Centotre anni giusto oggi

Salve a tutti!

Elsa Morante ritrattoTorno oggi a “movimentare” la categoria “Correva l’anno…” e lo faccio per celebrare una delle Scrittrici più note e brave della Letteratura Italiana che il Secolo breve abbia partorito: Elsa Morante. Correva l’anno 1912 e proprio come oggi nasceva colei che sarebbe diventata la “mamma” di Capolavori quali “L’isola di Arturo” uscito nel 1957 e, soprattutto, “La Storia” uscito nel 1974. Tanto da “L’isola di Arturo“, che ha permesso a Elsa Morante di vincere il Premio Strega, che da “La Storia” sono stati tratti dei film. Il film tratto dal romanzo “L’isola di Arturo“, datato 1962, è stato diretto da Damiano Damiani e ha visto la collaborazione di  Cesare Zavattini in sede di stesura della sceneggiatura. La versione per lo schermo de “La Storia“, datata 1986 e trasmesso in Italia da RaiDue, è stato diretto da Luigi Comencini con la partecipazione di Claudia Cardinale nel ruolo femminile principale.

Oltre che autrice di romanzi Elsa Morante è stata anche saggista, poetessa e traduttrice. Nella vita privata Elsa Morante è stata sposata per vent’anni (dal 1941 al 1961, senza peraltro mai divorziare) con un altro grande nome della Letteratura Italiana: Alberto Moravia. Della “dinastia” di Elsa Morante è la “musa” e, passatemi il termine, “prezzemolina” di Nanni Moretti, Laura Morante che di Elsa Morante è nipote essendo figlia del fratello della scrittrice, Marcello Morante, scrittore e giornalista romano.

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CONOSCEVO UN ANGELO DI GUIDO MATTIONI

Con Guido Mattioni sulle strade della Vecchia America

Conoscevo un angelo di Guido MattioniCome il suo terzo libro, intitolato “Conoscevo un angelo”, edito, anche stavolta, dalla Ink EdizioniGuido Mattioni ci regala un volume di storie “on the road” in quanto la protagonista principale, la VERA protagonista, è  una strada: la vecchia Number One. La vecchia Number One è una di quelle strade che sono state sostituite, in questi tempi nei quali conta solo o quasi arrivare in un determinato posto e farlo il più velocemente possibile, dalle Interstate, strade, appunto, molto più veloci ma altrettanto, se non di più, noiose. Ciononostante le strade come la vecchia Number One, resistono e sanno regalare panorami inaspettati quanto mozzafiato a quanti decidono, o si trovano, in quanto queste strade vengo spesso imboccate per via di (fortuiti e fortunatissimi) errori di “rotta”, di percorrerle.

La vecchia Number One, “la strada sulla quale tutto ha avuto inizio” sa regalare, al protagonista principale, tra quelli in carne e ossa, una serie di storie e ricordi che, per lui che si era sempre spostato molto, fin da bambino e ormai ridotto, a causa di due “incidenti” dei quali il secondo, soprattutto, un ictus che lo ha lasciato offeso nel lato destro del corpo e costretto di conseguenza a ridurre drasticamente i suoi spostamenti, spostamenti che ora avvengono unicamente grazie all’ausilio di una sedia a rotelle elettrica, un bagaglio di inestimabile valore.

Conoscevo un angelo di Guido MattioniCome in tutti i libri di Guido Mattioni anche in “Conoscevo un angelo” a giocare una parte preponderante sono le persone. Persone, anche in questo caso vivide e straordinarie, che entrano nella mente e nel cuore dei lettori per non uscirne più. Sono una serie di “matti giusti”, come li definisce il protagonista del volume Howard Il Rosso Johnson, come ad esempio il primo della “schiera  degli angeli”, ovvero Johnatan “l’alato”, un uomo che da anni si prende cura del “suo” pezzetto di marciapiede nella cittadina di Woodstock con un amore degno di un padre. Oppure come la coppia di manicure Candice e Marilou, titolari del servizio itinerante “Lezzie Nails”, o ancora con l’ultimo degli “hobos” cui Howard offre un passaggio mentre si trova per ragioni di lavoro in Arizona. Oppure ancora come JB, il carpentiere itinerante che gira per gli Stati Uniti alla ricerca di un nuovo cantiere con la sola compagnia fissa del proprio cane, campione di sedentarietà, Generale Lee.

Quelli che vi ho citato a “volo d’aquila”, per così dire, sono solo alcuni degli straordinari protagonisti delle storie narrate in “Conoscevo un angelo” e ho voluto presentarveli, sia pure di sfuggita, per darvi una ancor se minima idea delle conoscenze che avrete l’onore di fare se deciderete anche voi di lasciarvi guidare da Guido Mattioni attraverso le strade di un’America piccola piccola e ormai quasi dimenticata ma che, come ho detto all’inizio, sanno stupire i fortunati che si trovino, per scelta o meno, a percorrerle. Quindi non mi resta altro che augurare a tutte e tutti voi Buona lettura e… Buon viaggio!

Conoscevo un angelo di Guido Mattioni

Leggendo a Bari

“Non ci sono amicizie più rapide di quelle tra persone che amano gli stessi libri”

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