Review: I Watson

I Watson
I Watson by Jane Austen
My rating: 5 of 5 stars

Dopo quattordici anni durante i quali era stata affidata alle cure della zia paterna e del marito di lei, Emma Watson, la più giovane della nidiata torna a casa dalla propria famiglia. Ci torna però senza un soldo dopo che la zia, avendo affidato la gestione delle proprie sostanze, sostanze ereditate alla morte del marito, ad una donna con un pessimo fiuto, aveva visto dilapidata quella che avrebbe dovuto essere, nei piani suoi e del marito, la rendita spettante alla nipote. Tornata quindi a casa senza un soldo e trovando il padre sofferente e spesso impossibilitato a lasciare la propria stanza ed il proprio letto, Emma, la volitiva e decisissima Emma, si trova, come le altre ragazze in età da marito, immersa in una società che sembra avere, anzi ha, come unico scopo quello di realizzare un buon matrimonio.
Ma i problemi per Emma non sono certo tutti qua. Infatti nemmeno i rapporti in famiglia sono idilliaci, specie quando fanno ritorno a casa la sorella Margareth, una ragazza leggera e capricciosa, il fratello Robert, amante solo del denaro e del vivere agiato e la moglie di lui, Jane, altro esemplare di donna tutta apparenza e niente sostanza. La conferma di questo suo mal sopportare i battibecchi, spesso accesi, che si creano in seno alla ritrovata famiglia, è il fatto che Emma, ad un certo punto, preferisce stare a fare da infermiera al padre infermo piuttosto che stare in mezzo al resto della famiglia. Smacco finale per il fratello e la cognata, tanto sicuri della propria vita e tanto desiderosi di sbandierare il proprio benessere, è il rifiuto, al termine di questo racconto incompiuto, di Emma di seguirli nella loro dimora e di soggiornare un certo periodo con loro come aveva fatto la sorella Margareth fino a pochi giorni prima. Un racconto questo che ci presenta e ci fa infinitamente apprezzare quella che è forse la più straordinaria figura femminile uscita dall’ingegno di Jane Austen.

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