Intervista con l’autore. Con noi Alessandro Prandini

Isabella Grassi intervista per noi Alessandro Prandini

Salve a tutti voi di nuovo!

Come promesso eccomi di ritorno per proporvi l’intervista ad Alessandro Prandini che Isabella Grassi ha realizzato con noi. Cedo quindi immediatamente la parola  a Isabella Grassi e al suo graditissimo ospite al quale vi invito a dare il vostro più caloroso benvenuto!

Ritratto di Alessandro PrandiniOggi ho intervistato per voi Alessandro Prandini, uno scrittore di romanzi gialli, che verrà presentato nella rassegna di incontri intitolata “Un pomeriggio in giallo”. Siamo infatti ormai giunti al terzo scrittore intervistato in questo ciclo, dopo il successo della presentazione precedente che ha visto il giornalista Massimo Beccarelli dialogare con Giovanni Bertani e Michela Gecele entrambi autori della collana Passi Nel Buio della casa editrice Edizioni Forme Libere.

Sempre con il format già adottato diamo così seguito all’intervista.

Si descriva in tre parole.

Prendo la domanda alla lettera: curioso, incoerente, pigro. E non sono certo che dovendo rispondere alla stessa domanda tra qualche minuto l’elenco degli aggettivi che mi verrebbe in mente sarebbe lo stesso…

Cosa l’ha spinta a scrivere?

Ascoltare “storie” mi affascina perché mi spinge a incontrare mondi diversi dal mio, da cui possono scaturire riflessioni, considerazioni, domande interessanti. Il ritmo che più si adatta a me in questa voglia di  “ascoltare” l’ho trovato leggendo libri, anche se amo pure altre forme di comunicazione.

È stata la curiosità (sempre la solita…) a spingermi al di là della barricata per provare l’emozione di cimentarmi con le mie “storie”.

Descriva i momenti che dedica alla scrittura e come si inseriscono nella quotidianità.

È impossibile dare un’immagine univoca dei momenti che dedico alla scrittura. Diciamo che la stesura di un romanzo avviene per lo più di sera nella tranquillità di casa. Per il resto ho sempre a portata di mano un’agenda in cui annoto spunti e idee a ogni ora del giorno.

Durante la scrittura del suo romanzo come ha creato i suoi Personaggi e l’Ambientazione? Si è rifatto a esperienze personali direttamente?

“Il segreto di Ascanio” è il terzo romanzo di una serie che ha sempre gli stessi protagonisti (il commissario Scozia e la sua vice Sara Fiorentino). I personaggi principali quindi ritornano da un libro all’altro anche se come tutti noi si evolvono, vivono e quindi cambiano. Non ho uno specifico modello a cui mi sono ispirato: forse sono semplicemente la sintesi di quello che io stesso sono e di quello che avrei desiderato essere (e di tutti i libri che ho letto!).

Le mie storie sono ambientate a Bologna, città cugina di quella che mi ha dato i natali. Spesso mi viene chiesto perché ho deciso di ambientare i romanzi proprio nella città felsinea: la verità è che volevo trovare una città che fosse abbastanza distante da me per darmi la possibilità di costruire la “mia” visione di quella città senza pregiudizi. Avevo nel contempo bisogno di un luogo che mi fosse abbastanza vicino in modo da averne un’intima “intuizione” (le città dislocate lungo la via Emilia hanno tra loro molti punti in comune). Dati questi presupposti la scelta di Bologna è stata quasi inevitabile…

Come descriverebbe la sua tecnica di scrittura?

È una domanda difficile. Posso solo dire che mi piace sperimentare e quindi cambiare il modo, il tempo, i punti di vista con cui confeziono le mie storie. Forse mi diverte essere incoerente con me stesso (o anche solo con il libro precedente).

Perché si dovrebbe scegliere di leggere il suo romanzo?

Leggere vale sempre la pena perché il confronto con le idee altrui arricchisce. Qualcuno ha detto (mi sembra Murakami ) «Se leggi solo i libri che tutti stanno leggendo, puoi pensare solo ciò che tutti stanno pensando». È un’esortazione a leggere anche libri di autori che stanno al di fuori delle classifiche ufficiali (beninteso che semmai dovessi un giorno entrare nelle suddette classifiche sosterrei l’esatto contrario…). E allora perché non leggere proprio il mio?

Perché un romanzo di genere?

Pur se sono onnivoro in fatto di letture ho amato la letteratura giallo/noir fin da quando ero ragazzo (e mi spiace che a volte venga, io dico erroneamente, accostata a un concetto di letteratura di secondo piano). Credo che i bravi autori che si cimentano in questo ambito riescano a coniugare egregiamente un aspetto di “leggerezza” tipico della lettura di intrattenimento, con l’analisi profonda dell’animo umano (cosa, quest’ultima, che rappresenta in fondo una delle spinte essenziali allo scrivere). Anche nel mio caso la trama “gialla” è il supporto sul quale baso il desiderio di raccontare la vita dei miei personaggi.

Faccia una breve descrizione della sua opera, che non sia meramente riassuntiva.

Ne “Il segreto di Ascanio” c’è una specie di traccia attorno alla quale si muovono le vite dei personaggi del libro: è un’agenda che Lorenzo, un giovane restauratore al momento disoccupato, eredita dallo zio Ascanio. Approfittando di un viaggio a Bologna il giovane cerca di ripercorrere le tracce dello zio, finendo per rimanere coinvolto (vittima o protagonista?) di una vicenda intricata che sfocia in un omicidio.

Dovranno essere Scozia e la Fiorentino a dipanare la matassa.

Cosa pensa che la lettura del romanzo lasci al lettore?

Spero semplicemente che un ipotetico lettore ricavi dal libro lo stesso grado di soddisfazione che il fatto di scriverlo ha procurato a me, qualsiasi cosa lui stia cercando tra le righe…

Salutato l’autore, vi presento ora il romanzo.

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Il Segreto di Ascanio

0111 Editore

Ottobre 2015

* * *

Ci sono fili, a volte invisibili, che uniscono i destini delle persone. È il caso di Lorenzo, giovane restauratore disoccupato e Andrea, giornalista precario. I due si conoscono quando Lorenzo arriva a Bologna per un colloquio di lavoro. Assieme iniziano a fare qualche ricerca su un presunto segreto custodito tra le pagine di un’agenda che Lorenzo ha ricevuto in eredità dallo zio Ascanio.

E poi c’è Lucrezia, bella e misteriosa gallerista bolognese che in gioventù è stata amica di Ascanio.

Quando la donna viene trovata morta nella suite che occupa assieme al marito durante un’importante conferenza di architettura, i sospetti ricadono su Lorenzo sorpreso da una testimone sul luogo del delitto.

Il commissario Scozia e la sua vice Sara Fiorentino si trovano a dover dipanare una bizzarra matassa scavando nella vita tumultuosa di Lucrezia, della figlia ribelle Camila e del marito Bramante architetto di successo. Sullo sfondo aleggia costante la presenza dell’agenda di Ascanio e di un episodio misterioso avvenuto nel passato che, forse, sta presentando ora il suo conto.

La quarta di copertina, dedicata ad incuriosire il lettore che si approccia al romanzo, parte con due domane e precisamente: “Quale segreto si nasconde tra le pagine di un’agenda che Ascanio ha lasciato in eredità al nipote Lorenzo? E cosa nasconde la vita di Lucrezia, una bella gallerista di Bologna che viene trovata morta nella sua suite all’hotel Exodus durante i lavori di un’importante conferenza di architettura?”

Precisa poi che: “Sono le domande a cui dovranno rispondere il Commissario Scozia e la sua vice Sara Fiorentino per dipanare un’intricata e bizzarra matassa. Una vicenda che si svolge tra i portici di una Bologna autunnale <<più ingannatrice di Dorotea, più sfuggente di Zara, più misteriosa di Tamara>>”.

Interessante anche l’incipit del romanzo, che lungi dal creare una atmosfera tipica dei romanzi gialli parrebbe più far presagire ad un’opera introspettiva dove il lettore viene chiamato non ad assistere a  quella che sarà un’indagine di polizia ma a porsi subito domande sul senso della vita.

Credo che le parole siano importanti, mai sottovalutarne la forza. E non lo sono per loro stesse, m per ciò che riescono a determinare nella vita delle persone.

Sono come pietre preziose: serve la maestria di un artista per combinarle all’infinito, in modo che la creazione ultima, il gioiello, abbia in sé, moltiplicata all’infinito, la bellezza di ciascun elemento.

Ma ancora non basta.

E’ necessario che qualcun altro apprezzi il monile, riconoscendo nel suo splendore il sangue e la carne delle sue stesse emozioni.

Così sono le parole.

Non c’è eternità in loro se non gettano un ponte tra i cuori degli uomini.”

E l’autore proseguirà per tutta l’opera con singoli incipit per tutti i capitoli, sempre di questo tipo, sempre a carattere filosofico, quasi come se volesse chiedere al lettore che pure sta affrontando un genere ritenuto dai più minore, una lettura normalmente da affrontare in spiaggia o nelle grigie domeniche autunnali, od in un parco circondati da bambini vocianti, una attenta riflessione su quello che appunto potremmo definire il senso della vita.

Consiglio quindi la lettura a tutti, anche a chi non ha mai pensato di interfacciarsi con il Commissario Scozia, anche a chi mai e poi mai avrebbe pensato di poter mai affrontare un poliziesco, troverà spunti di riflessione.

E che il romanzo meriti lo ha ritenuto anche il Centro Culturale Il Porticciolo e la Giuria del Concorso di Letteratura a carattere internazionale “Città di Pontremoli” che hanno recentemente emanato il comunicato che ha attribuito ad Il Segreto di Ascanio ed al suo autore Alessandro Prandini Il Premio Speciale ROMANZO GIALLO NARRATIVA EDITA , per l’assegnazione del premio è prevista la cerimonia il 3 aprile 2016 alle ore 15:30 nella splendida cornice settecentesca del Teatro della Rosa.

Ma il 2 aprile Alessandro Prandini sarà a Parma alla Libreria Piccoli Labirinti dove appunto si terrà per il ciclo “Un pomeriggio in giallo” l’evento denominato “Il Commissario Scozia a colloquio con Bobby Lago”.

Sarà quindi Giovanni Bertani autore di Il Grisbì che impersonate le vesti del suo personaggio Bobby Lago porrà le domande ad Alessandro Prandini che risponderà come Commissario Scozia.

Per i presenti sarà dunque interessante assistere a questo scambio di ruoli dove sarà un “delinquente” ad interrogare un esponente delle “forze dell’ordine”.

Isabella Grassi

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