SCOPRIAMO L’ARTISTA… CON NOI ARTEMIDE B.

Salve a tutti!

Ben ritrovati nel nostro angolino delle interviste. Questa sera incontreremo una nuova amica di questo blog che, ne sono certo, diventerà molto presto anche amica vostra. Vi avviso fin d’ora, me ne corre l’obbligo come si suol dire in questi casi, che i temi trattati nell’intervista che vi vado a presentare sono particolari e a tratti piuttosto forti e quindi vi invito a procedere nella lettura solamente se ne sarete del tutto sicuri. Detto questo vi invito a dare il vostro più caloroso benvenuto alla nostra nuova amica Artemide B.!

 

Salve, innanzitutto potresti presentarti al nostro pubblico che ancora non ti conosce?

Artemide B. (Bondeno, 19 dicembre 1983), emiliana in procinto d’avviarsi nel mezzo del cammin della sua vita, originaria di quella bassa modenese laboriosa, pragmatica e sopraffatta dalle viscere della terra, scampata per puro caso al terremoto del 29 maggio 2012, reduce da anni di battaglie campali contro la burocrazia italiana per la propria identità, amante della notte, appassionata di fantascienza distopica e cultrice dell’epica vampiresca, ascoltatrice di metal gotico e sinfonico nonché ammiratrice sconfinata delle sinuosità muliebri. Diplomata al liceo linguistico, parla inglese, francese, spagnolo e portoghese, adora i gatti ed è tifosissima del Rayo Vallecano.

Da che età hai cominciato a scrivere?

Ho iniziato a 18 anni, con componimenti poetici ancora molto acerbi, sia nello stile che nei contenuti. Poco prima dei 24 anni, ho iniziato coi racconti brevi, per sublimare il mio primo amore (impossibile) per una donna lesbica.

 

Ho visto che il tuo è un genere di romanzi piuttosto particolare, ci puoi spiegare cosa ti ha “spinta” verso questo genere?

In realtà, se vogliamo, sono alcune declinazioni della mia “natura” ad avermi spinta a scrivere principalmente di erotismo. Il fatto di essere una donna transessuale, di essere lesbica, di essere un’amante e una purista del “fetish fashion” (ovvero sia, degli abiti dal materiale alternativo – soprattutto il vinile, la pelle, lo shiny e lo spandex, oltre al più peculiare lattice – indossabili anche al di fuori degli eventi a tema), e di aver frequentato per anni l’ambiente BDSM italiano, mi hanno “instradata” verso queste tematiche, sulle quali penso di aver sviluppato una consapevolezza abbastanza approfondita. Mi sono interessatadi politica in seconda media e ancora oggi mastico un po’ di geopolitica internazionale, quindi mi viene spontaneo scrivere di fantapolitica. La fantascienza distopica, invece, è il principale lascito culturale della mia ex fidanzata, che me l’ha fatta riscoprire (e non la ringrazierò mai abbastanza, per questo) dopo che era rimasta latente dalla primissima età pubere.

 

Qual è stato il tuo esordio narrativo?

Il mio esordio narrativo avvenne con la pubblicazione delle poesie “Tambureggiamenti lesbici” e “Tregenda ellenica ammantata di saffiche insegne” nell’antologia del concorso “Saffo, 1° concorso nazionale di letteratura e poesia“, indetto dal sito rossovenexiano.com (2007). Il mio primo libro, “Soavi Feticismi”, venne dato alle stampe all’inizio del 2013 dalla modenese Damster Edizioni, e raccoglieva le novelle e i componimenti poetici redatti fra il settembre del 2007 al settembre del 2009 (quando si dice che nell’editoria a volte i tempi si dilatano a dismisura, beh, io ne sono una prova provata! 😀 Seriamente,             soprattutto da esordienti è fondamentale non farsi prendere dallo scoramento, nemmeno dopo             decine di rifiuti/mancate risposte da parte delle case editrici).

 

Cosa fa Artemide B. quando non scrive?

Sono un’autista professionista: da un anno guido una navetta di 9 posti che fa il giro del centro di Modena, in passato ho guidato anche scuolabus da 19, 32, 35 e 40 posti.

Guardo tantissime serie TV, soprattutto quelle inglesi (le migliori!) e quelle americane di qualità, e a volte le recensisco; partecipo a serate, concerti ed eventi dark, metal e celtici; mi dispero e gioisco a seconda del risultato della mia squadra di calcio del cuore, il Rayo Vallecano.

Hai qualche progetto in cantiere del quale vorresti farci partecipi?

Ho in mente le trame di altri due libri: dopo “2062. Il castello delle amazzoni”, tornerei a riunire in un unico racconto eros, fantapolitica e fantascienza distopica. Nell’altra trama, invece, sviscererei la ritualistica religiosa trattandola come un’allegoria dell’erotismo in chiave onirica.

Inoltre, ho già redatto alcune trame per fumetti e graphic-novel, che spero un giorno, con l’apporto di illustratrici/tori brave/i (sono negatissima per il disegno), possano trasformarsi in tavole.

Per concludere una domanda che forse ti avranno già rivolto mille volte, ossia cos’è per te la scrittura?

Per me la scrittura si declina in tre aspetti essenziali: a) quello dell’”abbandono” nell’accezione di “abbandonarsi a essa”, aspetto per il quale appena elaboro una trama che considero sufficientemente coerente e complessa, inizio a digitarla su tastiera. Da quel momento, la mia mente è molto centrata sull’obiettivo di portare a termine il racconto, e di volta in volta trova le modalità adatte per dipanare le eventuali matasse in cui potrebbe aggrovigliarsi il filo della narrazione. b) quello della “concentrazione”, il convogliare gran parte delle mie energie psico-fisiche alla stesura del racconto, quasi alienandomi dai rimanenti aspetti della vita. c) quello della “ricerca”,  per imprimere al mio stile di scrittura un’identità arzigogolata e baroccheggiante, e per utilizzare quanti più termini desueti possibili.

 

Ultimissima domanda che non è però una vera e propria domanda quanto invece un invito. Per quanti fossero interessati a contattarti quali sono i tuoi recapiti?

La mia pagina FB: http://www.facebook.com/ArtemideB

La mia pagina Mebook!: http://www.mebook.it/profile/ArtemideB

Il mio Twitter: https://twitter.com/ArtemideBaraldi

 Grazie di tutto e a presto! 🙂

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