Craving di Jo Rebel

Presentazione e alcuni stralci dal romanzo “Craving” di Jo Rebel

Salve a tutti!

Craving di Jo Rebel

Dopo qualche giorno di assenza torno tra voi in veste di presentatore librario. Protagonista di questa mia presentazione del venerdì è il romanzo intitolato “Craving” di Jo Rebel, edito da Golem Edizioni e in libreria dallo scorso 12 novembre. Il romanzo è il primo di una trilogia che, per dirla con le parole dell’autrice, “verrà portata a termine a costo di firmarla col “sangue”…”. Si tratta di un romanzo appartenente al genere urban fantasy. Per potervi offrire le informazioni più complete possibili attingerò a piene mani dall’email e relativi allegati che l’autrice ha gentilmente voluto inviarmi.

Iniziamo questa presentazione con la trama del romanzo “Craving” di Jo Rebel, edito da Golem Edizioni:

Craving di Jo Rebel

«Greg, tu davvero avresti potuto continuare a vivere?»

«Sì. Io sì… Io ho scelto di diventare un vampiro.»

Gregorio e Victoria sono nati fratelli, e il loro legame è divenuto più intenso quando sono rinati come immortali entrando a far parte della stirpe dei Vlasic. Dopo decenni spesi a viaggiare nel mondo, ritornano a Torino, certi di riprendere con la solita routine che mettono in scena per adattarsi al mondo umano. Vic si iscrive all’università e passa molto tempo con se stessa. Greg trascorre le notti fuori, altalenando tra noia e lussuria. La rabbia però inizia a minare la sua volubile esistenza, mentre una creatura misteriosa lo attacca, facendolo sentire, per la prima volta, debole. Costretti a ripercorrere i ricordi dolorosi del passato, si renderanno conto di come le loro vite siano destinate a modificarsi, trovandosi davanti a scelte di primaria importanza. Entreranno in contatto con degli umani, ma se per Greg il rischio sarà quello di ricadere in un errore già commesso, per Vic questo incontro potrebbe rivelarsi fatale. Avranno bisogno di Domiziano, il loro Creatore, dotato di una saggezza antica, e di Federico, migliore amico di Greg e passata storia d’amore, mai del tutto dimenticata, di Vic. Entrambi saranno fondamentali per venire a capo di ciò che sta minacciando l’eternità dei due fratelli. Gregorio e Victoria arriveranno a dover combattere per continuare a esistere e senza volerlo infrangeranno due delle sacre regole degli immortali: mai rivelare al mondo la tua vera natura senza un valido motivo e senza aver prima valutato le conseguenze, mai farsi coinvolgere da un umano.

Anche se il tuo cuore cessa di battere non è detto che tu non possa ancora avvertire il potere di un legame, o la rabbia più incalzante.

Per continuare eccovi ora la quarta di copertina del romanzo:

Craving di Jo Rebel

«Nel mio mondo non c’è posto per gli umani e i pochi che lo sfiorano hanno tre possibilità: muoiono, vengono trasformati, ma questa è un’opportunità davvero rara, oppure si limitano a essere dei giocattoli per poche ore» affermai sarcastica. «Tu non servi nemmeno per questo.» Gli lanciai un conclusivo sguardo derisorio. Fu l’ultima cosa che vide di me.
“Victoria”
«Ho goduto a uccidere quei bastardi. Non sai la sensazione di potere che ti coglie nel momento in cui bevi l’ultima goccia di sangue da un essere umano, quando esala l’ultimo respiro e la vita lo abbandona entrando temporaneamente nel tuo corpo. È indescrivibile, e una volta provato hai non poche difficoltà a rinunciarvi.»
I suoi occhi cambiarono forma diventando aggressivi. Le occhiaie divennero più profonde. Il rosso cominciò a inondargli le iridi.
“Gregorio”

E visto che una presentazione non è tale senza qualche nota biografica relativa all’autore, o all’autrice come nel nostro caso, ecco ora a voi una breve biografia di Jo Rebel:

Jo Rebel è una giornalista italiana specializzata in automotive di cui ha seguito sia il settore industriale sia quello sportivo, arrivando a lavorare in Formula 1. Si è poi occupata di grandi eventi, tra cui i Giochi Olimpici. Da sempre appassionata lettrice, l’opera della svolta per lei è stata Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen. Si augura che una briciola di Mr. Darcy (carismatico e arrogante, ma al tempo stesso coerente, onesto, incredibilmente sexy e capace di un amore destinato a pochi) possa entrare in ognuno dei suoi personaggi maschili. Adora viaggiare, sia in aereo sia con la fantasia. Vive a Torino con Mya, una dolce gatta tigrata, e non potrebbe mai rinunciare al computer, alle bibite gassate, e alla sua collezione di album dei Bon Jovi.Craving è il suo primo romanzo urban fantasy.

Chi volesse può seguire l’autrice attraverso i suoi profili su Instagram, Twitter e la sua Fan Page di Facebook.

Per gentile concessione dell’autrice continuiamo questa presentazione con alcuni stralci del romanzo:

Craving di Jo Rebel

Italia, febbraio 1862

Violata. Quella parola continuava a ripetersi senza tregua. Non riuscivo a pensare ad altro. Ero stata violata in ogni modo possibile. Nel corpo, nella mente, nell’anima. Il dolore era stato intenso, a tratti estremo, ora quasi non lo sentivo più. Stava scivolando via, insieme a una vita che avevo amato e che adesso mi attraversava veloce gli occhi. Ogni anno, ogni momento, ogni ricordo.

In fretta, troppo in fretta.

Sentivo freddo, il terreno portava con sé il gelo della notte, e un gusto amaro mi riempiva la bocca, un misto di sangue, sudore, lacrime e fango. Ogni respiro mi costava una fatica indicibile.

Avvertii qualcosa toccarmi una mano.

All’inizio tremai, poi il mio istinto lo riconobbe e capii.

Mio fratello.

Era accanto a me, come sempre. Anche lui era stato ferito gravemente, ma quanto?

Provai a parlare, ma non riuscii a emettere alcun suono.

Il solo pensare mi costava troppa fatica.

Chiusi gli occhi.

Stanca, oh sì, ero stanca, tanto stanca…

E poi all’improvviso arrivò.

Tutto si fece buio, sempre più buio…

E con un ultimo respiro, sfinita, abbracciai la tenebra.

Oggi

 

Victoria

L’alba era sorta da poco. Uscii di casa.

L’aria mattutina era fresca e penetrante. Potevo percepire la bassa temperatura attorno al corpo, anche se per me caldo o freddo non fa quasi più alcuna differenza.

Alzai gli occhi a guardare l’orizzonte, un gesto automatico che ripeto ormai tutti i giorni alle prime luci del mattino. Lunghe onde di nubi leggere coprivano il sole, impedendo ai raggi di arrivare a toccare la terra. Annusai l’aria. Era tersa e nulla faceva presagire cambiamenti atmosferici.

Sulle mie labbra si dipinse un sorriso soddisfatto.

Le nuvole avrebbero accompagnato l’intera giornata e questo, dal mio punto di vista, è sempre un bene. Avrei potuto fare a meno degli occhiali scuri. Per precauzione li avevo comunque messi in borsa, durante il giorno non esco mai senza.

Feci qualche passo verso il centro del giardino, dove l’erba era stata tagliata da poco. Mi inginocchiai e lasciai scivolare le dita su quella liscia moquette verde brillante. Era morbida e ancora piacevolmente fredda, grazie al tocco lasciato dalla notte appena conclusa. Serrai gli occhi e inspirai a fondo, assaporando ciò che restava del profumo del buio.

La tenebra, che da decenni accompagna i momenti migliori della mia esistenza, sarebbe tornata presto. Si trattava di fare passare al meglio le ore di luce, magari anche evitando di cadere nel baratro della noia.

Aprii gli occhi e con uno scatto elegante mi rialzai in piedi.

Mi accorsi di aver sospirato solo quando non mi rimase più aria nei polmoni.

E dai, che sarà mai dissi a me stessa, tornando a osservare il panorama.

In fondo non era altro che un ulteriore primo giorno.

Quanti ce n’erano stati fino a quel momento? Avevo perso il conto.

Nel mio caso un primo giorno di solito significa un posto sconosciuto. In realtà questa volta non si trattava di una città mai vista, ma di luoghi che avrei dovuto nuovamente imparare a conoscere.

Mi voltai verso la villetta che da poche ore era diventata la mia

residenza fissa, e in cui mi apprestavo a vivere almeno per i prossimi cinque o sei anni. Forse addirittura dieci, con un po’ di fortuna.

Non l’avevo scelta io, però mi piaceva. Portava con sé del carattere.

Allungai lo sguardo, andando oltre la casa, verso i fitti boschi della collina, dove il verde intenso delle foglie si appoggiava mellifluo al marrone della terra e al velo scuro delle ombre formate dagli alberi.

Sono passati circa sessant’anni dall’ultima volta che sono stata a Torino, un’infinità di cose è cambiata nel frattempo. La città è diversa, io sono diversa, anche se fisicamente non sono cambiata per nulla, pettinatura a parte.

Oggi il mio nome è Victoria Maroncelli, e avrò ventun anni per tutta l’eternità. Com’è possibile?

Semplice, sono un vampiro.

Gregorio

Mi bastò fissarla per un istante. La fanciulla si perse nell’oscurità del mio sguardo, ipnotizzata dal potere e disinibita da un desiderio primitivo, che fino a quel momento non sapeva di poter provare. Ero stato io a insinuarlo dentro di lei, e per qualche ora me ne sarebbe stata riconoscente.

Le sfiorai una guancia con la punta delle dita, poi chiusi gli occhi.

La prima notte a Torino si stava rivelando interessante in modo inaspettato.

Nel silenzio risuonò ritmico l’aumentare del suo battito cardiaco, misto al brusio del flusso di sangue che cominciava ad agitarsi con prepotenza sotto quel delicato strato di pelle abbronzata. L’estate era passata da poco e le aveva regalato un deciso colore ambrato.

Riaprii piano le palpebre e mi chinai su di lei, avvicinandomi con cautela al collo. Ero ormai a pochi centimetri. Inspirai a fondo e il suo odore mi riempì le narici. Sapeva di sole e di innocenza.

Mentre facevo scivolare con delicatezza le mani sui suoi capelli, la ascoltai mormorare qualcosa di alquanto perverso che nulla aveva a che fare con la dolcezza che segnava quel viso beato. Ancora una volta ero riuscito a scatenare la parte selvaggia che alberga in ogni essere, umano, animale o… soprannaturale.

Accennai un ghigno compiaciuto, poi coprii la breve distanza che ancora ci separava e le sfiorai la pelle sopra la giugulare, nel punto esatto in cui avevo deciso di assaggiarla. Mi concessi qualche secondo in quella posizione, gustando appieno il suo aroma. L’attesa prolungata scatenò una potente ondata di veleno nei miei occhi. Avevo la gola in fiamme e tutto il resto del corpo pervaso da una sincera eccitazione.

Ero pronto.

Quella femmina stava per saziarmi in ogni modo, e dissi a me stesso che era l’unico motivo per cui provavo piacere a essere con lei in quel preciso istante.

Così era sempre stato dal momento in cui ero stato cambiato, e così doveva essere.

Le gengive pulsavano lì dove i denti si stavano preparando a fare il

loro dovere. Mi trovavo molto vicino, pronto a baciarla in modo gentile, pronto a penetrare la sua soffice pelle, quando…

“…Gregorio…”

Ebbi un sussulto. Il suono del mio nome pronunciato in modo sensuale da un’altra donna decine di anni prima – una che non era affatto stata solo lo sfogo di una notte – entrò nella mia mente senza che l’avessi cercato, e un ricordo non richiesto mi fece perdere per un attimo la concentrazione.

Evitai ulteriori indugi. Con un ringhio quasi strozzato in fondo alla gola, serrai le palpebre, aprii la bocca, quindi affondai i canini nella vena pulsante. La ragazza fu presa alla sprovvista ed emise un gemito secco. Cercò di dimenarsi, ma mi bastò entrare per qualche secondo nella sua debole mente, manipolarle le sensazioni, e si lasciò andare tra le mie braccia. Lo facevano tutte, perché questa volta sarebbe dovuto andare in modo diverso?

Il calore del liquido che mi scendeva in gola placò in parte il desiderio, ma non il fastidio per l’intrusione che era venuta a tormentare quel momento in modo tanto inopportuno.

Nonostante l’irritazione che mi passeggiava sulla pelle, non fui avido e nemmeno brutale. Ebbi così il tempo di capire che la ragazza aveva un buon sapore. Non succedeva spesso, quella sera ero stato fortunato.

Saziai il mio bisogno e poi immaginai di sfogare il resto della mia eccitazione facendo sesso con quel corpo sconosciuto. Ma prima che potessi mettere in atto i miei propositi, lei voltò lo sguardo su di me e la dolcezza marina dei suoi occhi catturò i miei.

Con uno scatto mi allontanai di qualche centimetro. Poi feci qualcosa che non rientrava nei miei soliti comportamenti: mi fermai a osservarla.

Bere da una vena era stato appagante, come decine di altre volte prima di quella, con decine di altre donne.

Era trascorso un considerevole numero di anni da quando avevo imposto a me stesso di rinunciare a provare ancora sentimenti per una femmina, e non avevo nemmeno dovuto sforzarmi troppo per mantenere salda quella rinuncia.

I sentimenti comunque non mi piacciono.

La guardai un’ultima volta.

Maledizione!

Quel viso racchiudeva in sé qualcosa di particolare, qualcosa che non avevo mai trovato nelle mortali che avevano – quasi sempre in modo inconsapevole – fatto parte della mia esistenza. Nemmeno in lei.

Lei, l’unica donna del mio passato che mi aveva fatto credere di poter avere qualcuno accanto con cui condividere il futuro. Dopo di lei nessuna era stata più in grado di scatenare un sorriso sincero sul mio volto.

Non erano altro che esseri a cui io, la maggior parte delle volte, avevo dato piacere, prendendo comunque sempre ciò di cui ho bisogno per continuare a esistere. Sono molto bravo in questo genere di scambi.

Scacciai di nuovo con forza quei pensieri e trassi un lungo respiro.

Un gemito gonfio di fastidio mi salì in gola, chiaro indizio che era ora di tornare a casa.

Mentre l’alba si apprestava a fare il suo ingresso trionfale, abbandonai quella giovane sconosciuta nel suo letto, non dimenticando di cancellarle dalla mente e dal corpo il ricordo di quella notte, insieme a ogni traccia del mio passaggio.

Ed ora concludiamo con i dati tecnici del romanzo:

Craving di Jo Rebel

Titolo CRAVING

Autore JO REBEL

Casa editrice GOLEM EDIZIONI – collana DOGMA (novembre 2015)

Genere URBAN FANTASY 

Pagine 360

Prezzo cartaceo Euro 18,00

ISBN 978-88-98771-34-9

Craving è distribuito a livello nazionale da Messaggerie Libri

FB AUTORE https://www.facebook.com/JoRebelAuthor

In conclusione, stavolta davvero, ecco una nota curiosa relativa al titolo del romanzo:

Significato del titolo (riportato nel glossario inserito a fine romanzo, insieme ad altri termini particolari che ricorrono nella storia): “CRAVING” (forte brama, desiderio ardente) – termine usato per descrivere lo stato di estrema dipendenza dei vampiri nei confronti del sangue umano.

Certo di avervi fatti ingolosire a dovere vi invito ad andare ad acquistare la vostra copia del romanzo “Craving” di Jo Rebel, edito da Golem Edizioni e vi saluto, ringraziando tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione che una volta di più avete deciso di regalarmi e dandovi l’arrivederci alla prossima occasione!

Buona serata e, come sempre, Buona lettura, magari proprio in compagnia del romanzo “Craving” di Jo Rebel, edito da Golem Edizioni!

Con simpatia! 🙂

Craving di Jo Rebel

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