa. Il percorso inizia dal giardino – con tutta la simbologia che un giardino implica, soprattutto per quanto riguarda la natura femminile; continua con una osservazione della casa nella sua struttura architettonica e poi si addentra nelle stanze, alla scoperta dei loro tanti segreti e delle innumerevoli forme della domesticità che si ritrovano nella narrativa di Elizabeth Gaskell.

Questo saggio risulta particolarmente prezioso in quanto in italiano non esistono molti studi sull’autrice. Hai in cantiere altri libri per sviluppare ulteriormente l’argomento?

La narrativa di Elizabeth Gaskell è così corposa e densa di significati che gli spunti di riflessione sono innumerevoli. Ci sarà certamente “spazio” per scriverne ancora.

Ringrazio Mara Barbuni per l’intervista e la casa editrice flower-ed per aver pubblicato il suo saggio prezioso.

Copertina saggio "Elizabeth Gaskell e la casa vittoriana" di Mara Barbuni

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