Il coraggio di Fax

Stella Ada Rossetti ci presenta una storia di animali e sentimenti

Salve a tutti!

Il coraggio di Fax di Stella Ada RossettiIn questa “Notte delle Streghe” io, andando controcorrente, anziché una succosa storia dell’orrore vi voglio presentare una storia, un romanzo breve, che parla di Sentimenti e dove protagonista principale è un animale, per la precisione un cagnolino di nome Fax. Il romanzo breve del quale vi vado a parlare, “a due voci” con Stella Ada Rossetti, l’autrice di questo splendido e toccante racconto, che fornirà parte del materiale, come, ad esempio, la trama del romanzo e altre notizie che è doveroso riportare in questa mia recensione un po’ speciale come, del resto, è speciale “Il coraggio di Fax“, questo il titolo del racconto lungo o, come l’ho definito poc’anzi e come lo definisce la stessa autrice, romanzo breve.

Ed ora, basta perderci in chiacchiere e cominciamo ad addentrarci nel vivo de “Il coraggio di Fax” con una premessa doverosa firmata da Stella Ada Rossetti:

“Il racconto per un determinato periodo è stato disponibile sul mio blog in versione gratuita e grazie al supporto di una pagina facebook  che si chiama “i nuovi angeli” con mia madre decisi di rilegare a mano  il racconto. I proventi raccolti sono stati donati al canile municipale di Santa Maria Capua Vetere.

Adesso il racconto è in versione E-book su Amazon, i proventi andranno al rifugio “Fido, amico mio” di Marcianise (CE). Il progetto ha il supporto della pagina ufficiale “Liberi di volare sempre Aima Cive Casagiove”.”

E ora per continuare ed entrare sempre più dentro a “Il coraggio di Fax” di Stella Ada Rossetti ecco a voi, sempre offerta gentilmente dall’autrice, la trama in sintesi del romanzo:

Il coraggio di Fax di Stella Ada Rossetti

“Fax è un cagnolino di cinque anni che vive con John e la sua famiglia. Un bel giorno però il suo padrone lo lascia in balìa del mondo in un’area di servizio e da quel momento, Fax capisce di non avere più nessuno da proteggere. Racconta in prima persona tutto ciò che vede e patisce mente è alla ricerca disperata di un umano che gli dia amore.”

Il coraggio di Fax di Stella Ada RossettiIl romanzo breve di Stella Ada Rossetti regala al lettore una storia che potremmo definire rovesciata. Ho usato questo termine per definire il tipo di storia de “Il coraggio di Fax” in quanto il lettore si trova immerso in una storia nella quale ad offrire al coraggioso cagnolino del racconto il Vero Amore non è una persona che “ha tutto”, come si suol dire, una persona che ha una casa, una famiglia che lo ama e che lui ama, un lavoro che gli rende la vita se non agiatissima comunque priva dell’assillo di “arrivare a fine mese”, come si usa dire oggi. No, a donare il Vero Amore al piccolo e coraggioso Fax è un senza tetto costretto, per poter sopravvivere e mettere un po’ di cibo sotto ai denti ogni giorno, a elemosinare un po’ di soldi dai passanti. Quest’uomo, che vive per strada con giornali per coprirsi e un cartone come casa, riuscirà dove gli altri hanno miseramente fallito. Ecco perché ho definito “Il coraggio di Fax” una storia alla rovescia, un racconto che commuove facendo riflettere, una lettura che deve far parte delle vostre librerie! Non è un caso che io abbia parlato di librerie senza far seguire l’aggettivo “virtuali”. Se infatti, come l’autrice vi ha detto sopra, ora, “Il coraggio di Fax” è disponibile nella sola versione in e-book, prossimamente, se tutto andrà come l’autrice spera, già entro Natale di quest’anno “Il coraggio di Fax” di Stella Ada Rossetti vedrà la luce anche nell’edizione cartacea.

Ed ora, per concludere come si deve, ecco a voi alcune note biografiche relative a Stella Ada Rossetti:

“Stella Ada Rossetti nasce a Santa Maria Capua Vetere (ce) il 14 08 1990. Diplomata in grafica pubblicitaria e in web design, affascinata dal mondo fantastico che racchiudono i libri si mette alla prova e inizia la stesura del suo primo romanzo, intitolato “Il quaderno dei ricordi”. L’amore profondo che prova verso gli animali la porta a scrivere un racconto intitolato “Il coraggio di Fax”.”

Per concludere un’ultima annotazione relativa a “Il coraggio di Fax” di Stella Ada Rossetti. La prefazione e la copertina del romanzo sono opera di Antonietta Agostini.

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SCOPRIAMO L’ARTISTA… INTERVISTA A DENNY PELLEGRINO

Salve a tutti!

Milano mon amour. Diario di una filosofa inquieta

Oggi è per me un piacere particolare presentarvi un’autrice che ho avuto modo di conoscere da poco tempo grazie al suo romanzo “Milano mon amour” edito dalla casa editrice Les Flaneurs Edizioni fondata e diretta da Bianca Rita Cataldi. Vi invito a dare tutti quanti il vostro più caloroso benvenuto a Denny Pellegrino!

Cominciamo con una presentazione personale in modo che i nostri amici possano conoscerti meglio. Chi è Denny Pellegrino?

Ritratto di Denny PellegrinoSono una donna di 37 anni ormai, giornalista e interior designer. Non riesco a definirmi ancora scrittrice, un po’ perché sono al mio primo romanzo e un po’ perché mi fa strano definirmi tale. Ho sempre immaginato gli scrittori chiusi nei loro studi, sommersi da libri e fumo di sigarette; io invece sono comodamente seduta su un divano con un caffè e la compagnia dei miei inseparabili tre gatti. Ho iniziato a scrivere per caso ….anche se poi le cose che succedono per caso sono sempre le più belle. Ho una laurea in Filosofia Estetica e di qui la mia passione per l’immenso mondo dell’Arte, del design e della moda. Vivo in Puglia ormai da 9 anni ma non mi sono ancora abituata a niente di pugliese, tranne al cibo! Sono un’eterna romantica, idealista e sognatrice, tutte caratteristiche che oggi giorno ti rendono vulnerabili di fronte a un mondo cinico e spietato. Ma io continuo a sognare: sogno un giorno di poter diventare ricca e famosa anche qui nel profondo Sud in cui tutto sembra esanime, sogno di poter continuare a viaggiare e vedere il mondo, di  poter salvare tutti gli animali sulla faccia della Terra e insegnare a mio figlio il rispetto e l’amore per tutto e tutti.

Denny Pellegrino che tipo di lettrice è? Quali sono i generi letterari che prediligi?

Ritratto di Denny PellegrinoIo parto da un assunto: la cultura rende liberi. E’ per questo che ho sempre letto di tutto, anche solo per fame di sapere. Però devo ammettere che sono un po’ retrò nei gusti letterari: prediligo i classici, da Kundera a Nabokov, da Pessoa a Tabucchi. Ho anche degli amori contemporanei, come ‘L’eleganza del riccio’ di Muriel Barbery e ‘Non dire notte’ di Amos Oz. E poi impazzisco per i saggi di estetica di Lea Vergine, Gillo Dorfles, Achille Bonito Oliva.

Quali sono stati e sono, se ve ne sono, gli autori cui più ti sei ispirata e ti ispiri?

No, non ci sono autori a cui mi sono ispirata anche perché non ne sarei all’altezza.

Cosa ti ha spinto a “saltare il fosso”, per così dire e a cimentarti tu stessa nella scrittura?

In un fosso ci sono caduta! Mai avrei pensato di poter scrivere qualcosa nella mia vita più lunga di un pezzo d’inchiesta o di un editoriale. E invece, anche io sono rimasta intrappolata dal fascino della scrittura. Credo che quello che mi piaccia maggiormente dello scrivere sia sempre il lato strettamente estetico: evocare immagini in chi sta leggendo. Mi piace pensare che i miei lettori possano ‘vedere’ i miei luoghi, i colori, i particolari, le sfumature….

Da cosa è nato e cosa rappresenta per te “Milano mon amour”?

Milano mon amour. Diario di una filosofa inquieta

Milano mon amour. Diario di una filosofa inquieta’ nasce a Palo del Colle, il piccolo paesino in provincia di Bari in cui sono nata e al momento vivo. Nasce in un momento di nostalgia di quella città che mi aveva accolta e offerto tanto per dieci anni; nostalgia delle mie amiche ormai sparse per il mondo, del lavoro lasciato e mai più ritrovato, degli eventi notturni, le mostre, gli opening, gli aperitivi. Mi mancava profondamente tutto della mia vita milanese, per cui, l’unico modo per calmare quel profondo senso di solitudine e malinconia era scrivere, ricordare. In quel momento la scrittura aveva per me una funzione catartica, mi liberava da un senso di angoscia. Non ho pensato da subito che il mio diario potesse diventare un romanzo, lo è diventato col tempo, quando  chi lo leggeva si divertiva un sacco e mi chiedeva come fosse finita quella storia o iniziato quell’altro amore.  

Come mai hai deciso di dedicare la tua opera proprio al Capoluogo lombardo?

Mi sono sempre chiesta: si può amare una città? La mia risposta ora è sì, assolutamente. Ecco, io ho amato profondamente Milano e la amo tutt’ora. Calvino scriveva: “Di una città non godi le 7 o le 77 meraviglie, ma la risposta che dà alla tua domanda”. Io a vent’anni chiedevo libertà e Milano me l’ha data. Ho capito cosa significasse essere liberi culturalmente, non essere più condizionati da retaggi sociali, etichette provinciali. Ho scoperto la libertà di viaggiare, conoscere, condividere; la libertà del lavoro che ti permette di essere indipendente economicamente, la libertà di amare chi vuoi e dove vuoi.

Cosa ami di più di Milano?

Tutto. A Milano puoi essere te stesso. Certo, come tutte le grandi città ci sono aspetti negativi ma hai la possibilità di scegliere. Mi sono sempre chiesta perché un genitore decidere di far crescere un figlio in provincia senza nessun imput importante, possibilità di confrontarsi con la molteplicità di genere e di idee, ma soprattutto senza la possibilità di scegliere. Di Milano io ho amato tutto subito, persino i suoi colori che non sono, come si crede, le sfumature del grigio. Ci sono il verde dei parchi, il giallo dei tram, i rossi dei mattoni delle vecchie cascine, l’indaco dei gelsomini all’interno delle case di corte, i colori tutti dell’Arte, della moda e del progresso. Milano è la città più eclettica e creativa d’Italia con il suo continuo guardare al futuro e mai al passato.

Quella di “Milano mon amour” è stata una stesura lunga e laboriosa oppure è stato un romanzo che ti è venuto diciamo così spontaneamente?

E’ stata la stesura di un diario: veloce, viscerale, sentimentale, a tratti nostalgica a tratti divertente.

Hai qualche altro progetto in cantiere per il futuro?

Tutti quelli che hanno letto ‘Milano mon amour’ mi chiedono il seguito. Sarà voyeurismo, ma la curiosità di sapere che fine abbiano fatto i protagonisti è tanta per cui sto scrivendo il mio secondo romanzo. Mi tocca!

Milano mon amour. Diario di una filosofa inquieta

Ritratto di Denny PellegrinoPer concludere, per quanti volessero seguire meglio te e la tua carriera, vuoi lasciare qualche recapito virtuale al quale poterti raggiungere?

A tutti i miei lettori ho sempre chiesto una piccola recensione sulla pagina facebook  di “Milano mon amour“; è un modo per entrare in contatto con loro, capire se e cosa hanno provato leggendo il mio libro. Il virtuale ormai è diventato reale e avere la possibilità di confrontarmi ed essere anche giudicata da tanta gente è una cosa che mi piace parecchio. Per cui contattatemi via fb  o su Instagram  (Denny Pellegrino).

Ti ricordo che, per qualunque cosa, d’ora in avanti la porta del mio blog sarà sempre aperta!

Grazie infinite per la cortesia, la pazienza e la disponibilità!

In bocca al lupo per tutto e a presto!

L’ultima battaglia del vecchio serial killer

I ricordi sempre più confusi di un vecchio serial killer

Salve a tutti di nuovo!

Memorie di un assassino di Kim Young HaRitratto di Kim Young HaEccomi tornare “a stretto giro di posta” tra voi e questa volta per proporvi la mia recensione a “Memorie di un assassino” di Kim Young Ha, il romanzo, in uscita nelle librerie e in formato ebook da lunedì 26 ottobre 2015 per la casa editrice Metropoli d’Asia, del quale giorni fa ho parlato in un articolo nel quale ho dato conto degli appuntamenti che lo vedranno protagonista a Milano, Torino e Roma e che ho avuto l’onore di poter leggere in anteprima grazie ad un carissimo amico che si occupa di Pubbliche Relazioni per varie case editrici. Nell’email che accompagnava il libro l’amico in questione l’ha definito “geniale” e, carissimi amici miei, fidatevi di me “Memorie di un assassino” di Kim Young Ha è davvero ma davvero, davvero geniale!

Memorie di un assassino di Kim Young HaProtagonista della vicenda è Kim Pyongsu, un vecchio serial killer che a seguito delle conseguenze di un incidente ha dovuto essere operato al cervello, cosa questa che ha messo definitivamente fine alla sua carriera criminale facendolo incamminare lungo la strada di una vita tranquilla e “normale”. All’inizio del romanzo ritroviamo Kim Pyongsu ormai anziano e malato. Il dottore gli diagnostica un inizio di morbo di Alzheimer.  L’anziano serial killer si trova quindi a dover ingaggiare l’ultimo duello contro un avversario mortale. Kim Pyongsu è ora costretto a prendere appunti e a registrare le conversazioni per non correre il rischio di dimenticare tutto nel giro di poche ore. Vive nella convinzione, dettata dalla patologia della quale soffre, che l’infermiera che viene ad assisterlo sia la sua figliastra e che questa sia in grave pericolo a causa di un personaggio sinistro e quanto mai inquietante.

Con maestria ed eleganza Kim Young Ha da vita, con il suo romanzo “Memorie di un assassino” ad una vicenda perfettamente credibile nella quale, attraverso la viva voce e la testimonianza diretta del protagonista siamo condotti in un viaggio nella mente, sempre più vacillante, di un assassino. Una lettura che non mancherà di avvincervi e di tenervi incollati alle sue pagine fino alla fine!

Memorie di un assassino di Kim Young Ha

SCOPRIAMO L’ARTISTA… INTERVISTA A SIBYL VON DER SCHULENBURG

Salve a tutti!

Sibyl von der SchulenburgÈ per me un piacere immenso presentarvi oggi una scrittrice che ho avuto modo di conoscere e di cominciare ad apprezzare di recente grazie ai suoi libri che mescolano thriller e psicologia, un’autrice che anche voi avete potuto incontrare grazie alla mia recensione al suo romanzo “Ti guardo” edito dalla casa editrice “Il Prato“. Vi invito quindi a dare il vostro più caloroso benvenuto a Sibyl Von Der Schulenburg!

Benvenuta carissima Sibyl e grazie per la disponibilità. Potresti, per iniziare, presentarti al nostro pubblico in modo che possano conoscerti?

 E’ una di quelle domande che fanno scaturire la contro-domanda: quanto spazio ho? Ciò che di me non si vede in fotografia, è la personalità eclettica, la tendenza a buttarmi sempre in nuove imprese e un bisogno viscerale di studiare e scrivere. Multilinguismo e multiculturalismo nei quali sono cresciuta hanno lasciato semi che germogliano in tempi diversi, sicché non posso mai dare per certo chi io sia veramente. Sono una di quelle persone che non ha un “se stesso” granitico. Da internet si apprende che sono imprenditrice in telecomunicazioni, campionessa europea d’equitazione, scrittrice un po’ particolare, amante degli animali, ideatrice di premi letterari e culinari per detenuti, madre di una nota cake designer e varie altre cose, ma tutto ciò non esaurisce il mio essere. Ogni intervista m’insegna qualcosa di nuovo su di me, per cui scopriremo di più nel prosieguo.

Da cosa è nato il tuo nuovo romanzo intitolato “Per Cristo e Venezia”? Qual è stato lo spunto?

E’ stato un processo decisionale che ha preso molto tempo e ha subito diversi cambiamenti di rotta. Tutto è iniziato oltre una decina d’anni fa quando da più parti mi giunse la richiesta di tradurre il best seller di mio padre sulla difesa di Corfù, condotta dall’antenato Johann Matthias von der Schulenburg, unico feldmaresciallo della Serenissima Repubblica di Venezia. Il libro però era troppo voluminoso, l’impianto narrativo tarato sui lettori del diciannovesimo secolo e il linguaggio decisamente antiquato. Uno dei suoi grandi pregi, invece, era la precisione nei dettagli storici e biografici, ottenuti con innumerevoli visite a musei di tutta Europa e corrispondenza con noti storici. Sapevo che avrei dovuto decidere che taglio dargli, cosa sacrificare e cosa portare nel ventunesimo secolo. Avrei, in ogni caso, dovuto cassare la parola di mio padre.

La spinta decisiva alla riscrittura del vecchio romanzo, venne dal convegno sui due Schulenburg, Werner e Matthias, tenuto a Verona nel 2003; un ruolo particolare fu giocato dall’inaugurazione del monumento nel cortile del Tribunale. Mentre si scopriva la grande lastra di marmo rossa, comparve dapprima il profilo di mio padre e quindi lo stemma di famiglia: in quel momento decisi che avrei portato a nuova vita la vecchia opera. Ma prima avrei dovuto dimostrare di esserne degna. Tre anni dopo, negli atti del convegno, pubblicai il primo capitolo del romanzo in italiano, ma la conclusione era ancora lontana.

Cosa ti ha spinta a cimentarti in un romanzo storico?

Copertina de "Il Barone"Si tratta in verità del mio secondo romanzo storico: il primo è stato “Il Barone”, 2010, romanzo su mio padre Werner von der Schulenburg (1881-1954).  Ho ripetuto ciò che lui aveva fatto con il feldmaresciallo, ossia raccogliere informazioni biografiche e usarle in maniera quasi maniacale per comporre un romanzo che servisse anche da fonte biografica. Io però avevo a disposizione un vasto archivio privato –lasciato da mio padre – e internet. Lettere di mio padre sono in vendita su internet per i collezionisti di firme; qualcuna l’ho acquistata anch’io ricavandone forti emozioni e un senso di continuità.

Copertina di "Per Cristo e Venezia"Con “Per Cristo e Venezia” non potevo aspettare oltre. Nel 2016 ricorre il tricentenario della difesa di Corfù, e l’opera sarà tradotta in tedesco e greco moderno, probabilmente anche in inglese.

Che rapporto ti lega ai tuoi “ispiratori”?

 Una certa tradizione dei Schulenburg. Sono cresciuta tra l’immagine del feldmaresciallo in atteggiamento militare e il bronzo della testa di mio padre. Nella grande biblioteca di casa, tutto parlava di quei due uomini: l’onore, la rettitudine, il dovere dei natali aristocratici e la gloria postuma. Se mio padre fosse vissuto più a lungo, mi avrebbe probabilmente distolto da queste considerazioni che riteneva di competenza maschile. Mia madre, invece, deve aver visto in me l’erede spirituale del marito, forse una rivincita dalle sfumature femministe.

Sei molto legata a tuo padre?

Sono l’ultima figlia della sua quarta e ultima moglie, 40 anni più giovane di lui. Quando è morto avevo quattro anni. È stato facile crearmi un padre ad hoc, una figura dalle qualità oltreumane, un’immagine alimentata da quanto si diceva e scriveva di lui come letterato, diplomatico e antinazista. Prima di affrontare la riscrittura del suo libro, ho dovuto crescere come scrittrice, elaborare un mio stile, una dignità d’autrice e solo allora ho trovato il coraggio di mettere mano alla sua opera magna.  Gli ho chiesto scusa più di una volta e ancora non sono certa di avergli portato tutto il rispetto che avrei dovuto. Rielaborare un’opera in questo modo significa entrare nell’intimo del pensiero dell’autore originale, criticarlo in qualche misura e correggerlo senza concedergli il diritto di replica. Ho dovuto tirare giù mio padre dal piedistallo, ma ho finalmente trovato l’uomo dietro la patina della sua gloria postuma.

Cosa ammiri di più della figura del tuo avo che ha combattuto al fianco dei Veneziani?

Di lui ho sempre ammirato la capacità di vivere fisicità e spiritualità con uguale forza. Schulenburg era un uomo tutto d’un pezzo, coerente con i valori professati, ma sempre rispettoso delle libertà altrui. Era coraggioso sui campi di battaglia, astuto nei meandri della diplomazia e colto. Grande mecenate dei maggiori artisti del suo tempo, ha raccolto un numero impressionante di quadri di grandi pittori dell’epoca realizzando una famosa collezione d’arte. E’ stato il modello di vita per mio padre e in certa forma anche il mio. Da entrambi ho ereditato l’amore per l’Italia.

Esulando un attimo da “Per Cristo e Venezia” posso chiederti da dove nascono, invece, i tuoi appassionanti psico-romanzi? Come fai a creare quelle trame avvincenti? Da dove prendi gli spunti?

L’idea dello psico-romanzo risale al periodo degli studi psicologici, quando la lettura di casi patologici mi portava naturalmente a costruirci attorno delle storie. Ma, avere in mente una storia e scriverla, sono due cose differenti. Realizzare un romanzo del genere richiede anzitutto la conoscenza dei disturbi patologici di cui si scrive, perciò sono sempre immersa in testi di approfondimento e aggiornamento. La creazione di una trama richiede la costruzione di un’impalcatura che regga la storia fino in fondo, per non arrivare al capitolo terzo e avere già esaurito tutto il materiale. Le mie trame sono dense, fatte di avvenimenti che si reggono a incastro. I personaggi sono dentro di me, devo solo farli uscire e dirigere la loro entrata in scena. Il resto lo mette il lettore, supportato da una tecnica di scrittura che si avvale dell’impiego di immagini create con il linguaggio. Un romanzo è frutto dell’autore che lo scrive, ma la storia è il prodotto dell’incontro del romanzo con il lettore.

Da dove prendo gli spunti? Mi raggiungono attraverso i miei interessi, la vita che mi circonda e il piacere che provo nell’ascoltare più che nel parlare.

Chi è Sibyl von der Schulenburg quando non scrive? Quali sono le tue altre attività?

Attualmente mi occupo molto di arte e cultura in carcere attraverso due progetti dell’associazione Artisti dentro Onlus. Sono sempre ancora attiva in azienda, inoltre sono chiamata a valutare i manoscritti di scrittori (ma sarebbe necessario definire il termine) che desiderano vedere i loro romanzi pubblicati in due collane di narrativa dell’editore Il Prato di Padova. Rimane ormai poco tempo per cani, cavalli e famiglia.

In conclusione se vuoi lascia qualche recapito virtuale al quale i nostri amici potranno raggiungerti e seguirti

Ho due pagine, una personale e una pubblica, su facebook dalle quali si possono ricavare notizie sulla mia agenda di presentazioni dei libri e altre attività. Lo stesso vale per il mio sito web www.sibylvonderschulenburg.com.

Ti ringrazio infinitamente per la tua cortesia e disponibilità e ti auguro buon lavoro ricordandoti che, per qualunque cosa, questa porta sarà sempre aperta per te! 🙂

Memorie di un assassino a Milano e Torino

Kim Young Ha presenta il proprio romanzo  a Torino e al BookCity di Milano

Salve a tutti!

Anche stasera torno per proporvi una doppia segnalazione in un colpo solo. Infatti Kim Young Ha presenterà il proprio romanzo intitolato “Memorie di un assassino“, edito dalla casa editrice Metropoli d’Asia alla Libreria Bodoni di Torino venerdì 23 ottobre a partire dalle ore 18.00 e al BookCity di Milano domenica 25 ottobre 2015 a partire dalle 16.00. Un terzo incontro è poi fissato per lunedì 26 ottobre 2015 a Roma.

Per potervi ingolosire e interessare per bene vi presento di seguito il romanzo come da comunicato stampa inviatomi:

Si può dimenticare tutto il sangue versato?

«Sono un demone oppure un supereroe?

Chi lo sa. Forse entrambe le cose».

Kim Young Ha

Memorie di

un assassino

Memorie di un assassino di Kim Young Ha

pp 114 – euro 10,00

in libreria e in ebook dal 26 ottobre

Per rincarare l’elemento golosità eccovi la trama del romanzo:

“Kim Pyŏngsu è un serial killer molto particolare: aspirante letterato e poeta, dopo aver

ucciso decine di persone ha un incidente che lo costringe a subire un operazione al

cervello, evento dopo il quale smette di uccidere per venticinque anni. Lo ritroviamo

ormai anziano, malato di Alzheimer. Nella sua mente vive con la figlia adottiva e si

convince che lei sia in pericolo a causa di un uomo. Si prefigge come ultima missione

da compiere l’eliminazione di quell’uomo, e ciò innesca la memoria degli omicidi

compiuti in passato. Costretto ad appuntare tutti i suoi ricordi ed eventi quotidiani su

un taccuino per paura che la malattia li cancelli per sempre, traccia così una sorta di

diario su un passato lucido e dettagliato e un presente confuso, sempre più paranoico e

allucinatorio, abitato sia da fantasmi sia da persone reali non riconosciute come tali.

«Caro ispettore An, tu lo sai bene, non è vero? Lo sai cos’è un omicidio, i tuoi occhi hanno

visto pozze di sangue sulla scena del crimine. Conosci la forza di quell’atto irreversibile.

Ma una cosa forse non la sai: in tutto questo c’è una magia che ti cattura. Mi spiace

deluderti, però mi pare ti sfugga un dettaglio, mio caro ispettore: io… dormo sempre sonni tranquilli.”

E per finire come si deve ecco anche qualche nota biografica riguardante l’autore:

Ritratto di Kim Young HaKim Young Ha. Nato nel 1968 a Hwach’on, approdò a Seoul nel 1980, dopo aver

seguito le varie tappe della carriera militare del padre. Con Io ho il diritto di

distruggermi (Metropoli d’Asia 2014) ha ottenuto il premio come migliore autore nel

concorso Munhaktongne. A quell’opera sono seguiti nel 1997 il romanzo breve

Chiamata e nel 1999 Cosa ci fa un morto nell’ascensore che, insieme ai suoi lavori

più celebri L’impero delle Luci (Metropoli d’Asia 2013), Fiore nero e Quiz show gli

hanno assicurato sempre ottime recensioni. Tradotte in tutto il mondo, le sue opere

hanno ispirato film e serie televisive di notevole successo e anche nel caso di

Memorie di un assassino, la sua ultima opera, è in corso di lavorazione un film

diretto dal regista Won Shin-Yeon, in uscita nel 2016, con protagonisti i più

importanti attori coreani.”

Certissimo di avervi ingolositi vi saluto ringraziandovi per la pazienza e l’attenzione e vi do l’arrivederci alla prossima!

Buona serata e, come sempre, Buona lettura!

Con simpatia! 🙂

Un biglietto di solo andata per Berlino di Angela Parise recensione a cura di Monica Pasero

E quando l’amore arriva, non sei mai pronto! E nessuno, può insegnarti realmente ad amare! Chi può dire sinceramente di conoscere l’amore a fondo? Di averlo vissuto come doveva, senza il timore, ma solo accogliendolo nella sua vita?  Pochi sono giunti a questo, perché l’uomo, da sempre, innanzi all’amore diviene fragile, incapace di coglierne l’essenza e così subentra la paura dell’abbandono e il cammino diviene insicuro e timoroso del domani. L’autrice, di questo romanzo, ci conduce a conoscere le paure, i sogni, le chiusure di Hans, un giovane cresciuto in un mondo freddo, fatto di facciata e arrivismo che lo ha indotto a pensare che l’amore in fondo  non esiste, ma è 51Kqw5iCKYL._BO2,204,203,200_PIsitb-sticker-v3-big,TopRight,0,-55_SX324_SY324_PIkin4,BottomRight,1,22_AA300_SH20_OU29_ solo un  atto di comodo per ottenere, prendere, defraudare. La sua visione disillusa lo porterà  a chiudere ogni emozione a chiave, negando a se stesso il suo bisogno dì amore, ma  poi arriva lei, Marta che come una folata di vento  inaspettata, lo trascina  con il suo entusiasmo e i suo sogni nell’ inverno più caldo della sua vita. Tra le pagine di una Berlino innevata,  fiorisce questa dolce e tormentata storia d’amore, dove  le distanze, le paure,  le diversità, gli inganni, si mescolano. Portando i due  protagonisti a scoprirsi a piccoli  passi e crescere  insieme.

Un libro scorrevole dalla prima  all’ ultima pagina, la penna entusiasta  di Angela, rende la narrazione mai noiosa.  I dialoghi spesso sono smorzati da un tocco giovanile che porta alla lettura la giusta leggerezza.   Romanzo  indicato a tutte l’età,  in cui perdersi sorridere e ritrovarsi. Una favola moderna  in pagine pulite e scritte con garbo,  dove l’autrice mostra tutta la sua bravura, conducendo  il lettore in riflessioni che evidenziano l’importanza del conoscersi, la necessità di riscoprirsi  giorno dopo giorno, rivalorizzando  il nostro cammino. Trasformando le nostre paure in sicurezze. Tutto questo grazie alla forza dell’amore vero che conduce sempre i nostri passi uno verso l’altro.

Monica Pasero.

 

La Scuola di Editoria Digitale di flower-ed

La casa editrice Flower-ed si lancia nella didattica

Era nell’aria già da un po’ e ora è finalmente realtà: la Scuola di Editoria Digitale di flower-ed ha avviato i primi corsi on-line! Di cosa ci occupiamo? Di tutte quelle tematiche inerenti l’editoria, intesa in senso lato: dal copywriting alla correzione di bozze, fino al marketing per editori, con una predilezione speciale per gli aspetti legati all’attività on-line. Abbiamo scelto questa formula dopo aver ascoltato con attenzione le richieste dei corsisti: chi non è della tua città, chi lavora e non può frequentare, chi ha ritmi di apprendimento diversi… Insomma, ognuno ha le sue esigenze personali e le lezioni on-line rappresentano senz’altro la soluzione migliore. Puoi studiare da casa, secondo i tuoi tempi e nelle ore della giornata che sei tu a scegliere. Ma come funziona nella pratica? Dopo l’iscrizione, noi inviamo la lezione, ogni lunedì mattina, in modo che tu abbia un’intera settimana di tempo per leggere, studiare e svolgere gli esercizi. E se qualcosa va storto o se hai dei dubbi sulla materia, ci puoi contattare per una risposta immediata. Una volta seguite tutte le lezioni, ti viene inviato un questionario: senza ansie, per carità! È un modo per verificare quanto appreso e continuare a esercitarsi ancora. E poi, alla fine di tutto il percorso, ricevi l’attestato di partecipazione con il tuo nominativo. I corsi sono individuali e quindi è possibile iscriversi in qualsiasi momento: dal lunedì successivo inizi a ricevere le lezioni via mail. I corsi già on-line sono quelli di “Scrittura pubblicitaria”, “Scrittura professionale” e, in partenza tra pochi giorni, “Il correttore di bozze e l’editoria digitale”. Stiamo puntando moltissimo sulla nostra Scuola di Editoria Digitale, lavorando come forsennati di giorno, di sera, nei weekend, individuando nuovi argomenti interessanti e, soprattutto, utili per una formazione specifica. E siccome ci piace fare network e collaborare con altre persone in gamba, abbiamo avviato una partnership con una Life Coach fantastica, Ilaria Cusano. Così, i nostri corsisti potranno accedere al suo corso di Comunicazione non verbale a un prezzo agevolato, per ritrovare nel linguaggio la bellezza, la libertà e la magia… come quella che è scattata fra di noi all’istante! La formazione è importante, nella quotidianità e nel lavoro. Le opportunità formative per imparare e migliorarsi ci sono. E allora ti aspettiamo nella nostra Scuola di Editoria Digitale per rafforzare la tua preparazione in campo editoriale. Perché vuoi essere preparato nel tuo settore, no?

Michela Alessandroni

Ritratto di Michela Alessandroni

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"Non ci sono libri morali o immorali. Ci sono libri scritti bene e scritti male" (Oscar Wilde)

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Leggendo a Bari

“Non ci sono amicizie più rapide di quelle tra persone che amano gli stessi libri”

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