Review: La perla

La perla
La perla by John Steinbeck
My rating: 5 of 5 stars

Leggendo questo romanzo di Steinbeck mi è più volte venuto in mente un vecchio detto e cioè: “Quando Dio decide di punire l’uomo realizza i suoi sogni“. Il cuore di questo breve ma intenso romanzo dello scrittore americano, vincitore del Premio Nobel per la Letteratura nel 1962, è un colpo di fortuna. O meglio un apparente colpo di fortuna. Kino, un uomo povero ma decoroso, marito e padre di un bimbo ancor piccolo, un giorno pesca, sul fondo del mare, un’ostrica molto più grossa delle altre dentro la quale il buon Kino trova una perla enorme, “La Perla del Mondo” come viene subito ribattezzata dagli altri abitanti delle case di stoppia, la periferia della città nella quale Kino e la sua famiglia vivono, una periferia che sembra un mondo a parte se paragonata alla città di cemento e gesso nella quale vivono gli abitanti più ricchi e benestanti.
Ma questo colpo di fortuna è tale solo all’apparenza. Infatti la perla enorme e preziosissima pescata da Kino, la perla che dovrebbe, da sola, risolvere tutti i problemi di denaro della sua famiglia e consentirgli di realizzare molti dei sogni che fino a quel giorno lui e la moglie Juana avevano cullato nel segreto oltre ad altri più piccoli e, per così dire, voluttuari, da subito la stura ad invidie, gelosie e bramosie di possesso che a loro volta danno il là ad un crescendo di violenza che porterà il povero Kino a macchiarsi di più di un omicidio nel tentativo di difendere quella perla che anziché portargli tranquillità e benessere gli ha rubato la quieta vita alla quale era abituato. Una vita povera ma dignitosa e tranquilla.
La moglie di Kino intuisce da subito che la perla porterà loro solo male ma oramai Kino ne è come schiavo e la notte che Juana la “ruba” dal nascondiglio sotto una delle pietre del focolare e tenta di andare a rigettarla in mare Kino la segue e l’aggredisce malmenandola. Quella stessa notte Kino commetterà il suo primo omicidio e sarà quindi costretto a scappare come un animale ed a vivere per giorni nel deserto adattandosi a vivere con poco come uno di quei cactus che nel deserto vivono facendo il pieno d’acqua per poter resistere al sole infuocato. Quando durante questa sua fuga, mentre si trova nascosto con moglie e figlioletto in una grotta, il figlioletto muore i due si decidono a tornare al loro paese e, durante l’ultima memorabile scena del romanzo, vediamo i due fianco a fianco sulla spiaggia mentre si sbarazzano della perla foriera di sventure ributtandola sul fondo del mare dove un granchio di passaggio, sollevando una nuvola di sabbia la nasconde facendola sparire.

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Una collana da brividi

Il Corriere della Sera vara una collana dedicata alla Regina del Giallo

Collana Agatha Christie del Corriere della Sera

Quella che sto per darvi sarà una notizia appetitosissima, in special modo per i cultori e gli appassionati del Giallo d’Autore. Il Corriere della Sera infatti darà il via, a partire da domani, venerdì 1° agosto 2014, alla pubblicazione della collana Agatha Christie. Già dal nome avrete senza dubbio capito la natura dei volumi che andranno a comporre questa nuova collana del Corriere della Sera. Per un’estate da brividi la collana Agatha Christie riunirà in sé venti tra i maggiori e più apprezzati romanzi dell’incontrastata “Regina del Giallo”. Ogni romanzo avrà un costo di € 6,90 più il prezzo del quotidiano. Una piccola spesa, specie se si considera il costo dei romanzi di Agatha Christie se acquistati in libreria, per poter godere delle emozioni e dei brividi che la prosa raffinata della scrittrice di Torquay.

Dieci piccoli indianiAd aprire le danze, per così dire, della collana Agatha Christie sarà, domani, venerdì 1° agosto 2014,  quello che è considerato il Capolavoro Assoluto di Agatha Christie: “Dieci piccoli indiani“. Con “Dieci piccoli indiani” la Regina del Giallo ci regala un romanzo che si regge su un meccanismo assolutamente perfetto. Dieci persone, sconosciute le une alle altre, vengono invitate a passare un periodo di vacanza in una villa su un’isola al largo delle coste inglesi. Ogni lettera reca come firma un nome che letto di seguito suona come la parola inglese unknown, sconosciuto. Chi sarà questo sconosciuto che li ha attirato, con vari stratagemmi, ognuno diverso dagli altri, chi in qualità di medico per curare senza farsene accorgere la moglie, chi come segretaria personale della moglie, chi per investigare su non si sa bene cosa, etc? Pagina dopo pagina e delitto dopo delitto l’autrice ci fa immergere in una vicenda oscura la cui soluzione arriverà solamente alle ultime pagine.

Assassinio sull'Orient ExpressGiusto il tempo di riaversi dalle fatiche delle indagini su Nigger Island ed è subito l’ora di salire a bordo della prossima indagine offertaci dalla collana Agatha ChristieProtagonista dell’uscita di venerdì 8 agosto 2014, sarà “Assassinio sull’Orient Express“. Sul treno forse più famoso al mondo salgono un gruppo variegato di passeggeri. Mentre il viaggio procede sul treno viene commesso un delitto. Uno dei passeggeri viene brutalmente ucciso. Il caso si presenta da subito di difficile soluzione in quanto, all’apparenza, nessuno dei passeggeri che si trovano a bordo aveva alcun motivo di astio verso la vittima. Un delitto ad opera di sconosciuti quindi? Nemmeno per sogno! Infatti a bordo dell’Orient Express vi è anche il detective con la “testa ad uovo”, al secolo letterario Hercule Poirot e così, il piccolo belga, comincia ad indagare e, passo passo, grazie alle sue fenomenali celluline grigie, il mistero si dipana e per il colpevole sarà, ancora una volta, scacco matto.

Un delitto avrà luogoScesi dall’Orient Express e riavutici dal viaggio con delitto ed eccoci pronti ad affrontare la terza delle indagini proposteci dal Corriere della Sera con la nuova collana Agatha Christie. La terza uscita, programmata per venerdì 15 agosto 2014, sarà “Un delitto avrà luogo“. Un paesino nella campagna inglese come ce ne sono tanti. Una serie di personaggi che vivono vite all’apparenza le più ordinarie possibili ed immaginabili. Vite che scorrono come tutte. Sennonché leggendo gli annunci pubblicati su un giornale locale una delle abitanti del paesino in questione nota un annuncio del tutto particolare e quantomai agghiacciante. Tra annunci di vendite di oggetti di vario tipo e annunci amorosi qualcuno ha deciso di pubblicare l’annuncio di un delitto che, a quanto si apprende dall’annuncio in questione, è stato programmato proprio per la sera di quello stesso giorno. Il tutto appare, inizialmente, come un macabro scherzo. Quando però il nefasto annuncio puntualmente si avvera la cosa assume contorni ancor più agghiaccianti. Il misterioso assassino non ha però messo in conto un piccolo ma basilare particolare. La presenza in quel luogo di un’arzilla vecchietta dalle spiccate attitudini investigative. La vecchietta in questione altri non è che Miss Jane Marple la quale, con l’acume e la sagacia che la contraddistinguono, verrà a capo del mistero di sangue e consegnerà il responsabile dei delitti alla giustizia.

Questi sono solo i primi tre dei  meravigliosi romanzi che comporranno, a partire da domani, venerdì 1° agosto 2014 e per venti venerdì la collana Agatha Christie distribuita in abbinamento settimanale con il Corriere della Sera. E quindi carissimi amanti del Giallo d’Autore preparatevi a godervi venti venerdì in giallo!

Per maggiori e più complete informazioni sulla collana Agatha Christie vi invito a visitare il minisito appositamente allestito dal Corriere della Sera e che si trova all’indirizzo: http://goo.gl/rPou3Y

Collana Agatha Christie del Corriere della Sera

Review: La signorina Else

La signorina Else
La signorina Else by Arthur Schnitzler
My rating: 5 of 5 stars

Questo è il mio secondo incontro con Arthur Schnitzler dopo quello con “Doppio sogno“, il romanzo dal quale Stanley Kubrick ha tratto il suo film “Eyes wide shut“. Devo dire che in questa storia, tragica e fatta di personaggi in buona parte miserabili, la famiglia della giovane protagonista, una ragazza come tante che potrebbe vivere la vita di tutte le diciannovenni tra sogno e amore, ci fa una figura davvero barbina e miserevole. Else è la figlia minore di un famoso avvocato viennese, un autentico genio a quanto dicono tutti coloro che lo conoscono e lo frequentano. Peccato però che il padre di Else questo suo genio abbia deciso di impiegarlo nel ramo truffe e giochi, in perdita, tanto a carte quanto in borsa. Il padre di Else già in più occasioni si è trovato in difficilissime situazioni finanziarie a cause delle sue passioni.
Nella storia narrata in questo romanzo breve troviamo la giovane signorina Else in vacanza in un albergo di San Martino di Castrozza dove si trova in compagnia della zia, un’altra figura non propriamente da portare ad esempio e il cugino, il quale pur non essendo nemmeno lui il massimo in fatto di persone è comunque l’unico che si salvi dell’entourage di Else. Mentre si trova in vacanza in Italia riceve una lettera, un espresso per la precisione, da parte della madre nel quale le viene chiesto di intercedere verso Mr. Dorsday, un amico di famiglia il quale già aveva avuto modo di levare le castagne dal fuoco al padre di Else, presente anche lui nello stesso albergo della ragazza. Già il fatto che la madre di Else chieda alla propria bambina cara di intercedere a favore del padre, un padre che non ha nemmeno il coraggio nè di scrivere personalmente e direttamente alla persona dalla quale vorrebbe ricevere la somma necessaria a cavarsi dal nuovo impiccio nel quale si è infilato per essersi macchiato del reato di appropriazione indebita del capitale di un minore del quale egli aveva la tutela né, tantomeno, di saltare sul treno e recarsi di persona a San Martino di Castrozza per perorare la propria causa di persona, vi fa capire che razza di persone la povera Else abbia avuto in sorte come genitori. E così Else si trova a doversi vendere, infatti Mr. Dorsday non è tipo da elargire 30.000 Fiorini senza avere nulla in cambio. Il contraccambio che il salvatore del padre chiede è di poter vedere la giovane Else nuda. E così la vicenda, narrata con la tecnica del monologo interiore, va avanti con Else incerta tra i suoi doveri filiali e la voglia di lasciare che le cose facciano il proprio corso. Quando ormai è giunta l’ora che lei faccia il proprio grande sacrificio concedendo la vista del proprio corpo in fiore a colui il quale ha promesso di riparare al nuovo guasto del padre, Else riceve una nuova comunicazione dalla madre. Stavolta si tratta di un telegramma nel quale la madre le comunica che la cifra che lei dovrà chiedere a Mr. Dorsday è salita a 50.000 Fiorini. La scena madre del romanzo vede la povera Else denudarsi davanti non solo a Mr. Dorsday ma davanti ad un buon numero di ospiti dell’albergo riuniti nella sala del pianoforte. Questo fatto scandalizzerà alquanto la zio di Else che decide di ripartire il giorno seguente. La vicenda però al fatidico giorno seguente non ci arriverà. Infatti dopo la scena madre Else si sente male e sviene. Riportata nella propria camera la giovane si uccide con una forte dose di sonnifero che aveva già preparato in precedenza. Una storia triste e tragica nella quale la giovane signorina Else spicca nella duplice veste di vittima sacrificale e di eroina.

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Review: La felicità sul tetto del mondo

La felicità sul tetto del mondo
La felicità sul tetto del mondo by Michela Alessandroni
My rating: 5 of 5 stars

Che i libri possano portare i propri lettori a visitare paesi anche molto lontani senza muoversi da casa è una cosa risaputa. Grazie a “La felicità sul tetto del mondo” della bravissima Michela Alessandroni questo è ancora più vero. Infatti con questo suo diario di viaggio Michela Alessandroni non solo ci porta con sé a visitare alcuni tra i luoghi con maggior fascino al mondo ma ci fa fisicamente sentire, vedere, assaporare e vivere quello che lei stessa, durante i giorni nei quali è arrivata da Roma fino al Campo Base dell’Everest, ha sentito, visto, assaporato e vissuto in prima persona.
Se pensate che io stia esagerando non avete altro da fare che acquistare e leggere la vostra copia de “La felicità sul tetto del mondo” e rendervi conto di quanto risponda a verità quello che ho appena affermato. Nel libro non si trova solo la cronaca del trekking vero e proprio ma vi trovano posto anche annotazioni relative ai luoghi visitati, alle persone incontrate, all’ambiente tanto geografico quanto politico, culturale, religioso e sociale, oltre ai profumi e ai sapori dei cibi e delle bevande consumate durante il periodo trascorso ai piedi della catena montuosa che racchiude i Giganti di roccia più alti al mondo.
Il racocnto o, se preferite, la cronaca di Michela Alessandroni ha un grado di realismo tale che leggendo il suo diario il lettore si riesce ad immedesimare a tal punto da avvertire, sul proprio corpo, la fatica dei giorni di cammino, la mancanza di ossigeno dovuta all’altitudine, addirittura il freddo, polare quando Michela e la sua compagnia raggiungono l’ultima tappa prima di approdare alla meta del trekking ovvero, come ho detto all’inizio, il campo base dell’Everest.
Un diario di viaggio che ha in sé molto più della semplice e diaristica cronaca di una pur entusiasmante esperienza di viaggio, un testo vivo in grado di trasmettere sensazioni e momenti di autentica poesia ai propri lettori. Una lettura imprescindibile per chiunque!

 

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Review: Uomini e topi

Uomini e topi
Uomini e topi by John Steinbeck
My rating: 5 of 5 stars

Non credo di aver mai letto un libro che mi abbia commosso tanto quanto “Uomini e topi” di John Steinbeck ed allo stesso tempo un libro arrivato al termine del quale mi sono trovato a dire a me stesso: “Beh, se proprio doveva finir male è meglio che sia andata in questo modo“. Il romanzo narra la vicenda di George e Lennie, due uomini che girano di ranch in ranch per cercare lavoro e per sfuggire ai guai, a volte ai Grossi Guai, che Lennie, uomo dal corpo di un gigante ma dal cervello di un bambinone, combina pur senza voler far nulla di male. A sostenerli è il progetto, o meglio il sogno o l’utopia, di avere, un giorno, un proprio piccolo pezzo di terra da coltivare e nella quale allevare degli animali tra i quali i conigli, sogno di Lennie. Il sogno di questa loro piccola terra promessa svanisce del tutto dopo che Lennie combina il suo ultimo Grosso Guaio. Una domenica pomeriggio, mentre gli altri lavoranti del ranch sono impegnati in una gara ai ferri di cavallo, la moglie del figlio del proprietario del ranch, una trappola da galera per utilizzare un’espressione di George, si avventura nel fienile e qui incontra Lennie intento a decidere come comportarsi col suo cucciolo di cane che egli ha appena ucciso dopo che questi, ancora piccolino, aveva tentato di morderlo. La ragazza si avvicina a Lennie e comincia a parlare con lui. Chiacchiera dopo chiacchiera si siede vicino a lui e lo invita, saputo quanto a lui piaccia carezzare le cose morbide, a carezzarle i capelli. Le carezze di Lennie si fanno brusche e la donna si mette a urlare. Nel tentativo di farla smettere Lennie prima le mette una mano sulla bocca poi comincia a scuoterla fino a che non le spezza l’osso del collo. Lennie scappa a nascondersi nella vicina macchia, proprio come gli aveva detto di fare George in un caso simile. Lì aspetta l’arrivo dell’amico immaginandosi che questi sia davvero imbestialito stavolta. Invece George arriva ed è tutto calmo. Però Lennie lo sprona a dirgli le cose che gli diceva sempre quando era arrabbiato e poi lo spinge a raccontargli ancora una volta del loro Piccolo sogno americano. Mentre racconta George, sapendo che di lì a poco, arriverà un gruppo di uomini del ranch, con alla testa il marito della donna uccisa e sapendo di quanto essi siano pronti ad uccidere Lennie, spara poco sotto la nuca dell’amico uccidendolo. Un dramma nel quale uomini traditi da un paese ancora troppo fresco reduce dalla Grande Depressione per poter mantenere le proprie promesse di benessere vivono e lavorano sostenuti dai propri piccoli grandi sogni. Gli unici in grado di dare un senso alla vita, ieri come oggi.

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Review: Io ti ho già visto nelle mie parole

Io Ti Ho Già Vist o Nelle Mie ParoleIo ti ho già visto nelle mie parole by Smeralda Fagnani
My rating: 5 of 5 stars

In questa raccolta si entra, grazie a una serie di poesie di rara eleganza, dentro l’esistenza e i sentimenti dell’autrice, la talentuosa e raffinata Smeralda Fagnani. La poetessa e poliedrica artista ci racconta sentimenti, sensazioni, emozioni e ci regala scorci di sublime. Versi tersi e scritti divinamente ci fanno trascorrere delle ore di piacevolissima lettura. Il libro si compone di due parti; la prima che raccoglie le poesie che formano la raccolta intitolata, come l’intero libro, “Io ti ho già visto nelle mie parole” e la seconda che raccoglie alcune poesie tratte dalla raccolta “Orizzonti di pensiero” edita, come questo libro, dalla Rupe Mutevole Edizioni. Ogni poesia ha in sé una musicalità interna che rende la lettura fluida e scorrevole e che abbraccia il lettore trasportandolo tra i flutti di una scrittura sopraffina. Alcune di queste poesie, se non fosse per il fatto che portano titoli specifici e diversi, sembrano essere parti di un’unica ode. Altre poi si completano tra loro andando ad incastrarsi alla perfezione,come se fossero brani di un unico discorso suddiviso in più capitoli poetici.
Non ho altro da aggiungere se non il mio più fervido consiglio di acquistare e gustarvi questa raffinata raccolta di versi. Buona lettura a tutte e tutti voi! 🙂

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Review: Canto dell’effimero

Canto dell'effimero
Canto dell’effimero by Eugenia Serafini
My rating: 5 of 5 stars

Effimero: che ha breve durata. Detto di cose che, come direbbero i nostri cugini transalpini, durano “l’espace d’un matin”. Col suo “Canto dell’effimero” la bravissima e poliedrica artista Eugenia Serafini costruisce, o meglio dà vita, ad un poema nel quale la parola ha il suo spazio vitale. Un poema nel quale le parole scorrono ariose, in un gioco a rincorrersi con i disegni. Un poema nel quale l’autrice narra di quelle piccole grandi cose che pur se di breve durata, pur se effimere appunto, sono importanti, anzi molto importanti, per le nostre vite.
Il poema, edito dalla Flower-ed e disponibile in formato elettronico è un’opera che gli amanti della poesia non possono non avere nella propria biblioteca, sia essa elettronica o cartacea o di ambo i tipi. Un’opera nella quale la parola, la ricerca sulla parola e il verso, è giocata in maniera sapiente ed elegante.
Il “Canto dell’effimero” di Eugenia Serafini si giova della prefazione di Elio Pecora e della postfazione firmata dalla stessa autrice nella quale Eugenia Serafini illustra la propria opera e la propria filosofia artistica. Il “Canto dell’effimero” di Eugenia Serafini insegna ai propri lettori quanto peso hanno anche le cose che per loro natura hanno breve durata e quanto sia importante goderne a fondo, per non ritrovarsi, un domani ad avere il rimpianto di non averle sapute gustare.

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